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Comunità o Community? Gruppi social tra relazioni oggettuali e neuroscienze

Studente: Erika Marinello
Titolo tesiComunità e/o Community? Gruppi social tra relazioni oggettuali e neuroscienze
Docente relatore: Prof. Fasoli Giovanni
Docente controrelatore: Prof. Cavallin Ferruccio
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 25 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento analizzato verte attorno alla condizione naturale dell’uomo di essere sociale e di inserirsi in contesti relazionali quali i gruppi. Da qui l’idea di aggiungere la condizione attuale dell’individuo moderno che usufruisce e vive anche nel mondo virtuale: l’uomo è diventato e ha bisogno di essere anche social. L’obiettivo si configura nel cercare di rispondere ad alcuni interrogativi, quali un confronto fra le comunità storiche geografiche e le community, cosa significa essere social e le relative conseguenze e infine cosa attrae l’uomo nel cyberspazio. Alla base di tutto ciò si è articolato un percorso diviso in tre sezioni, che parte dal concetto di comunità e community nella quale il soggetto s’inserisce quando partecipa ad attività di gruppo e dove al loro interno si sviluppano le relazioni. Le prime relazioni dell’uomo sono vissute nell’infanzia, denominate relazioni oggettuali ed hanno il potere di determinare uno sviluppo personale e relazionale sano o psicopatologico nell’individuo, che avrà poi delle ricadute nelle condotte intraprese nel mondo offline e in quello online. Infine si analizzano con uno sguardo nuovo queste dinamiche attraverso le neuroscienze e le tecniche di Neuroimaging, indagando i processi neuropsichici che avvengono nel cervello umano funzionale e in quello disfunzionale, quale per esempio in presenza di Internet Addiction Disorder. La ricerca è stata condotta con un approfondimento bibliografico di settore, attraverso l’uso di fonti scientifiche quali libri, ricerche e articoli, cercando di superare i luoghi comuni e quanto già stato detto in merito, proponendo uno sguardo più scientificamente orientato in prospettiva psicologica e psicopatologica. In conclusione, le due dinamiche comunitarie possono, ad un loro livello, ritenersi omogenee, poiché capaci di rispondere ad alcuni bisogni dell’uomo: l’intento psicologico e educativo del lavoro si configura nel capire a quale bisogno risponde.

The analysed subject focuses on the natural condition of man to be a social being and part of relational contexts such as Groups. Hence the idea to include the current condition of the modern individual who benefits and also lives in the virtual world: man has become and also needs to be social. The purpose is that of trying to answer some questions, such as the comparison between geographical-historical communities and community, what it means to be ‘social’ and the consequences, and finally why is man attracted by the cyberspace. Based on this, the analysis will be divided into three sections, starting from the concepts of offline and online community, in which man is involved whenever he takes part in group activities and where relationships do develop. The first relationships for men are experienced in childhood and are called object relations having the power to determine a healthy or psycho-pathological private and relational development of the individual, which will eventually have repercussions in the attitudes undertaken in both the offline and online worlds. Finally, these dynamics will be analysed with a new outlook through the Neuroscience and Neuroimaging techniques, by investigating the neuro-psychic processes that generally occur in the functional, as well as in the dysfunctional human brain, as for instance with Internet Addiction Disorder. The research was carried out with a detailed, specific bibliographic analysis and through the use of scientific sources such as books, research and articles, thus trying to overcome the clichés and what has already been said on the subject, so as to suggest a more scientifically oriented view in the psychological and psychopathological perspective. In conclusion, the two community dynamics can, on one level, consider themselves homogeneous, since they are capable of responding to certain human needs: the psychological and educational aim in the report is to understand what need is satisfied.

