Il minore vittima di abuso: entrare in punta di piedi nel suo mondo silenzioso

Studentessa: Dicorato Anna Francesca
Titolo tesi: Il minore vittima di abuso: entrare in punta di piedi nel suo mondo silenzioso
Docente relatore: prof. Monzani Marco
Controrelatore: prof. Benatti Fabio
Presidente Commissione di tesi: prof. Diotto Mariano
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 11/10/2014

Parlando di minore vittima di abuso, ci riferiamo a tutti quei comportamenti da parte di adulti (parenti o estranei), che danneggiano in modo grave lo sviluppo psicofisico del minore, impedendone una crescita armonica.
Una forma molto grave di abuso, particolarmente traumatica per il minore, è l’abuso sessuale, presente in tutte le classi sociali. Molto spesso il concetto di abuso sessuale viene confuso con il concetto di pedofilia; dal punto di vista giuridico, la distinzione è invece molto netta.
La pedofilia insieme al voyeurismo e l’esibizionismo, sono i disturbi parafilici che più comunemente vengono trattati nelle cliniche specializzate.
Il trattamento delle parafilie è in genere multimodale e multisistemico, ossia comprende strategie diverse e operatori di varia natura.
La pedofilia o meglio il disturbo pedofilico,  è quindi  una parafilia caratterizzata dall’attrazione  erotica verso i bambini. Quando questa tendenza attrattiva nei confronti di un minore, si esplicita in azioni dai comportamenti sessuali connotati, tali da recare danni al minore, si parla di abuso sessuale. La letteratura scientifica è concorde nell’affermare che non esistono indicatori specifici di abuso sessuale, per cui i disturbi rilevati in un minore possono essere riconducibili a causa di natura diversa.
Le conseguenze traumatiche che un abuso provoca su un minore, le implicazioni sulla sua sfera emotiva anche durante il processo di crescita, impongono un approccio discreto, non invasivo nei confronti del minore, adottando atteggiamenti e strumenti idonei , allo scopo di salvaguardare , proteggere e tutelare il benessere del minore. A questo proposito sottolineiamo gli accorgimenti da adottare nel colloquio con il minore, vittima di presunto abuso. È essenziale entrare in sintonia con il minore, metterlo a proprio agio, costruire un rapporto che lo metta in grado di raccontare liberamente l’evento, chiudendo il colloquio in modo da instaurare un’atmosfera per lui, la più rilassante possibile. Vista la delicatezza dell’argomento e la gravità che queste situazioni possono implicare, è importante porre in atto strumenti d’intervento (educativi, terapeutici, individuali e sociali), indirizzati a prevenire le evoluzioni negative, in senso sia psicopatologico sia psicosociale, dei minori vittime di abuso.
La valutazione psicologica e criminologica, richiesta in due casi reali di procedimenti penali, ha permesso di approfondire la metodologia di applicazione della SVA, ovvero lo strumento tecnico oggi più accreditato per valutare l’attendibilità del minore e la credibilità del suo racconto.