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Lo Psicologo come promotore di processi di mediazione nella scuola

Studente: Anna Martini
Titolo tesiLo Psicologo come promotore di processi di mediazione nella scuola
Docente relatore: Prof.ssa Cinzia
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Questa tesi si propone come obiettivo l'analisi del ruolo che lo psicologo può assumere all'interno della scuola, intesa come sistema educativo di istruzione e formazione in cui sono coinvolte diverse figure professionali, con le quali è necessario che collabori per il raggiungimento del benessere a scuola. Il percorso si struttura partendo dai fondamenti del modello sistemico, prosegue mettendo in luce i principi sistemici della mediazione e le diverse fasi dalla valutazione del conflitto fino al processo di mediazione. Prendo quindi in considerazione la mediazione con una declinazione sistemica.In seguito passo ad esaminare il ruolo dello psicologo a scuola, ruolo caratterizzato da particolari aree e tecniche di intervento attraverso cui promuovere l’attivazione di buone prassi per favorire un lavoro di rete tra scuola, famiglia e servizi del territorio.Successivamente riporto alcune esperienze di mediazione a scuola, mettendo a confronto alcuni progetti attuati negli Stati Uniti con altri presenti in Italia.In questi progetti viene evidenziata l’importanza della mediazione come risorsa per la scuola e in che modo lo psicologo possa divenire promotore di processi di mediazione, attraverso specifiche modalità di intervento, che permetteranno agli insegnanti e agli alunni stessi di diventare a loro volta mediatori, dopo un’adeguata formazione.La formazione promossa dallo psicologo, fornisce loro strumenti e attività che favoriscono una maggiore comprensione delle dinamiche del gruppo, comprensione che permette poi agli insegnanti di costruire un intervento mirato per favorire il benessere in classe.Concludo il mio percorso presentando un progetto di intervento preventivo-educativo nel territorio veronese all’interno di una scuola dell’infanzia, dove ho svolto un’esperienza formativa di tirocinio. Ho così potuto sperimentare personalmente l’importanza del ruolo dello psicologo nella scuola e del lavoro in un’equipe multi-professionale, che permetta di prendersi cura dello sviluppo del bambino nella sua globalità, obiettivo raggiungibile attraverso un lavoro di rete tra famiglia, scuola e risorse del territorio, che si occupano del suo benessere.

This thesis aims at analyzing the role that the psychologist can assume within the school, understood as an educational system of formation and training in which various professional figures are involved, with whom it is necessary to collaborate for the achievement of well- being at school. The path is structured starting from the foundations of the systemic model and proceeds by highlighting the systemic principles of mediation and the different phases from the evaluation of the conflict up to the process of mediation. I therefore take into account mediation with a systemic declination. Afterwards, I move on to examine the role of the psychologist in the school system, a role characterized by particular areas and techniques of intervention through which to promote the implementation of good practices to foster synergy between school, family and local services.Thereafter I report some experiences of mediation at school, comparing some projects implemented in the United States with others present in Italy.These projects highlight the importance of mediation as a resource for the school and how the psychologist can become a promoter of the mediation processes, through specific methods of intervention, which would allow teachers and pupils themselves to become mediators, after adequate guidance and training.The training promoted by the psychologist, provides them with tools and activities that promote a greater understanding of the dynamics of the group, an understanding that then allows teachers to build targeted measures to promote well-being in the classroom.I conclude my journey by presenting a preventive-educational plan of intervention in Verona within a nursery school, where I have carried out an internship training experience. I was able to personally experience the importance of the role of the psychologist at school and work in a multi-professional team, which focuses on the development of the child in its entirety. An objective that is achievable through a network between family, school and resources from the community, which are concerned with pupils well-being.

