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Il perdono nella relazione di coppia: una proposta di percorso sul tema

Studente: Alessandra Bordin
Titolo tesi: Il perdono nella relazione di coppia: una proposta di percorso sul tema.
Docente relatore: Prof. Fabiana Filippi
Docente controrelatore: Prof. Vida Zabot
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 25/07/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Questa ricerca è focalizzata sul tema del perdono nella relazione di coppia, ritenuto di grande importanza come fattore protettivo per la stabilità e la qualità della relazione stessa, in particolare rispetto ala possibilità di separazione e divorzio. Dopo un’iniziale analisi della letteratura psicologica dell’ultimo secolo in merito ai concetti ritenuti importanti per la relazione di coppia, come attaccamento, intimità, adattamento e altri, l’attenzione si sposta sul costrutto di perdono. Si passano in rassegna il punto di vista cristiano e quello della psicologia, su cui ci si sofferma per osservarne le caratteristiche individuate e i modelli sviluppati, oltre alle applicazioni in campo clinico, soprattutto nella clinica familiare e di coppia. In seguito vengono presentati vari percorsi offerti alle coppie in procinto di sposarsi o di costruire una vita insieme al di là del matrimonio, proposti da realtà religiose e laiche del territorio italiano e da altre provenienti dagli Stati Uniti d’America. Infine viene strutturato un progetto, la proposta di un itinerario sul tema del perdono che possa essere realizzato e offerto a quelle coppie orientate al matrimonio.

The research I conducted wants to investigate the concept of forgiveness within couple relationship, as it is considered a very important factor for the stability and the quality of  relationships, especially with reference to the possibility of separation and divorce. After an initial analysis of the last century psychology literature, in particular after the analysis of some factors, such as attachment, intimacy, adjustment and others, which are considered very relevant for the couple relationship, I decided to mainly focus myself on forgiveness. I tried to examine both Christian and psychological point of view in order to highlight the most important characteristics and models. Consequently, I observed and studied them together with their clinical applications, especially as for couple and family cases. Furthermore, several kinds of courses (some offered by religious or laic local institutions and others coming from the USA) are presented: not only these courses are thought for couples whose aim is to get married but also for those who, despite marriage, want to learn how to live together. Finally, a project about forgiveness is developed and described: a short itinerary on the concept of forgiveness that can be conceived and offered to couples which are already oriented towards marriage.

L'influenza del nome proprio sullo sviluppo dell'identità

Studente: Angela Marangon
Titolo tesi: L'influenza del nome proprio sullo sviluppo dell'identità
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 23/07/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

In questo scritto si pone l’interrogativo di se e quanto possa essere importante ed influente il nome proprio nella vita di una persona e come esso possa essere un elemento essenziale della propria identità.
Si cerca di comprendere il legame che intercorre tra il concetto di identità e il nome proprio offrendo una spiegazione teorica secondo diversi approcci.
Inoltre, si vuole analizzare quali siano le dinamiche psicologiche che si celano dietro il nome stesso e che potrebbero incidere sulla percezione di se stessi e della propria identità, grazie al contributo di alcuni autori e alla contestualizzazione tramite una ricerca sperimentale. Quest’ultima, quindi, permette di indagare e di verificare l’influenza che può avere il nome proprio sul soggetto e l’importanza che egli vi attribuisce.
La ricerca ha coinvolto 150 soggetti italiani, prevalentemente del nord Italia, tra i 18 e i 45 anni di età. I risultati emersi dall’analisi e dalla discussione dei dati offrono interessanti indicazioni circa la complessità e la rilevanza del nome proprio e riguardo alla necessità di lavorare e approfondire maggiormente la percezione che il soggetto ha rispetto al proprio nome.
Inoltre, emerge che il nome comunica importanti informazioni relative al soggetto, per cui esso diviene un elemento rilevante soprattutto in ambito psicologico e psicoterapeutico.

