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Viaggio nella preadolescenza: l'analisi del caso di Daniel. L'importanza della famiglia e dei contesti nel travagliato passaggio dall'infanzia all'adolescenza.

Studente: Valentina Vanin
Titoli tesi: Viaggio nella preadolescenza: l'analisi del caso di Daniel. L'importanza della famiglia e dei contesti nel travagliato passaggio dall'infanzia all'adolescenza.
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof. Giovanni Marchioro
Presidente Commissione di tesi: Prof. Nicola Giacopini
Data discussione tesi: 28/10/2017
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente elaborato si prefigge di approfondire il tema della preadolescenza, trovando i nessi fra i singoli temi che caratterizzano questo periodo dello sviluppo e il modo in cui è possibile rintracciarli all'interno di storie reali; come ad esempio nel caso di Daniel che qui viene descritto e analizzato nel dettaglio. Con il presente studio si pone l'accento soprattutto ad alcuni argomenti che più frequentemente emergono quando si tratta con pazienti tra i 10 e i 14 anni, i principali sono quelli inerenti l'immagine di sé e lo sviluppo del corpo che influenzano l'equilibrio psichico e la formazione dell'identità. Vi è poi la rilevanza della rete delle relazioni familiari, i rapporti fra i vari membri e l'importanza dello stile educativo e dello spazio generazionale nella trasmissione dei contenuti da una generazione all'altra. Altro tema fondamentale è l'elaborazione del lutto inteso come cambiamento personale oltre che perdita di persone care, i preadolescenti hanno a che fare con questo tema perché la loro è una sorta di seconda nascita, quella che li introduce nella società. Vi è poi il tema del disagio che riguarda le segnalazioni scolastiche di eventuali ragazzi problematici, il fenomeno sempre più diffuso del bullismo; ma anche l'avvento di nuovi problemi legati ad Internet e al mondo dei social media che spingono all'isolamento sociale e alla dipendenza. Viene trattato anche il tema dell'autolesionismo, diffuso in modi diversi tra i giovani e di cui è vittima anche Daniel, spesso riconnesso anche ai disturbi dell'alimentazione. Infine si tratteranno alcuni elementi fondamentali della terapia con i ragazzi preadolescenti per poi dedicare l'intera seconda parte del testo al caso di Daniel seguito durante l'attività di tirocinio e qui riportato per spiegare la complessità dell'intreccio fra tutti questi importanti macro-temi.

This work has the aim to analyze the period of preadolescence by finding the link between the main theme of this period of growing, and how they can be involved in real stories of boys and girls; such us in the case of Daniel that is described and analyzed in this study. With this work, the attention is focused on the main theme, that can be found when someone work with patients from 10 to 14 years old. The principal topics are the self image and the growing of the body, that influence the psychological balance and the construction of identity. Family relations are very important especially the relations between each member and the others, and the importance of the educational style and the generational space in transmitting knowledge from one generation to the next. Another important theme is the elaboration of death both like a personal changing and the losing of someone important in our life. For Children, preadolescence is a kind of rebirth that brings them to society, this period has a link with death because they lose part of their childish behavior. Another topic is the reports of problematic children whio make schools, bulliying and also new problems about internet and social media that push boys and girls to social isolation and addiction. This work analyse self-harm, that is unfortunately usual in preadolescence in different forms, one of these is eating disorder. In the end there are some topics about Therapy with preadolescence and, in the second part of the study, the description and analysis of Daniel's case, know during the university training, that represent how all those different topics can intertwine in real single story.

