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L’Interruzione Volontaria di Gravidanza: aspetti psicologici e strategie per l’intervento in ambito sanitario-consultoriale

Studente: Veronica Vendramin
Titolo tesiL’Interruzione Volontaria di Gravidanza: aspetti psicologici e strategie per l’intervento in ambito sanitario-consultoriale
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro 
Data discussione tesi: 20 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto verte attorno al tema dei risvolti psicologici dell’interruzione volontaria di gravidanza con orientamento psicodinamico. Gli obiettivi di questo lavoro, che hanno ruotato attorno alla tesi, riguardano il fatto che l’interruzione di gravidanza comporti delle problematiche psicologiche differenti sul breve e sul lungo periodo. La ricerca è stata condotta seguendo una metodologia di lavoro che ha comportato un approfondimento bibliografico di settore, con lo studio di autorevoli fonti scientifiche. La maternità è quasi sempre vista come un evento gioioso ed atteso, ma in alcuni casi può avere dei rivolti tristi e dolorosi per la donna. La tematica della tesi ha la finalità di far sì che tutti coloro che si occupano dal punto di vista psicologico o sanitario, oltre alle competenze specifiche date dai loro ruoli, possano avere una maggiore conoscenza delle dinamiche psicologiche e delle emozioni che accompagnano la donna durante il periodo antecedente la scelta e quello successivo all’IVG. L’obiettivo è di aggiungere un tassello in più di conoscenza, uno stimolo per la ricerca futura a favore del sostegno per le donne e per le coppie che si trovano a vivere un’esperienza potenzialmente traumatica, quale la scelta di abortire.

My research on the chosen topic investigates the psychological implications of the voluntary termination of pregnancy through the psychodynamic approach. The objectives of this work, which have revolved around my thesis, concern the fact that the voluntary termination of pregnancy entails different psychological problems in the short and in the long term. The research has been conducted by a method which involves the detailed study of sectorspecific bibliography and authoritative scientific sources. Maternity is almost always seen as a joyful and awaited event. However, in some cases, it can have sad and sorrowful implications for the woman. The subject matter of my thesis aims at ensuring that all those who deal with healthcare and psychological perspectives, in addition to the competencies pertaining their professional role, can have greater knowledge about women’s psychological dynamics from the period preceding the choice to the one following the voluntary termination of pregnancy. The aim of the study is deepening the knowledge about the topic in question and stimulating further research of support for women and couples going through a potentially traumatic experience as the termination of pregnancy is.

Psicologia del terrorismo

Studente: Jenny Panegai
Titolo tesiPsicologia del terrorismo
Docente relatore: Prof.ssa Anna Pileri
Docente controrelatore: Prof. Marco Monzani
Presidente commissione di tesi: Prof. Nicola Giacopini
Data discussione tesi: 20 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Questo lavoro si concentra principalmente sull’analisi del terrorismo nella sua definizione, nel suo operato e nei suoi risvolti psicologici, sia per coloro che agiscono in suo nome, sia per i cittadini che ne vengono colpiti fisicamente e psicologicamente. Ho cercato di raccogliere il maggior quantitativo di documenti, testi e saggi per realizzare un’accurata analisi del problema e avere la possibilità di esporlo da diversi autorevoli punti di vista. Ciò che risulta dal mio elaborato è che il termine terrorismo è quanto di più difficile ci possa essere da definire, e se ancora non siamo riusciti a dargli una spiegazione, i media, i giornali e le piattaforme online non perdono tempo e spettacolarizzano ogni attacco strumentalizzando, a volte, il dolore provato dalle persone coinvolte. Ho continuato poi nell’esposizione delle cause e delle variabili che possono portare i giovani a radicalizzarsi e ad unirsi alle unità terroristiche e le dinamiche che possono spingere una persona a scegliere di aderire all’ideologia di questi gruppi. Infine, affronto le diverse estrinsecazioni del trauma vissuto dai sopravvissuti, dai parenti dei sopravvissuti e da tutti coloro che vengono coinvolti in attentati terroristici mentre svolgono il loro lavoro. Sono percorsi spesso lunghi, che raramente si concludono in poche sedute. Un’elaborazione importante che non tutti riescono a portare a termine. Ritengo il mio elaborato una documentazione che può contribuire in modo rilevante ad avere un quadro generale della situazione odierna, più specificamente da un punto di vista psicologico.

