Il lato oscuro della felicità: un'indagine sulle possibili derive e distorsioni della psicologia positiva

Studente: Claudia Salvagno
Titolo tesi: Il lato oscuro della felicità: un'indagine sulle possibili derive e distorsioni della psicologia positiva
Docente relatore: Prof.ssa Catia Lucia Martorello
Docente controrelatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 17 gennaio 2022
Licenza in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto si colloca nell’ambito della psicologia positiva e del suo possibile impatto sulla vita di persone e intere società. Gli obiettivi che hanno guidato questo lavoro partono dall’ipotesi che alcuni concetti riconducibili alla psicologia positiva, se applicati in modo acritico ed eccessivo, possano portare più danni che benefici. La presente tesi non vuole essere un attacco al movimento della psicologia positiva, bensì intende offrire degli spunti di riflessione e incoraggiare un utilizzo equilibrato e ragionato dei suoi contributi. In particolare, si è ipotizzato che la spinta eccessiva alla ricerca della felicità possa tradursi in vissuti di infelicità, inautenticità e inadeguatezza, e che l’applicazione acritica di tali principi al contesto lavorativo possa avere risvolti problematici a livello etico e umano. La ricerca è stata condotta attraverso un procedimento di tipo compilativo, tramite un approfondimento bibliografico e lo studio di opere, manuali, articoli scientifici e contributi provenienti dal campo della sociologia in un’ottica di multidisciplinarietà. Essa si articola in tre sezioni. Nella prima viene offerta una panoramica sullo sviluppo, i principali esponenti e le teorie e applicazioni della psicologia positiva, la seconda presenta una descrizione della società attuale e propone un collegamento tra l’ambiente sociale e lavorativo e la psicologia positiva, la terza sezione offre infine una riflessione, supportata da contributi scientifici, sui possibili effetti negativi che questo approccio, nelle sue forme più estreme e inflessibili, potrebbe avere sugli individui.

The chosen topic revolves around the subject of positive psychology and its possible impact on the life of people and entire societies. The objectives that guided this work stem from the hypothesis that some of the ideas that are attributable to positive psychology, when applied in an uncritical and extreme way, could do more harm than good. The present dissertation is not meant as an attack on the positive psychology movement, but rather it intends to offer some causes for reflection and encourage a balanced and rational use of its contributions. Specifically, it was hypothesized that the excessive push towards the search for happiness could result into experiencing unhappiness, inauthenticity and inadequacy, and that an uncritical application of those principles to the work environment could prove itself to be problematic from an ethical and human point of view. The present study was conducted by using a bibliographic procedure by means of a review of the pertinent literature and the analysis of textbooks, manuals, scientific articles and some contributions from the sociology field for a multidisciplinary examination. This work is structured into three sections. The first section explores the development, the main exponents, the theories and applications of positive psychology; the second one presents a description of the present state of our society and suggests a connection between the social and working environment and positive psychology; the third section, lastly, offers some considerations, supported by scientific evidence, about the possible negative effects that positive psychology, in its most extreme and rigid forms, could have on individuals.