La motivazione al lavoro nelle piccole imprese: specificità e caratteristiche

Studente: Chiara Casari
Titolo tesiLa motivazione al lavoro nelle piccole imprese: specificità e caratteristiche
Docente relatore: Prof. Cavallin Ferruccio
Docente controrelatore: Prof. Fasoli Giovanni
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 25 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto tratta della tematica della motivazione all’interno delle Piccole Imprese. Gli obiettivi del presente elaborato sono quelli di sottolineare l’importanza della motivazione per ogni persona, per poi enfatizzarne l’importanza anche all’interno dell’ambito organizzativo, in particolare nelle Piccole Imprese. Viene trattata la motivazione nella sua evoluzione storica attraverso alcune teorie principali, illustrandone le sue caratteristiche e specificità. La motivazione viene analizzata in seguito all’interno dell’ambiente organizzativo rispetto quanto, tale costrutto, sia importante per i lavoratori. L’attenzione è posta sulle metodologie e sugli strumenti attualmente più indicati per raggiungerla e promuoverla, su quali siano i suoi benefici, sia per il collaboratore che per l’azienda stessa. La ricerca è condotta secondo una metodologia di lavoro basata su un approfondimento bibliografico di settore. Sono presentati l’inquadramento teorico della motivazione e alcune tipologie esistenti: ne vengono approfondite le cause, gli effetti ed altri aspetti specificatamente dell’ambito organizzativo; viene analizzata anche dal punto di vista strumentale nella gestione delle risorse umane, per raggiungere lo scopo di avere collaboratori motivati nel perseguimento dell’obiettivo aziendale. L’elaborato presenta, inoltre, alcune realtà che operano nell’attuale contesto formativo, esse mostrano diverse metodologie e strumentazioni attualmente utilizzate per la formazione manageriale alla motivazione; tali realtà sostengono fortemente l’importanza di assicurare questa spinta motivazionale all’interno della realtà aziendale.

This work deals with the motivation in the Small Business. The current work aims to stress the importance of the motivation for each person and, generalizing, to the organizational system. The motivation is treated in its historical evolution, considering some of the main theories that show its uniqueness and its features. Motivation is analyzed inside the organizational system as well, focusing on the importance it has for the employees. The attention is drawn on the methodologies and on the tools that are today most suitable to promote motivation, and on the benefits it entails both for the collaborator as for the organization. The research has been developed by carrying out an extensive literature survey regarding the topic. The theoretical framework and some of the existing types of motivation are presented. Causes, effects and other aspects in the organizational system are investigated. Motivation is also analyzed from the human resource management standpoint, to reach the aim of having collaborators motivated in pursuing the organization goal. Furthermore, this work presents some institutions that work in the educational context: they show different methodologies and tools that are today employed to the management training to motivation; such entities strongly believe in the importance of ensuring the motivational push inside the organizations.

Test delle figure aggrovigliate di Rey: processi cognitivi coinvolti

Studente: Eleonora Scomparin
Titolo tesiTest delle figure aggrovigliate di Rey: processi cognitivi coinvolti
Docente relatore: Prof. Benatti Fabio
Docente controrelatore: Prof. Bobbio Andrea
Presidente commissione di tesi: Prof. Monzani Marco
Data discussione tesi: 24 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto riguarda i meccanismi cognitivi che abilitano il soggetto all’esatto riconoscimento e alla successiva corretta denominazione delle figure rappresentate nel Test delle figure aggrovigliate (Rey, 1966), presente all’interno della batteria dell’Esame Neuropsicologico Breve 2 (ENB-2). L’obiettivo della presente tesi di baccalaureato è quindi quello di riconoscere e analizzare i processi cognitivi che portano il soggetto a identificare e denominare correttamente le figure presenti nel Test delle Figure Aggrovigliate (Rey, 1966). La ricerca, condotta secondo una metodologia di lavoro che ha comportato un approfondimento bibliografico dei principali testi e manuali in lingua italiana, a cui si è affiancata un’indagine di articoli scientifici internazionali, è articolata in quattro capitoli. Il primo descrive il processo cognitivo della percezione, facendo riferimento alla psicologia della Gestalt e alle sue leggi. Il secondo tratta il processo cognitivo dell’attenzione: in particolar modo ci si concentra sulla componente selettiva e visuo-spaziale, a cui si collegano i movimenti oculari saccadici. Nel terzo capitolo si fa riferimento al processo cognitivo della memoria, nello specifico alla sua componente semantica, la quale permette di creare un collegamento con la funzione percettiva del riconoscimento visivo. Il quarto, infine, presenta la proposta di un progetto di ricerca che possa sanare le lacune evidenziate dalla candidata circa la valutazione del test, la quale potrebbe essere influenzata dalla soggettività dall’esaminatore. Test delle Figure Aggrovigliate (Rey, 1966) – Riconoscimento visivo - Attenzione selettiva – Memoria semantica – Denominazione

