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Nascita pre-termine: interventi psico-educativi di sostegno per una genitorialità ferita.

Data: 16 luglio 2021
Studente:
 Lidia Sperti
Titolo tesi:
Nascita pre-termine: interventi psico-educativi di sostegno per una genitorialità ferita.
Docente relatore:
 Lara Fressini
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte intorno al tema della nascita pretermine ovvero il parto che avviene prima delle trentasette settimane di età gestazionale. Gli obiettivi di questo lavoro sono centrati sul fatto che i neonati, caratterizzati da questa tipologia di nascita, sono vulnerabili e di conseguenza necessitano di un percorso di assistenza e di cura mirato alle loro esigenze, che non sempre possono essere gestite solo dalla figura materna. Inizialmente, è stata svolta una ricerca per enucleare le possibili conseguenze che potrebbero caratterizzare il futuro dei prematuri e le conseguenti modalità di assistenza di cui hanno bisogno. La ricerca, svolta con una metodologia che ha previsto un approfondimento bibliografico del settore, si articola in tre capitoli: il primo definisce la nascita prematura e i fattori di rischio alla base di essa, il secondo verte sulle conseguenze che quest’ultima può provocare e infine vengono delineati alcune modalità di intervento. Si è partiti dall’ipotesi che gli effetti di tale evento, possano essere ridotti e ampliamente migliorati grazie all’inclusione dei genitori del bambino in questo processo, al fine di renderli consapevoli della condizione in cui si trovano i loro figli; il coinvolgimento familiare è in questi termini, concretizzabile grazie a peculiari programmi di intervento che hanno lo scopo di fornire inizialmente supporto psicologico alla famiglia e in secondo luogo elargire indicazioni concrete per favorire una buona relazione genitore-figlio.

The topic chosen revolves around the theme of preterm birth, birth that happens before thirty-seven weeks of gestational age. The goals of this work are centered on the fact that newborns, characterized by this type of birth, are vulnerable and they consequently need a course of assistance and care targeted to their needs, which can not always be carried out only by the maternal figure. Firstly, research was carried out to identify the possible consequences that could characterize the future of preterm infants and the consequent mode of assistance they need. The research, carried out with a methodology that included a study of the literature in this area; the work is divided into three chapters: the first defines premature birth and the risk factors behind it, the second focuses on the consequences that it can cause and finally there are some manner of intervention. We started from the hypothesis that the effects of this event, can be reduced and greatly improved through the inclusion of child’s parents in this process, in order to make them aware of the condition in which their children are; family involvement is implemented in these terms, thanks to peculiar intervention programs that aim to provide initially psychological support to the family and secondly to give concrete indications to promote a good parent-child relationship.

Adolescenti e sostanze stupefacenti: effetti cognitivo-comportamentali e risvolti sociali in una prospettiva di inquadramento e di intervento bio-psico-sociale

Data: 15 luglio 2021
Studente:
 Elisa Valvason
Titolo tesi:
Adolescenti e sostanze stupefacenti: effetti cognitivo-comportamentali e risvolti sociali in una prospettiva di inquadramento e di intervento bio-psico-sociale
Docente relatore:
 Marco Pitteri
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

Il presente elaborato espone la tematica della tossicodipendenza in età adolescenziale adottando come approccio quello delle neuroscienze cognitive. La ricerca, condotta attraverso la consultazione e l’approfondimento di fonti autorevoli scientifiche, parte da una descrizione dell’argomento da un punto di vista neuroscientifico esplicitando le conseguenze dovute all’abuso e alla dipendenza di sostanze stupefacenti. A seguito di ciò vengono esposte le problematiche sociali e la stigmatizzazione nei confronti dei tossicodipendenti, esplicitando l’influenza negativa di queste nella richiesta d’aiuto e nel percorso di cura. Successivamente il testo si concentrerà sul reinserimento socio-lavorativo dei tossicomani fornendo un confronto tra la situazione attuale e una possibile prospettiva futura: l’ipotesi di tale lavoro infatti riguarda la necessità di adottare il modello bio-psico-sociale nel trattamento delle dipendenze. La finalità del lavoro è quindi fornire uno sguardo neuroscientifico e psico-sociale alla questione della tossicodipendenza sostenendo il fondamentale superamento del modello bio-medico in vigore ancora oggi all’interno dei servizi per la cura delle dipendenze. I risultati portano a conferma l’ipotesi iniziale e le informazioni raccolte convergono tutte nell’importanza dell’adozione di un approccio biopsico-sociale per un reinserimento socio-lavorativo più efficace.

