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Il perdono nella relazione genitori-figli. Nuclei concettuali e processi.

Studente: Jacopo Maria Favotto
Titolo tesi: Il perdono nella relazione genitori-figli. Nuclei concettuali e processi.
Docente relatore: Prof. Nicola Giacopini
Docente controrelatore: Prof.ssa Catia Martorello
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 12 marzo 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia dell'educazione

Il presente elaborato sul perdono nella relazione tra genitori e figli è frutto di una ricerca bibliografica della letteratura psicologica. Il testo parte da una analisi generale dei contributi presenti sul costrutto del perdono riportando modelli, dinamiche e fattori riconosciuti dalla comunità scientifica come rilevanti. Al termine di tale analisi si assume come riferimento teorico del costrutto del perdono l’approccio del Modello Relazionale-Simbolico (Scabini e Cigoli), ripercorrendone i nuclei generativi, i pilastri ed i principi. Successivamente l’elaborato si focalizza sulla relazione tra genitori e figli individuandone i compiti di sviluppo e le dinamiche, connettendo altresì alcuni aspetti essenziali del perdono nella relazione coniugale. Finalità del presente lavoro di tesi è quindi comprendere la portata generativa del perdono nella relazione genitoriale e le sue influenze sullo sviluppo psicologico dei figli. Il perdono viene così identificato come un processo chiave della transizione del figlio all’età adulta.

The present essay on forgiveness within parents and children relationship is the outcome of a bibliographical research in psychological literature. Following a general analysis of contributions on the construct of forgiveness, the essay reports models, dynamics and factors recognized by the scientific community. At the end of this analysis the theorical approach to forgiveness of the Relational-Symbolic Model (Scabini and Cigoli) is assumed, reporting generative core, mainstays and principles. Successively the essay is focused on parents and child relationship identifying development tasks and dynamics, connecting to some forgiveness essential aspects of the marital relationship. The purpose of this thesis work is to understand the generative effects of forgiveness on parental bond and also its influences on children’s psychological development. Hence forgiveness is identified as a decisive process of the child’s transition to adulthood.

La personalità altamente sensibile: come riconoscerla, accoglierla e valorizzarla

Studente: Giulia Boer
Titolo tesi: La personalità altamente sensibile: come riconoscerla, accoglierla e valorizzarla
Docente relatore: Prof.ssa Beatrice Signorotto
Docente controrelatore: Prof. Ferruccio Cavallin
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 13 ottobre 2020
Baccalaureato in: Psicologia dell'educazione

Il seguente elaborato tratta il tema dell’ipersensibilità, intesa come tratto della personalità scoperto e studiato a partire dalle teorizzazioni della psicoterapeuta e ricercatrice Elaine Aron, dagli anni ’90 in poi. Gli obiettivi di questo lavoro ruotano attorno alla tesi che una maggior consapevolezza in questo ambito possa portare a rivalutare il concetto di sensibilità, contribuendo al benessere delle persone in possesso di questo tratto e della società in generale. La metodologia di lavoro utilizzata si fonda su un approfondimento bibliografico di settore e ha preso in considerazione le principali pubblicazioni scientifiche, nazionali e internazionali, sul tema. La ricerca si articola in due sezioni: nella prima si inquadrano gli aspetti teorici fondamentali, offrendo una definizione dei costrutti di sensibilità e ipersensibilità nella loro complessità e volgendo particolare attenzione alle loro basi neurobiologiche e genetiche. Nel secondo capitolo, oltre a chiarire i significati e le implicazioni di una teoria della personalità centrata sui tratti, si approfondiscono le caratteristiche del tratto in esame e si riportano i risultati dei principali studi inerenti al tema. Le riflessioni conclusive, infine, riassumono i contenuti elaborati e offrono alcune prospettive in riferimento al significato e alla tipologia di terapia adatta al soggetto altamente sensibile.

The following dissertation explores the subject of hypersensitivity, meant as the personality trait that was discovered and studied from the theorising of psychotherapist and researcher Elaine Aron, from the 1990s to present days. The purpose of this paper revolves around the thesis that a better understanding of this subject could lead to revising the idea of sensitivity itself, contributing to the well-being of those in possession of this trait and thus of society in general. The methodology of work that has been used is based on bibliografic research and takes into account the main scientific publications, both national and international, on the subject. The research is developed in two sections: the first one contextualises all the theoretical fundamental aspects, providing a definition for the sensitivity and hypersensitivity constructs in their complexity, with specific attention to the neurobiological and genetic basis. In the second section, in addition to clarifying the meaning and implications of a trait-centered personality theory, the characteristics of this examined trait are analysed and the results of all main research studies on the subject are reported. In conclusion, final considerations resume the previously elaborated content and offer some prospect on the meaning and the most suitable type of therapy for the highly sensitive subject.

