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Il fenomeno ripped jeans in adolescenza: uno studio preliminare su ricerca d’identità, moda e subcultura gotica

Studente: Elena Cadenazzi
Titolo tesiIl fenomeno ripped jeans in adolescenza: uno studio preliminare su ricerca d’identità, moda e subcultura gotica
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof.ssa Michela Possamai
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 19 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Questo studio si presenta come un’indagine preliminare volta ad indagare da un punto di vista psicologico e clinico il fenomeno di costume dei pantaloni strappati. Esso, sempre più in voga tra i giovani, è ad oggi ancora poco esplorato nei suoi significati più profondi, pertanto questa ricerca ha come scopo quello di provare a individuarli. In particolare, l’obiettivo dello studio è duplice: indagare le opinioni, gli stereotipi e i pregiudizi legati a questo capo d’abbigliamento e riflettere sul quadro personologico dell’adolescente che lo indossa. La ricerca è stata condotta presso il Liceo delle Scienze Umane Fabrizio De André di Brescia su un campione di 118 studenti di età compresa tra i 14 e i 19 anni, attraverso la somministrazione di un questionario realizzato appositamente. In conclusione, il lavoro risulta essere articolato in cinque sezioni. La prima verterà sulla presentazione dello strumento impiegato nell’indagine, concentrandosi sulla struttura e sulle basi teoriche. La seconda, analizzerà le origini subculturali che hanno dato vita al fenomeno in questione, nonché le sue trasformazioni e declinazioni odierne. Tale inquadramento risulta fondamentale al fine di comprendere al meglio il perché dei costrutti psicologici scelti per il questionario e di fornire le basi per l’assessment personologico. La terza, avvalendosi degli strumenti forniti dalla psicologia clinica, sociale e della moda presenterà una riflessione sulla funzione identitaria dell’abito, con particolare attenzione al ruolo che esso assume in fase adolescenziale. La quarta parte, in stretta relazione con la seconda, riguarderà la riflessione sulle scelte subculturali non conformiste e il problema della decontesualizzazione che aprono alla seguente questione: “l’uso del pantalone strappato è moda o devianza?”. Infine, la quinta, riporterà la procedura di somministrazione, l’analisi e la discussione dei dati raccolti.

This work is a preliminary study aimed at investigating the ripped trousers custom’s phenomenon, from a psychological and clinical point of view. This phenomenon, more and more common among young people, is still little explored in its most profound meanings. In particular, the aim of this research is twofold: to investigate the opinions, stereotypes, and prejudices related to this garment and consider the personality of the adolescent who wears it. The research was conducted at the Liceo delle Scienze Umane Fabrizio De André in Brescia on a sample of 118 students aged between 14 and 19 years, through the administration of a questionnaire created especially for the study. In conclusion, the work appears divided into five sections. The first section will focus on the presentation of the tool used in the survey, focusing on the structure and theoretical basis. The second section will analyze the sub-cultural origins that gave rise to the phenomenon, as well as its current transformations and declinations. This framework is fundamental to understand better the reason for the psychological constructs chosen for the questionnaire and to provide the basis for the personological assessment. The third, using the tools provided by clinical, social and fashion psychology, will present a reflection on the identity function of the dress, with particular attention to the role it assumes in adolescence. The fourth part, in close relation with the second, will deal with the reflection on the sub-cultural choices of unconventional lifestyle and the problem of decontextualization that opens to the following question: "Is the use of ripped trousers fashion or deviance?”. Lastly, the fifth one will report the procedure of the administration, analysis, and discussion of the collected data.

