Reati intrafamiliari e rappresentazione mediatica. Un'analisi vittimologica

Studentessa: Stevanato Roberta
Titolo tesi: Reati intrafamiliari e rappresentazione mediatica. Un'analisi vittimologica.
Docente relatore: prof. Monzani Marco
Controrelatore: prof.ssa Fressini Lara
Presidente Commissione di tesi: prof. Fontana Umberto
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 11/10/2014

Spesso è idea comune che tutto ciò che viene presentato dai mass media come notizia, coincide perfettamente con ciò che è accaduto nella realtà. Tuttavia, spesso il mondo della comunicazione segue altri criteri per rappresentare i fatti, come ad esempio l’audience. Proprio il criterio dell’audience accomuna il mondo della comunicazione a quello della criminologia, in quanto è un dato oggettivo e monitorato che il crimine fa audience, quindi i mass media continueranno a trasmetterlo in modo esponenziale. L’idea di fondo di questo lavoro, è quella di unire il contesto forense con la tecnologia dell’informazione e della comunicazione; focalizzando l’attenzione in particolare sui reati di tipo intrafamiliari. Il punto di partenza da cui poi è stato sviluppato l’intero elaborato è la vittima; che viene descritta secondo punti di vista differenti. In particolare, viene descritta la vittima dal punto di vista forense, giuridico e psicologico. Le vittime di violenza presentano frequentemente ripercussioni psicologiche rilevanti, che comportano anche la compromissione del funzionamento socio-relazionale, lavorativo e familiare. Vengono quindi indicati i principi generali che devono guidare il supporto alle vittime e ai loro familiari. Tra i vari modelli possibili, vengono inoltre proposte alcune tecniche terapeutiche particolarmente adatte a consentire alla vittima il superamento dell’evento traumatico e l’avviamento del processo di guarigione.
L’obiettivo di questo lavoro è quello di approfondire la conoscenza dei reati intrafamiliari e di verificare l’influenza che i mass media possono esercitare rispetto alla criminalità, in particolare quella rivolta al contesto familiare. Per poter fare questo, è stato scelto di sviluppare il lavoro in due versanti. Il primo comprende l’analisi dei reati intrafamiliari e del contesto familiare in primis, in cui vengono descritte le principali tipologie di reato intrafamiliare accompagnate dai dati statistici, che sono: l’uxoricidio e i reati commessi all’interno della coppia, il parricidio e il matricidio, il figlicidio e l’abuso su minore, il fratricidio, l’omicidio e il maltrattamento dell’anziano, l’omicidio e suicidio. Il secondo descrive l’operato dei mass media, in cui vengono analizzate le principali caratteristiche di tali mezzi e le modalità di rappresentazione della criminalità da parte dei mass media stessi. In riferimento a tale contesto, vengono riproposte alcune ricerche scientifiche che studiano l’influenza che tali mezzi di comunicazione di massa possono esercitare mediante la rappresentazione della criminalità.
La società e l’opinione pubblica hanno bisogno di parlare e di riflettere sulle tragedie dei reati intrafamiliari; ma ciò che danneggia queste considerazioni è la cattiva informazione svolta dai mass media, divulgando i particolari più efferati dei reati domestici violenti. Questi particolari non aggiungono nulla all’informazione, ma suscitano una forte emotività del pubblico. Emerge quindi l’esigenza di una rinnovata educazione sociale, che da un lato accompagni i mass media verso l’autoregolazione per compiere una selezione delle tematiche da trattare, orientata al rispetto delle persone e soprattutto delle vittime; dall’altro finalizzata alla valorizzazione della ristrutturazione dei ruoli dei generi, nell’ambito socio-lavorativo e familiare, indirizzata verso la complementarità.