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Studio delle interazioni umane attraverso la lente della Psicologia della musica

Data: 17 luglio 2021
Studente:
 Beatrice Sartorello
Titolo tesi:
Studio delle interazioni umane attraverso la lente della Psicologia della musica
Docente relatore:
 Anna Pileri
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

Il presente lavoro si focalizza sull’ambito delle interazioni umane e sul loro legame con la musica. Gli obiettivi della ricerca riguardano la definizione del ruolo che la musica riveste nelle relazioni intrapersonali e interpersonali, assumendo come ipotesi il collegamento tra la Psicologia della musica e la Psicologia cognitiva e dello sviluppo, rivelato dai recenti studi condotti in questi campi (Trevarthen, 2008; Imberty, 2002, 2005; Pileri, 2011, 2015, 2018). Verrà quindi messo in luce il forte intreccio fra musica, musicalità e interazioni. La metodologia seguita si basa sulla ricerca bibliografica e su un’analisi che, a partire dal modello teorico della musicalità comunicativa, intende ripercorrere le dinamiche psicologiche sottese nella fruizione e nella condivisione di un’opera musicale, per giungere a una trattazione che riguarda la sfera delle relazioni interpersonali e la loro importanza nell’ambito sociale. Il percorso di ricerca si snoda in tre capitoli. Il primo capitolo verterà sull’inquadramento teorico della musicalità comunicativa. Il secondo esplorerà i processi psicologici implicati nella sfera musicale e in quella relazionale, mettendole a confronto. Il terzo, invece, analizzerà le conoscenze finora acquisite nell’ambito della musicalità comunicativa e della Psicologia della musica, nel tentativo di trasferirle nella pratica sociale quotidiana e in quella psicologica. Verrà evidenziato così il rilievo che assume la musica nella vita umana, giungendo ad avvalorare la tesi secondo la quale è necessario rivolgere l’attenzione, negli scambi interpersonali fra pari, come anche fra adulti e bambini e fra psicologo e paziente, agli aspetti musicali dell’interazione e alla loro influenza sulla qualità della relazione.

This work focuses on the field of human interactions and their link with music. The objectives of the research deal with the definition of the role of music in intrapersonal and interpersonal relations, by employing the hypothesis of the link between Psychology of Music and Cognitive and Developmental Psychology, revealed by recent studies in these fields (Trevarthen, 2008; Imberty, 2002, 2005; Pileri, 2011, 2015, 2018). Therefore the strong mix between music, musicality and interactions will be pointed out. The methodology is based on a bibliographic research and analysis which moves from the theoretical model of communicative musicality and means to review the underlyung psychological dynamics in the fruition and sharing of a musical work, to arrive at a discussion about interpersonal relations and their importance in the social sphere. The reasearch path is articulated in three chapters. The first chapter will treat the theoretical framework of communicative musicality. The second chapter will explore the psychological processes involved in the musical and relational sphere, comparing them. The third chapter will analyse the knowledge acquired so far in the field of communicative musicality and Psychology of Music, in an attempt to transfer it in everyday social and psychological practice. Thus, the importance of music in human life will be highlighted to corroborate the thesis that it is necessary to direct the attention to interpersonal exchanges between equals, adults and children and psychologist and patient, to the musical aspects of interactions and their influence on the quality of relationships.

Immagine corporea, auto-esposizione e social network in adolescenza: tra psicologia, psicopatologia e prevenzione

Data: 17 luglio 2021
Studente:
 Giada Modenato
Titolo tesi:
Immagine corporea, auto-esposizione e social network in adolescenza: tra psicologia, psicopatologia e prevenzione
Docente relatore: 
 Giovanni Fasoli
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

L’elaborato qui presentato si pone come obiettivo quello di indagare una tematica attuale e sempre più presente nella vita degli adolescenti: l’insoddisfazione corporea e il ruolo assunto dai social network. Si è partiti dall’ipotesi che, in un periodo fragile come quello adolescenziale, i social network abbiano un’influenza sull’immagine di sé e sulle conseguenze psicologiche che ne derivano. L’elaborato è suddiviso in tre sezioni: nella prima, dopo aver introdotto il concetto di immagine corporea e la sua trasformazione nel corso dell’adolescenza, si porrà l’attenzione alla percezione corporea che può indurre gli individui ad essere insoddisfatti del proprio corpo, portando a disturbi ben più gravi. Tale insoddisfazione verrà analizzata anche in riferimento al Modello Tripartito d’Influenza di Thompson. Successivamente, verrà indagata l’importanza dell’esposizione di sé all’interno dei social network, evidenziando in modo particolare il loro ruolo nella costruzione e accettazione della propria identità. Infine, si analizzeranno gli aspetti educativi utili per la prevenzione di eventuali problematiche connesse alla tematica trattata, tra i quali: la regolazione emotiva, l’autostima e la resilienza.