Verso l’interrealtà: dinamiche psicologiche e derive psicopatologiche dei giochi online

Studente: Beatrice Donadini
Titolo tesiVerso l’interrealtà: dinamiche psicologiche e derive psicopatologiche dei giochi online
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Umberto Fontana
Data discussione tesi: 17 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Questo elaborato si propone di investigare i diversi fenomeni psicologici e psicopatologici legati all’utilizzo della tecnologia videoludica. In particolare offrendo, attraverso un approccio biopsicosociale, un punto di vista transdisciplinare per la comprensione degli stessi. Per fare ciò nelle diverse tappe del lavoro verranno, in primo luogo, esposti gli effetti che i videogiochi hanno sulla psiche dell’individuo, e verrà inoltre sondato l’Internet Gaming Disorder (IGD), un nuovo disturbo da poco riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in secondo luogo verranno proposti dei protocolli di intervento per la cura e la prevenzione di tali problematiche. Attraverso un orientamento che vede nella tecnologia videoludica anche un’opportunità di crescita e sviluppo, l’obbiettivo principe di questo elaborato è poter analizzare le interazioni tra giocatore e dispositivo digitale in modo critico e costruttivo, cercando inoltre di considerare il contesto socioculturale come elemento influenzate la formazione di nuove “normalità” e condotte patologiche legate, appunto, all’utilizzo dei giochi online. 

This dissertation aims to investigate the several psychical and psychopathological occurences related to the use of video-ludical thecnology. Expecially, through the biopsychosocial side, to offer a transdisciplinarly perspective for their same comprehention.  The purpose of the various steps of this elaborate is to begin introducing the psichological impacts that videogaming causes to individual, more over is to explore the (IGD), Internet Gaming Disorder, that is recently approved and admitted by the World Health Organization (WHO). Afterwards it is going to be produced some of the intervention protocols for the prevention and remedy of those kind of issues, however across the trend that is also considering the game technology an opportunity of growth and progress. The principal target of this elaborate is to figure the interactions between the player and the gaming digital device, both in an analytical and constructive way and trying to consider the cultural historical context such as a fundamental formative influencing element of a modern "normality" as well as the new pathology connected right to the use of online game. 

Ambienti virtuali e mutamenti psico-esistenziali contestuali ai “primi anni di vita”: “funzionamenti” e “attaccamenti”

StudenteMarta De Biasi 
Titolo tesiAmbienti virtuali e mutamenti psico-esistenziali contestuali ai “primi anni di vita”: “funzionamenti” e “attaccamenti”
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Umberto Fontana
Data discussione tesi: 17 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Questo elaborato inizia attraverso un excursus storico riguardante lo sviluppo dei media digitali. Diversi autori ne hanno approfondito la nascita e la progressiva evoluzione, riuscendo, in questo modo, a inserire le loro considerazioni all’interno del panorama scientifico attuale. Viene analizzata la tematica dei nuovi media, argomento di grande attualità e spessore, chiarendone caratteristiche, peculiarità, utilizzo e soggetti fruitori. Si delinea poi come, durante questa rivoluzione digitale, ne risulti un nuovo stile comunicativo e di conseguenza una vera e propria mutazione antropologica. Vengono così coniati vari pseudonimi per la nascita di questo nuovo genere di Homo: Net Generation, nativi digitali, Homo zappiens, eccetera. Questa generazione è nata in un mondo aumentato digitalmente dove le tecnologie caratterizzano la vita e dove esiste il reale e altrettanto reale è la sua espansione virtuale. La tecnologia, struttura ossea dell’ambiente in cui il nativo digitale nasce e cresce, ha generato una vera e propria “società Multischermo”. Oggi questa dimensione digitale è molto presente nel contesto di sviluppo dei bambini e ha valore tanto quanto le altre dimensioni della loro vita, ma nonostante l’alta connettività domestica, le famiglie riscontrano difficoltà a educarli al digitale. Il corpo del testo, la parte clinica del lavoro, esamina i cambiamenti che potrebbero riscontrarsi in tre diverse aree della maturazione del soggetto: apprendimenti, regolazione emotiva e dell’arousal e capacità attentive. Il fine dell’ultimo capitolo è, invece, di offrire - sulla scorta delle posizioni di M. Klein e D. Winnicott - un confronto tra il pensiero dei teorici delle relazioni oggettuali, e le nuove modalità interattive della diade bambino - caregiver, influenzate dalla costante presenza e dall’utilizzo dei vari device elettronici. È sempre più evidente come le nuove tecnologie stiano trasformando il sistema familiare, i rapporti interpersonali e la costruzione dell’identità rispetto a com’era in passato. Dato che il digitale è qui per restare, è opportuno comprendere meglio la relazione con tali strumenti. L’augurio è quello di una presa in carico collettiva dove società civile, istituzioni e, in primo luogo, genitori, si assumano la responsabilità di fornire una corretta educazione mediale digitale alle nuove generazioni. In altri termini, aspirare a un uso intelligente degli schermi.

