images/grafica/TESTATE/Tesi_triennale/eccellenze.png

From the primal faith to the universalizing faith: Fowler's theory

Studentessa: Marangon Angela
Titolo tesi: From the primal faith to the universalizing faith: Fowler's theory
Docente relatore: prof. Barduca Renzo
Controrelatore: prof. Giacopini Nicola
Presidente Commissione di tesi: prof.ssa Fressini Laura
Laurea triennale in: Psicologia dell'educazione
Data: 16/07/2014

Alla base di questo scritto c’è l’interrogativo di come alcune persone riescano a donare se stessi e tutta la loro vita per gli altri, a inseguire grandi ideali e poi realizzarli ogni giorno nella quotidianità. Alla base di questi atteggiamenti di amore, di generosità, di altruismo, si celano dei dinamismi psicologici, ai quali si cerca di dare una spiegazione attraverso il contributo di approcci e teorie.
Inoltre, si vuole esplorare se e quanto influisce l’esperienza religiosa in questo percorso: grazie all’apporto di alcuni autori, basandosi soprattutto sulla teoria dello sviluppo della fede secondo l’autore americano James Fowler, si cercherà un’ipotesi interpretativa delle condizioni per cui un individuo realizza se stesso rendendo la sua vita dono per gli altri e attuando degli atteggiamenti tali da raggiungere questo obiettivo nel corso dell’intera esistenza.

Analisi dei meccanismi di difesa impiegati dal personale in servizio in pronto soccorso generale e in pronto soccorso pediatrico e terapia intensiva neonatale nell'Azienda

Studentessa: Ferro Michela
Titolo tesi: Analisi dei meccanismi di difesa impiegati dal personale in servizio in pronto soccorso generale e in pronto soccorso pediatrico e terapia intensiva neonatale nell'Azienda
Docente relatore: prof. Marchioro Davide Maria
Controrelatore: prof. Giacopini Nicola
Presidente Commissione di tesi: prof. Fontana Umberto
Laurea triennale in: Psicologia dell'educazione
Data: 04/03/2014

Lo scopo di questo lavoro ha due obiettivi fondamentali: il primo è rilevare ed analizzare quali sono i meccanismi di difesa impiegati dal personale attraverso valutazioni quantitative, qualitative e osservando la scala maturativa della difesa utilizzata; un ulteriore obiettivo secondario è verificare se vi sono (e nell’eventualità, quali) differenze nei meccanismi adottati dalle diverse categorie di soggetti coinvolti.
Il contesto in cui l’indagine si è svolta sono state le Strutture Operative del Pronto Soccorso Generale (PSG), Pronto Soccorso Pediatrico (PSPed) e la Terapia Intensiva Neonatale (TIN) dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Santa Maria della Misericordia” di Udine. Le tre Strutture Operative, pur gestendo pazienti urgenti ed emergenti, si differenzia nella composizione della specialità dei professionisti che ne fanno parte e nel numero di utenti che vi accedono all’anno e nelle attività svolte.
Specificatamente il Pronto Soccorso Generale è composto da: 1 Direttore, 25 Medici, 1 Coordinatore Infermieristico, 27 Infermieri, 20 Operatori Socio Sanitari (Oss), 2 Ausiliari, 1 Amministrativo a fronte di circa 67.000 pazienti/anno ed una gestione del paziente che si articola nelle attività di Triage,  Osservazione Breve Intensiva (OBI) e Medicina d’Urgenza. Il Pronto Soccorso Pediatrico comprende: 1 Direttore, 11 Medici, 1 Coordinatore Infermieristico, 16 Infermieri, 6 Puericultrici, 5 Operatori Socio Sanitari (Oss), 4 Ausiliari per circa 17.000 pazienti/anno ad attività articolate sul Triage e sul reparto stesso di pediatria. La Terapia Intensiva Neonatale è formata da: 1 Direttore, 13 Medici, 1 Coordinatore Infermieristico, 24 Infermieri, 5 Puericultrici, 1 Operatore Socio Sanitario(Oss), 5 Ausiliari a fronte di circa 1668 nati e circa 100 trasferimenti esterni, con attività di Triage e reparto intensivo.

