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Il ruolo dell’attenzione nella terapia metacognitiva: le potenzialità dell’attention training technique

Studente: Laura Castellan
Titolo tesiIl ruolo dell’attenzione nella terapia metacognitiva: le potenzialità dell’attention training technique
Docente relatore: Prof.ssa Marcella Bounous
Docente controrelatore: Prof. Nicola Giacopini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 15 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Questa tesi esplora le applicazioni dell’Attention Training Technique, strumento elaborato nel contesto della terapia metacognitiva, allo scopo di verificarne l’efficacia sulla base dei dati esistenti in letteratura a riguardo. Con tale intento sono stati raccolti ed esaminati i principali studi esistenti in alcuni ambiti, che vanno da quello clinico a quello evolutivo, mettendoli in rapporto alle ricerche effettuate sull’importanza dell’attenzione e ai principi fondamentali dell’approccio metacognitivo. Tali ricerche hanno riscontrato dati fortemente positivi sull’uso dello strumento non solo nel contesto sportivo ed educativo, ma soprattutto in quello clinico ad eccezione che per il Disturbo Ossessivo Compulsivo. Nonostante i dati emersi, si rendono però necessarie altre indagini sperimentali a causa dell’esiguità dei dati presenti in letteratura, specialmente per quanto riguarda l’ambito sportivo ed evolutivo. Si auspicano inoltre ulteriori ricerche per esplorare possibili applicazioni dell’Attention Training Technique al momento non ancora prese in considerazione.

This dissertation explores the applications of the Attention Training Technique, which is an instrument elaborated in the context of metacognitive therapy, in order to verify its efficacy on the base of scientific data. Keeping in mind this goal, the most important studies on clinical, sportive and evolutive context have been collected and examined. They have been also connected to other researches regarding the importance of attention and to the principles of the metacognitive approach. These researches have obtained extremely positive data regarding the instrument’s use, with the exception of those about Obsessive Compulsive Disorder. However, further experimental researches are needed because of the scarcity of actual data, especially in sportive and evolutive context. In addition, more studies are advisable in order to explore other applications, which have not been considered to date, of the Attention Training Technique.

Attaccamento e sviluppo di tossicodipendenze in adolescenza. Ricerca sperimentale

Studente: Margherita Fabbro
Titolo tesiAttaccamento e sviluppo di tossicodipendenze in adolescenza. Ricerca sperimentale
Docente relatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Docente controrelatore: Prof.ssa Tiziana Magro
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 15 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Dalla letteratura emerge un nesso tra il comportamento di attaccamento e lo sviluppo di dipendenze; in particolar modo, un attaccamento di tipo insicuro è considerato un fattore di rischio in tale ambito. In questa ricerca si è voluto indagare il tipo di attaccamento emergente nella fascia di età dell’adolescenza, concentrandosi su un gruppo di utenti afferenti al Servizio per il trattamento delle Dipendenze “Androna Giovani”, di Trieste. Quest’ultimo prende in carico individui al di sotto dei 25 anni. Tale gruppo sperimentale è costituito da 57 soggetti (N=57), 20 femmine (35,1%) e 37 maschi (64,9%), ai quali è stato somministrato un questionario self-report, denominato Attachment Style Questionnaire (Asq) di Feeney, Noller e Hanrahan, atto ad indagare quale tipologia di attaccamento caratterizzi i soggetti. Questi ultimi afferiscono al Servizio per uso e abuso di sostanze psicoattive. La partecipazione allo studio è stata libera e volontaria; i dati sono stati raccolti lungo tutto il mese di febbraio 2019, attraverso una presentazione diretta da parte dello sperimentatore del questionario somministrato e degli obiettivi della ricerca, con l’aiuto degli operatori presenti in Struttura. I risultati hanno confermato le ipotesi iniziali, ovvero di un emergente pattern di attaccamento insicuro, risultante da punteggi inferiori alla media nella scala Fiducia e superiori alla media nella scala Disagio per l’Intimità, a cui è sotteso il costrutto di attaccamento evitante. Ciò pone delle basi per delle riflessioni a livello clinico nel trattamento di soggetti come quelli descritti, che si trovano in un periodo particolare del ciclo di vita, quello dell’adolescenza.