Several authors have investigated the birth and the progressive evolution, of the digital media, entering their considerations in the current scientific panorama. The topic of the new media, question of great relevance and depth, is analyzed clarifying features, peculiarities, use and users. Hence comes out that, during this digital revolution, a new communicative style and therefore a real anthropological mutation emerges. Several pseudonyms are coined for the birth of this new kind of Homo: Net Generation, digital natives, Homo zappiens, etc. This generation was born in a digitally increased world where technologies characterize life and where the real exists so as its virtual expansion. Technology, bone structure of the environment in which the digital native is born and grows, has generated a true "multi-screen company”. Nowadays this digital dimension is very present in the context of children's development and has got so much value as the other dimensions in their life, but despite high domestic connectivity, families find it difficult to educate them in digital. The body of the text, the clinical part of the work, examines the changes that could occur in three different areas of the subject's maturation: learning, emotional and arousal regulation and attentional abilities. Moreover - on the basis of the positions of M. Klein and D. Winnicott - the purpose of the last chapter is to offer a comparison between the object relations theorists’ thought, and the new interactive modalities of the dyad child - caregiver, modes influenced by the constant presence and the use of the various electronic devices. It is increasingly evident that new technologies are transforming the family system, the interpersonal relationships and the construction of identity, compared to how it used to be in the past. Since digital is here to stay, it is appropriate to better understand the relationship with these tools. The hope is that of a collective take-over where civil society, institutions and, first of all, parents, could take responsibility for providing a correct digital media education to the new generations. In other words, to aim to an intelligent use of the screens.

Binge watching: lo streaming on-line tra “nuovi sintomi”, clinica e “life-style”

Studente: Alessia Conte
Titolo tesiBinge watching: lo streaming on-line tra “nuovi sintomi”, clinica e “life-style”
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Umberto Fontana
Data discussione tesi: 17 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Il lavoro di questa tesi tratta della nuova modalità di visione delle serie tv che dal 2012 ad oggi è dilagata nella vita di tutti gli streamers: il binge watching. Sempre più persone lo scelgono per fruire delle loro serie tv preferite, tanto che da semplice modalità di visione è diventato l’oggetto di studio di numerose ricerche, alcune delle quali verrano riportate in questo lavoro. Il fenomeno, che è nato grazie all’introduzione delle piattaforme per lo streaming online, viene analizzato dal punto di vista clinico dato il rimando alla dimensione dell’abbuffata che contiene all’interno della sua stessa parola ed entra così a far parte di quelle che Recalcati chiama le nuove dipendenze della società capitalistica. Si è voluta affrontare anche l’analogia cibo-serie tv dato il richiamo alla dimensione alimentare del termine, approfondendo il legame tra cibo e socialità e i pericoli che questo comporta. Sono stati analizzati i risvolti psicologici e le dinamiche sottostanti il disturbo binge, andando ad approfondire quelle tematiche legate al circuito del piacere, al ruolo svolto dalle emozioni, alla dimensione della compulsione e alla perdita di controllo che portano il binge watcher a rimanere per ore davanti allo schermo. Si è infine analizzato il pensiero secondo cui il fenomeno potrebbe essere un nuovo stile di vita o una nuova dipendenza, analizzando il sottile confine tra i due e definendo delle linee guida per la loro necessaria differenziazione.