This dissertation focuses on the cognitive mechanisms that allow the subject to the exact recognition and suorrect naming of the figures in Rey Complex Figure Test (RCFT) in Esame Neuropsicologico Breve 2 (ENB-2). Therefore the aim of this bachelor dissertation is recognizing and analysing the cognitive processes that lead the subject to identify and correctly name the figures in the RCFT. The methodology which has been used for this reaserch is an in-depth bibliographic study of the main documents and manuals in Italian, with the addiction of the study of international scientific articles. This work is divided into four chapters. The first one describes the cognitive process of perception, referring to Gestalt psychology and its laws. The second one is a about the cognitive process of attention: in particular it focuses on the selective and visuo-spatial component, to which the saccadic eye movements are connected. The third chapter is about the cognitive process of memory and its semantic component, which makes it possible the creation of a link with the perceptual function of visual recognition. Finally, the fourth chapter introduces a research project that could fill in the gaps highlightened by the candidate during the test evaluation, which may have been influenced by the subjectivity of the examiner. Rey Complex Figure Test – Visual Recognition – Selective Attention – Semantic Memory - Naming

La mancata percezione di vittimizzazione nelle vittime di reato ambientali

Studente: Francesca Scomparin
Titolo tesiLa mancata percezione di vittimizzazione nelle vittime di reato ambientali
Docente relatore: Prof. Monzani Marco
Docente controrelatore: Prof. Benatti Fabio
Presidente commissione di tesi: Prof. Bobbio Andrea
Data discussione tesi: 24 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale inPsicologia dell'educazione

Questo lavoro tratta il tema dei Reati Ambientali in un’ottica vittimologica, con l’obiettivo di far emergere nella vittima la consapevolezza del danno e del reato. In particolare, gli obiettivi ruotano attorno all’ipotesi per cui nei crimini ambientali la vittima spesso non ha né la consapevolezza di aver subito un danno né che quella determinata azione costituisce reato. Queste mancate consapevolezze portano ad un’assenza o ad una distorsione della percezione di vittimizzazione, di cui sono complici anche i mass – media. I mezzi di comunicazione infatti, al fine di aumentare l’audience, danno un’errata rappresentazione della realtà facendo rafforzare l’opinione secondo cui i casi del cosiddetto femminicidio, di omicidio, di violenza siano più frequenti rispetto ai reati ambientali. Per questo è tempo che la criminologia si interessi non più solo dell’autore di reato, ma anche della vittima ad ampio raggio: infatti, vittima non è solo chi viene ucciso, rapinato, violentato,… ma anche chi muore di cancro a causa dell’inquinamento. Il lavoro ha seguito una metodologia di che ha implicato una ricerca e un’analisi bibliografica di fonti scientifiche nell’ambito della vittimologia e dei reati ambientali. La trattazione consta di quattro capitoli: il primo farà un excursus della vittimologia, il secondo darà particolare rilievo alla figura della vittima attraverso il modello circolare di vittimizzazione, il terzo confermerà la frequente mancata consapevolezza del danno e del reato nei crimini ambientali e infine il quarto capitolo presenterà un’analisi qualitativa che ha lo scopo di indagare la prospettiva dei soggetti intervistati rispetto a tale tematica.

