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Il crimine raccontato dai mass media. Riflessioni sulla percezione di sicurezza e sulla costruzione delle realtà soggettive

Studente: Baroni Martina
Titolo tesi: Il crimine raccontato dai mass media. Riflessioni sulla percezione di sicurezza e sulla costruzione delle realtà soggettive
Docente relatore: Prof. Monzani Marco
Docente controrelatore: Prof. Marella Giulia
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 17 ottobre 2017
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

Questo lavoro di ricerca si propone di indagare alcuni aspetti relativi alla comunicazione mediatica riguardo all’ambito del crimine, e le loro conseguenze sulla percezione di sicurezza, considerando anche la rappresentazione soggettiva della realtà. In particolare, viene posta l’attenzione sulla modalità di diffusione delle notizie, la quale va spesso a creare un dislivello tra ciò che viene rappresentato e la realtà; per comprendere questo processo più a fondo è necessario prendere in considerazione alcune caratteristiche dell’individuo le quali, in correlazione con alcuni aspetti comunicativi dei mass-media, vanno a creare un’errata percezione del crimine e della sicurezza. Le conseguenze, oltre alla creazione di ingiustificati allarmi sociali, vanno ricercate anche nel concetto che ogni soggetto sviluppa in relazione all’azione criminosa e violenta; la presenza di una “selezione mediatica” per la quale alcuni crimini risultano più rappresentati di altri, fa sì che il soggetto pensi alla violenza solo in relazione ai reati maggiormente diffusi dai mass-media, sottovalutando altre forme di violenza e pericolo, oltre a sviluppare un interesse per l’ambito del crimine spesso motivato dai dettagli fittizi creati nelle narrazioni del crimine, piuttosto che da un approccio volto all’aiuto e alla prevenzione del crimine stesso.

This research examines some aspects relative to the media communication about crime and to their effects on the personal perception of security, considering also the subjective representation of reality. In particular, it’s important to pay attention on the diffusion method of informations, that often creates a gap between real facts and represented facts; to understand better this process is necessary to consider some human characteristics that, in association with mass-media communications methods, create a mistaken perception of crime and safety. The consequences, in addition to the creation of social alerts, are about the subjective concept of criminal and violent action; the presence of a “media selection” which represents some crimes more than others, elicits in the person violent thoughts only in relation to crimes that are more publicizes by communications media, underestimating other types of violence and dangers. Other than these effects, there is also the creation of interest on artificial details of crime narration, instead of an approach to help people and prevent criminality.


Ferite invisibili: L'importanza della cura e dell'accoglienza nel migrante traumatizzato.

Studente: Francesca Lo Curzio
Titoli tesiFerite invisibili: L'importanza della cura e dell'accoglienza nel migrante traumatizzato.
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof. Fabio Benatti
Presidente Commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi13 ottobre 2017
Laurea triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Questa tesi ha a cuore la sofferenza legata alla migrazione. Se lasciare il proprio Paese, con tutto ciò che comporta, ha da sempre implicato delle rotture traumatiche, oggi si è davanti ad un nuovo scenario: una migrazione compiuta in circostanze estreme in cui violenza, abusi e tortura sono solo alcuni degli elementi che la contraddistinguono. Alla sofferenza legata all’abbandono della propria casa e dei propri cari si aggiunge, infatti, una costellazione di altri traumi legati al periodo pre-migratorio e al viaggio, in particolare per i numerosi che partono dalla Libia e compiono la traversata del Mediterraneo. I migranti impattano quotidianamente con morte e sofferenza e, una volta arrivati in Italia, è sempre più frequente che sviluppino dolorosi sintomi, come nella Sindrome d’Ulisse, o addirittura, alcune patologie psichiatriche. Tra queste è molto diffuso il disturbo da stress post-traumatico il quale sembra manifestarsi, in particolare, attraverso il registro somatico. In questa sede si vuole approfondire il ruolo dell’accoglienza come fattore influenzante la salute mentale del migrante: se l’aspetto psicologico viene trascurato si rischia di andare incontro a spiacevoli ritraumatizzazioni e cronicizzazioni. L’obiettivo del lavoro è innanzitutto riconoscere la sofferenza legata alla migrazione, in particolare nel contesto odierno e di conseguenza promuovere un sistema d’accoglienza competente e tempestivo nella cura psicologica, al fine di garantire al migrante supporto e cura, fondamentale per l’inclusione nel nuovo Paese.