Bisessualità: dall’antichità al futuro

StudenteChiara Toninelli
Titolo tesiBisessualità: dall’antichità al futuro. Analisi di un orientamento sessuale con studio di casi e focus sul concetto di fluiditá/plasticitá sessuale
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof.ssa Giulia Marella
Presidente commissione di tesi: Prof. Mario Magrini
Data discussione tesi: 16 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

La tesi si propone di analizzare e prendere in esame il vasto, poco conosciuto, ma molto attuale tema della bisessualità, ponendo anche attenzione al confinante concetto di Fluidità sessuale. Dopo un breve riferimento al concetto di bisessualità e alla presentazione del modo in cui essa venisse praticata nell’antichità, viene esposto l’apporto di Freud su tale tema. Si prende quindi in esame il costrutto della Fluidità/Plasticità sessuale secondo diversi autori, tra i quali Lisa Diamond e Baumeister, a cui segue un’analisi di diverse ricerche relative alle differenze nelle risposte sessuali di uomini e donne. Successivamente viene presentato uno studio americano relativo agli aumenti di comportamenti e atteggiamenti di accettazione verso i bisessuali tra gli anni settanta e il 2014. Nella tesi sono inserite anche due interviste a persone bisessuali e presentati diversi test utilizzati per sondare l’orientamento sessuale. L’elaborato si conclude ponendo l’accento sul futuro della bisessualità: vengono infatti esposti i nove fattori che secondo Fritz Klein potranno influenzare la sessualità negli anni a venire e l’innovativa idea di Veronesi su tale tema.
Parole chiave: bisessualità, atteggiamenti, identità, androginia, pregiudizio

The thesis aims to analyse and examine the vast, little-known, but very current theme of bisexuality, also paying attention to the adjoining concept of Sexual Fluidity. After a brief reference to the concept of bisexuality and the presentation of the way it was practiced in ancient times, Freud's contribution on this theme is presented. It then examines the construct of Fluidity / Sexual Flexibility according to several authors, including Lisa Diamond and Baumeister, then follows an analysis of different research relating to differences in the sexual responses of men and women. Subsequently, an American study is presented on the increases in behaviour and attitudes of acceptance towards bisexuals between the seventies and 2014. In the thesis are also included two interviews with bisexual people and presented several tests used to probe sexual orientation. The thesis concludes with an emphasis on the future of bisexuality: in fact, the nine factors that, according to Fritz Klein, may influence sexuality in the years to come and Veronesi's innovative idea on this subject are presented.
Keywords: bisexuality, attitudes, identity, androgyny, prejudice

Adolescenti e pornografia. Formazione e prevenzione in un intervento psicoeducativo

Studente: Miriam Piazza
Titolo tesiAdolescenti e pornografia. Formazione e prevenzione in un intervento psicoeducativo
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof.ssa Giulia Marella
Presidente commissione di tesi: Prof. Umberto Fontana
Data discussione tesi: 16 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

La tesi è il risultato di un interesse personale riguardo il tema della sessualità in toto, ma nello specifico ho voluto approfondire il tema dell’educazione sessuale collegata alla relazione che si instaura tra adolescente e materiale pornografico, spesso eletto “grande maestro” e, come essi concepiscano l’orizzonte sessuale.
Il progetto di lavoro, partendo dalla storia dell’educazione sessuale, analizzerà in seconda battuta il concetto di educazione sessuale avvalendosi dell’approccio Rogersiano, per poi concentrarsi sull’adolescenza e sulle prime esperienze sessuale dell’individuo, fino ad arrivare agli usi di internet e della pornografia.
Lo scopo dell’elaborato consiste nell’osservare i modelli di educazione a cui ho fatto riferimento collegati alla tematica degli adolescenti e l’uso della rete, al fine di sviluppare una psico-educazione sessuale a tutto tondo, che tenga conto dell’importanza dei media, al fine di proporne una lettura critica e sensibilizzare i più giovani al loro utilizzo.

The thesis is the result of a personal interest regarding the theme of sexuality in toto, but specifically I wanted to deepen the theme of sexual education related to the relationship that is established between adolescent and pornographic material, often elected "great teacher" and, as they conceive of the sexual horizon. Starting from the history of sexual education, the working project will analyze the concept of sex education in the second place using the Rogersian approach, and then focus on adolescence and on the first sexual experiences of the individual, up to the use of the Internet. and pornography. The purpose of the elaborate is to observe the models of education to which I have referred connected to the issue of adolescents and the use of the network, in order to develop a comprehensive psycho-sexual education that takes into account the importance of media, in order to propose a critical reading and to make young people aware of their use.

