Ambienti virtuali e mutamenti psico-esistenziali contestuali ai “primi anni di vita”: “funzionamenti” e “attaccamenti”

StudenteMarta De Biasi 
Titolo tesiAmbienti virtuali e mutamenti psico-esistenziali contestuali ai “primi anni di vita”: “funzionamenti” e “attaccamenti”
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Umberto Fontana
Data discussione tesi: 17 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Questo elaborato inizia attraverso un excursus storico riguardante lo sviluppo dei media digitali. Diversi autori ne hanno approfondito la nascita e la progressiva evoluzione, riuscendo, in questo modo, a inserire le loro considerazioni all’interno del panorama scientifico attuale. Viene analizzata la tematica dei nuovi media, argomento di grande attualità e spessore, chiarendone caratteristiche, peculiarità, utilizzo e soggetti fruitori. Si delinea poi come, durante questa rivoluzione digitale, ne risulti un nuovo stile comunicativo e di conseguenza una vera e propria mutazione antropologica. Vengono così coniati vari pseudonimi per la nascita di questo nuovo genere di Homo: Net Generation, nativi digitali, Homo zappiens, eccetera. Questa generazione è nata in un mondo aumentato digitalmente dove le tecnologie caratterizzano la vita e dove esiste il reale e altrettanto reale è la sua espansione virtuale. La tecnologia, struttura ossea dell’ambiente in cui il nativo digitale nasce e cresce, ha generato una vera e propria “società Multischermo”. Oggi questa dimensione digitale è molto presente nel contesto di sviluppo dei bambini e ha valore tanto quanto le altre dimensioni della loro vita, ma nonostante l’alta connettività domestica, le famiglie riscontrano difficoltà a educarli al digitale. Il corpo del testo, la parte clinica del lavoro, esamina i cambiamenti che potrebbero riscontrarsi in tre diverse aree della maturazione del soggetto: apprendimenti, regolazione emotiva e dell’arousal e capacità attentive. Il fine dell’ultimo capitolo è, invece, di offrire - sulla scorta delle posizioni di M. Klein e D. Winnicott - un confronto tra il pensiero dei teorici delle relazioni oggettuali, e le nuove modalità interattive della diade bambino - caregiver, influenzate dalla costante presenza e dall’utilizzo dei vari device elettronici. È sempre più evidente come le nuove tecnologie stiano trasformando il sistema familiare, i rapporti interpersonali e la costruzione dell’identità rispetto a com’era in passato. Dato che il digitale è qui per restare, è opportuno comprendere meglio la relazione con tali strumenti. L’augurio è quello di una presa in carico collettiva dove società civile, istituzioni e, in primo luogo, genitori, si assumano la responsabilità di fornire una corretta educazione mediale digitale alle nuove generazioni. In altri termini, aspirare a un uso intelligente degli schermi.

Several authors have investigated the birth and the progressive evolution, of the digital media, entering their considerations in the current scientific panorama. The topic of the new media, question of great relevance and depth, is analyzed clarifying features, peculiarities, use and users. Hence comes out that, during this digital revolution, a new communicative style and therefore a real anthropological mutation emerges. Several pseudonyms are coined for the birth of this new kind of Homo: Net Generation, digital natives, Homo zappiens, etc. This generation was born in a digitally increased world where technologies characterize life and where the real exists so as its virtual expansion. Technology, bone structure of the environment in which the digital native is born and grows, has generated a true "multi-screen company”. Nowadays this digital dimension is very present in the context of children's development and has got so much value as the other dimensions in their life, but despite high domestic connectivity, families find it difficult to educate them in digital. The body of the text, the clinical part of the work, examines the changes that could occur in three different areas of the subject's maturation: learning, emotional and arousal regulation and attentional abilities. Moreover - on the basis of the positions of M. Klein and D. Winnicott - the purpose of the last chapter is to offer a comparison between the object relations theorists’ thought, and the new interactive modalities of the dyad child - caregiver, modes influenced by the constant presence and the use of the various electronic devices. It is increasingly evident that new technologies are transforming the family system, the interpersonal relationships and the construction of identity, compared to how it used to be in the past. Since digital is here to stay, it is appropriate to better understand the relationship with these tools. The hope is that of a collective take-over where civil society, institutions and, first of all, parents, could take responsibility for providing a correct digital media education to the new generations. In other words, to aim to an intelligent use of the screens.