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V.I.T. : strumento per la formazione degli operatori dei nidi in famiglia

Studente: Truccolo Monica
Titolo tesi: V.I.T. : strumento per la formazione degli operatori dei nidi in famiglia

Docente relatore: Prof. Longo Marcello
Docente controrelatore: Prof. Battaglini Federico
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 16/3/2018
Laurea Triennale internazionale in: la Licenza - Laurea magistrale in Psicologia clinica e di comunità

 

Su vari versanti, le più recenti ricerche sullo sviluppo psicologico del bambino hanno rilevato come il suo benessere psico-fisico ed emotivo sia connesso alla possibilità di vivere esperienze relazionali con un adulto responsivo dal punto di vista affettivo. Il ruolo principale dell’adulto, genitore o educatore, è di essere un regolatore emotivo in modo che, gradualmente, il bambino impari a riconoscere e ad equilibrare da solo i suoi stati interiori.
La videomicroanalisi dell’interazione bambino-caregiver ha dato un grande impulso alla ricerca sulle fasi precoci dello sviluppo infantile. George Downing ha trasferito ed adattato questa metodologia all’ambito terapeutico con la Video Intervention Therapy (V.I.T.) in quanto, potersi rivedere durante una interazione, facilita nei pazienti la consapevolezza dei propri comportamenti e degli stati mentali che li motivano. La consapevolezza rende possibile il cambiamento.
Questo elaborato intende presentare l’applicazione della Terapia di Intervento con Video, VIT, ad un percorso di formazione sviluppato con quattro operatrici che gestiscono un servizio di Nido in Famiglia.
Il percorso di formazione, che da questa esperienza può essere esteso a tutti gli operatori dei servizi educativi 0-3 anni, ha, pertanto, lo scopo di favorire la consapevolezza delle proprie azioni e di affinare la responsività emotiva dell’adulto in modo da garantire ai bambini accuditi, quell’ambiente umano facilitante per la costruzione della loro mente.
L’assunto è che la seduta di video intervento a carattere psico-educativo, così come accade in ambito terapeutico, può portare cambiamenti nelle competenze autoriflessive di chi svolge l’importante lavoro di aver cura delle generazioni future.

 

On many aspects, the most recent research on the psychological development of the child has shown that his psycho-physical and emotional well-being is connected to the possibility of living relationships with a responsive adult from an emotional point of view. The main role of the adult, parent or educator, is to be an emotional regulator so that, gradually, the child learns to recognize and balance his inner states alone. The video micro analysis of the child-caregiver interaction has given a great impulse to research on the early stages of child development. George Downing has transferred and adapted this methodology to the therapeutic field with Video Intervention Therapy (VIT) because, being able to review during an interaction, facilitates in patients the awareness of their behaviors and mental states that motivate them. Awareness makes change possible. This paper aims to present the application of the Intervention Therapy with Video, VIT, to a training course developed with four operators who manage a nursery service in the family. The training path, which from this experience can be extended to all operators of educational services 0-3 years, has, therefore, the purpose to promote awareness of their actions and to refine the emotional responsiveness of the adult in order to guarantee to the children cared for, that human environment facilitating the construction of their mind. The assumption is that the session of psycho-educational video intervention, as in therapeutic field, can bring changes in the self-reflective skills of those who carry out the important work of taking care of future generations.


La gestione del dolore nella sindrome dell'arto fantasma

Studente: Straniero Stefania
Titolo tesi: La gestione del dolore nella sindrome dell'arto fantasma

Docente relatore: Prof.ssa Bounous Marcella
Docente controrelatore: Prof. Baruzzo Roberto
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 13/3/2018
Laurea Triennale internazionale in: la Licenza - Laurea magistrale in Psicologia clinica e di comunità

 

