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Narcisismo patologico in adolescenza: gioventù in bilico

Studente: Eleonora Semenzato
Titolo tesiNarcisismo patologico in adolescenza: gioventù in bilico
Docente relatore: Prof. Lino Rossi
Docente controrelatore: Prof. Marco Pitteri
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 20 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La società attuale sembra presentare un’interessante tendenza, la popolazione moderna sembra manifestare gradualmente maggiori tratti che possono essere considerati psicopatologici, specialmente tratti e comportamenti che possono essere diagnosticati come appartenenti al Disturbo Narcisistico di Personalità. In uno scenario, in cui la psicopatologia appare come un tutt'uno con la vita di ogni giorno, cosa può differenziare correttamente e senza dubbio la malattia mentale o la sofferenza da un comportamento normale? Può la società moderna ampliare o perfino normalizzare tratti o comportamenti da sempre considerati come devianti? Possono i giovani, nati in questa era, essere i primi a presentare questo ingente cambiamento? Dalla prospettiva di tre grandi psicoanalisti, i quali hanno dedicato parte del loro lavoro a spiegare e trovare un’intervento specifico per il Disturbo Narcisistico di Personalità, ad una prospettiva più moderna; questa tesi cerca di identificare lo sviluppo di alcuni eventi collegati al narcisismo presentato dai più giovani. Molti giovani sembrano presentare più facilmente tendenze narcisiste, preoccupandosi molto del modo in cui possono essere percepiti da terzi, tanto da essere disposti a fare qualsiasi cosa per evitare di rovinare la propria immagine e il proprio ego smisurato; anche ricorrendo a comportamenti pericolosi ed una esposizione personale inadeguata. Il loro comportamento estremo può essere identificato come mezzo per nutrire un bisogno narcisistico di attenzione? Tuttavia, chi deve essere reputato responsabile di tale propensione, i giovani, le loro tendenze o le loro credenze, Internet, Social Media? Forse la società, con i suoi pregi e i suoi difetti, ed inoltre le credenze della comunità? Per poi scoprire alla fine che il vero colpevole non è lontano e che il risultato di tale tendenza sia insito in ognuno, con accezione più o meno seria, non solo nei più giovani.

Modern society seems to present an interesting trend, it seems like modern population shows gradually more traits that could be assimilated to psychopathology, especially to traits and behavior that could lead to a diagnosis for Narcissistic Personality Disorder. In this scenario, where psychopathology seems one whole with everyday life, what could correctly and without a doubt differentiate mental illness or distress from normal behavior? Could modern society amplify or even normalize traits or behaviors always considered as deviant? Could young people, who are born in this era, be the first responders to this massive change? From the prospective of three great psycoanalists, who devoted some of their work to explain and find a specific treatment for Narcissistic Personality Disorder, to a more modern prospective; this writing tries to find the path of some events linked to narcissism in the younger population. Lot of young people seems more likely to show narcissistic tendencies, they seems to care more about the way other people perceive them, so much so that they would do anything to prevent ruining their appearance and their inflated ego; even turning to dangerous behavior or reckless self exposure. Could they act in an extreme manner only to feed their narcissistic needs for attention? But, who is actually to blame for this outcome, the youth, their tendencies or their beliefs, the Internet, Social Media? Or maybe our society, with its gifts and its flaws, and even our own believes as a community? Only to find out in the end that the true culprit is not far from home and the real result of this trend could be found in everyone, in a more or less serious way, not just the youngsters.

Il trattamento Mindfulness nella cura dell’ADHD: Una analisi sull’efficacia dei trattamenti per genitori e figli

Studente: Francesco Dariol
Titolo tesiIl trattamento Mindfulness nella cura dell’ADHD: Una analisi sull’efficacia dei trattamenti per genitori e figli
Docente relatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Docente controrelatore: Prof.ssa Alessia Anello
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 19 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La Mindfulness, punto di incontro tra la concezione occidentale e quella orientale di psicologia e cura della persona, sta trovando negli ultimi anni terreno fertile in campo terapeutico per il trattamento e la cura di diversi tipi di disturbi. La tesi prende in considerazione le problematiche correlate al disturbo da deficit di attenzione e/ o iperattività (ADHD) e come la terapia Mindfulness in questo contesto possa venire utilizzata per alleviarne i sintomi. La revisione della letteratura ha dimostrato l’efficacia di questo tipo di trattamento nel migliorare diversi aspetti legati al disturbo. Allo stato attuale, il trattamento dell’ADHD, contempla interventi di Mindfulness che coinvolgano rispettivamente il singolo bambino oppure la coppia genitoriale, non prendendo in considerazione la dimensione familiare. Alla fine di questo lavoro, viene quindi ipotizzato uno specifico protocollo Mindfulness che possa essere utilizzato con tutta la famiglia, in un’ottica sistemica, nel trattamento del disturbo da deficit di attenzione e/o iperattività.

