images/grafica/TESTATE/tesi_magistrale/eccellenze.png

Indagine sul rapporto tra tratti di personalità, percezioni sinestesiche e strumenti musicali tra reale e immaginario in un gruppo di musicisti di big band.

Studentessa: Michela Ferro
Titoli tesi: Indagine sul rapporto tra tratti di personalità, percezioni sinestesiche e strumenti musicali tra reale e immaginario in un gruppo di musicisti di big band.
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Rita Reschiotto
Presidente di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 11/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Frequentemente parlando di musica ci si esprime riferendosi ad essa come il “nutrimento per l’anima”, o il “colore dell’anima”, correlando così un’intima emozione evocata nella persona ed uno stimolo ad uno degli organi di senso frequentemente impegnati nell’evocare le emozioni.
La contaminazione sensoriale produce in questo modo dei fenomeni chiamati “sinestesie sensoriali”, che vengono spesso ricercati dagli artisti per suscitare emozioni innovative in chi si avvicina alle loro opere musicali o artistiche in generale.
Alla base di questa commistione sta la percezione dell’evento percettivo soggettivo, che fa apparire la realtà in un modo piuttosto che in un altro rispetto a come la stiamo vivendo. Numerose ricerche tendono a sottolineare come la sinestesia sia un’importante qualità della percezione che nessun buon artista può ignorare. Lo sapevano bene Baudelaire, Gautier, Dalì, Kandinsky o Wagner, con la loro “arte totale”, in cui tutti i sensi dovevano essere stimolati per giungere al culmine dell’espressività dell’opera. In particolare si potrebbe pensare ad un interessante parallelismo tra Kandinsky e la musica, giacchè per l’artista le composizioni sceniche sono opere artistiche che si differenziano dalla pittura solo perché esprimono il sentimento allo stato puro con mezzi diversi, ossia suoni, colori e movimenti, al fine di far vibrare l'anima dello spettatore, di vivificare la sua fantasia, di chiamarlo a partecipare all'opera rappresentata.

La relazione madre-bambino nelle prime fasi di sviluppo in rapporto ad ambiente, cultura e mutazioni socio-economiche.

Studentessa: Lazzarotto Vera 
Titolo tesi: La relazione madre-bambino nelle prime fasi di sviluppo in rapporto ad ambiente, cultura e mutazioni socio-economiche. 
Docente relatore: Lino Rossi
Docente controrelatore: Lara Fressini
Presidente di tesi: Umberto fontana
Data discussione tesi: 10/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

La psicologia dello sviluppo ha dimostrato un grosso interesse verso lo studio dell’attaccamento sottolineando il ruolo centrale dei genitori ed in particolare della madre. Minor rilievo e spazio sono stati concessi invece all'analisi degli elementi contestuali, sociali e ambientali come possibili fattori d’influenza nell’attaccamento primario. 
Lo scopo del lavoro è stato quello di offrire una panoramica allargata che prenda in esame alcuni tra gli elementi più significativi in grado di condizionare la relazione madre-bambino.
Le modalità di analisi individuate sono state due: per quanto riguarda l'influenza culturale e ambientale mi sono avvalsa delle ricerche svolte da alcuni autori integrandole con l'esperienza personale vissuta sul campo, grazie ad un viaggio di volontariato nell’Ecuador andino, per quanto riguarda invece le possibili influenze dei fattori socio economici, ho ritenuto utile ricavare elementi di valutazione attraverso un’indagine qualitativa sul campo con un questionario creato ad hoc, in un'area del Nord Est che più di altre ha subito gli effetti di fenomeni devastanti come crisi, perdita del lavoro e immigrazione.

La condizione umana del dolore. Per una visione psicosomatica

Studente: Luca Pulze
Titolo tesi:
La condizione umana del dolore. Per una visione psicosomatica
Docente relatore: prof. Giovanni Marchioro
Controrelatore: prof.ssa Rita Reschiotto
Presidente Commissione di tesi: prof. Fabio Benatti
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 14/12/2015

La tesi, dopo aver passato in rassegna la bibliografia scientifica sull’argomento, descrive le basi anatomofisiologiche e terapeutiche del dolore da una prospettiva psicosomatica che integra il dato fisiologico con quello psicocomportamentale. È stato condotto uno studio su 36 pazienti presso una struttura sanitaria di Padova. L’obiettivo dello studio è stato duplice: da un lato verificare come la componente placebo di una terapia corrisponda alla componente psicosociale nella quale si trova il paziente, dall’altro fornire dei dati sperimentali utili a ridurre l’assunzione di farmaci il cui sovradosaggio può risultare dannoso.