The purpose of this paper aims to investigate a current and increasingly present issue in adolescence period: the body dissatisfaction and the role taken by social networks. The main hypothesis is that in a sensitive period such as the adolescence, social networks have an influence on self-image and on the psychological consequences resulting from it. This paper is divided into three sections: in the first part, after introducing the concept of body image and its transformations during adolescence, attention will be focused to body perception which can induce people to be unsatisfied with their body, leading to far more serious problems. This dissatisfaction will also be analysed in reference to the Thompson’s Tripartite Influence Model. Subsequently, the importance of self-exposure in social networks will be examined, highlighting their role in the construction and acceptance of one’s own identity. Lastly, the educational aspects which are useful for the prevention of any problems related to the topic discussed will be analysed, including: emotional regulation, self-esteem and resilience.

La stretta correlazione tra nascita pretermine e adhd: il metodo nidcap come possibile strategia di prevenzione del fenomeno e promozione del neurosviluppo del nato pretermine

Data: 17 lulgio 2021
Studente:
 Angelica Zanlucchi
Titolo tesi:
La stretta correlazione tra nascita pretermine e adhd: il metodo nidcap come possibile strategia di prevenzione del fenomeno e promozione del neurosviluppo del nato pretermine
Docente relatore:
 Mavi Lodoli
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

L’argomento del presente elaborato ruota attorno al tema della nascita pretermine, ed alle sue possibili ripercussioni sul neurosviluppo futuro del bambino. L’obiettivo dell’analisi è duplice, da una parte si mira infatti ad offrire una panoramica attuale ed aggiornata sui disturbi più diffusi in questa popolazione di bambini, evidenziando,nello specifico, la sua stretta correlazione con il Disturbo da Deficit d’Attenzione ed Iperattività (ADHD); dall’altra parte, una volta dimostrato ciò, ci si propone di mettere in rilievo delle possibili strategie preventive, in grado di proteggere il più possibile il piccolo rispetto all’insorgenza del disturbo. L’ipotesi centrale del lavoro è quindi che la nascita pretermine aumenta in modo statisticamente significativo il rischio di sviluppare ADHD, ma che l’attuazione di una care di tipo NIDCAP all’interno della TIN può favorire il neurosviluppo del pretermine, candidandosi così, come un grande strumento di prevenzione rispetto all’insorgenza dell’ADHD. Tale elaborato, condotto per mezzo di un’attenta analisi dei più autorevoli riferimenti bibliografici presenti nella letteratura nazionale ed internazionale, si articola in tre principali sezioni: nella prima, si presenta il tema della nascita pretermine, nella seconda, offrendo una ricca panoramica dei disturbi attualmente più diffusi in questa popolazione di bambini, ed approfondendo in maniera dettagliata l’ADHD, si arriva, nella parte finale del capitolo, ad esporre le evidenze scientifiche a supporto della correlazione nascita pretermine-ADHD; nella terza ed ultima sezione, infine, ci si sofferma sull’analisi del metodo NIDCAP. Attraverso questo percorso, si giunge a confermare l’ipotesi di partenza, in ambedue le sfaccettature.