In the last few years the practice of Mindfulness, the psychological process often conceptualised as the meeting point between Western and Eastern psychology, is increasingly being applied in the therapeutic field for the treatment of various types of psychological disorders. The thesis takes into consideration the problems related to Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD) and how the Mindfulness therapy can be used to alleviate its symptoms. The literature review has shown the effectiveness of this type of treatment in improving various aspects related to the disorder. At present, ADHD treatments that make use of Mindfulness involve the individual child or the parental couple, however they do not take into consideration the family dimension. At the end of this work, a family Mindfulness protocol is hypothesized for the treatment of attention deficit hyperactivity disorder.

Adozione: da traguardo a nuovo inizio. Quali sentieri di qualità per il post-adozione

Studente: Sara Maria Pizzati
Titolo tesiAdozione: da traguardo a nuovo inizio. Quali sentieri di qualità per il post-adozione
Docente relatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Docente controrelatore: Prof.ssa Alessia Anello
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 19 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

L’adozione è una realtà complessa e delicata che si caratterizza per un intreccio di storie, idee, identità e sogni oltre che di percorsi da esplorare e scoprire. Il termine “adottare” deriva dal latino adoptare, composto da ad- e optare, cioè “scegliere”, “desiderare” qualcosa o meglio qualcuno. Il significato etimologico aiuta a comprendere la forma specifica del percorso adottivo che si concretizza in una complessa negoziazione fra la coppia, il bambino e i servizi. Si tratta di un percorso che si colloca fra il desiderio dei singoli soggetti e la logica di intervento legale e psicosociale in una costante interconnessione tra familiare e sociale. Tutto ciò secondo il primario interesse del minore in stato di abbandono. L’adozione è coinvolta in continue trasformazioni e se da un lato ciò rappresenta una possibilità di cambiamento, al tempo stesso richiama l’urgenza di comprendere quali prospettive future si profilino per l’adozione. La finalità è quella di accompagnare il processo già in atto senza subirlo ma avendo chiari quali sono i principi irrinunciabili da proteggere e valorizzare. Cosa prevede il nostro ordinamento in riferimento all’adozione? Ci sono differenze tra la famiglia adottiva e i molti modi di essere famiglia oggi? Quali difficoltà possono sorgere lungo il percorso adottivo e quali sono le risorse a cui la famiglia può attingere nelle transizioni che vive? Quali sono i percorsi e gli interventi psicosociali che i servizi mettono a disposizione per garantire un buon accompagnamento alla famiglia nel post-adozione? Il presente lavoro si propone come un tentativo di risposta a questi interrogativi attraverso un’osservazione degli aspetti che sono propri dei singoli attori del percorso adottivo e contemporaneamente della famiglia nel suo insieme. Un’attenzione particolare è stata rivolta al post-adozione e all’importanza da parte dei servizi di considerare ogni famiglia adottiva come unica e con bisogni specifici.

Adoption is a complex and delicate reality where stories, ideas, identities, dreams, as well as paths to explore and discover, are weaved together. The verb “to adopt” comes from the Latin verb adoptare, composed of ad- and optare, that is “to choose”, “to desire” something or someone. The etymological meaning helps us to understand the specific form of the adoption process, which results in a complex negotiation between the couple willing to adopt, the child and the services involved. This process is in the middle between the desire of individuals and the logic of a legal and psychosocial intervention, in a constant interconnection between family and society. All of this is of course in the interest of the minor who has been abandoned. Adoption leads to continuous transformations, and this represents a possibility of change but, at the same time, it shows the need to understand what the adoption prospects are going to be. The purpose is to follow the adoption process knowing what the fundamental principles to protect and to give value to are. How does our legal system regulate adoption? Are there differences between the adoptive family and the other ways of being a family today? What complications can arise during the adoption process and what are the resources a family can draw on during all these transitions? Which are the paths and the psychosocial interventions that the services involved can make available in order to provide a new family help during the post-adoption period? The present study aims to try to answer to these questions through the observation of the aspects which characterise the individuals who are involved in the adoption process and, at the same time, the family as a whole. Furthermore, this study calls attention to the post-adoption period and the need for the services involved to consider every adoptive family as a unique case with their specific needs.

