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Viaggio nel disagio giovanile: i disturbi alimentari maschili e la loro declinazione nel mondo odierno

Studente: Marco Pasqualetto
Titolo tesiViaggio nel disagio giovanile: i disturbi alimentari maschili e la loro declinazione nel mondo odierno
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof. Roberto Baruzzo
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro 
Data discussione tesi: 08 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in:Psicologia clinica e di comunità

L’argomento di questo elaborato sono i disturbi del comportamento alimentare, in particolar modo quelli maschili. Gli obiettivi della tesi consistono nell’inquadrare questo tipo di disturbo all’interno di una cornice storica e simbolica. Inoltre, si vuole approfondire come si coniughi questa patologia nell’uomo, trovando somiglianze e differenze con i casi femminili. Per tale motivo si è partiti dall’anoressia e bulimia, per arrivare ai nuovi disturbi alimentari come l’ortoressia e la bigoressia. La tesi è stata prodotta con una metodologia di lavoro che ha portato ad un approfondimento bibliografico. Sono stati presi in considerazione e confrontati diversi autori specializzati in questo argomento. Questo lavoro si articola in tre capitoli. Nel primo viene esplorata la storia del corpo e del cibo, analizzando i significati simbolici e psicologici che questi elementi assumono. Nel secondo sono riportate l’anoressia, la bulimia, il loro significato simbolico. Alla fine di questo capitolo, si sono osservate le dinamiche familiari della persona che soffre di disturbo alimentare. Nel terzo viene esplorato il mondo maschile, i disturbi alimentari maschili e in particolare l’ortoressia e la bigoressia.

Abstract (English version) The topic that will be faced in this work is about the eating behaviour disorder, in particular, the male ones. The target of the thesis is to attend to understand this kind of disturb inside of an historical and symbolic frame. Moreover, it will be studied in deep the way this disturb is combined in the male population, finding similarities and differences compared to the female one. For this reason, starting from anorexia and bulimia, it will be introduced the new eating disorders such as orthorexia and bigorexia. The thesis follows a work methodology, which leads to a bibliographical analysis. It had been considered and compared different authors specialized in this topic. This work is articulated in three chapters. In the first one is explored the history of body and food, analyzing the symbolic and psychological meanings that these elements assume. In the second one, are reported the anorexia and bulimia disorders with their symbolic meaning. At the end of this chapter, it studies observes the family’s dynamics of person with an eating disorder. In the third one, is explored the male world, the male eating disorders and, in particular, orthorexia and bigorexia.

Caso clinico: angelo, l’elaborazione psicologica della separazione in un coppia madre-bambino

Studente: Solage Montagner
Titolo tesiCaso clinico: angelo, l’elaborazione psicologica della separazione in un coppia madre-bambino
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof. Marco Ballico
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 08 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Nel corso della storia, molti autori si sono soffermati sullo studio della relazione madre-bambino. Essi hanno portato il loro contributo per farci comprendere l’importanza della relazione con le figure di riferimento nella fase dell’infanzia, per il nostro sviluppo sia fisico che psichico.
Quindi possiamo affermare che la nascita è la prima separazione dalla madre e da uno stato che si può immaginare come estremamente rassicurante.
Ed è proprio tale separazione l’argomento di questo elaborato finale: “Il Caso di Angelo”, un bambino di quattro anni arrivato in consultazione per un problema nella gestione della separazione dalla madre, per crisi di rabbia e difficoltà ad accettare i limiti.
Nel percorso psicoterapico il bambino ha presentato dei miglioramenti per quanto riguarda la separazione e la gestione della rabbia, venendo in contatto con le proprie parti cattive, riconoscendole e accentandole. In questo modo egli ha potuto anche dimostrare la sua aggressività senza sentirsi l’oggetto cattivo della situazione, permettendosi così la possibilità di sbagliare. Mentre la mamma ha iniziato a lavorare su se stessa, per quanto le è stato possibile, entrando in contatto con la propria aggressività, riconoscendola e contenendola senza proiettarla sul figlio.