The main topic of the present work revolves around the theme of preterm birth, and its possible consequences on child’s future neurodevelopment. The aim of the analysis is twofold, in fact, on the one hand, it aims to offer a current and updated overview of the most common disorders in this population of children, underlining, in particular, its close association with Attention Deficit Hyperactivity
Disorder (ADHD); on the other hand, once this has been demonstrated, it is proposed to underline some possible preventive strategies, able to protect the child, as much as possible, against the onset of the disorder. So, the central hypothesis of the work is that preterm birth increases, in a statistically significant way, the risk of developing ADHD, but the implementation of a NIDCAP-type care inside the NICU, can favor a more correct neurodevelopment of the preterm child, becoming a great prevention tool against the onset of ADHD. This paper, done by a careful analysis, involving the most authoritative bibliographic references of national and international literature, is divided into three main sections: in the first one, it is presented the theme of preterm birth, in the second one, by offering a rich overview of the most currently common disorders in this population of children, and by analyzing in a detailed way ADHD, we come, in the final part of the chapter, to expose the scientific evidence supporting the association between preterm birth and ADHD; in the third and last section, finally, we focus on the analysis of the NIDCAP-type care. Through this path, the starting hypothesis is confirmed in both facets.

La gravidanza vista dall'interno: lo sviluppo psico-emotivo del bambino

Data: 16 luglio 2021
Studente:
 Giulia Spinazzola
Titolo tesi:
La gravidanza vista dall'interno: lo sviluppo psico-emotivo del bambino
Docente relatore:
 Lara Fressini
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte sullo sviluppo psico-emotivo del bambino durante la gravidanza, con riferimento sia alla teoria dell’attaccamento di Bowlby sia all’analisi transazionale di Berne. Durante l’elaborato, inoltre, vengono prese in considerazione solo le gravidanze accolte e accettate da entrambi i genitori e vengono delineati solo i benefici della stimolazione prenatale. L’ipotesi di partenza, ovvero il fatto che il nascituro sviluppi, nel corso dei nove mesi di gestazione, competenze emotive proprie, viene dimostrata tramite un excursus relativo ai nove mesi della gestazione. Lo scritto, sviluppato grazie alla comparazione critica di testi scientifici appartenenti all’ambito della psicologia prenatale e perinatale, si suddivide quindi in quattro capitoli. Il primo comprende un’analisi dettagliata della psicologia prenatale e perinatale e un confronto tra l’analisi transazionale e la teoria dell’attaccamento, delineando inoltre quale sia l’aspetto che le accomuna. Nei successivi capitoli invece vengono affrontati, rispettivamente, il primo trimestre, il secondo trimestre e il terzo trimestre. In relazione a quest’ultimo, viene sviluppato anche il tema del parto. Tutti i capitoli vengono strutturati mettendo al centro il punto di vista del nascituro e ponendo attenzione, anche, alle implicazioni psicologiche che le stimolazioni materne hanno sul feto stesso.

The chosen topic focuses on the psycho-emotional development of the child during pregnancy, with reference to both Bowlby's attachment theory and Berne's transactional analysis. Throughout the paper, I consider only those pregnancies that are welcomed and accepted by both parents and I outline only the benefits of prenatal stimulation. The starting hypothesis, which is that the unborn child develops its own emotional competence during the nine months of gestation, is demonstrated through an excursus on the nine months of gestation. The paper, which is based on a critical comparison of scientific texts belonging to the field of prenatal and perinatal psychology, is divided into four chapters. The first chapter includes a detailed analysis of prenatal and perinatal psychology and a comparison between transactional analysis and attachment theory, also outlining what they have in common. In the following chapters, are addressed, respectively, the first trimester, the second trimester and the third trimester. In relation to the last trimester, finally, the theme of childbirth is also developed. All chapters are structured considering the point of view of the unborn child at the center, focusing also on the psychological implications that maternal stimulations have on the fetus itself.

Nascita pre-termine: interventi psico-educativi di sostegno per una genitorialità ferita.

Data: 16 luglio 2021
Studente:
 Lidia Sperti
Titolo tesi:
Nascita pre-termine: interventi psico-educativi di sostegno per una genitorialità ferita.
Docente relatore:
 Lara Fressini
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte intorno al tema della nascita pretermine ovvero il parto che avviene prima delle trentasette settimane di età gestazionale. Gli obiettivi di questo lavoro sono centrati sul fatto che i neonati, caratterizzati da questa tipologia di nascita, sono vulnerabili e di conseguenza necessitano di un percorso di assistenza e di cura mirato alle loro esigenze, che non sempre possono essere gestite solo dalla figura materna. Inizialmente, è stata svolta una ricerca per enucleare le possibili conseguenze che potrebbero caratterizzare il futuro dei prematuri e le conseguenti modalità di assistenza di cui hanno bisogno. La ricerca, svolta con una metodologia che ha previsto un approfondimento bibliografico del settore, si articola in tre capitoli: il primo definisce la nascita prematura e i fattori di rischio alla base di essa, il secondo verte sulle conseguenze che quest’ultima può provocare e infine vengono delineati alcune modalità di intervento. Si è partiti dall’ipotesi che gli effetti di tale evento, possano essere ridotti e ampliamente migliorati grazie all’inclusione dei genitori del bambino in questo processo, al fine di renderli consapevoli della condizione in cui si trovano i loro figli; il coinvolgimento familiare è in questi termini, concretizzabile grazie a peculiari programmi di intervento che hanno lo scopo di fornire inizialmente supporto psicologico alla famiglia e in secondo luogo elargire indicazioni concrete per favorire una buona relazione genitore-figlio.

