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La vergogna: L'emozione di protezione del sé dallo sguardo dell’altro

Studente: Luca Anzolin
Titoli tesi: La vergogna: L'emozione di protezione del sé dallo sguardo dell’altro.
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Presidente Commissione di tesi: Prof.ssa Lara Fressini
Data discussione tesi: 27/10/2017
Laurea triennale Internazionale in
Psicologia dell'educazione - Percorso B

L’esperienza della vergogna è molto dolorosa e tocca la parte più intima del nostro essere, minacciando l’identità personale e l’autostima. Quando si prova vergogna ci si vuole nascondere, si desidera scomparire e rimuovere al più presto il ricordo della situazione che ha provocato questo malessere, come se non fosse mai avvenuta. La vergogna è anche un’emozione interpersonale, in quanto per provare vergogna ci deve essere la presenza, reale o immaginata, dell’altro, dal quale ci sentiamo giudicati. La vergogna, quando non è affrontata ed elaborata da un punto di vista cognitivo, può dar luogo alla formazione di sintomi assumendo una dimensione patologica. In questo elaborato si vuole evidenziare il ruolo primario di questa emozione come segnale di una minaccia al sé o, in altre parole, la sua funzione di protezione dell’integrità del sé. Per sostenere tale tesi, prendendo come paradigma di riferimento il mito greco di Aiace, la vergogna viene prima descritta e interpretata attraverso una teoria cognitivista delle emozioni e poi, seguendo un approccio fenomenologico esistenziale, ne viene evidenziato il ruolo costitutivo nella definizione del sé attraverso la relazione con gli altri. The experience of shame is very painful and touches the most intimate part of our being threatening personal identity and self-esteem. When we are ashamed we want to hide, disappear, and we want to remove the memory of the situation that caused this discomfort as soon as possible, as if it had never happened. Shame is also an interpersonal emotion as in order to feel ashamed there must be the presence, real or imagined, of the other by whom we feel judged. Shame when it is not cognitively processed and elaborated can lead to the formation of symptoms thus taking on a pathological dimension. In this paper adresses the idea that the primary role of this emotion is to be a signal of a threat to the self or, in other words, its function is to protect the integrity of the self. To support this thesis, the greek myth of Ajax is used as a paradigm to describe this emotion. The experience of shame is then interpreted by referring to a cognitive theory of emotions and, finally, using an existential phenomenological approach, the role in the definition of self in the relationship with others is underscored.

La relazione madre/bambino/terapeuta nella terapia transculturale: l’approccio etnopsicoanalitico complementarista

Studente: Beatrice Donadini
Titoli tesi: La relazione madre/bambino/terapeuta nella terapia transculturale: l’approccio etnopsicoanalitico complementarista.
Docente relatore: Prof.Lino Rossi 
Docente controrelatore: Prof. Ernesto Gianoli
Presidente Commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 20/10/2017
Laurea triennale Internazionale in
Psicologia dell'educazione

Questo elaborato si propone di investigare le dinamiche relazionali e le modalità di cura delle madri migranti nei confronti dei propri bambini, analizzando il ruolo che lo psicologo deve rivestire nel supporto e nell’accompagnamento di questa figura genitoriale durante il percorso della maternità. Attraverso un approccio transculturale, inoltre, desidera trascendere una prospettiva biologistica “occidentalizzata” per prendere in considerazione, nello studio della relazione madre/bambino, sia la dimensione psicologica/ relazionale che quella antropologica/culturale. Nelle diverse tappe di tale lavoro si potrà comprendere come esistano moltissime modalità di essere madre in relazione alla propria cultura di appartenenza, e come l’intervento psicologico abbia la necessità di prendere quest’ultima in considerazione per cogliere il tacito significato che si cela dietro alle cure materne. L’obbiettivo ultimo di tale lavoro è quello di proporre delle linee guida a favore di interventi psicologici per il supporto e la cura delle madri di diversa cultura, cercando di formalizzare un approccio etico pluridisciplinare che si basi su teorie etnopsicoanalitiche e transculturali. The present study aims to investigate the relational dynamics between immigrant mothers and their children, in particular, the methods in which they raise their respective children. Analyzing the role of the psychologists in the manner in which they support and advice these mothers during their maternity period is central this study. Using a transcultural approach, furthermore, the current study intends to adopt a “westernized” approach between the mothers and their children - which varies between cultures. This approach will explore both the psychological/relational dimension and the anthropologist/cultural aspects. During the different stages of this study, one will be able to comprehend that there are myriad modalities in the role of mothers and in respect to where you come from. Psychologists have to consider this aspect in order to ensure their psychological interventions are successful in aiding the mothers. The objective of the present study is to propose guidelines in favor of these psychological interventions for the aiding of these foreign mothers. Additionally, aiming to find an ethical multidisciplinary approach, which are based on etnopsychoanalytical and transcultural theories.

