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The epigenetics of personality: an attempt at the re-engineering of a disordered mind

StudentePatt Akpowho Godwin 
Titolo tesiThe epigenetics of personality: an attempt at the re-engineering of a disordered mind
Docente relatore: Prof. Ernesto Gianoli
Docente controrelatore: Prof. Nicola Giacopini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 19 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Alcuni fattori influenzano o determinano la propria personalità e in quanto tale comprenderne le corrispondenti comorbilità di tratti come una turbolenta prima vita sociale e la presenza di un tratto antisociale grossolano, insieme a sintomi depressivi maggiori come la disperazione, l'abuso di sostanze, ecc., Potrebbe essere un alto propensione al suicidio. Questi comportamenti sono simili a quelli evidenti in un disturbo borderline di personalità (BPD), la classificazione del Cluster B dei disturbi di personalità. 

Il verificarsi di questo fenomeno ha dato una certa comprensione del fatto che non tutti i problemi di salute mentale sono motivati geneticamente. Quindi, le prime esperienze di un individuo nella vita possono avere un grande effetto sul suo funzionamento neurale, modellando così la qualità delle nostre relazioni, delle scelte di carriera, degli hobby, dei social network e di ogni aspetto della nostra vita. Queste esperienze, a loro volta, possono influenzare il cablaggio psicologico di una persona con un particolare tipo di personalità in un individuo con un disturbo di personalità specifico e specificato.  Uno sguardo ad alcuni dei moduli funzionali ambientali che possono aiutare a modificare lo stato genetico di un genoma (cioè il materiale genetico di un organismo), che è l'essenza dell'epigenetico, potrebbe essere un mezzo plausibile per fornire un terapia per le persone con disturbi di personalità. Ciò che ci impegniamo a raggiungere il nostro stato mentale e fisico è un passo avanti nel modificare il destino genetico di una personalità. L'Epigenetica può influenzare un disturbo della personalità così tanto che ci sarà un enorme miglioramento e una successiva integrazione nella società? 

Certain factors influence or determine one’s personality and as such understanding its corresponding comorbidities of traits such as a turbulent early social life and the presence of a gross antisocial trait, coupled with major depressive symptoms like hopelessness, substance abuse, etc., may be a high propensity towards suicide rate. These behaviours are akin to the ones noticeable in a Borderline Personality Disorder (BPD), the Cluster B classification of personality disorders. 

The occurrence of this phenomenon has given some understanding of the fact that not all mental health issues are genetically motivated. Thus, the early experiences of an individual in life can have a great effect on his or her neural functioning thereby shaping the quality of our relationships, career choices, hobbies, social network, and every facet of our lives. These experiences, in turn, can influence the psychological wiring of a person with a particular personality type into an individual with a specific and specified personality disorder.  A look at some of the environmental functional modules that can serve to aid in modifying the genetic state of a genome (that is the genetic material of an organism), which is what Epigenetic is all about, might be a plausible means of providing a sure therapy to people with personality disorders. What we commit to our state of mind and body go a long way in altering the genetic destiny of a personality. Can Epigenetics help influence a personality disorder so much so that there would be a huge improvement and later integration into the society? 


La conduzione di gruppo e la tecnica immaginativa v.I.C. Analisi di un’esperienza di gruppo Vic nell’ambito della prevenzione del burnout in operatori socio sanitari