The topic chosen revolves around the theme of preterm birth, birth that happens before thirty-seven weeks of gestational age. The goals of this work are centered on the fact that newborns, characterized by this type of birth, are vulnerable and they consequently need a course of assistance and care targeted to their needs, which can not always be carried out only by the maternal figure. Firstly, research was carried out to identify the possible consequences that could characterize the future of preterm infants and the consequent mode of assistance they need. The research, carried out with a methodology that included a study of the literature in this area; the work is divided into three chapters: the first defines premature birth and the risk factors behind it, the second focuses on the consequences that it can cause and finally there are some manner of intervention. We started from the hypothesis that the effects of this event, can be reduced and greatly improved through the inclusion of child’s parents in this process, in order to make them aware of the condition in which their children are; family involvement is implemented in these terms, thanks to peculiar intervention programs that aim to provide initially psychological support to the family and secondly to give concrete indications to promote a good parent-child relationship.

Adolescenti e sostanze stupefacenti: effetti cognitivo-comportamentali e risvolti sociali in una prospettiva di inquadramento e di intervento bio-psico-sociale

Data: 15 luglio 2021
Studente:
 Elisa Valvason
Titolo tesi:
Adolescenti e sostanze stupefacenti: effetti cognitivo-comportamentali e risvolti sociali in una prospettiva di inquadramento e di intervento bio-psico-sociale
Docente relatore:
 Marco Pitteri
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

Il presente elaborato espone la tematica della tossicodipendenza in età adolescenziale adottando come approccio quello delle neuroscienze cognitive. La ricerca, condotta attraverso la consultazione e l’approfondimento di fonti autorevoli scientifiche, parte da una descrizione dell’argomento da un punto di vista neuroscientifico esplicitando le conseguenze dovute all’abuso e alla dipendenza di sostanze stupefacenti. A seguito di ciò vengono esposte le problematiche sociali e la stigmatizzazione nei confronti dei tossicodipendenti, esplicitando l’influenza negativa di queste nella richiesta d’aiuto e nel percorso di cura. Successivamente il testo si concentrerà sul reinserimento socio-lavorativo dei tossicomani fornendo un confronto tra la situazione attuale e una possibile prospettiva futura: l’ipotesi di tale lavoro infatti riguarda la necessità di adottare il modello bio-psico-sociale nel trattamento delle dipendenze. La finalità del lavoro è quindi fornire uno sguardo neuroscientifico e psico-sociale alla questione della tossicodipendenza sostenendo il fondamentale superamento del modello bio-medico in vigore ancora oggi all’interno dei servizi per la cura delle dipendenze. I risultati portano a conferma l’ipotesi iniziale e le informazioni raccolte convergono tutte nell’importanza dell’adozione di un approccio biopsico-sociale per un reinserimento socio-lavorativo più efficace.

This paper exposes the issue of drug addiction in adolescence by adopting the cognitive neuroscience approach. The research, conducted with the consultation and study of authoritative scientific sources, starts from a description of the topic from a neuroscientific point of view, explaining the consequences of the abuse and addiction of drugs. Following this, the social problems and stigmatization of drug addicts are exposed, explaining the negative influence of these in the request for help and in the treatment path. Subsequently, the paper will focus on the socio-working reintegration of drug addicts by providing a comparison between the current situation and a possible future perspective: the hypothesis of this work in fact concerns the need to adopt the bio-psycho-social model in the addiction treatment. The purpose of the work is therefore to provide a neuroscientific and psychosocial look at the drug addiction issue by supporting the necessary overcoming of the biomedical model still in force today within the addiction treatment services. The results confirm the initial hypothesis and the information gathered indicate the importance of adopting a bio-psycho-social approach for a more effective socio-working reintegration.


