images/grafica/TESTATE/Tesi_triennale/eccellenze.png

Cura e sviluppo del linguaggio nell’interazione madre-bambino

Studente: Alice Bragagnolo
Titolo tesiCura e sviluppo del linguaggio nell’interazione madre-bambino
Docente relatore: Prof. Lino Rossi
Docente controrelatore: Prof. Giovanni Marchioro
Presidente commissione di tesi: Prof. Nicola Giacopini
Data discussione tesi: 23 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Tanto la relazione madre-bambino, quanto l’acquisizione linguistica infantile, sono oggetto di considerevole interesse per la psicologia. Il presente lavoro mira ad identificare la correlazione tra le cure materne nella prima infanzie e le origini del linguaggio, considerate sia da un punto di vista filogenetico che ontogenetico. Si ipotizza che la figura materna possa aver assunto una funzione di facilitazione nella storia evolutiva del linguaggio, così come la assume nello sviluppo linguistico individuale. La metodologia adottata corrisponde alla ricerca bibliografica di settore. La trattazione è articolata in tre sezioni. Nella prima si delinea la nozione di cura, quale condizione essenziale per ogni esistenza umana, per poi presentare alcune tra le posizioni più di rilievo, tra quegli autori si sono occupati del ruolo materno nello sviluppo psicologico del bambino. Nella seconda si presentano due ipotesi circa il ruolo della comunicazione madre-bambino nelle origini evolutive del linguaggio, facendo principale riferimento al contributo della paleoantropologia. Infine, nella terza sezione si analizza nel dettaglio il maternese, o baby talk, indagandone le funzioni principali attraverso diverse e autorevoli fonti scientifiche derivate dalla psicologia sperimentale. Questa analisi conferma la presenza di un ruolo di facilitazione dell’acquisizione linguistica nell’uso del maternese e ne evidenzia le somiglianze con il protolinguaggio evolutivo ipotizzato da alcuni paleoantropologi, per caratteristiche prosodiche e paralinguistiche, pur sottolineandone una compresente e prevalente funzione nel consolidamento dell’unione affettiva tra madre e bambino.

Both mother-child relationship and infant’s language acquisition are matters of considerable interest for psychology. The present work aims to identify the correlation between the maternal cares in early childhood and the origins of language, viewed both from a phylogenetic and an ontogenetic perspective. It is assumed that the mother figure could have a facilitating function for the evolutionary history of language, just as it serves the same function in the individual language development. The chosen methodology is the specific bibliographic research. This dissertation is divided into three sections. The first one explores the notion of care as an essential condition for every human existence and briefly explains the positions of some of the most important authors who dealt with the maternal function in the psychological development of the child. The second section presents two hypothesis about how mother-child communication might have played a role on the evolutionary origins of language, mostly referring to the contribution of the paleoanthropology. Finally, the third section shows a detailed analysis of the motherese, or baby talk, explaining its main functions through different scientific sources which have their origins in experimental psychology. This analysis confirms that the use of motherese facilitates language learning and highlights its similarities with the evolutionary protolanguage assumed by the paleoanthropologists, because of its prosodic and paralinguistic features. Nevertheless, it is shown that a function of reinforcement of the emotional union between mother and child is coexistent and prevalent.

Atteggiamento religioso e cammino verso la maturazione: una possibile integrazione

Studente: Samira Mastromauro
Titolo tesiAtteggiamento religioso e cammino verso la maturazione: una possibile integrazione
Docente relatore: Prof. Renzo Barduca
Docente controrelatore: Prof. Nicola Giacopini
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 22 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Il presente lavoro si propone come obiettivo quello di analizzare in che modo l’atteggiamento religioso conduce il giovane verso la sua crescita, la maturazione e formazione dell’identità. Per indagare tali questioni si segue una metodologia di lavoro che ha comportato un approfondimento bibliografico nell’ambito della Psicologia della Religione, con l’analisi di fonti scientifiche autorevoli. La ricerca si articola in tre parti. Nel primo capitolo si prendono in considerazione le caratteristiche dell’atteggiamento in senso generale e dell’atteggiamento religioso, soffermandosi in particolare sulla valenza integrativa di quest’ultimo. Nella seconda sono analizzate le tre fasi attorno a cui si struttura l’integrazione dell’atteggiamento religioso nel giovane. Nella terza, sono presentate alcune buone pratiche che l’educatore può utilizzare per promuovere un’integrazione religiosa che conduca verso la maturazione religiosa e umana del giovane. In ultimo si accenna ad alcune modalità erronee di approccio ai giovani e alle relative conseguenze.  La presente ricerca mette in luce come la funzione integrativa dell’atteggiamento religioso sia benefica per la crescita e la definizione dell’identità del giovane. 