Egocidio creativo: Un metodo per affrontare la morte del falso Sé

Studente:  Michela Da Ros 
Titolo tesiEgocidio creativo: Un metodo per affrontare la morte del falso Sé
Docente relatore: Prof.ssa Alessia Anello
Docente controrelatore: Prof. Federico Battaglini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 19 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Il suicidio, inteso come atto di trasformazione, viene analizzato da un punto di vista psicologico, storico e sociologico. Si mette in evidenza con questa tesi il concetto centrale di sofferenza mentale, portato da coloro che soffrono di disturbi depressivi, in particolare il disturbo depressivo maggiore, cronico e bipolare. Questi individui hanno tendenze suicidarie. David Rosen ci presenta la sperimentazione di un modello basato sulla teoria junghiana che, attraverso l’immaginazione attiva, si propone dare un senso al dolore, di trovarne, insieme a chi soffre, il significato, di indirizzare la persona verso il passaggio di trasformazione per trovare un nuovo modo di vivere la vita, attraverso lo sviluppo delle proprie potenzialità.

Suicide as act of transformation is analyzed from a psychological, historical and sociological point of view. This thesis highlights the central concept of mental suffering, brought by those who suffer from depressive disorders, especially major, chronic and bipolar. These individuals often have to deal with sudden death, usually self-inflicted. David Rosen presents us with the theory of a model based on Jungian theory that, through active imagination, tends to make sense of pain, to find meaning together with those who suffer, to direct the person towards the transition and to find a new way to live life, in the development of one's potential.

 

Il gruppo come opportunità di cambiamento e di conoscenza di Sé. Tecniche attive di trasformazione e di crescita

Studente: Nadia Gobbo 
Titolo tesiIl gruppo come opportunità di cambiamento e di conoscenza di Sé. Tecniche attive di trasformazione e di crescita
Docente relatore: Prof. Giampaolo Mazzara
Docente controrelatore: Prof. Federico Battaglini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 19 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

L’elaborato ha l’obiettivo di identificare gli elementi fondamentali del lavoro clinico di gruppo e di evidenziarne la sua funzione sia terapeutica che educativa. É ormai dimostrato come il lavoro clinico di gruppo costituisca un metodo riconosciuto sia per implementare una psicoterapia individuale, sia come terapia alternativa a quella individuale. L’assunzione di ruolo dei partecipanti è una tematica ampiamente interessante per evidenziare il processo che accompagna il gruppo nel lavoro sia clinico che educativo. Le diverse tecniche riportate, lo Psicodramma, le Costellazioni Familiari e la Biblioteca vivente, vanno a focalizzare l’attenzione sul ruolo dei partecipanti assunto all’interno del metodo proposto, sia esso clinico terapeutico come nello Psicodramma e nelle Costellazioni sia esso educativo come nell’esperienza dei libri viventi. L’intento consiste nel delineare le caratteristiche principali dei diversi approcci e di mantenere il filo conduttore del gruppo come strumento di intervento.

The paper has the aim of identifying the fundamental elements of group clinical work and highlighting its therapeutic and educational function. It has been shown that group clinical work is a recognized method both for implementing individual psychotherapy and as an alternative therapy to the individual one. The taking on the role of the participants is a widely interesting topic to highlight the process that accompanies the group in both clinical and educational work. The different techniques reported, the psychodrama, the Family Constellations and the living library, focus on the role the participants assume within the proposed method, be it clinical therapeutic as in psychodrama or educational in the experience of living books . The intent is to outline the main characteristics of the different approaches and to maintain the central theme of the group as an intervention tool.