The purpose of this study is to examine the psychological impact of immigration. Although leaving one’s country has always involved great sufferings and traumas, today we are facing a new phenomenon of migration carried out in extreme circumstances. Violence, abuse and torture are just a few elements that characterize it. The suffering associated with the abandonment of one’s home and loved ones is increased by other traumas related to the pre-migration period and the journey itself, especially for the many who leave from Libya and cross the Mediterranean. The migrants face death and sufferings every day till they arrive in Italy and it is increasingly common to develop some painful symptoms, like in  Ulysses syndrome, or even psychiatric disorders. Among these is very widespread the post traumatic stress disorder, which is especially manifested with somatization. This thesis delves into the role of reception as a factor influencing the mental health of migrants, considering the risk of unpleasant re-traumatization or chronic illnesses when the psychological aspect is overlooked. The aim of this work is to recognize the migration-related suffering, especially in today's context, and therefore promote a competent and timely reception system in psychological care, in order to provide the migrant with the support and care essential for inclusion in the new country.

Mindfulness e movimento Le Movement-Based Embodied Contemplative Practices per il benessere psicofisico

Studente: Semenzato Mauro
Titolo tesi: Mindfulness e movimento Le Movement-Based Embodied Contemplative Practices per il benessere psicofisico
Docente relatore: Prof.ssa Bounous Marcella
Docente controrelatore: Prof.ssa Perotti Luisa
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 11 ottobre 2017
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

In questo lavoro viene fornita un'introduzione a quelle che, nell'ambito delle scienze cognitive, sono state recentemente definite “movement-based embodied contemplative practice s” (MECPs). Tale categoria individua un eterogeneo insieme di discipline, di origine antica e moderna, finalizzate al perseguimento del benessere psicofisico attraverso la consapevolezza del movimento corporeo. Tali discipline stanno trovando diffusione, come interventi complementari, in diversi ambiti applicativi della psicologia. Scopo della ricerca è mettere in luce, tramite approfondimento bibliografico e confronto con le più aggiornate pubblicazioni scientifiche della letteratura internazionale, i principali meccanismi neuropsicologici e psicofisiologici alla base di tali discipline. Il lavoro è articolato in tre capitoli. Nel primo vengono fornite una breve introduzione anatomica e psicofisiologica alla funzione respiratoria e una contestualizzazione della ricerca neurocognitiva sulle MECPs, con riferimento al paradigma dell’ embodiment . Nel secondo vengono chiariti i confini del costrutto di MECPs e le definizioni dei suoi concetti chiave. Nel terzo capitolo vengono illustrati e discussi i principali meccanismi neuropsicologici e psicofisiologici implicati in tre diversi esempi di pratica contemplativa basata sul movimento. 

This work provides an introduction to what, in cognitive sciences, has recently been defined as “movement-based embodied contemplative practices” (MECPs). Such construct refers to a heterogeneous set of ancient and modern disciplines, aimed at improving and maintaining psychophysical wellness through the mindfulness of body movement. The use of MECPs as complementary interventions is growing in several areas of applied psychology. Aim of this study is to highlight the main neuropsychological and psychophysiological mechanisms underlying these practices, on the basis of the most recent international scientific literature. The work is divided into three chapters. The first one provides a brief introduction to the anatomy and psychophysiology of the respiratory function and contextualizes the neurocognitive research on MECPs with reference to the paradigm of embodiment. The second chapter clarifies the boundaries of the construct of MECPs and the definitions of its key concepts. The third chapter illustrates and discusses the main neuropsychological and psychophysiological mechanisms involved in three different examples of movement-based contemplative practice.