This thesis’ object is binge watching, a way to watch tv series that, since 2012, has been spreading between streamers around the world. More and more viewers are choosing to watch their favorite TV series by binge watching them, so much that this has become a subject of numerous researches, some which will be quoted on this thesis. This practice, which was born with the introduction of online streaming platforms, is being analyzed from a clinical standpoint, since even in the name,it can be connected to a need of being overwhelmed, and so it is considered what Recalcati calls the new dependence of the capitalist society. Besides, since the root of this practice’s name comes from the food world, binge watching is also being analyzed in comparison with food disorders, diving deeper into the link between food and sociality and the risks that come with it. The psychological results were analyzed as well as the dynamics of the binge disorder, elaborating on the issues correlated to the circle of pleasure, the emotions’ role in this and at the dimension of compulsion and loss of control that leads to binge watching and get stuck in front of the screen for hours. Lastly, binge watching was analyzed from the point of this being a new lifestyle or a new addiction, elaborating on the thin line between these and defining some guidelines to differentiate the two.

Genitorialità adottiva: “prendersi cura di chi si prende cura”

Studente: Sara Nola
Titolo tesiGenitorialità adottiva: “prendersi cura di chi si prende cura”
Docente relatore: Prof.ssa Lieta Dal Mas
Docente controrelatore: Prof. Marco Ballico
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 15 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Diventare genitori adottivi significa scegliere di essere pienamente madri e padri di un bambino generato da altri, portatore di una propria storia, che chiede di essere pienamente riconosciuto e accompagnato nella vita da genitori che guardino con fiducia le sue possibilità di realizzarsi. Come i genitori adottivi affrontano il diventare madre e padre di un figlio nato in un’altra famiglia? Quali sono le sfide, i timori e le aspettative che li accomunano? E in che modo i professionisti possono sostenerli ed accompagnarli in questo cammino complesso? Per poter rispondere a queste domande ho ritenuto utile partire dalla definizione del fenomeno adottivo e delle sue caratteristiche, descrivendo poi le specifiche peculiarità della genitorialità adottiva e le fasi più delicate che qualificano la costruzione del legame genitori-figli. Particolare attenzione è stata poi riservata al passaggio, tipico di queste famiglie, dal senso di estraneità a quello di appartenenza ed alle peculiarità tipiche delle transizioni familiari in ambito adottivo. Il lavoro si conclude con un’analisi di interventi di sostegno nel post adozione, ponendo l’accento sull’importanza di coltivare nei genitori la funzione riflessiva, anche attraverso il supporto della scrittura autobiografica e dei gruppi di sostegno. Al termine dell’elaborato sarà poi presente una proposta di lavoro in un gruppo di genitori adottivi che avrà l’obiettivo di dimostrare la necessità di un supporto e di un accompagnamento costante durante l’intero percorso adottivo. Obiettivo principale è dunque quello di mettere in luce che “prendersi cura di chi si prende cura”, e cioè i genitori adottivi, rappresenta l’elemento chiave per poter garantire all’intero nucleo familiare di affrontare e guardare con speranza, attraverso le sue risorse, il passato, il presente e il futuro.

Becoming adoptive parents means choosing to be fully mothers and fathers of a child generated by others, the bearer of his/her own history, who asks to be fully recognized and accompanied in life by parents who look with confidence at his/her chances of being fulfilled. How do adoptive parents deal with the fact of becoming mother and father of a child who was born in a different family? What are the challenges, fears and expectations that connect them? And how can professional figures support and accompany them on this complex journey? To answer these questions, I thought it useful to start by defining the adoptive phenomenon and its characteristics, describing the specific peculiarities of adoptive parenting and finally the most delicate phases that mark the development of the parent-child bond. Particular attention was then given to the transition journey - typical of these families - from the sense of extraneousness to that of belonging and also to the typical traits of family transitions in an adoptive context. The work concludes with an analysis of support interventions in post-adoption situations, emphasizing the importance for parents to cultivate the reflective function, also benefiting from the autobiographical writing and through support groups. At the end of the report, a job project will be proposed to a group of adoptive parents, which will aim to demonstrate the need for assistance and constant support throughout the entire adoption journey. Therefore, the main objective is to highlight that "taking care of those who take care", meaning the adoptive parents, represents the key element to guarantee the entire family unit to face and look with hope, through its resources, the past, the present and the future.

