images/grafica/TESTATE/Tesi_triennale/eccellenze.png

La percezione sociale dello strumento psicometrico: analisi della rappresentazione dell’utilizzo dei test psicologici

Studente: Caruzzo Ilaria
Titolo tesi: La percezione sociale dello strumento psicometrico: analisi della rappresentazione dell’utilizzo dei test psicologici
Docente relatore: Prof. Benatti Fabio
Docente controrelatore: Prof.ssa Marella Giulia
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 08 marzo 2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione 

Il presente lavoro si pone l’obiettivo di indagare qual è la rappresentazione dell’utilizzo dei test psicologici, focalizzando l’attenzione in una prospettiva che si colloca tra il versante della psicologia sociale e della sociologia.
L’uomo, soggetto agente e pensante, è attivo e dotato di coscienza pertanto tutto ciò che gli succede intorno evoca immagini e significati che acquistano più o meno rilevanza a seconda delle circostanze. L’individuo che cerca di spiegare il mondo è lo stesso che può essere sottoposto ad una misurazione mediante un test, pertanto diventa fondamentale per lo psicologo, e non solo, comprendere la percezione collettiva dello strumento psicometrico così da poter cogliere i molteplici aspetti che gli sottendono. In questo modo il professionista cercherà di eliminare tutte le idee errate che anni di storia passata hanno costruito su questo strumento tanto utile quanto pericoloso, per permettere nuovi passi in avanti nel prossimo futuro.  

The purpose of the present study is to examine the representation of the application of psychological tests, focusing on a perspective between social psychology and sociology. The human being, an acting and thinking subject, is active and endowed with conscience, therefore, everything that happens around him evokes images and meanings that acquire more or less importance according to the circumstances. The individual who tries to explain the world is the same who can be measured by a test. Therefore, it becomes fundamental for the psychologist, and not only, to understand the collective perception of the psychometric instrument so as to be able to catch the multiple aspects that underlie it. In this way the expert will try to eliminate all the wrong ideas built through the years on this instrument, which is useful and dangerous at the same time, to allow new steps forward in the future.


Towards the full development of personhood: the primary role of emotions in developing the sense of self through relations

Studente: De Nardi Susan
Titolo tesi: Towards the full development of personhood: the primary role of emotions in developing the sense of self through relations
Docente relatore: Prof.ssa Comacchio Anna
Docente controrelatore: Prof. Brett Terence
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 11 gennaio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione 

Questo articolo esplora la nozione del divenire persona e la natura interconnessa dell'essere umano. Questo avverrà attraverso un esame iniziale di due importanti teorie filosofiche moderne che hanno esercitato un'influenza duratura rispetto al concetto di persona fino ad oggi. Quindi, l'indagine continua con l’integrazione di queste idee iniziali di un aspetto della persona che è stato sottovalutato da queste filosofie, le emozioni, e da come si rapportano al concetto di senso di sé e dell’essere una persona. L'importanza di una comprensione più completa dei diversi aspetti che comprendono la persona e della natura interconnessa di essi è quindi supportata da un esame di evidenze scientifiche proposte dalle neuroscienze moderne. Infine, si mettono in relazione le idee sulla personalità e il modo in cui è affrontata nel campo della psicologia e si esamina in che modo la personalità viene raggiunta in questi paradigmi come risultato dello sviluppo di un senso di sé.

This paper explores the notion of attaining personhood and the interrelated nature of the human being. It first looks two significant early modern philosophical theories which have made a lasting influence for their concepts of personhood to this day. The investigation then continues to integrate these initial ideas by including one aspect of the person which has been underestimated by these philosophies, the emotions, and how it relates to the concept of the sense of self and of being a person. The importance of an understanding which is more comprehensive of the different aspects comprising the person and their interrelated nature is then given by an examination of evidence offered by modern neuroscience. Finally, the paper relates the ideas on personhood and the way it is addressed within the field of psychology, and how personhood is attained as a result of developing a sense of self.