Il focus principale di questo lavoro è quello di analizzare nello specifico l’arto fantasma e il dolore ad esso connesso; i meccanismi fisiologici che innescano questo fenomeno sono molteplici, implicando la necessità di trovare un trattamento che coinvolga competenze trasversali.
Per riuscire a comprendere questa sindrome estremamente complessa, è importante studiare il funzionamento delle diverse aree cerebrali specializzate che costituiscono una mappa sensoriale ben organizzata, indispensabile per spiegare i meccanismi riguardanti la correlazione mente/corpo.
L’attenzione viene posta sulla riabilitazione psicomotoria dei pazienti amputati, analizzando nel dettaglio il fenomeno del dolore all’arto fantasma e i relativi trattamenti che hanno ottenuto maggiori risultati, concentrandosi soprattutto sul training di Biofeedback. Quest’ultimo permette al paziente di lavorare sull’autoregolazione psicofisiologica, ristabilendo in questo modo un’omeostasi interna, andata perduta a seguito dell’amputazione. Nella riabilitazione l’attività fisica diventa uno strumento efficace e il compito dello psicologo dello sport è quello di sviluppare dei programmi di riabilitazione, rieducazione e reinserimento che promuovano uno stato di salute del soggetto, fornendo un adeguato sostegno psicologico.
A tal proposito lo sport acquisisce un ruolo terapeutico e viene inserito nei percorsi riabilitativi in quanto coinvolge gli aspetti bio-psico-sociali della persona: permette di prendere consapevolezza del proprio corpo, di conoscerne i limiti, di entrare in contatto con il proprio mondo emotivo e di appartenere ad un gruppo con obiettivi condivisi, alimentando il senso di appartenenza.

 

The main focus of this work is to specifically analyze the phantom limb and the pain associated with it; the physiological mechanisms that trigger this phenomenon are multiple, implying the need to find a treatment that involves transversal skills.
In order to understand this extremely complex syndrome, it is important to study the functioning of the multiple specialized brain areas that make up a wellorganized sensory map, indispensable to explaine the mechanisms concerning the mind / body correlation.
The focus is on the psychomotor rehabilitation of amputated patients, analyzing in detail the phenomenon of pain in the phantom limb and related treatments that have achieved greater results, focusing mainly on the training of Biofeedback. The latter allows the patient to work on the psychophysiological self-regulation, thus restoring an internal homeostasis, lost after amputation. In physical rehabilitation, physical activity becomes an effective tool and the task of the sports psychologist is to develop rehabilitation, reeducation and reintegration programs that promote a state of health of the subject, providing adequate psychological support.
In this regard, sport acquires a therapeutic role and is inserted in rehabilitative paths as it involves the bio-psycho-social aspects of the person: it allows us to become aware of our body, to know its limits, to get in touch with our emotional world and belonging to a group with shared objectives, fueling the sense of belonging.


La carcerazione come stigma: la metodologia partecipativa e le tecniche psicologiche attive nella ricostruzione della dignità del detenuto. Un’ipotesi d’intervento

Studente: Bonato Sara
Titolo tesi: La carcerazione come stigma: la metodologia partecipativa e le tecniche psicologiche attive nella ricostruzione della dignità del detenuto. Un’ipotesi d’intervento

Docente relatore: Prof. Mazzara Giampaolo
Docente controrelatore: Prof. Monzani Marco
Presidente commissione di tesi: Prof. Giacopini Nicola
Data discussione tesi: 28/3/2018
Laurea Triennale internazionale in: la Licenza - Laurea magistrale in Psicologia clinica e di comunità

 

In questo scritto viene introdotta l’esperienza di tirocinio presso l’Istituto Penitenziario “Due Palazzi” di Padova, ipotizzando l’utilizzo dello Psicodramma e della Biblioteca Vivente con l’obiettivo di intraprendere con i detenuti un percorso di conoscenza di sé e di comprensione della propria esperienza di vita volto ad un reinserimento nella società.

 

This dissertation introduces the intership’s experience carried out at the prison “Due Palazzi” in Padua, Italy. It suggests the use of Psychodrama and Human Library aiming to undertake with the inmates a path of self-consciousness and comprehension of their own life experience in order to be reintegrated in the society.


