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La parola in terapia: parola che crea, parola che distrugge e parola che cura

StudenteElena Stefani
Titolo tesiLa parola in terapia: parola che crea, parola che distrugge e parola che cura
Docente relatore: Prof. Giovanni Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 11 Gennaio 2019
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

In ambito clinico-terapeutico la parola dell’altro risulta essere evocativa di un aspetto più profondo di sé, legato ad una storia passata che si intreccia con quella presente in un continuo rilancio della significazione del vissuto; la parola del terapeuta stesso può rappresentare un punto di incontro e di scontro con la realtà interna alla persona portatrice della sofferenza, favorendo la dimensione della consapevolezza e del cambiamento. La parola risulta, dunque, essere il ponte tra un interno ed un esterno, racchiudendo dentro di sé esperienze emotive, vissuti corporei, immagini, simboli e relazioni che fanno parte di quel particolare individuo. L’analisi della parola, che nella professione clinica risulta essere uno degli strumenti principali che accompagnano la relazione terapeutica nel cammino di scoperta, crescita e cambiamento, rappresenta, dunque, una preziosa opportunità per intraprendere un viaggio che attraversa non solo la storia del soggetto con cui veniamo a contatto nella pratica clinica, ma si estende ed attraverso la storia dell’uomo, in un continuum tra sviluppo filogenetico e ontogenetico; questa comunicazione tra esterno e interno, tra individuo e collettività, sostiene quella che è l’emersione di una complessità intrinseca alla parola stessa. L’obiettivo che si pone il presente lavoro di tesi è quello di presentare e approfondire le molteplici sfumature della parola all’interno della relazione terapeutica, la quale fonda le sue radici in quella relazione primaria con la figura materna, che costituisce un modello per le future relazioni del bambino e per la lettura e interpretazione di sé, degli altri e del mondo; la parola, rappresenta, dunque, una delle chiavi di volta per comprendere il cammino verso una dimensione di sviluppo “sano” piuttosto che di sofferenza. In tal senso, si può pensare ad una parola creatrice, che accompagna la strutturazione dell’identità del bambino, approfondita attraverso la teoria delle relazioni oggettuali di Melanie Klein e Wilfred Bion, e ad una parola distruttrice, che comporta una ferita profonda nello sviluppo stesso dell’individuo, costituendo quel nucleo traumatico che sta alla base dell’espressione di determinate psicopatologie; vi è, inoltre, una terza tipologia di parola, ovvero la parola che cura: tale parola appartiene alla figura dello psicologo, del terapeuta, il quale riprende, secondo il pensiero di Bion, la funzione alfa della rêverie materna, favorendo la rappresentabilità della realtà esterna, dei vissuti emotivi e corporei, in un intreccio tra mente e corpo che porta alla creazione di un nuovo equilibrio.

In the therapeutic-clinic field, the word of the patient can be suggestive of a deeper aspect of his inner world, that is linked to the past history, which twist itself to the present in a continuous revival of the meaning; also, the word of the therapist can represent a point of encounter and collision with the inner reality of the suffering patient, encouraging both the awareness and the change. Therefore, words prove to be the “bridge” between an internal and an external, holding in themselves emotional experiences, corporeal feelings, images, symbols and relationships which belong to this specific individual. The analysis of word, that in the clinic profession is one of the main tools that attend the therapeutic relationship during the journey of discovery, growth and change, represents a precious opportunity to begin travel through the history of the patient, but also through the history of mankind in a continuum between phylogenetic and ontogenetic development; this communication between internal and external, individual and collectivity, supports the emersion of an intrinsic complexity inside the word itself. The focus of this thesis work is to introduce ad study in deep the manifold shadows of the word inside the therapeutic relationship, which sinks the roots in the primary relationship with the mother figure, that is a model for the future relationships and for the interpretation of the Self, the others and the world; therefore, the mother’s word represents one of the keystones to understand the development of the individual towards a healthy or a pathological way. In this sense, we can think about a creative word, which attends the structuring of the child identity and mind, deepened through the objective relations theory of Melanie Klein and Wilfred Bion, and a destructive word, which can lead to a deep wound inside of the child development and a traumatic core that can flow into a psychopathology; furthermore, there is also a third kind of word, that is the word of the care. This last one, is the word of the psychologist, of the therapist, who resumes the alpha function supported by the maternal reverie, theorized by Bion, encouraging the representability of the external reality, the emotional and corporeal experiences in a weaving between mind and body that lead to foundation of a new balance.

