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Padri dietro le sbarre: la genitorialità in carcere come occasione rieducativa.

Data: 14 luglio 2021
Studente:
 Grazia Stefanuto
Titolo tesi:
Padri dietro le sbarre: la genitorialità in carcere come occasione rieducativa.
Docente relatore:
 Marco Monzani
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

La presente tesi tratta il tema della genitorialità nello specifico e complesso contesto penitenziario, perseguendo l’ipotesi che il mantenimento del legame tra padre e figlio, durante l’intero periodo detentivo del primo, possa giovare al detenuto nel suo percorso rieducativo, volto alla responsabilizzazione e al reinserimento in società. Nell’elaborato si tenta di esporre uno spaccato della genitorialità “dietro le sbarre”, offrendo una panoramica della letteratura scientifica psicologica e della dottrina per lo più italiana. Dal momento che gli studi in quest’ambito paterno sono ancora in uno stadio embrionale, data la generale maggiore attenzione alla maternità in carcere, il testo è arricchito con riferimenti ad interventi progettuali nazionali ed internazionali di sostegno ai padri detenuti e alle loro famiglie, grazie anche all’intervista, trascritta in appendice, ad una psicologa psicoterapeuta che lavora da tempo come esperto ex art. 80 a Padova. A livello teorico si assume la prospettiva del Modello Relazionale-Simbolico, che, in ottica sistemica, ha permesso di riflettere sulle implicazioni del soggetto, senza escludere il contesto familiare nel quale è inserito. In questo senso i risultati ottenuti sono incoraggianti: la relazione padre-figli in detenzione si dimostra occasione di beneficio non solo per il padre, nel suo percorso di rieducazione e responsabilizzazione, ma anche per i figli e la famiglia, che rappresenteranno, con la conclusione della pena, un fattore di protezione importante per il padre che tornerà in società.

This essay deals with the theme of parenthood in the specific and complex penitentiary context, pursuing the hypothesis that the involvement in father-son bond, during the entire period of incarceration, can benefit the inmate in his rehabilitation process, aimed to the empowerment and the reintegration into society. The paper attempts give an insight of parenting “behind the bars”, offering an overview of both the scientific psychological literature and the Italian case law. Since the studies in this paternal area are still at an embryonic level, usually with a main focus on motherhood in prison, the text is enriched with references to national and international project interventions in support to incarcerated fathers and their families. Indeed, an interview has been taken with a psychotherapist psychologist who has been working for some time as an expert pursuant to art. 80 in Padua, transcribed in the appendix. On a theoretical level, the thesis assumes the perspective of the Relational-Symbolic Model, which, from a systemic perspective, has allowed us to reflect on the implications of the father, without excluding the family context in which he finds himself. In this sense, the obtained results are encouraging: the father-children relationship in prison proves to be an opportunity of benefit not only for the father, in his process of re-education and empowerment, but also for the children and the family, who will represent an important protective factor for the father at reentry in the society.


La mancata risposta genitoriale ai bisogni del bambino: Riflessi nell’adulto e ruolo della terapia per il recupero dell’Autonomia

Data: 14 luglio 2021
Studente:
  Greta De Stefani
Titolo tesi:
La mancata risposta genitoriale ai bisogni del bambino: Riflessi nell’adulto e ruolo della terapia per il recupero dell’Autonomia
Docente relatore:
 Alessia Anello
Baccalaureato in:
 Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte sul legame genitori-bambino e su come esso influenzi il successivo sviluppo di quest’ultimo. In particolare si vedrà come la responsività dei genitori rispetto ai bisogni del bambino influenzi la sua successiva capacità di, una volta cresciuto, sentire i propri bisogni ed esprimerli al fine di ottenere una risoluzione di essi.
Lo scopo ultimo è capire come la persona possa riappropriarsi di questa capacità attraverso la relazione terapeutica. Per l’argomentazione si sono utilizzati come riferimenti teorici Winnicott, rispetto all’analisi del rapporto madre-bambino, l’Analisi Transazionale, come cornice teorica principale, ed infine alcuni spunti psicodinamici di Novellino, che spingono l’AT verso una maggiore comprensione delle dinamiche interiori.
La metodologia impiegata è un approfondimento bibliografico rispetto alle teorie citate precedentemente.
Il lavoro è articolato in tre sezioni: nella prima viene approfondito il legame madre-bambino secondo la teoria di Winnicott, nella seconda vengono esplicitati i principali aspetti teorici dell’Analisi Transazionale ed infine, nella terza sezione, vengono integrati i contributi di Winnicott e dell’Analisi Transazionale al fine di elaborare una nuova prospettiva che descriva come il bambino cresca a seguito della non responsività dei genitori, come questa mancanza influenzi la sua vita nel qui-e-ora e crei delle difficoltà emotive e come, attraverso l’aiuto terapico, la persona possa superare il suo passato e ri-iniziare a sentire i propri bisogni al fine di risolverli. A questo fine sono stati integrati alcuni spunti di Novellino, che hanno aiutato ad aumentare la profondità della nostra argomentazione.