The purpose of this work is to analyze how the religious attitude guides the young person to his growth, to his maturity and to the formation of his identity. The working methodology, which has been used in order to investigate these matters, has involved a bibliographic deepening in the field of the Psychology of Religion, including analysis of reliable scientific sources. The research is divided into three parts. In the first chapter, the features of the attitude are considered, both in general and in particular of the religious attitudes, with a focus on the integrative value of the religious attitude. The second chapter analyses the three phases of the integration of the religious attitude in the young person. The third chapter shows some good practices the educator can use in order to promote a religious integration which can lead to the religious and human maturation of the young person. Finally, some erroneous ways to approach to the youngsters are mentioned, with the possible consequences. This research highlights how the integrative function of religious attitude is beneficial for the development of the young person and for the definition of his identity.


Funzionamento intellettivo limite e memoria di lavoro: strategie di intervento

Studente: Ilaria Formentini
Titolo tesiFunzionamento intellettivo limite e memoria di lavoro: strategie di intervento
Docente relatore: Prof.ssa Lodoli Mavi
Docente controrelatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 21 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento attorno al quale si è scelto di sviluppare tale elaborato è la condizione di Funzionamento Intellettivo Limite (FIL). Si è partiti dall’ipotesi che un’area particolarmente deficitaria nei soggetti con tale funzionamento sia la Memoria di Lavoro e ci si è posti come obiettivo la presentazione di strategie di intervento utili a migliorare le prestazioni di questi soggetti. Questo lavoro, condotto per mezzo di una approfondita ricerca bibliografica che ha coinvolto diversi studi scientifici, si articola in tre sezioni principali: nella prima si presenta il tema dello sviluppo cognitivo e della specifica condizione di Funzionamento Intellettivo Limite; nella seconda ci si sofferma sull’analisi della Memoria di Lavoro e sulle relative difficoltà manifestate dai soggetti con FIL; la sezione conclusiva, con la conferma dell’ipotesi di partenza, viene dedicata alla proposta di alcune strategie di intervento rivolte a docenti, genitori e professionisti.

This work speaks about the topic of Borderline Intellectual Functioning (BIF). It was assumed that a particularly deficient area in subjects with such functioning is the Working Memory and the essay’s objective is present intervention strategies useful for improving the performance of these subjects. This work, based on book references involving several scientific studies, is divided into three main sections: in the first one it’s presented the topic of cognitive development and the specific condition of Borderline Intellectual Functioning; in the second one it’s discussed the Working Memory’s functioning and the relative difficulties manifested by the subjects with BIF and the last section, with the confirmation of the starting hypothesis, is dedicated to the proposal of some intervention strategies addressed to teachers, parents and professionals.

Musica e fonologia l’educazione musicale a sostegno dello sviluppo fonologico

Studente: Manuela Granzotto
Titolo tesiMusica e fonologia l’educazione musicale a sostegno dello sviluppo fonologico
Docente relatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Docente controrelatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 21 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte attorno all’importanza dell’educazione musicale a sostegno della competenza fonologica nella fascia d’età della scuola dell’infanzia. Nella prima parte della ricerca vengono ripercorse le tappe dello sviluppo del linguaggio e parallelamente quelle dello sviluppo delle competenze musicali nel bambino. Il lavoro prosegue con l’analisi delle differenze e delle somiglianze che ci sono tra i due sistemi musica e linguaggio. Nella terza parte, infine, si affronta l’importanza della didattica musicale per favorire l’apprendimento linguistico e vengono presentate delle proposte operative per le tre fasce d’età riguardanti: lo sviluppo lessicale, la discriminazione uditiva, la produzione, l’articolazione ed il potenziamento fonologico.