Pieno e vuoto tra adolescenza, gravidanza e gruppo

StudenteAnna Laura Ponchio
Titolo tesiPieno e vuoto tra adolescenza, gravidanza e gruppo
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof. Giovanni Marchioro
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 11 Gennaio 2019
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’adolescenza, come è stato evidenziato da molteplici autori, implica dei profondi cambiamenti sia fisici che psicologici. La fusione delle modificazioni corporee generate dalla pubertà in una recente e nuova immagine di sé e il conseguimento della strutturazione sessuale decisiva sono delineate come le missioni evolutive basilari dell’adolescente. La nascita di un figlio, d’altro canto, rappresenta sempre una fase di transizione nella vita di una donna e della sua famiglia, andando a coinvolgere più sistemi familiari e piani generazionali; tale incarico risulterebbe dunque di grossa complessità quando è un’adolescente a scoprire di essere in attesa di un bambino. Questo trattato dedicato alla gravidanza adolescenziale intende riconoscere tale condizione di complessità data dall’accostamento di due periodi molto complessi: la fase evolutiva adolescenziale e la maternità. L’intero lavoro verte sulla volontà di identificare, sulla base dell’analisi di tre casi clinici, una proposta di intervento per adolescenti in gravidanza che prevede la costruzione di un gruppo terapeutico, il cui scopo sarebbe quello di promuovere il benessere psicologico tramite il supporto della genitorialità e lo sviluppo della capacità di mentalizzazione.

Adolescence, as has been highlighted by many authors, implies profound changes both physical and psychological. The fusion of the bodily modifications generated by puberty in a recent and new self-image and the achievement of decisive sexual structuring are delineated as the basic evolutionary missions of the adolescent. The birth of a child, on the other hand, always represents a transitional phase in the life of a woman and her family, going to involve more family systems and generational plans; Therefore, this task would be of great complexity when a teenager discovered that he was waiting for a child. This treatise dedicated to adolescent pregnancy intends to recognize this condition of complexity given by the combination of two very complex periods: the adolescent developmental stage and maternity. The whole work focuses on the willingness to identify, on the basis of the analysis of three clinical cases, a proposal for intervention for adolescents in pregnancy that involves the construction of a therapeutic group, the aim of which would be to promote the Psychological well-being through the support of parenthood and the development of mentalization.

Il padre in attesa : il ruolo del padre nella vita prenatale

StudenteElisa Salvagno
Titolo tesiIl padre in attesa : il ruolo del padre nella vita prenatale
Docente relatore: Prof. Nicola Giacopini
Docente controrelatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 11 Gennaio 2019
Laurea Magistrale inPsicologia clinica e di comunità

La gravidanza è una condizione ed esperienza che riguarda e coinvolge in modo certamente prioritario la relazione duale madre- bambino: il feto si sviluppa infatti all'interno del corpo materno nutrendosi di tutto cio  che la madre gli offre, a livello chimico- biologico e psico-emotivo. Molti studi si sono focalizzati quindi sul rapporto madre-bambino e l’importanza che esso ha nello sviluppo psichico del bambino. Gli studi della psicologia prenatale, in particolare negli ultimi anni, indicano però in modo sempre più deciso la rilevanza della figura del padre, in particolare nel suo ruolo di terzo che indirizza la relazione simbiotica madre-feto verso una dinamica evolutiva sistemica. Con questo elaborato si vuole prendere in esame, attraverso il contributo di diversi autori e studi, in particolare in ambito psicanalitico, la figura del padre in attesa. Verranno presi in esame i processi psicologici ed emotivi che lo accompagnano in questa fase di transizione alla genitorialità, in cui si ritrova chiamato a cambiare la visione di sé stesso, delle proprie responsabilità e del proprio ruolo nella coppia, nella famiglia, nella società.

