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La violenza assistita tra falsi miti e malintese realtà. Quale approccio per la ricerca e il sostegno?

Studentessa: Miriana Gardenal
Titolo tesi: La violenza assistita tra falsi miti e malintese realtà. Quale approccio per la ricerca e il sostegno?
Docente relatore: Marco Monzani
Docente controrelatore: Mario Magrini
Presidente Commissione di tesi: Tiziana Magro
Data discussione tesi: 19/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un crescente interesse per il fenomeno della "violenza assistita", con successive analisi dell'argomento. In Italia, un approccio presente a livello nazionale è quello del CISMAI, il quale tratta la violenza assistita in modo molto divulgativo e ideologico, senza utilizzare un approccio più ponderato e scientifico, come invece, risulta essere quello della SINPIA.
In questo elaborato verranno confrontate le due trattazioni molto diverse tra loro; applicando l'approccio migliore all'analisi della violenza assistita, tramite la più recente letteratura scientifica, si vogliono creare delle linee guida a tale fenomeno, contribuendo ad evitare la divulgazione di false credenze e soprattutto a fornire spunti validi alla ricerca e al sostegno delle vittime per degli interventi efficaci.

During the last years we are seeing a growing interest in the "witnessed violence", with following analysis of the topic. In Italy, a widespread approach at the national level is the approach used by an association called "CISMAI", that results an informative and ideological approach about the "witnessed violence", without using a more thoughtful and scientific approach, in contrast that used by the association called "SINPIA".
In current study, we will compare this two different arguments; we apply the most useful approach to the analysis of "witnessed violence", with the most recent scientific literature; we want to create guidelines to this phenomenon that helping to avoid false beliefs and to provide valuable insights for the research and support for victims finding effective treatments.

I disturbi multisistemici dello sviluppo. L’importanza del riconoscimento precoce.

Stedentessa: Zordan Roberta
Titolo tesi: I Disturbi Multisistemici dello sviluppo. L’importanza del riconoscimento precoce.
Docente relatore: Anfuso Iris
Docente contro relatore: Marcon Sonia
Presidente commissione: Fressini Lara
Data discussione tesi: 18/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Questo lavoro analizza una nuova categoria di Disturbi dell'età evolutiva, i Disturbi Multisistemici dello Sviluppo, inseriti nella Classificazione Diagnostica CD:0-3R.  I Disturbi Multisistemici dello Sviluppo (DMSS) presentano delle difficoltà legate all'ambito della relazione e della comunicazione, ma rientrano nei Disturbi della Regolazione in quanto nascono in primis da difficoltà legate alla processazione sensoriale e alla pianificazione motoria. Questi Disturbi inoltre si differenziano dai Disturbi dello Spettro autistico per la loro transitorietà. L'osservazione del bambino attraverso strumenti come la Scala Bayley, permette di cogliere le difficoltà del bambino e di attivare un intervento precoce. Questo consente la ripresa di una traiettoria evolutiva più vicina ad uno sviluppo regolare. Nell'ultima parte del lavoro si va ad analizzare un caso di un bambino che presenta delle difficoltà molto simili ai Disturbi Multisistemici dello Sviluppo. Lo strumento utilizzato, le Tavole di Kuno Beller,  è di tipo qualitativo, quindi non consente di rapportare lo sviluppo del bambino ad una media, ma mette comunque in evidenza le aree che necessitano di essere rinforzate e sostenute. Nell'esposizione del caso si può cogliere come, attraverso un intervento precoce, sia stato possibile riportare alcune aree in un quadro evolutivo più armonico.

This work focuses on a new category of Childhood Disorders, the Multysistem Developmental Disorder, included in DC:0-3R. The Multysistem Developmental Disorder (DMSS) presents difficulties related to the field of reationship and communication, but falls within the Adjustment Disorder as arises in principle by difficulties relating to sensory processing and motor planning. The DMSS also, differs from Autism Spectrum Disorder for their transience. The child's observation through instruments, such as the Bayley Scales, allows us to understand the child's difficulties and enable early intervention . This allow us to take a closer evolutionary trajectory to regular development. In the latter part of the work I analyze a case of a child who has very similar difficulties to multisystem developmental disorders . The instrument used, Kuno Beller Development Tables, is qualitative, so it does not allow to relate the child's development at an average , but still highlights the areas that need to be reinforced and supported. In the exposition of the case we could grasp how, through early intervention, it was possible to restore some areas in a more harmonious evolutionary framework.