Ferite invisibili: L'importanza della cura e dell'accoglienza nel migrante traumatizzato.

Studente: Francesca Lo Curzio
Titoli tesiFerite invisibili: L'importanza della cura e dell'accoglienza nel migrante traumatizzato.
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof. Fabio Benatti
Presidente Commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi13/10/2017
Laurea triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Questa tesi ha a cuore la sofferenza legata alla migrazione. Se lasciare il proprio Paese, con tutto ciò che comporta, ha da sempre implicato delle rotture traumatiche, oggi si è davanti ad un nuovo scenario: una migrazione compiuta in circostanze estreme in cui violenza, abusi e tortura sono solo alcuni degli elementi che la contraddistinguono. Alla sofferenza legata all’abbandono della propria casa e dei propri cari si aggiunge, infatti, una costellazione di altri traumi legati al periodo pre-migratorio e al viaggio, in particolare per i numerosi che partono dalla Libia e compiono la traversata del Mediterraneo. I migranti impattano quotidianamente con morte e sofferenza e, una volta arrivati in Italia, è sempre più frequente che sviluppino dolorosi sintomi, come nella Sindrome d’Ulisse, o addirittura, alcune patologie psichiatriche. Tra queste è molto diffuso il disturbo da stress post-traumatico il quale sembra manifestarsi, in particolare, attraverso il registro somatico. In questa sede si vuole approfondire il ruolo dell’accoglienza come fattore influenzante la salute mentale del migrante: se l’aspetto psicologico viene trascurato si rischia di andare incontro a spiacevoli ritraumatizzazioni e cronicizzazioni. L’obiettivo del lavoro è innanzitutto riconoscere la sofferenza legata alla migrazione, in particolare nel contesto odierno e di conseguenza promuovere un sistema d’accoglienza competente e tempestivo nella cura psicologica, al fine di garantire al migrante supporto e cura, fondamentale per l’inclusione nel nuovo Paese.

The purpose of this study is to examine the psychological impact of immigration. Although leaving one’s country has always involved great sufferings and traumas, today we are facing a new phenomenon of migration carried out in extreme circumstances. Violence, abuse and torture are just a few elements that characterize it. The suffering associated with the abandonment of one’s home and loved ones is increased by other traumas related to the pre-migration period and the journey itself, especially for the many who leave from Libya and cross the Mediterranean. The migrants face death and sufferings every day till they arrive in Italy and it is increasingly common to develop some painful symptoms, like in  Ulysses syndrome, or even psychiatric disorders. Among these is very widespread the post traumatic stress disorder, which is especially manifested with somatization. This thesis delves into the role of reception as a factor influencing the mental health of migrants, considering the risk of unpleasant re-traumatization or chronic illnesses when the psychological aspect is overlooked. The aim of this work is to recognize the migration-related suffering, especially in today's context, and therefore promote a competent and timely reception system in psychological care, in order to provide the migrant with the support and care essential for inclusion in the new country.

