Riconoscersi genitori nel processo della separazione: emozioni, difficoltà, risorse

Studentessa: Pipinato Daniela
Titolo tesi: Riconoscersi genitori nel processo della separazione: emozioni, difficoltà, risorse
Docente relatore: prof. Nicola Giacopini
Controrelatore: prof.ssa Laura Fressini
Presidente Commissione di tesi: prof.ssa Signorotto Beatrice
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 26/02/2014

Il titolo di questa tesi contiene la sfida del riconoscimento di un ruolo, quello genitoriale, che con la separazione dev’essere necessariamente rivisto sia dal punto di vista pratico, ma soprattutto psicologico ed emotivo: da dove arriva tale riconoscimento e perché è così importante che ci sia?
L’affidamento dei figli nei casi di separazione e divorzio è regolamentato in Italia dal 2006 dalla legge n.54 che prevede nella quasi totalità dei casi la formula della condivisione della genitorialità: comunque si voglia definire il vissuto emotivo di una coppia che si sta separando (molto spesso prevalgono sentimenti di delusione, rabbia, rancore, voglia di vendetta…), è chiaro come le ferite rendano impraticabile o comunque di difficile realizzazione la collaborazione genitoriale, almeno in un primo periodo, figuriamoci la condivisione. Sarebbe infatti superficiale pensare che responsabilità, coerenza e collaborazione da parte di mamma e papà possano scaturire per incantesimo soltanto da un mutamento giuridico: quei genitori sono gli stessi che nella maggior parte dei casi stanno vivendo da tempo un rapporto più o meno ostile e le questioni irrisolte sul piano coniugale e personale non potranno che ricadere su quello genitoriale, con chiare e ripetute conseguenze sui figli. È come dire che la legge è ottima nell’enunciazione dei principi (finalmente è il diritto del minore ad essere posto al centro), ma parallelamente non indica gli strumenti perché questa “condivisione” a livello genitoriale sia supportata, maturata e messa in pratica.
Non si tratta di passare dal conflitto al consenso, ma di gestire le contraddizioni e la diversità dei punti di vista cercando una terza via, che si fondi sul riconoscimento di un bene che c’è stato (e che c’è…concretizzato soprattutto nella presenza del figlio), ma che nel passaggio critico della separazione fa  fatica ad emergere e ad essere riconosciuto. Il percorso è lento, graduale e molto spesso la famiglia che sta attraverso il travaglio della separazione, ha bisogno di supporti e risorse esterne, descritte nell’ultima parte di questa tesi. Ma per cercare l’aiuto e il tipo di sostegno necessario, è necessario uscire dalla normalizzazione, dettata dalla diffusione del fenomeno, per entrare nel senso dell’evento separativo che ogni famiglia vive in modo unico perché particolare è la propria storia e i legami che la costituiscono. L’Italia è un Paese che ha forti tradizioni familiari, ma che poi concretamente non sa tradurre l’importanza della famiglia in politiche ed interventi sociali che la sappiano mettere al centro: si fa fatica a vedere e a valorizzare la famiglia, le sue potenzialità di capitale umano e parallelamente a percepire quanto le prove e le sofferenze delle nuove generazioni, soprattutto quelle che vivono la fragilità e la conflittualità familiare, stiano interpellando il sociale. E così l’inazione è la via scelta, più o meno consapevolmente, nel nostro Paese a differenza di altri contesti, meno ricchi quanto a reti di relazioni familiari, ma più disponibili a proporre iniziative e supporti specifici.
Per questo è indispensabile che i due genitori sappiano mettersi in discussione e ricerchino modalità che rendano possibili un reciproco riconoscimento e una rinnovata alleanza genitoriale, punto di partenza indispensabile per poter gestire quell’affidamento condiviso che troppo spesso nasconde una sofferta gestione parallela della genitorialità, saltando completamente quel noi genitoriale necessario per una crescita serena dei figli: altrimenti saranno proprio loro, i figli, posti nel mezzo che tenteranno di creare e stabilire le connessioni mancanti tra i loro genitori, con chiare ricadute e conseguenze sul piano personale.


The title of this work contains a challenge: to recognize the role of being parents. This role needs to be revised when separation between parents happens and needs to be revised  both on practical ground and also considering the psychological and emotional side: why is it so important that this new role can be recognized?
In Italy children are entrusted to both parents in case of separation or divorce and this is regulated  by law n. 54 in 2006 which foresee for almost all the cases  the sharing of parenthood. Often parents are experiencing anger, anguish, disappointment, rancor and desire to revenge each other: it is obvious that their unhealed wounds make it difficult to collaborate as parents and even more complicate to share responsibilities. No one should expect that the two separated parents become collaborative only because of the changing of law. These parents are the same persons  who are experiencing hostility and bitterness and  their  unsolved personal and relational  problems will be reflected in their parenthood with consequences on  their children.
In principle this law seems perfect (finally children have the rights to be the focus of this matter) but this law does not show the tools for supporting, promoting and achieving the shared parenthood.
It is not simply a matter of resolving a conflict into a new harmony, but it is a matter of handling contradictions and diversities of point of views and  looking for a third way, which can accommodate both and is based in what good  was (for sure their child) and which is hard to acknowledge and let is rise in the critical phase of separation.
The journey is slow, it must be made step by step and often the family facing the difficult time of separation needs external support and care, which will described at the end of this thesis. Nevertheless, to look for help and necessary support, it is important to sort out from a specific mentality which consider the separation something normal since it is a common phenomenon and enter into this separation event that is a unique experience because part of a unique history and relationship.
Italy is a country where the family tradition is strong, but this has not lead to a proper legislation and to adequate social actions to support the family. It is difficult to promote the family in all its potentialities and feel how much the attempts and the sufferings of the new generation, especially the ones who live the fragilities and the family struggles, need a social help. And so the inaction is the chosen way in our country ,whether consciously or not, and we cannot avoid to notice that in other countries where family net of relationships are less strong, people are more ready to establish activities to support the family.
For this reason it is necessary for both parents to reopen the whole question and  look for solutions who allow them a mutual acknowledgement and new parental alliance  as a starting point  to manage the shared parenthood which is too often a parallel suffered management.  Both parents should skip  the ‘we parents ‘and focus themselves on the serene growth of their children , if not the children themselves will try to establish those connections which their parents are lacking of but with inevitable consequences on the personal level.