Lo stato limite secondo Jean Bergeret

Studente: Anna Maria Pistone 
Titolo tesi: Lo stato limite secondo Jean Bergeret
Docente relatore: Prof. Mario Magrini
Docente controrelatore: Prof.ssa Alessia Anello
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 07 ottobre 2020
Baccalaureato in: Psicologia dell'educazione

Lo stato limite si configura, per gran parte della letteratura scientifica, come un’entità clinica che si situa tra nevrosi e psicosi. È una condizione ad alta complessità che, al di là delle manifestazioni sintomatologiche e dei tentativi di inquadramento all’interno di una categoria nosologica, necessita di una profonda comprensione psicodinamica.
Il presente lavoro si propone, attraverso l’esposizione del modello di stato limite dello psicoanalista francese Jean Bergeret, non tanto di analizzare gli aspetti manifesti del comportamento, quanto di cogliere il funzionamento psichico sottostante a queste organizzazioni, la cui economia è caratterizzata da alcuni elementi peculiari. Il grado di maturazione dell’Io, il narcisismo, la relazione oggettuale, la natura dell’angoscia e i meccanismi di difesa utilizzati, sono alcuni dei fattori che possono fornire un importante contributo a una migliore comprensione di questa condizione, nella quale rientrano numerose varietà cliniche, con il fine di effettuare la scelta terapeutica più corretta.
Partendo da Freud e dall’esposizione dei suoi principi fondamentali del funzionamento psichico, si passerà attraverso la descrizione delle due grandi categorie psicopatologiche della nevrosi e della psicosi, per arrivare a delineare le due categorie strutturali stabili di personalità nevrotica e psicotica tra le quali, secondo il modello proposto, l’organizzazione limite si colloca come un’astrutturazione.

Most of scientific literature considers the borderline state as a clinical entity between neurosis and psychosis. It is a highly complex condition that, beyond the symptomatic manifestations and attempts to include it within a nosological category, requires a profound psychodynamic understanding. The aim of this work is to identify the psychic functioning underneath these organizations, whose economy is characterized by some peculiar elements, rather than to analyze the manifest aspects of behavior, and this is what the model of the borderline state by French psychoanalyst Jean Bergeret tries to do. The degree of ego development, the narcissism, the object relations, the nature of anxiety and the defense mechanisms used, are some of the factors that can make an important contribution to a better understanding of this condition, which includes many clinical varieties, in order to make the most correct therapeutic choice. Starting from Freud and the presentation of his fundamental principles of psychic functioning, we will pass through the description of the two great psychopathological categories of neurosis and psychosis in order to delineate the two stable structural categories of neurotic and psychotic personality, among which, according to the model proposed, the borderline organization lies without a fixed structure.

Famiglia e disabilità nel bambino: il cammino dalla diagnosi all'accettazione

Studente: Isabella  Nugnes
Titolo tesi: Famiglia e disabilità nel bambino: il cammino dalla diagnosi all'accettazione
Docente relatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 luglio 2020 
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Il presente lavoro di ricerca si articola attorno a due precisi focus di indagine, la famiglia e la disabilità del bambino, con il duplice obiettivo di comprendere le peculiarità dell’ambiente familiare e, al tempo stesso, descrivere una condizione clinica che, quando presente nel piccolo fin dalla sua infanzia, coinvolge la totalità della vita di genitori e fratelli. L’ipotesi che guida l’approfondimento dell’argomento è la seguente: i familiari, che convivono quotidianamente con la disabilità di un figlio o di un fratello, hanno la possibilità di accettare e adattarsi a tale condizione, sviluppando resilienze e strategie di coping, con atteggiamenti costruttivi, orientati alla progettualità e vivendo una vita piena e totalizzante dal punto di vista personale e sociale, nonostante le esperienze e le emozioni di dolore, fatica, sconforto che hanno sperimentato nel passato e che sentiranno anche nel futuro. La ricerca è suddivisa in tre sezioni: la prima descrive le dinamiche familiari, la seconda definisce il concetto di disabilità e di comunicazione della diagnosi, la terza, infine, è dedicata alla descrizione del percorso e delle possibilità che possiede la famiglia di accettare e adattarsi alla disabilità del bambino. Per confermare l’ipotesi viene costruita una bibliografia e una sitografia a partire da alcuni dei lavori scientifici della letteratura nazionale e internazionale: le ricerche dimostrano, infatti, che la famiglia ha la possibilità, dopo aver elaborato il lutto, di inserirsi in un percorso di crescita, diventando progettuale, senza cristallizzarsi nel dolore.