From literature emerges a connection between attachment behavior and the development of addictions; in particular, an insecure type of attachment is considered a risk factor in this area. In this research we wanted to investigate the type of attachment emerging in the adolescent age group, focusing on a group of users belonging to the "Androna Giovani" Dependency Treatment Service, in Trieste. This Service takes care of users under the age of 25. This experimental group consists of 57 subjects (N=57), 20 females (35.1%) and 37 males (64.9%), who were given a self-report questionnaire, called Attachment Style Questionnaire (Asq) by Feeney, Noller and Hanrahan, aimed at investigate which type of attachment characterizes the subjects. These one belong to the Service for the use and abuse of psychoactive substances. Participation in the study was free and voluntary; the data were collected throughout the month of February 2019, through a direct presentation by the investigator of the questionnaire administered and the research objectives, with the help of the operators who work in the Structure. The results confirmed the initial hypotheses, ie an emerging pattern of insecure attachment, resulting from scores below the average on the Confidence scale and above the average on the Discomfort scale for the Intimacy, which underlies avoidant attachment construct. This lays the foundations for reflections at the clinical level in the treatment of subjects such as those described, who are in a particular period of the life cycle, that of adolescence.

La memoria autobiografica: contributo alla validazione del Test di Crovitz per l’età evolutiva

Studente: Federica Ranni
Titolo tesiLa memoria autobiografica: contributo alla validazione del Test di Crovitz per l’età evolutiva
Docente relatore: Prof.ssa Tiziana Magro
Docente controrelatore: Prof. Andrea Bobbio
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 15 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La tesi è volta ad approfondire il costrutto della memoria quale abilità umana di ordine su-periore, che permette di trattenere e recuperare informazioni di diversa natura, risultando fondamentale allo svolgimento di una serena esistenza. Dato il suo carattere multisistemico ed interdisciplinare, ne verranno illustrate le principali suddivisioni interne, proposte da diversi autori, secondo un criterio temporale e contenutistico, facendo riferimento ad alcuni dei più importanti contributi derivanti da molteplici discipline, quali le neuroscienze e la psicologia dello sviluppo. Nello specifico verrà esaminata la memoria autobiografica, inte-sa come capacità di conservare i ricordi della propria vita, e dunque fondamentale per l’identità di ciascun essere umano, con particolare riferimento a quest’ultima nell’età evo-lutiva. Si tenterà, infatti, di comprendere come essa emerga a partire dall’infanzia, ed evol-va poi fino all’adolescenza. Verrà infine presentata la ricerca sperimentale condotta con l’obiettivo di offrire un contributo personale alla taratura del Test di Crovitz per la memo-ria autobiografica, in un campione di 315 soggetti di età compresa tra i 7 e i 14 anni. Uti-lizzando la tecnica dei cue, verrà chiesto ai partecipanti di rievocare, per via associativa, dei ricordi autobiografici in seguito alla presentazione di alcune parole stimolo. Si tenterà di comprendere come la capacità di recuperare le memorie autobiografiche possa evolvere progressivamente, in funzione dell’età anagrafica dei soggetti. Attraverso l’analisi e l’inte-rpretazione dei risultati ottenuti, si trarranno alcune importanti conclusioni in merito all’e-sito delle ricerca sperimentale condotta, il cui obiettivo ultimo è rendere il test di Crovitz strumento utilizzabile per la valutazione della memoria autobiografica in una popolazione di soggetti in età evolutiva.