The topic chosen revolves around the importance of music education in support of phonological competence in the age of Infant School. In the first part of the research the stages of language development are retraced and in parallel those of the development of musical skills in the child. The work continues with the analysis of the differences and similarities between the two systems, music and language. Finally, the third part deals with the importance of music education to promote language learning and operational proposals are presented for the three age groups concerning: lexical development, auditory discrimination, production, articulation and strengthening phonological.

Robert Schumann, uno sguardo fenomenologico sulla malattia mentale del compositore. Una vita in bilico tra leader e abissi

Studente: Caterina Sambugaro
Titolo tesiRobert Schumann, uno sguardo fenomenologico sulla malattia mentale del compositore. Una vita in bilico tra leader e abissi
Docente relatore: Prof. Renato Lalli
Docente controrelatore: Prof.ssa Alessia Anello
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 16 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

La ricerca analizza la biografia di Robert Schumann, compositore di rilievo del Romanticismo europeo, addentrandosi nel suo sofferto percorso umano ed artistico segnato dalla malattia psichica; nel contempo tenta di esplorare il binomio genio-follia che si estrinseca in modo particolare attraverso l’arte. La stesura tiene sullo sfondo come punto di riferimento il paradigma dell’ osservazione fenomenologica. Nel primo capitolo verranno esposte le possibili correlazioni tra malattia psichica e arte, si espliciteranno le tesi di K. Jasper, E. Minkowski e L. Binswanger sulle dinamiche malinconiche e maniacali, per passare poi nei capitoli successivi all’analisi del caso clinico utilizzando la diagnosi della tripla clessidra: nosografica, fenomenologica, psicodinamica. A fare da guida a questa stesura gli scritti di Schumann, le testimonianze, i diari, la composizione musicale, il lavoro attento dei biografi. 

The research analyzes the biography of Robert Schumann, a prominent composer of European Romanticism, entering his suffered human and artistic path marked by psychic illness; at the same time he tries to explore the genius-madness binomial that is expressed in particular way through art. The drawing keeps the paradigm of phenomenological observation in the background as a reference point. In the first chapter the possible correlations between the mental illness and art will be exposed; the theses of K. Jasper, E. Minkowski and L. Binswanger on the melancholic and manic dynamics will be explained, to then pass to the chapters following the analysis of the clinical case using the diagnosis of the triple hourglass: nosographic, phenomenological, psychodynamic. Schumann’s writings, testimonies, diaries, musical composition, and the careful work of biographers act as guides for this draft.

Questioni epistemologiche in psicopatologia a proposito di mappe e realtà

Studente: Tiberia Pavan
Titolo tesiQuestioni epistemologiche in psicopatologia a proposito di mappe e realtà
Docente relatore: Prof. Renato Lalli
Docente controrelatore: Prof.ssa Alessia Anello
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 16 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Le questioni epistemologiche hanno da sempre costituito un argomento di interesse per chi si accinge a studiare una nuova disciplina o desidera conoscerne la storia. L’epistemologia indaga intorno alla struttura e ai metodi delle scienze, riguardo anche ai problemi del loro sviluppo e della loro interazione. Può riferirsi all’analisi critica dei fondamenti di singole discipline. In questo senso, lo scopo del lavoro è di indagare sui diversi approcci in psicopatologia che hanno portato a diagnosi e cure differenziate in base ai fondamenti assunti da tali prospettive. La ricerca si articola in tre parti. La prima indaga sulla semantica di alcuni termini inerenti la psicopatologia, quali segni, sintomi, malattia, patologia e normalità. Spiega la semantica del termine epistemologia e gli ambiti di applicazione in riferimento alla psicopatologia e alla psichiatria. Illustra, inoltre, la formazione dei sintomi mentali e il loro significato. La seconda parte presenta la diversità di approcci in psicopatologia (approccio descrittivo empirico-naturalistico o categoriale, approccio fenomenologico descrittivo e genetico, approccio interpretativo o strutturale), le cosiddette mappe di lettura e i differenti modelli che ne conseguono. La terza parte indaga su cosa significa fare diagnosi e presenta i manuali diagnostici oggigiorno utilizzati dalla psichiatria. Il modello integrato viene indicato come possibilità da praticare.