Over the course of history, many authors have addressed the relationship between mother and child in several studies. Their contributions allow us to understand the pivoltal importance of relating to the reference figures in the phase of infancy, for both our physical and mental development.
We can then claim that birth is the first separation from the mother and from a state which can be imagined as extremely reassuring. Such separation is thus the subject of the present dissertation, through "the case of Angelo", a four-year-old boy who came to therapy because of his difficulty managing his separation from his mother, anger issues, and scarce acceptance of boundaries.
In the psychotherapeutic path, the child showed improvements concerning both his separation and anger management issues, getting in touch with his negative parts, recognizing and accepting them. In this way he could also display his aggressiveness without feeling like the evil object of the situation, thus allowing himself the possibility of making mistakes. Meanwhile, his mother started working on herself, as much as she could, coming into contact with her own aggressiveness, recognizing and containing it without projecting it onto her son.

Anoressia e bulimia nervosa esposte nella vetrina del mondo virtuale

StudenteLaura Grandi 
Titolo tesiAnoressia e bulimia nervosa esposte nella vetrina del mondo virtuale
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof. Marco Ballico
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 08 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Il seguente elaborato parte da un interesse personale nei confronti del tema dei disturbi alimentari, nello specifico anoressia e bulimia nervosa, affrontato anche durante il mio percorso universitario. Gli obiettivi di questo testo sono conoscere ed approfondire il rapporto degli adolescenti con il mondo social e come si declina il disagio anoressico e bulimico nel teatro del virtuale. Si è partiti inquadrando queste due tipologie di disagio da punto di vista sintomatologico mediante l’utilizzo del DSM 5 e all’interno dello stesso capitolo si è cercato di dare una lettura psicodinamica. Successivamente, partendo dalla letteratura esistente, è stata approfondita l’eziopatogenesi di questi due disturbi suddividendo i fattori in tre categorie: predisponenti, precipitanti e perpetuanti, con un’attenzione specifica al mondo virtuale; con una focus particolare per Instagram. Infatti, procedendo nel testo si affronta l’utilizzo dei social network nelle persone che soffrono di anoressia o bulimia nervosa, evidenziando come questo mondo parallelo non sia una minaccia per tutti gli adolescenti ma lo può diventare per chi ha una fragilità identitaria e ricerca una risposta all’interno dei gruppi on line, dove, ad oggi, si riuniscono dietro hashtag (#) soprattutto su Instagram. Dall’elaborato emerge che i social network offrono la possibilità di avere una risposta identitaria alle persone che soffrono di anoressia e bulimia nervosa. Tuttavia, l'esame della letteratura disponibile ha portato evidenza della presenza esigua di interventi preventivi sul tema Pro Ana e Pro Mia, a tal proposito si propone una riflessione sul processo di informazione legato al mondo dei disturbi del comportamento alimentare.

The topic chosen is about the theme of eating disorders, in particular anorexia and bulimia nervosa and the application of social network’s world, like Instagram, employed with a psychodynamic point of view. What this text aims at is to know and deepen the relation between the teenagers and the social world and how anorexia and bulimia show itself in the virtual theatre. The thesis started from classifying this two types of discomfort from a symptomatological point of view through the using of the DSM 5 and inside the same chapter we have tried to give a psychodynamic interpretation of these psychopathologies. Subsequently, starting from the existing literature, it has been deepened the etiopathogenesis of these two eating disorders divided into three categories of factors: predisposing factors, precipitant factors and perpetuant ones, with a particular attention for the virtual world; in particular Instagram. Indeed, proceding on the text we have actually focused on the use of social network in people who are anorexic or bulimic underlining how this parallel world is not a threat for all teenagers but for those who have an identitary weakness and look for an answer that they find in on line groups, which, they gather behind hashtag (#) especially on Instagram. The social network offers the possibility of having an identitary answer for people who are anorexic and bulimic. However, the examination of the available literature has brought to the conclusion that there are not many preventive interventions of the Pro Ana and Pro Mia’s profiles in Italy. The text highlights the necessity of information about the new undertones that these disorders are developing.