La tossicodipendenza come disturbo narcisistico della personalità: analisi eziologica e considerazioni terapeutiche

Studente: Chiara Cini
Titoli tesiLa tossicodipendenza come disturbo narcisistico della personalità: analisi eziologica e considerazioni terapeutiche.
Docente relatore: Prof. Mario Magrini
Docente controrelatore: Prof. Federico Battaglini Fabio Benatti
Presidente Commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi11/10/2017
Laurea triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Il ricorso alle sostanze psicoattive è un fenomeno sociale di interesse attuale, che ha implicazioni notevoli sulla salute del singolo e sul funzionamento dei meccanismi sociali. Con il presente lavoro si intende illustrare, adottando un approccio di tipo psicodinamico, la complessità del disturbo di addiction, cercando di analizzarne le origini, l’economia mentale e il significato dei comportamenti compulsivi, integrandola con una lettura di carattere neurofisiologico, la quale include considerazioni riguardanti le modificazioni avvenute all’interno del sistema cerebrale. L’assunzione della sostanza risulta essere, infatti, la soluzione elaborata da un individuo caratterizzato da un’accentuata vulnerabilità allo scopo di fuggire dal proprio malessere e che ha comportato modificazioni importanti nei circuiti neurali della persona abusante, incidendo inevitabilmente sulla sua condotta futura. Alla luce delle considerazioni svolte, infine, si intende delineare quale possa rappresentare un corretto intervento terapeutico da utilizzare in questi casi, il quale preveda un uso congiunto del farmaco e della psicoterapia. Quest’ultimo intervento viene costruito sulla base delle caratteristiche della patologia, ma soprattutto sulla base delle peculiarità della persona in cura, incentivando l’inserimento sociale della stessa attraverso un percorso di tipo comunitario e psicoterapeutico individuale.

The appeal to psychoactive substances is a social phenomenon of current interest that has a notable influence on human health and on the functioning of social mechanisms. This essay aims to provide the addiction disease complexity adopting a psychodynamic approach and trying to analyse the origins, the psychological economy and the meaning of compulsive behaviors by incorporanting a neurophysiologycal concept with considerations concerning the changes in cerebral system due to drug use. Therefore, consumption of narcotics turns to be the solution for those who show sharpen vulnerability in order to escape their suffering and that entailed significant modifications in neural circuits engraving future behaviour. In view of developed considerations, it is meant to delineate a possible and correct therapeutic intervention to employ in these cases, which foresees a joined use of both medicine and psychotherapy. This intervention lays on the features of the pathology, but above all on the peculiarities of the people being treated, stimulating a social integration through community and individual psychotherapy.

Il costrutto dell’intelligenza. Rassegna delle differenze intellettive di genere in letteratura

Studente: Francesca Bertucco
Titoli tesiIl costrutto dell’intelligenza. Rassegna delle differenze intellettive di genere in letteratura.
Docente relatore: Prof. Fabio Benatti
Docente controrelatore: Prof. Andrea Bobbio
Presidente Commissione di tesi: Prof. Umberto Fontana
Data discussione tesi11/10/2017
Laurea triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Il seguente elaborato illustra la tematica dell’intelligenza con l’intento di presentare una panoramica completa, chiara ed efficace nonostante la vastità dell’argomento; concentrando l’attenzione in un secondo momento sulla differenza maschio-femmina. Dopo una definizione, un excursus storico del concetto di intelligenza evolutosi attraverso la teorizzazione dei principali autori di riferimento, si sposta il focus sulla presentazione e descrizione delle scale Wechsler, test cognitivi a somministrazione individuale per la misurazione dell’intelligenza. In conclusione, nel terzo capitolo, si esprime la diatriba riguardante le differenze di genere. Si tenta in un primo momento di rispondere alla domanda riguardante le basi biologiche dell’intelligenza, comprendendo come essa sia il risultato di fattori genetici quanto ambientali. In un secondo momento tramite il supporto di articoli scientifici si esplicano le differenze/ somiglianze di genere secondo una prospettiva culturale, sociologica, fisiologica, psicobiologica. Parole chiave: intelligenza, scale Wechsler, differenze di genere.

