Attraverso la pelle. Materia, Simbolo, Cura tra Psicoanalisi e Atropologia

Studente: Priani Egidio
Titolo tesi: Attraverso la pelle. Materia, Simbolo, Cura tra Psicoanalisi e Atropologia
Docente relatore: prof. Rossi Lino
Controrelatore: prof. Marchioro Giovanni
Presidente Commissione di tesi: prof. Giacopini Nicola
Data: 10/10/2014

La tesi prende in esame “l’oggetto scientifico pelle”; tale nozione viene delineata e sviluppata attraverso un itinerario concettuale che si muove tra psicoanalisi e antropologia culturale.
Queste due discipline condividono infatti un comune oggetto di pensiero e di azione: l’ incontro con l’altro; incontro con l’altro che al tempo stesso e’ , inevitabilmente, incontro con se’.
Intorno alla nozione-metafora della “Pelle”, la contaminazione teorica tra i due ambiti disciplinari, psicoanalisi e antropologia, si rivela di grande  fecondita’ e arricchimento per entrambe: dai rispettivi osservatori, le due discipline giungono infatti a conclusioni analoghe e fortemente integrate circa il carattere fondamentale del contatto tattile  per lo sviluppo fisico e psico emotivo del bambino; in ultima istanza, per la formazione della sua identita’ anche adulta.
La ricerca, nel trattare il fondamentale lavoro di Anzieu, ne esplicita le radici Freudiane e ripercorre le lezioni di Paul Federn, di Esther Bick, nonchè dell’insigne antropologo Ashley Montagu; viene pure evidenziato come il pensiero di Anzieu si integri con le riflessioni di Meltzer e soprattutto di Bion e Winnicott.  Estremamente significativi risultano i contributi italiani di Gaburri, Gaddini, La Scala.
Il tatto è all’origine della vita psichica, ne costituisce il nucleo mentale, lo sfondo sui cui i contenuti psichici si inscrivono come figure.
D’altro canto, si analizza come la separazione mondo interno/mondo esterno, non potrebbe trovare ospitalità in una cultura tradizionale ove il terzo è l’appartenenza stessa; nelle culture tradizionali non assistiamo ai processi di interiorizzazione nel senso in cui  noi occidentali  siamo abituati a concepirli.  La mente, almeno parzialmente, è rimasta “fuori”, nel gruppo sociale, nel clan, nella sfera collettiva; è lì che ritroviamo il sedimento ultimo del principio di identita’. Ci soccorrono qui le indagini di Le Breton, Van Gennep, Nathan, , Ulnik, Favazza, Lemma ed altri ancora. Con le discipline antropologiche, incontriamo una “pelle gruppale” quale dispositivo di regolazione e scambio tra individuo e gruppo, macchina psicologica atta a scandire fisicamente e metaforicamente le tappe evolutive individuali e collettive. La ricerca dunque ruota intorno al binomio pelle- formazione dell’identita’.

The Thesis examines the “skin as a scientific object”. This issue is profiled and expanded through a theoretical itinerary, which moves between psychoanalysis and cultural anthropology.
These two fields of knowledge have in common the same object of thought and activity: the encounter with the other; an encounter which is, at the same time and necessarily, encounter with one’s self.  
The respective theoretical influences between psychoanalysis and anthropology can be  fruitful and a source of enrichment for both of them; more specifically, by the notion of “Skin”, these two disciplines come to comparable and strongly integrated conclusions about the fundamental character of tactile contact for the child physical and psycho-emotional development. Finally, the tactile contact is the precondition of the personal adult identity.
Considering the fundamental work of Didier Anzieu, my research explains its Freudian roots and retraces Paul Federn and Esther Bick’s lessons as well as the original intuitions of the eminent anthropologist Ashley Montagu. It is important to underline the way in which Anzieu’s thought, combines with Meltzer’s reflections and, most of all, Bion and Winnicott’s theories. Italian contributions to the matter are also very relevant; we refer to the works of Gaburri, Gaddini and La Scala.
The touch is at the origin of psychical life; it is the nucleus of mental life, the background in which psychical contents take place.
The thesis argues that the separation between the inner world and the external world could not have a place in traditional cultures, in which the third is the belonging itself. In traditional cultures, we do not observe internalisation processes in the sense in which we, as occidentals, are used to perceive them; the mind, at least in part, has stayed “out”, in the social group, in the clan, in a collective dimension.  It is there, where we can trace the origin of the identity principle.
The studies of Le Breton, Van Gennep, Nathan, Ulnik, Favazza, Lemma and others, are of remarkable importance for our thesis: thanks to the anthropological disciplines, we get in touch with a “group skin”, a sort of adjustment and exchange device between the individual and the group; a symbolic and metaphoric machine, able to sanction the evolving individual and collective stages.
Finally, our research focuses on the couple “skin – identity formation”.