Leggi tutto...

Il volontario di Protezione Civile. Indagine analitica della relazione tra Volontari e vittime

Studentessa: Scarpa Elisabetta
Titolo tesi: Il volontario di Protezione Civile. Indagine analitica della relazione tra Volontari e vittime
Docente relatore: prof.ssa Fressini Lara
Controrelatore: prof.ssa Signorotto Beatrice
Presidente Commissione di tesi: prof. Giacopini Nicola
Laurea triennale in: Psicologia dell'educazione
Data: 26/02/2014

I Volontari di Protezione Civile svolgono un ruolo centrale nei contesti di emergenza. In tali occasioni essi, come le vittime primarie, sono a loro volta coinvolti nell'evento critico e vengono inevitabilmente a contatto con persone traumatizzate. Gli eventi verificatisi negli ultimi anni hanno dimostrato l'importanza delle dimensioni psicologiche e relazionali in tali contesti: un'adeguata formazione che fornisca strumenti favorevoli l'auto-protezione dei Volontari stessi sembra essere necessaria per prevenire risposte emotive disfunzionali. Basandosi su una ricerca bibliografica, la tesi analizza la relazione tra Volontario e vittima, fornendo informazioni utili al Volontario per migliorare le proprie competenze relazionali e mettendo in evidenza le caratteristiche personali utili a prevenire l'insorgere di disturbi. A seguire un'indagine esplorativa indagherà le relazioni esistenti tra le dimensioni componenti l'intelligenza emotiva e lo sviluppo di burnout e secondary traumatic stress. L'indagine sarà confrontata con i dati ricavati dalla collega dott.ssa Stella Sebelia, la quale, invece, indaga l'eventuale presenza di distress derivato dall'esposizione a eventi traumatici.

Civil Protection Volunteers play a central role in emergency situations. In such situations, like primary victims, they are both involved in the critical event and inevitably they come into contact with traumatized people. Events that have occured in recent years show the importance of psychological and relational dimensions in these contexts: an appropriate training providing to Volunteers suitable self-protection tools seems to be necessary to prevent dysfunctional emotional responses. This thesis, based on a bibliographic research, analyzes the relationship between victim and Volunteer, provides the latter with useful information to improve his relational skill and emphasizes personal characteristics needed to prevent the onset of disorders. In addition, an exploratory research will investigate existing relationships between the emotional intelligence components and the development of burnout and secondary traumatic stress. Scores will be compared with data obtained by the colleague Dr. Stella Sebelia, who instead investigates the possible presence of distress derived from exposure to traumatic events.

Il volontario di Protezione Civile. Indagine analitica sulle conseguenze psicologiche nel soccorritore

Studentessa: Sebelia Stella
Titolo tesi: Il volontario di Protezione Civile. Indagine analitica sulle conseguenze psicologiche nel soccorritore
Docente relatore: prof.ssa Fressini Lara
Controrelatore: prof.ssa Signorotto Beatrice
Presidente Commissione di tesi: prof. Giacopini Nicola
Laurea triennale in: Psicologia dell'educazione
Data: 26/02/2014

Nel corso della loro attività professionale i Volontari di Protezione Civile si trovano ad affrontare situazioni potenzialmente traumatiche, le quali derivano dal contesto critico e di emergenza in cui prestano soccorso. Lavorare all'interno di un gruppo coeso dove non solo c'è il rispetto delle norme, ma anche dinamicità nella transizione di ruolo, può essere fondamentale nella prevenzione di reazioni emotive disfunzionali da parte del soccorritore, che possono sfociare in distress, burnout, PTSD (Post-traumatic Stress Disorder) o STSD (Secondary-traumatic Stress Disorder).
Attraverso un'attenta ricerca bibliografica sulla figura del Volontario di Protezione Civile, sulle interazioni sociali nel gruppo e le dinamiche in emergenza, nonché sulle reazioni emotive e il trauma nel soccorritore si arriverà ad analizzare la figura del Volontario nel contesto articolato della gestione dell'emergenza. L'indagine vuole dare una visione analitica sia dell'eventuale presenza di distress, mediante la somministrazione del test IES-R (Impact of Event Scale-Revised), sia della competenza emotiva, tramite il test EQ-i (Emotional Quotient Inventory), che evidenzia eventuale presenza/assenza di reazioni emotive disfunzionali. Si vuole, inoltre, verificare attraverso un confronto con la tesi di laurea della dott. ssa Elisabetta Scarpa, e la sua indagine strutturata mediante il ProQOL (Professional Quality of Life Scale), se esiste relazione tra eventuali disturbi e il STSD.