The thesis, having gone through the scientific literature on the subject, describes the physiological and anatomical therapeutic bases of pain from a psychosomatic perspective that integrates the data with that psycho physiological behaviour. A study was conducted on 36 patients at a medical facility. The objective of the study was twofold: first, check how the placebo therapy component matches the psychosocial component in which the patient, on the other hand provide useful experimental data to reduce the intake of medicines whose overdose can be harmful.

Cosmologia della violenza. Perché l'uomo decide di agire in modo violento

Studente: Chiara Fabretto
Titolo tesi: Cosmologia della violenza. Perché l'uomo decide di agire in modo violento
Docente relatore: prof. Marco Monzani
Controrelatore: prof. Davide Maria Marchioro
Presidente Commissione di tesi: prof. Fabio Benatti
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 14/12/2015

L'agito atroce e distruttivo come attacco al corpo cela significati nascosti nell’individuo che diviene autore di reato violento. Il presente elaborato pone l’accento su tali aspetti, al fine di indagare quali sono le motivazioni che spingono un essere umano coerentemente adattato alla società a compiere un gesto brutale nei confronti di un suo simile e a divenire un violento autore di reato. Inconfutabilmente convinta che al reato crudele non deve essere correlato forzatamente il termine disturbo psichiatrico, questa tesi si propone di analizzare da un lato gli aspetti psicologici, in termini di deprivazione e perdita della figura materna, dall’altro gli aspetti patologici mentali che risultano agevolare l’azione aggressiva e la condotta violenta. Analizzando nello specifico la visione criminologica di Lonnie Athens, fautore della corrente dell’interazionismo radicale e della teoria della violentizzazione, ed entrando concretamente nelle storie di chi ha commesso atroci aggressioni contro la persona, si cercherà di inoltrarsi nell’universo violento dei detenuti incontrati dallo stesso Athens, all’interno del quale i loro sistemi valoriali e di giudizio sono correlati ad una loro visione del mondo potenzialmente positiva, ma coscientemente decisa come negativa. Con la sua teoria, produttivamente approfondita da Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali, Athens ha completamente dissestato le visioni comuni del comportamento violento, inteso come impulsivo e predeterminato, offrendo un’efficiente strutturazione di come nasce una personalità violenta e conseguentemente fornendo uno strumento di prevenzione alla condotta violenta. L’obiettivo di questa tesi è, in ultima istanza, quello di invitare ad una riflessione al tema violento, ascoltando la cosmologia dell’autore di reato crudele, al fine di permettere, non solo a livello teorico ma anche e soprattutto a livello concreto, un possibile cambiamento.

L'arte del lavoro di equipe

Studente: Frezza Italo
Titolo tesi: L'arte del lavoro di equipe
Docente relatore: prof. Vincenzo Salerno
Controrelatore: prof.ssa Lara Fressini
Presidente Commissione di tesi: prof. Fabio Benatti
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 15/10/2015

In una Comunità Terapeutica per le dipendenze, il gruppo di lavoro, composto da diverse figure professionali, è uno degli strumenti principali. Da questa premessa parte l’analisi sull’argomento, utilizzando due diversi punti di vista.
Dapprima si è scelto di approfondire la visione del gruppo di lavoro attraverso la psicologia sociale, poi si è passati a una visione dal punto di vista sociologico.
In un secondo tempo si sono messe a confronto le due analisi, identificati punti convergenti e divergenti o d’altra parte aspetti specifici. Nel fare questo si è potuto esprimere delle riflessioni, con collegamenti a esperienze personali sull’argomento. Contemporaneamente si è cercato di valutare quali temi restassero inesplorati e meritassero futuri approfondimenti.