StudenteMaria Cristina Rebecchi 
Titolo tesiLa conduzione di gruppo e la tecnica immaginativa V.I.C. Analisi di un’esperienza di gruppo Vic nell’ambito della prevenzione del burnout in operatori socio sanitari
Docente relatore: Prof.ssa Alessia Anello
Docente controrelatore: Prof. Ernesto Gianoli
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 19 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto verte attorno al tema della tecnica immaginativa VIC all’interno di un’esperienza di gruppo reale nell’ambito della prevenzione del burnout in operatori sociosanitari. Si andrà ad analizzare cosa succede quando l’immaginazione viene utilizzata come strumento terapeutico e in che modo un conduttore, utilizzando la tecnica immaginativa VIC, può realizzare quel reale coinvolgimento che permette una terapia efficace, in una relazione terapeutica individuale e gruppale. L’obiettivo di questo lavoro è metter in luce sia l’importanza dell’immaginazione nell’entità persona, che le qualità di un conduttore, manifestate attraverso l’accompagnamento strutturato della tecnica VIC. Porterò un’analisi fenomenologica e qualitativa del contenuto dei processi nel gruppo formativo, con dialoghi reali, analisi e riflessioni personali. La ricerca è stata condotta secondo un metodo di lavoro che ha richiesto un approfondimento bibliografico sia per quanto riguarda le tecniche immaginative di tipo psicoanalitico che le dinamiche di gruppo. Nelle conclusioni emerge con chiarezza l’utilità della tecnica VIC quale processo terapeutico efficace sia nei confronti del cliente che nella tutela del ruolo terapeutico stesso.

The VIC imaginative technique (guided affective imagery) used within a real group experience in relation to burnout prevention among nursing aides will be presented in this work. It will be analysed what happens when the imagination is used as therapeutic tool and how a conductor, using the VIC imaginative technique, can create a real involvement enabling an effective therapy, in an individual and group therapeutic relationship. The objective of this work is to highlight the importance of each individual’s imagination, as well as the conductor’s qualities expressed through the support elaborated in the VIC technique. It will be presented a phenomenological and quality analysis of the processes in the formative group, along with real dialogues, analysis and personal reflections. The research has been led according to a work method that required a bibliographic study concerning the psychoanalytical imaginative techniques, as well as group dynamics. In the conclusions, it is highlighted how thoroughly useful is the VIC technique as effective therapeutic process, both for the client and for the protection of the therapeutic role at the same time.

La nascita pretermine nell’ottica della relazione madre-bambino. Analisi di un caso e progettazione di un piano di intervento con le madri pretermine.

Studente: Martina Modino
Titolo tesiLa nascita pretermine nell’ottica della relazione madre-bambino. Analisi di un caso e progettazione di un piano di intervento con le madri pretermine.
Docente relatore: Prof.ssa Iris Anfuso
Docente controrelatore: Prof.ssa Sonia Marcon
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 18 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La nascita pretermine è sempre un momento di criticità sia per i genitori sia per il nascituro. Si parla di nascita pretermine quando l’epoca gestazionale si interrompe al di sotto delle trentasette settimane di gestazione, avviando una serie di problematiche di natura primariamente medica nel bambino in fase iniziale e psicologica nei genitori, che si trovano a dover affrontare una situazione inattesa e complessa. 

Il bambino pretermine subito dopo la nascita deve trascorrere un periodo di osservazione in Terapia Intensiva Neonatale, viene sottoposto a costanti follow-up che come obiettivo primario hanno la salvaguardia del suo sviluppo sino alle condizioni di autonomia. I genitori vivono tale fase come un momento traumatico impedendo, spesso, di mantenere un equilibrio emotivo adeguato alla situazione.  Tale situazione avvia spesso difficoltà sul piano della relazione genitore-figlio, generando risposte diverse, che come obiettivo hanno l’evitamento primario del dolore e della frustrazione. La relazione si può avviare, quindi, ad aprire scenari futuri che si ripercuotono sullo sviluppo del bambino in termini psicopatologici. E’ proprio in questa fase, che la figura dello psicologo, diventa un punto di riferimento importante soprattutto per la cura della relazione madre/bambino, potendo offrire un supporto materno al fine di generare un legame ottimale e prevenire, quindi, problematiche di natura diversa al bambino. 

Preterm birth is always a critical moment both for parents and for the unborn child. Preterm birth happens when the gestational period is interrupted before the thirty-seven week. It can cause a series of issues both for the newborn, which has mainly problems of medical nature, and for parents that have psychological ones since they have to face an unexpected situation. 

