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Il disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività e il Programma di Arricchimento Strumentale (PAS)

Studente: Chiara Grazio
Titolo tesi: Il disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività e il Programma di Arricchimento Strumentale (PAS)
Docente relatore: Prof. Ernesto Gianoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Lieta Dal Mas
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 04/10/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Questo lavoro di tesi nasce dalla volontà di riflettere su una possibile applicazione del Programma di Arricchimento Strumentale (PAS) elaborato da Reuven Feuerstein ai disturbi dello sviluppo che hanno un diretto coinvolgimento col contesto scolastico. L’interesse per questo Programma è motivato anche dalla ampia spendibilità dello strumento, non solo in un contesto terapeutico che coinvolge il terapeuta e il bambino/ragazzo ma, anche, in un contesto scolastico, che può essere rappresentato dalla classe. In questo secondo caso, in effetti, c’è la possibilità di promuovere lo sviluppo delle funzioni cognitive non solo in chi presenta delle carenze ma, anche, un rinforzo in soggetti che non presentano deficit. Data la vastità dei disturbi, l’attenzione è stata focalizzata sul disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività per l’aumento del numero di diagnosi che avvengono in età scolare e per la difficoltà che, spesso, si riscontra nel differenziare un comportamento impulsivo o disattento normale da uno disfunzionale. L’elaborato analizza le caratteristiche del disturbo, a partire dai criteri diagnostici, approfondendo le dimensioni psicopatologiche coinvolte, la valutazione diagnostica e le possibili tipologie di trattamento, riservando una sezione agli aspetti cognitivi ed emotivo-relazionali connessi con questa patologia. A conclusione del lavoro di ricerca compilativa è stato presentato il Programma di Arricchimento Strumentale e la riflessione sul ruolo che può avere all’interno di un programma di trattamento.

This thesis work stems from the desire to to reflect about a possible application of the Instrumental Enrichment program developed by Reuven Feuerstein to the developmental disorders that have a direct involvement in the school context. The interest in this program is also motivated by the wide marketability of the instrument, that could be used not only in a therapeutic context that involves the therapist and the child/teenager, but also in a school environment that can be represented by the class, with the possibility, in this second case, to promote development of cognitive functions not only in those who presents weaknesses, but also a reinforcement in subjects that do not show deficits. Given the hugeness of the disorders, attention has been focused on Attention Deficit/Hyperactivity Disorder (ADHD), that has an increase of the number of diagnoses that occur at school age and the difficulty that often it is found in differentiating an impulsive or inattentive normal behavior from one dysfunctional. The work analyzes the characteristics of the disorder, from diagnostic criteria, deepening the psychopathological dimensions involved, the diagnostic evaluation and possible types of treatment, and reserving a section to the cognitive and emotional-relational aspects associated with this disease. At the conclusion of the present work, it was presented the Instrumental Enrichment program and a reflection on the role it can play in a treatment program.

Il deficit di attenzione e iperattività: un’esperienza di tirocinio e di training integrato con bambini, genitori e scuola