This thesis is aimed at deepening the construct of memory as a higher-order human skill, which allows us to retain and retrieve information of different nature, resulting in the fun-damental to the performance of a serene existence. Given its multisystemic and interdisci-plinary character, the main internal subdivisions will be illustrated, proposed by different authors, according to a temporal and content criterion, making reference to some of the most important contributions deriving from multiple disciplines, such as neuroscience and developmental psychology. Specifically, the autobiographical memory will be examined, understood as the ability to preserve the memories of one's own life, and therefore funda-mental for the identity of each human being, with particular reference to the latter in the developmental age. In fact, an attempt will be made to understand how it emerges from childhood, and then evolves into adolescence. Finally, the experimental research conduc-ted with the aim of offering a personal contribution to the calibration of the Crovitz test for autobiographical memory will be presented, in a sample of 318 subjects aged between 7 and 14 years. Using the cue technique, participants will be asked to recall, through asso-ciation, autobiographical memories following the presentation of some stimulus words. We will try to understand how the ability to recover autobiographical memories can progressi-vely evolve, depending on the age of the subjects. Through the analysis and interpretation of the results obtained, some important conclusions will be drawn with respect to the out-come of the experimental research carried out, whose ultimate goal is to make the Crovitz test a tool that can be used to evaluate autobiographical memory in a population of subjec-ts in childhood.

Strategie di coping per affrontare una prova d’esame, correlazione tra lo stress misurato dopo la prova e l’esito della stessa

Studente: Mirka Roccato
Titolo tesiStrategie di coping per affrontare una prova d’esame, correlazione tra lo stress misurato dopo la prova e l’esito della stessa
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof. Rita Reschiotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 11 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

L’ingresso nella vita universitaria, anche laddove essa si configuri come desiderata e consapevolmente scelta, richiede di adattarsi a situazioni e ritmi nuovi che possono trovare gli studenti sprovvisti delle necessarie strategie di fronteggiamento.
Questa situazione si evidenzia soprattutto quando lo studente viene sottoposto ad una elicitazione maggiore durante il periodo degli esami di fine corso.
Dopo una breve descrizione dello stress e dei suoi effetti sulle persone e del coping e delle sue strategie attraverso i contesti storici, si è voluto ricercare, con questo lavoro, quanto lo stress e le strategie di coping siano predittivi del voto d’esame. Il metodo di lavoro utilizzato si basa su una correlazione statistica tra i dati raccolti dalla somministrazione della Scala per lo Stress Percepito, il Coping Inventory for Stressful Situation (CISS) ed il voto ottenuto all’esame.
Dalle correlazioni effettuate sul campione di studio si può notare come l’ipotesi di partenza venga sostenuta ponendo particolare attenzione anche alla differenza di genere.

When starting life at university , even when it has been planned and deliberately chosen, students might be required to adjust themselves to new situations and rhythms without having the right strategies to cope with.
And this situation is even more emphasized when the student undergoes hard work during the final exams.
After a short description of stress and its effects and coping and its strategies through the historical context, this thesis wants to show how stress and coping strategies may be predictive of the final exam mark. The method used is based on a statistic correlation between the information gathered from the Stress Perceived Scale, the Coping Inventory for Stressful Situation and the mark got at the exam.
The correlations on the study sample show how the starting hypothesis is supported also focusing the attention on the difference of gender.

L’unità inscindibile di psiche e soma nel trapianto d’organi

Studente: Alice Zampieri
Titolo tesiL’unità inscindibile di psiche e soma nel trapianto d’organi
Docente relatore: Prof. Giovanni Marchioro
Docente controrelatore: Prof. Rita Reschiotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Nicola Giacopini
Data discussione tesi: 21 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

L’elaborato si propone di confermare l’inscindibilità del rapporto tra psiche e soma attraverso il caso specifico del trapianto di un organo. Da uno sguardo preliminare in ambito medico riguardo le fasi dell’iter trapiantologico, il tema del sistema immunitario e i meccanismi di risposta che quest’ultimo attiva, lo studio passa a puntualizzare le implicazioni psicologiche derivate dall’intervento e dall’integrazione del nuovo organo e della figura del donatore. Una successiva sezione del lavoro è dedicata al paziente e alla sua famiglia ed espone la necessità di offrire loro un’adeguata assistenza psicologica.
Trapianto - sistema immunitario - organo - donatore - ricevente - identità - immagine corporea