La creatività al lavoro

Studentessa: Scarpa Elisabetta
Titoli tesi: La creatività al lavoro
Docente relatore: Vida Zabot
Docente controrelatore: Lara Fressini
Presidente di tesi: Umberto Fontana
Data discussione tesi: 15/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

La creatività, intesa come la potenzialità della nostra mente di risolvere in modo nuovo e originale le sfide attraverso l'utilizzo e la ristrutturazione di elementi già conosciuti, è fondamentale per l'adattamento alla vita, soprattutto in un mondo mutevole e in veloce trasformazione come quello in cui viviamo. La creatività è ampiamente espressa nell'infanzia, ma poi viene gradualmente soffocata con l'avanzare dell'età, nonostante essa continui a essere indispensabile per affrontare e gestire in modo efficace le sfide quotidiane. In particolar modo essa viene sottovalutata in ambito lavorativo, nonostante quest'ultimo occupi un posto centrale nella vita della maggior parte delle persone. L'adozione di un approccio creativo potrebbe aiutare gli individui a risolvere le problematiche di tutti i giorni, comprese quelle lavorative, attraverso una rilettura creativa della situazione che porta a leggere le sfide come opportunità. Un approccio creativo sarebbe utile anche alle imprese per essere competitive e flessibili, per poter sopravvivere nell'attuale mondo degli affari che muta in modo costante.

Creativity, understood as the potentiality of our mind to solve challenges in a new and original way by use and reorganization of known elements, is essential to life adaptation, especially in a changing and variable world as the one in which we live.
Creativity is widely expressed in childhood, but then it is gradually suppressed with passing years, although it continues to be essential to face and manage daily challenges in a efficient way. Cretivity is especially underestimated in professional ambit, although working occupies a central place in most people's life. The adoption of a creative approach could help individuals solve every day problems, including the ones concerning work, through a creative revise of the situation that contributes to see opportunities in the challenges. A creative approach would also be useful to companies to be competitive and flexible and to be able to survive in a costantly changing business world.

La coppia di fronte al cancro

Studente: Davide Povolo
Titolo tesi: La coppia di fronte al cancro.
Docente relatore: Vida Zabot
Docente controrelatore: Lara Fressini
Presidente Commissione: Umberto Fontana
Data di laurea: 15/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Questo lavoro si concentra sulla coppia nel suo confronto con la malattia neoplastica nel tentativo di seguire il filo rosso della relazione coniugale all’interno del complesso mondo del tumore. Il cancro costituisce un accadimento traumatico nella vita del singolo, della coppia e di tutto il sistema familiare, che obbliga ogni membro del sistema-famiglia a ripensare e a ristrutturare il proprio ruolo, i propri progetti, i propri obiettivi e le proprie priorità, in un confronto continuo con gli altri membri del nucleo familiare. La crisi generata dal cancro può essere considerata come minaccia o come sfida, può essere affrontata o causare malessere e disfunzionamento. L’esito positivo o negativo di tale processo di ristrutturazione e di sviluppo dipende da molteplici fattori sia interni che esterni alla coppia.
In questo lavoro vengono dunque messi in evidenza l’impatto del cancro sulla coppia attraverso l’analisi di tutte le fasi della malattia; vengono analizzati i fattori interni ed esterni alla coppia che possono costituire elementi prognostici della riuscita o del fallimento dell’evoluzione della relazione di coppia e del suo adattamento alla malattia. L’ultimo capitolo viene dedicato alle diverse tipologie di supporto psicologico che possono venire in aiuto alla coppia di fronte al cancro al fine di sostenere e valorizzare gli elementi prognostici positivi analizzati nei capitoli centrali della tesi.