Codipendenza e azzardo: origine della codipendenza e analisi delle dinamiche relazionali collusive in famiglie con problematiche di gioco patologico

Studente: De Bernardi Giulia
Titolo tesi: Codipendenza e azzardo: origine della codipendenza e analisi delle dinamiche relazionali collusive in famiglie con problematiche di gioco patologico

Docente relatore: Prof. Battaglini Federico
Docente controrelatore: Prof. Sanzovo Stefano
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 16/3/2018
Laurea Triennale internazionale in: la Licenza - Laurea magistrale in Psicologia clinica e di comunità

 

In questo elaborato è stato affrontato il problema della codipendenza all’interno di famiglie con giocatori d’azzardo patologici. Scopo principale è infatti quello di approfondire la specifica situazione di sofferenza che vive una persona codipendente, la quale è tanto bisognosa di sostegno psicologico quanto il suo congiunto ludopatico che invece può spesso beneficiare di una serie di servizi specializzati, predisposti per la sua riabilitazione. Dopo una preliminare analisi dell’attuale panorama scientifico relativamente alla definizione di codipendenza e al suo inquadramento in specifici criteri diagnostici, il contributo vuole approfondire le dinamiche che sottostanno all’instaurarsi di tale situazione di sofferenza, soffermandosi sia sull’analisi eziologica che sulle dinamiche intrapersonali ed interpersonali di un soggetto codipendente. A partire da questa analisi si è voluto indagare come le caratteristiche di personalità dei soggetti codipendenti possano contribuire alla formazione di legami relazionali disfunzionali con individui affetti in generale da forme di dipendenze patologiche. Obiettivo della ricerca è stato quindi quello di evidenziare le caratteristiche peculiari che hanno luogo nella dinamica relazionale fra un soggetto codipendente ed il proprio familiare con specifico disturbo da gioco patologico d’azzardo. Si sono indagate anche le sottostanti limitazioni alla possibilità di estendere all’ambito del gambling le proposte già presenti in letteratura per le dipendenze da abuso di droghe o alcol. L’elaborato si propone infine di presentare anche un’ipotesi di strumenti terapeutici adatti ad una efficace presa in carico di soggetti codipendenti all’interno di famiglie con problemi di ludopatia.

 

In the present manuscript the problem of the codependency has been tackled within families with pathological gamblers. The main purporse is to examine in depth the specific situation of suffering associated to the codependent person who is as needy of psychological support as his/her ludopatic relative that can often benefit from a series of specialized services designed for his/her rehabilitation. After a preliminary analysis of the current scientific survey associated to the definition of codependency and its framing in specific diagnostic criteria, the contribution highlights the dynamics behind the establishment of this situation of suffering, studying deeply both the etiological analysis and the interpersonal-intrapersonal dynamics of a codependent subject. Starting from such analysis, it is evaluated how the personality characteristics of the codependent subjects could contribute to the creation of dysfunctional relational ties involving individuals often affected by pathological dependencies. The research aim is to highlight the special characteristics which take place in the relational dynamics between a codependent subject and his/her relative with the specific pathological gambling disorder. The limitations on the possibility of extending to the gambling area the literature proposals about the drug-alcohol abuse dependencies are evaluated as well. Finally, the manuscript presents a hypothesis about therapeutic tools suitable to an effective taking charge of codependent subjects within families with play problems.


L’ esperienza come luogo di sviluppo di identità, Dal vuoto creativo all’esperienza concret

Studente: Niero Lorenzo
Titolo tesi: L’esperienza come luogo di sviluppo di identità, Dal vuoto creativo all’esperienza concreta

Docente relatore: Prof. Battaglini Federico
Docente controrelatore: Prof.ssa Longo Marcello
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 16/3/2018
Laurea Triennale internazionale in: la Licenza - Laurea magistrale in Psicologia clinica e di comunità

 