The paper aims at confirming the inseparability of the relationship between psyche and soma through the specific case of an organ transplant. Beginning with a preliminary examination in the medical field regarding the phases of the transplantation procedure, the theme of the immune system and the response mechanisms that the latter activates, the study goes on to point out the psychological implications deriving from the intervention and the integration of the new organ and of the figure of the donor. A following section of the work concerns the patient and his family and explains the need to offer them adequate psychological assistance. 
Transplant - immune system - organ - donor - recipient - identity - body image

L'integrazione di modelli terapeutici nell'ottica della complessità: un punto di vista epistemologico

Studente: Elena Avanzi
Titolo tesiL'integrazione di modelli terapeutici nell'ottica della complessità: un punto di vista epistemologico
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro 
Docente controrelatore: Prof.ssa Rita Reschiotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 21 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

In considerazione dell’esistenza di modelli terapeutici diversificati, degli studi sui fattori comuni aspecifici e di visioni epistemologiche attestanti la complessità del reale, la tesi si propone di attuare una ricognizione storico-genealogica dei concetti di cura e malattia in ambito psicologico, a partire dall’antichità fino ad orientamenti fenomenologici contemporanei. La malinconia rappresenta un esempio su cui si declinano le riflessioni di Ippocrate, Foucault, della psicoanalisi freudiana e della psichiatria fenomenologica di Borgna. Le osservazioni sul fattore aspecifico della relazione terapeutica e sull’importanza dello sguardo psicosomatico della cura, conducono alla considerazione che, in un’ottica di integrazione sono da considerare la terapia complementare del Giardino terapeutico e il modello della Gestalt Therapy in gruppo, esperiti nel tirocinio. Le conclusioni confermano l’attualità e la validità del fattore comune e la possibilità di integrare la psicoterapia individuale con i benefici di altri apporti terapeutici.

Building on diversified therapeutic models, studies on common aspecific factors and epistemological visions on the complexity of reality, the thesis aims at carrying out a historical-genealogical survey of the concepts of care and illness in the psychological field, from ancient times to contemporary phenomenological orientations. Melancholy has for example been investigated by Hippocrates, Foucault, Freudian psychoanalysis and Borgna’s phenomenological psychiatry. The observations on the therapeutic relationship aspecific factor and on the importance of the psychosomatic angle on care, lead to the observation that, from an integration point of view, the complementary therapy of the therapeutic garden and the Gestalt Therapy model, experienced during the internship, should be considered. Conclusions confirm the relevance and validity of the common factor and the possibility of integrating individual psychotherapy with the benefits of other therapeutic contributions.

I nativi digitali e le nuove tecnologie: sviluppo psicoaffettivo, apprendimento, relazioni ed effetti

