Spezzare le catene del trauma. La trasmissione transgenerazionale nel migrante odierno

StudenteFrancesca Lo Curzio 
Titolo tesiSpezzare le catene del trauma. La trasmissione transgenerazionale nel migrante odierno
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 22 ottobre 2019
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

Questo lavoro di tesi si interroga sulle possibili conseguenze psicologiche a lungo termine delle nuove migrazioni, caratterizzate da un clima di sempre maggiore violenza. Sia la tratta via mare del Mediterraneo, che quella via terra dei Balcani, hanno assunto nel corso degli anni caratteristiche estremamente cruente, costringendo i migranti ad essere spesso vittime di gravi abusi, come avviene, ad esempio, nelle prigioni libiche. Inoltre la frequente impossibilità di trovare un tempo e uno spazio sicuro in cui dar voce alle umiliazioni subite e al dolore provato, fa sì che nel mondo interno del soggetto sedimentino un numero sempre maggiore di eventi traumatici non elaborati. Il rischio è che questi, incistati nel tessuto psichico della vittima, possano non estinguersi con essa ma, al contrario, divenire oggetto di una particolare forma di trasmissione inconscia, transitando da una generazione all’altra. Questo particolare fenomeno prende il nome di trasmissione transgenerazionale del trauma e rappresenta il focus di questo lavoro di tesi: si ritiene infatti indispensabile considerare non solo la sofferenza del migrante traumatizzato, ma anche il pericolo che le memorie dolorose di cui esso è custode, se non adeguatamente trattate a livello psicologico e terapeutico, possano segnare il destino anche delle seconde e terze generazioni. È inoltre necessario tenere in considerazione che, secondo le nuove frontiere dell’epigenetica, questo passaggio di eredità traumatiche potrebbe addirittura coinvolgere alcune importanti epi-modifiche del DNA, trasmissibili da una generazione all’altra per via germinale. Promuovere e potenziare i servizi di sostegno psicologico ai migranti, affidandosi ad esempio all’approccio transculturale, rappresenta dunque un elemento fondamentale per prevenire il pericoloso transito di tali eredità traumatiche: l’obiettivo è quello di passare da una forma di trasmissione inconsapevole e coatta ad una più consapevole, in cui si lavora per ricostruire ponti dove il trauma ha lasciato solo macerie.

This thesis questions the possible long-term psychological consequences of the new migrations, characterized by a context of greater and greater violence. Both the Mediterranean sea and the land routes of the Balkans have taken on extremely cruel characteristics over the years, forcing migrants to often be victims of serious abuses, as it is the case, for example, of the Libyan prisons. Furthermore, the frequent impossibility of finding a safe time and space in which migrants can speak out the humiliations suffered and the pain experienced causes an ever greater number of unprocessed traumatic events to settle in the subject's internal world. The risk is that these traumas, encased in the victim’s psychic tissue, may not be limited to the person only but, on the contrary, they could become the object of a particular form of unconscious transmission, passing from one generation to another. This particular phenomenon is called trans-generational transmission of trauma and it represents the focus of this thesis; in fact, it is essential to consider not only the suffering of the traumatized migrant, but also the danger that the painful memories he/she experienced, if not adequately treated on a psychological and therapeutic level, can mark the destiny of the second and third generations as well. It is also necessary to take into account that, according to the new studies of epigenetics, this passage of traumatic inheritances could even involve some important DNA changes, transmissible from one generation to another via the germinal route. Therefore, promoting and enhancing psychological support services for migrants, relying for example on the cross-cultural approach, represents a fundamental element for preventing the dangerous transit of such traumatic inheritances: the goal is to pass from an unconscious and forced form of transmission to a more conscious one, a work to rebuild bridges where the trauma left only rubble.