Incontrare lo straniero: prospettive psicoanalitica, fenomenologica ed etnopsicoanalitica a confronto

Studente: Fabris Tecla
Titolo tesi: Incontrare lo straniero: prospettive psicoanalitica, fenomenologica ed etnopsicoanalitica a confronto
Docente relatore: Prof. Salerno Vincenzo
Docente controrelatore: Prof. Capodieci Salvatore
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 11/1/2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione 

Il presente elaborato analizza il tema dello straniero dal punto di vista di tre prospettive teoriche differenti: la psicoanalisi, la fenomenologia e l’etnopsicoanalisi. Lo scopo è quello di dimostrare che esse possono offrire su questo argomento contributi importanti ed integrabili tra loro, utili per rapportarsi al meglio con lo straniero migrante.
Nel primo e nel secondo capitolo vengono confrontati alcuni concetti chiave su questo tema di autori di spicco delle prospettive psicoanalitica e fenomenologica. Attraverso il contributo di Freud, Lacan, Jung e Devereux emerge che per la psicoanalisi rapportarsi all’estraneità significa innanzitutto imparare a stare di fronte a quello straniero interiore, inconscio e perturbante che è presente in ciascuno. Husserl, Buber, de Martino e Mellina insegnano invece come la prospettiva fenomenologica metta al centro del rapporto con lo straniero l’attenzione alla sua soggettività, alla sua storia, che può emergere solo all’interno di una relazione priva di pregiudizi.
Nel terzo capitolo viene esposto un approccio etnopsicoanalitico di grande rilevanza attuale, quello transculturale di Marie Rose Moro. Esso permette di presentare alcuni dei principali principi teorici e dispositivi terapeutici utili nella pratica clinica con soggetti migranti.

The present paper analyses the foreigner's theme from the point of view of three different theoretical perspectives: psychoanalysis, phenomenology and ethnopsychoanalysis. The aim is to show that they can offer important and integratable contributions on this topic, useful to better relate to the migrant foreigner.

In the first and in the second chapter some key concepts are compared on this topic by prominent authors of the psychoanalytic and phenomenological perspectives. Through the contribution of Freud, Lacan, Jung and Devereux, it emerges that for psychoanalysis, relating to extraneousness means first of all learning to stand in front of the inner, unconscious and uncanny stranger that is present in each one. Husserl, Buber, de Martino and Mellina instead teach how the phenomenological perspective puts at the centre of the relationship with the foreigner the attention to his subjectivity, to his history, which can emerge only within a relationship without prejudices.
In the third chapter an ethnopsychoanalytic approach of great current relevance is presented, the transcultural one by Marie Rose Moro. It allows to present some of the main theoretical principles and therapeutic devices useful in clinical practice with migrant subjects.


Infanzie costrette. Lo sviluppo relazionale del bambino da zero a tre anni in co-detenzione con la madre

Studente: Zaninotto Carolina
Titolo tesi: Infanzie costrette. Lo sviluppo relazionale del bambino da zero a tre anni in co-detenzione con la madre
Docente relatore: Prof. Rossi Lino
Docente controrelatore: Prof.ssa Magro Tiziana
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 9/1/2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’interesse per l’argomento trattato nasce dall’esperienza personale di tirocinio e verte attorno al tema dello sviluppo relazionale del bambino da zero a tre anni, figlio di madre detenuta. Nel nostro paese alcuni bambini sono ancora costretti a vivere in “codetenzione” con le loro madri fino al compimento del sesto anno di età. Partendo dall’idea che l’istituto penitenziario non sia il luogo adatto alla crescita del bambino, che la separazione dalla madre nei primi anni di vita comprometta fortemente lo sviluppo relazionale, l’elaborato si propone di individuare quali siano ad oggi le soluzioni alternative per impedire la separazione dalla madre e evitare la carcerazione dei bambini.
Considerando i principali studi sull’argomento, l’analisi è stata condotta tramite l’esplorazione delle principali teorie sullo sviluppo relazionale nella primissima infanzia e la disamina delle normative italiane vigenti sulle madri detenute e i loro figli. L’indagine delle misure alternative previste per donne madri condannate o imputate con esigenza di custodia cautelare, ha condotto all’integrazione della prospettiva psicologica con quella legislativa, al fine di comprendere quali siano i fattori di rischio presenti e individuare quali potrebbero essere i fattori di protezione per lo sviluppo del bambino e la tutela della maternità.
Coniugare tali prospettive porta a ipotizzare che gli interventi finalizzati allo sviluppo della genitorialità, al sostegno della famiglia e dell’ambiente sociale di crescita del bambino, possano rivelarsi i più efficaci.