Studente: Isabella Calzavara
Titolo tesi: Il deficit di attenzione e iperattività: un’esperienza di tirocinio e di training integrato con bambini, genitori e scuola
Docente relatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Angela Schinella
Presidente commissione di tesi: Prof. Umberto Fontana
Data discussione tesi: 04/10/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente elaborato nasce da una riflessione maturata in seguito ad un’esperienza di tirocinio effettuata presso un centro in cui sono trattati principalmente i diversi disturbi che possono caratterizzare l’età evolutiva; l’oggetto di analisi del presente lavoro è in particolare il deficit di attenzione e iperattività.
L’ADHD viene affrontata in prima istanza sotto la difficile prospettiva dell’inquadramento diagnostico, prendendo in considerazione anche le problematiche derivate dall'eventuale presenza di comorbilità con altri disturbi psicologici che ne aggravano il quadro sintomatologico e la prognosi.
Il deficit è, poi, affrontato dal punto di vista degli attuali differenti trattamenti a cui è possibile ricorrere: da quelli maggiormente utilizzati, indicati come efficaci e di prima scelta a quelli meno frequenti, ma che possono comunque portare beneficio al bambino. Si analizzeranno le varie modalità di intervento giungendo alla conclusione che per ottenere massimi risultati occorre progettare un trattamento che sia costituito da più livelli, coinvolgendo pertanto le differenti figure che popolano il mondo del bambino (genitori, insegnanti, pediatra, psicologi ed educatori…). Inoltre è opportuno che l’intervento sia pianificato considerando accuratamente le specifiche caratteristiche di quel bambino con quel tipo di disagio, in quel particolare periodo e contesto di vita al fine di renderlo più adatto alle sue esigenze.
Infine, nell'ultima parte dell’elaborato, saranno presentati alcuni dei casi osservati durante il periodo di tirocinio: si vedranno come gli aspetti ereditari ed ambientali vadano ad influire sui sintomi principali dell’ADHD, cioè disattenzione, iperattività e impulsività, generando spesso situazioni difficili da gestire sul piano psicologico, emotivo e relazionale. Saranno quindi presi in esame gli elementi che maggiormente caratterizzano alcune manifestazioni dell’ADHD, prestando particolare attenzione ai fattori che rendono differenti e unici i casi presi in esame.

The present study is the result of a consideration occurred after a training experience performed at a center in which a group of psychologists deals with childhood disorders; the object of this work is in particular the Attention deficit and Hyperactivity disorder.
In the first instance, there will be faced the difficulties that occur with the diagnostic process of ADHD, taking into account the problems resulting from the possible presence of comorbidity with other psychological disorders that aggravate the set of symptoms and the prognosis of ADHD.
The deficit is then analyzed from the point of view of the different possible treatments that can be used: from the most used ones, indicated as effective and suggested as first choice to those less frequent but which can still bring benefits to the child. The present work will analyze the various types of intervention concluding that in order to obtain maximum results is necessary to project a treatment that consists of several levels and therefore involves different figures that populate the child’s world (parents, teachers, pediatrician, psychologists and educators…). It is also appropriate that the treatment is planned carefully considering the specific characteristics of that child with that kind of discomfort at that particular time and context of life in order to make it more suitable to his needs.
Finally in the last part of the elaborate there will be presented some of the cases observed during the training period: it will be clear how hereditary and environmental aspects affect the core symptoms of ADHD, such as inattention, hyperactivity and impulsivity, often creating difficult situations from a psychological, emotional and relational perspective. There will be then examined the elements that characterize some manifestations of ADHD, paying particular attention to the factors that make the cases examined different and unique.

Psicosomatica e Training Autogeno. Interventi di Psicologia Clinica in Psicosomatica. Analisi di alcuni casi trattati con il TA.

Studente: Lorena Bravin
Titolo tesi: Psicosomatica e Training Autogeno. Interventi di Psicologia Clinica in Psicosomatica. Analisi di alcuni casi trattati con il TA.
Docente relatore: Prof. Baruzzo Roberto
Docente controrelatore: Prof.ssa Bounous Marcella
Presidente commissione di tesi: Prof. Albarea Roberto
Data discussione tesi: 04/10/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il seguente elaborato tratta il legame mente-corpo, analizzando la totalità della persona nella sua dimensione biologica e mentale.
Viene approfondita l'area della Psicosomatica, in particolare vengono trattate quattro tra le patologie più frequenti: la dermatite, il colon irritabile, l'ipertensione essenziale, la cefalea. Segue un excursus sulle possibili modalità di intervento di questi disturbi, focalizzando l'attenzione sul Training Autogeno.
In conclusione, viene presentata una sperimentazione  in cui viene applicata la tecnica del TA su quattro soggetti affetti da disturbi psicosomatici.

The following dissertation is about the relationship between mind and body, analyzing the entirity of the person in his biological and mental dimension.
It is examined the area of Psychosomatic, in particular are debated four of the most frequent pathologies: dermatitis, irritable colon, essential hypertension, headache. It is followed by an excursus of the possible intervention ways on these disorders, focusing attention on Autogenic Training.
In conclusion, it is presented an experimentation in which it is applied the AT tecnique on four subjects afflicted with psychosomatic disorders.