In this work it raises the question of whether and how the proper name can be important and influential in a person's life and how it can be an essential element of own identity.
It is tries to understand the link between the concept of identity and the given name providing a theoretical explanation according to different approaches.
Besides, it wants to analyze what are the psychological dynamics that lie behind the name, and that could affect the perception of themselves and of own identity, thanks to the contribution of some authors and the contextualization through experimental research. The latter, therefore, can inquire and verify the influence that can have the proper name on the subject and the importance he attaches to it.
The research involved 150 Italian subjects, mainly in northern Italy, between 18 and 45 years old. The results of the analysis and discussion of the data provide an interesting indication about the complexity and importance of proper name and about the need to work and deepen the perception that the subject has with respect to own name.
Moreover, it appears that the name communicates important information about the subject, so that it becomes an important feature especially in psychology and psychotherapy.

L’abuso in età evolutiva: analisi dei pattern somatici e psichici post-traumatici

Studente: Sara Janni
Titolo tesi: L’abuso in età evolutiva: analisi dei pattern somatici e psichici post-traumatici
Docente relatore: Prof. Roberto Boccalon
Docente controrelatore: Prof. Fabio Benatti
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 20/07/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Non esiste una definizione universalmente accettata di abuso sessuale sui minori, tuttavia lo si può definire come il coinvolgimento di bambini ed adolescenti - soggetti immaturi e dipendenti - in attività sessuali che essi non comprendono ancora completamente e alle quali non sono in grado di acconsentire con totale consapevolezza.
E’ difficile stabilire quale può essere l’impatto traumatico in seguito ad un abuso sessuale; ciò a causa della molteplicità dei fattori che entrano in gioco. Proprio per questo aspetto vengono indagati le possibili terapie da mettere in atto e se sia opportuno unire diversi saperi e diverse discipline come la Medicina Cinese per la presa in carico.

There is not a shared definition of child sexual abuse, however it can be defined as the involvement of children and teen agers – immature and dependent subjects - in sexual activities they do not yet fully understand and to which they are unable to agree with adequate awareness.
It’s hard to evaluate the traumatic impact following a sexual abuse this because of the multiplicity of factors that come into play .
Particularly on this aspect we investigated the possible therapies to be actuated and if it will be appropriated combining different knowledge and disciplines such as Chinese medicine to care.

La Terapia di Coppia Focalizzata sulle Emozioni (EFT-C)

Studente: Susanna Carlovich
Titolo tesi: La Terapia di Coppia Focalizzata sulle Emozioni (EFT-C)
Docente relatore: Prof. Ernesto Gianoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Giuseppina Sangiuliano
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 19/07/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’approccio denominato EFT-C (Emotional Focused Therapy for Couples), sviluppato da Greenberg e Johnson, è un modello di psicoterapia della coppia che coniuga gli elementi sistemici con gli aspetti metodologici tipici della fenomenologia e dell’approccio centrato sulla persona.
Secondo gli studi e le ricerche effettuate sul campo, la EFT si sta configurando negli ultimi anni come l’approccio alle problematiche della coppia tra i più efficaci in termini di risultati e stabilità nel tempo. Una particolarità di tale approccio, è la sua base teorica fondata sulla teoria dell’attaccamento, che permette al terapeuta di ridefinire gli schemi disfunzionali e di orientare gli obiettivi alla luce dei bisogni profondi che caratterizzano la nostra natura mammifera. Diventa possibile, in questo modo, avere una cornice solida per concettualizzare una “nuova scienza dell’amore”. Il presente lavoro vuole dare una panoramica generale dell’approccio EFT, partendo dai suoi sviluppi storici e illustrando la sua metodologia, sia in termini di tecniche impiegate, sia nelle fasi del processo terapeutico, integrando la ricerca con le innovative scoperte della teoria polivagale di Stephen Porges. La tesi si conclude con la descrizione di un’applicazione della EFT in campo educativo e preventivo, presentando il programma specifico “Hold Me Tight (Stringimi forte)”, un training per la coppia ideato e strutturato dalla Sue Johnson e basato sui fondamenti teorici e metodologici della EFT.