Dalla psicoanalisi all’analisi transazionale: una prospettiva dentro cui studiare lo sviluppo della relazione tra l’uomo e Dio

StudenteEleonora Merlo
Titolo tesiDalla psicoanalisi all’analisi transazionale: una prospettiva dentro cui studiare lo sviluppo della relazione tra l’uomo e Dio
Docente relatore: Prof.ssa Catia Martorello
Docente controrelatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 14 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente lavoro nasce da una domanda di fondo: in che modo la relazione con Dio, in particolare quella che si instaura nella religione cristiana, può diventare possibilità di crescita e di sviluppo umano per la persona credente? Nel tentativo di dare risposta a questa domanda si propone un percorso che a partire dalla concezione freudiana di Dio, ovvero quella di un padre innalzato che mantiene l’uomo in uno stato di immaturità, evolve nella teorizzazione di Ana Maria Rizzuto nella quale Dio si configura come una rappresentazione dinamica e complessa, origina dalle introiezioni delle figure genitoriali e si sviluppa modificandosi in base alle relazioni e agli eventi significativi che avvengono durante tutto il corso della vita. Nello specifico della religione cristiana, Antoine Vergote sottolinea come credere in un Dio che si rivela, che si rivolge all’uomo in una relazione dialogica lo porta inevitabilmente a decentrarsi, in virtù di una relazione che lo chiama continuamente verso l’A/altro. Questa relazione verrà quindi studiata attraverso il modello dell’Analisi Transazionale: i concetti di stati dell’Io e di copione forniscono una lente dentro la quale leggere le dinamiche relazionali e quindi anche la relazione tra uomo e Dio che, come si evince dallo studio svolto, ha le caratteristiche di una “qualsiasi” relazione, partecipa allo sviluppo del Sé della persona, influisce sulle altre relazioni ed evolve grazie alle stesse.

This work has its roots in a fundamental question: in which way our relationship with God, specifically the one that generates within the Christian religion, can became an opportunity for the faithful to develop and grow. In the attempt to answer such a question we propose a journey that starts with the Freudian definition of God, a glorified father that keeps humans in a state of immaturity, and ends in the theory of Ana Maria Rizutto. For Ana Maria Rizutto God is a dynamic and complex representation originating in the parental figures that develops and changes over time, shaped by the relationships and key events in our lives. With regards to the Cristian religion, Antoine Vergote highlights how believing in a God that reveals itself, that interacts with man in a dialogic fashion inevitably takes man out of the center stage through a relationship that calls him towards others. That relationship will thus be studied under through Transactional Analysis. The concept of “ego states” and “script” provide a lens that will allow us to read the relationship dynamics and therefore also the relationship between man and God. According with the study, that relationship has the features of any relationship. It contributes to the development of Self developent, it impacts on other relationships and it evolves thanks to them.

Adozione tra opportunità e ricerca delle origini

Studente: Sofia Marcucci
Titolo tesiAdozione tra opportunità e ricerca delle origini
Docente relatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Docente controrelatore: Prof.ssa Catia Martorello
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 14 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente studio analizza l’adozione come un’opportunità per l’adottato, ed esamina le dinamiche che s’istaurano con in genitori adottivi, di relazione, e con i genitori naturali, di rappresentazione e contatto nei tempi dei social media. Tratteremo i vissuti abbandonici e la storia del bambino adottato, soffermandosi sul funzionamento di bambini traumatizzati, e di come le esperienze avverse possano creare Modelli Operativi Interni negativi, spiegando come i genitori adottivi possano aiutarlo ad integrare il proprio Sé. Tratteremo i pregiudizi che spesso hanno operatori che lavorano nel settore, riguardo bambino adottivo, genitore adottivo e genitore biologico, e di come le aspettative possano influire sulla riuscita stessa dell’adozione. Saranno presi in esame i rischi e le opportunità offerte dall’adozione e giungeremo tramite la teoria dell’attaccamento a capire il potenziale di cambiamento nei pensieri, sensazioni e comportamenti dei bambini, grazie a nuove relazioni. Affronteremo le conseguenze dell’abbandono sul difficile percorso identitario del bambino e per quanto riguarda le adozioni internazionali definiremo il rapporto tra etnicità e processo adottivo. Si tratterà il tema della ricerca delle origini e delle informazioni, tenendo conto del punto di vista giuridico. Verrà anche esaminato l’atteggiamento di alcuni tribunali per minorenni, nell’iter della ricerca delle origini. Vedremo l’importanza di sviluppare una comunicazione aperta e una narrazione, che non sarà solo di informazioni sulla storia del bambino, ma sull’espressione e lo scambio delle emozioni. E si approfondirà cosa capiscono i bambini della loro situazione di adottati a seconda dell’età. Infine, analizzeremo l’imminente diffusione di Internet e dei social media, e le ripercussioni che comporta sia nel nucleo adottivo sia eventualmente nei genitori biologici. Da una lettura di molti casi è emerso che il ricontattare o essere ricontattati dai genitori può portare sia una distorsione del percorso evolutivo dell’adottato sia un’evoluzione positiva per lo sviluppo dell’identità, la differenza è data dal modo in cui il contatto è gestito, dato che non è possibile avere un controllo sui social, risulta necessario sviluppare dei servizi di sostegno e accompagnamento alla ricerca.