La tossicodipendenza come disturbo narcisistico della personalità: analisi eziologica e considerazioni terapeutiche

Studente: Cini Chiara
Titolo tesi: La tossicodipendenza come disturbo narcisistico della personalità: analisi eziologica e considerazioni terapeutiche
Docente relatore: Prof. Magrini Mario
Docente controrelatore: Prof. Battaglini Federico
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 11 ottobre 2017
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

Il ricorso alle sostanze psicoattive è un fenomeno sociale di interesse attuale, che ha implicazioni notevoli sulla salute del singolo e sul funzionamento dei meccanismi sociali.
Con il presente lavoro si intende illustrare, adottando un approccio di tipo psicodinamico, la complessità del disturbo di addiction, cercando di analizzarne le origini, l’economia mentale e il significato dei comportamenti compulsivi, integrandola con una lettura di carattere neurofisiologico, la quale include considerazioni riguardanti le modificazioni avvenute all’interno del sistema cerebrale.
L’assunzione della sostanza risulta essere, infatti, la soluzione elaborata da un individuo caratterizzato da un’accentuata vulnerabilità allo scopo di fuggire dal proprio malessere e che ha comportato modificazioni importanti nei circuiti neurali della persona abusante, incidendo inevitabilmente sulla sua condotta futura.
Alla luce delle considerazioni svolte, infine, si intende delineare quale possa rappresentare un corretto intervento terapeutico da utilizzare in questi casi, il quale preveda un uso congiunto del farmaco e della psicoterapia. Quest’ultimo intervento viene costruito sulla base delle caratteristiche della patologia, ma soprattutto sulla base delle peculiarità della persona in cura, incentivando l’inserimento sociale della stessa attraverso un percorso di tipo comunitario e psicoterapeutico individuale.

The appeal to psychoactive substances is a social phenomenon of current interest that has a notable influence on human health and on the functioning of social mechanisms.
This essay aims to provide the addiction disease complexity adopting a psychodynamic approach and trying to analyse the origins, the psychological economy and the meaning of compulsive behaviors by incorporanting a neurophysiologycal concept with considerations concerning the changes in cerebral system due to drug use.
Therefore, consumption of narcotics turns to be the solution for those who show sharpen vulnerability in order to escape their suffering and that entailed significant modifications in neural circuits engraving future behaviour.
In view of developed considerations, it is meant to delineate a possible and correct therapeutic intervention to employ in these cases, which foresees a joined use of both medicine and psychotherapy. This intervention lays on the features of the pathology, but above all on the peculiarities of the people being treated, stimulating a social integration through community and individual psychotherapy.


La tossicodipendenza come disturbo narcisistico della personalità: analisi eziologica e considerazioni terapeutiche

Studente: Chiara Cini
Titoli tesiLa tossicodipendenza come disturbo narcisistico della personalità: analisi eziologica e considerazioni terapeutiche.
Docente relatore: Prof. Mario Magrini
Docente controrelatore: Prof. Federico Battaglini Fabio Benatti
Presidente Commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi11/10/2017
Laurea triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Il ricorso alle sostanze psicoattive è un fenomeno sociale di interesse attuale, che ha implicazioni notevoli sulla salute del singolo e sul funzionamento dei meccanismi sociali. Con il presente lavoro si intende illustrare, adottando un approccio di tipo psicodinamico, la complessità del disturbo di addiction, cercando di analizzarne le origini, l’economia mentale e il significato dei comportamenti compulsivi, integrandola con una lettura di carattere neurofisiologico, la quale include considerazioni riguardanti le modificazioni avvenute all’interno del sistema cerebrale. L’assunzione della sostanza risulta essere, infatti, la soluzione elaborata da un individuo caratterizzato da un’accentuata vulnerabilità allo scopo di fuggire dal proprio malessere e che ha comportato modificazioni importanti nei circuiti neurali della persona abusante, incidendo inevitabilmente sulla sua condotta futura. Alla luce delle considerazioni svolte, infine, si intende delineare quale possa rappresentare un corretto intervento terapeutico da utilizzare in questi casi, il quale preveda un uso congiunto del farmaco e della psicoterapia. Quest’ultimo intervento viene costruito sulla base delle caratteristiche della patologia, ma soprattutto sulla base delle peculiarità della persona in cura, incentivando l’inserimento sociale della stessa attraverso un percorso di tipo comunitario e psicoterapeutico individuale.