The approach called EFT-C (Emotional Focused Therapy for Couples), developed by Greenberg and Johnson, is a model that combines the systemic elements with the methodological aspects of phenomenology and person-centered approach.
According to the studies and researches done on the field, the EFT is setting up in recent years as the approach to the problems of the couple among the most effective in terms of results and stability over time. A special feature of this approach is its theoretical basis based on attachment theory, which allows the therapist to redefine the dysfunctional patterns and to guide the objectives in the light of the deep needs that characterize our mammalian nature. It becomes possible, in this way, to have a solid framework for conceptualizing a "new science of love". This work aims at giving a general overview of EFT approach, starting from its historical developments and explaining its methodology both in terms of techniques employed and phases of therapeutic process, integrating research and original discoveries resulting from Polyvagal Theory by Stephen Porges. This paper concludes with a description of an EFT application in educational and preventive area, presenting the "Hold Me Tight Program", a training addressed to couple, conceived and organized by Sue Johnson, based on theoretical and methodological reference concepts of EFT.

Il sottosistema fratelli. Invidia, gelosia… ma anche risorsa

Studente: Sara Zanchin
Titolo tesi: Il sottosistema fratelli. Invidia, gelosia… ma anche risorsa
Docente relatore: Prof.ssa Filippi Fabiana
Docente controrelatore: Prof. Giacopini Nicola
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 18/07/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente lavoro si propone di trattare il tema del sottosistema fratelli, in particolare le dinamiche psicologiche determinate da sentimenti di invidia e gelosia tra i membri della fratria e il lavoro in terapia sistemico-relazionale che si può intraprendere con essi.
In un primo momento si approfondirà, grazie alle teorie di Melanie Klein, come si instaurano nel neonato l’invidia primaria e la gelosia, attraverso la relazione con la madre. Si prenderanno in considerazione i due sentimenti, spiegandone le caratteristiche e le manifestazioni tipiche.
In un secondo momento si analizzerà il legame fraterno. Si descriveranno le diverse caratteristiche che lo determinano, ad esempio, l’accesso, l’intimità, la dipendenza. Verranno approfondite le dinamiche che si instaurano quando un nuovo bambino entra a far parte della famiglia e saranno esposte le caratteristiche di personalità determinate dalla posizione di nascita all’interno della fratria (Toman).
Nel terzo capitolo si analizzerà come invidia e gelosia si manifestano e agiscono all’interno della fratria nelle diverse fasi del ciclo vitale. In seguito si passerà dal piano interpsichico a quello intrapsichico, approfondendo le teorie di Kaes e Lacan riguardo al complesso fraterno, in particolare il complesso di intrusione. Si analizzerà quindi il ruolo svolto dai genitori nel determinare e alimentare l’invidia e la gelosia tra i fratelli del sottosistema.
Il quarto capitolo sarà dedicato a particolari sottosistemi di fratelli. Si studierà come, all’interno di fratrie non convenzionali, si manifesta (o viene duramente repressa) l’invidia e la gelosia per il fratello. Le fratrie prese in esame sono i fratelli adottivi, i fratelli gemelli, i figli unici, i fratelli nelle famiglie ricomposte, le fratrie con fratello disabile o malato, fratrie che hanno vissuto il lutto di un fratello.
In ultimo si tratterà il lavoro terapeutico di approccio sistemico-relazionale che si può adottare con il sottosistema fratelli. Grazie al contributo dell’esperienza clinica di Rodolfo De Bernart e della dott.Filippi, si presenteranno delle considerazioni cliniche rispetto alla valenza del lavoro con i fratelli, mettendo in luce che costruendo la “mente dei fratelli” si gettano le basi per una risorsa importantissima a cui può accedere ogni membro della fratria.