In their work Civil Protection Volunteers often face potentially traumatic situations, which are originated from emergency context.
To prevent dysfunctional emotional reactions in Volunteers, which can lead to distress, burnout, PTSD (Post-traumatic Stress Disorder) or STSD (Secondary-traumatic Stress Disorder), the group plays an important role. It should be cohesive, comply with the rules and role transition should be dynamic.
The study analyzes the role of Volunteer in the articulated context of emergency management through a literature research about the Civil Protection Volunteer, social interactions and group dynamics in emergency, emotional reactions and trauma in the rescuer.
The survey conducted by structured test wants to give an analytical vision of the presence/absence to distress (with the Impact of Event Scale-Revised) in relationship to emotional competence (measured with the Emotional Quotient Inventory).
This thesis aims to determine if there is relationship between emotional disorders and STSD: IES-R score will be compared with results obtained from the colleague Dr. Elisabetta Scarpa, which administers to the same sample the ProQOL (Professional Quality of Life Scale).

La mediazione sistemico relazionale in famiglia-azienda

Studente: Brigo Antonio
Titolo tesi: La mediazione sistemico relazionale in famiglia-azienda
Docente relatore: prof.ssa Signorotto Beatrice
Controrelatore: prof.ssa Fressini Lara
Presidente Commissione di tesi: prof. Giacopini Nicola
Laurea triennale in: Psicologia dell'educazione
Data: 26/02/2014

La sistemica relazionale e l’impresa familiare costituiscono i due poli di attrazione di questo lavoro. La descrizione della storia e della formazione del pensiero sistemico emoziona lo scrivente perché intravvede in questa metodica la possibilità di operare all’interno del contesto famiglia-azienda con metodi nuovi, cioè con metodi più incentrati sulla persona e sul suo benessere attraverso tecniche che consentano tali risultati, ma che non sono mai fine ma solo mezzo per l’obiettivo che rimane l’andare oltre. L’attenzione per tutti i protagonisti del sistema, la profonda ricerca degli elementi caratterizzanti il contesto, rendono questa modalità di intervento particolarmente adatta alle imprese-famiglia. Queste ultime infatti sono caratterizzate da strutture e organizzazioni originalissime che le rendono singolarmente uniche. L’impresa familiare è costituita dall’imprenditore che di regola è il fondatore, al quale spettano tutti gli atti di ordinaria gestione, dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado e dagli affini entro il secondo grado. L’impresa-familiare continua tutt’oggi ad essere una presenza fondamentale nel panorama produttivo nazionale. Essa infatti rappresenta più dell’80% del totale delle aziende sul territorio. Non vi è infatti alcun settore produttivo e commerciale che non trovi rappresentanza nell’ambito della impresa familiare con aziende–famiglia di piccola media o grande dimensione. Si pensi che l’impresa familiare è un istituto giuridico di recente creazione nell’ordinamento Italiano disciplinato nell’art. 230 bis del codice civile. Esso regola i rapporti che nascono in seno ad una impresa ogni qual volta un familiare dell’imprenditore presti la sua opera in maniera continuativa nella famiglia o nella stessa impresa. Vale la pena sottolineare che l’ intervento normativo appena citato è stato di tutela di quei familiari che pur lavorando all’interno di una impresa familiare non erano precedentemente protetti nei confronti del sistema azienda. Fa riflettere che fosse proprio la famiglia, l’ambito protettivo per antonomasia, una volta trasformatasi in azienda, a non proteggere adeguatamente i suoi membri-lavoratori. La normativa sembra infatti prendere più in considerazione il ruolo dei singoli familiari che collaborano nell’impresa, di quanto in passato abbiano fatto i titolari delle stesse. Forse questo elemento può sembrare non fondamentale alla trattazione dei temi a noi cari, ma sicuramente diventa significativo, quando si affacciano sul panorama esistenziale di queste realtà altri tipi di problema come quello della successione generazionale. Pare rilevante muovendosi in questi contesti con la disponibilità a cogliere differenze, nuove punteggiature, informazioni capaci di generare quell’auspicato cambiamento.