This work mainly focuses on the analysis of terrorism in its own definition, in its work and in the psychological implications, for those who act in its name and for citiziens who are both affected, physically and psychologically. A large volume of documents were collected to give a wider perspective of the issue and to have the opportunity to explore it from different points of view. As a result of the research, the word “terrorism” it’s one of the most hard term to explain and define. Even if we still do not have a definitive definition of the term terrorism, the media, newspapers and online platforms will seek out every opportunity to showcase every attack in all its brutality and the pain felt from the people that were either involved or those that were effected by the event. The research then also explored why the younger generation becomes radicalized and takes part in terrorist actions and which dynamics push people to choose to adhere to ideology of these groups. Lastly, the research looks at the different outward expressions of the trauma and experience of the survivors, the relatives and by all whom took part in a terrorist attack. Through the research, it was determined that it often happens over long periods of time and rarely ends in quick succession. It is important to note that not everybody is able to succeed. I consider this research an important document to get a general overview of the current situation, specifically in the psychological implications of all parties involved.

Insoddisfazione cronica e apatia nella società postmoderna

StudenteVeronica De Pretto 
Titolo tesiInsoddisfazione cronica e apatia nella società postmoderna
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof. Maria Angela Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 20 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

L’elaborato concerne il tema dell’apatia e dell’insoddisfazione cronica il quale, negli ultimi anni, sembra coinvolgere sempre di più la fascia adolescenziale; non si tratta di una patologia cronica ma di una fase esistenziale che- durante gli anni delicati dell’adolescenza- sollecita l’interrogativo se possa trattarsi o meno di un disagio che la società moderna ha incrementato sia nel suo sviluppo sia nella sua espansione. L’influenza della società postmoderna è infatti molto rilevante per i soggetti che appartengono all’età adolescenziale. L’approccio necessario per vivere e affrontare i compiti di sviluppo che la vita gli presenta è influenzato in modo determinante dalle cure genitoriali, già a partire dall’infanzia. Il supporto dei genitori infatti è necessario e funge da “ancora di salvezza” per il soggetto che, all’interno della società contemporanea, rischia la “caduta” in uno stato di apatia e di insoddisfazione cronica. L’insorgenza del “disturbo dell’apatia” nell’attuale società postmoderna rimette in gioco la teoria pulsionale e psicoanalitica di Freud fino a decretare che il nuovo paziente nell’età post puberale, e nella successiva età adulta, possa essere chiamato “paziente postmoderno”. La presenza di una insoddisfazione cronica adolescenziale può portare all’instaurarsi di dipendenze, come la tossicodipendenza e la dipendenza da Internet, di depressione e di disturbi d’ansia, oltre che a incrementare il ritiro sociale conosciuto come la “sindorme di Hikikomori”.

The elaborate considers the topic of apathy and chronic dissatisfaction that in the last years seem to increasingly involve the teen category; this isn’t about a chronic disease but only a temporary phase that during these delicate times, it has raised the question whether the modern society is responsible for increasing its development and expansion. The influence of the postmodern society is quite relevant for those who belong to the adolescent group. The approach through which the adolescent lives and faces the different challenges that life presents, it is influenced by the parents care which starts already from the first childhood. Indeed the parents support is necessary and it represents a “safety anchor” for that subject that, within our contemporary society, risks to fall in state of apathy and chronic dissatisfaction.
The uprising of the apathy disorder in the current postmodern society takes in consideration the instinctual and psychoanalytic studies of Freud to the extent to declare the new patient, in the post -adolescent age and the following adult age, as “post - modern patient”. The chronic adolescent dissatisfaction might imply the establishment of several addictions, such as toxic addiction, Internet, depression and further anxiety disorders, on top of boosting also the new Hikikomori disease, characterized by the social isolation of the adolescent.