Utilizzo del genogramma familiare in interventi di counseling narrativo per favorire la motivazione al cambiamento.

Studente: Erika Marangoni 
Titolo tesiUtilizzo del genogramma familiare in interventi di counseling narrativo per favorire la motivazione al cambiamento.
Docente relatore: Prof. Marco Ballico
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 08 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Le trasformazioni economiche e sociali degli ultimi anni hanno profondamente cambiato il mondo del lavoro e rese più precarie le condizioni di vita di un gran numero di persone. Il lavoro non rappresenta solo una fonte di sostentamento, ma contribuisce alla strutturazione dell’identità dell’individuo, all’espressione della sua dignità e alla realizzazione del proprio progetto di vita. La mancanza di lavoro, generalmente determina una condizione estremamente difficile nell’esistenza di una persona e può rendersi necessario il ricorso ad un’attività di orientamento professionale. I moderni paradigmi dell’orientamento al lavoro e alla carriera, del XXI secolo, propongono una modalità di intervento che tenga conto dell’individuo nel suo complesso di capacità, storia, risorse, ambizioni e progetti di vita. In questa visione olistica, aiutare il soggetto a riqualificarsi e a reinserirsi nel mondo del lavoro, può richiedere l’utilizzo di strumenti atti a migliorare la conoscenza di sé e della propria identità. La ricostruzione delle proprie radici familiari, del modello educativo ricevuti e dei temi della propria vita, possono consentire a dare senso all’esistenza e a ritrovare l’energia e la motivazione necessarie per affrontare il cambiamento. A tal fine, il genogramma familiare e la narrazione, vengono proposti come strumenti utili ad agevolare percorsi di career counsellimg.

The economical and social changes of the very last years drastically changed the labour market and introduced more uncertainty in the living conditions of a great number of people. Labour is not only a source of sustenance, taking part in the structure of a person's identity, an expression of one's dignity and the realization of one's project of life. Being unemployed usually causes a harsh condition in one's living and carrying out a guidance and counselling activity can be necessary. 21th century paradigms in guidance and career counseling suggest a mode of intervention that covers the whole individuality, i.e. the complex of skills, history, resources, ambitions and life projects. In this olistic vision, helping the subject to find a requalification and to get back in the labour market can request specific instruments to reach more consciousness of one's self and identity. Retracing one's own family roots, the given education model and one's own life more significant themes are useful in finding a new meaning in existence and energy and motivations to face the change. For this purpose, family genogram and storytelling are suggested as useful tools to help specific paths in career counselling.

Archetipi e simboli nell'Arteterapia: espressioni universali e trasversali dell'inconscio umano come validi strumenti per il lavoro clinico e terapeutico

StudenteIrene Malvezzi
Titolo tesiArchetipi e simboli nell'Arteterapia: espressioni universali e trasversali dell'inconscio umano come validi strumenti per il lavoro clinico e terapeutico
Docente relatore: Prof.ssa Alessia Anello
Docente controrelatore: Prof. Roberto Boccalon
Presidente commissione di tesi: Prof. Nicola Giacopini
Data discussione tesi: 07 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La trattazione si pone l'obiettivo di presentare i temi dell'archetipo e del simbolo appartenenti al paradigma analitico e di calarli, concretamente, nell'ambito terapeutico, in particolare nel contesto arte terapeutico. Vengono pertanto introdotti i principali concetti costituenti la teoria junghiana, essenziali per la comprensione dei successivi apporti teorici e clinici, tra i quali l'inconscio, gli archetipi ed il simbolo nelle sue complesse evoluzioni, funzioni e manifestazioni. Si indaga, inoltre, il processo mediante il quale viene sollecitata la capacità di simbolizzazione e che vede l'influenza delle relazioni oggettuali del bambino. Si giunge infine all'incontro con l'arte terapia, all'interno della quale archetipi e simboli costituiscono una vera e propria risorsa. La tecnica espressiva si avvale delle loro potenzialità, impiegando e valorizzando la naturale tendenza dell'uomo ad esprimere inconsciamente nelle produzioni creative, attraverso i simboli, i propri contenuti archetipici. Per chiarire le implicazioni legate al loro utilizzo nell'arte terapia, sono proposte e brevemente analizzate alcune esemplificazioni cliniche attinenti alla realtà.