In treatment and rehabilitation centres for addictions, the working team, made up of several professionals, is one of the main operational factors. This was the premiss that gave start to the present paper where two different points of observation were taken into consideration.
The working team was first studied from the point of view of Social Psychology, and secondly from the point of view of Sociology.
Once the two analyses had been carried out, the outcomes were compared to disclose convergent and divergent features and specific traits to each area. In the course of this process, observations surfaced with connections also to personal experiences, and at the same time specific topics were evaluated and highlighted as still unexplored and worthy of further investigation.


La persona prima della vittima e le ferite invisibili: resilienza e sindromi post traumatiche nella violenza di genere

Studentessa: Moniale Federica
Titolo tesi: La persona prima della vittima e le ferite invisibili: resilienza e sindromi post traumatiche nella violenza di genere
Docente relatore: prof. Marco Monzani
Docente correlatore: prof. Fabio Benatti
Controrelatore: prof. Salvatore Capodieci
Presidente Commissione di tesi: prof. Mario Magrini
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 10/10/2015

In questi ultimi anni, gli studi hanno riscontrato una forte crescita nella consapevolezza della presenza della violenza di genere e questo ha portato a ricercare soluzioni per arginare il fenomeno e rimediare alle conseguenze. Oggigiorno è possibile riconoscere nel Disturbo post-traumatico da stress una delle principali e più invalidanti conseguenze della violenza di genere; tuttavia è possibile individuare fattori protettivi che consentano di incrementare la resilienza, una risorsa da cui le vittime possono attingere le forze necessarie per iniziare un percorso di recupero. Il presente lavoro si propone di approfondire i temi della violenza di genere, del disturbo post-traumatico da stress e della resilienza anche grazie a un’indagine conoscitiva sulla violenza di genere condotta su un gruppo di studentesse di età compresa tra i 14 anni e i 19 anni. I risultati dell’indagine rilevano che il campione ha una conoscenza vaga e deficitaria del fenomeno, c’è  così la necessità di condurre una prevenzione maggiormente diretta a questa fascia di popolazione per consentire una maggiore consapevolezza e conoscenza del fenomeno e delle possibili soluzioni per tutelarsi dallo stesso.

Over the last years studies have corresponded a strong growth into the awarness of gender violence presence, leading to research solutions act to control the phenomenon and remedy about consequences. Nowadays, it's possible to recognize in the post - traumatic stress disorder one of the main and most disabiling consequences of gender violence; however, it's also possible to identify protectives factors that permit to increase the resilience, a resource from which the victims can draw on necessary strength to begin a path of recovery. The purpose of this job is to analyse the themes of gender violence of post-traumatic stress disorder and resilience, thanks to a cognitve survey on a gender violence conducted on a group of students aged between 14 and 19 years. The survey results point out that the sample has an insufficient and vague knowledge so there is the need to conduce a mainly prevention focused on this range of people permitting a major knowledge and awarness of this phenomenon and its possible solutions to protect by itself.

Malati per sempre. Approcci relazionali e terapie non farmacologiche nelle persone affette da demenza

Studentessa: Sonego Valentina
Titolo tesi: Malati per sempre. Approcci relazionali e terapie non farmacologiche nelle persone affette da demenza
Docente relatore: prof.ssa Chiara Volpato
Controrelatore: prof. Fabio Benatti
Presidente Commissione di tesi: prof. Davide Maria Marchioro
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 09/10/2015

L'obiettivo principale di questa tesi, è stato quello di dimostrate l'importanza di affiancare alla terapia farmacologica interventi non farmacologici in pazienti affetti da demenza. Partendo da fattori fondamentali quali il senso restrittivo con cui è stata considerata fino ad oggi la demenza, il progressivo aumento delle persone che ne sono affette, l'impatto economico che il fenomeno determina e l'importanza dei caregiver e di reti assistenziali, è stata suddivisa la presenta trattazione in tre capitoli. Il primo capitolo è dedicato all'approfondimento del concetto di demenza e delle sue forme. Sono stati descritti l'invecchiamento normale (con i suoi processi relativi alla memoria e la riserva cognitiva), le varie forme di demenza (approfondendo fattori di rischio, quadro clinico, decorso, neuropatologia e specificandone l'epidemiologia, le varie classificazioni possibili e le forme in cui si declinano) e il tema della diagnosi e delle prime cure (obiettivo del lavoro con il paziente, modificazione dell'ambiente, ruolo della famiglia e importanza della costruzione di una rete di servizi). Dopo questa introduzione teorica, il secondo capitolo propone una lettura sulle diverse manifestazioni cliniche della malattia. L'approfondimento è stato dedicato a tre ambiti: disturbi della sfera cognitiva, disturbi del comportamento e complicanze che possono insorgere. Nel terzo capitolo invece, sono stati descritti gli strumenti di cura definiti "terapie non farmacologiche" (in particolar modo la Doll Therapy e la Pet Therapy) che possono affiancare la terapia farmacologica nei pazienti affetti da demenza, riportando dati ricavati dalla letteratura scientifica e dall'esperienza vissuta con il tirocinio.