Epistemological issues have always been a topic of interest for those who are about to study a new discipline or want to know its history. Epistemology investigates the structure and methods of science, also concerning the problems of their development and their interaction. It can refer to the critical analysis of the fundamentals of individual disciplines. In this sense, the aim of the work is to investigate the different approaches in psychopathology that have led to differentiated diagnosis according to the fundamentals assumed by these perspectives. The research is divided into three parts. The first investigates the semantics of some terms related to psychopathology, such as signs, symptoms, disease, pathology and normality. It explains the semantics of the term epistemology and the fields of application with reference to psychopathology and psychiatry. It also illustrates the formation of mental symptoms and their meaning. The second part presents the diversity of approaches in psychopathology (empirical-naturalistic or categorical descriptive approach, descriptive and genetic phenomenological approach, interpretative or structural approach), the socalled reading maps and the different models that follow. The third part investigates what diagnosing means and presents the diagnostic manuals used today by psychiatry. The integrated model is indicated as a possibility to practice.

Le famiglie ricomposte: sfida verso una ritrovata generatività

StudenteMarostegan Cinzia
Titolo tesiLe famiglie ricomposte: sfida verso una ritrovata generatività
Docente relatore: Prof. Marco Ballico
Docente controrelatore: Prof. Lieta Dal Mas
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 15 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Nel quadro delle grandi trasformazioni del modello famigliare che si sono compiute dagli anni ’70 ad oggi, la famiglia ricomposta è un’esperienza che sta crescendo sempre più in termini di numerosità e che sempre maggiormente sta arrivando negli studi degli psicoterapeuti, dei mediatori famigliari e altri specialisti della relazione. Come rispecchiamento dei repentini cambiamenti socio-culturali, essa richiede una riflessione specifica perché specifiche sono le sue caratteristiche. 
Il presente lavoro nasce dallo studio e dall’approfondimento dei principali autori che sulla scena internazionale e italiana si sono occupati in maniera specifica della famiglia ricomposta; in particolar modo, si fa riferimento alle ricerche di Scott Browning, di Patricia Papernow, di Ondina Greco, Marcellino Vetere, Vittorio Cigoli ed Eugenia Scabini.  La famiglia ricomposta viene descritta nelle sue peculiari caratteristiche, analizzando le sfide che si trova ad affrontare ed evidenziando quali possibili risorse abbia a disposizione per vincere la scommessa della ricomposizione; dove vincere significa ritrovare il potere generativo del nuovo famigliare.  L’analisi avviene all’interno del modello relazionale simbolico proposto da Scabini e Cigoli, che vede la famiglia come sistema unitas multiplex basato sui pilastri della relazione come vincolo e interazione tra i componenti, della transizione attraverso i cicli di vita e della generatività come scambio tra le generazioni; una famiglia organizzata sulle tre differenze di genere, generazione e stirpe, che trova la propria matrice di senso nelle qualità di fiducia, giustizia e speranza, e che dinamicamente si muove in un continuo dare, ricevere e ricambiare.  In fine, il lavoro include la descrizione di alcune pratiche e strategie terapeutiche sperimentate negli ultimi vent’anni e rivelatesi efficaci nel trattamento della famiglia ricomposta. 

In the context of the great transformations of the family model that have taken place since the 1970s, the stepfamily is an experience that is growing more and more in terms of number and that is increasingly coming to the offices of psychotherapists, family mediators and others relationship specialists. As a reflection of the sudden socio-cultural changes, it requires specific reflection because its characteristics are specific. 
This work is born from the study and the in-depth analysis of the main authors that on the international and Italian scene have dealt specifically with the stepfamily; in particular, reference is made to the research of Scott Browning, Patricia Papernow, Ondina Greco, Marcellino Vetere, Vittorio Cigoli and Eugenia Scabini.  The stepfamily is described in its peculiar characteristics, analyzing the challenges it faces and highlighting what possible resources it has available to win the bet of re-composition; where to win means rediscovering the generative power of the new family member.  The analysis takes place within the symbolic relational model proposed by Scabini and Cigoli, which sees the family as a unitas multiplex system based on the pillars of the relationship as a bond and interaction between the components, of the transition through life cycles and generativity as an exchange between generations; a family organized on the three differences of gender, generation and lineage, which finds its own matrix of meaning in the qualities of trust, justice and hope, and which dynamically moves between a continuous giving, receiving and reciprocating.  At the end, the work deals with the description of some practices and therapeutic strategies tested over the last twenty years and proved to be effective in the treatment of the stepfamily. 