Il seguente elaborato parte da un interesse personale verso il tema dello sviluppo dell’identità, affrontato anche durante il corso dei miei studi universitari. La domanda che orienta il lavoro di ricerca riguarda la possibilità di individuare uno strumento di lettura dell’esperienza, utilizzando teorie e modelli di lettura dell’esperienza e dell’apprendimento già presenti nel panorama letterario.
La finalità è dimostrare come, per la persona, sia possibile attraverso le esperienze e gli apprendimenti che da queste derivano, crescere, non solo in termini di conoscenze e competenze, ma una crescita che si configura come un qualcosa in più rispetto alle singole parti che la compongono: l’identità.
In un primo momento si procede con la realizzazione di un approfondimento dei concetti teorici riguardanti la psicoterapia della Gestalt, e la visione di esperienza propria di questo approccio. Si procede poi nel mostrare uno strumento di lettura dell’esperienza (il cerchio) e si ricercano sostegni teorici alle parti che lo compongono. Successivamente vengono affrontati quelli che sono elementi chiave dell’esperienza: limite, fallimento e supporti, che giocano un ruolo fondamentale nel processo di acquisizione di identità. Infine, si propone una riflessione sul modello dell’Experiential Learning di Kolb, che da un lato permette la lettura dell’apprendimento e dall’altro fornisce importanti elementi riguardo l’esperienza ed il procedere della persona in questa.

 

The following abstract is written because my main interest is the development of identity, that I have deeply studied during my years at university. The question of this research concerns the possibility of finding a way to comprehend what experience is by using theories and models how to read the experiences made and learning models already present in the literary background. The aim is to show how for the person is possible – through the experiences and learning skills- to improve not only in terms of skills and knowledge but also become more than the sum of the single parts of which it is made: identity.
At first we analyze some theorical concepts regarding the Gestalt therapy and the vision of the experience which is typical of this model. We go on showing a way to read the experience (the circle) and we look for theorical supports of the parts of the circle. Progressively, we tackle what are the key elements of experience: limit, failure and supports that play a fundamental role during the process the learning identity. At last, we take into account some causes for reflections of Kolb’s Experiential Learning model which on the one hand allows the reading of learning and on the other hand gives important elements concerning the experience and the development of the person in it.


ADHD e interventi assistiti con l'ausilio del cavallo. Studio di un caso

Studente: Brutti Michela
Titolo tesi: ADHD e interventi assistiti con l'ausilio del cavallo. Studio di un caso

Docente relatore: Prof.ssa Fressini Lara
Docente controrelatore: Prof. Capodieci Salvatore
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 13/3/2018
Laurea Triennale internazionale in: la Licenza - Laurea magistrale in Psicologia clinica e di comunità

 

Il presente lavoro si propone di esplorare la letteratura scientifica attuale relativa agli interventi assistiti con l‟ausilio di animali in particolar modo la riabilitazione equestre e di relazionarla in ambito terapeutico al disturbo di attenzione ed iperattività, riportando anche un caso di un bambino con ADHD.
Il rapporto uomo-cavallo ha radici molto antiche ed i benefici che derivano da tale relazione sono molti e diversi, tra questi vi è un miglioramento di diverse abilità, quali l‟equilibrio, il controllo posturale, la consapevolezza del proprio corpo, l'elaborazione sensoriale, il coordinamento motorio e così via; che il bambino può applicare ad altre attività a casa, a scuola o nei vari contesti di gioco, consentendogli un benessere psico-fisico che può fare la differenza. 1
Alla luce di ciò possiamo pertanto affermare che il cavallo può ricoprire un ruolo importante in ambito terapeutico con bambini ed adulti che presentano diverse difficoltà sia fisiche che psicologiche.
Ed infine, come vedremo nel caso riproposto, la riabilitazione equestre può essere indicata anche in caso di bambini con ADHD, poiché se integrata in un trattamento multi-modale può portare diversi benefici tra cui il controllo dell‟impulsività, la formulazione di piani d‟azione, la gestione delle situazioni di fallimento, il miglioramento delle competenze sociali e così via.