The aim of this treatment is to present the themes of the archetype and the symbol belonging to the analytic paradigm and to bring them, concretely, into the therapeutic field, especially in art therapeutic context. Therefore, the main concepts constituting the Jungian theory are introduced; they are essential for the understanding of the successive theoretical and clinical contributions, among which unconscious, archetypes and symbol in its complex evolutions, functions and manifestations. Furthermore, it is investigated the trial through which the ability of symbolization is solicited and which receives the influence of child's object relations.
It is finally reached the meeting with art therapy, within which archetypes and symbols constitute a real resource. The expressive technique makes use of their potential, employing and enhancing the natural tendency of man to unconsciously express in his creative productions, through symbols, his archetypal contents. To clarify the implications related to their use in the art therapy, some clinical examples related to reality are proposed and briefly analyzed.

I morti non sono morti. Riti e rituali del lutto tra i Tupurì del Ciad. Ricerca qualitativa

StudenteSaverio Fassina  
Titolo tesiI morti non sono morti. Riti e rituali del lutto tra i Tupurì del Ciad. Ricerca qualitativa
Docente relatore: Prof.ssa Anna Pileri
Docente controrelatore: Prof. Umberto Fontana
Presidente commissione di tesi: Prof. Nicola Giacopini
Data discussione tesi: 07 marzo 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto riguarda l’analisi di dodici videointerviste semistrutturate sui temi dei riti e rituali della morte e del lutto tra i Tupurì abitanti nella sottoprefettura di Fianga in Ciad. L’obiettivo è quello di svolgere una ricerca qualitativa per evi-denziare la ricchezza propria di una comunità rurale africana nell’affrontare eventi traumatici come la morte, il suicidio e il lutto complicato. Attraverso una ricerca storica e antropologica sul tema della morte, avente un focus particolare sul lavoro etnografico dell’antropologo Ernesto De Martino, si approfondisce la conoscenza della popolazione Tupurì, e, analizzando le videointerviste del campione di ricerca, si trovano le ricorrenze relative. Quindi si procede all’analisi approfondita di alcuni temi che mostrano legami con gli ambiti psicologici inerenti al trauma per la perdita di una persona cara, e si indagano i comportamenti preventivi che potrebbero es-sere messi in atto dal soggetto coinvolto. Emerge che culture rurali come queste potrebbero avere molto da dire e da insegnare allo psicologo contemporaneo della società occidentale.

This paper analyses twelve semi-structured interviews on the themes regarding the rites and rituals of death and bereavement among the Tupurì located in the subprefecture of Finga in the Republic of Chad.
The overall objective is to undertake qualitative research in order to highlight the particular feature of this African rural community’s way of dealing with traumatic events such as death, suicide and complicated bereavement.
Historical and anthropological research on the theme of death is studied in depth and draws on the anthropologist Ernesto De Martino’s particular focus on ethno-graphic work and knowledge of the Tupurì people. To this, an analysis of a video recorded interview of the research sample, where recurrent motifs are found. Following this a number of themes, showing connections with the psychological fields related to the trauma for the loss of a loved one, are described and ana-lysed, and the preventive behaviors that could be implemented by the subjects in-volved identified.
What emerges is the significance of the narratives and experiences for contempo-rary Western psychologists.