The present research work is articulated around two precise focuses of investigation, the family and the child's disability, with the dual objective of understanding the peculiarities of the family environment and, at the same time, describing a clinical condition that, when present in the child since childhood, involves the totality of the life of parents and siblings. The hypothesis that guides the study of the subject is the following: family members, living daily with the disability of a child or brother, have the possibility to accept and adapt to this condition, developing resilience and coping strategies, implementing constructive, project-oriented attitudes and living a full and totalizing life from a personal and social point of view, despite the experiences and emotions of pain, fatigue and discomfort that they have experienced in the past and that they will feel also in the future. The research is divided into three sections: the first describes family dynamics, the second defines the concept of disability and the communication of the diagnosis, the third, finally, is dedicated to the description of the path and the possibilities of the family to accept and adapt to the child's disability. In order to confirm the hypothesis, a bibliography and a sitography is constructed from some of the scientific works of national and international literature: the research shows, in fact, that the family has the possibility, after having elaborated the mourning, to enter a path of growth, becoming projectual, without crystallizing in pain.

Analisi psicodinamica del trauma migratorio e approccio terapeutico transculturale

Studente: Chiara Sperandio
Titolo tesi: Analisi psicodinamica del trauma migratorio e approccio terapeutico transculturale
Docente relatore: Prof.ssa Anna Pileri
Docente controrelatore: Prof.ssa Cinzia Poli
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 15 luglio 2020
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Nell’attuale società, e in particolare nel contesto italiano, caratterizzato ormai da tempo da un crescente flusso migratorio, si ritiene opportuno pensare a nuovi interventi e a setting terapeutici differenti che diano la possibilità allo psicologo di incontrare il migrante uscendo dalle più convenzionali e classiche modalità terapeutiche. A tale proposito il presente elaborato intende porre l’accento sugli aspetti culturali e sull’esperienza migratoria considerandoli elementi cardine da cui partire in ogni processo terapeutico che miri al benessere della persona migrante. Studi e ricerche, approfonditi nel presente contributo, mettono in evidenza come la persona che vive un’esperienza migratoria complessa potrebbe essere potenzialmente esposta ad un trauma, trovandosi ad esempio costretta a dover fronteggiare un’importante situazione di ambivalenza tra un prima e un dopo, che potrebbe ripercuotersi anche nelle generazioni future. Ecco dunque che, per incontrare l’“Altro” all’interno di un setting terapeutico, occorre tener conto della possibilità di interagire con un paziente con una formazione culturale e con abitudini e dinamiche relazionali dissimili da quelle occidentali. Inoltre, è importante considerare non solo l’aspetto politico, giuridico o di prime e necessarie cure fisiche, ma anche e soprattutto di quelle psicologiche, riuscendo a creare uno spazio nel quale egli si senta riconosciuto, compreso e libero di esprimersi. Viene quindi presentato l’approccio di cura transculturale con cui Marie Rose Moro e colleghi operano, da anni e con successo, all’interno dell’Ospedale di Avicenne a Parigi come auspicio di buona teoria e pratica con la quale poter operare anche nel nostro Paese nei vari contesti multiculturali.

In the current society, especially in the Italian context, characterized by an increasing migratory flow, it is necessary to think about new interventions and different therapeutic settings that give at the psychologist the possibility to meet the migrant, going out from the most classical and conventional approaches. This thesis focuses on cultural aspects and on the migratory experience as key elements from which starting in every therapeutic process established for the migrant wellbeing. Studies and researches here reported highlight as a person who lives a complex migratory experience could be potentially exposed to a trauma, for example the person has to face an ex ante and ex post ambivalent situation, and this could be present also in the future generations. To meet the “other” inside a therapeutic setting is necessary to keep in mind the possibility of interactions with a patient with a cultural education and relational habitudes different from the western ones. Moreover, it is important to consider not only the political, judicial or first aid aspects but especially the psychological ones, to create a space where he is recognized, understood and free to verbalize. It is presented the Marie Rose Moro cultural approach, whit which she and her collogues operate at the Avicenne Hospital in Paris and this approach hopefully could be used as a good practice and theory even in Italy in the multicultural contexts.