The appeal to psychoactive substances is a social phenomenon of current interest that has a notable influence on human health and on the functioning of social mechanisms. This essay aims to provide the addiction disease complexity adopting a psychodynamic approach and trying to analyse the origins, the psychological economy and the meaning of compulsive behaviors by incorporanting a neurophysiologycal concept with considerations concerning the changes in cerebral system due to drug use. Therefore, consumption of narcotics turns to be the solution for those who show sharpen vulnerability in order to escape their suffering and that entailed significant modifications in neural circuits engraving future behaviour. In view of developed considerations, it is meant to delineate a possible and correct therapeutic intervention to employ in these cases, which foresees a joined use of both medicine and psychotherapy. This intervention lays on the features of the pathology, but above all on the peculiarities of the people being treated, stimulating a social integration through community and individual psychotherapy.

Il costrutto dell’intelligenza. Rassegna delle differenze intellettive di genere in letteratura

Studente: Francesca Bertucco
Titoli tesiIl costrutto dell’intelligenza. Rassegna delle differenze intellettive di genere in letteratura.
Docente relatore: Prof. Fabio Benatti
Docente controrelatore: Prof. Andrea Bobbio
Presidente Commissione di tesi: Prof. Umberto Fontana
Data discussione tesi11 ottobre 2017
Laurea triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Il seguente elaborato illustra la tematica dell’intelligenza con l’intento di presentare una panoramica completa, chiara ed efficace nonostante la vastità dell’argomento; concentrando l’attenzione in un secondo momento sulla differenza maschio-femmina. Dopo una definizione, un excursus storico del concetto di intelligenza evolutosi attraverso la teorizzazione dei principali autori di riferimento, si sposta il focus sulla presentazione e descrizione delle scale Wechsler, test cognitivi a somministrazione individuale per la misurazione dell’intelligenza. In conclusione, nel terzo capitolo, si esprime la diatriba riguardante le differenze di genere. Si tenta in un primo momento di rispondere alla domanda riguardante le basi biologiche dell’intelligenza, comprendendo come essa sia il risultato di fattori genetici quanto ambientali. In un secondo momento tramite il supporto di articoli scientifici si esplicano le differenze/ somiglianze di genere secondo una prospettiva culturale, sociologica, fisiologica, psicobiologica. Parole chiave: intelligenza, scale Wechsler, differenze di genere.

The following elaborates the subject of intelligence With the intention of presenting a complete, clear and effective overview despite the vastness of the subject; focusing attention later on the male- female difference. After a definition, a historical excursus of the evolved concept of intelligence through the theorization of the principal reference authors, focuses on the presentation and description of the Wechsler scales, cognitive tests for individual measurement. In conclusion in the third chapter, there is a diatribe about gender differences. Ittries at first to answer the question of the biologica basis of intelligence, understanding how it is the result of both genetic and environmental factors. Subsequently, through the support of scientific articles, gender differences/ similarities are made according to a cultural, sociological, physiological, psychobiological perspective. Key word: intelligence, Wechsler stairs, gender differences

L’occupabilità come nodo cruciale nell’orientamento in età adulta

Studente: Mastropirro Giulia
Titolo tesi: L’occupabilità come nodo cruciale nell’orientamento in età adulta
Docente relatore: Prof.ssa Isdraele Romano Annalisa
Docente controrelatore: Prof. Giacopini Nicola
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 9 ottobre 2017
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

