La disciplina a scuola con gli adolescenti alla luce della neurobiologia. Il contributo di Daniel J. Siegel

Studente: Monica Pelloia
Titolo tesiLa disciplina a scuola con gli adolescenti alla luce della neurobiologia. Il contributo di Daniel J. Siegel
Docente relatore: Prof. Sonia Marcon
Docente controrelatore: Prof. Giovanna Borsetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 12 ottobre 2018
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

L’argomento scelto riguarda la promozione e la gestione della disciplina con gli adolescenti a scuola ripensata alla luce del contributo della neurobiologia interpersonale di Daniel J. Siegel, secondo il quale, lo sviluppo delle strutture e delle funzioni cerebrali dipende dal modo con cui le esperienze, in particolare quelle legate alle relazioni interpersonali, influenzano la loro maturazione ed integrazione. Quando si parla di regole e di disciplina con gli adolescenti, si pensa a qualcosa di faticoso e difficile che ha a che fare con regole di comportamento in classe e “cattiva condotta”.Tuttavia, ripensando al significato etimologico del termine disciplina, dal latino “insegnare”, e alla luce delle più recenti informazioni sulla neuroplasticità, l’insegnante potrebbe rivalutare la gestione della disciplina con l’adolescente considerandola come reale opportunità di conoscenza e di crescita dell’adolescente, come esperienza importante e significativa in grado di contribuire al suo sviluppo cerebrale. E’ un dato di fatto che il cervello si trasforma in risposta all’esperienza e quindi anche l’atto disciplinare, in quanto esperienza, “cabla”, “cambia” il cervello che “sta cambiando”. La sfida è quella di proporre ai docenti un approccio alla disciplina “ad alto contenuto relazionale e a bassa conflittualità”, per favorire l’integrazione cerebrale, con lo scopo di contribuire alla formazione di una persona/cittadino in grado di comprendere meglio se stessa, di prendere decisioni buone per sé e che sa collaborare e relazionarsi con gli altri in modo costruttivo.

The topic of this work is the promotion and the management of discipline of adolescents at school, under the light of the interpersonal neurobiology approach devised by Daniel J. Siegel. According to this theory, the development of cerebral structures and functions depends on how life experiences, especially interpersonal relationships, influence growth and integration. When it comes to rules, discipline and teenagers, we usually think about a series of hard and difficult situations concerning misbehaviour in class and bad attitudes. However, going to the etymology of the word “discipline”, from the Latin “insegnare”, and considering the most recent information on neuroplasticity, teachers can re-think the idea of discipline in classes of adolescents under a new perspective, as a real opportunity for understanding and growth and as an important and meaningful experience that can affect brain growth. As a matter of fact, the experiences we have shape our brain and for this reason it can be said that discipline, as an act of experience, “wires”, “changes” the “changing” brain. A challenging opportunity is therefore offered to teachers: an approach to discipline with a “highly relational content and a low grade of conflict” to stimulate cerebral integration, so to favour the formation of a person/citizen who is self-aware, and capable of making good decisions, collaborating with others and building positive relationships.