This work is about the environmental crimes in a victimological perspective, with the aim of making the victim aware of the damage and the crime. Especially, the objectives revolve around the hypothesis that in the environmental crimes the victim often has neither the awareness of having suffered any damage nor that this particular action constitutes a violation. These lacking awarenesses cause an absence or a distortion of the perception of victimization, of which also the mass media are accomplice. In fact, in order to increase the audience, the media give a wrong representation of reality, reinforcing the opinion that the so-called feminicide, murder and violence cases are more frequent than environmental crimes. For this reason, it’s time for criminology to take care of victims and not only of offenders, as a victim isn’t just the killed, robbed, raped ones but also who dies because of the pollution The project has followed a working methodology that involved a bibliographic research and analysis of scientific sources in the victimology’s sphere and environmental crimes. The discussion consists of 4 chapters: the first one will make a victimology excursus, the second one will intensify the figure of the victim through the circular pattern of victimization, the third one will confirm the frequent lacking awarenesses of damage and crime in environmental crimes and finally the fourth chapter will present a qualitative analysis that has the aim to inspect the interviewees’ perspective in relation to this thematic.

I test neuropsicologici come strumenti diagnostici. Il test delle figure aggrovigliate di Rey

Studente: Angelica Daffinà
Titolo tesiI test neuropsicologici come strumenti diagnostici. Il test delle figure aggrovigliate di Rey
Docente relatore: Prof. Benatti Fabio
Docente controrelatore: Prof. Bobbio Andrea
Presidente commissione di tesi: Prof. Monzani Marco
Data discussione tesi: 24 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte attorno al tema della valutazione neuropsicologica e gli strumenti da essa utilizzati, facendo particolare riferimento ai test come validi strumenti diagnostici, prognostici, peritali e riabilitativi. Nello specifico ci si concentra sul Test delle figure aggrovigliate presente all’interno della batteria dell’Esame Neuropsicologico Breve 2 (ENB-2). L’obiettivo della presente tesi è quello di proporre un progetto di ricerca che possa sanare le difficoltà evidenziate dalla candidata nella fase di scoring del test, la quale potrebbe essere influenzata dalla soggettività dall’esaminatore. Il fine ultimo è quindi quello di creare una lista di tutte le immagini presenti nel Test delle figure aggrovigliate e delle rispettive denominazioni, allo scopo di poter fornire un contributo valido alla letteratura esistente. Per quanto concerne le metodologie utilizzate, il lavoro ha comportato un approfondimento bibliografico circa il tema della valutazione neuropsicologica. La presente tesi di baccalaureato è articolata in tre capitoli. Il primo capitolo, introduttivo, è relativo alla struttura della valutazione neuropsicologica e ai test neuropsicologici, approfondendo l’ENB-2. Il secondo si concentra sul Test delle figure aggrovigliate, sia dal punto di vista teorico sia per quanto concerne le personali considerazioni relativamente alle lacune evidenziate. È inoltre presente una breve intervista agli autori dell’ENB-2. Nel terzo capitolo, infine, si presenta il progetto di ricerca nelle sue fasi, di cui la prima è stata attuata. Test di discriminazione visiva - Segregazione figura-sfondo - Esame Neuropsicologico Breve 2 (ENB-2) - Test delle figure aggrovigliate di Rey (1966) - Denominazione