The present study analyzes the adoption as an opportunity for the adopted, and examines the dynamics that engage with adoptive parents, in relationships, and with natural parents, of representation and contact in the times of social media We will face the analyzes the experience of abandonment and the personal history of the adopted child. We will focus on the functioning of traumatized children, and how adverse experiences can create negative Internal Operative Models, by explaining how adoptive parents can help them integrate their own Self. We will deal with deep-rooted biases shared by care professionals regarding the adoptive child and both adoptive and biological parents and how expectations can affect the success of the adoption itself. We will examine the risks and opportunities offered by the adoption and through the attachment theory we will come to understand the potential for change in children's thoughts, sensations and behaviors thanks to new relationships. We will face the consequences of abandonment on the difficult identity path of the child and as regards international adoptions we will try to define and better understand the relationship between ethnicity and the adoptive process. We will debate the topic of the search of the child’s own origins and related information, taking into account the legal point of view. The attitudes of some juvenile courts towards the search of the origins will also be examined. We will underline the importance of developing an open communication and a storytelling which will not only be about the child's own personal history, but about the expression and exchange of emotions as well. Furthermore, we will examine in depth what children actually understand of their own situation of adopted according to their age. Finally, we will analyze the spread of the Internet and social media, and the impact that this might have on both the adoptive unit and, possibly, the biological parents. A comprehensive scientific literature showed that the act of reaching out to or being contacted by parents could lead to either a distortion of the adopted child’s evolutionary path or to an evolutionary experience positive for the child’s identity development. The way this contact is carried out marks the difference between the two possible outcomes. It is therefore necessary to develop support and supervision services for the research.

Muri Bianchi Come offrire voce al silenzio e dare colore e forma a sentimenti nascosti

Studente: Luigi Fabemoli
Titolo tesiMuri Bianchi Come offrire voce al silenzio e dare colore e forma a sentimenti nascosti dietro muri bianchi, in soggetti affetti da Mutismo Selettivo Analisi di casi trattati con la musicoterapia
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Presidente commissione di tesi: Prof. Nicola Giacopini
Data discussione tesi: 14 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

L’elaborato, strutturato secondo quattro macro-aree, cerca di presentare e definire il Disturbo noto come Mutismo Selettivo, attraverso un’analisi dell’eziologia, delle teorie di riferimento e dei differenti approcci, per poi individuare la portata del problema su parte del territorio italiano, con relative ipotesi e considerazioni e, infine, illustrare due casi clinici trattati con la musicoterapia. Nella prima sezione vengono illustrati nel dettaglio i vari approcci e trattamenti: da quello cognitivo-comportamentale, a quello psicodinamico, per passare da quello farmacologico, la terapia famigliare, la terapia logopedica, il self-modelling e i cosiddetti trattamenti misti. Nella seconda sezione, dopo aver creato un quadro di riferimento, tenendo conto anche delle ultime ricerche svolte in campo internazionale, viene esposto il “Core” del lavoro stesso, che è rappresentato dall’indagine, svolta in diverse regioni d’Italia, per individuare i soggetti frequentanti la scuola dell’obbligo, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di primo grado, con caratteristiche ascrivibili al disturbo, con relative analisi dei dati, riflessioni ed ipotesi. In questo caso, i manuali diagnostici di riferimento, che sono stati utilizzati per l’inquadramento del disturbo e che sono anche alla base della costruzione del questionario utilizzato per l’indagine, sono il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5) e l’International Classification of Diseases (ICD 10). In questa parte del documento, in una sorta di diario di bordo, vengono illustrate tutte le fasi del percorso effettuato e del lavoro svolto, da quelle meramente tecniche, relative alla costruzione del questionario, alla sua somministrazione, alla raccolta ed analisi dei dati, a quelle di carattere organizzativo-burocratiche, con successive riflessioni. La terza sezione della tesi presenta l’evoluzione del bambino da 3 a 14 anni secondo la visione della pediatria, dell’Istituto Superiore della salute, di Freud, Piaget, Erikson, Vianello e di Wallon, per cogliere eventuali aspetti che potrebbero caratterizzare il comportamento dei soggetti con caratteristiche ascrivibili al disturbo oggetto d’indagine.