This paper deals with the sibling subsystem. In particular, it concerns the psychological dynamics that are induced by envy's and jealousy's feelings between members of a phratry and the systemic-relational therapy that can be undertaken with them.
The first chapter aims to explain, thanks to Melanie Klein's arguments, how primary envy and jealousy settle in the infant throughout his relationship with his mother. These two feelings will be taken into consideration explaining their main features and their typical displays.
In second place the fraternal bond and the different features that define this specific relation will be defined. For example, the intimacy, the access, the dependence. This chapter scrutinizes the dynamics that are established when a new born enters the family, and presents which personality's features are determined by the birthplace in the phratry (Toman).
The  third chapter analizes how envy and jealousy arise and operate in the phratry throughout the life cycle. Hereafter we will move from the interpsychic level to the intrapsychic one, studying Kaes' and Lacan's theories about the fraternal complex, especially the intrusion one. This section concerns the parental role in determining and fostering envy and jealousy between brothers in the subsystem.
The fourth chapter is dedicated to specific brothers' subsystems. It analizes how envy and jealousy among brothers arise or are restrained in unconventional phratries. The evaluated phratries are: adopted brothers, twins, lone children, brothers in families that have been put back together, phratries with sick or disabled members or that have been subjected to bereavement.
In the end we will take into consideration the systemic-relational therapy that can be applied to the brothership. Thanks to RodolfoDe Bernard and dott. Filippi’s clinical experience. Some clinical considerations about the therapy with brothers will be made pointing out the fact that shaping the sibling mind you can provide an inner resource from which any member of the phratry could benefit.

Suicidio: dalla descrizione del fenomeno alle strategie preventive

Studente: Trefusio Alberto
Titolo tesi: Suicidio: dalla descrizione del fenomeno alle strategie preventive
Docente relatore: Lieta Dal Mas
Docente controrelatore: Carlo Andrea Robotti
Presidente Commissione di tesi: Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 21/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente elaborato analizza il vasto tema del suicidio e di tutte le dimensioni che lo caratterizzano. L’obiettivo di tale tesi è, infatti, quello di fornire al lettore un quadro concettuale in grado di garantire una profonda comprensione del fenomeno e della sofferenza che caratterizza un soggetto che decide di porre fine alla propria vita, dedicando inoltre particolare attenzione ad alcune strategie psicologiche in grado di contrastare tale vissuto e di incrementare la qualità di vita dell’individuo.
Analizzando e definendo in un primo momento il fenomeno secondo prospettive storiche, identitarie e statistiche, vengono poi valutati il ruolo che l’ambiente e la società svolgono nel condurre un soggetto a compiere un gesto così tragico e il particolare vissuto psicologico che contraddistingue il suicida.
Successivamente, sono state considerate le diverse fasi del ciclo di vita e gli aspetti caratteristici di ognuna, che possono condurre a situazioni di sofferenza e dolore psicologico.
A partire da queste considerazioni è stato possibile giungere all’esposizione delle principali cause psicologiche del suicidio, alle quali va associato il particolare ruolo della psicopatologia. Con queste premesse, si è poi voluto fornire al lettore delle indicazioni circa gli aspetti a cui porre attenzione nel riconoscimento del rischio suicidario.
L’aspetto finale che si è voluto trattare è il tema delle strategie psicologiche utilizzabili con il fine di migliorare la qualità di vita del soggetto e, di conseguenza, di diminuire il rischio di suicidio. Esponendo alcune strategie psicologiche ci si prefigge lo scopo di potenziare l’equilibrio psico-fisico del soggetto attraverso l’azione su alcune dimensioni principali che compongono la persona. Verranno trattati, infatti, il tema della fiducia in se stessi, dell’autostima e dell’intelligenza emotiva.
Con questo elaborato, quindi, si è voluto dimostrare la profondità e la complessità del fenomeno del suicidio, sottolineando e trasmettendo nel contempo l’importanza di saper cogliere i segnali d’allarme e delle modalità di intervento psicologico.