 

Aspetti psicologici delle persone con fibromialgia in una prospettiva bio-psico-sociale

Data: 15 luglio 2021
Studente:
 Sara Parolin
Titolo tesi:
Aspetti psicologici delle persone con fibromialgia in una prospettiva bio-psico-sociale
Docente relatore:
 Marco Pitteri
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

Il presente elaborato si propone di illustrare i profili psicologici delle persone con sindrome fibromialgica in un’ottica di analisi bio-psico-sociale, cercando di superare il dualismo soma-psiche, che ne impedirebbe una comprensione unitaria ed esaustiva. La fibromialgia è una sindrome caratterizzata da dolore cronico diffuso che colpisce il sistema muscolo-scheletrico1. Essa è complessa e ancora poco conosciuta, con lacune conoscitive sull’identificazione dell’origine del dolore fisico, e il conseguente dolore psicologico che, per quanto riguarda il solo quadro nazionale, coinvolge quasi due milioni di italiani. Tuttavia, un comune punto di partenza nella comprensione della fibromialgia è ormai assodato: la valutazione del quadro sintomatologico secondo una visione di interconnessione tra le molteplici variabili coinvolte di diversa natura, ma di comune origine, della sindrome, cioè quelle biologiche, quelle psicologiche e contestuali, inscindibili le une dalle altre. In questo elaborato verrà affrontata l’analisi delle variabili biologiche, delle variabili psicologiche, comprensive di aspetti cognitivi e comportamentali, delle risposte emotive e della comorbidità con diverse psicopatologie e tratti di personalità correlati; inoltre, si cercherà di evidenziare il contributo delle variabili sociali, valutando dunque anche l’impatto sociale che i pazienti hanno. In ultima analisi verranno proposte le prospettive di trattamento più accreditate, frutto di una stretta comunicazione tra i diversi possibili approcci, quali quello farmacologico, quello psicoterapico e quello psico-educativo, senza escludere ulteriori attività correlate, quali tecniche di rilassamento, esercizio fisico, biofeedback ed altri, ormai ritenuti validi approcci di intervento per il miglioramento del dolore cronico nelle persone affette da fibromialgia.

This Bachelor thesis aims at presenting the psychological profiles of people affected by the fibromyalgia syndrome through a bio-psycho-social analysis, overcoming the soma-psyche dualism which traditionally prevents a holistic and exhaustive comprehension. Fibromyalgia is a syndrome characterized by a chronic and widespread pain involving the muscle-skeletal system. It is complex and still shallowly understood, presenting identification gaps about the origin of the physical and psychological pain that, just considering the Italian context, affects almost two million Italians. Nevertheless, there is a shared common starting point in fibromyalgia comprehension: the evaluation of the symptomatology framework according to a methodology considering the multiple but inseparable variables involved in this syndrome, namely the biological, psychological and contextual ones. In this thesis it will be first explored the biological variables; secondly, it will be analysed the psychological variables, including the cognitive and behavioral aspects, the emotional responses, and the comorbidity with diverse related psychopathologies and personality traits; and thirdly highlight the contribution of the social variables, also evaluating the social impact that patients experience. Finally, the most recognized treatment perspectives will be presented, as the result of a tight collaboration among the diverse possible approaches, namely the psychological, the pharmacological, the psychotherapeutic and the psycho-educational ones. This analysis will be enriched with the investigation of further correlated activities such as relaxation techniques, physical exercise, biofeedback and others, considered as valuable interventions for the improvement of chronic pain in people affected by fibromyalgia.