This paper exposes the issue of drug addiction in adolescence by adopting the cognitive neuroscience approach. The research, conducted with the consultation and study of authoritative scientific sources, starts from a description of the topic from a neuroscientific point of view, explaining the consequences of the abuse and addiction of drugs. Following this, the social problems and stigmatization of drug addicts are exposed, explaining the negative influence of these in the request for help and in the treatment path. Subsequently, the paper will focus on the socio-working reintegration of drug addicts by providing a comparison between the current situation and a possible future perspective: the hypothesis of this work in fact concerns the need to adopt the bio-psycho-social model in the addiction treatment. The purpose of the work is therefore to provide a neuroscientific and psychosocial look at the drug addiction issue by supporting the necessary overcoming of the biomedical model still in force today within the addiction treatment services. The results confirm the initial hypothesis and the information gathered indicate the importance of adopting a bio-psycho-social approach for a more effective socio-working reintegration.


 

Aspetti psicologici delle persone con fibromialgia in una prospettiva bio-psico-sociale

Data: 15 luglio 2021
Studente:
 Sara Parolin
Titolo tesi:
Aspetti psicologici delle persone con fibromialgia in una prospettiva bio-psico-sociale
Docente relatore:
 Marco Pitteri
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

Il presente elaborato si propone di illustrare i profili psicologici delle persone con sindrome fibromialgica in un’ottica di analisi bio-psico-sociale, cercando di superare il dualismo soma-psiche, che ne impedirebbe una comprensione unitaria ed esaustiva. La fibromialgia è una sindrome caratterizzata da dolore cronico diffuso che colpisce il sistema muscolo-scheletrico1. Essa è complessa e ancora poco conosciuta, con lacune conoscitive sull’identificazione dell’origine del dolore fisico, e il conseguente dolore psicologico che, per quanto riguarda il solo quadro nazionale, coinvolge quasi due milioni di italiani. Tuttavia, un comune punto di partenza nella comprensione della fibromialgia è ormai assodato: la valutazione del quadro sintomatologico secondo una visione di interconnessione tra le molteplici variabili coinvolte di diversa natura, ma di comune origine, della sindrome, cioè quelle biologiche, quelle psicologiche e contestuali, inscindibili le une dalle altre. In questo elaborato verrà affrontata l’analisi delle variabili biologiche, delle variabili psicologiche, comprensive di aspetti cognitivi e comportamentali, delle risposte emotive e della comorbidità con diverse psicopatologie e tratti di personalità correlati; inoltre, si cercherà di evidenziare il contributo delle variabili sociali, valutando dunque anche l’impatto sociale che i pazienti hanno. In ultima analisi verranno proposte le prospettive di trattamento più accreditate, frutto di una stretta comunicazione tra i diversi possibili approcci, quali quello farmacologico, quello psicoterapico e quello psico-educativo, senza escludere ulteriori attività correlate, quali tecniche di rilassamento, esercizio fisico, biofeedback ed altri, ormai ritenuti validi approcci di intervento per il miglioramento del dolore cronico nelle persone affette da fibromialgia.