Disturbo di panico come distorsione funzionale della complicità mente-corpo

Studente: Tamara Frezza
Titoli tesi: Disturbo di panico come distorsione funzionale della complicità mente-corpo.
Docente relatore: Prof. Giovanni Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Presidente Commissione di tesi: Prof. Nicola Giacopini
Data discussione tesi: 28/10/2017
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il disturbo di panico pone il soggetto che lo sperimenta nella condizione di sentirsi “tradito” da un corpo che non riesce più a dominare e che si pone al di fuori del suo diretto controllo. Viene dunque a perdersi il dialogo complice tra mente e corpo, e quest’ultimo si fa carico, attraverso i sintomi del panico, di manifestare un malessere che non risiede nel somatico ma nello psichico. Partendo dagli studi di Freud sulle nevrosi attuali, quelli di Alexander sulle nevrosi vegetative e le attuali ricerche di diverse discipline quali la PNEI, l’epigenetica e le neuroscienze affettive, viene evidenziata la stretta connessione esistente fra mente e corpo e come quest’ultimo faccia da cassa di risonanza alle emozioni. Il bambino sperimenta attraverso le emozioni il mondo esterno. Se questo non riesce a dare una riposta ai suoi bisogni, possono verificarsi dei traumi che, per mezzo della memoria implicita, vengono registrati nel corpo e qui conservati. Noi riteniamo che il disturbo di panico sia in qualche modo connesso a tali traumi infantili legati alle figure di attaccamento, e che offra la possibilità di poter elaborare, mentalizzare e dare significato alle esperienze vissute. Vengono ritenute efficaci, per il trattamento dei DP, le terapie a mediazione corporea che includono anche il corpo, soprattutto nella fase acuta del disturbo quando i sintomi mettono fuori uso il ragionamento cognitivo.

The panic disorder put the person who is experiencing it in the condition of feeling "decei-ved" by a body which is no longer able to dominate and (at thesome time?) no more capa-ble of being controlled for this reason, the accomplice dialogue between the mind and the body is destined to be lost.The body, through the panic's symptoms, (is the are who) mani-fests a malaise which doesn't lie in the somatic but in the psychic.Starting from Freud's studies about the current neurosis, from Alexander's studies about vegetative neurosis and from recent research of different disciplines such as PNEI, epigenetics and affective neuro-sciences, we want to highlight the close connection between mind and body and how this last works as an emotions' sounding board. The child experiments the outside world through emotions. If he is not able to answer his needs, traumas can occur. These traumas, through the implicit memory, are recorded in the body and preserved here. We believe that panic disorder is in some way related to such childhood traumas linked to attachment figu-res, and offers the ability to process, mentalize and give meaning to the experiences that have been experienced. For the treatment of DP is considered to be effective in somatic therapies , which obviously include the body, especially in the acute phase of the disorder, when the symptoms put cognitive reasoning out of use.

La ricostruzione delle relazioni nella scuola secondaria di primo grado per affrontare le nuove sfide educative: un progetto olistico

Studente: Laura Marchetto
Titoli tesi: La ricostruzione delle relazioni nella scuola secondaria di primo grado per affrontare le nuove sfide educative: un progetto olistico.
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Presidente Commissione di tesi: Prof.ssa Lara Fressini
Data discussione tesi: 27/10/2017
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente lavoro è la relazione di un progetto sperimentale svolto durante le ore di tirocinio curricolare presso una scuola secondaria di primo grado. L’obiettivo è quello di descrivere quali progetti può proporre lo psicologo all’interno dell’istituzione scolastica ai fini, non solo di migliorare l’apprendimento di quei ragazzi che si trovano in maggiore difficoltà e definiti dalla Direttiva Ministeriale 27/12/2012 come BES, ma anche quello di costruire con gli insegnanti e le famiglie nuove competenze per imparare a gestire realtà scolastiche e familiari sempre più complesse. Allo stesso tempo, la tesi si propone di descrivere se e come sia possibile far comunicare in maniera più efficace famiglie e scuola, ai fini di stendere un patto educativo maggiormente in grado di soddisfare e rispondere ai bisogni psicologici delle nuove generazioni. Si è formulata quindi l’ipotesi che lo psicologo scolastico, per rispondere a tali bisogni debba lavorare su più fronti indirizzando i suoi sforzi non solo verso gli adolescenti, ma anche verso gli ambenti più prossimi all’adolescente stesso, ovvero i suoi genitori e i suoi insegnanti. Si ritiene dunque che solo attraverso un approccio olistico e attraverso la riparazione e ricostruzione di relazioni che possano diventare significative per l’adolescente, egli possa raggiungere non solo gli obiettivi richiesti dalla scuola, ma anche realizzare il proprio progetto di vita.

