L’irrecuperabilità del malato è spesso implicita nel luogo che lo ospita

Studente: Celeste Casarin
Titolo tesiL’irrecuperabilità del malato è spesso implicita nel luogo che lo ospita
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Presidente commissione di tesi: Prof. Nicola Giacopini
Data discussione tesi: 14 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

In questo percorso di tesi si vuole approfondire il tema della malattia mentale.
Questo progetto mira essenzialmente a dimostrare la possibile correlazione tra cronicità e luogo che cura. E questo obiettivo non può prescindere dal fare chiarezza sul cosa si intenda per cronicità in psichiatria e da cosa essa sia dovuta. In base all’idea che si aveva della malattia mentale nella storia si sono creati appositi spazi per gestirla e controllarla. Il manicomio ad esempio rispondeva principalmente al mandato sociale di contenere e allontanare la follia dal mondo. Con la legge 180 Italiana del 1978 proposta dallo psichiatra Veneziano Franco Basaglia i manicomi sono stati chiusi, ma è importante ricordare come alcune forme manicomiali possano essere ancora presenti nelle istituzioni o nella rete di servizi odierna. Proprio per questo il secondo obiettivo di questo lavoro è quello di evidenziare i possibili rischi che potrebbero portare l’istituzione di oggi a riprodurre passate pratiche manicomiali. In questo lavoro inoltre, è stato dimostrato come sia possibile attuare forma di recovery e riabilitazione anche per i pazienti psichiatrici più gravi e come sia fondamentale per la persona con disturbi mentali reinserirsi nel territorio ed esercitare i suoi diritti da cittadino. E ancora, in questo elaborato si vuole comprovare come sia possibile attuare interventi e progetti che mettano al centro la persona con i suoi bisogni e con le sue esperienze, piuttosto che la malattia. Per questo è preferibile un approccio incentrato sulle risorse territoriali e personali più che sui deficit. Il paradigma biopsicosociale mostra come la malattia mentale sia dovuta a fattori biologici, genetici e sociali. Allo stesso tempo la malattia mentale provoca nel soggetto disturbi di tipo organico, psichico e sociale. Per questo sono preferibili approcci e strategie di intervento integrati che mirano allo stesso tempo sia al recupero fisico, psicologico e sociale della persona. A quest’ ultimo riferimento, è stato dimostrato come il lavoro e la vita indipendente siano indici molto favorevoli nel processo di guarigione.

In this project of thesis it has been examined the theme of mental desease.
This project focuses on demonstrating the possible correlation between the chronicity and the place that cure. With this purpouse I can not avoid the meaning of chronicity in psychiatry and from what it’s caused by. In history, there have been created proper spaces to manage and control the mental desease in relation to the idea of it. Mental institution, for example, mainly answered the social request of containing and removing madness from the world. With the italian law 180 of 1978, proposed by the venetian psychiatrist Franco Basaglia, the mental instituion have been closed, but it’s important to remember that some types of mental institutions could be still present in the institutions or in the network of services of today. It’s for this reason that the second purpouse of this thesis is highlighting the possible risks that could lead the institution of today to reproduce ancient practices of mental hospitals. In this project it has also been demonstrated how it is possible to realize forms of recovery and rehabilitation also for the most difficult psychiatry patiens and it’s foundamental for the person with mental deseases to reintegrate in the locally territory and exercising his rights as citizen. In this thesis, it has been also proved how it’s possible to realize intervention and projects which put in the center the person with his needs and his experiencies, rather than illness. For this reason it is preferable an approach based on territorial and personal resource rather than deficit. Biopsychosocial paradigm shows how mental desease is caused by biological, genetic and social factors. At the same time the mental desease causes in the subject organic, psychic and social disturbs. For this reason approaches and strategies of intervention that aspire to phisical, psychological and social recovery of the person are preferable. In reference to this, it has been demonstrated how work and indipendent life can be really positive indicators in recovery.