Comprendere per Apprendere. La comprensione del testo: quali strumenti di indagine e quali strumenti di recupero potenziamento

Studentessa: Adami Laura
Titolo tesi: Comprendere per Apprendere. La comprensione del testo: quali strumenti di indagine e quali strumenti di recupero potenziamento
Docente relatore: prof.ssa Lodoli Mavi
Controrelatore: prof. Benatti Fabio
Presidente Commissione di tesi: prof. Fontana Umberto
Laurea triennale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 04/03/2014

Nel momento in cui il bambino entra nella scuola primaria ed inizia ad acquisire la letto-scrittura, egli deve compiere una transcodifica dal codice verbale orale al codice scritto e viceversa. Nella maggior parte dei casi questa abilità, che già dopo pochi mesi di scolarizzazione risulta automatica per quasi tutti gli scolari, presenta all’inizio alcuni elementi specifici da affrontare, che nella maggior parte dei casi non costituiscono dei veri e propri ostacoli e vengono risolto in modo agevole da quasi tutti gli alunni.
Il bambino con normale sviluppo dell’apprendimento scolastico si trova ad affrontare le classiche difficoltà quali:
- Segmentare le parole in singole unità di suono, il fonema. Per l’alunno in erba questa attività inizialmente non risulta spontanea in quanto per apprendere il linguaggio verbale gli alunni hanno utilizzato sillabe e non singoli fonemi.
- Per scrivere correttamente, i giovani alunni, devono imparare a considerare il contesto fonemico, ciò significa che devono prendere in considerazione il fonema che segue.
Solitamente dopo l’iniziale impatto scolastico l’alunno con adeguato sviluppo dell’apprendimento acquisisce una adeguata capacità della letto-scrittura che lo porterà a comprendere, in futuro, testi più complessi, ampliando sempre di più le sue conoscenze. Inoltre imparerà a produrre testi scritti che inizialmente saranno semplici, ma con il tempo e soprattutto con l’allenamento arriverà a creare testi più impegnativi ed infine sarà in grado di memorizzare materie di studio di alto livello.
Se lo studente in erba dovesse manifestare, o nell’immediato o strada facendo, difficoltà nell’apprendimento scolastico la strada dello studio sarà più tortuosa e dura in quanto la comprensione dei testi scritti e la loro memorizzazione sarà più impervia come lo sarà anche la produzione di testi scritti.
I bambini che hanno difficoltà ad imparare la letto-scrittura sono circa il 5% anche se non tutti diventano dislessici, questi rappresentano una importante parte di alunni che incontrano problemi fin dal primo contatto con la scrittura e che probabilmente svilupperanno da subito un rapporto negativo con il linguaggio scritto, strumento indispensabile per tutto il percorso scolastico.
Per cui acquisire una buona comprensione del testo è un obiettivo fondamentale in una società alfabetizzata come la nostra, ma soprattutto una comprensione adeguata risulta essere un aspetto centrale nell’apprendimento scolastico. Risulta, pertanto, estremamente importante, nella popolazione scolastica, prestare maggiore attenzione allo sviluppo della comprensione individuando difficoltà nella sua acquisizione dato che comprendere un testo è una competenza trasversale all’apprendimento e di conseguenza al successo. E’ dimostrato che studenti con problemi nella comprensione del testo hanno, purtroppo, un rendimento scolastico basso non solo in materie letterarie, ma anche in discipline scientifiche come matematica e scienze.
La caratteristica principale del disturbo di comprensione del testo è la difficoltà a comprendere in modo adeguato il significato del testo a fronte di buone competenze cognitive e buona abilità di decodifica.
Se l’alunno manifesta problematiche negli apprendimenti scolastici relativi alla, lettura, scrittura, comprensione del testo, calcolo, questi si ripercuoteranno su tutto il rendimento scolastico compresa la motivazione e l’autostima. Pertanto è utile e fondamentale una precoce indagine clinica e se necessario accompagnare l’alunno attraverso un percorso di recupero mirato nelle aree che si presentano maggiormente deficitarie.