DSA e DDAI in adolescenza: osservazione di indici psicopatologici con l'utilizzo del test SAFA

Studentessa: Elisa De Cavaggioni
Titolo della tesi: DSA e DDAI in adolescenza: Osservazione di indici psicopatologici con l'utilizzo del test SAFA
Docente relatore: prof. Carlo Andrea Robotti
Docente controrelatore: prof.ssa Mavi Lodoli
Presidente di Commissione: Davide Marchioro
Data di discussione della tesi: 21/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Gli aspetti psicologici ed emotivo-relazionali dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento e dei Disturbi da Deficit dell’Attenzione e Iperattività vengono spesso poco considerati, poiché ritenuti di secondaria importanza. Questa considerazione è erronea in quanto è costantemente presente un'influenza reciproca tra le componenti emotivo-relazionali e le componenti cognitive di un soggetto.
Il seguente elaborato ha come oggetto di studio adolescenti con DSA e DDAI ed i loro vissuti emotivi e psicologici, spesso negativi, che derivano da frequenti frustrazioni e fallimenti nel contesto scolastico e relazionale. Nella ricerca sperimentale viene indagata la presenza di eventuali psicopatologie in soggetti con DSA con l’utilizzo del test SAFA; il gruppo sperimentale viene confrontato con un gruppo di controllo, di pari età e con il medesimo grado di scolarizzazione. Dai risultati emerge l’importanza che un intervento tempestivo e attento ha nel proteggere i soggetti con DSA dallo sviluppo di eventuali psicopatologie; lo stesso non emerge per i soggetti che mostrano una co-presenza di DSA e DDAI, in quanto quest’ultimo disturbo sembra essere così invadente e fortemente penalizzante sul piano emotivo e relazionale, che rende particolarmente difficile far assolvere all’ambiente circostante la funzione di “protettore”.

The psychological and emotional-relational aspects of Specific Learning Disorders (SLD) and Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD) are often poorly considered, as considered of secondary importance. This view is erroneous in that it is constantly present a mutual influence between the emotional and relational components and cognitive components of a subject.
The following has worked as an object of study adolescents with SLD and ADHD and their emotional and psychological experiences, often negative, that result from frequent frustrations and failures in the school context and relational. In this experimental research the presence of a possible psychopathology is investigated in individuals with SLD using the SAFA tests; the experimental group is compared with a control group, of the same age and with the same degree of schooling. The results show the importance of timely and accurate intervention to protect people with SLD from the development of any psychopathology; the same evidence doesn’t emerge in the adolescents with a co-presence of SLD and ADHD, probably because the latter disorder seems to be so pervasive and negative influence on the emotional and relational level, which makes it particularly difficult to fulfill the function of the surrounding environment "protector".

L'interrogatorio nel reperimento di informazioni in situazioni critiche. Indagine analitica sperimentale sulla figura dell'interrogatore.

Studentessa: Sebelia Stella
Titolo tesi: L'interrogatorio nel reperimento di informazioni in situazioni critiche. Indagine analitica sperimentale sulla figura dell'interrogatore.
Docente relatore: prof. Marco Monzani
Controrelatore: prof. Mario Magrini
Presidente di tesi: prof. Fabio Benatti
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell’educazione
Data: 19/03/2016

Dopo i fatti accaduti negli Stati Uniti l'11 settembre 2001, il reperimento delle informazioni in situazioni critiche non è solo doveroso, ma altresì necessario e vitale.
Gli atti di terrorismo per il loro impatto dirompente sul contesto e sull'ambiente in cui si verificano richiedono un tempestivo intervento da parte di tutti quegli organi che si occupano di sicurezza nazionale ed internazionale. Tale intervento non è solo finalizzato al momento conseguente l'accaduto, ma fa parte di un processo più ampio denominato ciclo di intelligence. Il ciclo di intelligence permette di reperire informazioni di importanza strategica per la sicurezza nazionale e internazionale di ogni stato. È attraverso un lavoro puntuale, preciso e condiviso che le informazioni vengono reperite e utilizzate per la salvaguardia dei civili.
Uno degli strumenti utilizzati per reperire informazioni in situazioni critiche è l'interrogatorio. L'interrogatorio in tale contesto non può né deve essere inteso come l'interrogatorio che viene effettuato in altri ambiti (es. quello di giustizia penale e/o civile), sia per la natura della fonte sia per il contesto giuridico e burocratico in cui viene effettuato. Per poter procedere con l'interrogatorio l'interrogatore deve provvedere ad una valutazione giuridica contestuale del paese in cui la fonte risiede. La legittimità della detenzione nonché dei metodi usati per interrogare sono determinati dalle leggi del paese in cui l'interrogato si trova. Figura chiave in questo processo è l'interrogatore con le sue caratteristiche e proprietà.
Attraverso un'attenta ricerca bibliografica sul concetto di terrorismo sia in ambito storico che psicologico, si arriverà ad approfondire il concetto di interrogatorio come strumento per reperire informazioni e le eventuali tecniche coercitive e non che possono essere impiegate nell'utilizzo dello stesso. L'indagine vuole altresì dare una visione analitica della figura dell'interrogatore e delle sue caratteristiche peculiari.