Vittime di violenza sessuale. Complessità celate e prospettive di intervento

Studentessa: Zigagna Elisa
Titolo tesi: Vittime di violenza sessuale. Complessità celate e prospettive di intervento
Docente relatore: prof. Marco Monzani
Controrelatore: prof.ssa Lara Fressini
Presidente Commissione di tesi: prof. Fabio Benatti
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 09/10/2015

La violenza sessuale è un fenomeno globale, che rappresenta una tra le forme di abuso più crudeli e devastanti. L’individuo viene violato nella sua dimensione più intima, la libertà sessuale, e le ripercussioni che ne derivano si qualificano come significative sia sul piano fisico che su quello psicologico, unitamente ad eventuali conseguenze di stampo sociale, che possono scaturire a seconda del contesto culturale in cui la persona è inserita. 
La vittima di abuso sessuale sperimenterà inoltre una vittimizzazione secondaria, derivata dalla denuncia del sua situazione di difficoltà, che si sommerà agli effetti della vittimizzazione diretta. Un carico di sofferenza importante dunque, quello che spetta all'individuo investito da questo status.
Per parlare di questi particolari soggetti vittimizzati, occorre però fare un passo indietro, ripercorrendo il percorso teorico che connota la vittima propriamente detta, giungendo così all'incontro con la vittimologia, la disciplina che si interessa al polo abitualmente meno considerato della diade autore-vittima. Questo, al fine di cogliere le sfumature che connotano la vittima di violenza sessuale, con l’intento di mantenere un’ottica vittimologica nell'approccio ad essa.

Sexual assault is a widespread phenomenon and it represents one of the most brutal, cruel and devastating forms of abuse. The individual is violated in their deepest and most intimate dimension, which is sexual freedom. The consequences heavily impact the victim in both a psychological and physical way. Furthermore, depending on the cultural context in which the victim is integrated, it could have social life consequences to a certain extent.
The victim of the assault will experience a secondary victimisation, derived from the disclosure of their victim status, which will be added to the effects of the direct victimisation. The victim is thus engulfed with an extremely heavy burden of sorrow and suffering.
To discuss these particular victimised subjects, it's necessary to step back, retracing the theoretical path which defines the victim herself. It's in this path that we encounter the discipline called victimology, which studies the usually less considered element of the dyad Author-Victim. Victimology allows to better grasp nuances that define the victim of sexual assault/violence, with the specific intent of maintaining a victimologist point of view when approaching it.

L'abuso sessuale su minore e la suggestionabilità. Uno studio correlazionale sul genere con il Bonn Test of Statement Suggestibility

Studentessa: Mian Elena
Titolo tesi: L'abuso sessuale su minore e la suggestionabilità. Uno studio correlazionale sul genere con il Bonn Test of Statement Suggestibility
Docente relatore: prof. Marco Monzani
Docente Correlatore: prof. Fabio Benatti
Controrelatore: prof.ssa Lara Fressini
Presidente Commissione di tesi: prof.ssa Davide Maria Marchioro
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 09/10/2015