Il valore delle emozioni nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Proposta di un piano emotivo strategico di supporto.

Studente: Rosalia Russo
Titolo tesiIl valore delle emozioni nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Proposta di un piano emotivo strategico di supporto.
Docente relatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Docente controrelatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Lara Fressini
Data discussione tesi: 14 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto verte sull’analisi e sull’approfondimento del tema Disturbi Specifici dell’Apprendimento e sull’idea che esista una connessione tra tali disturbi e bassa autostima, ansia, stati depressivi e senso di inefficacia; stati d’animo che di conseguenza impediscono allo studente di affrontare serenamente l’apprendimento scolastico. La stesura del presente elaborato di tesi è avvenuta attraverso una metodologia di lavoro desk che verte su un approfondimento bibliografico e sitografico di settore; l’analisi puramente teorica ha portato alla realizzazione di nuove proposte. Infatti l’obiettivo è stato quello di delineare le misure dispensative e gli strumenti compensativi utilizzati nell’ambito dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento ed illustrare quali attività la figura dello psicologo potrebbe proporre agli studenti delle scuole primarie e secondarie per far conoscere più da vicino cosa si intende per Disturbi Specifici dell’Apprendimento e quali siano i vissuti emotivi di un soggetto con tale disturbo.

The topic I choose talks about the analysis and the in-depth study on Specific Learning Disabilities and about the connexion between these disabilities and low selfesteem, anxiety, depressive states and feeling of ineffectiveness; mood that consequently prevent the student from facing the school education serenely. The writing of this essay took place through a desk working method that focuses on bibliographical and sitographical study on this sector; the only theoretical analysis has led to the realization of new proposals. In fact, the objective was to outline the dispensatory measures and accommodations used in Specific Learning Disabilities context and to show what activities the psychologist could suggest to primary and secondary school students with the objective to make known what Specific Learning Disabilities are and which are the emotional experiences of a subject with this disability.

Le abilità mentali nel tennis: il ruolo dell’allenatore nel percorso di crescita del giovane atleta

Studente: Valentina Lugo
Titolo tesiLe abilità mentali nel tennis: il ruolo dell’allenatore nel percorso di crescita del giovane atleta
Docente relatore: Prof.ssa Marcella Bounous
Docente controrelatore: Prof. Marcello Longo
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 8 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

L’oggetto di studio sul quale questo lavoro di tesi si focalizza è la preparazione mentale nel tennis e la conoscenza che i maestri e gli allenatori possiedono sul ruolo che le abilità mentali hanno nel percorso di crescita e di prestazione degli atleti e su come possono essere incrementate e allenate. 
L’obiettivo della tesi è quello di fornire un contributo scientifico che individui l’importanza e l’efficacia che l’allenamento mentale riveste all’interno della preparazione di un atleta, parimenti a quello fisico, apportando dei benefici non soltanto in termini prestazionali, ma anche rispetto alla crescita cognitiva, affettiva e sociale, mettendo in rilievo la figura dell’allenatore ed il ruolo che egli riveste in questo percorso.  Partendo da una ricerca scientifica a supporto di questa tematica è stato costruito un questionario che è stato somministrato a maestri di tennis nazionali di vari livelli al fine di valutarne le conoscenze sulle abilità mentali ed il loro effettivo insegnamento all’interno delle scuole tennis italiane.  Nella pima parte (parte teorica) viene presentate lo stato attuale della letteratura e delle maggiori ricerche effettuate sul questo argomento.  Nella seconda parte (parte sperimentale) verranno, invece, presentati il progetto di ricerca, il campione utilizzato, la costruzione del questionario, la valutazione e l’analisi dei dati emersi. I dati emersi hanno confermato l’importanza e l’interesse del mondo del tennis rispetto alla componente psicologica di un atleta e l’utilità del lavoro svolto fin ora da parte della Federazione per offrire agli atleti sempre più strumenti per migliorarsi, evidenziando altresì come la formazione dell’insegnante in questo processo sia essenziale e su questo aspetto ci siano ulteriori margini di miglioramento. 