Esordio psicotico e suicidio: studio del comportamento suicidario di un campione di soggetti al primo esordio psicotico e analisi dei fattori correlati al suicidio

Studente: Teresa Morello
Titolo tesiEsordio psicotico e suicidio: studio del comportamento suicidario di un campione di soggetti al primo esordio psicotico e analisi dei fattori correlati al suicidio
Docente relatore: Prof. Emanuele Toniolo
Docente controrelatore: Prof. Salvatore Capodieci
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 20 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Il rischio di suicidio nei soggetti al primo episodio di psicosi (FEP = First Episode psychosis) è stato sempre poco studiato e investigato, ma è considerevole la sua importanza per la prognosi e nel lavoro clinico con i pazienti. In questo studio si è cercato di analizzare l’ideazione suicidaria e il comportamento suicidario associato in soggetti con esordio psicotico. Metodo: Sono stati esaminati 142 adolescenti (dai 13 ai 35 anni, 69,0% di genere maschile, 87,3% gruppo etnico caucasico) rientranti nel progetto ReARMS (Reggio Emilia At-Risk Mental states) e seguiti per 3 anni. Per sondare il rischio di suicidio sono stati analizzati i punteggi a specifici items derivati dal Comprehensive Assessment of At-Risk Mental states (CAARMS) e dalla Beck Depression Inventory-II (BDI-II). Inoltre sono stati registrati i tentativi di suicidio e i suicidi completati. Risultati: La valutazione al baseline ha rilevato 142 soggetti FEP e 99 soggetti non FEP sono rientrati nel gruppo di controllo. Dall’elaborazione dei dati è emerso che la più della metà dei soggetti FEP (52,3%) aveva ideazione suicidaria, calcolata tramite il punteggio all’item 7.3 della CAARMS, diversamente dai soggetti appartenenti al gruppo di controllo, i quali, solo nel 29,3% dei casi, mostrava pensieri e ideazione suicidaria. Inoltre, i tentati suicidi messi in atto dai pazienti FEP prima dell’ingresso nel progetto ReARMS e durante i 3 anni di follow-up, erano in numero maggiori rispetto ai tentativi di suicidio precedenti e a quelli commessi durante la durata dello studio, dai pazienti non FEP. Infine sono state individuate alcune caratteristiche socio-demografiche e patologiche correlate al suicidio nei pazienti al primo episodio psicotico, come l’appartenenza al genere maschile o la depressione, considerate fattori di rischio per il suicidio durante l’esordio psicotico. Conclusioni: L’alta prevalenza di ideazione e comportamenti suicidari individuati nei pazienti al primo episodio psicotico, supportano la necessità di prendere in considerazione le variabili legate al suicidio e ai comportamenti autolesionistici, nella pratica clinica e nel monitoraggio dei pazienti a rischio.

Suicide risk in subjects with first episode psychosis (FEP) has been rarely assessed, but it is obvious importance for prognostic and clinical care reasons. In this study, we aimed to prospectively assess suicide risk and behaviors in FEP patients. 
Method: We examined 142 help-seeking patient (13-35 years, 69,0% males, 87,3% Caucasian) that were enrolled in the Reggio Emilia At-Risk Mental States (ReARMS) project and followed up for 3 years. Specific items derived from the Comprehensive Assessment of At-Risk Mental States (CAARMS) and the Beck Depression Inventory-II (BDI-II) were used to assess suicide risk. Suicide attempts and completed suicide were also recorded.  Results: Baseline assessment detected 142 FEP subjects and 99 NON FEP, falling within the control group. More than half of the FEP sample (52,3%) had suicidal ideation, measured by item 7.3 of CAARMS, while only 29,3% of NON FEP had suicidal behaviour.  Moreover past and during the follow-up period suicide attempts committed by FEP patients were higher than control group.  Finally we identified some socio-demographic and pathological features related to suicide in first episode psychosis, as male gender or depression, that can be considered as risk factors during the first episode psychosis. 