This thesis is an attempt to follow, in the complex world of cancer, the reactions of couples affected by neoplastic maladies within their marriage. Cancer is a traumatic event in the life of a person, a couple and a family system. It obliges each member to re-think and adapt their roles, plans, objectives and priorities in a continuous engagement with the rest of the family members.  The crisis generated by cancer can be considered a menace or a challenge, it can be faced directly, provoke ill-being or create dysfunction. The positive or negative result of this re-evaluation and mental development process depends on a number of factors, which can be both internal and external to the couple.
This thesis highlights the impact of cancer on a couple by examining all phases of the illness. It analyzes the couple's internal and external factors, which can be considered prognostic elements of a positive or negative result in the relationship and of its ability to adapt to the effects of the disease. The last chapter is dedicated to different psychological typologies of support that can be helpful for couples facing cancer and useful in enhancing the positive prognostic factors  analyzed in the middle chapters of the thesis.

La salvaguardia dell’integrità emotiva dei figli nel conflitto di coppia

Studente: Luise Manuel
Titolo tesiLa salvaguardia dell’integrità emotiva dei figli nel conflitto di coppia
Docente relatore: Fabiana Filippi
Docente controrelatore: Nicola Giacopini
Presidente di tesi: Fabio Benatti
Data discussione tesi: 14/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Dice Carmine Saccu: «Quando i bambini vengono al mondo, Dio mette loro in mano un mazzo completo di carte da gioco. Purtroppo talvolta capita che questi sfortunati bambini nascano e vengano allevati in famiglie nelle quali si utilizzano solamente quattro carte.»
Con il mio elaborato ho cercato di affrontare alcuni argomenti - emozioni, violenza, conflitto, falso sé, attaccamento, valutazione delle capacità genitoriali, intersoggettività, sindrome da alienazione genitoriale - strettamente correlati con il conflitto di coppia, cercando di focalizzare il vissuto dei bambini e di dar voce al loro punto di vista.
Per compiere questo percorso, sono partito dall’esperienza concreta di alcune perizie d’ufficio (CTU) cui ho partecipato nel corso del tirocinio accademico. Da alcuni dei casi che ho seguito, ho tratto alcuni brani delle relative perizie, utili per l’esemplificazione delle dinamiche più interessanti e significative.
Questo lavoro mi ha interrogato profondamente. Qual è l’apporto che lo psicologo può offrire in situazioni così disagiate? In primo luogo l’umiltà. L’umiltà di porsi di fronte alle situazioni con la consapevolezza di non avere tutte le soluzioni in tasca e che talvolta la soluzione migliore è tale solo perché è la 'meno peggiore'. In secondo luogo la conoscenza. Conoscere i modelli, le tecniche, le dinamiche e i loro sviluppi, è un passo decisivo in direzione di una professionalità competente e positiva che si occupi di rimettere in mano, ai bambini coinvolti in conflitti familiari, qualche carta in più da poter utilizzare nel complesso gioco della loro vita.

Carmine Saccu says: «When children are born, God places in their hands a complete deck of playing cards. Unfortunately it sometimes happens that these unfortunate children are born and reared in families where they use only four cards.»
With my work I have tried to face some issues - emotions, violence, conflict, false self, attachment, assessment of parenting skills, inter-subjectivity, parental alienation syndrome - closely correlated with marital conflict, trying to focus the experience of children and to give voice to their point of view.
To achieve this result, I started from the concrete experience of some court-appointed evaluations, in which I participated during my academic training. From some of the cases I followed, I took some pieces of related evaluation, useful for the exemplification of the most interesting and significant dynamics.
This work has questioned me deeply: what is the contribution that the psychologist can offer in situations that are so uncomfortable? First of all, humility. The humility of facing the situation with the awareness of not having all the answers and that sometimes the best solution is the 'lesser evil' one. Secondly, knowledge. Knowing the models, the techniques, the dynamics and developments is a decisive step in the direction of competent and positive professionality that handle to put in hand of the children involved in family conflicts, a few extra cards that they can use in the complex game of their lives.