Pregnancy is a condition and experieince that involes in first hand the mutual relationship mother - baby: embryo is growing in mother's womb and gets fed by all that his mother offers him on chemico-biological and psycho-emotive levels. Many studies have been concentrated in particular way on the relationship mother-baby and the importance of it on the psychical development of a child. In the past years the studies of the prenatal psychology has been underlining the importance of father especially his role of third person who directs symbiotic relationship mother-baby towards sistemic evolutionary dynamics. This work takes under examination (on the basis of different studies and authors' works), especially from the psychoanalitical point of view, the figure of father who is waiting for a baby. We will analyze psychological and emotive processes that accompany him in this phase of becoming a parent when he is changing the vision of himself, his responsabilities and his palce in the couple, in the family and in society.

Processi regolativi e competenze regolative del genitore: utilizzo della V.I.T. come strumento di esplorazione e di analisi della relazione madre – bambino (0-3)

StudenteSofia Speggiorin
Titolo tesiProcessi regolativi e competenze regolative del genitore: utilizzo della V.I.T. come strumento di esplorazione e di analisi della relazione madre – bambino (0-3)
Docente relatore: Prof. Marcello Longo
Docente controrelatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 10 Gennaio 2019
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Questo lavoro di tesi si prefigura come una ricerca qualitativa che, attraverso un excursus teorico, intende percorrere lo sviluppo interattivo, regolativo ed affettivo che caratterizza la relazione madre-bambino (0-3). Per questo, riprendendo i concetti del “Modello di Mutua Regolazione” (M.R.M. – Mutual Regulation Model) di Tronick (1989, 2007), si intende rendere concreti tali argomenti di tesi. Nello specifico si intende indagare tutti quei processi e competenze che definiscono il genitore capace di regolare il vissuto emotivo del figlio. L’ipotesi ha come assunto di base che, tanto più le risposte genitoriali sono coerenti e regolative con l’emozione vissuta dal figlio, tanto più si promuoverà un attaccamento positivo. Per indagare ed esplorare in termini operativi la relazione diadica si interverrà su 4 coppie madre-bambino (0-3) attraverso una sessione di “Terapia in Video Intervento” (Downing, 2008, pp. 200-205; Downing & Ziegenhain, 2001, pp. 271-296). Tale intervento si concretizza attraverso videoregistrazioni di attività interattive, utili ad indagare i processi regolativi tra madre e bambino. Analizzando i vari i casi, l’intervento mira a rafforzare le competenze contingenti della madre e ad orientare il genitore verso altre più positive. I dati raccolti permettono, a livello qualitativo, di esplorare il costrutto in esame e di intervenire concretamente. A conclusione dell’intervento verrà somministrato un questionario interessato ad investigare direttamente l’aspetto emotivo e regolativo della diade, volto ad ottenere riscontri riguardo a possibili cambiamenti di atteggiamento e/o di convinzioni e infine per ricevere un feedback sul lavoro svolto.

This thesis has to be considerated as a qualitative research which, through a theoretical excursus, explores the interactive, regulatory and affective mother and child (0-3) relationship. For this reason, according to some concepts of the “Mutual Regulation Model” (M.R.M.; Tronick, 1989, 2007), the research intends to make effective the topics of this thesis. In particular, we intend to investigate some processes and skills that define the mother as human being able to regulate the emotional experience of her child. The basic hypothesis is that more parental responses are congruent and regulated with the emotion of the child, more is possible to promote a positive attachment. A session of “Video Intervention Therapy” (V.I.T.; Downing, 2008, pp. 200-205; Downing & Ziegenhain, 2001, pp. 271-296) will be applied to 4 mother-child pairs (0-3) with the main goal to investigate and explore the dyadic relationship in operative terms. Following intervention finds concrete implications through video recording of interactive activities, that will be useful for examine regulative process between mother and child. Analysing different cases, the intervention aims to reinforce the contingency skills of the mother and to orient the parent to others more positive. The dates collected help to explore arguments of this thesis and also to concretely get involved in a qualitative way. At the end of the intervention a questionnaire will be administered to investigate directly the emotional and the regulative aspect of the dyad, aimed to obtaining feedback regarding possible changes in attitude and/or beliefs and finally to receive feedback on the work done.