 

This project aims to explore the current scientific literature on pet therapy and particularly on equine-related treatments applied to people with Attention/Deficit/Hyperactivity Disorder (ADHD). In this project is also reported the case of a child with ADHD.
The horse-man relationship has ancient roots and the benefits that derive from this relationship are many. This relationship can lead to the improvement of different skills such as balance and equilibrium reactions, postural control, body awareness, sensory processing and motor coordination, etc. The child can apply these benefits to other activities at home, school or in different playground, obtaining a psychophysical well-being that can make the difference.
Therefore, we can assert that horse can play an important rule in the therapeutic field with children and adults that have different difficulties both physical and psychological.
Finally, as we will see in the reported case, horse-based rehabilitation can also be used with children with ADHD, because, if integrated into a multimodal treatment, it could bring to different benefits like impulsivity control, formulation of action plans, failure situations management, social skills improvement, etc.


L‘importanza delle emozioni nella generazione delle decisioni. Un approccio multidisciplinare per comprendere i processi di scelta

Studente: Lombardo Veronica
Titolo tesi: L‘importanza delle emozioni nella generazione delle decisioni. Un approccio multidisciplinare per comprendere i processi di scelta

Docente relatore: Prof. Capodieci Salvatore
Docente controrelatore: Prof. Fressini Lara
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 13/3/2018
Laurea Triennale internazionale in: la Licenza - Laurea magistrale in Psicologia clinica e di comunità

 

L‘ipotesi che muove la ricerca riguarda la centralità del ruolo delle emozioni in ambito decisionale e la loro influenza quando si genera una scelta. Il presente lavoro si basa su un approccio multidisciplinare che include gli studi di neuroscienze, psicologia ed economia come guida allo studio dei processi decisionali. In particolare, lo scopo della ricerca è mostrare che oltre al sistema razionale, l‘individuo è fortemente influenzato dal sistema emotivo nel momento in cui deve prendere una decisione. Tale affermazione è supportata dalle ricerche condotte in ambito neuroscientifico e dalle teorie della psicologia cognitiva, le quali hanno dato, negli ultimi anni, un contributo notevole allo studio, in ambito economico, dei processi decisionali. Per queste ragioni il lavoro presenterà gli studi condotti sulla sfera emotiva, le principali indagini sulle aree cerebrali coinvolte nei processi decisionali, le teorie che stanno alla base degli assunti economici classici. I risultati ottenuti da alcuni ricercatori, psicologi, neuroscienziati, economisti, verranno descritti a supporto dell‘ipotesi di partenza. Inoltre, tali risultati, metteranno in luce una dimensione altrettanto importante coinvolta nelle esperienze decisionali, ovvero quella relazionale. L‘ultima parte si avvarrà di esperimenti condotti in ambito neuroeconomico per mostrare come la dimensione individuale, relazionale, cognitiva ed affettiva, collaborino tra loro generando un sistema complesso nel quale le scelte non possono essere considerate frutto di un mero calcolo razionale.

 

The hypothesis leading this study is the central role of emotions in decision-making processes and their influence in any choice we make. This work is based on a multidisciplinary approach including neuroscience, psychology and economics. The aim of this research is to show that, when making a choice, any person is driven not only by rational thoughts, but also by their emotions. This is supported by the neuroscientific and cognitive psychology studies, which have provided, in the past few years, strong support to economics researches on decision-making processes. The dissertation presents some studies on the emotional dimension, the main researches on the cerebral areas involved in decision-making, and the theories driving the classical economic assumptions. The results achieved by some researchers, psychologists, neuroscientists, economists, are presented as support to the main hypothesis. These results also shed light on another area which is very important in decision-making processes: the relational dimension. The study concludes with some experiments conducted by neuroeconomists to prove how the individual, relational, cognitive and affective dimensions cooperate to originate a complex system in which choices cannot be considered as a simple result of rational considerations.