The object of study on which this thesis work focuses is the mental training in tennis and the knowledge that masters and coaches possess about the role that mental skills have in the path of growth and performance of the athletes and how they can increase them and train them. 
The commitment of the thesis is to provide a scientific contribution that identifies the importance and effectiveness of mental training in the preparation of an athlete, similarly to the physical one, bringing benefits not only in terms of performance, but also to the cognitive, affective and social growth, highlighting the figure of the coach and the role he plays in this journey.  Starting from a scientific research in support of this topic, a questionnaire was built and that was administered to national tennis instructors of various levels in order to evaluate the knowledge of mental skills and their actual teaching in Italian tennis schools.  In the previous part (theoretical part) the current state of the literature and of the major researches observed on this topic is presented.  In the second part (experimental part) the research project, the sample used, the construction of the questionnaire, the evaluation and analysis of the emerged data will be presented instead. In particular, the emerged data confirmed importance and interest that the tennis world attribute to psychological skills of an athlete and the Federation work utility to offers to athletes major instruments to improve their performance, highlighting moreover how instructors formation is fundamental in this process e how respect this point there are other improvements to be made. 

Mindfulness e biofeedback: un progetto di consapevolezza corporea per il benessere dell’anziano

StudenteDrusian Lisa
Titolo tesiMindfulness e biofeedback: un progetto di consapevolezza corporea per il benessere dell’anziano
Docente relatore: Prof.ssa Marcella Bounous
Docente controrelatore: Prof. Marcello Longo
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 8 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento trattato si focalizza sul tema dell’anziano istituzionalizzato, e sulla possibilità di utilizzare efficacemente tecniche Mindfulness associate a valutazioni tramite Biofeedback con gli ospiti di un casa di riposo. Lo scopo è quello di individuare nuovi strumenti in grado di favorire una migliore qualità di vita a queste persone. L’ipotesi da cui siamo partiti è che tecniche di consapevolezza possano essere utilizzate anche con soggetti anziani favorendo una miglior percezione di benessere. Il lavoro ha comportato un approfondimento bibliografico e lo studio di fonti scientifiche, dalle quali si è sviluppato il progetto di ricerca. Quest’ultimo ha previsto l’individuazione di un gruppo di dieci anziani residenti all’interno di una struttura che sono stati coinvolti in un training Mindfulness di otto incontri strutturato ad hoc. Prima dell’avvio del training e alla sua conclusione è stato somministrato un questionario autovalutativo di benessere e sono state effettuate valutazioni tramite Biofeedback. Dai dati raccolti con entrambi gli strumenti è emerso che gli incontri Mindfulness hanno aumentato il livello di benessere percepito e leggermente modificato i parametri psicofisiologici misurati tramite Biofeedback, confermando così l’ipotesi iniziale, che la Mindfulness non solo può essere utilizzata anche con persone anziane ma anche con soggetti con lieve deterioramento cognitivo come quelli presenti all’interno di una casa di riposo.

This work focuses on the topic of institutionalized elderly and evaluates the possibility of effectively using Mindfulness techniques and assessments through Biofeedback, with the guests of a nursing home. The aim is to identify new tools that can promote a better quality of life for these people. The hypothesis from which we started is that awareness techniques can also be used with elderly subjects, favoring a better perception of well-being. This research starts from a bibliographical study and from a study on scientific sources, from which the work of this research has developed. The project is aimed at a group of ten elderly people, they are resident in a structure, and they were involved in a Mindfulness training of eight meetings, structured ad hoc. Before the start of the training and at its conclusion a self-assessment wellness questionnaire was given to them and assessments were made via Biofeedback. From the data collected with both tools is emerged that the Mindfulness meetings increased the level of well-being perceived and slightly modified the psychophysiological parameters measured by Biofeedback. This confirmed the initial hypothesis, namely that Mindfulness can not only be used also with elderly people but also with subjects with slight cognitive impairment such as those present inside a nursing home.