This dissertation focuses on the topic of neuropsychological evaluation and the tools it uses, with particular attention to tests as effective diagnostic, prognostic, forensic and rehabilitative tools. It focuses on the Test delle figure aggrovigliate in Esame Neuropsicologico Breve 2 (ENB-2). The aim of this dissertation is trying to fill in the gaps highlighted by the candidate in the scoring stage of the test, which could be influenced by the subjectivity of the examiner. Therefore the ultimate aim is creating a list of all the images in the Test delle figure aggrovigliate and their denominations, in order to provide a valid contribution to the existing literature. Regarding the methodologies which have been used, this work involved an attentive bibliographic study on the topic of neuropsychological evaluation. This bachelor dissertation is divided into three chapters. The first introductory chapter is about the structure of neuropsychological evaluation and neuropsychological tests, deepening the ENB-2. The second one focuses on the Test delle figure aggrovigliate, from a theoretical point of view and also taking into consideration some personal ideas regarding the highlighted gaps. Furthermore there is a short interview with the authors of ENB-2. Finally, in the third chapter, the research project is presented in all its stages, the first of which has already been implemented. Visual Discrimination Test – Figure–ground Segregation – Esame Neuropsicologico Breve 2 (ENB-2) - Test delle figure aggrovigliate di Rey (1966) - Denomination

La qualità della relazione fraterna nella stepfamilies

Studente: Martina Sabbatinelli
Titolo tesiLa qualità della relazione fraterna nella stepfamilies
Docente relatore: Prof. Giacopini Nicola
Docente controrelatore: Prof.ssa Fressini Lara
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 24 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto indaga il carattere qualitativo che la relazione fraterna assume nelle famiglie ricomposte, focalizzandosi su come le dinamiche implicate differiscano di intensità in base alla tipologia di vincolo che lega i membri della fratria. Sostenendo la tesi secondo cui la relazione fraterna svolge un ruolo fondamentale nella strutturazione dell’identità individuale, questo lavoro ha lo scopo di analizzare le modalità attraverso cui la stessa si esprime nel rapporto tra siblings, halfsiblings e stepsiblings. Attraverso un approfondimento bibliografico suddiviso in tre sezioni, la seguente ricerca espone il pensiero di alcuni tra i più autorevoli studiosi nell’ambito della psicologia della famiglia e della psicologia dinamica. Considerando le trasformazioni demografiche che hanno caratterizzato l’età moderna e la successiva diffusione di sistemi familiari alternativi, il primo capitolo si propone di analizzare le peculiarità che contraddistinguono le famiglie ricomposte e le dinamiche che soggiacciono alle stesse. Introducendo la questione inerente al sottoinsieme fraterno, il successivo capitolo indaga le variabili sulle quali si fonda la relazione tra i membri della fratria e la rilevanza che assume il complesso fraterno nella formazione della personalità di ognuno. L’ultimo capitolo, prendendo in considerazione i movimenti emozionali suscitati dalla ricomposizione familiare e una serie di indagini sperimentali condotte nell’ambito di interesse, analizza le differenze che sono state riscontrate nella qualità relazionale tra le diverse tipologie fraterne. Le conclusioni a cui la ricerca è giunta, hanno evidenziato nel complesso, come la consanguineità e il grado di parentela di ciascuno, conformemente alle implicazioni che comportano, influenzi la qualità del rapporto fraterno.

The chosen topic delves into the qualitative nature of the relationship between siblings within blended family, focusing on how the intensity of the dynamics involved differs depending on what type of bond links them. Assuming as a starting point that the relationship between siblings has a crucial role in the shaping of an individual’s identity, this research aims at investigating the ways in which this relationship manifests itself between siblings, halfsiblings and stepsiblings. Through an in-depth bibliographical inquiry subdivided in three sections, this study addresses the theories and propositions of some of the most influential scholars in the field of family psychology and dynamic psychology. The first chapter deals with the demographic alterations which characterized modern times and the subsequent wide spread appearance of alternative family systems, with the objective of spelling out the peculiarities which delineate the structure and the dynamics of blended families. The following chapter introduces the question concerning the siblings’ subgroup by looking at the variables entailed within this relationship, as well as at the importance it bears with regard to the development of the personality of each of the individuals involved in it. Starting from the emotional movements sprung by families’ reorganization and a series of experimental inquiries undertaken within this field, the last chapter scrutinizes the detected differences in the nature of the relationships between different types of siblings. The conclusions reached by this research exhibit how the bloodline and the degree of kinship overall influence the quality of the relationship between siblings, in accordance with the implications they entail.