Scacco al Re nel gioco della Secta. Analisi di come si può diventare pedina dei Nuovi Movimenti Religiosi

StudenteGreta Alfieri
Titolo tesiScacco al Re nel gioco della Secta. Analisi di come si può diventare pedina dei Nuovi Movimenti Religiosi
Docente relatore: Prof. Federico Battaglini
Docente controrelatore: Prof.ssa Mara Giglio
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 10 Gennaio 2019
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto verte attorno al tema dei Nuovi Movimenti Religiosi (NMR). L’obiettivo di questo lavoro è di comprendere le caratteristiche formali e le dinamiche interne a questa tipologia di gruppo, attraverso gli strumenti forniti dalla psicologia. In particolare, è proposto un parallelismo tra l’appartenenza ai NMR e l’importanza del gioco nelle diverse fasi dello sviluppo individuale. Il culto è letto come un macro gioco che coinvolge la vita quotidiana dell’adepto e spesso in opposizione con i valori e le regole della religione tradizionale, della società e della cultura di riferimento. Quello che interessa è comprendere che cosa accada, dal punto di vista psicologico, nella quotidianità del soggetto, laddove decida che è giunto il momento di smettere di giocare per tornare alla realtà.

The chosen topic addresses the issue of New Religious Movement (NMR). The objective of this work is to understand formal characteristics and dynamics within this group, through the tools provided by psychology. In particular, it’s proposed a parallel between NRM membership and the importance of play in different phases of individual development. The cult is read as a macro game involving the adept’s daily. It often is in opposition to the values and rules of traditional religion, society and the culture of reference. What is interesting is to understand what happens, from the psychological point of view, in the everyday life of the subject, when he decides that the time has come to stop playing to return to reality.