Adolescenza e pornografia: è possibile pensare ad una prevenzione in età precoce?

Studente: Nadia Nadali
Titolo tesiAdolescenza e pornografia: è possibile pensare ad una prevenzione in età precoce?
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 20 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

In questo lavoro di tesi si affronta il tema pornografia e adolescenza. L’obiettivo è quello di indagare il fenomeno sempre più diffuso, attraverso una ricerca qualitativa, cominciando dallo studio di alcune ricerche internazionali ed europee.  La finalità è quella di aprire una riflessione partendo dalla valutazione dell’impatto della pornografia sulla salute psicofisica, relazionale e sessuale dei minori.  Dopo una breve introduzione e un inquadramento storico-culturale del genere pornografico e un breve approfondimento sul confronto tra erotismo e pornografia, si procede, nella seconda parte della tesi, all’analisi approfondita dei dati emersi dai focus group, condotti in diversi territori della Provincia di Treviso, su un campione di 37 adulti.  L’indagine è stata svolta utilizzando come dispositivo l’intervista di gruppo (focus group), secondo la modalità di intervista semi-strutturata.  I risultati emersi dalla ricerca qualitativa offrono importanti spunti di riflessione e propongono delle interessanti traiettorie di interventi psicoeducativi, indirizzati non solo ai preadolescenti e adolescenti, ma anche agli adulti di riferimento (genitori e insegnanti). 

This thesis regards the “Pornography and Adolescents” topic. The aim is to investigate the pornography use by adolescents, which appears to be a phenomenon increasingly widespread and popular, through a qualitative research starting from European and international studies.  The target is to promote a specific discussion about the pornography use impact on adolescents psychological, relational and sexual health and well-being.  Following the first part of this thesis regarding a short cultural and historical foreword and a summary analysis concerning the comparison between erotism and pornography. This study goes on in its second part with a deep investigation on statistics based on focus groups from different areas of Treviso, with a sample of 37 adults.  The survey has been conducted by using the focus group “semi structured” interview methodology.  The qualitative research findings provide very important considerations and suggest many interesting specific psycho-educational ways to ensure assistance to younger and older adolescents as well as correlated adults such as their parents and teachers. 

Animal Assisted Therapy for trauma: Studio sperimentale con gruppo controllo per valutare l’effetto di un ciclo di interventi assistiti con gli animali (cane) su disregolazione, trauma e dissociazione in gruppo di popolazione 10-16 anni ospiti presso una

Studente: Fiorenza Scagnetto
Titolo tesiAnimal Assisted Therapy for trauma: Studio sperimentale con gruppo controllo per valutare l’effetto di un ciclo di interventi assistiti con gli animali (cane) su disregolazione, trauma e dissociazione in gruppo di popolazione 10-16 anni ospiti presso una comunità minori della provincia di Venezia.
Docente relatore: Prof. Ernesto Gianoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Giuseppina Sangiuliano
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 19 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Il presente lavoro di tesi ha come oggetto lo studio dei possibili benefici derivanti dall’inserimento dell’animale nel protocollo di terapia sensomotoria cos. come concettualizzato da J. Fischer et al. Per il trattamento del trauma in et. evolutiva rivolta a pazienti di et. compresa tra i 10 e i 16 anni. Lo studio preliminare vuole indagare se la presenza dell’animale favorisca la regolazione emotiva e come i sintomi traumatici interagiscono in tale processo, il tutto finalizzato all’implementazione di un protocollo standardizzato e validato che preveda l’impiego del cane nel trattamento del PTSD. Il lavoro prende i passi da un’accurata disamina del disturbo post traumatico da stress con particolare attenzione a quelli che sono gli eventi in et. evolutiva che possono generare un disturbo post traumatico da stress oppure una predisposizione allo sviluppo dello stesso qualora il soggetto si trovi nel corso della vita ad affrontare situazioni di particolare gravit. ed intensit.. Lo studio . stato condotto su di un campione di 14 ragazzi afferenti ad una comunit. minori della provincia di Venezia ed ha messo in luce come la presenza dell’animale sembri influire sulla regolazione emotiva ed a livello clinico come l’animale, in questo caso il cane, favorisca la compliance con i pazienti e permetta un aggancio relazionale significativo.