The preterm child has to spend a period of observation in Neonatal Intensive Care immediately after birth. He is subjected to constant follow-up that aims at safeguarding his development until he manages to reach a condition of autonomy. Parents live this period as a traumatic moment that often prevent them to create an emotional balance appropriate to the situation.  This situation often leads to difficulties in the parent-child relationship, generating different answers, which have as main object the one to avoid pain and frustration. Therefore, this relationship can open future scenarios that have effect on the child psychopathological development. In this stage the figure of the psychologist is an important reference point especially for the care of the mother-child relationship. He is able to offer a maternal support in order to generate an optimal bond and therefore to prevent problems of a different nature to the child. 

Storia di un bambino che vive in carcere, analisi clinico diagnostica e progettuale

StudenteLanza Giulia
Titolo tesiStoria di un bambino che vive in carcere analisi clinico diagnostica e progettuale
Docente relatore: Prof.ssa Iris Anfuso
Docente controrelatore: Prof.ssa Sonia Marcon
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 18 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Questo lavoro fonda le sue radici nella Teoria dell’Attaccamento di John Bowlby, la quale pone una particolare importanza alla relazione tra il bambino e il caregiver primario, ritenendo che l’attaccamento sia estremamente determinante nello sviluppo psico-fisico del bambino. L’argomento approfondito è il caso di T., un bambino che vive in carcere con la madre detenuta. È stata realizzata l’osservazione del comportamento di T. in ambito carcerario ed extra carcerario e l’analisi del tipo di attaccamento con la madre utilizzando, come riferimento teorico, lo studio sugli stili di attaccamento individuati da Mary Ainsworth attraverso la Strange Situation. È stata, inoltre,elaborata l’ipotesi diagnostica sul minore utilizzando, come riferimento diagnostico, il manuale di Classificazione Diagnostica della Salute Mentale e dei Disturbi di Sviluppo nell’ Infanzia (DC:0-5TM). L’ultima parte affronta lo stato attuale generale del bambino, rispetto al contesto di vita e alla condizione psico-fisica, unite ad un bilancio tra aspetti favorevoli e sfavorevoli circa la permanenza di T. in carcere. Sono state, infine, elaborate delle ipotesi di intervento sul bambino durante la carcerazione della madre. 

This work is based on the John Bowlby’s Theory of Attachment that gives particular importance to the relationship between the child and the primary caregiver, believing that attachment is decisive in the psycho-physical development of the child. The topic esamined is the case of T., a child who lives in prison with his mother. First, was made the observation of T’ s behavior in the prison and extra- prison and the analysis of the T’s attachment to the mother, using as a theorethical reference the study of attachment styles of Mary Ainsworth with the Strange Situation. Also was made the diagnostic hypothesis about the child’s case, using as diagnostic reference the Diagnostic Classification of Mental Health and Development Disorders in Childwood (DC:0-5 TM). The last part is about the current condition of the child, about the life context, and his psycho- physical condition, connected to a reflection between favorable and unfavorable aspects about the permanence of T in prison. Finally hypotheses of intervention were made on the child, during his mother’s carceration. 

Il training autogeno come cura per il parkinson

Studente: Chiara Ferraro
Titolo tesiIl training autogeno come cura per il parkinson
Docente relatore: Prof. Roberto Baruzzo
Docente controrelatore: Prof. Ferruccio Cavallin
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 17 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

In questo lavoro è stata presentata la tecnica di Training Autogeno ideata da I.E. Schultz, esplicitandone la nascita, lo sviluppo dei diversi esercizi, i benefici e le controindicazioni. Successivamente è stata esposta la malattia di Parkinson e la sua sintomatologia, con l’ipotesi che il Training Autogeno possa dare un aiuto concreto nella riduzione dell’intensità di alcuni sintomi su persone colpite da questa patologia. A favore di quest’ipotesi sono state presentate alcune ricerche trovate in letteratura, le quali hanno dimostrato che, persone con malattia di Parkinson, possono trarre beneficio da un trattamento farmacologico integrato agli esercizi di Training Autogeno. Infine è stata svolta una ricerca sperimentale su un gruppo di persone all’interno dell’Associazione Parkinsoniani Associati di Mestre (Venezia); durante il corso di 8 settimane sono stati applicati ed insegnati i sei esercizi inferiori sulle persone di questo gruppo. È stato approfondito il caso di uno dei partecipanti con lo scopo di fornire, oltre all’analisi dei dati quantitativi, anche un aspetto qualitativo di questa ricerca in cui viene data importanza al punto di vista soggettivo delle persone su cui è stata condotta.