L’elaborato, strutturato secondo quattro macro-aree, cerca di presentare e definire il Disturbo noto come Mutismo Selettivo, attraverso un’analisi dell’eziologia, delle teorie di riferimento e dei differenti approcci, per poi individuare la portata del problema su parte del territorio italiano, con relative ipotesi e considerazioni e, infine, illustrare due casi clinici trattati con la musicoterapia. Nella prima sezione vengono illustrati nel dettaglio i vari approcci e trattamenti: da quello cognitivo-comportamentale, a quello psicodinamico, per passare da quello farmacologico, la terapia famigliare, la terapia logopedica, il self-modelling e i cosiddetti trattamenti misti. Nella seconda sezione, dopo aver creato un quadro di riferimento, tenendo conto anche delle ultime ricerche svolte in campo internazionale, viene esposto il “Core” del lavoro stesso, che è rappresentato dall’indagine, svolta in diverse regioni d’Italia, per individuare i soggetti frequentanti la scuola dell’obbligo, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di primo grado, con caratteristiche ascrivibili al disturbo, con relative analisi dei dati, riflessioni ed ipotesi. In questo caso, i manuali diagnostici di riferimento, che sono stati utilizzati per l’inquadramento del disturbo e che sono anche alla base della costruzione del questionario utilizzato per l’indagine, sono il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5) e l’International Classification of Diseases (ICD 10). In questa parte del documento, in una sorta di diario di bordo, vengono illustrate tutte le fasi del percorso effettuato e del lavoro svolto, da quelle meramente tecniche, relative alla costruzione del questionario, alla sua somministrazione, alla raccolta ed analisi dei dati, a quelle di carattere organizzativo-burocratiche, con successive riflessioni. La terza sezione della tesi presenta l’evoluzione del bambino da 3 a 14 anni secondo la visione della pediatria, dell’Istituto Superiore della salute, di Freud, Piaget, Erikson, Vianello e di Wallon, per cogliere eventuali aspetti che potrebbero caratterizzare il comportamento dei soggetti con caratteristiche ascrivibili al disturbo oggetto d’indagine. classification of the disorder and which are also the basis of the construction of the questionnaire used for the survey, are the Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5) and the International Classification of Diseases (ICD 10). This part of the document, presented as a sort of logbook, illustrates all the phases of the path taken and the work carried out, from the purely technical ones, relating to the construction of the questionnaire, its administration, the collection and analysis of data, to those of an organisational-bureaucratic nature, with subsequent reflections.
The third section of the thesis presents the evolution of the child from 3 to 14 years according to the vision of paediatrics, the Higher Institute of Health, Freud, Piaget, Erikson, Vianello and Wallon, to capture any aspects that could characterise the behaviour of subjects with characteristics attributable to the disorder under investigation. The fourth part describes the cases of two children treated with expressive therapies and, in this case, with music therapy. After a framing of the music therapy and the model used, a comparison is made between the experiences in the field with two subjects of the same age, but of different sexes and in opposite contexts: a private study and a state school. The conclusion of the work consists of a series of reflections on the experience, on the data obtained, to promote greater knowledge and consideration of the problem, but also and above all to give information to parents and teachers in order to provide practical tools to address the disorder and help subjects to "break" the silence, giving colour and shape to feelings hidden behind white walls.