Le profonde trasformazioni sociali, culturali ed economiche, e l’impatto profondo di questi cambiamenti sul mondo del lavoro, hanno posto in primo piano il tema dell’orientamento, in termini sia individuali che sociali. Ciò che oggi risulta evidente è una sempre maggiore complessità dell’orientamento, dovuta a una crescente consapevolezza delle varie dimensioni del Sé e all’ampio ventaglio di opportunità formative e professionali disponibili. L’obiettivo principale dell’orientamento diventa, quindi, quello di sostenere gli individui nella mobilitazione delle risorse personali e del proprio contesto di appartenenza, al fine di poter costruire un percorso di carriera coerente con i propri valori, con la propria identità e rispondente al proprio progetto di vita. Da qui discende il concetto di life designing: l’orientamento diviene perciò strumento di supporto per le persone per disegnare il proprio progetto di vita, progetto in cui lo sviluppo della carriera professionale riveste un ruolo rilevante. La carriera di oggi è, però, proteiforme, senza confini, autogestita. Progettare il proprio futuro professionale significa quindi lavorare costantemente sulla propria occupabilità, intesa come una serie di caratteristiche ed elementi personali e del contesto che permettono all’individuo di essere parte attiva nella costruzione dell’identità professionale. L’impegno e la responsabilità che ciascuno si prende per fornire una direzione di senso al proprio percorso di sviluppo individuale e professionale non determina l’autosufficienza della persona nell’elaborazione del progetto di sé, bensì rende necessaria la presenza del professionista dell’orientamento.

The social, cultural and economic changes and their impact on the labour market have put into the foreground the issue of guidance and career counseling, underlining both the individual and the social aspects. Nowadays the guidance activities have become more complex because of an increased awareness of the different personal and life dimensions each person is composed by, and because of the enormous number of training and professional opportunities that are available. Therefore, the main objective for the career counselling is to support every individual in mobilize his personal and contextual resources in order to create a career path that is coherent with his values, identity and life project. Here comes the concept of life designing: the guidance can be considered as one of the main tools to support people in clarifying their life project, in which the career development plays a considerable role. The post-modern career is characterized by its protean, boundaryless and self-managed traits. Thus, building a professional future means to boost constantly own employability, that can be defined as a number of personal characteristics and contextual elements that enable the person to be an active part in the creation of his professional identity. The commitment and the responsibility that a person can take to give a meaning to his personal and professional development path does not implicate his self-sufficiency in designing his life project. It actually makes the intervention of a career counsellor even more necessary.


Anoressia mentale: interpretazioni Psicoanalitiche e Sistemico-Relazionali

Studente: Federica Ranni
Titoli tesiAnoressia mentale: interpretazioni Psicoanalitiche e Sistemico-Relazionali.
Docente relatore: Prof. Magrini Mario
Docente controrelatore: Prof. Marchioro Giovanni
Presidente Commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi29 luglio 2017
Laurea triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

La tesi è volta ad approfondire il disturbo dell’anoressia mentale all’interno del panorama psicoanalitico e sistemico-relazionale, ponendo particolare attenzione alle dinamiche rispettivamente intrapsichiche ed interpersonali. I due percorsi di ricerca, svolti separatamente, indagano quali siano le peculiarità del comportamento delle pazienti anoressiche, le possibili cause dell’insorgenza della patologia, le modalità con cui il soggetto vive la propria sofferenza e come si strutturano i rapporti con l’ambiente esterno. Vengono inoltre analizzate le condizioni che rendono possibile la presa in carico terapeutica, esposte le modalità di relazione tra il terapeuta ed il paziente ed evidenziate le difficoltà nonché i benefici che ne conseguono. Si espongono infine analogie e differenze tra i due modelli teorici, indagando la possibilità di giungere ad un dialogo condiviso e costruttivo al fine di realizzare un’approccio interdisciplinare e integrato, per una migliore riuscita del trattamento. Coerentemente con quanto ipotizzato all’inizio del percorso di ricerca, verrà dunque dimostrata l’importanza dei fattori integrativi tra la teoria psicoanalitica e quella sistemica, accorciando le distanze tra i differenti modelli. The thesis aims to deepen the mental disorder of anorexia within the psychoanalytic and systemic-relational landscape, paying particular attention to intrapsychic and interpersonal dynamics respectively. The two research paths, carried out separately, investigate which are the peculiarities of anorexic patients' behavior, the possible causes of the onset of the disease, the ways in which the patient experiences his suffering, and how the relationship is structured with the external environment . The conditions that make it possible for therapeutic care to be taken into account, how the relationship between the therapist and the patient are analyzed, and how the difficulties and the benefits that come from this illness are highlighted. At the end of this thesis, the analogies and differences between the two theoretical models are explored, identifying the possibility of a shared and constructive dialogue in order to achieve an interdisciplinary and integrated approach to source a successful treatment.