L’adozione internazionale nella prospettiva della psicopedagogia interculturale

StudenteMarina Rubenda Buson
Titolo tesiL’adozione internazionale nella prospettiva della psicopedagogia interculturale
Docente relatore: Prof.ssa Anna Pileri
Docente controrelatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 9 Gennaio 2019
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Nel seguente lavoro di tesi, facendo riferimento alla letteratura e alla sitografia riferita a questo settore, si è cercato di rispondere ai seguenti quesiti: com’è gestita la realtà adottiva dal punto di vista normativo? Quali sono i fattori che inducono ad adottare? Quali sono le condizioni dei bambini posti in stato di adozione? Quali sono i pattern di attaccamento dei bambini adottivi? Quali fattori favoriscono l’inserimento del bambino adottivo nel nucleo familiare? Un ulteriore obiettivo della tesi è stato definire la Psicologia e la Pedagogia interculturale, le origini storiche della pedagogia interculturale (Intercultural pedagogy and psychology) ed i e il loro contributo sul piano interculturale. Inoltre, alla luce della medesima prospettiva, si è cercato di comprendere le caratteristiche dell’adozione internazionale (International adoption) e lo stato attuale delle ricerche in merito. Si è visto inoltre, come si forma il processo di identità in un soggetto adottato internazionalmente, quali competenze debbano sviluppare i genitori adottivi e l’inserimento di quest’ultimo a livello sociale e scolastico. Il lavoro di tesi è stato suddiviso in 5 capitoli: nel primo capitolo è stata descritta brevemente la storia dell’adozione e la situazione normativa attuale dell’adozione internazionale. Nel secondo capitolo si è analizzato le motivazioni che inducono ad adottare, le condizioni del bambino adottivo e facendo riferimento alla teoria dell’attaccamento di Bowlby (pattern of attachments) ed i M.O.I.(Internal Operation Models) sono stati definiti i pattern di attaccamento dei bambini ai genitori adottivi. Nel terzo capitolo è stata descritta brevemente l’ottica della Psicologia e della Pedagogia interculturale e le politiche sociali attuali di integrazione. Nel quarto capitolo, sempre alla luce della prospettiva della Psicologia e della Pedagogia interculturale, sono state esaminate le adozioni internazionali ed interetniche, il processo di formazione dell’identità nel bambino/a e nel ragazzo/a adottato internazionalmente e quali fattori influiscono in tale processo.
Nel 5 capitolo inoltre si è vista la formazione delle competenze interculturali nelle famiglie adottive e l’inserimento del bimbo adottivo all’interno della scuola e a livello sociale. Dall’analisi della letteratura scientifica si può affermare come l’assenza di adeguate cure nei primi anni di vita incida profondamente sulla tipologia di attaccamento e sullo sviluppo delle rappresentazioni di Sé e degli altri (M.O.I) e come in seguito a tali esperienze, questi bambini, possono mettere in atto modelli di attaccamento disfunzionali che hanno sviluppato nelle esperienze precedenti causando nella coppia genitoriale anche sentimenti di confusione, e senso di inadeguatezza. Da tale studio è emerso anche come sia particolarmente importante l’aspetto culturale nei processi di sviluppo dell’identità in un soggetto adottivo. Infatti, i bambini e i ragazzi adottivi hanno un compito di sviluppo particolarmente complesso e articolato poiché devono integrare la cultura di provenienza e la cultura del paese ospitante per arrivare ad una identità biculturale o a una doppia appartenenza in cui entrambi i background culturali si integrano in modo armonico. In tale processo, definito Bicultural Identity Integration, risulta fondamentale lo sviluppo di competenze interculturali da parte dei genitori, nonché da parte degli insegnanti, educatori e di tutti coloro che entrano in contatto con realtà multiculturali come nel caso dell’adozione internazionale. Nonostante i suoi aspetti di sofferenza e di criticità; il percorso adottivo rimane uno dei modi più auspicabili per dare famiglia ad un bambino. L’intento di tale lavoro è stato cercare di mettere in luce le potenzialità dei bambini e dei ragazzi adottivi e gli aspetti che possono favorire positivamente il percorso adottivo. La profonda ferita dell’abbandono può trovare nella famiglia adottiva, se accompagnata da un adeguato supporto psicologico, il contesto più adatto per essere lenita e rimarginata anche grazie ad esperienze educative e sociali sane. Si è cercato inoltre di descrivere come si sviluppa l’identità in un bambino e in un ragazzo adottato internazionalmente e come favorire attraverso i principi della Psicopedagogia interculturale, non solo lo sviluppo di un’identità biculturale (bicultural Identity), ma anche un’integrazione effettiva nel nuovo contesto familiare, sociale e scolastico.

In the present dissertation, it has been attempted to answer to the following research questions by making reference to the bibliography and in line with the literature on the issue: How is the adoptive reality ruled from a normative perspective? Wich factors induce a couple to adopt? Wich are the conditions of children who are going to be adopted? What are the patterns of attachment of the children towards the adoptive parents? What factors help the inclusion of the adopted child in the new family?. A further issue was to define the intercultural Psychology and the intercultural Pedagogy, their historical origins and their contribution on the intercultural level. In the light of the same perspective, it has been also attempted to understand the features of the international adoption as well as the current state of the art. It has also been seen: 1) how the process of identity in an internationally adopted subject takes place; 2) what competences the adoptive parents must develop; 3) the inclusion of the adopted child in society and school. The research project has been subdivided into five chapters. In chapter 1, a brief overview of the history of adoption and of the current normative situation of international adoption has been outlined. In chapter 2, the reasons inducing a couple to adopt have been analysed, as well as the conditions of the adopted child. The analysis was conducted by making reference to Bowlby’s theory of pattern of attachments and to the I.W.M. Internal Working Models. These models were defined as the attachment patterns of the children to the adoptive parents. In chapter 3, the perspective of intercultural Psychology and Pedagogy as well as the current social policies of inclusion have been briefly described. In chapter 4, in the light of the perspective of the intercultural Psychology and Pedagogy, international and interethnic adoptions have been examined, as well as the process of identity formation in an internationally adopted child and the factors influencing such a process.
In chapter 5, the development of intercultural competences in adoptive families has been seen, as well as the inclusion of the adopted child in society and school. Analysing the scientific literature, it can be claimed that: 1) the absence of suitable care in the early years of life profoundly influences the attachment style and the development of the representations of the self and of the others (I.W.M); 2) as a result of these experiences, such children may adopt dysfunctional attachment models developed through those previous experiences, which may even entail feelings of confusion and of unsuitableness in the couple. From the present study, it has also emerged that the cultural aspect is particularly important in the process of the development of the identity in an adopted subject. In fact, adopted subjects have an especially complex and multi-layered task of development, as they must integrate their culture of origin with the culture of the host country. This leads to bicultural identity (or dual belonging), in which both cultural backgrounds harmoniously blend. In such a process, a.k.a. Bicultural Identity Integration, it is fundamental for parents – as well as for teachers and all those coming in contact with such multicultural realities as international adoption – to develop intercultural competences. Despite its sufferings and critical aspects, the adoptive process remains one of the most recommended ways in order to give a family to a child. The intention of this dissertation was attempting to highlight the potentialities of adoptive children as well as the positive aspects of the adoptive process. The profound suffering for being abandoned can find the most suitable place in the adoptive family in order to be healed and addressed to sane educational and social purposes – provided that the adoptive family is accompanied by adequate psychological support. It has been also attempted to describe: 1) how the identity of an internationally adopted youngster develops; 2) how the development of a bicultural identity and the actual inclusion of the adopted child in the new family, society and school background can be favoured through the principles of intercultural Psycho-pedagogy.