La parola in terapia: parola che crea, parola che distrugge e parola che cura

StudenteElena Stefani
Titolo tesiLa parola in terapia: parola che crea, parola che distrugge e parola che cura
Docente relatore: Prof. Giovanni Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 11 Gennaio 2019
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

In ambito clinico-terapeutico la parola dell’altro risulta essere evocativa di un aspetto più profondo di sé, legato ad una storia passata che si intreccia con quella presente in un continuo rilancio della significazione del vissuto; la parola del terapeuta stesso può rappresentare un punto di incontro e di scontro con la realtà interna alla persona portatrice della sofferenza, favorendo la dimensione della consapevolezza e del cambiamento. La parola risulta, dunque, essere il ponte tra un interno ed un esterno, racchiudendo dentro di sé esperienze emotive, vissuti corporei, immagini, simboli e relazioni che fanno parte di quel particolare individuo. L’analisi della parola, che nella professione clinica risulta essere uno degli strumenti principali che accompagnano la relazione terapeutica nel cammino di scoperta, crescita e cambiamento, rappresenta, dunque, una preziosa opportunità per intraprendere un viaggio che attraversa non solo la storia del soggetto con cui veniamo a contatto nella pratica clinica, ma si estende ed attraverso la storia dell’uomo, in un continuum tra sviluppo filogenetico e ontogenetico; questa comunicazione tra esterno e interno, tra individuo e collettività, sostiene quella che è l’emersione di una complessità intrinseca alla parola stessa. L’obiettivo che si pone il presente lavoro di tesi è quello di presentare e approfondire le molteplici sfumature della parola all’interno della relazione terapeutica, la quale fonda le sue radici in quella relazione primaria con la figura materna, che costituisce un modello per le future relazioni del bambino e per la lettura e interpretazione di sé, degli altri e del mondo; la parola, rappresenta, dunque, una delle chiavi di volta per comprendere il cammino verso una dimensione di sviluppo “sano” piuttosto che di sofferenza. In tal senso, si può pensare ad una parola creatrice, che accompagna la strutturazione dell’identità del bambino, approfondita attraverso la teoria delle relazioni oggettuali di Melanie Klein e Wilfred Bion, e ad una parola distruttrice, che comporta una ferita profonda nello sviluppo stesso dell’individuo, costituendo quel nucleo traumatico che sta alla base dell’espressione di determinate psicopatologie; vi è, inoltre, una terza tipologia di parola, ovvero la parola che cura: tale parola appartiene alla figura dello psicologo, del terapeuta, il quale riprende, secondo il pensiero di Bion, la funzione alfa della rêverie materna, favorendo la rappresentabilità della realtà esterna, dei vissuti emotivi e corporei, in un intreccio tra mente e corpo che porta alla creazione di un nuovo equilibrio.

In the therapeutic-clinic field, the word of the patient can be suggestive of a deeper aspect of his inner world, that is linked to the past history, which twist itself to the present in a continuous revival of the meaning; also, the word of the therapist can represent a point of encounter and collision with the inner reality of the suffering patient, encouraging both the awareness and the change. Therefore, words prove to be the “bridge” between an internal and an external, holding in themselves emotional experiences, corporeal feelings, images, symbols and relationships which belong to this specific individual. The analysis of word, that in the clinic profession is one of the main tools that attend the therapeutic relationship during the journey of discovery, growth and change, represents a precious opportunity to begin travel through the history of the patient, but also through the history of mankind in a continuum between phylogenetic and ontogenetic development; this communication between internal and external, individual and collectivity, supports the emersion of an intrinsic complexity inside the word itself. The focus of this thesis work is to introduce ad study in deep the manifold shadows of the word inside the therapeutic relationship, which sinks the roots in the primary relationship with the mother figure, that is a model for the future relationships and for the interpretation of the Self, the others and the world; therefore, the mother’s word represents one of the keystones to understand the development of the individual towards a healthy or a pathological way. In this sense, we can think about a creative word, which attends the structuring of the child identity and mind, deepened through the objective relations theory of Melanie Klein and Wilfred Bion, and a destructive word, which can lead to a deep wound inside of the child development and a traumatic core that can flow into a psychopathology; furthermore, there is also a third kind of word, that is the word of the care. This last one, is the word of the psychologist, of the therapist, who resumes the alpha function supported by the maternal reverie, theorized by Bion, encouraging the representability of the external reality, the emotional and corporeal experiences in a weaving between mind and body that lead to foundation of a new balance.