Studente: Alessia Michieletto
Titolo tesiI nativi digitali e le nuove tecnologie: sviluppo psicoaffettivo, apprendimento, relazioni ed effetti
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Rita Reschiotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 21 marzo 019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Con “Nativi Digitali”, denominati così da Prensky nel 2001, si intende i soggetti che sono nati e cresciuti in un ambiente in cui hanno avuto la possibilità di utilizzare e di essere totalmente coinvolti dai diversi tipi di new-media. Tale fruizione sta diventando sempre più eccessiva e continuerà ad aumentare, tanto da chiedersi quali cambiamenti socio-psico-cognitivi, opportunità, rischi psicopatologici ed effetti possano esserci nella vita socio-individuale di bambini e ragazzi, i maggior fruitori. Da queste considerazioni si vuole giungere ad una nuova lettura del fenomeno oggetto di studio, concepito più come potenzialità che come limite. Ciò verrà attuato, inizialmente, attraverso un'attenta disamina della letteratura più saliente riguardo ai new-media, il loro utilizzo ed i loro effetti e, successivamente, verranno prese in considerazione le ipotesi e i risultati di un progetto di recente attuazione condotto all’interno del Centro Interdipartimentale per la Prima Infanzia (C.I.P.I.) dello IUSVE. Lo scopo di tale progetto è di sensibilizzare e condurre soggetti formati e preparati, come educatori e genitori, all’utilizzo dei nuovi media fin dai primi anni di vita dei bambini, così da poterli accompagnare in questa rivoluzione in atto. Si vogliono, inoltre, osservare le differenze che vi possono essere nella lettura della fiaba a seconda che si usi il libro tradizionale o uno strumento digitale, cercando di individuare i possibili cambiamenti nella relazione della diade genitore-bambino o nello sviluppo psico-affettivo del piccolo. Si giungerà, quindi, a chiarire che, grazie ad un’educazione condivisa sull’uso consapevole dei nuovi dispositivi elettronici già a partire dalla prima infanzia, è possibile rinforzare il legame della diade, contribuendo a migliorare alcune competenze cognitive del bambino.

"Digital Natives", named by Prensky in 2001, are subjects that were born and grew up in an environment where they have had the possibility to use and be completely involved from the different types of new-media. This fruition is becoming increasingly excessive and will continue to increase, so much so to ask what socio-psycho-cognitive changes, opportunities, psychopathological risks and effects may be present in the socio-individual life of children and teenagers, the greatest users. From these considerations we intend to arrive at a new reading of the phenomenon object of study, conceived more as potential than as a limit. This will be implemented, initially, through a careful examination of the most salient literature concerning new media, their use and their effects and, afterwards, will be taken into consideration the hypotheses and the results of a recently carried out project within the IUSVE's Interdepartmental Center for Early Childhood (C.I.P.I.). The aim of this project is to sensitize and lead prepared subjects, such as educators and parents, to the use of new media from the first years of children’s life, so as to be able to accompany them in this ongoing revolution. The intention is also to observe the differences that may exist in the reading of the fairy tale depending on whether using the traditional book or a digital device trying to identify possible changes in the relationship of the parent-child dyad or in the psycho-affective development of the child. It will therefore be possible to clarify that, thanks to a shared education on the use of new media devices starting from early childhood, it is possible to reinforce the bond of the dyad, helping to improve some cognitive skills of the child.

Clinica del gruppo in una società digitale. Nuovi processi comunicativi e nuove dinamiche relazionali

Studente: Marco Ottogalli
Titolo tesiClinica del gruppo in una società digitale. Nuovi processi comunicativi e nuove dinamiche relazionali
Docente relatore: Prof. Lieta Dal Mas
Docente controrelatore: Prof. Mara Giglio
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in:Psicologia clinica e di comunità

Argomento di questa tesi è l’impatto della digitalizzazione nei processi comunicativi e nelle dinamiche relazionali di gruppo. Nella vita di ognuno di noi, nei rapporti comunicativi privati e pubblici, avvengono cambiamenti delle abitudini relazionali provocati dalla digitalizzazione. È importante interrogarsi se e come si potrà continuare a fare clinica del gruppo entità unica, in sintonia con i bisogni dei singoli che lo compongono. La digitalizzazione aumenta la nostra capacità di vivere distanti e in comunicazione continua la gran parte dei nostri rapporti di lavoro e delle nostre attività private. Il cambiamento che osserviamo dall’arrivo di Internet non è solo una questione generazionale bensì si tratta di una nuova opportunità per tutte le persone a ripensare il loro ruolo, cambiare il loro vivere quotidiano, esibirsi con più soddisfazione in contesti sociali diversi. La tesi affronta il cambiamento dovuto al digitale e si propone di dare continuità all’approccio clinico e di supervisione delle teorie dinamiche di gruppo, sottolineando che il punto di osservazione dell’entità gruppo arricchisce, oggi più di ieri, l’analisi individuale nel gruppo. Riprendendo le considerazioni di W. Bion possiamo attualizzare l’osservazione del gruppo come un tutto e affermare che psicologi ed esperti di intelligenza artificiale descriveranno e interpreteranno insieme molti dei cambiamenti e impatti emotivi del gruppo di domani.