Sessualità in rete: sexting tra adolescenti, aspetti psicologici, sociali e legali

StudenteIlenia Labranca
Titolo tesiSessualità in rete: sexting tra adolescenti, aspetti psicologici, sociali e legali
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof.ssa Giulia Marella
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 9 Gennaio 2019
Laurea Magistrale inPsicologia clinica e di comunità

Nella società attuale, in modo particolare nel contesto occidentale, i telefoni cellulari sono al centro della vita sociale degli adolescenti e vengono utilizzati, in questa fascia di età, per vari scopi. L’attenzione dei media e del mondo accademico si è concentrata sul ruolo che questi strumenti possono svolgere nell’esplorazione degli adolescenti e nell’esperienza della loro sessualità in via si sviluppo. Il fenomeno del sexting è emerso dalla congiunzione di due evoluzioni importanti ossia il fatto che negli ultimi decenni le tecnologie digitali hanno permeato la maggioranza delle famiglie e degli adolescenti in generale e, in secondo luogo, è stata anche osservata quella che è stata definita una sessualizzazione della cultura. In anni recenti la pratica del sexting ha ricevuto una notevole attenzione da parte dei media. Diversi sono i casi tragici che hanno evidenziato le conseguenze di vasta portata a cui può portare questa pratica, come è accaduto nel caso di Amanda Todd. Nel presente lavoro, partendo dall’utilizzo delle nuove tecnologie tra gli adolescenti e quindi analizzando il comportamento che essi adottano online, si è cercato di spiegare e descrivere come anche la sessualità ha subito con l’era digitale dei cambiamenti. Pertanto, la focalizzazione è stata fatta sul fenomeno del sexting e si è voluto andare a comprendere le varie sfaccettature di questo comportamento, i motivi per cui gli adolescenti si impegnano in tale pratica e come esso si correla ad altri comportamenti a rischio. Inoltre, dati i rischi che questa pratica potrebbe comportare, vengono anche affrontati i modi in cui le scuole possono rispondere e prevenire gli incidenti a causa della messa in pratica del sexting.

In today's society, particularly in the Western context, mobile phones are at the center of adolescent social life and are used in this age group for various purposes. The attention of the media and the academic world has focused on the role that these tools can play in the exploration of adolescents and in the experience of their developing sexuality. The phenomenon of sexting has emerged from the conjunction of two important developments, namely the fact that in recent decades digital technologies have permeated the majority of families and adolescents in general and, secondly, what has been defined as sexualization has also been observed. of culture. In recent years the practice of sexting has received considerable media attention. There are several tragic cases that have highlighted the far-reaching consequences that this practice can bring, as happened in the case of Amanda Todd. In the present work, starting from the use of new technologies among adolescents and then analyzing the behavior that they adopt online, we tried to explain and describe how even sexuality suffered with the digital age of changes. Therefore, the focus has been on the phenomenon of sexting and we wanted to understand the various facets of this behavior, the reasons why adolescents engage in this practice and how it correlates with other risky behaviors. In addition, given the risks this practice might entail, the ways in which schools can respond and prevent accidents due to the implementation of sexting are also addressed.

