Studio pilota sull'efficacia dell'intervento ludico in età evolutiva

Studente: Alice Bragagnolo
Titolo tesi: Studio pilota sull'efficacia dell'intervento ludico in età evolutiva
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 28 febbraio 2022
Licenza in: Psicologia clinica e di comunità

Il gioco rappresenta un oggetto di considerevole interesse per la psicologia dello sviluppo, nonché una già consolidata pratica di intervento clinico. Il presente lavoro intende far comunicare queste due aree, ipotizzando che il gioco possa rappresentare un fattore di protezione dal rischio psicopatologico, in virtù del suo ruolo di facilitazione di alcuni processi psicologici. Tramite lo studio della letteratura esistente si individuano quindi le competenze di pensiero divergente e regolazione emotiva e, più specificamente, le variabili di fluenza ideativa, flessibilità cognitiva e riconoscimento di emozioni. Si attua poi uno studio pilota su un campione di 10 soggetti in età scolare, cui vengono somministrati alcuni test della batteria NEPSY-II (Korkman, Kirk & Kemp, 2007/2011) per la valutazione delle sulle suddette variabili. La rilevazione è eseguita prima e a seguito dell’intervento ludico. Esso corrisponde a tre sessioni settimanali in cui è attuato un protocollo standardizzato di gioco, costituito da una narrazione aperta e da un obiettivo da portare a termine. Dall’analisi statistica dei dati raccolti si evince un miglioramento statisticamente significativo dei punteggi per le variabili di fluenza ideativa e flessibilità cognitiva, mentre tale differenza non si verifica per la variabile di riconoscimento di emozioni. Si può dunque concludere che un intervento ludico così strutturato concorre al miglioramento di alcuni processi cognitivi, mentre il suo impatto sulla dimensione emotiva resta un elemento da indagare ulteriormente.

Play is a matter of considerable interest for developmental psychology, as well as a common practice for clinical intervention. The present work aims to connect these two areas, by hypothesizing that play may represent a protective factor against psychopathological risks. Its protective value could be associated with its facilitating role concerning some psychological processes. By studying the previous literature, the abilities of divergent thinking and emotion regulation were identified and, more specifically, the variables of ideational fluency, cognitive flexibility and emotion recognition were chosen for the intervention. A pilot study was conducted on a sample of 10 6-years-old participants. Pre-and postassessments with subtests from the standardized battery NEPSYII were used to measure children’s levels of the three variables. The treatment consisted of three weekly play sessions, in which a standardized procedure was carried out. The procedure included an open narration and an objective to accomplish. The statistical analysis of data revealed a statistically significant improvement in the ideational fluency and cognitive flexibility scores, whereas this difference didn’t occur for the emotion recognition variable. Therefore it can be concluded that a play intervention thus structured affects some specific cognitive processes, while its effects on the emotional dimension remain an object for further investigations.