This Bachelor thesis aims at presenting the psychological profiles of people affected by the fibromyalgia syndrome through a bio-psycho-social analysis, overcoming the soma-psyche dualism which traditionally prevents a holistic and exhaustive comprehension. Fibromyalgia is a syndrome characterized by a chronic and widespread pain involving the muscle-skeletal system. It is complex and still shallowly understood, presenting identification gaps about the origin of the physical and psychological pain that, just considering the Italian context, affects almost two million Italians. Nevertheless, there is a shared common starting point in fibromyalgia comprehension: the evaluation of the symptomatology framework according to a methodology considering the multiple but inseparable variables involved in this syndrome, namely the biological, psychological and contextual ones. In this thesis it will be first explored the biological variables; secondly, it will be analysed the psychological variables, including the cognitive and behavioral aspects, the emotional responses, and the comorbidity with diverse related psychopathologies and personality traits; and thirdly highlight the contribution of the social variables, also evaluating the social impact that patients experience. Finally, the most recognized treatment perspectives will be presented, as the result of a tight collaboration among the diverse possible approaches, namely the psychological, the pharmacological, the psychotherapeutic and the psycho-educational ones. This analysis will be enriched with the investigation of further correlated activities such as relaxation techniques, physical exercise, biofeedback and others, considered as valuable interventions for the improvement of chronic pain in people affected by fibromyalgia.

Comportamento anti-sociale e sindrome disesecutiva: una visione d’insieme tra psicopatologia e neuropsicologia

Data: 15 luglio 2021
Studente:
Alessia Dalla Vedova
Titolo tesi:
Comportamento anti-sociale e sindrome disesecutiva: una visione d’insieme tra psicopatologia e neuropsicologia
Docente relatore:
 Marco Pitteri
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

L’argomento trattato in questo elaborato è inserito nell’ambito della psicologia clinica e della neuropsicologia. Esso è strutturato in modo tale da fornire una visione d’insieme dell’inquadramento diagnostico del comportamento antisociale e della sindrome disesecutiva, facendo riferimento sia al Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) sia alla diagnosi neuropsicologica secondo la più recente letteratura scientifica. L’obiettivo di questo lavoro è dimostrare come sia il Disturbo Antisociale di Personalità (classificazione DSM-5), sia la Sindrome Disesecutiva (diagnosi neuropsicologica) abbiano tratti in comune e che entrambi siano due lati della stessa medaglia. Si è partiti dall’ipotesi che un comportamento manifesto contrario alle regole e condotte sociali di appartenenza possa derivare sia da componenti di carattere psicopatologico, sia da disfunzioni cerebrali sottostanti, in modo particolare, ai lobi frontali. Nel corso di questo progetto la ricerca del materiale bibliografico sarà condotta con una metodologia di lavoro che comprende l’approfondimento bibliografico di articoli scientifici e di manuali diagnostici. Lo sviluppo dell’elaborato si articolerà in quattro sezioni: nelle prime due sarà fornito l’inquadramento teorico in merito ai due disturbi, nella terza sezione saranno analizzate le analogie e le differenze che li contraddistinguono, infine, nell’ultimo capitolo sarà descritta la presa in carico di un paziente con disturbo antisociale di personalità con il percorso di intervento ad esso associato.

The argument of this thesis is about the field of clinical psychology and neuropsychology. It is structured in such a way as to provide an overview of the diagnostic framework of antisocial behavior and dysexecutive syndrome, referring both to the Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5) and to the neuropsychological diagnosis according to the most recent scientific literature respectively. The aim of this work is to highlight how both the Antisocial Personality Disorder (DSM-5 classification) and the Dysexecutive Syndrome (neuropsychological diagnosis) have traits in common and that are two different observational windows of the same process. We started from the hypothesis that an overt behavior contrary to social behavior could be an expression both from psychopathological components, and from brain dysfunctions linked, in particular, to the frontal lobes. The search for bibliographic material has been conducted with a working methodology that includes bibliographic study of scientific articles and diagnostic manuals. The development of the thesis paper has been divided into four sections: in the first two the theoretical framework regarding the two disorders will be provided, in the third section the similarities and differences that distinguish them will be analyzed, finally, in the last chapter will be described the taking charge of a patient with Antisocial Personality Disorder with the associated course of intervention.