The present thesis work, want to investigate the possible benefits deriving from the insertion of the animal in the sensomotor therapy protocol as well as conceptualized by J. Fischer et al. for the treatment of trauma in developmental age for patients aged between 10 and 16 years. The preliminary study wants to investigate if the presence of the animal favors the emotional regulation and how the traumatic symptoms interact in this process, all finalized to the implementation of a standardized and validated protocol that involves the use of the dog in the treatment of PTSD. The work begin from a thorough examination of the posttraumatic stress disorder with particular attention for the events in developmental age that can generate post-traumatic stress disorder or a predisposition to those development, when the subject deal situations of particular severity and intensity, during his life. The study was conducted on a sample of 14 boys resident in a minor community situated in the province of Venice and has highlighted how the presence of the animal seems to affect the emotional regulation and clinical level as the animal, in this case the dog , promotes compliance with patients and allows a meaningful relational engagement.

Mindfulness, schizofrenia e disturbo bipolare. Una tecnica di meditazione per il benessere

Studente: Sara Ceron
Titolo tesiMindfulness, schizofrenia e disturbo bipolare. Una tecnica di meditazione per il benessere
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Catia Martorello
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 19 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

L’argomento principe del seguente lavoro è l’applicazione della mindfulness, una tecnica di meditazione di origine buddista, alla schizofrenia e al disturbo bipolare. Al fine di cogliere le diverse caratteristiche di tale tema, sono stati evidenziati i suoi punti fondamentali e le sue radici; in seguito, sono stati esposti alcuni importanti studi che applicavano tale tecnica a soggetti schizofrenici e bipolari. L’ipotesi di partenza dello studio su un campione, condotto a Ovida (Spagna), era che dodici ospiti del centro, sei schizofrenici e sei bipolari, partecipando ad alcune sedute di meditazione, che prevedevano l’utilizzo di file audio di parte del programma di Mindfulness-based Stress Reduction (MBSR), beneficiando delle ricadute positive di tale trattamento, fossero meno inclini a livelli di ansia elevati. La verifica è stata attuata con diversi strumenti, quali: il Mini Mental State Examination, la Scala d’Ansia di Hamilton, quattro interviste semi-strutturate e una raccolta di dati sociometrici e sociografici. In seguito, l’analisi dei dati ha sottolineato che solo in un caso è stata riscontrata una differenza statisticamente significativa tra i due gruppi. In conclusione, è possibile evincere che questa tecnica sia molto utile per pazienti schizofrenici e bipolari non solo per la gestione dell’ansia, ma anche per altri sintomi. Quindi, è importante che la ricerca nel futuro si adoperi in tale prospettiva.

The main topic of the following thesis is the application of mindfulness, a Buddhist meditation technique, to schizophrenia and bipolar disorder. In order to get the different traits of this theme, its most important points and its roots were highlighted. In addition, some important studies were explained, in particular, those which showed the applications of this technique to schizophrenic and bipolar subjects. The starting hypothesis, of the study conducted at Ovida (Spain) over a sample of subjects, assumed that twelve subjects living in the center, six schizophrenic and six bipolar, thanks to the participation in some meditation sessions in which file sounds of the Mindfulness-based Stress Reduction (MBSR) program were used, and by taking advantages from the treatment positive relapses, would be less inclined to elevated anxiety levels. To confirm our hypothesis, we used many different tools, such as: Mini Mental State Examination, Hamilton’s Anxiety Scale, four semi-structured interviews and a sociometric and sociographic data collection. After it, the analysis of the obtained data underlined that only in one case a statistically significant difference between the two groups was observed. In conclusion, it is possible to deduce that this technique is very useful for schizophrenic and bipolar patients, not only for the anxiety management, but also for the other symptoms. Consequently, it is very important for future scientific research to strive in this outlook.