Unità mente-corpo: le implicazioni e gli effetti della relazione tra attenzione ed emozione

Studente: Gabrieli Sara
Titolo tesi: Unità mente-corpo: le implicazioni e gli effetti della relazione tra attenzione ed emozione
Docente relatore: Prof.ssa Marcella Bounous
Docente controrelatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 15 luglio 2020
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

La seguente trattazione afferisce alla materia di psicologia generale, sintetizzandone due argomenti cardine quali l’attenzione e l’emozione, valutando le implicazioni e gli effetti che l’una comporta all’altra e viceversa. L’obiettivo è quello di superare la concezione dualistica che vede scisse le emozioni dalla cognizione, comprovando che esse sono due dimensioni che collaborano, affinché il soggetto si adatti adeguatamente all’ambiente che lo circonda. Grazie all’utilizzo di una metodologia di lavoro volta all’approfondimento bibliografico delle principali teorie psicologiche e neuroscientifiche, si è cercato di dimostrare l’ipotesi secondo cui esiste un’interrelazione tra attenzione ed emozione, poiché l’emozione non funge da distrattore, che intacca il funzionamento dei livelli superiori di elaborazione cognitiva cerebrale, ma si presenta come guida, che dirige e influenza l’attenzione in modo prioritario verso target rilevanti per il riassestamento dell’equilibrio psicofisico dell’organismo. La ricerca, che si articola in quattro capitoli, inizia da una premessa con cui si vuole sfatare il mito della ragione pura e del dualismo cognizione-emozione; prosegue attraverso la disamina dello stato dell’arte delle teorie dell’attenzione prima, e quelle dell’emozione poi; e si conclude, dopo averne esposto i presupposti, con l’analisi del loro rapporto reciproco, confermandone, in conclusione, l’effettiva relazione integrata. Mediante una consapevolezza sempre maggiore dell’integrità dell’organismo umano e di tutte le sue componenti, sarà possibile ampliarne la conoscenza e conseguentemente migliorare il benessere della persona.

The following discussion relates to the subject of general psychology, summarizing two key topics such as attention and emotion, evaluating the implications and the effects that one has on the other. The research aims at overcoming the dualistic conception that sees emotions separated from cognition, proving that they are two dimensions that work together so that the subject adapts adequately to the environment around him. By means of the use of a working methodology aimed at deepening the bibliography of the main psychological and neuroscientific theories, the discussion tries to demonstrate the hypothesis that there is an interrelation between attention and emotion, since emotion does not act as a distractor that affects the functioning of the higher levels of cerebral cognitive processing, but rather presents itself as a guide that directs and influences attention in a priority way towards targets that are relevant to the reestablishment of the organism’s psychophysical balance. !The research, which is divided into four chapters, starts from a premise that aims at dispelling the myth of pure reason and the dualism of cognition-emotion; it continues by examining the theories of attention’s state of the art as well as those of emotion; and it ends, after having set out the assumptions, with the analysis of their mutual relationship, confirming, in conclusion, the actual integrated relationship. Through an ever-increasing awareness of the integrity of the human organism and all its components, it will be possible to broaden the concerning knowledge and consequently improve the person’s well-being.

La memoria imperfetta: Fattori esterni e differenze individuali nelle distorsioni di memoria

Studente: Francesca Masut
Titolo tesi: La memoria imperfetta: Fattori esterni e differenze individuali nelle distorsioni di memoria
Docente relatore: Prof. Fabio Benatti
Docente controrelatore: Prof. Marco Monzani
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro 
Data discussione tesi: 14 luglio 2020
Laurea Triennale Internazionale in:  Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto riguarda il fenomeno delle distorsioni mnestiche e delle false memorie. L’obiettivo di questa tesi è di evidenziare i fattori esterni ed interni che influenzano gli errori di memoria. L’ipotesi di partenza è quella che, sia nella ricerca, che nell’applicazione pratica nell’ambito giudiziario, le variabili maggiormente analizzate siano relative ai fattori esterni, mentre vi è minore considerazione dei fattori soggettivi. La tesi è di tipo compilativo ed è caratterizzata da un approfondimento bibliografico sia delle ricerche internazionali, sia delle applicazioni nel contesto giuridico italiano. La tesi si struttura in tre capitoli: nel primo si descrive il funzionamento mnestico, in particolare in relazione alla memoria episodica e autobiografica, e vengono analizzati i principali modelli teorici; nel secondo viene spiegato il fenomeno delle false memorie e sono considerati i principali paradigmi sperimentali per l’indagine dei fattori esterni e interni influenti nel processo di distorsione mnestica; l’ultimo capitolo indaga l’attuale contesto giuridico italiano in relazione all’assunzione di linee guida conseguenti ai dati emersi dalla ricerca scientifica della psicologia della testimonianza. Sono, infine, descritte le possibilità di ampliamento delle ricerche con l’auspicio di un’integrazione ancora maggiore fra psicologia e giurisprudenza.