The interest for this topic was born from my internship experience and it focuses on the child relationalship development (age 0- 3), who’s mother is in prison.
In Italy some children are still forced to live in co-detention with their mothers until their sixth birthday. Based on the assumption that prison is not an appropriate place where a child can grow up, that separation from mother in the first months of baby's life highly undermines relationship development, this thesis aims to identify which are the alternative solutions today to prevent mothers separation and to avoid children's imprisonment.
Considering the main studies on this argument, the dissertation has been carried out exploring the main child relationship development during his early babyhood and examining the current italian regulation on imprison mothers and their children.
The alternative measures to detention's analysis, for condemned or accused mothers subjected to preventive detention, has led to integrate psychology perspective with the legislation one, in order to understand which ones could be the risk and preventive factors to protect children development and maternity.
Combine these perspectives lead to hypothesize that most incisive interventions are the ones who aim parenthood and family development and social environmental support to help child development.


Teoria e clinica della perversione: modelli a confronto

Studente: Scarpa Davide
Titolo tesi: Teoria e clinica della perversione: modelli a confronto
Docente relatore: Prof. Marchioro Davide Maria
Docente controrelatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 8 gennaio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

La seguente tesi bibliografica si propone di evidenziare la grande rilevanza teorica della perversione nella clinica psicologica e nella costruzione della dottrina psicoanalitica classica.
Il fine è quello di poter introdurre il lettore all’ampio repertorio letterario scientifico in cui vengono esposte interpretazioni e considerazioni teoriche in merito alle perversioni.
Particolare rilievo, dunque, assumono le teorie di Sigmund Freud, Janine Chasseguet-Smirgel e Paul-Claude Racamier. Viene di seguito analizzato il funzionamento psichico alla base della patologia perversa, evidenziando le differenze sostanziali tra organizzazione perversa di personalità e perversione del carattere o perversità. In ultima viene indagata la figura del narcisista perverso nella famiglia. 

This bibliographic thesis intends to highlight the great theoretical relevance of the concept of perversion in clinical psychology and into the construction of the classical psychoanalytic theory. The purpose is to introduce the reader into the wide scientific literary repertoire in which are exposed theoretical interpretations and considerations about perversions. In this context, the theories of Sigmund Freud, Janine Chasseguet-Smirgel and Paul-Claude Racamier are of particular importance. This thesis will then examine the psychic functions behind the perversion pathology, and will point out the substantial differences between perverse personality organization and perversion of the personality or again perversity. Finally, the figure of the perverse narcissist within the family context will be investigated.


La vergogna: l'emozione di protezione del sé dallo sguardo dell'altro

Studente: Anzolin Luca
Titolo tesi: La vergogna: l'emozione di protezione del sé dallo sguardo dell'altro
Docente relatore: Prof. Marchioro Davide Maria
Docente controrelatore: Prof.ssa Filippi Fabiana
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Fressini Lara
Data discussione tesi: 27 ottobre 2017
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’esperienza della vergogna è molto dolorosa e tocca la parte più intima del nostro essere, minacciando l’identità personale e l’autostima. Quando si prova vergogna ci si vuole nascondere, si desidera scomparire e rimuovere al più presto il ricordo della situazione che ha provocato questo malessere, come se non fosse mai avvenuta. La vergogna è anche un’emozione interpersonale, in quanto per provare vergogna ci deve essere la presenza, reale o immaginata, dell’altro, dal quale ci sentiamo giudicati. La vergogna, quando non è affrontata ed elaborata da un punto di vista cognitivo, può dar luogo alla formazione di sintomi assumendo una dimensione patologica. In questo elaborato si vuole evidenziare il ruolo primario di questa emozione come segnale di una minaccia al sé o, in altre parole, la sua funzione di protezione dell’integrità del sé. Per sostenere tale tesi, prendendo come paradigma di riferimento il mito greco di Aiace, la vergogna viene prima descritta e interpretata facendo riferimento ad una teoria cognitivista delle emozioni e poi, attraverso un approccio fenomenologico esistenziale, ne viene evidenziato il ruolo costitutivo nella definizione del sé attraverso la relazione con gli altri.