Le relazioni amorose: aspetti psicologici della costruzione del legame e il fenomeno del poliamore.

Studentessa: Serafini Chiara
Titolo tesi: Le relazioni amorose: aspetti psicologici della costruzione del legame e il fenomeno del poliamore.
Docente relatore: Dal Mas Lieta
Docente controrelatore: Gianoli Ernesto
Presidente di tesi: Giacopini Nicola
Data discussione tesi: 14/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

A partire dagli anni Settanta le relazioni amorose hanno subito numerosi cambiamenti. Infatti, è sempre più presente, tra i partner un modo privatistico e soggettivizzato di concepire e vivere la coppia (Donati, 2012) alimentato dalla società attuale che promuove sempre più l’individualizzazione e l’individualismo psicologico. È all’interno di questo contesto che s’inserisce il fenomeno del poliamore ovvero una modalità relazionale caratterizzata dalla possibilità d’intrattenere più relazioni amorose contemporaneamente con il consenso di tutti i partner coinvolti.
Nella presente trattazione dapprima sono stati descritti l’approccio della psicologia all’amore e alle relazioni amorose e il percorso che conduce gli individui alla formazione di tali relazioni e, in seguito sono stati presentati i fattori che concorrono a determinare una buona qualità relazionale focalizzandosi, soprattutto, sulla coppia di oggi e facendo riferimento ai dati emersi dal XII Rapporto sulla famiglia in Italia (2011) condotto dal Centro Internazionale Studi sulla Famiglia (CISF).
Alla luce di tutto ciò, nel presente lavoro, è stato descritto il poliamore considerandolo come prodotto della società attuale. Infine, sono state ipotizzate le future prospettive di ricerca su questo fenomeno.

Since the Seventies loving relationships have undergone many changes. Indeed it is more and more present between partners a private and subjectivized way of conceiving and living the couple (Donati, 2012) fueled by today's society that promotes increasing individualization and psychological individualism. The phenomenon of polyamory  fits into this context; polyamory is a type of relationship in which individuals involved maintain multiple loving relationships with other individuals simultaneously with the consent of all partners.
In this paper it has first been described the approach of psychology to love and loving relationships and the path that leads individuals to the formation of these relationships; subsequently they have been presented the factors that go into determining a good loving relationship’s quality focusing, especially, on the couple of present-day referring also to the data emerging from the XII Report on the family in Italy (2011) conducted by the International Centre for Family Studies (in italian, Centro Internazionale Studi sulla Famiglia, CISF).
In light of this, in this paper, polyamory has been described like a product of the current society. Finally, they have been outlined the future prospects of research on the polyamory’s phenomenon.

Progettazione e intervento in clinica delle dipendenze. Analisi di un caso

Studente: Cavani Andrea 
Titolo tesi: Progettazione e intervento in clinica delle dipendenze. Analisi di un caso
Docente relatore: Lieta Dal Mas
Docente correlatore: Mario Dondi
Docente controrelatore: Ernesto Gianoli
Presidente di tesi: Nicola Giacopini
Data discussione tesi: 14/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente studio prende in considerazione il trattamento delle dipendenze patologiche nel contesto di comunità terapeutica, focalizzando l’analisi sul necessario adattamento degli strumenti alle emergenti forme psicopatologiche correlate all’uso di sostanze.
Evidenzia, quindi, la necessità di una flessibilizzazione e di un adattamento della comunità terapeutica per costituire un setting contenitivo ma, allo stesso tempo, flessibile, per gli utenti che afferiscono al servizio.
Nello specifico, è preso in considerazione e analizzato un caso clinico particolarmente complesso ed emblematico, percorrendone l’anamnesi familiare e personale, l’iter tossicomanico, sino a giungere all’inquadramento psicodiagnostico, compresa l’analisi di tutte le valutazioni testistiche nel tempo effettuate.
Dalla ricostruzione dei pregressi trattamenti messi in atto, si giunge poi all’attuale intervento terapeutico e psicoeducativo, ponendo in evidenza le modalità concrete attraverso le quali questo viene realizzato.
Un’attenzione specifica è posta sugli aspetti supervisivi e sul monitoraggio del rapporto fra paziente e terapeuta nel contesto di comunità, nel tentativo di utilizzare all’interno della relazione gli elementi transferali e controtransferali, favorendo il processo terapeutico.
Tradizionalmente le comunità terapeutiche fondano il loro intervento psicoeducativo ispirandosi alla psicologia di Carl Rogers e al comportamentismo.
Per attivare un cambiamento nella persona che possa durare nel tempo, è necessario accedere al profondo della psiche.
Il sintomo consente di impostare e svolgere un lavoro indubbiamente importante, ma parziale.
L’uso di un approccio più profondo può essere quindi di grande aiuto in un setting allargato e più propriamente educativo, quale quello comunitario, non tanto ovviamente in senso psicoterapeutico, ma piuttosto metodologico, quale strumento di conoscenza e lettura del sintomo e quindi interpretazione dello stesso, come espressione del profondo della psiche di quel soggetto.
L’utilizzo, quindi, di alcuni concetti chiave della psicoanalisi e delle terapie psicodinamiche può davvero permettere una diversa capacità di lettura delle problematiche del paziente e, conseguentemente, la messa in atto di interventi centrati sulla persona e realmente attivatori di cambiamento.