Il ciclo di risposta sessuale: indagine sui fattori motivazionali ad esso correlati

StudenteVeronica Busolin
Titolo tesiIl ciclo di risposta sessuale: indagine sui fattori motivazionali ad esso correlati
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof.ssa Giulia Marella
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 27 Ottobre 2018
Laurea Magistrale inPsicologia clinica e di comunità

Lo scopo di questo lavoro è approfondire il tema della risposta sessuale umana. Nella prima parte è presentata la funzione sessuale nell’uomo e nella donna mettendone in lu-ce le caratteristiche fisiologiche e psicologiche. Vengono poi illustrate le più accreditate teorizzazioni sulla risposta sessuale umana: il modello lineare di Masters e Johnson e la successiva rivisitazione di Kaplan e del DSM (Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders), il modello di risposta sessuale circolare teorizzato da Basson e il modello del duplice controllo di Bancroft e Jassen. A partire dalle più recenti ricerche in ambito sessuologico è stato creato poi un questionario ad hoc con l’obiettivo di indagare se esiste una modalità di risposta sessuale prevalente rispetto alle altre e quali fattori motivazionali la determinano.

The aim of this work is to deepen the theme of the human sexual response. The male and female sexual function is presented in the first part by highlighting its physiological and psychological characteristics. In the second part, the most reliable theorisation on the hu-man sexual response are explained: the linear model of Masters and Johnson and its fol-lowing adaptation created by Kaplan and DSM (diagnostic and Statistical Manual of men-tal disorders), the circular model theorised by Basson and the model of the double control of Bancroft and Jassen. Then, a questionnaire ad hoc based on the most recent researches has been created to investigate whether a sexual response could outweigh all others and the motivational factors that can modify the human sexual response.

Relazioni e pericoli online: la percezione degli adolescenti. Indagine e analisi di un gruppo di studenti del Trentino

StudenteAlessia Conci
Titolo tesiRelazioni e pericoli online: la percezione degli adolescenti. Indagine e analisi di un gruppo di studenti del Trentino
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof. Andrea Bobbio
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 27 Ottobre 2018
Laurea Magistrale inPsicologia clinica e di comunità

L’uso di internet e delle relazioni virtuali ha determinato negli ultimi anni lo stravolgimento dei rapporti interpersonali, basati per millenni su interazioni nel solo mondo fisico. Sempre più il mondo virtuale diventa centrale rispetto alle relazioni con la propria rete sociale di parenti, amici, conoscenti o per instaurare nuovi rapporti; le tecnologie offrono quindi illimitate possibilità relazionali, ma allo stesso tempo nascondono insidie e pericoli non percepiti o peggio non percepibili perché occulti. Il mondo degli adolescenti è il più esposto a questi rischi. La relazione online tra adolescenti è quindi un tema di grande attualità che negli ultimi anni ha catalizzato l’attenzione degli studiosi e sui quali la scienza sta muovendo solo oggi i primi passi. Qual è la percezione degli adolescenti rispetto ai fenomeni virtuali? Esistono differenze di genere nell’approccio al web? Quali sono le conseguenze di una distorta percezione dei fenomeni? Lo scopo del lavoro è quello di dare una risposta a questi interrogativi esplorando con una metodologia di tipo quantitativo, attraverso un’indagine effettuata su un campione di 350 studenti di istituti secondari di primo grado, la percezione degli adolescenti rispetto a fenomeni rappresentativi del mondo virtuale, già conosciuti perché studiati e descritti da ricerche e indagini. I risultati della ricerca fanno emergere che la percezione degli adolescenti dei fenomeni virtuali è generalmente distorta e sovrastimata; l’approfondimento statistico, applicando i principi della psicometria sulle correlazioni tra le risposte, ha permesso di mettere in evidenza una differenza di percezione dei fenomeni virtuali rispetto al genere.