In this work has been presented the Autogenic Training technique designed by I.E. Schultz, making explicit the birth, the development of the different exercises, the benefits and the contraindications. Subsequently, Parkinson's disease and its symptomatology has been exposed, with the hypothesis that Autogenic Training can give concrete help in reducing the intensity of some symptoms on people affected by this disease. In favor of this hypothesis, some researches found in the literature have been presented, which have shown that, people with Parkinson's disease, can benefit from a pharmacological treatment integrated in Autogenic Training exercises. Finally an experimental research was carried out on a group of people within the Association Parkinsoniani Associati of Mestre (Venice); during the 8-week course the six lower exercises on the people in this group were applied and taught. The case of one of the participants was analyzed in order to provide, in addition to the analysis of quantitative data, also a qualitative aspect of this research in which importance is given to the subjective point of view of the people on which it was conducted.

Care-index in contesto trans-culturale un’esperienza in kenya

Studente: Andrea Lisa Scarpa
Titolo tesiCare-index in contesto trans-culturale un’esperienza in kenya
Docente relatore: Prof. Lino Rossi
Docente controrelatore: Prof. Umberto Fontana
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Questo lavoro è rappresentato dalla presentazione di una ricerca sul campo che fonda le sue radici nella teoria dell’attaccamento, la quale viene descritta partendo dal punto di vista di John Bowlby e Mary Ainsworth, principali esponenti della stessa. In seguito a molteplici esperienze nel contesto africano, si è sviluppata la motivazione a svolgere un’applicazione strumentale nel luogo, il Kenya è lo stato in cui viene messo in pratica tale lavoro. Lo strumento utilizzato è il Care-Index, sviluppato da Patricia Crittenden, che attraverso delle videoregistrazioni di interazioni tra madre e figlio, si pone come obbiettivo quello di misurare le caratteristiche diadiche associate all’attaccamento. La procedura viene effettuata con tre diadi e la presentazione dei risultati ottenuti si basa su una prospettiva qualitativa degli stessi, in quanto è stato preferito eseguire un lavoro approfondito con un campione ristretto. Per concludere, vengono esposte alcune riflessioni relative ai risultati ottenuti, alle loro ipotetiche associazioni con uno specifico stile di attaccamento ed a considerazioni emerse durante l’esperienza. L’obiettivo principale di questo lavoro è quello di approfondire la tematica dell’attaccamento studiata in contesto africano e di unire gli aspetti psicologici ed etnografici connessi alla ricerca sul campo effettuata.

The project I made is represented by a research that bases its roots on the bond’s theory, that has previously been be described from the point of view of John Bowlby and Mary Ainsworth, mainly exponents of it. Following numerous experiences in an African contest, I developed an interest in doing an instrumental application over there, as Kenya in particular is the country where I practiced this kind of job. The instrument I have used is the Care-Index, developed by Patricia Crittenden, that goes through some videotapes showing interactions between a mother and her child, and that poses as its goal the possibility of measure the dyadic characteristics related to the bond. The procedure is made using three dyads and the presentation of the final results is based on the quality prospective of them, as it has been preferred to use a small sample to start with. In conclusion, some reflections of the results obtained had been exposed, together with their hypothetical associations with a specific type of bond and some thoughts revealed during the experience. The main goal of this project is to deepen the bond’s theme studied in the African contest and to pull together the psychologic and ethnographic aspects related to the research.