The present paper is a project’s report developed during the training in a Secondary School. The purpose is to describe how a school psychologist can operate at school in order to improve the learning of students with special educational needs (as defined by the Ministerial Law 27/12/2012 - Students with learning disabilities). The purpose of the project is also to improve in teachers and families new skills to learn problem solving in family and at school. At the same time the paper wants to describe if and how is possible to develop new communication strategies to improve the education agreement between families and school to answer and satisfy the psychological needs of the new generations. The hypothesis is that psychologists, in order to answer a need, have to work with adolescents and with their environment: family and school. Only with an approach which includes every adolescent’s environment and by repairing relationships which can be significative, he can achieve goals which are requested by school and he can realize his life project.

La fabbrica del dolore. La tortura come rito di distruzione, la guarigione come clinica della trasformazione

Studente: Simone Perin
Titoli tesiLa fabbrica del dolore. La tortura come rito di distruzione, la guarigione come clinica della trasformazione.
Docente relatore: Prof. Lino Rossi
Docente controrelatore: Prof. Ernesto Gianoli
Presidente Commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi20/10/2017
Laurea Magistrale inPsicologia clinica e di comunità

La scelta di trattare l’argomento della tortura, la sua strutturazione bio-politica, e la trasformazione del dolore reale in illusione del potere nasce dalla mia esperienza di lavoro e di ricerca come antropologo presso strutture che si occupano della riabilitazione psichica, sociale e corporea di persone vittime di tortura nei paesi di provenienza. Il dolore, autentico e straziante, che a loro è stato inflitto, e di cui sono viventi testimoni, è una messa in mostra ed una amplificazione dell’esperienza interiore del dolore stesso, è un fenomeno adatto a rivelare quelle particolari condizioni soggettive e collettive che si creano in contesti pesantemente afflitti da violenze sistematiche ed estese, che sono l'espressione più diretta e al contempo occulta del legame che collega passati conflitti ai traumi sociali e politici della contemporaneità. Scrivere del trauma di persone vittime di tortura, considerare le matrici sociali e storiche della sofferenza, della memoria e del lutto, interrogare le forme di soggettivazione prodotte da particolari categorie e strategie di cura, interrogare la questione della memoria traumatica, l’egemonia della categoria di Post-Traumatic Stress Disorder nell’analisi delle differenti espressioni della sofferenza e del trauma, e la questione morale che la tortura e il trauma sollevano, saranno gli strumenti epistemologici e metodologici che mi permetteranno di perseguire il mio obiettivo, ossia quello di esplorare gli usi sociali, politici, terapeutici ed individuali di queste concezioni.

The choice to deal with the topic of torture, its bio-political structure, and the transformation of real pain into the illusion of power arises from experience as anthropologist and researcher in structures that deal with psychic, social and body rehabilitation of victims of torture in their countries of origin. The pain that has been inflicted upon them, and of which they are living witnesses, is an exhibition and an amplification of the inner experience of the pain itself, it is a phenomenon suitable to reveal those particular subjective and collective conditions created in contexts that are heavily afflicted by systematic and extensive violence, which are the most direct and at the same time occult expression of the link between past conflicts and the social and political traumas of contemporaneity. Writing the trauma of people who are victims of torture, considering the social and historical matrices of suffering, memory and mourning, questioning the forms of subjectivation produced by particular categories and strategies of care, the issue of traumatic memory, and the hegemony of the Post-Traumatic Stress Disorder in analyzing the different expressions of suffering and trauma, will be the epistemological and methodological tools that will enable me to pursue my goal of exploring the social, political, therapeutic and individual uses of these concepts.