Il perturbante e il ritorno del rimosso: Sguardo sull'arte contemporanea

Studentessa: Gaeta Gabriella
Titolo tesi: Il perturbante e il ritorno del rimosso: Sguardo sull'arte contemporanea
Docente relatore: prof. Roberto Boccalon
Controrelatore: prof. Mario Magrini
Presidente di tesi: prof. Umberto Fontana
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 12/03/2016

L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. Paul Klee 1920
Esiste una simmetria tra pratiche artistiche e pratiche psicoterapeutiche, entrambe sono pratiche simboliche che permettono di accostarsi al reale senza esserne travolti.
Il lavoro del terapeuta, similmente a quello dell’artista, permette di guardare la ferita, di convivere con la mancanza, di coabitare con il sintomo.
Senza illusione di guarigioni definitive, senza pretesa di certezze e di identità stabili, ma riconoscendo il sintomo come portatore della domanda ontologica di senso: chi siamo?
L’arte, come la lente psicoanalitica sollecita le memorie, crea relazioni tra storie, permette di ricostruire e di crearne di nuove.
Con l’espressione artistica il trauma individuale diviene trauma collettivo e, analogamente, il trauma collettivo diviene personale, recuperando la paura, la sofferenza, la solitudine della dimensione intima, per divenire corale.
L’arte deve confortare il disturbato e disturbare il comodo. Banksy 2013

Art does not reproduce the visible; rather, it makes visible. Paul Klee 1920
There is a symmetrical relationship between art and psychotherpist experiences. Both of them are symbolic activities, which allow you to approach the reality without being overwhelmed.
A theraphists work, like an artists, allow you to look at the wound, coexist with the loss, and live with the symptom.
Without illusions definitive healing, without demanding certainties or durable identities, but recongnising the symptom as the ontological questions herald: Who are we?
Art, like psychoanalytic lens, recalls memories, it creates stories’ relationships, allowing it to re-build and re-create new ones.
With artistic expression individual trauma becomes collective trauma, and, similarly, collective trauma becomes individual, recovering fear, pain, personal deep loneliness , to become shared.
Art should comfort the disturbed and disturb the comfortable. Banksy 2013