La terapia familiare varcò l’Atlantico: orientamenti sistemici a confronto

Studente: Silvia Marton
Titolo tesiLa terapia familiare varcò l’Atlantico: orientamenti sistemici a confronto
Docente relatore: Prof. Marco Ballico
Docente controrelatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La tesi, attraverso l’esplorazione degli studi presenti in letteratura, si pone l’obiettivo di rivisitare le teorie dei grandi maestri della terapia familiare Americani ed Europei, fino ad arrivare a descrivere lo sviluppo della terapia familiare in Italia.
A partire dagli studi sulla comunicazione di Gregory Bateson, vengono descritte le terapie sistemiche, strategiche, esperienziali, psicoanalitiche, multigenerazionali e
strutturali.
La scuola di Milano con il suo modello sistemico e la scuola di Roma con il suo modello Multigenerazionale, sono paragonate attraverso la descrizione delle loro teorie di riferimento, dei loro modelli e delle tecniche utilizzate.
Inoltre, nell’ultimo capitolo, vengono comparate attraverso un ipotetico approccio ad un identico caso, in modo da far emergere anche nella pratica clinica le analogie e le differenze tra i due modelli.

This thesis, through the analysis of the studies found in the literature, aims to revisit the theories of the great masters of the American and European family therapy,
to conclude describing the development of family therapy in Italy. Starting from the studies on communication by Gregory Bateson, systemic, strategic, experiential, psychoanalytic, multigenerational and structural therapies are described.
The Systemic model of the Milan school and the Multigenerational model of the Rome school are compared through the description of their reference theories, their models and the techniques they use.
To conclude, in the last chapter, the two schools are compared through a hypothetical approach to an identical case, in order to highlight analogies and differences in the two models also in clinical practice.

Il cancro come espressione del linguaggio psicosomatico del trauma

Studente: Margherita Magnanini
Titolo tesiIl cancro come espressione del linguaggio psicosomatico del trauma
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof. Marco Ballico
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Questa trattazione si prefigge di fornire una lettura psicoanalitica della patologia cancerosa, considerata come il risultato, somaticamente manifesto, di una carente capacità di simbolizzazione di elementi traumatici, stressanti e luttuosi che verrebbero dirottati nel corpo in forma di cancerogenesi. Il cancro, in quest’ottica, può essere considerato il linguaggio psicosomatico di fattori emotivi angosciosi non portati a coscienza e concorrenti, a fianco di altri fattori eziopatologici di natura biologica, alla genesi del cancro. All’interno di questa trattazione sono stati esaminati i principali contributi teorici in campo psicoanalitico a fianco dei più rilevanti studi sperimentali a sostegno dell’ipotesi dell’esistenza di una correlazione tra i fattori traumatici patogeni e l’eziopatogenesi neoplastica, a cui si potrebbe fornire un supporto di cura mediante un’esplorazione psicoanalitica finalizzata all’incremento delle facoltà di simbolizzazione e di contatto emozionale e affettivo. Per avvalorare la lettura del cancro come patologia psicosomatica, sono stati presi in esame alcuni casi clinici di pazienti oncologici, per mezzo dell’interpretazione dei loro esiti tumorali in collegamento alla loro storia familiare, affettiva e traumatica. 

This treatment aims to provide a psychoanalytic reading of cancer pathology, considered to be the somatical manifestation of a lacking capacity to symbolize traumatic, stressful and mournful elements that, according to this interpretation, would be diverted into the body in the form of cancerogenesis. In this view, cancer can be considered the psychosomatic language of emotional distress factors that the subject was not able to bring to cosciousness. Hence these factors, alongside other biological etiopathological factors, can be considered to the genesis of cancer. Within this discussion, the main theoretical contributions in the psychoanalytic field were examined alongside the most relevant experimental studies, to support the hypothesis of the existence of a correlation between the pathogenic traumatic factors and the neoplastic etiopathogenesis, suggesting that could be provided a treatment through a psychoanalytic exploration aimed at increasing the faculties of symbolization and emotional concact. To validate the reading of cancer as a psychosomatic pathology, some clinical cases of cancer patients have been examined, throught the interpretation of their tumor outcomes in connection with their family, affective and traumatic history.