The following elaborates the subject of intelligence With the intention of presenting a complete, clear and effective overview despite the vastness of the subject; focusing attention later on the male- female difference. After a definition, a historical excursus of the evolved concept of intelligence through the theorization of the principal reference authors, focuses on the presentation and description of the Wechsler scales, cognitive tests for individual measurement. In conclusion in the third chapter, there is a diatribe about gender differences. Ittries at first to answer the question of the biologica basis of intelligence, understanding how it is the result of both genetic and environmental factors. Subsequently, through the support of scientific articles, gender differences/ similarities are made according to a cultural, sociological, physiological, psychobiological perspective. Key word: intelligence, Wechsler stairs, gender differences

Anoressia mentale: interpretazioni Psicoanalitiche e Sistemico-Relazionali

Studente: Federica Ranni
Titoli tesiAnoressia mentale: interpretazioni Psicoanalitiche e Sistemico-Relazionali.
Docente relatore: Prof. Magrini Mario
Docente controrelatore: Prof. Marchioro Giovanni
Presidente Commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi29/7/2017
Laurea triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

La tesi è volta ad approfondire il disturbo dell’anoressia mentale all’interno del panorama psicoanalitico e sistemico-relazionale, ponendo particolare attenzione alle dinamiche rispettivamente intrapsichiche ed interpersonali. I due percorsi di ricerca, svolti separatamente, indagano quali siano le peculiarità del comportamento delle pazienti anoressiche, le possibili cause dell’insorgenza della patologia, le modalità con cui il soggetto vive la propria sofferenza e come si strutturano i rapporti con l’ambiente esterno. Vengono inoltre analizzate le condizioni che rendono possibile la presa in carico terapeutica, esposte le modalità di relazione tra il terapeuta ed il paziente ed evidenziate le difficoltà nonché i benefici che ne conseguono. Si espongono infine analogie e differenze tra i due modelli teorici, indagando la possibilità di giungere ad un dialogo condiviso e costruttivo al fine di realizzare un’approccio interdisciplinare e integrato, per una migliore riuscita del trattamento. Coerentemente con quanto ipotizzato all’inizio del percorso di ricerca, verrà dunque dimostrata l’importanza dei fattori integrativi tra la teoria psicoanalitica e quella sistemica, accorciando le distanze tra i differenti modelli. The thesis aims to deepen the mental disorder of anorexia within the psychoanalytic and systemic-relational landscape, paying particular attention to intrapsychic and interpersonal dynamics respectively. The two research paths, carried out separately, investigate which are the peculiarities of anorexic patients' behavior, the possible causes of the onset of the disease, the ways in which the patient experiences his suffering, and how the relationship is structured with the external environment . The conditions that make it possible for therapeutic care to be taken into account, how the relationship between the therapist and the patient are analyzed, and how the difficulties and the benefits that come from this illness are highlighted. At the end of this thesis, the analogies and differences between the two theoretical models are explored, identifying the possibility of a shared and constructive dialogue in order to achieve an interdisciplinary and integrated approach to source a successful treatment.

Diventiamo ciò che Desideriamo. Un percorso tra identità e autotrascendenza: analisi del modello dell'Antropologia della Vocazione Cristiana di Padre L. M. Rulla

Studente: Francesco Romano
Titoli tesi: Diventiamo ciò che Desideriamo. Un percorso tra identità e autotrascendenza: analisi del modello dell'Antropologia della Vocazione Cristiana di Padre L. M. Rulla
Docente relatore: Prof.ssa Annalisa Isdraele Romano
Docente controrelatore: Prof. Lino Rossi
Presidente Commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 27/7/2017
Laurea triennale Internazionale in
Psicologia dell'educazione - Percorso B

