Il tatuaggio come atto del pensiero che s’incorpora nella pelle

Studente: Martina Manera
Titolo tesiIl tatuaggio come atto del pensiero che s’incorpora nella pelle
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof. Giovanni Fasoli
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 12 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

La pratica del tatuaggio come strumento di espressione personale e sociale è ritualizzata dall’inizio della storia dell’uomo in molte culture diverse. Con il tempo il tattoo ha assunto valenza e significati differenti; oggi, in particolare, prevale l’aspetto soggettivo di legame con il concetto d’identità e superamento del sentimento di frammentazione dato da un contesto storico- sociale-culturale difficile. La nascita di questa visione del tatuaggio, che determina il fenomeno del tattoo renaissance, risale agli anni Settanta con i movimenti gotici. È da questo momento in poi che lo stigma del tatuaggio prima associato a criminali, delinquenti, malavitosi lascia spazio a una prospettiva più ampia: il tattoo come canale di comunicazione, come prodotto creativo di un sé in difficoltà che lotta per rimanere saldo e unito. Un talismano permanente che testimonia un lavoro interiore come segno distintivo di colui che ha scelto la propria strada. Un talismano che necessita di essere inciso sulla pelle: l’organo dei sensi, dei confini, della protezione e delle relazioni primarie.

The practice of tattooing as a tool for personal and social expression is ritualized from the beginning of human history in many different cultures. Over time, the tattoo has assumed different valences and meanings; today the subjective aspect of binding with the concept of identity and overcoming the feeling of fragmentation given by a difficult historical-socialcultural context prevails. The birth of this vision of the tattoo, which determines the phenomenon of the tattoo renaissance, dates back to the Seventies with Gothic movements. It is from this moment on that the stigma of the tattoo, first associated with criminals, leaves space for a broader perspective: the tattoo as a channel of communication, as a creative product of a difficult self that struggles to remain firm and united. A permanent talisman that testifies to an inner work as a distinctive sign of the one who has chosen his own path. A talisman that needs to be engraved on the skin: the organ of the senses, boundaries, protection and primary relationships.