Lo psichismo mafioso e la ri-pensabilità del “pensare mafioso”

Studentessa: Balliana Martina
Titolo tesi: Lo psichismo mafioso e la ri-pensabilità del “pensare mafioso”
Docente relatore: prof. Marco Monzani
Controrelatore: prof.ssa Tiziana Magro
Presidente di tesi: prof. Mario Magrini
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 19/03/2016

La criminalità organizzata di stampo mafioso è riconosciuta come la “piaga” del nostro Paese, una realtà che, senza tempo, ha saputo insediarsi a 360° nella realtà socio- economica e politica italiana, generando conseguenze devastanti.
Questo lavoro ha lo scopo di intraprendere un percorso conoscitivo della realtà mafiosa, con particolare riferimento alla mafia siciliana, riconosciuta in Cosa Nostra.
Nello specifico è approfondita la condizione esistenziale di quell’organo che è alla base dell’organizzazione, e che ne permette l’esistenza, ovvero, la “famiglia”.
La famiglia come aggregazione del “patto di sangue”, e non necessariamente del “legame di sangue”, è ritenuta il bacillo del “pensare mafioso”, in quanto, permeata da una cultura fondamentalista e dicotomica, presenta uno spazio saturo che, oltre a non permettere l’individualità del soggetto che ne fa parte, determina una patologia della relazione individuo-famiglia-società. In questa condizione esistenziale è possibile rintracciare quello che viene definito “psichismo mafioso”.
Oggi i risultati ottenuti dagli organi di polizia del pool antimafia, dalla legge 13 febbraio 2001 n. 45 e, più in generale, dallo Stato, ci permettono di affermare che il “pensare mafioso” è ri-pensabile, lo testimonia il fenomeno del collaborazionismo che, negli ultimi anni, ha permesso di valicare quel muro di omertà e di silenzio che ha sempre contraddistinto le organizzazioni mafiose del nostro Paese.
In riferimento alla relazione di collaborazione Stato-mafia, in questo lavoro, è volontà fare emergere la condizione psicologica e i conseguenti disagi che, inevitabilmente, ricadono su coloro che ricoprono la posizione del collaboratore e del testimone di giustizia.
In particolare si sottopone all’attenzione del lettore la sofferenza psicologica di colui che si ritrova ad essere, contemporaneamente, vittima e testimone di un fatto reato, ovvero, la “vittima-testimone”.

Organized crime mafia is recognized as the "plague" of our country, a reality that, timeless, has been able to settle at 360 ° in the socio-economic and political italian reality, generating devastating consequences.
This work has the purpose of undertaking a cognitive path of reality mafia, with particular reference to the sicilian mafia, recognized in Cosa Nostra.
In particular is deepened the existential condition of that organ that is at the base of the organization, and that allows the existence, the “family".
The family as an aggregation of "blood pact”, and not necessarily the "blood relationship”, is considered the bacillus of "thinking mafia”, as, permeated by a fundamentalist dichotomous culture, presents a saturated space that, in addition to not allow the individuality of the subject that is part of, determines a a disease of the individual - family - society relationship. In this existential condition it's possible track down what is called "mafia psyche."
Today the results obtained by the police authorities of the anti-mafia pool, by law 13 February 2001 n. 45 and, more generally, by the State, allow us to say that "thinking mafia" is re-thinkable, witness the collaboration phenomenon that, in the last few years, it allowed to cross the wall of silence that has always characterized the criminal organizations in our country.
In reference to the report of the State-Mafia partnership, in this work, it will bring out the psychological condition and the consequent hardships that, inevitably, fall on those who fill the position of the employee and witness to justice.
In particular it brings to the attention of the reader the psychological suffering of the one who is found to be, at the same time, victim and witness to an offense, that is, the "victim- witness".