The topic chosen for this essay deals with the phenomenon of distorted and false memories. The purpose of this work is to highlight external and internal agents, which influence memory mistakes: this is the main question that we will attempt to solve. The starting hypothesis is that, both in current and past researches and in the judicial applications, there is generally a more in-depth analysis of the external factors, compared to the investigation of how subjective elements affect memory mistakes. This research is divided into three chapters: the first one describes the main theoretical models and the process related to the episodic and autobiographical memory; the second one deals with the false memory effect and takes into account the main experimental paradigms, analysing both external and internal agents related to the process of memory distortion; the latter puts into context the current Italian judicial system, analysing how the current guidelines are the result of the scientific researches in the field of psychology of testimony, and as of that if there is a discrepancy in the relevancy of internal and external factors. Finally, we will discuss the implications and the possibility of further researches, with a glance to the positive outcome of an increased collaboration and integration between the two fields of psychology and law studies.

La memoria nel bambino: valutazione dell'idoneità testimoniale e strategie di intervento per la raccolta  della testimonianza infantile

Studente: Alessia Carraro
Titolo tesi:  La memoria nel bambino: valutazione dell'idoneità testimoniale e strategie di intervento per la raccolta  della testimonianza infantile
Docente relatore: Prof. Fabio Benatti
Docente controrelatore: Prof. Marco Monzani
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro 
Data discussione tesi: 14 luglio 2020
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte attorno al tema della memoria e della testimonianza infantile. L’obiettivo di questo lavoro è lo studio dello sviluppo della memoria nel bambino, con la prospettiva di analizzare alcune strategie di intervento per prevenire eventuali complicazioni nella raccolta delle testimonianze infantili. Si è partiti dagli importanti sviluppi recenti sullo studio della memoria potenzialmente applicabili anche allo studio della testimonianza infantile, che tende sempre più ad essere utilizzata come prova nei processi giudiziari.
La ricerca è stata condotta secondo una metodologia di lavoro che ha comportato un approfondimento bibliografico nelle suddette aree tematiche ed è articolata in tre capitoli.
La prima sezione è dedicata alla ricerca bibliografica sullo sviluppo della memoria nei bambini, studiandone i principi e l’ontogenesi. Nella seconda sezione si approfondisce la memoria autobiografica prendendo in considerazione varie teorie. Nella terza e ultima sezione ci si focalizza sulla valutazione dell'idoneità testimoniale e sulle strategie per la raccolta delle testimonianze infantili, alla luce degli aspetti precedentemente esaminati in merito alla memoria infantile.

The chosen topic addresses the theme of memory and child witness. The study of the development of memory in the child is the objective of this work, with the perspective to analyze some intervention strategies to prevent any complications in the collection of children testimonies. The analysis started from the important recent developments on the study of memory potentially applicable also to the study of childhood witness, which tends increasingly to be used as evidence in judicial processes. The research was carried out according to a work methodology which involved a bibliographical study in the aforementioned thematic areas and is divided into three chapters.
The first section is dedicated to bibliographic research on the development of memory in children, studying its rudiments and ontogenesis. The second section scoop out the autobiographical memory by taking into consideration various theories. In the third and final section the focus is on the assessment of testimonial suitability and strategies for the collection of childhood testimonies, in the light of the aspects previously examined regarding childhood memory.

Dal senso di colpa al perdono: un percorso all’interno della psicoanalisi

Studente: Alessia Scarpa
Titolo tesiDal senso di colpa al perdono: un percorso all’interno della psicoanalisi
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 11 gennaio 2020
Laurea internazionale in: Psicologia dell'educazione