Le immagini mentali in Psicologia Clinica. Elementi per un percorso clinico

Studente: Miniutti Nicoletta
Titolo tesi: Le immagini mentali in Psicologia Clinica. Elementi per un percorso clinico

Docente relatore: Prof. Baruzzo Roberto
Docente controrelatore: Prof.ssa Bounous Marcella
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 13/3/2018
Laurea Triennale internazionale in: la Licenza - Laurea magistrale in Psicologia clinica e di comunità

 

Il presente lavoro tratta dell'uso dei simboli e dell'immaginazione nel processo di ristrutturazione della personalità nel qui e ora, avvalendosi delle tecniche del counseling.
Si ritiene che le immagini mentali siano utili strumenti per migliorare la conoscenza di sé, per incrementare l'autostima e la consapevolezza personale ed anche per rinforzare la volontà, la motivazione e la capacità di prendere decisioni.
Si attribuisce un potente valore dinamico ai simboli, che mobilitano e sbloccano le energie psichiche latenti, ma non si reputa indispensabile interpretarli, nella convinzione che agiscano indipendentemente dalla comprensione razionale. La loro interpretazione, pertanto, esula dai fini di questa ricerca.

 

This work is about symbols and imagination in the process of remodelling of personality here and now, using counseling techniques.
It is believed that mental images are useful tools to improve self consciousness, to enhance self esteem and self awareness and also to strengthen willpower, motivation and capability to make choices.
A powerful dynamic value is given to symbols, which activate and break through the latent psychic energy; nonetheless their interpretation is not considered worthwhile as it is believed they act regardless of rational comprehension.
Therefore their interpretation falls outside the aim of this research.


Ri-abilitare la consapevolezza corporea: il protocollo “Benessere in Movimento”

Studente: Gandini Sabina
Titolo tesi: Ri-abilitare la consapevolezza corporea: il protocollo “Benessere in Movimento”

Docente relatore: Prof.ssa Bounous Marcella
Docente controrelatore: Prof. Baruzzo Roberto
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 13/3/2018
Laurea Triennale internazionale in: la Licenza - Laurea magistrale in Psicologia clinica e di comunità

 

Nel contesto storico socio-culturale in cui viviamo, in cui gli strumenti tecnologici ci allontanano dal contatto con il nostro corpo e contribuiscono ad un’effettiva perdita di connessione con i dati sensoriali, ci si chiede cosa ne sia della consapevolezza corporea.
L’ipotesi sulla quale si struttura il presente lavoro di tesi parte dal presupposto che il contesto odierno ha ridotto le occasioni di contatto con il proprio corpo, tanto da rendere le strutture percettive atrofizzate. Le precedenti riflessioni sono state lo spunto per individuare un percorso che permetta di ri-abilitare le strutture neurofisiologiche che sottendono lo sviluppo della consapevolezza corporea su cui si basano numerose tecniche contemplative.
Il protocollo “Benessere in Movimento”, che nasce dalla collaborazione tra l’Università degli Studi di Torino e lo IUSVE, ha come obiettivo quello di favorire una riconnessione mente-corpo a seguito di un’errata abitudine a vivere e considerare queste due parti come sconnesse o non comunicanti.
Il presente lavoro si colloca all’interno degli studi esplorativi al fine di evidenziare gli effetti di un protocollo sperimentale su di una popolazione mista.
A un gruppo di soggetti volontari sono stati somministrati dei test di valutazione iniziale comprendente rilevazione di alcuni paramenti psicofisiologici attraverso la strumentazione del Biofeedback, valori ematici, due questionari relativi all’autopercezione di alcuni stati interni quali la consapevolezza corporea e un test standardizzato per l’analisi del benessere legato alla qualità della vita. Il gruppo ha poi affrontato un percorso di otto settimane composto da otto incontri di un’ora e mezza ciascuno e brevi sessioni di lavoro individuale tra un incontro e l’altro. Al termine del percorso sono stati nuovamente effettuati i test iniziali.

