La tenerezza: mappa e territorio per l’individuo. Dai circuiti neuronali ai legami familiari

Studente: Elisabetta Bellomo
Titolo tesiLa tenerezza: mappa e territorio per l’individuo. dai circuiti neuronali ai legami familiari
Docente relatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Docente controrelatore: Prof.ssa Beatrice Signorotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 7 gennaio 2020
Laurea Magistrale internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La parola tenerezza, in italiano, è utilizzata per indicare un sentimento dolce, profondo e amorevole, di compassione nei confronti di un’altra persona. È una parola che, nell’uso comune può evocare ricordi legati a particolari momenti piacevoli, spesso associati all’infanzia, nell’intima convinzione di essersi sentiti amati o, colorandosi di nostalgia, può far riaffiorare il desiderio di recuperare determinati affetti o situazioni ormai lontane. Un sentimento di affetto e protezione in grado di comunicare che nell’accostarsi all’altro c’è rispetto e delicatezza. Espresso con gesti che richiamano la relazione, come per esempio carezze, abbracci, baci o, in un’altra dimensione di contatto, sguardi che ricercano, toccano e accolgono l’altro, è un canale privilegiato per entrare in relazione con l’altro a partire dai legami primigeni e lungo tutto l’arco della vita. La tenerezza è un sentimento inscritto nelle connessioni neurali, che ha a che fare con l'intera vita dell’essere umano e di cui, la tenerezza, liberata da distorsioni culturali che ne sviliscono il significato autentico, ne rappresenta la forza, la maturità e l’equilibrio interiore, che si svela nella capacità di saper vedere l’altro, riconoscerlo e accoglierlo per ciò che egli è. Il lavoro presentato si propone quindi di vederne le sfumature di natura psicologica, cercando di evidenziarne la ricchezza e la complessità, nell’importanza che il sentimento di tenerezza ha per la maturazione dell’individuo, per la costruzione e il rafforzamento di legami relazionali significativi, nonché nella relazione terapeutica.

The word “tenderness”, in Italian, is used to indicate a sweet, profound and loving feeling of compassion towards another person. It is a word that, in common use, can evoke memories linked to particular pleasant moments, often associated with childhood, in the intimate conviction of having felt loved or, when accompanied by a nuance of nostalgy, it can elicit the desire of recuperating some beloved ones or some longtime situations. It is a feeling of affection and protection able to communicate that in approaching others there is respect and delicacy. Expressed with gestures that recall the relationship, such as caresses, hugs, kisses or, in another dimension of contact, gazes that reach for, touch and welcome the other, it is a privileged channel for getting into a relationship with the other, beginning from the primigenial bonds and over the whole life span. Tenderness is a feeling inscribed in neural connections, which has to do with the whole life of the human being and whose tenderness, freed from cultural distortions that demean its authentic meaning, represents its strength, maturity and the inner balance, which is revealed in the capacity to know how to see the other, recognize him and welcome him for what he is. The work presented aims therefore to see the nuances of a psychological nature, trying to highlight its richness and complexity, in the importance that the feeling of tenderness has for the maturation of the individual, for the construction and strengthening of significant relational ties, as well as in the therapeutic relationship.