Promuovere l’esperienza del limite come luogo di strutturazione di identità: difficoltà e cambiamenti del ruolo del caregiver tra società postmoderna e dipendenze patologiche

Studente: Tecla Fabris
Titolo tesiPromuovere l’esperienza del limite come luogo di strutturazione di identità: difficoltà e cambiamenti del ruolo del caregiver tra società postmoderna e dipendenze patologiche
Docente relatore: Prof. Federico Battaglini
Docente controrelatore: Prof. Giampaolo Mazzara
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 19 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Il principale scopo del presente elaborato è quello di analizzare l’importanza che ha fare esperienza del limite nel processo di strutturazione di identità e autonomia del soggetto. In particolare, si cerca di dimostrare come un adeguato supporto del caregiver sia essenziale per promuovere un sano confronto con tale esperienza. Nel primo e nel secondo capitolo vengono individuate e descritte due funzioni che riassumono i compiti dei caregiver nel supportare il soggetto nell’incontro con il limite: mettergli un limite per favorire la regolazione dell’integrazione sociale e stimolarlo al confronto con esso per favorire la regolazione della realizzazione personale. Nel terzo capitolo si esamina come, nella società postmoderna, per i caregiver sia sempre più complesso promuovere lo sviluppo di autonomia tramite l’incontro con l’esperienza del limite, evidenziando come le funzioni citate fatichino ad essere portate a termine. Nel quarto capitolo si prende in considerazione la dipendenza patologica, disturbo tipico della società postmoderna, analizzando come essa sia caratterizzata da una difficoltà a rapportarsi all’esperienza del limite e, dunque, a sviluppare autonomia e identità. Viene esaminata l’influenza che i caregiver possono aver avuto nel determinare tale condizione, faticando ad esercitare le due funzioni. Si mostra, infine, come sia possibile lavorare in comunità terapeutica sulla ristrutturazione dell’esperienza del limite al fine di superare lo stato di dipendenza.

The main purpose of this paper is to analyze the importance of experiencing the limit in the process of structuring the identity and autonomy of the subject. In particular, an attempt is made to demonstrate how adequate caregiver support is essential to promote a healthy comparison with this experience. In the first and second chapters, two functions are identified and described which summarize the tasks of the caregivers in supporting the subject in the encounter with the limit: to put a limit on it to favor the regulation of social integration and to stimulate comparison with it to encourage regulation of personal fulfillment. The third chapter examines how, in postmodern society, it is increasingly complex for caregivers to promote the development of autonomy through the encounter with the experience of the limit, highlighting how the aforementioned functions struggle to be completed. In the fourth chapter, pathological dependence, a typical disorder of postmodern society, is considered, analyzing how it is characterized by a difficulty in relating to the experience of the limit and, therefore, in developing autonomy and identity. The influence that caregivers may have had in determining this condition, struggling to exercise the two functions, is examined. Finally, it is shown how it is possible to work in the therapeutic community on the restructuring of the experience of the limit in order to overcome the state of dependence.

 

L’impatto della psicopatologia ansiosa materna sul benessere del neonato e sulla relazione triadica

Studente: Carlotta Cacciavillani 
Titolo tesiL’impatto della psicopatologia ansiosa materna sul benessere del neonato e sulla relazione triadica
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof. Giovanni Marchioro
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio 
Data discussione tesi: 16 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La mia tesi espone il crescente interesse dedicato allo studio della psicopatologia ansiosa nel periodo pre e perinatale, mettendo in luce gli effetti che essa può avere sul benessere della madre e sullo sviluppo infantile. Recenti evidenze scientifiche hanno infatti dimostrato che l’ansia materna rappresenta un fattore di rischio nell’insorgenza della patologia depressiva post-partum, con inevitabili conseguenze sullo sviluppo psichico del bambino. La gravidanza e la nascita di un figlio rappresentano sia un punto di svolta nella vita di una coppia e nello sviluppo dell’identità femminile, sia una profonda crisi “maturativa” di rielaborazione e ristrutturazione psichica che porta alla ricerca di nuovi equilibri. Nel corso della stesura è stato necessario soffermarsi su contenuti teorici provenienti dall’approccio psicodinamico e su studi provenienti dall’area psicosomatica. La letteratura scientifica solo recentemente si è dedicata ad una corretta attenzione verso i disturbi ansiosi materni, nonché come gli stessi possono influire sull’attaccamento e sul temperamento del bambino. Altri elementi, come l’attaccamento pre e post natale, il sistema psichico del neonato e il rapporto mamma-bambino si sono rilevati significativi per comprendere la complessità delle dinamiche esistenti durante la gravidanza e nel primo anno di vita. Concludendo, si considera vitale proseguire la ricerca sul riconoscimento di disturbi psicologici della donna durante la gravidanza, affinché sia pensato adeguatamente il supporto durante il parto e nel post partum, allo scopo di garantire alla stessa il benessere che le spetta e di assicurare al figlio che viene alla vita un sano sviluppo mentale.