La pericolosità sociale del soggetto pedofilo. Tra falsi miti e malintese realtà

StudenteStella Piccoli 
Titolo tesiLa pericolosità sociale del soggetto pedofilo. Tra falsi miti e malintese realtà
Docente relatore: Prof. Monzani Marco
Docente controrelatore: Prof. Bobbio Andrea
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 24 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

Questo studio si pone l’obiettivo di illustrare le argomentazioni a supporto della necessità di valutare la pericolosità sociale dei soggetti pedofili che si sono resi autori di reati a danno di minori. Verso un pedofilo giudicato socialmente pericoloso verrebbero applicate misure di sicurezza finalizzate alla funzione di difesa sociale, come, ad esempio, l’obbligo di partecipazione a trattamenti terapeutici mirati. Questi trattamenti, finalizzati all’acquisizione di strategie di controllo sugli impulsi, permetterebbero al pedofilo un reinserimento inoffensivo nella società. A supporto di questa tesi sono state raccolte le argomentazioni degli esperti in favore alla necessità di estendere la valutazione della pericolosità sociale verso tutti gli autori di reato. Oltre a ciò sono state presentate le evidenze che dimostrano come la partecipazione dei pedofili a trattamenti terapeutici diminuisca maggiormente il tasso di recidiva rispetto alla sola pena detentiva. Lo studio, realizzato attraverso una ricerca bibliografica di settore, si sviluppa in tre sezioni. Nella prima sezione viene fornita una panoramica giuridica sul tema dell’imputabilità e della pericolosità sociale. Nella seconda sezione viene introdotto il tema delle parafilie, per poi approfondire la trattazione sulla pedofilia, della quale viene presentato un excursus storico e un inquadramento clinico. Nell’ultima parte di questo lavoro vengono illustrate le argomentazioni a supporto della necessità di valutare la pericolosità sociale dei rei pedofili, avanzando, inoltre, delle proposte finalizzate ad attribuire una maggiore scientificità a tale valutazione predittiva.

The aim of the research is to illustrate the arguments supporting the need to assess the social danger of pedophile offenders. A socially dangerous offender would be encounter security measures aimed at the social defence, such as the obligation to participate in therapeutic treatments. These treatments, aimed at the acquisition of impulse control strategies, would allow the pedophile an inoffensive reintegration into society. In support of this thesis, expert arguments are shown in support of the need to apply the social danger assessment to all perpetrators. In addition to this, evidence is presented that demonstrates how the participation of pedophiles in therapeutic treatments decreases the likelihood of reoffending, compared to only serving a custodial sentence. The study, realized through a bibliographic research of the sector, is developed in three sections. The first section provides a legal overview on the issue of imputability and social danger. The second section introduces the theme of the paraphilias, deepening the discussion on pedophilia, that are presented in an historical excursus and a clinical classification. Arguments to support the requirement to assess the social danger of pedophile offenders, are shown in the last part of this work, and the advancing proposals aimed to attribute a greater scientific process to this predictive evaluation.

La percezione del tempo: basi neurali e aspetti cognitivi

Studente: Giada D'Este 
Titolo tesiLa percezione del tempo: basi neurali e aspetti cognitivi
Docente relatore: Prof.ssa Gnoato Francesca
Docente controrelatore: Prof. Pitteri Marco
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 23 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

Questa tesi presenta un quadro dei meccanismi neuropsicologici di percezione del tempo ed i principali modelli esistenti relativi a questo ambito di studio.
Per redigere il lavoro è stata utilizzata una metodologia di lavoro che prevedeva la ricerca e l'elaborazione personale delle fonti bibliografiche.
La tesi si articola in tre capitoli. Nel primo si cerca di chiarire il costrutto del tempo secondo la prospettiva didiversediscipline, partendo dal presupposto che non esiste una definizione univoca. Nel secondo capitolo si descrivono i principali meccanismi di percezione del tempo ed i circuiti cerebrali coinvolti in questo processo. Infine, il terzo capitolo è focalizzato sul legameche unisce coscienza e percezione del tempo, nello specifico l'ambito della cosiddetta Chronesthesia.
Si cercherà di raggiungere una sintesi dello stato dell’arte sulle conoscenze neuroscientifiche relative alla percezione del tempo e dello scorrere del tempo.