The experience of shame is very painful and touches the most intimate part of our being threatening personal identity and self-esteem. When we are ashamed we want to hide, disappear, and we want to remove the memory of the situation that caused this discomfort as soon as possible, as if it had never happened. Shame is also an interpersonal emotion as in order to feel ashamed there must be the presence, real or imagined, of the other by whom we feel judged. Shame when it is not cognitively processed and elaborated can lead to the formation of symptoms thus taking on a pathological dimension. In this paper adresses the idea that the primary role of this emotion is to be a signal of a threat to the self or, in other words, its function is to protect the integrity of the self. To support this thesis, the greek myth of Ajax is used as a paradigm to describe this emotion. The experience of shame is then interpreted by referring to a cognitive theory of emotions and, finally, using an existential phenomenological approach, the role in the definition of self in the relationship with others is underscored.


La vergogna: L'emozione di protezione del sé dallo sguardo dell’altro

Studente: Luca Anzolin
Titoli tesi: La vergogna: L'emozione di protezione del sé dallo sguardo dell’altro.
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Presidente Commissione di tesi: Prof.ssa Lara Fressini
Data discussione tesi: 27/10/2017
Laurea triennale Internazionale in
Psicologia dell'educazione - Percorso B

L’esperienza della vergogna è molto dolorosa e tocca la parte più intima del nostro essere, minacciando l’identità personale e l’autostima. Quando si prova vergogna ci si vuole nascondere, si desidera scomparire e rimuovere al più presto il ricordo della situazione che ha provocato questo malessere, come se non fosse mai avvenuta. La vergogna è anche un’emozione interpersonale, in quanto per provare vergogna ci deve essere la presenza, reale o immaginata, dell’altro, dal quale ci sentiamo giudicati. La vergogna, quando non è affrontata ed elaborata da un punto di vista cognitivo, può dar luogo alla formazione di sintomi assumendo una dimensione patologica. In questo elaborato si vuole evidenziare il ruolo primario di questa emozione come segnale di una minaccia al sé o, in altre parole, la sua funzione di protezione dell’integrità del sé. Per sostenere tale tesi, prendendo come paradigma di riferimento il mito greco di Aiace, la vergogna viene prima descritta e interpretata attraverso una teoria cognitivista delle emozioni e poi, seguendo un approccio fenomenologico esistenziale, ne viene evidenziato il ruolo costitutivo nella definizione del sé attraverso la relazione con gli altri. The experience of shame is very painful and touches the most intimate part of our being threatening personal identity and self-esteem. When we are ashamed we want to hide, disappear, and we want to remove the memory of the situation that caused this discomfort as soon as possible, as if it had never happened. Shame is also an interpersonal emotion as in order to feel ashamed there must be the presence, real or imagined, of the other by whom we feel judged. Shame when it is not cognitively processed and elaborated can lead to the formation of symptoms thus taking on a pathological dimension. In this paper adresses the idea that the primary role of this emotion is to be a signal of a threat to the self or, in other words, its function is to protect the integrity of the self. To support this thesis, the greek myth of Ajax is used as a paradigm to describe this emotion. The experience of shame is then interpreted by referring to a cognitive theory of emotions and, finally, using an existential phenomenological approach, the role in the definition of self in the relationship with others is underscored.

Psicologia evoluzionistica del comportamento sociale umano

Studente: Pozzobon Alessandro
Titolo tesi: Psicologia evoluzionistica del comportamento sociale umano
Docente relatore: Prof. Rossi Lino
Docente controrelatore: Prof. Gianoli Ernesto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 20 ottobre 2017
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione 

In questo lavoro si è cercato di esplorare le origini del comportamento sociale umano adottando una prospettiva evoluzionistica, in modo da comprendere le funzioni cui esso assolve, ponendo l’uomo in un costante confronto con i primati e gli altri animali, e facendo quindi emergere come il suo comportamento possa essere per certi aspetti davvero molto simile al loro, ma al contempo anche molto diverso. Dopo un’introduzione alla disciplina della psicologia evoluzionistica, verranno poste le basi necessarie per comprendere le molteplici manifestazioni della socialità umana. Verrà quindi approfondita la complessità del gruppo allargato attraverso l’analisi dei ruoli sessuali e della struttura di potere; e sarà dato spazio alle modalità con cui gli individui regolano tra loro le distanze, avvalendosi del comportamento territoriale e di quello aggressivo. A conclusione della trattazione teorica sarà infine proposto un capitolo atto alla rilettura in chiave evoluzionistica dell’opera letteraria “Il signore delle mosche” di William Golding.