L'abuso sessuale sui minori: i falsi positivi tra suggestione e suggestionabilità. Una ricerca sperimentale mediante il Bonn Test of Statement Suggestibility.

Studentessa: Guzzon Daniela
Titolo tesi: L'abuso sessuale sui minori: i falsi positivi tra suggestione e suggestionabilità. Una ricerca sperimentale mediante il Bonn Test of Statement Suggestibility.
Docente relatore: prof. Marco Monzani
Docente correlatore: prof. Fabio Benatti
Controrelatore: prof.ssa Tiziana Magro
Presidente di tesi: prof. Mario Magrini
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 19/03/2016

Il fenomeno dei falsi positivi in tema di abuso sessuale su minori rappresenta, la situazione in cui a fronte di una denuncia per abuso, tale abuso non si è nella realtà dei fatti verificato. L’importanza di questo fenomeno è rappresentata dal fatto che, per quanto non esita un reato, i danni che ne derivano sono tre: due di tipo personale e uno dal punto di vista sociale e della percezione della criminalità.
A questo proposito, risulta evidente la centralità del ruolo della psicologia della testimonianza nel cercare di stabilire quanti più criteri esatti per un valutazione ed interpretazione della deposizione, che come noto in letteratura è suscettibile a suggestioni. Laddove con suggestionabilità s’intende la tendenza di un soggetto a rispondere in un dato modo alla suggestione. L’obiettivo della ricerca - svolta tramite la raccolta dati in bambini di età prescolare e scuola elementare, mediante il Bonn Test of Statement Suggestibility - è quello di misurare in quale forma questo target d’età risponde agli stimoli suggestivi e come, e se, la suggestionabilità cambia in base alle caratteristiche biologiche e cognitive del minore. I principali risultati della ricerca concordano con la letteratura evidenziando che suggestionabilità e l’età sono correlate negativamente, che essa non dipende dal genere del soggetto, e che nella rievocazione immediata si riscontra un basso livello di suggestionabilità. Tale riscontro permetterà di formare esperti, e mettere in pratica metodologie d’intervista adattate ai minori al fine di arginare il rischio che il loro ricordo venga distorto, cercando di evitare così una parte di falsi positivi.

A false allegation of child sexual abuse is an accusation that a person committed one or more acts of child sexual abuse when in reality there was no perpetration of abuse.
The importance of this phenomenon is represented by the fact that, although it doesn’t constitute a crime, it generates three kind consequences: two with personal implications and one with social impact in terms of criminalities’ perception.
Considering that, psychology plays a very important role in defining reliable criteria to assess and interpret a deposition. Depositions that following the literature may be influenced by suggestibility. Where suggestibility means that a person is inclined to be influenced by the suggestions of others.
The aim of the research is to assess how children in scholar and pre-scholar age answer to suggestive stimuli and how their answers change depending on their biological and cognitive traits. The data collection has been carried out through the implementation of the Bonn Test of Statement Suggestibility. The main results of the research are in line with literature. Indeed what comes to light through the data analysis is that suggestibility and age show a negative correlation as well as suggestibility and gender. Another important element is represented by the temporal variable. Indeed the immediate memory fosters a low level of suggestibility.
These evidences will allow to train professionals with the right abilities to manage the psychological assessment, implementing interview’s methodologies adapt to the children features, in order to avoid part of the false allegations.