La parola di cenere.Tra clinica e comunità: la psicologia del genocidio. Il caso armeno e argentino

Studente: Marta Palmosi
Titoli tesi: La parola di cenere.Tra clinica e comunità: la psicologia del genocidio. Il caso armeno e argentino.
Docente relatore: Prof. Lino Rossi
Docente controrelatore: Prof. Ernesto Gianoli
Presidente Commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 20/10/2017
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Che rapporto esiste tra l’uomo e la sua emozione di violenza? In quali situazioni può mostrarsi violento e quando quest’emozione può sconfinare in un estremo dannoso, pericoloso e mortifero? Il progetto si avvale di grandi nomi della psicoanalisi che, a partire dalla definizione stessa di violenza, hanno dato il loro prezioso contributo fino a confermare il peggiore crimine che il mondo dell’uomo possa conoscere: il genocidio. Partendo dalla decisa e urgente volontà di Lemkin nel mondo accademico di trovare una definizione che possa abbracciare quelle molteplici realtà di sterminio disseminate in tutto il mondo moderno e non, per trovare una sorta di giustizia ma, soprattutto, che sia un deciso e risoluto monito al “guardare” i fenomeni del mondo che ci circonda per conoscere, capire e, infine, saper giudicare.

What kind of relationship connects human being to his emotion of violence? In which situations could be violent and when, this emotion, can be transformed in something detrimental, dangerous and harmful? This project makes use of well-known characters that, starting from the very definition of violence, they have given their valuable contribution in order to condemn the worst crime that man can know: the genocide. Thanks to the determined and urgent will expressed by Lemkin in the academic world, that sounds like a search for the right definition that can embrace those many realities scattered throughout the modern world and not, in order to achieve a kind of justice. Mostly, the Lemkin’s notice, can be a resolute warning to point out the many events in our world to be able to hear and understand and, at the end, know how to judge it.

Relazionarsi all'opera d'arte. relazioni oggettuali, fruizione e creazione estetica

Studente: Chiara Di Gregorio
Titoli tesi: Relazionarsi all'opera d'arte. relazioni oggettuali, fruizione e creazione estetica.
Docente relatore: Prof.ssa Alessia Anello
Docente controrelatore: Prof.ssa Maria Angela Rossi
Presidente Commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 18/10/2017 
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Questa tesi integra le teorie sulle relazioni oggettuali e quelle sulla fruizione artistica con una ricerca empirica sui medesimi argomenti. L’obiettivo che ci siamo proposti è quello di discutere e fornire delle prove al fatto che la fruizione e produzione artistica, in un setting psicologico appositamente predisposto, possano indurre un soggetto a parlare delle proprie relazioni oggettuali e di episodi interpersonali significativi. Questi comprendono l’immagine introiettata delle figure di attaccamento, il tono affettivo dei paradigmi relazionali del soggetto, la capacità di investimento emotivo nelle relazioni interpersonali e l’empatia. Nella sezione teorica, proponiamo le teorie psicoanalitiche delle relazioni oggettuali come ideate da Melanie Klein, Wilfred Bion, Donald Winnicott, John Bowlby, Mary Ainsworth e Margaret Mahler al fine di connetterle con le teorie sulla fruizione e produzione artistica sviluppate da Graziella Magherini e Mimma Della Cagnoletta. Le suddette hanno costituito la base teorica per il lavoro della psicologa Alessia Anello, alla cui ricerca indipendente, comprendente il suo originale protocollo di fruizione artistica, abbiamo collaborato tra il novembre 2016 e il giugno 2017. I dati raccolti documentano che l’utilizzo della fruizione artistica in un setting psicologico induce gli studenti universitari di età compresa tra i venti e i venticinque anni a parlare delle proprie relazioni oggettuali e che il protocollo utilizzato nella ricerca potrebbe essere utile nell’affrontare la tematica della separazione-individuazione con adolescenti e giovani adulti.