“Diventiamo ciò che desideriamo”. L’uomo è mosso nelle sue azioni dal desiderio, un desiderio che necessita di riconoscimento e di direzione. Il percorso di questo lavoro ha l’intenzione di mettere in luce le connessioni esistenti tra l’identità e il desiderio nel processo di realizzazione della propria vocazione attuata e concretizzata nel progetto di vita. Viene preso in esame il modello dell’antropologia della vocazione cristiana ideato da Padre Luigi Maria Rulla quale fondatore dell’Istituto di Psicologia dell’Università Pontificia Gregoriana. Il modello viene presentato mediante l’analisi dell’antropologia di riferimento e della psicologia del profondo che lo caratterizza. Viene messa in risalto, mediante l’analisi dei fondamenti psicologici, la dinamica di tensione tra i bisogni dell’uomo e i valori che lo stesso intende perseguire, verso l’uscita da sé, l’auto-trascendenza. L’incoscio e la sua influenza sui bisogni più profondi, l’Io attuale e l’Io ideale, la dialettica di base tra i vari contenuti dell’Io, le inconsistenze come ostacolo e limite verso l’auto-trascendenza e l’accompagnamento alla crescita vocazionale rappresentano i contenuti oggetto di analisi. L’obiettivo principale della tesi è quello di dimostrare, attraverso un’analisi integrata e diversi apporti teorici legati sia alla psicologia umanistico-esistenziale che psicodinamica, come i concetti di desiderio, d’identità e di auto-trascendenza sono tra loro collegati. Inoltre si mette in luce come un modello che nasce con un’antropologia di riferimento prettamente cristiana possa adattarsi ad una concezione di uomo laico. "We become what we desire." People are moved to act by desire, a desire that needs recognition and direction. The purpose of this work is to highlight the connections that exist between identity and desire and that come to the fore in realizing a vocation that is implemented and embodied in a person’s life plan. The anthropological model of Christian vocation created by Father Luigi Maria Rulla, founder of the Institute of Psychology of the Pontifical Gregorian University, is examined. Rulla’s model is analyzed in terms of its anthropological bases and from the perspective of depth psychology that characterizes it. The dynamics of tension that incur between one's needs and the values that lead them to overcome their limits and self-transcendence are highlighted in the analysis. More specifically, the unconscious and its influence on one’s deepest needs, the actual Ego and the ideal Ego, the basic dialectic between the various contents of the Ego, inconsistencies as an obstacle and limit to self-transcendence and accompanying vocational growth are analyzed. The main aim of the thesis is to demonstrate, through an integrated analysis and various theoretical contributions tied to both Humanistic-Existential and Psychodynamic psychology, of how the concepts of desire, identity and self-transcendence are linked to one another. Further, this paper also evidences that a model originating in reference to a purely Christian anthropological framework can be adapted as a model for the layperson.

PTSD e EMDR: un'indagine neuropsicologica

Studente: Andrea Rigo
Titoli tesi: PTSD e EMDR: un'indagine neuropsicologica.
Docente relatore: Prof. Marco Pitteri
Docente controrelatore: Prof. Fabio Benatti
Presidente Commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 24/7/2017
Laurea triennale Internazionale in
Psicologia dell'educazione