The aim of this thesis is to provide an up-to-date review of the neuropsychological mechanisms of time perception and the main existing models related to this field of study. In order to draw up the work, personal researchand processing of bibliographic sources were used.
The thesis is divided into three chapters. The first chapter tries to clarify the construct of time through different disciplines, considering that there isn't an univocal definition of time in the different fields of knowledge. The second chapter describes the main mechanisms of time perception and the brain circuits involved in this process. Finally, the third chapter is focused on consciousness and the perception of time, and specifically on the so-called Chronesthesia.
The work tries to reach a synthesis of the state of the art on neuroscientific knowledge related to the perception of time and time passing.

Sviluppo psico-affettivo e new-media: la mediazione psicologica.

Studente: Chiara Barbirato
Titolo tesiSviluppo psico-affettivo e new-media: la mediazione psicologica.
Docente relatore: Prof. Marchioro Davide Maria
Docente controrelatore: Prof.ssa Crestoni Loredana
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 23 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale inPsicologia dell'educazione

L’evoluzione socio-culturale e tecnologica dei nostri tempi ha introdotto nello scenario quotidiano i new media, dispositivi tecnologicamente avanzati e dotati di connessioni internet che permettono di comunicare e ottenere informazioni da qualsiasi parte del mondo. Essi sono utilizzati sia nei contesti lavorativi sia in quelli ricreativi. Questi strumenti, largamente diffusi nel contesto sociale, si sono inseriti anche nell’ambiente familiare, nella relazione d’attaccamento, e sono giunti nelle mani dei più piccoli.
Attraverso una rassegna bibliografica sui temi dello sviluppo psico-affettivo del bambino, del progresso dei media e dell’incontro tra queste due realtà, si ricercano le modalità di utilizzo di questi dispositivi che possono essere ritenute, attraverso dati empirici, proficue per la crescita totale e sana della persona.
Il ruolo genitoriale risulta centrale per la crescita del bambino tanto nell’ambiente familiare classico, quanto in quello permeato dalle tecnologie multimediali. Il nuovo contesto, però, in cui le figure educative e d’attaccamento si trovano ad operare, mette alla prova le loro conoscenze e abilità sia in campo digitale sia per ciò che concerne il loro ruolo. Per far fronte a queste circostanze si ricorre sempre di più al supporto dei media.
La figura professionale dello psicologo si confronta, quindi, con la necessità di realizzare un doppio intervento: sul versante infantile-evolutivo per tutelare i bambini nati in questo contesto e il loro sviluppo e, sul versante informativo-formativo, per sostenere ed aiutare i genitori che vivono il divario mediatico-generazionale e il confronto con la società “ipermoderna”.
La ricerca aiuta e sostiene lo psicologo in questo processo e il progetto “Digit@lmente Consapevoli ne è un esempio”.

The socio-cultural and technological evolution of our times introduced New Media in our daily life. We’re talking about technologically advanced devices with internet connections that allow communication and reaching information from anywhere in the world. Media are used both in work and in recreational settings. These tools, widely diffused in the social context, have also become part of the family environment, in the attachment relationship, and have come into the hands of the little ones.
Through a bibliographic review on the themes of child’s psycho-affective development, the progress of the media and the encounter between these two realities, we look for ways to use these devices that can be considered, through empirical data support, profitable for a total and healthy growth of the person.
The parental role is central to the child's growth both in the classic family environment and in that permeated by multimedia technologies. The new context in which the educational and attachment figures work, tests their knowledge and skills both in the digital field and in terms of their role. To cope with these circumstances, they use more and more the media.
So, the professional figure of the psychologist confronts with the need to carry out a double intervention: one on the infantile-evolutionary side, to protect children born in this context and their development and, one on the informative-training side, to support and help parents who live the media-generational gap and the confrontation with the "hypermodern" society.
The research helps and supports the psychologist in this process and the project "Digit@lamente Consapevoli” is an example of that.