Mini Mental State Examination: due versioni a confronto - studio pilota sulla traduzione italiana del MMSE-2

Data: 15 luglio 2021
Studente:
 Martina Zennaro
Titolo tesi:
Mini Mental State Examination: due versioni a confronto - studio pilota sulla traduzione italiana del MMSE-2
Docente relatore:
 Fabio Benatti
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

Questo elaborato propone uno studio sul Mini Mental State Examination (MMSE) di Folstein e coll. del 1975, un test neuropsicologico utilizzato per valutare lo stato mentale e cognitivo e la presenza di un deterioramento cognitivo, tradotto e standardizzato in più di novanta paesi, tra cui l’Italia, e largamente utilizzato in diversi contesti. Gli obiettivi di questa tesi riguardano lo studio e l’approfondimento bibliografico da fonti autorevoli sulle ricerche condotte su questo strumento, che ne avvalorano l’utilità e l’efficacia in particolar mondo per il breve tempo necessario alla somministrazione e allo scoring, ma che ne sottolineano anche le criticità, a partire dalle quali è stata presentata una seconda versione del protocollo, dagli stessi autori, nel 2010, con delle modifiche di contenuto e di assegnazione del punteggio. Questo aggiornamento, diversamente dall’originale, è stato esportato dall’America solo in pochi casi. Si è dunque scelto di condurre uno studio pilota per riscontrare se nel contesto italiano esistono degli effettivi vantaggi nell’importazione dell’MMSE-2. In primo luogo si è operato un reclutamento di convenienza di soggetti di età compresa tra i 22 e i 92 anni non appartenenti alla fascia clinica; in seguito ad ogni individuo sono state somministrate le due forme dello strumento (rossa e blu) a due mesi di distanza l’una dall’altra in ordine bilanciato. Successivamente alla raccolta dati sono state condotte le indagini statistiche descrittive, correlazionali e inferenziali. Tali osservazioni hanno, in generale, evidenziato dei miglioramenti convincenti del Mini Mental State Examination rispetto alla prima versione che meritano di essere valutate ed approfondite.

This dissertation proposes a study on the Mini Mental State Examination (MMSE) by Folstein and coll. from 1975, a neuropsychological test used to assess mental and cognitive status and the presence of cognitive impairment, that was translated and standardized in more than 90 countries, including Italy, and widely used in various contexts. The goals of this dissertation concern the study and bibliographic deepening from authoritative sources about researches that were carried out on this test and that validate its value and efficacy, particularly thanks to the short time needed for administration and scoring. These studies also underline the test’s critical issues, from which was introduced the second version of the protocol by the same authors, in 2010, with some changes in content and scoring. This update, unlike the original, has been exported from the USA in only a few countries. For this reason, we chose to do a pilot study to evaluate if there are actual benefits when importing the MMSE-2 in Italy. Firstly, we operated a convenience recruitment of people aged between 22 and 92 years old not belonging to the clinical range; afterwards we administered the two versions of the test to every participant two months apart from each other in different order. Following the data collection, we conducted statistical, descriptive, correlational and inferential surveys. Generally, the aforementioned observations highlighted convincing improvements of the Mini Mental State Examination, compared to the first version, that deserve to be investigated and evaluated.

Risvolti psicologici e psicopatologici delle false confessioni: la storia di Henry Lee Lucas

Data: 14 luglio 2021
Studente:
Lucrezia De Col
Titolo tesi:
Risvolti psicologici e psicopatologici delle false confessioni: la storia di Henry Lee Lucas
Docente relatore:
 Marco Monzani
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

Il presente lavoro di ricerca si articola intorno al tema dei risvolti psicologici e psicopatologici che possono condurre un imputato a rilasciare delle false confessioni di auto-accusa. La metodologia utilizzata per l’elaborato si basa su un approfondimento bibliografico del settore e l’analisi di fonti scientifiche, nazionali e internazionali, sull’argomento. Gli obiettivi di questo lavoro ruotano intorno alla dimostrazione dell’ipotesi per cui un imputato dichiara la sua falsa colpevolezza per motivi psicologici e psicopatologici, che possono emergere e amplificarsi in determinate circostanze, e non perché ne sia realmente responsabile. La tesi si suddivide in tre capitoli: nel primo viene presentato il caso di Henry Lee Lucas, esplorando la sua vita, i rapporti con le figure genitoriali e quelle più importanti per lui e il periodo di detenzione in cui depone le false confessioni di colpevolezza sugli omicidi di cui veniva accusato. Nel secondo viene data una definizione di serial killer, analizzando la psicopatologia e la componente sessuale presente in questa tipologia di autore di reato; si teorizza inoltre la figura del serial killer in-credibile, partendo da quella già esistente della vittima in-credibile, portando dei casi reali di assassini seriali come esemplificazione di questa teoria. Infine, nel terzo capitolo, si esaminano le due principali motivazioni psicologiche e psicopatologiche che possono spingere questa tipologia di autore di reato a deporre delle false confessioni: il senso di colpa e la “mito-megalomania” (nuova figura teorico- esplicativa).