Sulla nevrosi ossessiva: dove nulla va distrutto e nulla va perduto

Studente: Federica Genua
Titolo tesi: Sulla nevrosi ossessiva: dove nulla va distrutto e nulla va perduto
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof. Luca Crivellari
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 04/10/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente lavoro di tesi riguarda la Nevrosi Ossessiva, patologia mentale costituita da ossessioni e compulsioni. Rispetto alla Nevrosi Ossessiva si sono approfonditi alcuni aspetti attraverso una prospettiva psicoanalitica: meccanismi psichici difensivi, modalità di pensiero, modalità di linguaggio, affettività e dinamiche relazionali.
L’elaborato consta di tre capitoli all’interno dei quali si presenta la differenza che intercorre fra Nevrosi Ossessiva e Disturbo Ossessivo Compulsivo, si legge tale fenomeno dal punto di vista di Sigmund Freud e si approfondiscono altre tematiche emerse da interviste svolte ad alcuni psicoterapeuti.
Dal punto di vista metodologico, si tratta di un lavoro di tipo compilativo, al quale si aggiunge una sezione esperienziale di confronto con psicoterapeuti sulle dinamiche transferali e controtransferali con pazienti ossessivi.
Le ipotesi alla base dello scritto sono riassumibili in tre concetti: il modello psicoanalitico, che è la prospettiva che più avrebbe contribuito ad arricchire le conoscenze sul tema della Nevrosi Ossessiva; il termine stesso di «Nevrosi Ossessiva», che racchiuderebbe in sé più significati rispetto al DOC e, infine, l’analisi delle interviste sul controtransfert di psicoterapeuti nei confronti di pazienti ossessivi, che favorirebbe la trasmissione di sapere sull’oggetto di studio.

This thesis deals with Obsessional Neurosis, a mental illness characterized by obsessions and compulsions. Some aspects concerning Obsessional Neurosis are studied in deep through a psychoanalytic approach: defence mechanisms, modalities of thought, language, affectivity and relational dynamics.
The paper is divided into three chapters in which is presented the difference between Obsessional Neurosis and Obsessive Compulsive Disorder, there is an exploration of this phenomenon from the perspective of Sigmund Freud and there are also some themes that emerged from interviews with some psychotherapists (audio-recorded).
From a methodological point of view, it is a compile-work which is added an experiential section relating comparison with psychotherapists about transference and countertransference’s dynamics with obsessive patients.
The thesis is based on three hypothesis: Psychoanalysis is a rich knowledge perspective concerning Obsessional Neurosis, the expression «Obsessional Neurosis» is richer than DOC and finally the analysis of countertransference’s interviews to psychotherapists with obsessive patients can offer the transmission of knowledge about Obsessional Neurosis.

La depressione puerperale: risultati di una ricerca condotta presso l’Az. U.L.S.S. 12 Veneziana