Accudimento, attaccamento e dinamiche familiari nell’ anoressia mentale attraverso le lenti dell’approccio psicoanalitico

StudenteMarina Carlotta Peruzzo
Titolo tesiAccudimento, attaccamento e dinamiche familiari nell’ anoressia mentale attraverso le lenti dell’approccio psicoanalitico
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof. Marco Ballico
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La presente tesi si propone di mettere in risalto come la patologia mentale dell’anoressia nervosa scaturisca da un intreccio di fattori di diversa natura. La modalità di accudimento della madre nei confonti del bambino, la relazione di attaccamento del bambino alla madre e le dinamiche familiari, alla base disfunzionali, compromettono lo sviluppo armonico della persona. L’analisi di tali aspetti deve essere giustificata attraverso una prospettiva che tenga conto della soggettività, ovvero del vissuto della persona in relazione agli eventi. La trattazione teorica e la conseguente analisi del caso clinico hanno come obiettivo quello di accrescere la sensibilizzazione al trattamento del disturbo del comportamento alimentare, inducendo riflessioni in merito all’importanza di considerare la struttura delle dinamiche relazionali del soggetto in questione e proponendo possibili modalità terapeutiche. Mentre, le considerazioni derivate da elementi concreti, esperiti in prima persona, hanno come scopo quello di dare delle dimostrazioni cliniche atte ad avvalorare la seguente tesi.

This degree thesis has his focus on the anorexic mental illness and it explain how it comes from factors of different nature. The different kinds of mother’s caregiving, the attachment of the child to the mother and the family disfunctional dynamics, compromise the harmonic development of the person. The analysis of these issues must be justified through a perspective that consider the subjectivity of the experience of the person related to the events of life. The objective of this dissertation and the consequent clinical case is to increase the awerness to the treatment of the eating disorder, and induce to think about the importance of the relational dynamics of the person in question. Furthermore it suggest possible therapeutic modalities in this regard.

Il delicato equilibrio tra essere coniugi ed essere genitori: il percorso verso la cogenitorialità

Studente: Marika Toniolo
Titolo tesiIl delicato equilibrio tra essere coniugi ed essere genitori: il percorso verso la cogenitorialità
Docente relatore: Prof. Marco Ballico
Docente controrelatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 luglio 2019
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

In questa tesi vengono descritte le sfide che la coppia di partner deve affrontare durante la transizione alla genitorialità, in particolare il complesso compito di integrare la dimensionale coniugale e la dimensione genitoriale, tuttavia possibile attraverso la cogenitorialità. Il primo capitolo descrive il concetto di transizione alla genitorialità dandone una definizione, utilizzando un percorso storico con cui vengono descritti i mutamenti socio-culturali e i compiti di sviluppo fondamentali. Nel secondo capitolo, attraverso un percorso cronologico che inizia con il desiderio del figlio e termina nel primo anno di vita del bambino, vengono analizzati i cambiamenti e le difficoltà che investono la coppia durante questa transizione e, nello specifico, l’integrazione della dimensione coniugale e la dimensione genitoriale. Nel terzo, e ultimo, capitolo viene definito il concetto di cogenitorialità, descrivendone il percorso storico in letteratura, le diverse implicazioni nelle fasi della gravidanza e nei primi dodici mesi del bambino, il rapporto con la funzione coniugale e la funzione genitoriale, le dimensioni fondamentali e, infine, come favorirla.

Into this thesis are describes the challenges that the couple of partners must face during the transition to parenthood, in particular the complex task of integrating the conjugal dimension and the parental dimension but possible by co-parenting. The first chapter describes the concept of transition to parenthood, giving to it a definition, using an historical pathway with which describes the socio-cultural mutations and the fundamental developmental tasks. The second chapter, through a chronological path that begins with the child desire and ends in the child's first year, analyzed the changes and difficulties that the couple deals during this transition, in particular the integration of the conjugal dimension and the parental dimension. In the third and last chapter, the concept of co-parenting is defined, describing by the historical path in the literature, the different implications due to the presence in the pregnancy phases and the child’s first twelve months, the relationship with the conjugal and parental functions, the fundamental dimensions and, finally, how to support it.