Psiconcologia: percorsi psicologici con pazienti oncologici

Studentessa: Manfrè Stefania
Titolo tesi: Psiconcologia: percorsi psicologici con pazienti oncologici
Docente relatore: Catia Martorello
Docente controrelatore: Salvatore Capodieci
Presidente di tesi: Umberto Fontana
Data discussione tesi: 12/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente lavoro di tesi ha voluto dimostrare la stretta relazione che intercorre tra la malattia del cancro e la Psicologia. L’obiettivo è, infatti, quello di presentare come esso non sia solamente un fenomeno del corpo ma come, invece, sia influenzato dalla psiche del soggetto e dalle sue esperienze.
A partire dalla presentazione della particolare branca che si occupa degli aspetti psicosociali del cancro, la Psiconcologia, è stato poi possibile delineare le considerazioni riguardanti l’impatto che i fattori sociali e psicologici hanno sull’insorgenza della malattia e sul suo decorso. L’esposizione ad alcuni fattori ambientali e a determinate esperienze psicologiche, come lo stress e la deprivazione di cure, comporta infatti un aumento delle possibilità di sviluppare un cancro a causa di dinamiche che hanno origine a livello cerebrale ed epigenetico.
Successivamente, è stato dimostrato come la Psicologia svolga un ruolo importante anche nelle fasi successive alla diagnosi. Ricevere un responso che accerti la presenza di un cancro, infatti, innesca un particolare vissuto psicologico caratterizzato da profonde paure, insicurezze, difese, forti emozioni, perdita di senso e difficoltà. È così, infatti, che a risentirne non è solamente il corpo ma, allo stesso modo, anche la psiche.
Anch’essa, inoltre, necessita di ritrovare un nuovo equilibrio e maggior adattamento. A tal proposito, sono state trattate le strategie di Coping utilizzate dai pazienti oncologici e le conseguenze psicologiche che possono derivare dal loro utilizzo in modo disadattivo.
A seguito di quanto esposto, è stato possibile delineare un percorso di natura psicologica in grado di incrementare alcune dimensioni proprie del soggetto, come autoefficacia, Coping funzionale, resilienza e ricerca di senso, in vista di un miglioramento della qualità di vita del soggetto.
Con questa tesi, quindi, si intende trasmettere una visione della malattia del cancro che concepisca l’essere umano come costituito da corpo e mente, e che oltrepassi la visione di paziente come colui che manifesta sintomi o di cancro come sola malattia dell’organismo.

Il difficile rapporto emotivo con il dolore nei malati terminali: utilizzo della musicoterapia e delle cure palliative in hospice

Studentessa: Antonello Marisa
Titolo di tesi: Il difficile rapporto emotivo con il dolore nei malati terminali: utilizzo della musicoterapia e delle cure palliative in hospice
Docente relatore: Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Mario Magrini
Presidente Commissione di tesi: Umberto Fontana
Data discussione tesi: 12/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Emozioni’, ‘sofferenza’ e ‘musica’ sono tre parole che non sembrano fatte per convivere facilmente, a meno che ci si imbatta in un brano col quale un compositore depresso tenti terapeuticamente di sfogare il suo malessere interiore, sembrano anzi un coacervo di termini giustapposti senza apparente armonia.Questo teorema è invece smentito, anzi ribaltato, quando si rivolga l’attenzione alla parabola discendente della vita, in particolare all’ultimo periodo di permanenza in questo mondo, quando l’età e le condizioni di salute sono foriere di un degrado psico-fisico che infligge alla persona sofferenze importanti e prolungate, regressione e perdita dell’autosufficienza, solitudine o quantomeno difficoltà a mantenere vividi i propri rapporti affettivi. In questo periodo difficile, delicato e complesso, quando è consuetudine focalizzare l’attenzione sulla condizione medica sfuocando i contorni della persona che ci si trova di fronte, la musica può rappresentare una porta d’accesso fondamentale ai vissuti interiori del malato, offrendo sollievo, conforto e consolazione.

'Emotions', 'suffering' and 'music' are three words that seem not to be made to coexist easily, unless you meet a piece in which a depressed composer therapeutically tries to vent his unease, it seems rather a jumble of terms juxtaposed without apparent harmony.
This theorem is instead denied, even reversed, when the focus should be on the downward spiral of life, especially the last living time of this world, when age and health conditions are harbingers of a mental and physical degradation which imposes on the person major suffering and prolonged regression and loss of independence, loneliness, or at least difficult to maintain their vivid emotional relationships.
In this difficult period, delicate and complex, when it is customary to focus on the medical condition blurring the outlines of the person who is in front, the music can be a gateway to the fundamental inner experiences of the patient, providing relief, comfort and consolation.