Il cane: un terapeuta non giudicante. Incontro tra la teoria di Carl Rogers e gli Interventi Assistiti con gli Animali

Studente: Claudia Salvagno
Titolo tesiIl cane: un terapeuta non giudicante. Incontro tra la teoria di Carl Rogers e gli Interventi Assistiti con gli Animali
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Lara Fressini
Data discussione tesi: 14 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento oggetto di questo lavoro verte su una riflessione comparativa a proposito della teoria di Carl Rogers applicata alla consulenza e degli Interventi Assistiti con gli Animali. L’ipotesi di partenza riguarda un possibile impiego degli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) nell’ambito della consulenza come competenza specifica dello psicologo, intesa in un’ottica di matrice rogersiana (consulenza centrata sul cliente), considerando i benefici già noti e scientificamente provati che questo tipo di intervento comporta. In particolare, l’ipotesi sulla quale si basa il lavoro è che l’utilizzo di animali (nel caso specifico, del cane) all’interno della consulenza ad orientamento rogersiano possa apportare notevoli benefici al cliente grazie alla presenza, nell’animale, delle caratteristiche del consulente individuate come fondamentali per il buon esito della consulenza. La metodologia adottata in questo lavoro ha comportato un approfondimento bibliografico di fonti scientifiche e autorevoli nell’ambito della teoria rogersiana e degli IAA, e si articola in tre sezioni. Nella prima si presenta la teoria di Carl Rogers, con riferimento alle sue origini, caratteristiche e applicazioni pratiche nel modello del colloquio intenzionale (modello di Ivey, Bradford Ivey e Zalaquett), la seconda si focalizza sugli IAA, le aree di intervento e i benefici derivanti dalla loro applicazione, la terza, infine, analizzando degli studi e confrontando le caratteristiche del consulente e dell’animale, conferma l’utilità di un intervento di IAA in contesti di consulenza.

The chosen topic in this work focuses on a comparative reflection about Carl Rogers’ theory applied to counseling and Animal Assisted Interventions. The thesis presented in this paper concerns the possible use of Animal Assisted Interventions (AAI) in the setting of counseling as a specific competence of psychologists, applying Rogers’ perspective (client centered counseling) while considering the already well-known and scientifically proven benefits that this kind of intervention can bring. More specifically, it was assumed that using animals (dogs, in this particular case) in the context of a counseling intervention based on Rogers’ view can produce remarkable benefits to clients, thanks to the presence in the animal of the counselor’s fundamental features for effective and successful counseling. This work required research consisting in in-depth analysis of book references and scientific, authoritative sources in the field of Roger’s theory and AAI, and is structured into three sections. The first one explores the main aspects of Rogers’ theory, its origins, characteristics and practical applications in the context of intentional counseling (according to Ivey, Bradford Ivey and Zalaquett), the second one concentrates on AAI, their most popular uses and the benefits coming from their employment; the third, finally, examines studies and compares the features of both AAI trained dogs and counselors, confirming the usefulness of an AAI intervention in counseling settings.


Scegliere a tredici anni la propria carriera: uno sguardo sulle ragioni per cui é prematuro

Studente: Francesca Maria Traniello
Titolo tesi: Scegliere a tredici anni la propria carriera: uno sguardo sulle ragioni per cui é prematuro
Docente relatore: Prof. Annalisa Isdraele Romano
Docente controrelatore: Prof. Ferruccio Cavallin
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 12 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Insegnanti, genitori e psicologi dell’orientamento sono convinti che i ragazzi a tredici anni non siano in grado di compiere scelte consapevoli. In questo lavoro, attraverso la raccolta di contributi presenti in letteratura, si indagano le ragioni per cui tale pensiero è corretto. Nel contesto della situazione di vita dei preadolescenti e in riferimento all’orientamento vocazionale, vengono considerate le fasi del processo decisionale e lo sviluppo delle capacità mentali – come il pensiero astratto, le funzioni esecutive e l’autoefficacia – necessarie in tale processo; inoltre si sa che la personalità, le attitudini, gli interessi, le motivazioni, i valori e gli obiettivi di vita sono ancora in via di chiarificazione e stabilizzazione. Come ulteriore conferma, il diritto considera i ragazzi al di sotto dei quattordici anni come ‘incapaci di pienamente intendere e volere’, e la sociologia evidenzia come la famiglia attuale tenda a non favorire la responsabilizzazione dei figli, mentre la pedagogia descrive il ruolo dei genitori nel sostenere i loro figli nel percorso scolastico e indica alcuni obiettivi che dovrebbero ispirare l’azione educativa. Nell’organizzazione della scuola italiana l’orientamento è piuttosto un’intenzione dichiarata a parole che una pratica, come dimostrato dall’elevata dispersione.