Parole senza suono. Linee di prevenzione e di intervento nei casi di abuso e maltrattamento su minori: il progetto Cace

Studentessa: Sonego Valentina
Titolo di tesi: Parole senza suono. Linee di prevenzione e di intervento nei casi di abuso e maltrattamento su minori: il progetto Cace
Docente relatore: Prof.ssa Possamai Michela
Controrelatore: Prof. Monzani Marco
Presidente Commissione di Tesi: Prof. Benatti Fabio
Laurea triennale in: Psicologia dell'educazione
Data: 30/09/2013

Con questa tesi si è voluto dimostrare l’importanza della realizzazione di interventi di prevenzione efficaci a favore del minore: pertanto l’obiettivo è stato quello di offrire un contesto di chiarezza sui compiti istituzionali e professionali e di corresponsabilità che devono assumere i soggetti istituzionali e gli operatori nei confronti della protezione, della tutela e della cura del minore. Partendo dall'assunto di base che l'abuso e il maltrattamento sono sempre esistiti è stato proposto un breve percorso sulla storia del fenomeno dell’abuso e del maltrattamento sia dal punto di vista normativo che da quello della costruzione delle diverse forme esistenti. Dopo questo primo aspetto di natura teorica, è stata proposta la lettura di un progetto di prevenzione all’abuso e al maltrattamento all’infanzia; progetto adottato dalla federazione Valdoco di Madrid e che personalmente ho potuto "sperimentare" durante il periodo di tirocinio nella comunità. Quest'ultimo aspetto, insieme alla teoria di riferimento, ha permesso di delineate delle linee guida consultabili da tutti gli operatori che si trovano a lavorare a contatto con questo tipo di situazioni. Ciò che questa tesi vuole sottolineare è che è necessario costruire e diffondere una "nuova cultura dell' infanzia", in cui il bambino venga considerato come valore da proteggere.

Ferite per sempre: il fenomeno delle mutilazioni genitali femminili

Studentessa: Tosi Gloria
Titolo di tesi: Ferite per sempre: il fenomeno delle mutilazioni genitali femminili
Docente relatore: Prof.ssa Possamai Michela
Controrelatore: Prof. Monzani Marco
Presidente Commissione di Tesi: Prof. Benatti Fabio
Laurea triennale in: Psicologia dell'educazione
Data: 30/09/2013