L’elaborato si propone di indagare il Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) e la tecnica dell’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) da una prospettiva neuropsicologica. L’obiettivo è analizzare le evidenze sull’efficacia di questa tecnica nel trattamento del PTSD attraverso l’analisi di studi di neuroimmagine e psicofisiologici. L’EMDR sembra una tecnica utile nel riequilibrare delle alterazioni cerebrali che sottostanno alla sintomatologia del PTSD. Nel complesso, la maggioranza degli studi di neuroimmagine ha evidenziato una maggiore attivazione cerebrale frontale e il raggiungimento di un equilibrio tra le aree prefrontali e quelle limbiche, con una maggiore inibizione di queste ultime, in particolare dell’amigdala. Tale evidenza potrebbe spiegare la maggiore regolazione emotiva e la diminuzione dell’iper-arousal che caratterizza i soggetti con PTSD al post-trattamento. Inoltre è stata evidenziata una minore attivazione delle aree temporali ippocampali. Ciò potrebbe essere indicativo di una riduzione dell’intrusività e del consolidamento del ricordo traumatico. La ridotta attivazione dell’emisfero destro e di aree occipitali a favore di una maggiore attivazione in aree prefrontali sinistre, durante il richiamo del ricordo traumatico, è consistente con una riduzione dell’iper-emotività a seguito dell’attivazione di quest’ultimo, con una capacità di verbalizzarlo e di riviverlo come un ricordo autobiografico ordinario piuttosto che come frammenti sensoriali non verbalizzabili, e con una riduzione dei flashback visivi. Inoltre, durante lo svolgimento della tecnica e a suo termine, gli studi psicofisiologici hanno mostrato una riduzione dell’arousal e un incrementato intervento parasimpatico che si mantengono a lungo termine. Tutte queste evidenze supportano un’efficacia della tecnica nel trattamento del PTSD, anche se ulteriori studi dovrebbero essere condotti per confermare la validità di tale approccio. The aim of the present thesis was to investigate the Post-Traumatic Stress Disorder (PTSD) and the Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) technique from a neuropsychological perspective. The objective was to analyse the effectiveness of the EMDR technique in treating PTSD, based on the evidence coming from neuroimaging and psychophysiological studies. EMDR appears to be a useful technique in rebalancing some of the cerebral alterations that underlie PTSD symptomatology. On the whole, the majority of neuroimaging studies have shown an increased frontal cerebral activation and the achievement of a balance between prefrontal and limbic areas, with an increased inhibition of the latter, particularly of the amygdala. This evidence could explain the increased emotional regulation and the decreased in the hyper-arousal characteristics of the PTSD. Neuroimaging studies also highlighted a reduced activation of hippocampal temporal areas, which could be indicative of a reduction in both the intrusiveness and the consolidation of traumatic memories. During the recall of the traumatic event, the reduced activation of the right hemisphere and of the occipital areas in favour of an increased activation in left prefrontal areas is consistent with a reduction of the hyper-emotionality response during the recall phase. It is also consistent with a capacity to verbalise and relive the event as an ordinary autobiographical memory instead of as sensorial fragments incapable of being verbalised as well as with a reduction in visual flashbacks. Finally, psychophysiological studies have shown a reduction in arousal and an increased parasympathetic intervention both during and after the EMDR treatment; these effects are maintained in the long-term. All these evidences support the effectiveness of the EMDR technique in the treatment of PTSD, even though other studies should be carried out to confirm the validity of this promising approach.

L’uomo e la complessità. Un’interpretazione di alcuni fenomeni collettivi dalla prospettiva della scienza delle reti e della teoria dei sistemi complessi

Studente: Nicolò Cavalli
Titoli tesiL’uomo e la complessità. Un’interpretazione di alcuni fenomeni collettivi dalla prospettiva della scienza delle reti e della teoria dei sistemi complessi.
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof. Fabio Benatti
Presidente Commissione di tesi: Prof. Umberto Fontana
Data discussione tesi24/7/2017
Laurea triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Dalla giusta prospettiva, anche i fenomeni più lontani possono essere assimilati. La Teoria della Complessità, una disciplina moderna sviluppatasi come risultato della convergenza di più branche del sapere, può raccontare aspetti della realtà apparentemente lontani attraverso un codice comune. Questa tesi, attenendosi ad un'interpretazione fisica di tale approccio, nasce da un tentativo analogico e da un desiderio di trasversalità: diversi eventi sociali e psicologici - i quali, coerentemente con la natura degli studi adempiuti, rimarranno cuore di questo lavoro - saranno perciò illustrati in analogia a fenomeni etologici, informatici e atomici. Nello specifico, della Teoria della Complessità saranno proposti due domini: la Scienza delle Reti e la Teoria dei Sistemi Complessi. L'oggetto complesso, sia esso una società, un ecosistema o il web, abbisogna di una duplice descrizione, che tenga conto contemporaneamente di aspetti topologici - link, nodi e strutture generali - ed aspetti dinamici - meccanismi di feedback, stati critici e transizioni. Con uno stile narrativo ed accattivante, queste due discipline saranno intersecate nell'ottica di fornire una più completa interpretazione di alcuni eventi che accadono all'interno di un oggetto complesso quale la società: mode, chiacchere, applausi, decisioni di gruppo o sommosse, saranno in questo modo smascherati e ne saranno indicati i lineamenti comuni. Pochi elementi, infatti, sono davvero necessari affinché un fenomeno investa una collettività: la presenza di pochi gradi di libertà, il coinvolgimento degli hub della rete, il superamento di una specifica soglia critica, ad esempio, favoriscono l'emergenza di un comportamento autorganizzato, il quale è sempre qualcosa che trascende la somma delle parti coinvolte.