Diventiamo ciò che Desideriamo. Un percorso tra identità e autotrascendenza: analisi del modello dell'Antropologia della Vocazione Cristiana di Padre L. M. Rulla

Studente: Francesco Romano
Titoli tesi: Diventiamo ciò che Desideriamo. Un percorso tra identità e autotrascendenza: analisi del modello dell'Antropologia della Vocazione Cristiana di Padre L. M. Rulla
Docente relatore: Prof.ssa Annalisa Isdraele Romano
Docente controrelatore: Prof. Lino Rossi
Presidente Commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 27 luglio 2017
Laurea triennale Internazionale in
Psicologia dell'educazione - Percorso B

“Diventiamo ciò che desideriamo”. L’uomo è mosso nelle sue azioni dal desiderio, un desiderio che necessita di riconoscimento e di direzione. Il percorso di questo lavoro ha l’intenzione di mettere in luce le connessioni esistenti tra l’identità e il desiderio nel processo di realizzazione della propria vocazione attuata e concretizzata nel progetto di vita. Viene preso in esame il modello dell’antropologia della vocazione cristiana ideato da Padre Luigi Maria Rulla quale fondatore dell’Istituto di Psicologia dell’Università Pontificia Gregoriana. Il modello viene presentato mediante l’analisi dell’antropologia di riferimento e della psicologia del profondo che lo caratterizza. Viene messa in risalto, mediante l’analisi dei fondamenti psicologici, la dinamica di tensione tra i bisogni dell’uomo e i valori che lo stesso intende perseguire, verso l’uscita da sé, l’auto-trascendenza. L’incoscio e la sua influenza sui bisogni più profondi, l’Io attuale e l’Io ideale, la dialettica di base tra i vari contenuti dell’Io, le inconsistenze come ostacolo e limite verso l’auto-trascendenza e l’accompagnamento alla crescita vocazionale rappresentano i contenuti oggetto di analisi. L’obiettivo principale della tesi è quello di dimostrare, attraverso un’analisi integrata e diversi apporti teorici legati sia alla psicologia umanistico-esistenziale che psicodinamica, come i concetti di desiderio, d’identità e di auto-trascendenza sono tra loro collegati. Inoltre si mette in luce come un modello che nasce con un’antropologia di riferimento prettamente cristiana possa adattarsi ad una concezione di uomo laico. "We become what we desire." People are moved to act by desire, a desire that needs recognition and direction. The purpose of this work is to highlight the connections that exist between identity and desire and that come to the fore in realizing a vocation that is implemented and embodied in a person’s life plan. The anthropological model of Christian vocation created by Father Luigi Maria Rulla, founder of the Institute of Psychology of the Pontifical Gregorian University, is examined. Rulla’s model is analyzed in terms of its anthropological bases and from the perspective of depth psychology that characterizes it. The dynamics of tension that incur between one's needs and the values that lead them to overcome their limits and self-transcendence are highlighted in the analysis. More specifically, the unconscious and its influence on one’s deepest needs, the actual Ego and the ideal Ego, the basic dialectic between the various contents of the Ego, inconsistencies as an obstacle and limit to self-transcendence and accompanying vocational growth are analyzed. The main aim of the thesis is to demonstrate, through an integrated analysis and various theoretical contributions tied to both Humanistic-Existential and Psychodynamic psychology, of how the concepts of desire, identity and self-transcendence are linked to one another. Further, this paper also evidences that a model originating in reference to a purely Christian anthropological framework can be adapted as a model for the layperson.