The topic of this thesis is digitization in communication processes and group relational dynamics. In the life of each one of us, in private and public communication relationships, changes are made to the relational habits caused by digitalization. It is important to question ourselves how and if we can continue to do clinic of unique group entity, in tune with the needs of the individuals who compose it. Digitization   increases   our   ability   to    live   distant   and   in   continuous communication the majority of our working relationships and our private activities. The change we look at since the arrival of the Internet is not only a generational issue, but rather a new opportunity, to perform with greater satisfaction in different social contexts.The thesis deals with the changes due to digital and proposes to venture ahead to the clinical and supervision approach of the group dynamic theories, underlining that the observation point of the group entity enriches, today more than yesterday, the individual analysis in the group. Resuming the considerations of W. Bion we can actualize the observation of the group as a whole and affirm that psychologists and experts of artificial intelligence will describe and interpret together many of the changes and emotional impacts of the group of tomorrow.

Separazione coniugale: Il processo di mediazione familiare

Studente: Giulia Stefanetto
Titolo tesiSeparazione coniugale: Il processo di mediazione familiare
Docente relatore: Prof.ssa Cinzia Poli
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

La tesi in oggetto verte sul tema della separazione coniugale, più precisamente si analizza quello che è il processo della mediazione familiare sia nelle condizioni in cui esso è attuabile, sia in quelle in cui la mediazione risulta impossibile. Il lavoro è il frutto di una ricerca bibliografica e sitografica, che ha permesso di raccogliere materiale utile alla stesura dello stesso.
È stato, quindi, presentato il ciclo vitale di una coppia, dalla fase dell'innamoramento a quella della rottura del legame, definendo anche il concetto di divorzio e analizzandolo da una prospettiva psico-giuridica. La tesi in oggetto vuole configurarsi come una sorta di continuum rispetto a quella di licenza triennale, in cui si era discusso circa la violenza nel rapporto di coppia, considerando la dipendenza affettiva tra i partner il terreno su cui potrebbe sfociare la violenza stessa. Per cui, anche in questo lavoro, si è voluto riprendere il concetto di dipendenza affettiva, approfondendo quelle dinamiche che entrano in gioco in un rapporto di questo tipo e definendo la violenza in tutti i suoi aspetti. Essa, anche nell'ultimo capitolo, che rappresenta il cuore della tesi, si configura come un tema rilevante, in quanto la mediazione impossibile ruota proprio intorno a questo concetto e, di conseguenza, verranno presentate anche le soluzioni alternative da intraprendere, nel caso in cui non sia possibile ricorrere alla mediazione stessa. Ciclo vitale della coppia, divorzio, dipendenza affettiva, violenza, mediazione familiare.

This thesis in object deals with the martial separation, more specifically it analyzes the familiar mediation process both in cases where it occurs and also in circumstances where it fails. This dissertation is the final result of a sitographic bibliography. That is, it presents the vital cycle of a specific couple, starting from the phase of falling in love until the break up of the bond, additionally it introduces the concept of divorce from a psycho-juridical perspective. The thesis represents a continuum of my bachelor’s research, where I examined the phenomenon of violence within a relationship, the related interdependence between the partners and yet the causes where abusive acts could arise. Similarly, this dissertation recalls the concept of emotional dependence, shredding light on those ones that take place during the martial separation. Being the climax of my masterpiece, my last chapter merges the theme of violence with the couple life and demonstrates how an impossible mediation rotates exactly around this concept. Additionally, it discusses alternative solutions to undertake whether the mediation process proves to be unable to develop. Couples's vital cycle, divorce, emotional dependence, violence, familiar mediation.