L’irrecuperabilità del malato è spesso implicita nel luogo che lo ospita

Studente: Celeste Casarin
Titolo tesiL’irrecuperabilità del malato è spesso implicita nel luogo che lo ospita
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Presidente commissione di tesi: Prof. Nicola Giacopini
Data discussione tesi: 14 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

In questo percorso di tesi si vuole approfondire il tema della malattia mentale.
Questo progetto mira essenzialmente a dimostrare la possibile correlazione tra cronicità e luogo che cura. E questo obiettivo non può prescindere dal fare chiarezza sul cosa si intenda per cronicità in psichiatria e da cosa essa sia dovuta. In base all’idea che si aveva della malattia mentale nella storia si sono creati appositi spazi per gestirla e controllarla. Il manicomio ad esempio rispondeva principalmente al mandato sociale di contenere e allontanare la follia dal mondo. Con la legge 180 Italiana del 1978 proposta dallo psichiatra Veneziano Franco Basaglia i manicomi sono stati chiusi, ma è importante ricordare come alcune forme manicomiali possano essere ancora presenti nelle istituzioni o nella rete di servizi odierna. Proprio per questo il secondo obiettivo di questo lavoro è quello di evidenziare i possibili rischi che potrebbero portare l’istituzione di oggi a riprodurre passate pratiche manicomiali. In questo lavoro inoltre, è stato dimostrato come sia possibile attuare forma di recovery e riabilitazione anche per i pazienti psichiatrici più gravi e come sia fondamentale per la persona con disturbi mentali reinserirsi nel territorio ed esercitare i suoi diritti da cittadino. E ancora, in questo elaborato si vuole comprovare come sia possibile attuare interventi e progetti che mettano al centro la persona con i suoi bisogni e con le sue esperienze, piuttosto che la malattia. Per questo è preferibile un approccio incentrato sulle risorse territoriali e personali più che sui deficit. Il paradigma biopsicosociale mostra come la malattia mentale sia dovuta a fattori biologici, genetici e sociali. Allo stesso tempo la malattia mentale provoca nel soggetto disturbi di tipo organico, psichico e sociale. Per questo sono preferibili approcci e strategie di intervento integrati che mirano allo stesso tempo sia al recupero fisico, psicologico e sociale della persona. A quest’ ultimo riferimento, è stato dimostrato come il lavoro e la vita indipendente siano indici molto favorevoli nel processo di guarigione.

In this project of thesis it has been examined the theme of mental desease.
This project focuses on demonstrating the possible correlation between the chronicity and the place that cure. With this purpouse I can not avoid the meaning of chronicity in psychiatry and from what it’s caused by. In history, there have been created proper spaces to manage and control the mental desease in relation to the idea of it. Mental institution, for example, mainly answered the social request of containing and removing madness from the world. With the italian law 180 of 1978, proposed by the venetian psychiatrist Franco Basaglia, the mental instituion have been closed, but it’s important to remember that some types of mental institutions could be still present in the institutions or in the network of services of today. It’s for this reason that the second purpouse of this thesis is highlighting the possible risks that could lead the institution of today to reproduce ancient practices of mental hospitals. In this project it has also been demonstrated how it is possible to realize forms of recovery and rehabilitation also for the most difficult psychiatry patiens and it’s foundamental for the person with mental deseases to reintegrate in the locally territory and exercising his rights as citizen. In this thesis, it has been also proved how it’s possible to realize intervention and projects which put in the center the person with his needs and his experiencies, rather than illness. For this reason it is preferable an approach based on territorial and personal resource rather than deficit. Biopsychosocial paradigm shows how mental desease is caused by biological, genetic and social factors. At the same time the mental desease causes in the subject organic, psychic and social disturbs. For this reason approaches and strategies of intervention that aspire to phisical, psychological and social recovery of the person are preferable. In reference to this, it has been demonstrated how work and indipendent life can be really positive indicators in recovery.

Realizzazione di un’area di consultazione integrata per le prime visite in un centro di salute mentale