Teachers, parents and guidance psychologists believe that young adolescents thirteen years old are not able to make conscious choices. In this dissertation the reasons why this believe is correct are explored, through the contributions present in literature. The phases of the decisional process and mental-abilities development – such as the abstract thoughts, the executive functions and self-efficacy – in relation to the pre-adolescence life situation context and referring to the vocational guidance, which are necessary in the decision-making process, are considered. Moreover, personality, disposition, interests, motivations, moral values and life purposes are still to be clarified and stabilized. Further validation is given by the law, which considers kids under the age of fourteen as not competent, while sociology highlights how contemporary families tend not to encourage son’s responsibilities. For what concerns pedagogy, the parent’s role supporting their children in their education process is described and some purposes that should inspire the educational action are suggested. In Italian school organization guidance is more a declared action, than an actual one, as proven by the wide school dropout. 

L’orientamento nella scuola secondaria di secondo grado una micro indagine esplorativa

StudenteAzzurrini Cinzia
Titolo tesiL’orientamento nella scuola secondaria di secondo grado una micro indagine esplorativa
Docente relatore: Prof.ssa Annalisa Isdraele Romano
Docente controrelatore: Prof. Ferruccio Cavallin
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 12 ottobre 019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Il presente lavoro si occupa di Orientamento nella Scuola secondaria di secondo grado dal punto di vista della relazione fra la normativa in materia, i nuovi modelli teorici e l’applicazione in contesto educativo. L’ipotesi iniziale del progetto di ricerca riguarda l’esistenza di uno scollamento tra i percorsi per l’Orientamento secondo la nuova visione lifelong e lifewide descritta in letteratura e il suo effettivo stato di attuazione nella scuola. Allo scopo di verificare o meno tale ipotesi è stata realizzata una micro indagine esplorativa con l’utilizzo di un questionario di rilevazione, somministrato a docenti e genitori, che ha consentito di raccogliere dati significativi sia sullo stato dell’arte dell’Orientamento sia sulla salute generale del sistema scuola. Una presentazione dettagliata dell’indagine e dello strumento utilizzato, nonché dell’analisi dei dati e dei risultati emersi è oggetto di trattazione del terzo capitolo. Nel primo, invece, si parte da una ricognizione storica delle definizioni e del concetto di Orientamento dall’inizio del ventesimo secolo ad oggi e si passa poi in rassegna la normativa principale di riferimento, con focus particolare sulle Linee Guida del 2014. Nel secondo capitolo si delineano i tratti principali dei più attuali modelli teorici di riferimento e ci si concentra poi sulla situazione effettiva della scuola secondaria di secondo grado, dal punto di vista delle teorie applicabili, degli obiettivi da raggiungere e delle buone prassi già messe in campo. Gli esiti dell’indagine confermano l’ipotesi di una diffusione ancora non capillare di azioni di Orientamento in prospettiva olistica, pur rilevando la presenza di esperienze positive e di una generale sensibilità al cambiamento e al miglioramento da parte del sistema.

The dissertation deals with vocational guidance interventions in high school considering the relationship between law, new theoretical developments and their use in educational context. The initial hypothesis of the research is that there could be a distance between the recent lifelong-lifewide theoretical approaches and their real and proper implementation at school. The hypothesis has been checked by conducting a pilot study, in which teachers and parents were asked to fill in a questionnaire, that provided significant data on both general school situation and vocational guidance. The third chapter presents in detail the whole survey, including method, sample, tool, data and results analysis. The first chapter examines the historic evolution of concept definitions of vocational guidance and even the national and UE legislation. The second one outlines the main features of the most recent vocational guidance theories and focuses then on the real situation in Italian high school of the territory, including aims, the required skills and even the current best practice. Finally the results of this study demonstrate that good practice of a new olistic vision of vocational guidance exists in the school system but still isn’t widely spread. There are however positive applied experiences and a generally open attitude towards change and improvement.