Il presente lavoro prende in considerazione la dimensione del senso di colpa all’interno della teoria psicoanalitica andando ad indagare le origini e le implicazioni a livello intrapsichico e sociale di questo vissuto. Iniziando con la nascita, passando per le difese messe in atto per contrastarla, fino ad arrivare alla patologia che ne consegue se la colpa risulta onnipresente nella vita psichica del soggetto, viene delineato un quadro di cause e conseguenze dovute alla significativa presenza di questo vissuto che, grazie alla lettura tramite la lente della teoria psicodinamica, viene sviluppata in modo longitudinale prendendo in considerazione i maggiori esponenti di questo approccio lungo i secoli e sottolineando le loro più importanti teorizzazioni. Partendo da Freud emergono le istanze a cui è possibile attribuire la causa della nascita della colpa, proseguendo con i suoi successori si ha una panoramica completa di questo vissuto, sin dall’infanzia fino alle conseguenze in età adulta o in situazioni di particolare difficoltà quali la sopravvivenza ad un trauma importante. Si arriva infine alla risoluzione della colpa attraverso un lavoro di guarigione finalizzato a raggiungere la dimensione del perdono, balsamo lenitivo che permette la pacificazione e la risoluzione di ciò che era rimasto in sospeso a causa del trauma e che permette all’individuo di ritrovare una propria strada, significando e superando l’accaduto, riuscendo a fare pace con l’altro ma, soprattutto, ritrovando una dimensione di serenità all’interno del Sé.

This work takes into consideration the dimension of guilt inside the psychoanalytic theory, investigating the origin and the implications on an intrapsychic and social level. Beginning with the birth, going through the defences that take place in order to defeat it, until the pathology that arise if the guilt is omnipresent inside the psychic life of the subject, causes and consequences due to the massive presence of this emotion are outlined through the psychodynamic theory, taking into consideration the greatest theorists and underlining their most important theorizings along the centuries. Beginning with Freud’s theory, arise the elements that cause the birth of guilt, proceeding with his successors is possible to define a complete overview of this feeling, since childhood until the consequences during adulthood and in situations of particular difficulty such as surviving from an important trauma. We arrive at the end to the resolution of guilt through a work of healing finalized to reach the dimension of forgiveness, soothing balm that allows the subject to make peace and resolve what was left pending because of the trauma and let the individual find their own way again, giving a meaning to what happened and eventually overcoming it, managing to make peace with the other but, above all, finding a dimension of peacefulness within the Self again.



“Vite social” e costruzione dell’identitá sessuale in adolescenza

Studente: Silvia Pigozzo
Titolo tesi“Vite social” e costruzione dell’identitá sessuale in adolescenza
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof. Lino Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 11 gennaio 2020
Laurea internazionale in: Psicologia dell'educazione

La tesi indaga il legame di influenza che intercorre tra lo sviluppo dell’identità sessuale e del mondo della sessualità online. L’obiettivo è quello di comprendere – a livello psicologico - il come ed il perché avviene questo condizionamento, indagando non solo le diverse componenti dell’identità sessuale (identità di genere, ruolo di genere ed orientamento sessuale), ma anche le differenti forme con cui la sessualità viene presentata in Internet e nei Social Media (materiali sessualmente espliciti, attività sessuali online, pornografia e cybersex), con tutte le potenzialità e i rischi che comporta. Il fine è anche quello di sottolineare la necessità di rinnovare l’educazione sessuale rivolta agli adolescenti, cercando di integrare questa forma moderna di sessualità ed Internet come fonte di informazioni sessuali. L’aver seguito una metodologia di tipo scientifico, rigorosa e sistematica, e l’aver utilizzato fonti valide, ha permesso di giungere a dei risultati significativi e di interesse scientifico. Partendo dalla definizione delle varie componenti dell’identità sessuale e dall’esposizione della sessualità online nelle sue diverse forme e delle conseguenze positive e negative, si giunge ad analizzare le ricerche che dimostrano la possibilità di creare una nuova forma di “educazione sessuale 2.0” e che sottolineano il bisogno di ulteriori approfondimenti.

The thesis is about the influence’s bond between the development of sexual identity and the online sexuality’s world. The aim is to understand – at a psychological level - how and why this conditioning happens, looking into not only the different sexual identity’s components (gender identity, gender role and sexual orientation), but also the different forms by which the sexuality is presented in Internet and in Social Media (sexually explicit materials, online sexual activities, pornography and cybersex), with all the possibilities and risks involved. The goal is also to emphasize the need to renew adolescents’ sexual education, trying to integrate this modern form of sexual education and Internet as source of sexual information. The fact that the methodology followed is scientific, strict and systematic, and that valid sources are used, has allowed to achieve significant and of scientific interest results. Starting from the definition of the sexual identity’s various components and from the exhibition of online sexuality in its different forms and of positive and negative consequences, you get to analyze researches that prove the possibility to create a new form of “2.0 sexual education” and that underline the need for further insights.