From the right perspective, even the distant phenomena can be assimilated. The Complexity Theory, a modern discipline developed as a result of the convergence of multiple branches of knowledge, can narrate aspects of apparently distant reality through a common code. This thesis, based on a physical interpretation of this approach, arises from an analogous attempt and a desire for transversality: various social and psychological events - which, consistent with the nature of the conducted studies, will remain the heart of this work - will therefore be illustrated in analogy to ethological, computer and atomic phenomena. Specifically, it will propose two domains of the Complexity Theory: Network Science and Theory of Complex System. The complex object, whether it be a society, an ecosystem or the web, needs a dual description that takes into account simultaneously topological aspects - links, nodes, and general structures - and dynamic aspects - feedback mechanisms, critical states, and transitions. With a narrative and captivating style, these two disciplines will be intersected with a view to providing a more complete interpretation of some events that occur within a complex object such as society: trend, gossip, applause, group decisions or riots, will be in this way unmasked and the common features will be indicated. Few elements are in fact necessary for a phenomenon to invest in a community: the presence of a few degrees of freedom, the involvement of network hubs, the overcoming of a specific critical threshold, for example, favor the emergence of self-organized behavior, which is always something that transcends the sum of the involved parties.

Comprendere il gioco / Ipotesi di modello analitico per le scienze sociali

Studente: Pier Giorgio Volpato
Titoli tesiComprendere il gioco / Ipotesi di modello analitico per le scienze sociali.
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof. Fabio Benatti
Presidente Commissione di tesi: Prof. Umberto Fontana
Data discussione tesi24/7/2017
Laurea triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Il termine "gioco" è spesso utilizzato nella ricerca sociale, anche se priva di una definizione univoca e ben accettata. Per una migliore comprensione del fenomeno, abbiamo confrontato la letteratura più autorevole e utilizzata sul tema e abbiamo unito gli elementi oggettivi in una definizione che comprendesse i vari apporti. Abbiamo definito il gioco come un'attività volontaria, caratterizzata da regole temporali, spaziali e di funzionamento. Queste comprendono uno o più obiettivi e delimitano le differenze tra gioco e realtà. Si è ipotizzato un modello a più livelli in cui ogni gioco può essere suddiviso in uno o più piani, in funzione del numero degli obiettivi. In seguito abbiamo creato un modello interpretativo che sintetizza tutte le variabili principali e potrebbe essere utilizzato per avere una descrizione oggettiva del gioco specifico analizzato. Alcuni indicatori del modello devono essere approfonditi e chiariti. Lo strumento sembra aver bisogno di essere testato in tutte le sue parti, cercando di rilevare quali variabili possano veramente essere utili per ottenere una migliore comprensione dei giochi in generale. Si osserva come una comprensione più nitida di un gioco può essere raggiunta analizzando ciascuno dei suoi livelli prima separatamente. Parole chiave: gioco, analisi, scienze sociali, classificazione, tassonomia, limiti, regole, livelli.

The term “game” is often used in social research in absence of an univocal and well accepted definition. In order to achieve a better comprehension of the phenomenon we confronted the most influential and used literature about the theme and we merged all the objective elements in a comprehensive definition. We defined game as a voluntary activity, characterized by temporal, spacial and functional rules, which ones include some goals and set differences between game and reality. We speculated a multi-level game model in which each game can be divided in one or more layer, in function of the number of the goals. Then we created an interpretative model that synthetizes all the main variables and could be used to have an objective description of the specific analysed game. Some indicators in the model need to be deepened and clarified. The instrument seems to need to be tested in all its parts, trying to underline which variables could really be useful to get a better understanding of games in general. We found a cleaner understanding of a game can be achieved analysing each of its layer separately. Key words: game, play, analysis, social science, classification, taxonomy, limits, rules, multi-levels.