My thesis exposes the growing interest in the study of anxious psychopathology in the pre and perinatal period, highlighting the effects on the mother’s wellness and on child development. Recent scientific evidence have shown that maternal anxiety represents a risk factor in the onset of postpartum depressive pathology, with inevitable consequences on the child's mental development. Pregnancy and the birth of a child represent both a turning point in the life of a couple and in the development of a female identity, furthermore, it has to be meant as meaningful phase of reworking and psychic recontruction which brings to the research of a new internal balance. During the draft of the thesis it has been necessary to focus on the theoretical contents of the psychodynamic approach and on the studies coming from the psychosomatic field. The scientific literature has only recently begun to dedicate appropriate attention on maternal anxious disorders, as well as how it can affect the attachment and temperament of the child. Other elements, such as pre and postnatal attachment, the infant's psychic system and the mother-child relationship turned out to be relevant in the understanding of complex dynamics existing during pregnancy and in the first year of life. In conclusion, it is important to pursue the research on the recognition of psychological disorders of women during pregnancy, in order to support her during the childbirth and postpartum. Such studies may help to guarantee the future mother the wellness that she deserves and the son a healthy mental development.

La Teoria dell'Attaccamento e la Percezione di Sé in gravidanza Un'indagine pilota su un campione di 37 giovani donne

StudenteBergamin Marta
Titolo tesiLa Teoria dell'Attaccamento e la Percezione di Sé in gravidanza Un'indagine pilota su un campione di 37 giovani donne
Docente relatore: Prof. Giovanni Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Questa tesi affronta il tema della maternità a partire dalle relazioni di attaccamento vissute durante l’infanzia con i propri genitori. Attraverso la disamina della letteratura internazionale e un’indagine pilota su un campione di donne in gravidanza, si è cercato di conoscere quali aspetti della percezione di Sé siano più determinati dai modelli interiorizzati di relazione acquisiti negli anni precedenti. La finalità è quella di aprire una riflessione sul tema della gravidanza, intesa non solo come insieme degli aspetti medici, sanitari ed assistenziali connessi all’evento del parto, ma come tempo di verifica e riflessione, necessario per entrare nella maternità con maggior consapevolezza di Sé. Il campione è formato da 37 donne primipare, comprese tra i 22 e i 35 anni, al 7°-8° mese di gestazione. Dall’analisi dei dati ricavati da tre questionari1 a cui il campione è stato sottoposto, alcune dimensioni dell’attaccamento ai genitori sono risultate più discriminanti di altre nella valutazione di Sé come donna e madre, soprattutto negli aspetti legati alla Sfera emotiva e al Funzionamento personale. Affinché non ci si fermi soltanto ai numeri, si conclude sottolineando l’importanza di un accompagnamento specifico per le donne che si preparano ad un cambiamento di vita così grande e definitivo, favorendo in loro una riflessione sulla necessità di fermarsi, fare il punto della propria storia, conoscere il proprio passato per poi volare verso il futuro.

This Thesis discusses the topic of maternity, focusing on the theory of attachment as it relates to infant-parent relationships. Through a deep analysis of international literature and a pilot survey conducted on a cross-section of pregnant women, the goal is to understand how relationship behaviors learned during infancy influence Self-perception. The final purpose of this work is to initiate a reflection upon the topic of pregnancy, touching not only medical, sanitary and insurance aspects; but also considering this time as an opportunity for self-analysis, necessary to enter maternity with greater self-awareness. The cross-section includes 37 primigravida women between 22 and 37 years of age at their 7th or 8th month of gestation. Based on the analysis of three questionnaires2 answered by the cross-section, some elements of the infant-parent relationship seem more influential than others in determining one's Self-perception as a woman and a mother, in specific some aspects related to the Emotional Sphere and Personal Mode of Operation. In an effort to go beyond the mere numerical data, the conclusion of this work underlines the importance of specific guidance for women facing such a life changing experience. It is necessary to help them understand the importance of stopping, reflecting, analyzing their history, and knowing their past in order to be ready for a new future.