The use of the internet and virtual relationships has resulted in recent years in distortion of interpersonal relationships, based for millennia on interactions in the physical world only. More and more the virtual world becomes central to relationship within their social networks of relatives, friends, acquaintances or to establish new relationships. The technologies offer unlimited possibilities, but at the same time hide snares and dangers unperceived or worse not detectable because they are hidden. The world of adolescents is the most exposed to these risks. The online relationship between teenagers is therefore a very topical issue that in recent years has attracted the attention of scholars and on which the science has only just started. What is the perception of adolescents with the respect to the virtual phenomena? Are There gender differences in the approach to the web? What are the consequences of a distorted perception of this phenomena? The aim of the paper is to give an answer to these questions by exploring with a quantitative methodology, through a survey on a sample of 350 students of secondary schools of first grade, the perceptions of adolescents towards the virtual world, phenomena already known because studied and described by research. The research results reveal that the perception of adolescents virtual phenomena is generally distorted and overestimated; the statistical study, by applying the principles of psychometry on the correlations between the answers, made it possible to highlight a gender difference in perception of virtual phenomena.

Ronald David Laing: l’essere-nel-mondo del paziente psicotico. Studio di tre casi secondo il pensiero dell’autore

StudenteValentina Masiero
Titolo tesiRonald David Laing: l’essere-nel-mondo del paziente psicotico. Studio di tre casi secondo il pensiero dell’autore
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof. Marco Monzani
Presidente commissione di tesi: Prof. Arduino Salatin
Data discussione tesi: 27 Ottobre 2018
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

da un punto di vista esistenziale. Questo autore è stato molto criticato per gli aspetti più radicali del suo pensiero ed è stato spesso etichettato come padre del movimento Antipsichiatrico. In questa sede, però, si vogliono valorizzare i contributi innovativi dell’autore soprattutto rispetto alla comprensione del paziente schizofrenico e quindi al suo essere-nel-mondo. Laing è riuscito, attraverso il suo pensiero, a integrare l’organizzazione intrapsichica del paziente psicotico e la sua esperienza circa le relazioni interpersonali. Inoltre l’analisi che l’autore svolge sulle famiglie di pazienti schizofrenici, risulta tutt’ora molto attuale perché ci permette di riflettere sull’importanza dell’ambiente nello sviluppo della patologia. A questo proposito verranno analizzati i casi di tre pazienti psichiatrici cronici inseriti presso una struttura residenziale. Per ognuno di essi, inoltre, verranno descritti alcuni dei complessi sistemi familiari che hanno contribuito alla formazione della loro malattia. Dallo studio di questi tre casi emerge come, l’analizzare la storia e l’ambiente di vita dei pazienti, ci aiuti a dare un senso al loro essere-nel-mondo, a confermare ciò che Laing sostiene ossia che è l’interferenza distruttiva dell’ambiente, nel corso di una crisi psicotica nell’adulto, ad aprire la via alla cronicizzazione del disturbo.

The aim of this thesis is to delineate the thinking of R. D. Laing on schizophrenia from an existential point of view. This author has been much criticized for the more radical aspects of his thinking and has often been labeled as the father of the Antipsychiatric movement. Here, however, we want to valorize the author's innovative contributions especially with regard to the understanding of the schizophrenic patient and therefore to his being-in-theworld. Laing succeeded, through his thinking, to integrate the intrapsychic organization of the psychotic patient and his experience about interpersonal relationships.
Moreover, the analysis that the author performs on the families of schizophrenic patients, is still very current because it allows us to reflect on the importance of the environment in the development of the disease. In this regard, the cases of three chronic psychiatric patients inserted in a residential facility will be analyzed. Furthermore, for each of them, some of the complex family systems that contributed to the formation of their disease will be described. The study of these three cases shows how, analyzing the history and the life environment of patients, helps us to make sense of their being-in-the-world, to confirm what Laing supports, namely that it is destructive interference of the environment, in the course of a psychotic crisis in the adult, to open the way to the chronicization of the disorder.