“L'escissione ti fa donna. Io ho sofferto, ma pensavo: finalmente oggi sono diventata una donna, prima non ero niente. Io non sono contro la circoncisione per la donna, perchè lei deve controllare la sua sessualità, così da non essere promiscua. Mi hanno infibulato quattro volte; e dopo ogni parto venivo cucita di nuovo, perchè solo le puttane rimangono aperte, e chi non si fa chiudere rischia di perdere il marito”. (Luca Barbieri, 2005)
Con l'espressione Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) si intendono tutte le forme di rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni o ad altre modificazioni indotte agli organi genitali femminili, effettuate per ragioni culturali o altre ragioni non terapeutiche. L'origine di tale pratica appare tutt'ora sconosciuta a causa delle molteplici teorie relative alla sua nascita (basti pensare che il primo documento risale a circa seimila anni fa) ma, nonostante tutto ciò, le MGF hanno una caratteristica prevalente: la repressione della sessualità femminile. Dalle ricerche effettuate dall'ISTAT tale pratica avverrebbe, tutt'ora, in 28 Paesi dell'Africa Sub – Sahariana, oltre che in Egitto, in Medio Oriente (Yemen, Oman e Giordania), in minima parte nei Paesi asiatici e in alcune zone dell'India e dello Sri – Lanka. Con il fenomeno dell'immigrazione, iniziato negli anni Novanta del Novecento, tale pratica è diventata un fenomeno di attenzione mondiale in quanto si è diffusa sia in Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Canada, Australia e nell'America Settentrionale.
Le ragioni che stanno alla base di tutto questo sono varie: dalla credenza erronea che sia stato l'Islam a dettare come obbligatoria l'esecuzione di tale pratica, alle motivazioni psico-sessuali, sociologiche, igieniche, estetiche ed economiche (istituto del brideprice). La classificazione standard dell'OMS distingue quattro forme principali di mutilazione: clitoridectomia (ablazione del prepuzio + asportazione parziale o totale del clitoride), escissione (come la clitoridectomia + ablazione totale o parziale delle piccole labbra), infibulazione (totale asportazione del clitoride e delle piccole labbra e almeno i 2/3 anteriori o l'intera sezione mediale delle grandi labbra) e la quarta (forme eterogenee).
Tale pratica, purtroppo, comporta delle gravi conseguenze a livello fisico (dalle infezioni alle vie uriniarie fino alla morte per shock emorragico) a gravi conseguenze a livello psicologico (disturbi del sonno e alimentari, dell'identità del Sé, dell'umore ecc).
Tale tematica è poco conosciuta non solo all'interno dell'opinione pubblica, ma soprattutto all'interno dell'ambito sanitario, educativo e socio – educativo, oltre ad essere poco praticata nell'ambito preventivo. Pertanto è importante fare leva su quest'ultimo ambito contro tale pratica per potere salvaguardare la vita di queste povere anime le quali, pur di non essere emarginate dalla società e per la gioia di avere una festa dopo l'esecuzione di tale pratica, decidono di farsi sottoporre alle MGF. Con tale elaborato di tesi spero di “poter aprire gli occhi e il cuore” a tutti coloro che si accingeranno a leggerla, magari poco edotti su alcuni espetti di tale tematica.

Empatia. 
Il modello esperienziale della Scuola di Toronto

Studente: Carlovich Susanna
Titolo di tesi: Empatia. 
Il modello esperienziale della Scuola di Toronto
Docente relatore: Prof. Gianoli Ernesto
Controrelatore: Prof.ssa Martorello Catia
Presidente Commissione di Tesi: Prof. Giacopini Nicola

Le finalità di questo lavoro si articolano nei seguenti tre aspetti: a) evidenziare le svariate sfaccettature, le differenti implicazioni e i punti di contatto dell’empatia terapeutica nei tre modelli scelti: il modello rogersiano, il modello della Psicologia del Sé di Kohut e il modello esperienziale della Scuola di Toronto; b) sostenere e dare visibilità e valore alla natura multidimensionale dell’empatia, quale bagaglio teorico e pratico imprescindibile delle professioni dell’area psicologica; c) sostenere e testimoniare la funzione curativa dell’empatia terapeutica, come agente attivo fondamentale del processo di cambiamento.
L’attualità della tesi consiste nel presentare il riesame e la riabilitazione dell’empatia terapeutica come processo chiave del cambiamento, così come delineato dal modello di Psicoterapia Esperienziale orientata al Processo (PE). La PE si riferisce ad un trattamento umanistico che integra la terapia centrata sulla persona, la terapia della Gestalt e quella esistenziale, adattandole al pensiero psicologico contemporaneo ed è fondata su un programma di più di 25 anni di ricerca sulla psicoterapia, in cui la dimensione empatica e relazionale è in primo piano.
L’empatia per l’approccio della PE va oltre il sentire il mondo dell’altro “come se” fosse il nostro: l’essere empatico implica l’apprendimento percepito dell’esperienza dell’altro, come pure la propria risposta affettiva a questo, in un complesso felt sense.
Nella PE si distinguono innanzitutto due principi di ordine superiore che governano il funzionamento empatico: la sintonizzazione empatica e la comunicazione empatica. Vengono inoltre delineate e studiate cinque forme di risposta empatica, intese sia a trasmettere comprensione al cliente sia a promuoverne l’esplorazione e la crescita: comprensione empatica, evocazione empatica, esplorazione empatica, congettura empatica, ed interpretazione empatica.
La PE evidenzia e definisce infine tre modalità di empatia terapeutica: la relazione empatica, la sintonia comunicativa e l’empatia personale o comprensione vicina all’esperienza (del mondo del cliente).
Grazie a questo modello si dissolvono quindi antiche diatribe teoriche, ad esempio se l’empatia sia un’attitudine o un comportamento, o se la comprensione debba restare all’interno della consapevolezza del cliente o possa spingersi anche nella direzione inconscia. Allo stesso tempo, sono valorizzate le molteplici variabili intenzionali e metodologiche del costrutto dell’empatia.

