Lingua Italiana Dei Segni (L.I.S.): metodo di comunicazione sostitutiva nei disturbi dello spettro autistico. Ricerca sperimentale su tre soggetti

Studentessa: Di Nardo Noemi
Titolo tesi: Lingua Italiana Dei Segni (L.I.S.): metodo di comunicazione sostitutiva nei disturbi dello spettro autistico. Ricerca sperimentale su tre soggetti
Docente relatore: prof.ssa Anfuso Iris
Controrelatore: prof.ssa Marcon Sonia
Presidente Commissione di tesi: prof. Rossi Lino
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 17/07/2014

L’autismo è un disturbo qualitativo dell’interazione sociale, caratterizzato da un forte deficit comunicativo, da attività e repertori ripetitivi e stereotipati e da una costante tendenza all’isolamento.
Il quadro clinico descritto ha insorgenza entro i tre anni d’età, ed una valutazione repentina ed accurata risulta fondamentale per impostare un piano riabilitativo adeguato ed escludere comorbidità con altri quadri psicopatologici.
Le attuali terapie educative, messe in atto al fine di un recupero funzionale, si basano sui principi dell’Applied Behaviour Analysis, ed è stato ipotizzato che, un aiuto nello sviluppo del canale verbale del bambino autistico (linguaggio parlato o segnato), possa provenire dall’insegnamento della Lingua Italiana dei Segni (L.I.S.).
Il metodo alternativo di comunicazione tramite segno, può favorire l’incremento dell’etichettamento degli oggetti, delle richieste spontanee e delle corrette interazioni con gli adulti ed il gruppo dei pari. L’insegnamento si avvale delle tecniche di shaping (modellaggio), prompting, fading e rinforzo positivo.
La tesi sperimenta, tramite un training che ricorre alle metodologie sopracitate, la possibilità di apprendimento ed applicazione dei segni in tre ragazzi autistici di 13, 13 e 15 anni. Per uno dei tre ragazzi, il training segnato ha prodotto un forte incremento del mand (richieste spontanee). I risultati suggeriscono in ogni caso che l’acquisizione del segno è suscettibile alle caratteristiche peculiari di ciascun soggetto, e che le difficoltà nell’imitazione giocano un ruolo importante in questo tipo di apprendimento.   
Genitori, insegnanti ed educatori sono stati formati allo scopo di creare una continuità  tra la terapia in studio, l’ambiente casa e la scuola.