Pieno e vuoto tra adolescenza gravidanza e gruppo

StudenteAnna Laura Ponchio
Titolo tesiPieno e vuoto tra adolescenza, gravidanza e gruppo
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof. Giovanni Marchioro
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 11 Gennaio 2019
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’adolescenza, come è stato evidenziato da molteplici autori, implica dei profondi cambiamenti sia fisici che psicologici. La fusione delle modificazioni corporee generate dalla pubertà in una recente e nuova immagine di sé e il conseguimento della strutturazione sessuale decisiva sono delineate come le missioni evolutive basilari dell’adolescente. La nascita di un figlio, d’altro canto, rappresenta sempre una fase di transizione nella vita di una donna e della sua famiglia, andando a coinvolgere più sistemi familiari e piani generazionali; tale incarico risulterebbe dunque di grossa complessità quando è un’adolescente a scoprire di essere in attesa di un bambino. Questo trattato dedicato alla gravidanza adolescenziale intende riconoscere tale condizione di complessità data dall’accostamento di due periodi molto complessi: la fase evolutiva adolescenziale e la maternità. L’intero lavoro verte sulla volontà di identificare, sulla base dell’analisi di tre casi clinici, una proposta di intervento per adolescenti in gravidanza che prevede la costruzione di un gruppo terapeutico, il cui scopo sarebbe quello di promuovere il benessere psicologico tramite il supporto della genitorialità e lo sviluppo della capacità di mentalizzazione.

Adolescence, as has been highlighted by many authors, implies profound changes both physical and psychological. The fusion of the bodily modifications generated by puberty in a recent and new self-image and the achievement of decisive sexual structuring are delineated as the basic evolutionary missions of the adolescent. The birth of a child, on the other hand, always represents a transitional phase in the life of a woman and her family, going to involve more family systems and generational plans; Therefore, this task would be of great complexity when a teenager discovered that he was waiting for a child. This treatise dedicated to adolescent pregnancy intends to recognize this condition of complexity given by the combination of two very complex periods: the adolescent developmental stage and maternity. The whole work focuses on the willingness to identify, on the basis of the analysis of three clinical cases, a proposal for intervention for adolescents in pregnancy that involves the construction of a therapeutic group, the aim of which would be to promote the Psychological well-being through the support of parenthood and the development of mentalization.

Il padre in attesa: il ruolo del padre nella vita prenatale

StudenteElisa Salvagno
Titolo tesiIl padre in attesa: il ruolo del padre nella vita prenatale
Docente relatore: Prof. Nicola Giacopini
Docente controrelatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 11 Gennaio 2019
Laurea Magistrale inPsicologia clinica e di comunità

La gravidanza è una condizione ed esperienza che riguarda e coinvolge in modo certamente prioritario la relazione duale madre- bambino: il feto si sviluppa infatti all'interno del corpo materno nutrendosi di tutto cio  che la madre gli offre, a livello chimico- biologico e psico-emotivo. Molti studi si sono focalizzati quindi sul rapporto madre-bambino e l’importanza che esso ha nello sviluppo psichico del bambino. Gli studi della psicologia prenatale, in particolare negli ultimi anni, indicano però in modo sempre più deciso la rilevanza della figura del padre, in particolare nel suo ruolo di terzo che indirizza la relazione simbiotica madre-feto verso una dinamica evolutiva sistemica. Con questo elaborato si vuole prendere in esame, attraverso il contributo di diversi autori e studi, in particolare in ambito psicanalitico, la figura del padre in attesa. Verranno presi in esame i processi psicologici ed emotivi che lo accompagnano in questa fase di transizione alla genitorialità, in cui si ritrova chiamato a cambiare la visione di sé stesso, delle proprie responsabilità e del proprio ruolo nella coppia, nella famiglia, nella società.