La psicologia ambientale e architettonica nei centri servizi per anziani

Studente: Sharon Alfano
Titolo tesiLa psicologia ambientale e architettonica nei centri servizi per anziani
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Lieta Dal Mas
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 19 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Il presente lavoro ha lo scopo di illustrare i più recenti sviluppi dell'impiego della psicologia architettonica e ambientale a supporto della psicologia, in particolare negli interventi clinici e riabilitativi rivolti agli anziani residenti in strutture. Inizialmente, verrà rappresentata una rassegna della letteratura esistente, con particolare riferimento agli elementi dell’ invecchiamento attivo che possono andare a modificare il benessere eudemonico di una persona e come questo incida su aspetti biologici relativi a diversi sistemi e apparati, quali il sistema neuroendocrino, immunitario e cardiovascolare; oltre ad aspetti relativi alla qualità del sonno. Successivamente, verranno riportate le ricerche relative alla psicologia ambientale, le quali vanno nella direzione di dimostrare come gli interventi volti a favorire l’inserimento di elementi naturali in un ambiente già esistente (attraverso la modifica degli spazi presenti e/o la costruzione di nuovi ambienti) possa favorire il benessere eudemonico, non solo della persona anziana ma, più in generale, anche dei pazienti ospedalizzati. Verrà quindi presentato un progetto che tiene in considerazione gli interventi psicoeducativi che hanno l’intento di preservare il funzionamento cognitivo di un ospite di un Centro Servizi Anziani, unitamente ad un questionario per indagare lo stato di benessere relativo al tipo di ambiente in cui risiedono.

The present work aims to illustrate the most recent developments in the use of architectural and environmental psychology in support of clinical psychology. In particular, it will interest clinical and rehabilitative interventions for elderly residents in facilities. Initially, an exposure of the existing literature will be represented. In particular, it will focus on the elements of active aging and how these can modify the person's eudemonic well-being. Besides, it will be analyzed how these biological aspects are related to different systems, such as the neuroendocrine, immune and cardiovascular, also about sleep quality. Then, we report some research on environmental psychology will be reported. These studies go in the direction in the direction of demonstrating how the interventions aimed at favoring the insertion of natural elements in an already existing environment (through the modification of the present spaces and / or the construction of new environments ) can promote eudemonic well-being, not only of the elderly person but, more generally, also of hospitalized patients. In conclusion, a project will be introduced. It concern the psycho-educational interventions aim at preserving the cognitive functioning of hosts of an Elderly Care Center. A questionnaire will also investigate the state of well-being concerning the type of environment which they reside.

Il trauma psicologico e le memorie traumatiche in eta' evolutiva: approcci clinici e sviluppi teorici. Sperimentazione di un protocollo sensomotorio con ospiti di una comunita' terapeutica per minori