Comportamento anti-sociale e sindrome disesecutiva: una visione d’insieme tra psicopatologia e neuropsicologia

Data: 15 luglio 2021
Studente:
Alessia Dalla Vedova
Titolo tesi:
Comportamento anti-sociale e sindrome disesecutiva: una visione d’insieme tra psicopatologia e neuropsicologia
Docente relatore:
 Marco Pitteri
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

L’argomento trattato in questo elaborato è inserito nell’ambito della psicologia clinica e della neuropsicologia. Esso è strutturato in modo tale da fornire una visione d’insieme dell’inquadramento diagnostico del comportamento antisociale e della sindrome disesecutiva, facendo riferimento sia al Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) sia alla diagnosi neuropsicologica secondo la più recente letteratura scientifica. L’obiettivo di questo lavoro è dimostrare come sia il Disturbo Antisociale di Personalità (classificazione DSM-5), sia la Sindrome Disesecutiva (diagnosi neuropsicologica) abbiano tratti in comune e che entrambi siano due lati della stessa medaglia. Si è partiti dall’ipotesi che un comportamento manifesto contrario alle regole e condotte sociali di appartenenza possa derivare sia da componenti di carattere psicopatologico, sia da disfunzioni cerebrali sottostanti, in modo particolare, ai lobi frontali. Nel corso di questo progetto la ricerca del materiale bibliografico sarà condotta con una metodologia di lavoro che comprende l’approfondimento bibliografico di articoli scientifici e di manuali diagnostici. Lo sviluppo dell’elaborato si articolerà in quattro sezioni: nelle prime due sarà fornito l’inquadramento teorico in merito ai due disturbi, nella terza sezione saranno analizzate le analogie e le differenze che li contraddistinguono, infine, nell’ultimo capitolo sarà descritta la presa in carico di un paziente con disturbo antisociale di personalità con il percorso di intervento ad esso associato.

The argument of this thesis is about the field of clinical psychology and neuropsychology. It is structured in such a way as to provide an overview of the diagnostic framework of antisocial behavior and dysexecutive syndrome, referring both to the Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5) and to the neuropsychological diagnosis according to the most recent scientific literature respectively. The aim of this work is to highlight how both the Antisocial Personality Disorder (DSM-5 classification) and the Dysexecutive Syndrome (neuropsychological diagnosis) have traits in common and that are two different observational windows of the same process. We started from the hypothesis that an overt behavior contrary to social behavior could be an expression both from psychopathological components, and from brain dysfunctions linked, in particular, to the frontal lobes. The search for bibliographic material has been conducted with a working methodology that includes bibliographic study of scientific articles and diagnostic manuals. The development of the thesis paper has been divided into four sections: in the first two the theoretical framework regarding the two disorders will be provided, in the third section the similarities and differences that distinguish them will be analyzed, finally, in the last chapter will be described the taking charge of a patient with Antisocial Personality Disorder with the associated course of intervention.

Mini Mental State Examination: due versioni a confronto - studio pilota sulla traduzione italiana del MMSE-2

Data: 15 luglio 2021
Studente:
 Martina Zennaro
Titolo tesi:
Mini Mental State Examination: due versioni a confronto - studio pilota sulla traduzione italiana del MMSE-2
Docente relatore:
 Fabio Benatti
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

Questo elaborato propone uno studio sul Mini Mental State Examination (MMSE) di Folstein e coll. del 1975, un test neuropsicologico utilizzato per valutare lo stato mentale e cognitivo e la presenza di un deterioramento cognitivo, tradotto e standardizzato in più di novanta paesi, tra cui l’Italia, e largamente utilizzato in diversi contesti. Gli obiettivi di questa tesi riguardano lo studio e l’approfondimento bibliografico da fonti autorevoli sulle ricerche condotte su questo strumento, che ne avvalorano l’utilità e l’efficacia in particolar mondo per il breve tempo necessario alla somministrazione e allo scoring, ma che ne sottolineano anche le criticità, a partire dalle quali è stata presentata una seconda versione del protocollo, dagli stessi autori, nel 2010, con delle modifiche di contenuto e di assegnazione del punteggio. Questo aggiornamento, diversamente dall’originale, è stato esportato dall’America solo in pochi casi. Si è dunque scelto di condurre uno studio pilota per riscontrare se nel contesto italiano esistono degli effettivi vantaggi nell’importazione dell’MMSE-2. In primo luogo si è operato un reclutamento di convenienza di soggetti di età compresa tra i 22 e i 92 anni non appartenenti alla fascia clinica; in seguito ad ogni individuo sono state somministrate le due forme dello strumento (rossa e blu) a due mesi di distanza l’una dall’altra in ordine bilanciato. Successivamente alla raccolta dati sono state condotte le indagini statistiche descrittive, correlazionali e inferenziali. Tali osservazioni hanno, in generale, evidenziato dei miglioramenti convincenti del Mini Mental State Examination rispetto alla prima versione che meritano di essere valutate ed approfondite.