This research work is structured around the theme of the psychological and psychopathological implications that can lead a defendant to make false confessions of self-accusation. The methodology used for the paper is based on an in-depth bibliographic study of the field and the analysis of national and international scientific sources on the subject. The objectives of this work revolve around the demonstration of the hypothesis that a defendant declares his false guilt for psychological and psychopathological reasons, which may emerge and amplify in certain circumstances. The thesis is divided into three chapters: the first explains the case of Henry Lee Lucas, exploring his life, his relationships with his parents and those most important to him, and the period of detention in which he made false confessions of guilt about the murders of which he was accused. In the second chapter, the definition of a serial killer is given, analyzing the psychopathology and the sexual component being in this type of offender; moreover, the concept of the unbelievable serial killer is theorized, starting from the already existing figure of the unreliable victim, bringing real cases of serial killers as an example of this theory. Finally, in the third chapter, we examine the two main psychological and psychopathological motivations that can push this type of offender to make false confessions: the sense of guilt, megalomania and mythomania.

 

 

Padri dietro le sbarre: la genitorialità in carcere come occasione rieducativa.

Data: 14 luglio 2021
Studente:
 Grazia Stefanuto
Titolo tesi:
Padri dietro le sbarre: la genitorialità in carcere come occasione rieducativa.
Docente relatore:
 Marco Monzani
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

La presente tesi tratta il tema della genitorialità nello specifico e complesso contesto penitenziario, perseguendo l’ipotesi che il mantenimento del legame tra padre e figlio, durante l’intero periodo detentivo del primo, possa giovare al detenuto nel suo percorso rieducativo, volto alla responsabilizzazione e al reinserimento in società. Nell’elaborato si tenta di esporre uno spaccato della genitorialità “dietro le sbarre”, offrendo una panoramica della letteratura scientifica psicologica e della dottrina per lo più italiana. Dal momento che gli studi in quest’ambito paterno sono ancora in uno stadio embrionale, data la generale maggiore attenzione alla maternità in carcere, il testo è arricchito con riferimenti ad interventi progettuali nazionali ed internazionali di sostegno ai padri detenuti e alle loro famiglie, grazie anche all’intervista, trascritta in appendice, ad una psicologa psicoterapeuta che lavora da tempo come esperto ex art. 80 a Padova. A livello teorico si assume la prospettiva del Modello Relazionale-Simbolico, che, in ottica sistemica, ha permesso di riflettere sulle implicazioni del soggetto, senza escludere il contesto familiare nel quale è inserito. In questo senso i risultati ottenuti sono incoraggianti: la relazione padre-figli in detenzione si dimostra occasione di beneficio non solo per il padre, nel suo percorso di rieducazione e responsabilizzazione, ma anche per i figli e la famiglia, che rappresenteranno, con la conclusione della pena, un fattore di protezione importante per il padre che tornerà in società.

This essay deals with the theme of parenthood in the specific and complex penitentiary context, pursuing the hypothesis that the involvement in father-son bond, during the entire period of incarceration, can benefit the inmate in his rehabilitation process, aimed to the empowerment and the reintegration into society. The paper attempts give an insight of parenting “behind the bars”, offering an overview of both the scientific psychological literature and the Italian case law. Since the studies in this paternal area are still at an embryonic level, usually with a main focus on motherhood in prison, the text is enriched with references to national and international project interventions in support to incarcerated fathers and their families. Indeed, an interview has been taken with a psychotherapist psychologist who has been working for some time as an expert pursuant to art. 80 in Padua, transcribed in the appendix. On a theoretical level, the thesis assumes the perspective of the Relational-Symbolic Model, which, from a systemic perspective, has allowed us to reflect on the implications of the father, without excluding the family context in which he finds himself. In this sense, the obtained results are encouraging: the father-children relationship in prison proves to be an opportunity of benefit not only for the father, in his process of re-education and empowerment, but also for the children and the family, who will represent an important protective factor for the father at reentry in the society.