L’abuso su minore è una tematica molto delicata, poiché coinvolge un soggetto molto fragile. In questo elaborato verrà trattato una tipologia particolare di abuso, l’abuso sessuale. Il minore, spesso, risulta essere sia la vittima che l’unico testimone oculare, e non esistono, purtroppo, segni fisici specifici che indichino che c’è stata effettivamente una violenza.La raccolta della testimonianza del minore risulta, quindi, un evento complesso, che necessita della presenza di un esperto che abbia la preparazione necessaria per accompagnare il minore in questo percorso. L’esperto, inoltre, deve essere sufficientemente formato ed informato su tutto ciò che concerne il minore, su quello che riguarda le modalità di raccolta della testimonianza, e sui fattori che possono influire sulla sua memoria e sul suo racconto.In particolare, è stata posta l’attenzione sulla tematica della suggestionabilità,poiché tale fattore rischia di compromettere sia il ricordo del testimone, che l’esito delle indagini.Un test capace di valutare il livello di suggestionabilità di un minore è il Bonn Test of Statement Suggestibility (BTSS). Proprio su tale test è stata condotta una ricerca sperimentale che si è proposta di indagare la presenza di correlazioni tra la suggestionabilità e l’età del minore, le prestazioni di memoria, e il genere dei partecipanti, giungendo a risultati interessanti ed innovativi. Si ritiene che il presente elaborato, grazie al progetto di ricerca sul Bonn Test of Statement Suggestibility, abbia presentato novità significative che meriterebbero di essere riprese in future ricerche.

The abuse of minors is a delicate theme, because it involves a very fragile subject. In this work a particular type of abuse will be discussed – sexual abuse.  The minor is often the victim and the only visual witness and, unfortunately, specific visual signs are not apparent that any abuse has actually taken place. So the collecting of any testimony from a minor is a difficult procedure as it requires the presence of an expert with the necessary experience to take the minor through the process. Furthermore the expert must be sufficiently experienced and informed about everything concerning the minor, about the way in which the testimony should be taken and about any factors which could influence the child’s memory and record of the events.  Particular attention has been taken over the theme of suggestibility because this factor puts at risk the reliability of the memory of the testimony and the results of any investigations. A test able to determine the level of suggestibility of a minor is theBonn Test of Statement Suggestibility(BTSS). Experimental research has been carried out using this test to discover if there is any correlation between suggestibility and the age of the minor, between suggestibility and the results of memory tests and between suggestibility and the gender of the subject. Interesting and innovative results have been obtained. Thanks to the BTSS research project this thesis presents significant results that merit being taken into further consideration in future research.

L'arte di controllare i propri sogni. Le grandi potenzialità del sogno lucido

Studente: Soso Paolo
Titolo tesi: L'arte di controllare i propri sogni. Le grandi potenzialità del sogno lucido
Docente relatore: prof. Roberto Baruzzo
Controrelatore: prof.ssa Marcella Bounous
Presidente Commissione di tesi: prof. Fabio Benatti
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 07/10/2015

La possibilità di entrare nei propri sogni e controllarli è tutt’altro che fantascientifica, è anzi divenuta una pratica conosciuta in tutto il mondo ed oggetto di ricerca in ambito scientifico. Tale pratica viene definita Sogno Lucido.
Il sogno viene definito lucido nel momento in cui l’individuo acquisisce consapevolezza di trovarsi all’interno di un sogno, pertanto può decidere di vivere tale esperienza come desidera, può piegare il sogno stesso alla sua volontà e vivere esperienze altrimenti impossibili nella vita reale. Esistono varie tecniche per poter utilizzare il sogno lucido, alcune di facile utilizzo e che non richiedono particolari sforzi ma generalmente meno efficaci o comunque solo a lungo termine, mentre altre richiedono sforzi maggiori per poter essere utilizzate ma garantiscono un risultato migliore. In questo lavoro di tesi si propone una nuova tecnica che risulta allo stesso tempo facile da applicare ma efficace. Vengono inoltre presentate le principali ricerche svolte fino ad oggi sul tema del sogno lucido, le cui potenzialità ed applicazioni sono ancora tutte da scoprire.
Il sogno lucido potrebbe essere considerato la chiave d’accesso all’inconscio che tanto è stata ricercata per anni, in quanto può fare da ponte tra l’esperienza onirica attraverso cui l’inconscio si esprime e la mente razionale, solitamente sopita durante il sogno. Questo incontro può diventare auto terapeutico per l’individuo in quanto permetterebbe un confronto diretto con il proprio subconscio. Le potenzialità di questo strumento sono svariate, il filone maggiormente seguito dalle ultime ricerche è quello relativo alle applicazioni in ambito sportivo, ma in futuro il sogno lucido potrà divenire anche un’importante strumento terapeutico.