StudenteGianluca Doni
Titolo tesi: La depressione puerperale: risultati di una ricerca condotta presso l’Az. U.L.S.S. 12 Veneziana
Docente relatore: Prof. Pier Luigi Righetti
Docente controrelatore: Prof.ssa Lieta Dal Mas
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 04/10/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente lavoro di tesi riguarda la Depressione Puerperale, disturbo depressivo di grado variabile in connessione temporale con l’evento parto che si può manifestare da 0 a 12 mesi.
L’elaborato consta di tre capitoli all’interno dei quali si definisce tale patologia del puerperio, si analizzano i fattori di rischio e di protezione della sindrome, dunque si prendono in considerazione alcuni contributi provenienti dalla ricerca internazionale sul tema oggetto di studio e infine si presenta l’esperienza di ricerca presso l’Az. U.L.S.S. 12 Veneziana alla quale si è partecipato.
Dal punto di vista metodologico, si tratta di un lavoro di tipo compilativo al quale si aggiunge una sezione sperimentale riguardante uno screening compiuto mediante EPDS nel territorio veneziano, a 2-3 giorni dopo il parto e a 2-3 mesi dopo il parto.
Le ipotesi alla base della tesi sono connesse alle ipotesi della ricerca e si possono riassumere in tre concetti: prima di tutto ci si attendeva di ottenere una percentuale significativa di scale compilate con un punteggio oltre il cut-off di 8/9 punti sia al tempo 0 sia al tempo 1. Inoltre, ci si aspettava di registrare un maggior numero di EPDS significativi (oltre il cut-off) al tempo 0 piuttosto che al tempo 1, a causa del maternity blues. Infine, si riteneva di poter rilevare un punteggio medio più elevato all’EPDS nel caso di parto cesareo e di primiparità.
Riguardo i risultati ottenuti, si sono registrate percentuali significative (35,8% e 27,8%), dal punto di vista clinico, di EPDS compilati con un punteggio al di là del cut-off di 8/9 punti sia al tempo 0 sia al tempo 1. Inoltre, dall’analisi dei dati svolta mediante SPSS, si può ipotizzare che l’aumento del punteggio medio all’EPDS al tempo 0, rispetto al tempo 1, possa legarsi alla condizione di maternity blues. In aggiunta, parrebbe che il parto cesareo possa associarsi, più di quello naturale, alla rilevazione di punteggi elevati alla scala in 2a-3a giornata dopo il parto (tempo 0). Ancora al tempo 0, la condizione di primiparità sembrerebbe non predisporre a punteggi più elevati all’EPDS che quella di multiparità.

This essay discusses Puerperal Depression, varying degrees depressive illness that could express symptoms in the period from 0 to 12 months after childbirth.
The work is divided into three chapters: first a definition of this puerperal disorder (analyzing risk factors and protective factors of the syndrome), then some international research studies and, finally, a presentation of the specific research at Az. U.L.S.S. 12 Veneziana.
Concerning the method, this is a report related with an experimental section focused on a EPDS screening in Veneto region 2-3 days after childbirth and 2-3 months after childbirth as well.
The thesis is based on four hypothesis, strictly linked with the research ones: first of all it was expected to get a significant percentage of self-report scales completed with a score 8-9 points over the cut-off, at 0 and 1 time. Furthermore, it was expected to record most of significant EPDS (over the cut-off) at 0 more than 1 time, because of so-called «maternity blues». At the end, it was expected to record the main EPDS score in caesarian and primiparous cases rather than in natural and multiparous childbirth.
If we sum up this work, a clinically significant percentage (35,8% and 27,8%) of EPDS, with a score 8-9 points over the cut-off, is recorded at 0 and 1 time as well. Furthermore, screening analysis by SPSS showed that the average of EPDS score at time 0 rather than 1 could be related with «maternity blues». Finally, cesarean cases seem to be associated with an average of high EPDS scores 2-3 days after childbirth (time 0) more than natural childbirth ones. On the other hand, at time 0 primiparous seem not to be associated with EPDS scores higher than multiparous.

Il ruolo dello psicologo nella prevenzione del lutto patologico nelle cure palliative

Studente: Federico Menis
Titolo tesi: Il ruolo dello psicologo nella prevenzione del lutto patologico nelle cure palliative
Docente relatore: Prof. Giovanni Poles
Docente controrelatore: Prof. Edmondo Lanciarotta
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 03/10/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L'obiettivo dell'elaborato è l'indagine del ruolo che lo psicologo puo' assumere all'interno delle cure palliative. Figura professionale che interagisce con un 'equipe multidisciplinare. Viene introdotto il concetto di lutto assieme al lutto anticipatorio, per arrivare a descrivere le condizioni che implicano il normale compimento del processo dell'elaborazione del lutto al fine di descrivere gli aspetti clinici del lutto complicato. Viene esaminata la realtà dinamica della famiglia, con riferimento alla figura del caregiver e l'esperienza del gruppo"Geode" dove è stato analizzato il ruolo del terapeuta. Nell'eventualità di un lutto patologico vengono prese in considerazione alcune forme di psicoterapia.