Studente: Antonio Pignatto
Titolo tesiIl trauma psicologico e le memorie traumatiche in eta' evolutiva: approcci clinici e sviluppi teorici. Sperimentazione di un protocollo  sensomotorio con ospiti di una comunita' terapeutica per minori
Docente relatore: Prof. Ernesto Gianoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Giuseppina Sangiuliano
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 19 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Il presente lavoro di tesi prende le mosse da una approfondita ricerca bibliografica sul concetto di trauma e sulla dissociazione psicologica che viene sistematizzato alla luce delle più recenti scuole di pensiero e principalmente quindi: pensiero psicoanalitico, pensiero evolutivo e relazionale e pensiero neurobiologico. Vari approcci alla materia sono modellati e ricondotti agli ultimi studi sul disturbo post-traumatico da stress (PTSD). Nel suo proseguo la tesi raccoglie una copiosa produzione bibliografica, prevalentemente statunitense, sulle principali scale di misurazione del PTSD per poi testare (in un campione ridotto e di comodo) una di queste scale a titolo sperimentale. Il Lavoro si conclude con un inquadramento di una popolazione bersaglio di eventi traumatici come quella Siriana che è stata oggetto della rilevazione e, in conclusione, propone un recentissimo modello di studio e terapia del PTSD.

This dissertation work is based on a serious bibliographic research about the concept of trauma and psychological dissociation, which is systematized in the light of the most recent schools of thought like: psychoanalytical thinking, evolutionary & relational thinking and neurobiological thinking. Various approaches to the subject are modeled and traced back to the latest studies on posttraumatic stress disorder (PTSD). In his paper, the thesis collects several US-based bibliographic production on the major PTSD measurement scales and then tests one of these scales on an experimental sample The Work concludes with a study of a target population of traumatic events such as the Syrian refugees that has been the subject of detection and, in conclusion, proposes a recent model of PTSD study and therapy.

La comunicazione Nonviolenta: l'empatia come strumento di educazione e cura

Studente: Alessandra Grespan
Titolo tesiLa comunicazione Nonviolenta: l'empatia come strumento di educazione e cura
Docente relatore: Prof. Ernesto Gianoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Giuseppina Sangiuliano
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro 
Data discussione tesi: 19 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Nel presente lavoro si intende presentare la Comunicazione Nonviolenta (CNV), uno strumento di comunicazione e pensiero ideato dallo psicologo americano Marshall Rosenberg per migliorare la capacità di introspezione e l’empatia verso sé stessi e gli altri, sviluppando relazioni umane di qualità. Nel primo capitolo è presentata un’analisi sulle origini della violenza secondo la psicologia sociale; il fine è di esaminare l’attuale scenario sociale, in cui la pervasività del conflitto e dell’aggressività potrebbero indurre a pensare che questi comportamenti siano una componente fondamentale della natura umana. Nel secondo capitolo è esposto il pensiero di Marshall Rosenberg che, partendo dall’assunto che la natura umana è empatica e non violenta, giunge ad elaborare la Comunicazione Nonviolenta, un processo di linguaggio e pensiero che si basa su quattro componenti essenziali: osservazione, sentimenti, bisogni e richieste. Nel terzo capitolo l’analisi è spostata sul concetto di empatia: il costrutto che sta alla base del cuore teorico della Comunicazione Nonviolenta, a cui Rosenberg attribuisce un potere guaritore. 
Nell’ultimo capitolo, infine, sono esposti i benefici per il benessere e per l’equilibrio psichico delle persone e gli ambiti di applicazione della Comunicazione Nonviolenta. 

The aim of this paper is to present Noviolent Communication, an instrument of communication and an approach developed by the American psychologist Marshall Rosenberg, as a tool to improve our ability for introspection and empathy with regards to both ourselves and others developing, in this way, quality human relationships. 
The first chapter analyses the origin of violence based on the principals of social psychology in order to understand current social scenarios where the pervasiveness of conflict and aggressiveness may lead to an impression that these behaviours are a fundamental component of human nature.  The second chapter discusses the work of Marshall Rosenberg who started with the assumption that human nature is empathic and noviolent and continues by elaborating the theory of Noviolent Communication, a process of language and thought based on four fundamental pillars: observation, feelings, needs and requirements.  The third chapter focuses on an analysis of the concept of empathy, the heart of Noviolent Communication, to which Rosenberg ascribes a healing power.  Finally, the last chapter presents the benefits of Noviolent Communication on wellbeing and psychic equilibrium as well as his fields of application.