This thesis integrates theory and empirical research in object relations and art fruition. Its aim is to argue and provide the evidence that art fruition and production in a psychological setting induce the subject to talk about his/her object relations and meaningful interpersonal episodes. The latter include complexity of representations of parents, affect-tone of relationship paradigms, capacity of emotional investment in relationships and empathy. In the literature section, I reviewed the psychoanalytic theories of object relations as described by Melanie Klein, Wilfred Bion, Donald Winnicott, John Bowlby, Mary Ainsworth and Margaret Mahler and connected them with the art fruition theories developed by Graziella Magherini and Mimma Della Cagnoletta. These same theories provide the background for the work of psychologist Alessia Anello, whose independent research project involving her novel art fruition protocol I have helped carry out between November 2016 and May 2017. After outlining her work, this thesis applies a qualitative research method to the clinical cases and data obtained by Anello to validate my central hypothesis. Results document that art fruition used in psychological setting induces university students aged 20-25 to talk about their object relations and suggest that the protocol used in the research could be useful to address separation- individualization issues in teenagers and young adults.

Storie di ordinaria violenza. Violenza assistita intrafamiliare come predisposizione criminogena e vittimogena

Studente: Elisa Cardoni
Titoli tesi: Storie di ordinaria violenza. Violenza assistita intrafamiliare come predisposizione criminogena e vittimogena.
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof.ssa Giulia Marella
Presidente Commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 17/10/2017
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Troppo spesso, purtroppo, la violenza domestica contro le donne comprende la presenza di molteplici vittime. Molti bambini, infatti, si trovano ad assistere ai maltrattamenti che avvengono all’interno della propria famiglia, subendo un danno pari a quello derivante da un abuso “diretto” vero e proprio. Dall’analisi delle ricerche e della letteratura di riferimento, è emerso come ciò possa comportare anche una trasmissione intergenerazionale della violenza, aumentando il rischio che le piccole vittime, una volta divenute adulte, siano più soggette a mettere in atto comportamenti violenti o subire ulteriori vittimizzazioni. Date le gravi ricadute sulla qualità della vita dell’individuo, il presente lavoro intende concentrarsi su come la violenza assistita infantile possa costituire una predisposizione criminogena e, soprattutto, vittimogena. Per fare ciò, si tenterà di leggere i processi interpersonali ed intrapsichici, che caratterizzano l’universo della persona, attraverso il punto di vista proprio del modello elaborato da Lonnie Athens: l’interazionismo radicale. Quest’ultimo sarà applicato all’analisi di storie di violenza, raccontate dagli stessi protagonisti, al fine di fornire anche delle indicazioni di intervento che possano favorire la consapevolezza e la rielaborazione del trauma subito, spezzando definitivamente il ciclo della violenza. Nonostante le ipotesi elaborate non possano essere generalizzabili, poiché non aventi origine da una metodologia validata e standardizzata, rappresentano comunque dei validi spunti di riflessione, dai quali partire per eventuali approfondimenti successivi.

Many times, unfortunately, domestic violence against women includes multiple victims. In fact, many children are witnesses of the mistreatments occurring within their families, suffering the same damage of a “direct” abuse. Analysing the specialist studies and literature, it emerged that this experience could also result in an intergenerational transmission of violence, increasing the risk that the young victims, once adults, are more likely to react violently or to undergo further victimizations. Given the severe impact on the quality of life of the individual, this thesis aims to focus on how witnessing violence during childhood can represent a criminal and, above all, a victimological predisposition. To achieve this result, it will try to read the individual interpersonal and intrapsychic processes through the point of view of the radical interactionism, developed by Lonnie Athens. This theoretical model will be applied to the analysis of stories of violence, told by the same protagonists. The purpose is to provide some indications to facilitate the intervention, encouraging the awareness and the recovering from the trauma, breaking up the cycle of violence. The assumptions of this work cannot be generalized, because they are not the result of a validated and standardised methodology. Nonetheless, they can be a good starting point for further studies and research.