The aim of the work is the investigation of the role that the psychologist can take within the reality of palliative care. This professional figure interacts with a multidisciplinary team. The concept of mourning is introduced together with a anticipatory grief to describe the conditions that involve the normal completion of the grieving process. It examines the dynamic reality of the family, with reference, to the figure of the caregiver and also the experience of the group "Geode" with a focus on the role of the therapist. Finally it examines some forms of psycoterapy in case of the occurrence of a pathological mourning.

La Video Intervention Therapy (VIT) applicata a un caso di ADHD. Intervento di supporto psicoeducativo rivolto ai genitori

Studente: Giulia De Gobbi
Titolo tesi: La Video Intervention Therapy (VIT) applicata a un caso di ADHDIntervento di supporto psicoeducativo rivolto ai genitori
Docente relatore: Prof. Marcello Longo
Docente controrelatore: Prof. Fabio Benatti
Presidente commissione di tesi: Prof. Umberto Fontana
Data discussione tesi: 03/10/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

La tesi è uno studio di caso che analizza una situazione di gioco tra mamma e figlio con disturbo da Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD) attraverso la tecnica della Video Intervention Therapy (VIT).
La tesi valuta i possibili benefici di un intervento di tipo psicoeducativo effettuato con la VIT e rivolto ai genitori di bambini con ADHD. Quello che si intende mostrare è l’utilità di questo tipo di interventi nel sostegno ai genitori dei bambini con ADHD, perché il lavoro con il terapeuta espande la consapevolezza dei genitori, aumenta le loro potenzialità e li motiva al cambiamento degli aspetti che risultano disfunzionali nel processo educativo. Questo è reso possibile dal fatto che la VIT si concentra proprio sugli aspetti relazionali degli ambiti di applicazione.
La tesi è suddivisa in quattro capitoli. I primi due descrivono l’ambito clinico nel quale trova applicazione la VIT: l’ADHD, la sua definizione e diagnosi, eziologia e trattamenti. Il terzo presenta la VIT come terapia di supporto alle terapie attualmente in uso nel trattamento della ADHD: definizione di VIT, fasi del trattamento, ambiti di applicazione. Il quarto è il caso studio preso in esame: un bambino di nove anni che presenta ADHD gioca con la mamma in un contesto a lui familiare.
La tesi formula delle ipotesi conclusive di possibili altre applicazioni della VIT al fine di migliorare i rapporti relazionali dei bambini con ADHD anche in altri ambiti, come ad esempio quello scolastico. Questa ipotesi è molto importante, perché è riconosciuto che l’ambito scolastico è uno di quelli nei quali i bambini con ADHD possono riscontrare maggiori difficoltà.

The thesis research is a case study about the use of the Video Intervention Therapy (VIT) in supporting parents of children with Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD).
The purpose of this study is to investigate possible positive aids to the parents of children with ADHD. The project was designed to test if therapists could help parents to grow their awareness and to develop their potentialities through the VIT. Furthermore if therapists could motivate parents to change those aspects of the education that are dysfunctional. The assumption of the research is that these results are possible because the VIT is meant to help to better understand relations between people in a context and to improve their quality.
The thesis is divided in four chapters. The first two chapters deal with one possible VIT clinical enviroment: the ADHD, its definition and diagnosis, etiology and therapies. In the third chapter is claimed that the VIT can be reliable in supporting other ADHD therapies: VIT definition, the different steps of the treatement and therapy areas of application. The case study is described and analysed in the fourth chapter: a nine year old child with ADHD plays whit his mother in a domestic context.
On the basis of the positive results of this case study, it can be concluded and suggested to take into further consideration the application of the VIT also in other contexts to improve children with ADHD social relations. In particular it is suggested to introduce the VIT in school context, where children with ADHD have more difficulties and problems.