La didattica orientativa a confronto con le nuove indicazioni nazionali per il curricolo. Dall'addestramento dello studente alla promozione della persona

Studente: Luise Emanuele
Titolo di tesi: La didattica orientativa a confronto con le nuove indicazioni nazionali per il curricolo. Dall'addestramento dello studente alla promozione della persona
Docente relatore: Prof. De Pieri Severino
Controrelatore: Prof.ssa Isdraele Romano Annalisa
Presidente Commissione di Tesi: Prof. Fontana Umberto
Laurea Triennale in: Psicologia dell'educazione
Data: 28/09/2013

Orientamento e educazione sono le due facce della stessa medaglia, una medaglia con le sembianze di un soggetto in formazione che mira alla realizzazione di se stesso. Se questo è l'obiettivo, un'educazione ben fatta è senz'altro orientante. E un intervento di orientamento, professionale e scientificamente corretto, ha un altissimo valore educativo.
La didattica orientativa per competenze prende le mosse dalla procedura d’insegnamento del progetto didattico e poggia su un'estesa normativa in ambito europeo e nazionale. Trattandosi di un paradigma knowledge outcome, che si fonda sul profilo in uscita dello studente, produce inevitabilmente uno spostamento del baricentro dall'insegnamento all'apprendimento e riporta l'attenzione dei professionisti coinvolti sulla centralità della persona nel processo educativo. Non più un docente depositario e veicolatore di conoscenza, ma router di informazioni che ne sappia agevolare il reperimento, il collegamento, il significato, che accompagni nel riconoscerne l'autorevolezza, la pertinenza, la scientificità, l'applicabilità.
Con questi presupposti sono state emanate dal MIUR, nel settembre del 2012, le indicazioni nazionali per il curricolo del primo ciclo di istruzione. In questo lavoro ne viene fornita una sintesi, in particolare delle sezioni più interessanti per l'aderenza ai contenuti educativi e metodologici.
Viene infine presentato e descritto un intervento di orientamento promosso dall'Ufficio Scolastico Regionale del Veneto e realizzato in provincia di Padova, nel biennio 2010 – 2012, quale componente territoriale di un progetto regionale. Tale intervento tenta di superare le classiche suddivisioni di orientamento informativo, formativo e consulenziale, per riorganizzare il tutto all'interno di una didattica orientativa che conduca il giovane a incontrare se stesso per poter scegliere con consapevolezza, responsabilità e autonomia.

L'empatia e l'opera d'arte. Analisi dei processi psicologici e neurologici nella fruizione artistica

Studente: Anello Alessia
Titolo tesi: L'empatia e l'opera d'arte. Analisi dei processi psicologici e neurologici nella fruizione artistica
Docente relatore: prof. Giacopini Nicola
Controrelatore: prof. Fontana Umberto
Presidente Commissione di Tesi: prof. Capodieci Salvatore

In seguito alla scoperta dei neuroni specchio, è divenuto di gran moda parlare di empatia. Questo termine è stato recuperato anche nell’ambito dell’estetica per spiegare la fruizione artistica ma non sembra essere adatto allo scopo, in quanto non considera le differenze individuali e non spiega l’infinita varietà di reazioni che possiamo provare di fronte ad un’opera d’arte. Anche la neuroestetica è ancora intenta a studiare, seppur attraverso l’arte, quei meccanismi biologici con cui ci rapportiamo alla realtà tutta, non all’oggetto artistico nella sua particolarissima specificità. La ricerca dovrebbe muoversi verso l’indagine delle differenze individuali, non delle costanti, perché solo in questo modo saremo in grado di spiegare la magia dell’arte.