La Psicomotricità: evoluzione storica e osservazioni critiche sulla riabilitazione psicomotoria ad indirizzo psicodinamico

Studente: Maria Elena Volpato
Titolo tesiLa Psicomotricità: evoluzione storica e osservazioni critiche sulla riabilitazione psicomotoria ad indirizzo psicodinamico
Docente relatore: Prof. Marchioro Davide Maria
Docente controrelatore: Prof.ssa Crestoni Loredana
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Benatti Fabio
Data discussione tesi: 23 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale inPsicologia dell'educazione

L’equilibrio tra mente e corpo è una questione che ha interessato i più illustri filosofi antichi, come Platone e Aristotele. Le modalità di sviluppo, di differenziazione, di comunicazione ed interazione tra queste due parti è ormai un fatto assodato, che trova riscontro attraverso numerose tecniche, tra le quali occupa un posto privilegiato proprio la psicomotricità. Una disciplina, questa, che è andata sviluppandosi a partire dalla prima metà del ‘900, inizialmente con riferimenti afferenti più all’ambiente medico-scientifico, caratterizzati dal dualismo mente-corpo, per poi cambiare vertice prospettico (in seguito all’influenza di alcuni paradigmi della psicologia olistica), a partire dal decennio degli anni ’60-’70, relativamente al modo di concepire l’individuo, considerato nella sua interezza somato-psichica. La riabilitazione psicomotoria si presta sia ad interventi di natura fisica, un ritardo dello sviluppo psicomotorio, sia per disturbi della comunicazione o della socializzazione, andando a lavorare per via indiretta sui nuclei emotivo - affettivi. Verrà illustrato, in particolare, il paradigma relativo al metodo della psicomotricità psicodinamica di Lapierre e Aucouturier1, i quali vedono nell’ intervento dell’adulto con il bambino, una trasposizione simbolica del rapporto con le figure genitoriali. Considerano fondamentale che il bambino esprima attraverso il gioco simbolico mediato da semplici oggetti, le tensioni che possono ostacolare la sua spontanea affermazione di sé. La scoperta del piacere del gioco senso - motorio e la libera espressione dei propri fantasmi arcaici, porta il bambino verso la conquista di una maggiore armonia tra mente e corpo.

The balance between mind and body is a question that has interested the most illustrious ancient philosophers, such as Plato and Aristotle. The modalities of development, differentiation, communication and interaction between these two parts is now an established fact, which is reflected by numerous techniques, among which psychomotricity occupies a privileged place. A discipline that has been developing since the first half of the 1900s, initially with references more related to the medical-scientific environment, characterized by the mind-body dualism, and then changing the perspective vertex (following the influence of some paradigms of holistic psychology), starting from the decade of the '60s and' 70s, in relation to the way of conceiving the individual, considered in its somato-psychic whole. The psychomotor rehabilitation implements both to physical interventions, a delay of psychomotor development, both to disorders in communication or socialization, going to work indirectly on emotional-affective nuclei. In particular, the paradigm relating to the psychodynamic psychomotor method of Lapierre and Aucouturier will be illustrated, which see in the intervention of the adult with the child a symbolic transposition of the relationship with the parental figures. They consider fundamental that the child expresses through the symbolic game mediated by simple objects, the tensions that can hinder his spontaneous affirmation of himself. The discovery of the pleasure of the sense - motor game and the free expression of its archaic ghosts, leads the child towards the conquest of a greater harmony between mind and body.