Narrazione, affettività e videointervento. Uno studio pilota sull'adeguatezza di "Il Libro bianco" come stressor nella relazione affettiva genitore-figlio

Studente: Ilary Padovan
Titoli tesiNarrazione, affettività e videointervento. Uno studio pilota sull'adeguatezza di "Il Libro bianco" come stressor nella relazione affettiva genitore-figlio.
Docente relatore: Prof. Marcello Longo
Docente controrelatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Presidente Commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi14/10/2017
Laurea Magistrale inPsicologia clinica e di comunità

Genitori consapevoli delle emozioni proprie e di quelle dei figli, capaci di usare tale sensibilità per sintonizzarsi con i vissuti interiori dei più piccoli, migliorano la vita di questi ultimi, rendendoli ben presto capaci di regolare i propri stati affettivi e sempre più competenti dal punto di vista sociale. Tuttavia, la disponibilità emotiva e la responsività genitoriale sono competenze tutt’altro che banali e scontate. L’obiettivo di questo studio è quello di determinare se la lettura condivisa precoce in famiglia, unita a degli interventi di video feedback rispetto a tale momento di intimità, possano promuovere nei genitori le suddette risorse. A tal proposito, la domanda di ricerca è la seguente: “È possibile, attraverso la lettura di un libro, implementare o riparare quegli scambi affettivi che, nella quotidianità, risultano essere carenti o poco sintonizzati?”. Nel tentativo di rispondere a questo interrogativo, otto diadi genitore-figlio sono state invitate a videoregistrare alcuni minuti di interazione, in un contesto di lettura condivisa di un libro senza parole e, successivamente, durante le sessioni di video feedback, si è cercato di promuovere le loro capacità di lettura dei segnali inviati dal figlio, di rinforzare i momenti positivi di sintonizzazione diadica e di valorizzare i momenti di condivisione di emozioni. I risultati mostrano come l’esperienza abbia permesso ai partecipanti di ampliare il proprio grado di consapevolezza rispetto alle proprie competenze e/o mancanze dal punto di vista relazionale ed affettivo e di conoscere alcuni aspetti di sè dei quali non avevano percezione. L’auspicio è che un utilizzo sistematico delle tecniche e delle metodologie proposte, possa, in futuro, essere oggetto di programmi di sostegno alla genitorialità, capaci di generare delle modificazioni concrete nelle relazioni familiari.

Parents who are aware of their own emotions and those of their children, who are able to use that sensibility to tune in with the inner lives of the younger ones, improve their lives, making them soon able to adjust their affective states and more and more competent from the point of view of social skills. However, emotional availability and parental responsibility are far from trivial and discounted. The aim of this study is to determine whether early shared reading, coupled with video-feedback interventions about that moment of intimacy, can promote the aforementioned resources in parents. In this regard, the research question is as follows: “Is it possible, through the reading of a book, to implement or repair those affective exchanges that, in everyday life, are lacking or little tuned?”. In an attempt to answer this question, eight parent-child dyads were invited to record a few minutes of interaction in a shared reading context of a speechless book, and subsequently during video feedback sessions, the experimenters tried to promote their ability to read the signals sent by the child, to reinforce the positive moments of dyadic tuning and to enhance the moments of sharing emotions. The results show that experience has allowed participants to broaden their awareness of their skills and / or faults from a relational and an affective point of view and to know some aspects of which they did not perceive. The hope is that a systematic use of the proposed techniques and methodologies can, in the future, be the subject of parenting support programs that are capable of generating concrete changes in family relationships.

Oltre il limite. Il Disturbo Borderline di Personalità e la sua riabilitazione psicoterapica nelle Comunità terapeutiche