Adaptive learning environments ed apprendimento nei sistemi di educazione formale

Studente: Pier Giorgio Volpato
Titolo tesiAdaptive learning environments ed apprendimento nei sistemi di educazione formale
Docente relatore: Prof. Giuseppina Sangiuliano
Docente controrelatore: Prof. Ernesto Gianoli
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 7 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

L'individualizzazione dell'educazione ha a lungo rappresentato uno degli obiettivi più promettenti della ricerca nel settore dell'istruzione scientifica. Negli ultimi decenni, anche grazie agli sviluppi tecnologici, sono stati sviluppati strumenti sempre più sofisticati, caratterizzati dalla capacità di determinare le soluzioni probabilisticamente più efficaci per l'apprendimento di ognuno, sulla base delle informazioni precedentemente raccolte. Obiettivo di questo lavoro è offrire una panoramica quanto più completa e sintetica possibile delle necessità in educazione, osservando in seguito le modalità con cui gli strumenti in oggetto sono in grado di interagire con le esigenze specifiche di ogni studente. Interesse precipuo sarà rivolto alla discussione delle tecniche adoperate, della loro efficacia e dell'integrabilità di strumenti come questi nei contesti educativi.

Tailored instruction has been for a long time one of the most promising goal in the field of scientific education. In recent decades, thanks to the technological developments, it has been possible to build increasingly sophisticated instruments, able to detect the probabilistically most effective strategy for everyone's learning, based on the previously collected information. Aim of this work is to offer a brief and complete synthesis of the students' needs in education, therefore looking at the techniques that those instruments use in order to answer to individual needs of the user. Our main interest will be on the techniques, on their efficacy and their integration in traditional educational context. Finally, we will treat the potential and possible developments for this type of technology.

Il minore come vittima diretta della violenza assistita

Studente: Martina Tarricone
Titolo tesiIl minore come vittima diretta della violenza assistita
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Nicola Giacopini
Data discussione tesi: 20 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente elaborato si occupa del danno psichico che il trauma della violenza assistita provoca nel soggetto in età evolutiva. Lo scopo del lavoro è di sensibilizzare le persone nei confronti di tale tema, in quanto i bambini che assistono a violenza perpetrata all’interno delle mura domestiche spesso non vengono considerati come vittime dirette del reato, bensì come semplici spettatori. I bambini dovrebbero infatti essere ritenuti vittime tanto quanto lo sono le loro madri.  Verrà analizzata la letteratura odierna relativa alle relazioni tra madre, padre e bambino, sia dal punto di vista funzionale che disfunzionale, per poi soffermarsi sulla violenza domestica, con focus sulla violenza assistita. Si analizzerà poi la configurazione del danno psichico che il trauma della violenza assistita provoca nel minore, per poi operare un’analisi criminologica del minore vittima, e testimone, con riferimento specifico alla normativa vigente. Verrà infine presentato un progetto di ricerca atto alla valutazione di tale danno e al nesso causale tra il danno stesso e le relazioni vissute dal bambino all’interno del nucleo familiare.  L’auspicio, oltre a quello di sensibilizzare rispetto al tema trattato, è che il progetto di ricerca proposto possa essere ritenuto positivo e utile ai fini di promuovere un cambiamento della normativa vigente, con relativi percorsi d’aiuto per i minori. 

The present paper dealing with the psychic damage caused in evolutionary age subjetc by the trauma of assisted violence. The purposes of this paper is to raise awareness people about this topic, because children who attend violence whitin the home aren’t considered direct victims of the crime, but just audience. Children should be considered victims as much as their mothers.  The paper analyzes today’s literature about relationships between mother, father and child from the functional and dysfunctional point of view, whit particular attention on domestic violence and focusing on the assisted violence. The paper analyzes, then, the configuration of the psychic damage caused to the younger by the assisted violence, to make a criminological analysis of the younger as a victim, with particolar reference to the law in force. The paper presents, at its end, a research project to assess the psychic damage and the link between the relationships experienced by the child within the family and the psychic damage itself.  The whish of this paper is to raise awareness people and, on the other hand, to suggest a positive and usefull research project to change the law in force offering new help path for younger.