 

La dissociazione tra rimozione e scissione alle origini del pensiero psicodinamico

Studente: Luca Anzolin
Titolo tesiLa dissociazione tra rimozione e scissione alle origini del pensiero psicodinamico
Docente relatore: Prof. Giovanni Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Rita Reschiotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

In questo lavoro si intende esaminare il concetto di dissociazione e alcune possibili connessioni con i concetti di rimozione e di scissione e come questi concetti, anche se da una parte risultano familiari e appartenenti al linguaggio comune e non solo a quello della psicologia, siano in realtà utilizzati in diversi costrutti teorici per indicare dinamiche psichiche che possono sovrapporsi. La natura del legame tra questi tre concetti viene indagato a partire dallo studio del fenomeno dell’isteria con il quale tradizionalmente si fa coincidere la nascita della psicoanalisi, in particolare facendo iniziale riferimento all’opera di Janet per quanto riguarda la dissociazione e a quella di Freud per i concetti di rimozione e scissione. Viene quindi illustrato per quali ragioni il concetto di dissociazione, utilizzato inizialmente da Janet per descrivere i fenomeni caratterizzanti l’isteria ma abbandonato in favore del concetto di rimozione ad opera del più influente Freud, sia stato riscoperto solo negli ultimi decenni a seguito del crescente interesse emerso nella clinica del trauma. Infine, si argomenta come la dissociazione, la rimozione e la scissione, oltre ad avere nell’evento traumatico un legame eziologico, possano essere intese come elementi costitutivi della vita psichica in un continuum tra normalità e patologia.

This paper aims at assessing the concept of dissociation and some of its possible connections to the concepts of repression and splitting and how these three concepts, though considered familiar as well as part of ordinary language and yet not proper of any psychological realm, are actually employed in several different theoretical constructs to refer to possibly overlapping psychic dynamics. The character of the connections among these three concepts is hence investigated by firstly approaching the phenomenon of hysteria, which traditionally marks the beginning of psychoanalysis, by particularly addressing Janet’s work as regards the topic of dissociation and Freud’s with reference to the concepts of repression and splitting. Thus, the reasons why the concept of dissociation, initially employed by Janet to describe the features defining hysteria and later abandoned in favour of the concept of repression in line with Freud’s influence, are analysed to ultimately highlight its resurgence in recent years as a consequence of an increasing interest in the studies of trauma. Finally, it is argued how dissociation, repression and splitting, besides their link to the traumatic experience, can be assessed as key features of any psychic life in a continuum between normality and pathology.

 

Lo sviluppo dell’identità nell’interazione madre-bambino nei primi anni di vita

StudenteRusso Giuseppe
Titolo tesiLo sviluppo dell’identità nell’interazione madre-bambino nei primi anni di vita
Docente relatore: Prof. Giovanni Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Rita Reschiotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La tesi vuole esplicitare i processi e le dinamiche che all’interno dell’interazione madre-bambino portano alla formazione delle strutture che sottendono allo sviluppo dell’identità umana. Il lavoro si presenta in due parti. La prima evidenzia il progressivo passaggio dal modello psicoanalitico strutturale delle pulsioni a modelli di tipo strutturale delle relazioni. La seconda parte raccoglie i contenuti teorici dei vari autori presentati per convogliarli in una visione teorica che tiene conto dei contributi dei due modelli. La tesi intende sostenere che per tutte le teorie psicoanalitiche l’interazione madre-bambino è il presupposto imprescindibile affinchè si formino le strutture necessaria alla regolazione psico-biologica dell’individuo. Inoltre che a rendere ragione di questo può essere un modello teorico in cui la dimensione pulsionale e la dimensione relazionale non sono concepite in un rapporto dicotomico bensì in un rapporto dialettico come due facce della stessa medaglia e dunque inscindibili.

The thesis aims to explain the processes and dynamics that within mother-child interaction lead to the formation of structures that underlie the development of human identity. The work comes in two parts. The first highlights the gradual transition from the structural psychoanalytic model of impulses to structural models of relationships. The second part collects the theoretical contents of the various authors presented to convey them inaeches into a theoretical vision that takes into account the contributions of the two models. The thesis is intended to argue that for all psychoanalytic theories mother-child interaction is the essential prerequisite for forming the structures necessary for the psycho-biological regulation of the individual. Moreover, to make reason for this can be a theoretical model in which the pulsional dimension and the relational dimension are not conceived in a dichotomy relationship but in a dialectical relationship as two sides of the same coin and therefore inscidible.