 

In a historical social cultural context, where the manipulation of reality disconnects the person from his body and contributes to an effective loss of sensory information, we question ourselves about the body awareness.
The hypothesis of this work is based on the assumption that nowadays we have less opportunities of being in contact with out our body and so the perceptive structures are atrophied. The previous considerations were the starting point to identify a path useful for re-enabling the neurophysiological structures that underlie the body awareness development on which several contemplative techniques are based.
The "Wellness in Motion" protocol, issued from the collaboration between the University of Turin and IUSVE, aims to promote the reconnection between mind and body eliminating the wrong habit to live considering these two parts as disconnected.
The current work takes place in the exploratory studies in order to highlight the effects of an experimental protocol on a mixed population.
Assessment tests were given to a group of volunteers to check their initial conditions including Biofeedback, blood values, two questionnaires about self-perception of internal states as body awareness and one test of wellness related to quality of life. After that, the group faced a eight weeks course consisting of eight meetings of one hour and a half each followed by short individual work sessions. At the end of the course the initial tests were given again to the group to check variations in the statuses.


Le storie sociali per gestire i comportamenti problema nel disturbo dello spettro dell’autismo. Revisione della letteratura e studio di un caso clinico

Studente: Scarpa Valentina
Titolo tesi: Le storie sociali per gestire  i comportamenti problema nel disturbo dello spettro dell’autismo. Revisione della letteratura e studio di un caso clinico

Docente relatore: Prof. Angarano Alberto
Docente controrelatore: Prof.ssa Borsetto Giovanna
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 9/3/2018
Laurea Triennale internazionale in: la Licenza - Laurea magistrale in Psicologia clinica e di comunità

 

I deficit persistenti della comunicazione sociale e dell’interazione sociale, caratteristica peculiare del disturbo dello spettro dell’autismo, esprimono molteplici comportamenti problema di difficile gestione. Essi sono considerati precisi atti di comunicazione, il cui intervento è volto alla promozione del benessere psicologico dell’individuo che li manifesta. Uno dei metodi per la gestione dei comportamenti problema è rappresentato dall’assessment funzionale: mediante l’analisi degli eventi antecedenti e conseguenti la manifestazione dei comportamenti problema, è possibile formulare ipotesi pertinenti la funzione degli stessi, le quali sono finalizzate allo sviluppo dell’intervento educativo. Una strategia volta a insegnare la competenza sociale agli individui con diagnosi di disturbo dello spettro dell’autismo e a sviluppare comportamenti appropriati è rappresentata dalle storie sociali: brevi storie scritte in un modo e in una forma specifici per l’individuo cui sono destinate. Dopo aver raccolto i risultati di numerose ricerche, il presente lavoro di tesi si propone di indagare l’efficacia di due storie sociali scritte in modo conforme alle linee guida e introdotte nell’ambiente naturale di un individuo con diagnosi di sindrome di Asperger in comorbilità con il disturbo da deficit di attenzione con iperattività, allo scopo di gestire i comportamenti problema emersi durante l’assessment funzionale.

 

The persistent deficit of the social communication and interaction, which are peculiar characteristics of the autism spectrum disorder, involve several disruptive behaviors that are difficult to manage. They are considered as precise communication acts, whose intervention is aimed at promotion of the psychological well-being of the individual that experiences them. One of the methods for managing disruptive behaviors is represented by the functional assessment: through the analysis of the antecedent and consequent events of the disruptive behaviors, it is possible to formulate hypothesis relevant to their function, which are aimed at the development of the educational intervention. A strategy that is aimed at teaching the social competence to the individuals with a diagnosis of autism spectrum disorder and developing appropriate behaviors, is represented by social stories: short stories which are written in a specific form and a specific way for the individual whom they are intended. After gathering results of several research, the present thesis proposes to investigate the effectiveness of two social stories which are written in accordance with the guidelines and are introduced in the natural environment of an individual with diagnosis of Asperger’s syndrome in comorbidity with the attention deficit disorder and hyperactivity, aimed at managing disruptive behaviors emerged during the functional assessment.