Studente: Daniela Matranga
Titolo tesiRealizzazione di un’area di consultazione integrata per le prime visite in un centro di salute mentale : studio della ricaduta della nuova organizzazione nelle dinamiche intraequipè e analisi della qualità di offerta.
Docente relatore: Prof.ssa Alessandra Silvestro
Docente controrelatore: Prof. Marco Monzani
Presidente commissione di tesi: Prof. Giovanni Marchioro
Data discussione tesi: 13 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Il lavoro illustra il progetto di attivazione di un’area di consulenza, realizzato e monitorato nel Centro di Salute Mentale di Padova fra Giugno 2017 e Giugno 2018 e quali siano stati gli esiti della sperimentazione nel breve periodo. Un’analisi longitudinale potrà produrre ulteriori informazioni a sostegno di quanto già emerso allo stato dei fatti. Nel presente lavoro si sottolinea come il progetto sia in linea con le indicazioni riportate negli ultimi documenti sia nazionali che regionali rispetto alla necessità di definizione di nuove linee strategiche di intervento nella salute mentale di fronte alla continua evoluzione e crescita della domanda di cura rivolta ai servizi. La strutturazione dell’area di consulenza recepisce le indicazioni circa la necessità di introdurre percorsi molto contenuti sia nel tempo che rispetto al numero di contatti con il paziente. La consulenza attinge al modello della stepped care e si riferisce alle esperienze maturate sia in Italia che a livello internazionale negli ultimi anni. L’introduzione di questa modalità di intervento consente di razionalizzare le risorse del servizio, circoscrivendo il percorso di cura per alcuni tipi di diagnosi, cercando una maggior collaborazione con i medici di medicina generale e introducendo il concetto di triage infermieristico per la gestione del primo contatto. Il progetto di creazione dell’area di consulenza ha coinvolto l’intero servizio, con la creazione di un gruppo di lavoro dedicato, costituito da una psicologa, un medico consulente dedicato, due tirconianti psicologhe e la referente del servizio psichiatrico. Il triage infermieristico è stato indispensabile per la realizzazione dell’area di consulenza, mentre l’Area psicologica ha offerto supporto in presenza di trattamente necessitanti di percorsi di cura più prolungati nel tempo. L’area di consulenza ha consentito un miglioramento del servizio sia in termini del numero di pazienti a cui si è potuto dar risposta in un anno, sia in termini di maggior disponibilità dei medici per trattamenti specialistici e presa in carico.

This work has a goal: it tryes to figure out how the consultant area project borned, developed and completed in the Padua’s Centro di Salute Mentale between June 2017 and June 2018. In the next future a longitudinal analysis will be able to confirm results of the short term period, giving more informations around facts. The present work underlines how the project is in line with principal guidelines contained in the last official documents both national and regional one, dealing with the need of a new definition of clinical strategies in order to respond to a different and increasing request of care in menthal health against public services. The organisation of the consulting area focus out the guidelines about incoming need of new short 4-session therapy, brief and contained in the timeline. The consultancy refers to the stepped care model and refers to italian and international experiences of the last 30 years. This new kind of treatment is in order to make a great rationalization of the Menthal Servie resources, limited and specific for some kind of diagnosis; it tryes to improve cooperation between general health doctors. It also implement a new concept reguarding nurses, nurses triage dedicated to the first patient contact. The consultant area project engaged the whole service, creating a new specific work group maden of a psycologist, a consultant doctor, two trainees and the due tirconianti psicologhe and the referent doctor of the psychiatric service. Nurses triage was absolutely necessary for the consultant area while the psicologist’s area offered support for long period treatments. The consultin area improved the menthal service offer in terms of number of patients, contiunity care and doctors’ availability for long term treatments.

La violenza, le donne, la vittimizzazione

Studente Giuseppina Di Francia
Titolo tesiLa violenza, le donne, la vittimizzazione
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof.ssa Giulia Marella
Presidente commissione di tesi: Prof. Giovanni Marchioro
Data discussione tesi: 13 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

La violenza è un atto volontario, esercitato da un soggetto su un altro, in modo da determinarlo ad agire contro la sua volontà, causando danni talvolta irreparabili. L'abuso della forza può essere non solo fisico, ma anche espressione di violenza verbale o psicologica (ricatti, intimidazioni, minacce). La violenza è da sempre parte dell’esperienza umana, lo “racconta” la storia. È possibile vederne l’impatto, in diverse forme, in ciascun paese del mondo. Una delle manifestazioni più comuni di violenza che colpisce le donne è infatti quella perpetrata dal marito o dal partner in una “relazione affettiva” che mina l’esistenza psicofisica della vittima. Si verifica, da sempre, in tutti i luoghi, a prescindere dal gruppo sociale, economico, religioso o culturale. La violenza contro le donne è considerata dalla comunità internazionale una violazione dei diritti umani. E’ una relazione di potere asimmetrica che, ha portato nel corso dei secoli gli uomini alla dominazione e alla discriminazione delle donne, impedendone il pieno progresso sociale e culturale, oltre che il pieno godimento dei diritti. Tuttavia tanta strada è stata fatta negli ultimi anni, impegnando le donne in prima persona, e poi lo scenario politico e giuridico. Conquiste fatte attraversando un percorso di sofferenza, discriminazione, omicidi e vittimizzazioni (primaria, secondaria e terziaria), che hanno sviluppando anche un processo di crescita fatto di consapevolezza, competenza ed empatia, che si ritrovano tutti nella dolce culla della solidarietà: i Centri Antiviolenza.