Studente: Carol Marte 
Titoli tesi: Oltre il limite. Il Disturbo Borderline di Personalità e la sua riabilitazione psicoterapica nelle Comunità terapeutiche. 
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Presidente Commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 13/10/2017
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il fenomeno Borderline rappresenta una delle patologie psichiatriche con un quadro sintomatologico tra i più complessi e variegati, e la propria incidenza sulla popolazione mondiale ne fa intuire la necessità di trovare nuove tipologie e contesti terapeutici che consentano una presa in carico del paziente e del proprio processo terapeutico, al fine di arrivare ad un buon livello di guarigione, un’integrazione sociale e una riduzione di tale fenomeno. I luoghi più adatti a portare a termine questo arduo compito sono le Comunità terapeutiche, le quali rappresentano delle vere e proprie risorse nel territorio, dove poter offrire una riabilitazione più efficace, duratura e permettere una buona integrazione delle diverse tipologie terapeutiche, sia individuali che collettive, per favorire la cura totale della persona ed il futuro reinserimento sociale. Questo elaborato si pone lo scopo di investigare ed analizzare i fattori che, nelle Comunità terapeutiche, possono aiutare la persona affetta da Disturbo Borderline di Personalità, non solo a gestire e stabilizzare i sintomi del proprio disturbo, ma a sviluppare vere e proprie competenze riabilitative, cooperative, culturali, sociali e relazionali. Per tale motivo è stata attuata una ricerca bibliografica per studiare e contestualizzare il Disturbo Borderline di Personalità e le disposizioni terapeutiche che si formano nelle diverse Comunità. Infine, per avvalorare la validità della proposta presentata, viene descritto lo studio di un caso clinico “Il Caso di Baby” in modo da analizzare nel concreto la fenomenologia presentata, grazie all’utilizzo di un test semi-strutturato, la STIPO, e un questionario sulle percezioni della paziente sulla Comunità terapeutica dove ha vissuto per circa 18 anni.

Volti e risvolti dell'adolescenza. Moglie e buoi... bel tempo si spera

Studente: Simone Stocco
Titoli tesi: Volti e risvolti dell'adolescenza. Moglie e buoi... bel tempo si spera.
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci e Dott. Franco Artuso
Docente controrelatore: Prof.ssa Giulia Marella
Presidente Commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 13/10/2017
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Scopo del lavoro è quello di “tastare il polso” dei giovani nati alle soglie del 2000: vagliare il loro stato di salute affettiva e sessuale al fine di tracciare percorsi educativi concretizzabili rivolti a genitori e figli. A procedere dal metodo narrativo di Fabio Veglia si intende approfondire la situazione attuale degli adolescenti tramite uno studio di casi. Un campione di 150 maschi: 100 italiani e 50 stranieri maggiorenni – nati nel ’99 e nel ’98 – incontrati “on the road” secondo i criteri del campionamento ragionato non probabilistico. L’obiettivo guida è quello di poter studiare l’adolescenza non a partire dai testi, ma dalle testimonianze di persone concrete: ognuno con la sua storia da raccontare. L’incontro con 50 giovani stranieri ha implicato l’umile sforzo di superare stereotipi e precomprensioni al fine di rendere ragione della temperie transculturale attuale. Il lavoro inizia avendo a mente i giovani come destinatari primi e privilegiati ma non può che concludersi invocando l’attenzione dei loro genitori. L’abbozzo di alcuni incontri con i genitori di adolescenti traduce la necessità di restituire ai genitori stessi, perché possano prendere coscienza della situazione reale che stanno vivendo i loro figli, informazioni per la loro competenza educativa e gli aiuti specifici offerti dallo psicologo. I numerosi risultati ottenuti si pongono a loro volta come una possibile fondazione in vista di ulteriori ricerche e approfondimenti nell’ambito dell’educazione affettiva e sessuale dei giovani.

This work focuses on individuals born in the early 2000s. The principal aim is to study their emotional and sexual wellbeing in order to identify implementable educational paths for parents and kids. Building on the narrative approach developed by Fabio Veglia, I intend to investigate the current state of adolescents through case studies. The sample consists of 150 male individuals – born between 1998 and 1999 -, of which 100 are Italian and 50 are Foreigners. Individuals were selected “on the road”, according to a purposive non-probabilistic sampling method. Narrative is an interpretive approach involving storytelling methodology. The story becomes an object of study, focusing on how individuals make sense of events and actions in their lives. The interaction with foreigner subjects allowed us to dwell deep into the multicultural reality of modern times. Although the principal recipients of our analysis are the adolescents, it necessarily calls for the involvement of the parents as well. The interaction with parents emphasized the importance of including them so that they can fully understand what their kids are going through, acquire awareness of their own educational role, and fully appreciate the specific supports that could be provided by psychologists. The results provide a foundation for future research and developments in the analysis of the emotional and sexual education of adolescents.