La mancata risposta genitoriale ai bisogni del bambino: Riflessi nell’adulto e ruolo della terapia per il recupero dell’Autonomia

Data: 14 luglio 2021
Studente:
  Greta De Stefani
Titolo tesi:
La mancata risposta genitoriale ai bisogni del bambino: Riflessi nell’adulto e ruolo della terapia per il recupero dell’Autonomia
Docente relatore:
 Alessia Anello
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte sul legame genitori-bambino e su come esso influenzi il successivo sviluppo di quest’ultimo. In particolare si vedrà come la responsività dei genitori rispetto ai bisogni del bambino influenzi la sua successiva capacità di, una volta cresciuto, sentire i propri bisogni ed esprimerli al fine di ottenere una risoluzione di essi.
Lo scopo ultimo è capire come la persona possa riappropriarsi di questa capacità attraverso la relazione terapeutica. Per l’argomentazione si sono utilizzati come riferimenti teorici Winnicott, rispetto all’analisi del rapporto madre-bambino, l’Analisi Transazionale, come cornice teorica principale, ed infine alcuni spunti psicodinamici di Novellino, che spingono l’AT verso una maggiore comprensione delle dinamiche interiori.
La metodologia impiegata è un approfondimento bibliografico rispetto alle teorie citate precedentemente.
Il lavoro è articolato in tre sezioni: nella prima viene approfondito il legame madre-bambino secondo la teoria di Winnicott, nella seconda vengono esplicitati i principali aspetti teorici dell’Analisi Transazionale ed infine, nella terza sezione, vengono integrati i contributi di Winnicott e dell’Analisi Transazionale al fine di elaborare una nuova prospettiva che descriva come il bambino cresca a seguito della non responsività dei genitori, come questa mancanza influenzi la sua vita nel qui-e-ora e crei delle difficoltà emotive e come, attraverso l’aiuto terapico, la persona possa superare il suo passato e ri-iniziare a sentire i propri bisogni al fine di risolverli. A questo fine sono stati integrati alcuni spunti di Novellino, che hanno aiutato ad aumentare la profondità della nostra argomentazione.

The topic chosen focuses on the parent-child bond and how it influences the child's subsequent development. In particular, we will see how the responsiveness of parents to the needs of the child influences the subsequent ability of the child, now grown up, to feel his needs and express them in order to obtain a resolution of them. The ultimate goal is to understand how the person can regain this capacity through the therapeutic relationship. For the argumentation were used as theoretical references Winnicott, with respect to the analysis of the mother-child relationship, Transactional Analysis, as the main theoretical framework, and finally some psychodynamic ideas of Novellino, which push the AT towards a greater understanding of inner dynamics. The methodology used is an in-depth bibliographic study of the theories mentioned above. The work is divided into three sections in the first one, the mother-child bond according to Winnicott's theory is deepened, in the second one, the main theoretical aspects of Transactional Analysis are made explicit, and finally, in the third section, the contributions of Winnicott and Transactional Analysis are integrated in order to elaborate a new perspective that describes how the child grows as a result of parental non-responsiveness, how this lack affects his life in the here-and-now and creates emotional difficulties and how, through therapeutic help, the person can overcome his past and re-start to feel his needs in order to solve them. To this end, some of Novellino's insights were integrated, which helped to increase the depth of our argument.

Il perdono nella relazione genitori-figli. Nuclei concettuali e processi.