L’interazione madre-bambino durante l’alimentazione: applicazione della tecnica v.i.t. come modello di osservazione e intervento per la prevenzione dei disturbi alimentari

Studente: Elisa Artuso
Titolo tesi: L’interazione madre-bambino durante l’alimentazione: applicazione della tecnica v.i.t. come modello di osservazione e intervento per la prevenzione dei disturbi alimentari
Docente relatore: Prof. Marcello Longo
Docente controrelatore: Prof. Davide Marchioro
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data discussione tesi: 03/10/2016

Sin dalla nascita il bambino conosce il mondo attraverso la bocca e allo stesso tempo comunica affettivamente ed emotivamente con gli altri attraverso essa e le sensazioni di fame, sazietà, gusto o disgusto. Mangiare, rappresenta una vera e propria esperienza relazionale ed affettiva, dove madre e bambino sperimentano un’intimità a livello sia fisico che psichico.
Durante l’alimentazione, il bambino è dipendente dalla madre, da quella figura di accudimento che si prende cura di lui. Lo stesso cibo può essere somministrato con valenza positiva o negativa, ovvero nei migliori dei casi, può essere accompagnato, da baci, sorrisi, carezze, dialoghi e contatti corporei pertinenti al bambino e alla situazione. Tutti comportamenti positivi, che accompagnano e creano un’atmosfera di alimentazione ottimale per l’infante. E’ proprio la presenza di queste modalità, positive o negative, che conducono il bambino a vivere il cibo e le esperienze legate ad esso come gradevoli o sgradevoli, le quali andranno a impregnarsi nella memoria di quest’ultimo e costituiranno dei ricordi e dei modelli operativi interni, con cui poi affronterà situazioni analoghe nella vita futura.
Quindi, grazie alla tecnica V.I.T., con l’utilizzo della videoregistrazione, si consente alla madre di osservare e riflettere sulle proprie modalità relazionali nei confronti del bambino, per poterle poi analizzare e prendere coscienza delle proprie risorse e potenzialità. Si attuano poi, se necessario, dei cambiamenti, relativamente a quei comportamenti negativi e disfunzionali ad un sano percorso di crescita e sviluppo del bambino.

Since the birth, the children knows the world through the mouth and at the same time communicates affectively and emotionally with others through it as well as the feelings of hunger, satiety, taste or distaste. Eating, is a real relational and affective experience, where mother and child experience a physical and psychic intimacy.
During feeding the child is dependent on the mother, the caregiver who takes care of him. The same food can be given with a positive or negative value, or in the best cases, it may be accompanied by kisses, smiles, cuddles, dialogues and contacts appropriate to the child and situation. All these positive behaviors accompany and create an atmosphere of excellent nutrition for the infant.
It’s just the presence of these modes, positive or negative, leading the child to experience the food and the related experiences to be pleasant or unpleasant. These experiences will be impressed in the child's memory and will form memories and internal working models, by which then he will face similar situations in the future life. So, thanks to the VIT technique, with the use of video recording, the mother has a chance to observe and reflect on her relationships with the child and analyze and become aware of her resources and potential, and changes, if necessary, to those negative and dysfunctional behaviors for a positive child development.

 

 

L’inquadramento diagnostico del disagio umano da Pinel al DSM 5: Diverse connotazioni dei Disturbi di Personalità

Studente: Giusy Carciati
Titolo tesi: L’inquadramento diagnostico del disagio umano da Pinel al DSM 5: Diverse connotazioni dei Disturbi di Personalità
Docente relatore: Prof. Umberto Fontana
Docente controrelatore: Prof. Renato Lalli
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 30/07/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente lavoro di tesi ripercorre le tappe fondamentali dell’evoluzione del concetto di disturbo e malattia mentale, intese come condizione di sofferenza dell’essere umano in molteplici aspetti.
Il lavoro è diviso in due sezioni: la prima parte offre una panoramica della storia psichiatrica da Pinel fino al XX secolo, secondo una prospettiva storico epistemologica.
La seconda parte approfondisce la diagnosi categoriale proposta dal Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) che rappresenta una sorta di dizionario enciclopedico delle forme di carenza di salute psicologica e sociale, in quanto elenca i disturbi fino ad oggi conosciuti, insieme ad una descrizione accurata di come si manifestano, di quali sono i sintomi che li accompagnano e di quali sono i criteri indispensabili per arrivare ad una diagnosi.
In questo lavoro di tesi ho scelto inoltre di approfondire la categoria dei disturbi di personalità perchè, secondo il mio parere, è quella che più rappresenta gli aspetti innovativi della quinta edizione del DSM: oltre alla valutazione categoriale, viene offerta anche una lettura di tipo dimensionale del disturbo di personalità, che restituisce dignità alla sofferenza dell’individuo.
L’umana complessità ed eterogeneità sono tali da non permettere di inquadrare la mente e il comportamento umano in numeri, sezioni e categorie.