PTSD e EMDR: un'indagine neuropsicologica

Studente: Andrea Rigo
Titoli tesi: PTSD e EMDR: un'indagine neuropsicologica.
Docente relatore: Prof. Marco Pitteri
Docente controrelatore: Prof. Fabio Benatti
Presidente Commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 24 luglio 2017
Laurea triennale Internazionale in
Psicologia dell'educazione

L’elaborato si propone di indagare il Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) e la tecnica dell’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) da una prospettiva neuropsicologica. L’obiettivo è analizzare le evidenze sull’efficacia di questa tecnica nel trattamento del PTSD attraverso l’analisi di studi di neuroimmagine e psicofisiologici. L’EMDR sembra una tecnica utile nel riequilibrare delle alterazioni cerebrali che sottostanno alla sintomatologia del PTSD. Nel complesso, la maggioranza degli studi di neuroimmagine ha evidenziato una maggiore attivazione cerebrale frontale e il raggiungimento di un equilibrio tra le aree prefrontali e quelle limbiche, con una maggiore inibizione di queste ultime, in particolare dell’amigdala. Tale evidenza potrebbe spiegare la maggiore regolazione emotiva e la diminuzione dell’iper-arousal che caratterizza i soggetti con PTSD al post-trattamento. Inoltre è stata evidenziata una minore attivazione delle aree temporali ippocampali. Ciò potrebbe essere indicativo di una riduzione dell’intrusività e del consolidamento del ricordo traumatico. La ridotta attivazione dell’emisfero destro e di aree occipitali a favore di una maggiore attivazione in aree prefrontali sinistre, durante il richiamo del ricordo traumatico, è consistente con una riduzione dell’iper-emotività a seguito dell’attivazione di quest’ultimo, con una capacità di verbalizzarlo e di riviverlo come un ricordo autobiografico ordinario piuttosto che come frammenti sensoriali non verbalizzabili, e con una riduzione dei flashback visivi. Inoltre, durante lo svolgimento della tecnica e a suo termine, gli studi psicofisiologici hanno mostrato una riduzione dell’arousal e un incrementato intervento parasimpatico che si mantengono a lungo termine. Tutte queste evidenze supportano un’efficacia della tecnica nel trattamento del PTSD, anche se ulteriori studi dovrebbero essere condotti per confermare la validità di tale approccio.

The aim of the present thesis was to investigate the Post-Traumatic Stress Disorder (PTSD) and the Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) technique from a neuropsychological perspective. The objective was to analyse the effectiveness of the EMDR technique in treating PTSD, based on the evidence coming from neuroimaging and psychophysiological studies. EMDR appears to be a useful technique in rebalancing some of the cerebral alterations that underlie PTSD symptomatology. On the whole, the majority of neuroimaging studies have shown an increased frontal cerebral activation and the achievement of a balance between prefrontal and limbic areas, with an increased inhibition of the latter, particularly of the amygdala. This evidence could explain the increased emotional regulation and the decreased in the hyper-arousal characteristics of the PTSD. Neuroimaging studies also highlighted a reduced activation of hippocampal temporal areas, which could be indicative of a reduction in both the intrusiveness and the consolidation of traumatic memories. During the recall of the traumatic event, the reduced activation of the right hemisphere and of the occipital areas in favour of an increased activation in left prefrontal areas is consistent with a reduction of the hyper-emotionality response during the recall phase. It is also consistent with a capacity to verbalise and relive the event as an ordinary autobiographical memory instead of as sensorial fragments incapable of being verbalised as well as with a reduction in visual flashbacks. Finally, psychophysiological studies have shown a reduction in arousal and an increased parasympathetic intervention both during and after the EMDR treatment; these effects are maintained in the long-term. All these evidences support the effectiveness of the EMDR technique in the treatment of PTSD, even though other studies should be carried out to confirm the validity of this promising approach.