Violence is a voluntary act, exerted by one person on another, so as to determine him to act against his will, causing sometimes irreparable damage. The abuse of force can be not only physical, but also an expression of verbal or psychological violence (blackmail, intimidation, threats). Violence has always been part of human experience, the story "tells" it. It is possible to see its impact, in different forms, in each country of the world. One of the most common manifestations of violence that affects women is in fact that perpetrated by her husband or partner in an "affective relationship" that undermines the psychophysical existence of the victim. It has always occurred in all places, regardless of social, economic, religious or cultural group. Violence against women is considered by the international community as a violation of human rights. It is an asymmetrical power relationship which, over the centuries, has led men to dominate and discriminate against women, preventing their full social and cultural progress, as well as the full enjoyment of their rights. However, a great deal of progress has been made in recent years, involving women in the first person, and then the political and legal scenario. Conquests made through a process of suffering, discrimination, murder and victimisation (primary, secondary and tertiary), which have also developed a process of growth made of awareness, competence and empathy, which are all found in the sweet cradle of solidarity: the Anti-violence Centers.


La prevenzione e il trattamento dell’ADHD mediante l’utilizzo della tecnica del Training Autogeno: un esempio di lavoro con alcuni bambini in età evolutiva

Studente: Erica Saveri
Titolo tesiLa prevenzione e il trattamento dell’ADHD mediante l’utilizzo della tecnica del Training Autogeno: un esempio di lavoro con alcuni bambini in età evolutiva
Docente relatore: Prof. Roberto Baruzzo
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 08 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in:Psicologia clinica e di comunità

L’ADHD (deficit di attenzione e iperattività/impulsività) è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da tre sintomi puri: disattenzione, iperattività e/o impulsività che causano una compromissione del funzionamento del soggetto in diversi ambiti della vita quotidiana. Per il trattamento di questo disturbo è consigliato un approccio multimodale che prevede un’azione sinergica delle strutture psico educative, sociosanitarie e famigliari che si prendono cura del bambino. La figura dello psicologo clinico può essere un elemento di collegamento tra i vari settori; familiare, scolastico e psico – sanitario creando accordo tra le parti e un miglioramento della capacità comunicativa. Questo lavoro prende in considerazione il Training Autogeno come strumento di aiuto per i bambini con ADHD e come metodo di prevenzione delle problematiche evolutive portando ad esempio due casi seguiti nel settore psico educativo. Il Training Autogeno di base, attraverso l’allenamento costante, favorisce il riequilibrio e il miglioramento della propria capacità di autoregolazione con un conseguente miglioramento della qualità della vita dell’individuo. La metodologia autogena è in continua evoluzione, sta continuando a ricevere conferme neuro scientifiche e si è dimostrata valida in molti campi di applicazione. Auspicando in un ulteriore approfondimento di questa tematica, l’idea di questo elaborato è quello di far conoscere il Training Autogeno e di incentivare la sua applicazione, non solo come valido aiuto, ma anche come metodo preventivo per la promozione del benessere.

ADHD (Attention Deficit Hyperactivity/Impulsivity Disorder) is a neurodevelopmental disorder which is characterized by three symptoms: inattention, hyperactivity and/or impulsivity causing impairment of the individual’s functions in a variety of everyday life situations. A multimodal treatment approach to ADHD is recommended, where by psychoeducational, health & social care and family support institutes dedicated to child care act in synergy. The clinical psychologist can act as a link among the family, school and psychomedical settings, improving communication and favouring conciliation among these. Autogenic Training is envisaged in this paper as a support tool for children affected by ADHD as well as a preventive method in relation to developmental issues. Specifically, two cases from the psychoeducational sector are mentioned herein. If performed regularly, Basic Autogenic Training restores equilibrium and the individual’s self-regulation ability, thus improving his/her quality of life. The Autogenic methodology is in constant evolution and continues to be neuroscientifically acknowledged. It proved to be effective in several application fields. This paper aims at encouraging further research in Autogenic Training by making it known and by encouraging its application not only as a precious support tool but also as a preventive method to promote well-being.