Pregnancy is a condition and experieince that involes in first hand the mutual relationship mother - baby: embryo is growing in mother's womb and gets fed by all that his mother offers him on chemico-biological and psycho-emotive levels. Many studies have been concentrated in particular way on the relationship mother-baby and the importance of it on the psychical development of a child. In the past years the studies of the prenatal psychology has been underlining the importance of father especially his role of third person who directs symbiotic relationship mother-baby towards sistemic evolutionary dynamics. This work takes under examination (on the basis of different studies and authors' works), especially from the psychoanalitical point of view, the figure of father who is waiting for a baby. We will analyze psychological and emotive processes that accompany him in this phase of becoming a parent when he is changing the vision of himself, his responsabilities and his palce in the couple, in the family and in society.

Processi regolativi e competenze regolative del genitore: utilizzo della V.I.T. come strumento di esplorazione e di analisi della relazione madre – bambino (0-3)

StudenteSofia Speggiorin
Titolo tesiProcessi regolativi e competenze regolative del genitore: utilizzo della V.I.T. come strumento di esplorazione e di analisi della relazione madre – bambino (0-3)
Docente relatore: Prof. Marcello Longo
Docente controrelatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 10 Gennaio 2019
Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Questo lavoro di tesi si prefigura come una ricerca qualitativa che, attraverso un excursus teorico, intende percorrere lo sviluppo interattivo, regolativo ed affettivo che caratterizza la relazione madre-bambino (0-3). Per questo, riprendendo i concetti del “Modello di Mutua Regolazione” (M.R.M. – Mutual Regulation Model) di Tronick (1989, 2007), si intende rendere concreti tali argomenti di tesi. Nello specifico si intende indagare tutti quei processi e competenze che definiscono il genitore capace di regolare il vissuto emotivo del figlio. L’ipotesi ha come assunto di base che, tanto più le risposte genitoriali sono coerenti e regolative con l’emozione vissuta dal figlio, tanto più si promuoverà un attaccamento positivo. Per indagare ed esplorare in termini operativi la relazione diadica si interverrà su 4 coppie madre-bambino (0-3) attraverso una sessione di “Terapia in Video Intervento” (Downing, 2008, pp. 200-205; Downing & Ziegenhain, 2001, pp. 271-296). Tale intervento si concretizza attraverso videoregistrazioni di attività interattive, utili ad indagare i processi regolativi tra madre e bambino. Analizzando i vari i casi, l’intervento mira a rafforzare le competenze contingenti della madre e ad orientare il genitore verso altre più positive. I dati raccolti permettono, a livello qualitativo, di esplorare il costrutto in esame e di intervenire concretamente. A conclusione dell’intervento verrà somministrato un questionario interessato ad investigare direttamente l’aspetto emotivo e regolativo della diade, volto ad ottenere riscontri riguardo a possibili cambiamenti di atteggiamento e/o di convinzioni e infine per ricevere un feedback sul lavoro svolto.

This thesis has to be considerated as a qualitative research which, through a theoretical excursus, explores the interactive, regulatory and affective mother and child (0-3) relationship. For this reason, according to some concepts of the “Mutual Regulation Model” (M.R.M.; Tronick, 1989, 2007), the research intends to make effective the topics of this thesis. In particular, we intend to investigate some processes and skills that define the mother as human being able to regulate the emotional experience of her child. The basic hypothesis is that more parental responses are congruent and regulated with the emotion of the child, more is possible to promote a positive attachment. A session of “Video Intervention Therapy” (V.I.T.; Downing, 2008, pp. 200-205; Downing & Ziegenhain, 2001, pp. 271-296) will be applied to 4 mother-child pairs (0-3) with the main goal to investigate and explore the dyadic relationship in operative terms. Following intervention finds concrete implications through video recording of interactive activities, that will be useful for examine regulative process between mother and child. Analysing different cases, the intervention aims to reinforce the contingency skills of the mother and to orient the parent to others more positive. The dates collected help to explore arguments of this thesis and also to concretely get involved in a qualitative way. At the end of the intervention a questionnaire will be administered to investigate directly the emotional and the regulative aspect of the dyad, aimed to obtaining feedback regarding possible changes in attitude and/or beliefs and finally to receive feedback on the work done.