Lo Psicologo come promotore di processi di mediazione nella scuola

Studente: Anna Martini
Titolo tesiLo Psicologo come promotore di processi di mediazione nella scuola
Docente relatore: Prof.ssa Cinzia
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Questa tesi si propone come obiettivo l'analisi del ruolo che lo psicologo può assumere all'interno della scuola, intesa come sistema educativo di istruzione e formazione in cui sono coinvolte diverse figure professionali, con le quali è necessario che collabori per il raggiungimento del benessere a scuola. Il percorso si struttura partendo dai fondamenti del modello sistemico, prosegue mettendo in luce i principi sistemici della mediazione e le diverse fasi dalla valutazione del conflitto fino al processo di mediazione. Prendo quindi in considerazione la mediazione con una declinazione sistemica.In seguito passo ad esaminare il ruolo dello psicologo a scuola, ruolo caratterizzato da particolari aree e tecniche di intervento attraverso cui promuovere l’attivazione di buone prassi per favorire un lavoro di rete tra scuola, famiglia e servizi del territorio.Successivamente riporto alcune esperienze di mediazione a scuola, mettendo a confronto alcuni progetti attuati negli Stati Uniti con altri presenti in Italia.In questi progetti viene evidenziata l’importanza della mediazione come risorsa per la scuola e in che modo lo psicologo possa divenire promotore di processi di mediazione, attraverso specifiche modalità di intervento, che permetteranno agli insegnanti e agli alunni stessi di diventare a loro volta mediatori, dopo un’adeguata formazione.La formazione promossa dallo psicologo, fornisce loro strumenti e attività che favoriscono una maggiore comprensione delle dinamiche del gruppo, comprensione che permette poi agli insegnanti di costruire un intervento mirato per favorire il benessere in classe.Concludo il mio percorso presentando un progetto di intervento preventivo-educativo nel territorio veronese all’interno di una scuola dell’infanzia, dove ho svolto un’esperienza formativa di tirocinio. Ho così potuto sperimentare personalmente l’importanza del ruolo dello psicologo nella scuola e del lavoro in un’equipe multi-professionale, che permetta di prendersi cura dello sviluppo del bambino nella sua globalità, obiettivo raggiungibile attraverso un lavoro di rete tra famiglia, scuola e risorse del territorio, che si occupano del suo benessere.

This thesis aims at analyzing the role that the psychologist can assume within the school, understood as an educational system of formation and training in which various professional figures are involved, with whom it is necessary to collaborate for the achievement of well- being at school. The path is structured starting from the foundations of the systemic model and proceeds by highlighting the systemic principles of mediation and the different phases from the evaluation of the conflict up to the process of mediation. I therefore take into account mediation with a systemic declination. Afterwards, I move on to examine the role of the psychologist in the school system, a role characterized by particular areas and techniques of intervention through which to promote the implementation of good practices to foster synergy between school, family and local services.Thereafter I report some experiences of mediation at school, comparing some projects implemented in the United States with others present in Italy.These projects highlight the importance of mediation as a resource for the school and how the psychologist can become a promoter of the mediation processes, through specific methods of intervention, which would allow teachers and pupils themselves to become mediators, after adequate guidance and training.The training promoted by the psychologist, provides them with tools and activities that promote a greater understanding of the dynamics of the group, an understanding that then allows teachers to build targeted measures to promote well-being in the classroom.I conclude my journey by presenting a preventive-educational plan of intervention in Verona within a nursery school, where I have carried out an internship training experience. I was able to personally experience the importance of the role of the psychologist at school and work in a multi-professional team, which focuses on the development of the child in its entirety. An objective that is achievable through a network between family, school and resources from the community, which are concerned with pupils well-being.