Studente: Jacopo Maria Favotto
Titolo tesi: Il perdono nella relazione genitori-figli. Nuclei concettuali e processi.
Docente relatore: Prof. Nicola Giacopini
Docente controrelatore: Prof.ssa Catia Martorello
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 12 marzo 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia dell'educazione

Il presente elaborato sul perdono nella relazione tra genitori e figli è frutto di una ricerca bibliografica della letteratura psicologica. Il testo parte da una analisi generale dei contributi presenti sul costrutto del perdono riportando modelli, dinamiche e fattori riconosciuti dalla comunità scientifica come rilevanti. Al termine di tale analisi si assume come riferimento teorico del costrutto del perdono l’approccio del Modello Relazionale-Simbolico (Scabini e Cigoli), ripercorrendone i nuclei generativi, i pilastri ed i principi. Successivamente l’elaborato si focalizza sulla relazione tra genitori e figli individuandone i compiti di sviluppo e le dinamiche, connettendo altresì alcuni aspetti essenziali del perdono nella relazione coniugale. Finalità del presente lavoro di tesi è quindi comprendere la portata generativa del perdono nella relazione genitoriale e le sue influenze sullo sviluppo psicologico dei figli. Il perdono viene così identificato come un processo chiave della transizione del figlio all’età adulta.

The present essay on forgiveness within parents and children relationship is the outcome of a bibliographical research in psychological literature. Following a general analysis of contributions on the construct of forgiveness, the essay reports models, dynamics and factors recognized by the scientific community. At the end of this analysis the theorical approach to forgiveness of the Relational-Symbolic Model (Scabini and Cigoli) is assumed, reporting generative core, mainstays and principles. Successively the essay is focused on parents and child relationship identifying development tasks and dynamics, connecting to some forgiveness essential aspects of the marital relationship. The purpose of this thesis work is to understand the generative effects of forgiveness on parental bond and also its influences on children’s psychological development. Hence forgiveness is identified as a decisive process of the child’s transition to adulthood.

La personalità altamente sensibile: come riconoscerla, accoglierla e valorizzarla

Studente: Giulia Boer
Titolo tesi: La personalità altamente sensibile: come riconoscerla, accoglierla e valorizzarla
Docente relatore: Prof.ssa Beatrice Signorotto
Docente controrelatore: Prof. Ferruccio Cavallin
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 13 ottobre 2020
Baccalaureato in: Psicologia dell'educazione

Il seguente elaborato tratta il tema dell’ipersensibilità, intesa come tratto della personalità scoperto e studiato a partire dalle teorizzazioni della psicoterapeuta e ricercatrice Elaine Aron, dagli anni ’90 in poi. Gli obiettivi di questo lavoro ruotano attorno alla tesi che una maggior consapevolezza in questo ambito possa portare a rivalutare il concetto di sensibilità, contribuendo al benessere delle persone in possesso di questo tratto e della società in generale. La metodologia di lavoro utilizzata si fonda su un approfondimento bibliografico di settore e ha preso in considerazione le principali pubblicazioni scientifiche, nazionali e internazionali, sul tema. La ricerca si articola in due sezioni: nella prima si inquadrano gli aspetti teorici fondamentali, offrendo una definizione dei costrutti di sensibilità e ipersensibilità nella loro complessità e volgendo particolare attenzione alle loro basi neurobiologiche e genetiche. Nel secondo capitolo, oltre a chiarire i significati e le implicazioni di una teoria della personalità centrata sui tratti, si approfondiscono le caratteristiche del tratto in esame e si riportano i risultati dei principali studi inerenti al tema. Le riflessioni conclusive, infine, riassumono i contenuti elaborati e offrono alcune prospettive in riferimento al significato e alla tipologia di terapia adatta al soggetto altamente sensibile.

The following dissertation explores the subject of hypersensitivity, meant as the personality trait that was discovered and studied from the theorising of psychotherapist and researcher Elaine Aron, from the 1990s to present days. The purpose of this paper revolves around the thesis that a better understanding of this subject could lead to revising the idea of sensitivity itself, contributing to the well-being of those in possession of this trait and thus of society in general. The methodology of work that has been used is based on bibliografic research and takes into account the main scientific publications, both national and international, on the subject. The research is developed in two sections: the first one contextualises all the theoretical fundamental aspects, providing a definition for the sensitivity and hypersensitivity constructs in their complexity, with specific attention to the neurobiological and genetic basis. In the second section, in addition to clarifying the meaning and implications of a trait-centered personality theory, the characteristics of this examined trait are analysed and the results of all main research studies on the subject are reported. In conclusion, final considerations resume the previously elaborated content and offer some prospect on the meaning and the most suitable type of therapy for the highly sensitive subject.