This dissertation proposes a study on the Mini Mental State Examination (MMSE) by Folstein and coll. from 1975, a neuropsychological test used to assess mental and cognitive status and the presence of cognitive impairment, that was translated and standardized in more than 90 countries, including Italy, and widely used in various contexts. The goals of this dissertation concern the study and bibliographic deepening from authoritative sources about researches that were carried out on this test and that validate its value and efficacy, particularly thanks to the short time needed for administration and scoring. These studies also underline the test’s critical issues, from which was introduced the second version of the protocol by the same authors, in 2010, with some changes in content and scoring. This update, unlike the original, has been exported from the USA in only a few countries. For this reason, we chose to do a pilot study to evaluate if there are actual benefits when importing the MMSE-2 in Italy. Firstly, we operated a convenience recruitment of people aged between 22 and 92 years old not belonging to the clinical range; afterwards we administered the two versions of the test to every participant two months apart from each other in different order. Following the data collection, we conducted statistical, descriptive, correlational and inferential surveys. Generally, the aforementioned observations highlighted convincing improvements of the Mini Mental State Examination, compared to the first version, that deserve to be investigated and evaluated.

Risvolti psicologici e psicopatologici delle false confessioni: la storia di Henry Lee Lucas

Data: 14 luglio 2021
Studente:
Lucrezia De Col
Titolo tesi:
Risvolti psicologici e psicopatologici delle false confessioni: la storia di Henry Lee Lucas
Docente relatore:
 Marco Monzani
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

Il presente lavoro di ricerca si articola intorno al tema dei risvolti psicologici e psicopatologici che possono condurre un imputato a rilasciare delle false confessioni di auto-accusa. La metodologia utilizzata per l’elaborato si basa su un approfondimento bibliografico del settore e l’analisi di fonti scientifiche, nazionali e internazionali, sull’argomento. Gli obiettivi di questo lavoro ruotano intorno alla dimostrazione dell’ipotesi per cui un imputato dichiara la sua falsa colpevolezza per motivi psicologici e psicopatologici, che possono emergere e amplificarsi in determinate circostanze, e non perché ne sia realmente responsabile. La tesi si suddivide in tre capitoli: nel primo viene presentato il caso di Henry Lee Lucas, esplorando la sua vita, i rapporti con le figure genitoriali e quelle più importanti per lui e il periodo di detenzione in cui depone le false confessioni di colpevolezza sugli omicidi di cui veniva accusato. Nel secondo viene data una definizione di serial killer, analizzando la psicopatologia e la componente sessuale presente in questa tipologia di autore di reato; si teorizza inoltre la figura del serial killer in-credibile, partendo da quella già esistente della vittima in-credibile, portando dei casi reali di assassini seriali come esemplificazione di questa teoria. Infine, nel terzo capitolo, si esaminano le due principali motivazioni psicologiche e psicopatologiche che possono spingere questa tipologia di autore di reato a deporre delle false confessioni: il senso di colpa e la “mito-megalomania” (nuova figura teorico- esplicativa).

This research work is structured around the theme of the psychological and psychopathological implications that can lead a defendant to make false confessions of self-accusation. The methodology used for the paper is based on an in-depth bibliographic study of the field and the analysis of national and international scientific sources on the subject. The objectives of this work revolve around the demonstration of the hypothesis that a defendant declares his false guilt for psychological and psychopathological reasons, which may emerge and amplify in certain circumstances. The thesis is divided into three chapters: the first explains the case of Henry Lee Lucas, exploring his life, his relationships with his parents and those most important to him, and the period of detention in which he made false confessions of guilt about the murders of which he was accused. In the second chapter, the definition of a serial killer is given, analyzing the psychopathology and the sexual component being in this type of offender; moreover, the concept of the unbelievable serial killer is theorized, starting from the already existing figure of the unreliable victim, bringing real cases of serial killers as an example of this theory. Finally, in the third chapter, we examine the two main psychological and psychopathological motivations that can push this type of offender to make false confessions: the sense of guilt, megalomania and mythomania.