This work tries to explore the origins of human social behaviour from an evolutionary perspective, in order to understand the functions of such a behaviour, comparing humans to primates and other animals, so that similarities and differences can emerge. After an introduction to the discipline of evolutionary psychology, the basis apt to understand the forms of human sociality will be put. Then the complexity of enlarged social group will be studied through the analysis of sexual roles and power structures; it twill be also shown how individuals regulate distances with territorial and aggressive behaviour. After the theorical part, a review from the evolutionary perspective of the novel “The lord of the flies” by William Golding will be given in conclusion of the whole work.


Il Godimento smarrito. Una visione nuova della tossicodipendenza

Studente: Lombardi Carlo
Titolo tesi: Il Godimento smarrito. Una visione nuova della tossicodipendenza
Docente relatore: Prof. Salerno Vincenzo
Docente controrelatore: Prof. Monzani Marco
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 20 ottobre 2017
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

Lo scopo di tale elaborato è quello di analizzare il fenomeno della tossicodipendenza soffermandomi su due aspetti differenti: la relazione soggetto-oggetto (sostanza psicoattiva) e la dinamica del godimento che il soggetto sperimenta all’interno di tale relazione. L’assunto di fondo è che il complesso fenomeno delle dipendenze non possa essere ricondotto unicamente all’effetto chimico della sostanza.
Ho scelto di farmi guidare nel corso di questa indagine dalle teorie cliniche della Gestalt e dalla visone psicoanalitica di Recalcati. Ripercorrendo e confrontando tali teorie cercherò di mostrare una visione nuova delle tossicodipendenze che tenga conto del soggetto come essere-in-relazione e della postmodernità.

The purpose of this paper is to analyze the phenomenon of drug addiction by focusing on two different aspects: the relationship between the subject and the object (psychoactive substance) and the dynamics of enjoyment that the subject experiences in that relationship. The underlying assumption is that the complex phenomenon of addictions cannot be attributed solely to the chemical effect of the substance.
I chose to guide me through this investigation from the clinical theories of Gestalt and the psychoanalytic mink of Recalcati. By reviewing and comparing these theories I will try to show a new view of addiction that takes into account the subject as being in-relationship and post - modernity.


La relazione madre/bambino/terapeuta nella terapia transculturale: l'approccio etnopsicoanalitico complementarista

Studente: Donadini Beatrice
Titolo tesi: La relazione madre/bambino/terapeuta nella terapia transculturale: l'approccio etnopsicoanalitico complementarista
Docente relatore: Prof. Rossi Lino
Docente controrelatore: Prof. Gianoli Ernesto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 20 ottobre 2017
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione 

Questo elaborato si propone di investigare le dinamiche relazionali e le modalità di cura delle madri migranti nei confronti dei propri bambini, analizzando il ruolo che lo psicologo deve rivestire nel supporto e nell’accompagnamento di questa figura genitoriale durante il percorso della maternità. Attraverso un approccio transculturale, inoltre, desidera trascendere una prospettiva biologistica “occidentalizzata” per prendere in considerazione, nello studio della relazione madre/bambino, sia la dimensione psicologica/ relazionale che quella antropologica/culturale. Nelle diverse tappe di tale lavoro si potrà comprendere come esistano moltissime modalità di essere madre in relazione alla propria cultura di appartenenza, e come l’intervento psicologico abbia la necessità di prendere quest’ultima in considerazione per cogliere il tacito significato che si cela dietro alle cure materne.
L’obbiettivo ultimo di tale lavoro è quello di proporre delle linee guida a favore di interventi psicologici per il supporto e la cura delle madri di diversa cultura, cercando di formalizzare un approccio etico pluridisciplinare che si basi su teorie etnopsicoanalitiche e transculturali.

The present study aims to investigate the relational dynamics between immigrant mothers and their children, in particular, the methods in which they raise their respective children. We aim to analyze the role of the psychologists in the way they support and advice the mothers in testing during their maternity period is the core purpose of this study. Furthermore, with the use of a transcultural approach, the current study also adopts a “westernized” approach between the mothers and their children – which evidently varies between cultures. This approach allows one to explore both the psychological/relational dimension and the anthropologist/cultural aspects in the upbringing of children. During the different stages of this study, one will be able to comprehend that there are myriad modalities in the role of mothers with respect to which countries they come from. Psychologists have to consider this aspect in order to ensure their psychological interventions are successful in assisting the mothers.