This thesis traces the milestones of the evolution of the concept of disorder and mental illness, intended as a condition of human suffering in many aspects.
This work is divided into two sections: the first part provides an overview of the psychiatric history from Pinel to the twentieth century, according to a historical and epistemological perspective.
The second part explores the categorical diagnosis given by the Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, which is a kind of encyclopedia of the forms of psychological and social health deficiency, since it lists the disorders known up to now, together with an accurate description of how they manifest, which are the symptoms that accompany them and what are the essential criteria to arrive to a diagnosis.
In this thesis I have also chosen to deepen the category of Personality disorders: the way they are now described in the last edition of DSM is, in my opinion, the best representation of the innovative aspects of DSM 5: in addition to the categorical evaluation, it also offeres a dimensional evaluation of Personality Disorders, that restores dignity to the individual's suffering.

Suggestionabilità e tratti di personalità in età evolutiva: uno studio correlazionale attraverso il bonn test of statement suggestibility e il big five questionnaire for children

Studente: Federica Ruggero
Titolo tesi: Suggestionabilità e tratti di personalità in età evolutiva: uno studio correlazionale attraverso il bonn test of statement suggestibility e il big five questionnaire for children
Docente relatore: Prof. Fabio Benatti
Docente controrelatore: Prof. Andrea Bobbio
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 29/07/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Lo scopo della seguente tesi di ricerca sperimentale è stato la ricerca dell’esistenza di correlazioni significative tra la suggestionabilità e i tratti di personalità secondo il modello dei Big Five factors nei bambini in età scolare. La ricerca è stata svolta in due Scuole Primarie del Veneto su un campione composto da 64 partecipanti di età 8, 9 e 10 anni, mediante l’applicazione della versione italiana del Bonn Test of Statement Suggestibility (BTSS), test finalizzato alla misurazione della suggestionabilità dei bambini, le Coloured Progressive Matrices (CPM) per l’esame delle abilità cognitive generali ed, infine, il Big Five Questionnaire for Children (BFQ-C), questionario volto alla valutazione della misura dei Big Five nell’età dello sviluppo. Nel complesso i risultati della seguente ricerca sperimentale risultano essere in linea con la letteratura scientifica internazionale sul tema della suggestionabilità nei bambini.  Il seguente studio correlazionale può essere considerato un buon presupposto di partenza per la ricerca futura circa l’esistenza di legami significativi tra la suggestionabilità e i tratti di personalità, preferibilmente svolta su campioni più ampi e significativi da un punto di vista statistico.
Suggestionabilità, tratti di personalità, BTSS, BFQ-C, età evolutiva.

The goal of the following experimental research thesis was to research the existence of significant correlations between the suggestibility and personality traits according to the model of the Big Five factors in children of school age. The research was primary conducted in two schools in Veneto on a sample of 64 participants 8, 9 and 10 years old, through the application of the Italian version of the Bonn Test of Statement Suggestibility (BTSS), test aimed at measuring suggestibility in children, the Coloured Progressive Matrices (CPM) for the consideration of general cognitive abilities, finilly the Big Five Questionnaire for Children (BFQ-C), questionnaire designed to assess the extent of the Big Five in the age of development.
Overall, results for the following experimental research are in line with the international scientific literature on the subject of suggestibility in children. The following correlational study can be considered a good starting basis for future research about the existence of significant links between suggestibility and personality traits, rather performed on larger and more significant samples from a statistical point of view.
Suggestibility, personality traits, BTSS, BFQ-C,childhood.