The topic chosen focuses on the parent-child bond and how it influences the child's subsequent development. In particular, we will see how the responsiveness of parents to the needs of the child influences the subsequent ability of the child, now grown up, to feel his needs and express them in order to obtain a resolution of them. The ultimate goal is to understand how the person can regain this capacity through the therapeutic relationship. For the argumentation were used as theoretical references Winnicott, with respect to the analysis of the mother-child relationship, Transactional Analysis, as the main theoretical framework, and finally some psychodynamic ideas of Novellino, which push the AT towards a greater understanding of inner dynamics. The methodology used is an in-depth bibliographic study of the theories mentioned above. The work is divided into three sections in the first one, the mother-child bond according to Winnicott's theory is deepened, in the second one, the main theoretical aspects of Transactional Analysis are made explicit, and finally, in the third section, the contributions of Winnicott and Transactional Analysis are integrated in order to elaborate a new perspective that describes how the child grows as a result of parental non-responsiveness, how this lack affects his life in the here-and-now and creates emotional difficulties and how, through therapeutic help, the person can overcome his past and re-start to feel his needs in order to solve them. To this end, some of Novellino's insights were integrated, which helped to increase the depth of our argument.

Il perdono nella relazione genitori-figli. Nuclei concettuali e processi.

Studente: Jacopo Maria Favotto
Titolo tesi: Il perdono nella relazione genitori-figli. Nuclei concettuali e processi.
Docente relatore: Prof. Nicola Giacopini
Docente controrelatore: Prof.ssa Catia Martorello
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 12 marzo 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia dell'educazione

Il presente elaborato sul perdono nella relazione tra genitori e figli è frutto di una ricerca bibliografica della letteratura psicologica. Il testo parte da una analisi generale dei contributi presenti sul costrutto del perdono riportando modelli, dinamiche e fattori riconosciuti dalla comunità scientifica come rilevanti. Al termine di tale analisi si assume come riferimento teorico del costrutto del perdono l’approccio del Modello Relazionale-Simbolico (Scabini e Cigoli), ripercorrendone i nuclei generativi, i pilastri ed i principi. Successivamente l’elaborato si focalizza sulla relazione tra genitori e figli individuandone i compiti di sviluppo e le dinamiche, connettendo altresì alcuni aspetti essenziali del perdono nella relazione coniugale. Finalità del presente lavoro di tesi è quindi comprendere la portata generativa del perdono nella relazione genitoriale e le sue influenze sullo sviluppo psicologico dei figli. Il perdono viene così identificato come un processo chiave della transizione del figlio all’età adulta.

The present essay on forgiveness within parents and children relationship is the outcome of a bibliographical research in psychological literature. Following a general analysis of contributions on the construct of forgiveness, the essay reports models, dynamics and factors recognized by the scientific community. At the end of this analysis the theorical approach to forgiveness of the Relational-Symbolic Model (Scabini and Cigoli) is assumed, reporting generative core, mainstays and principles. Successively the essay is focused on parents and child relationship identifying development tasks and dynamics, connecting to some forgiveness essential aspects of the marital relationship. The purpose of this thesis work is to understand the generative effects of forgiveness on parental bond and also its influences on children’s psychological development. Hence forgiveness is identified as a decisive process of the child’s transition to adulthood.

La personalità altamente sensibile: come riconoscerla, accoglierla e valorizzarla

Studente: Giulia Boer
Titolo tesi: La personalità altamente sensibile: come riconoscerla, accoglierla e valorizzarla
Docente relatore: Prof.ssa Beatrice Signorotto
Docente controrelatore: Prof. Ferruccio Cavallin
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 13 ottobre 2020
Baccalaureato in: Psicologia dell'educazione

Il seguente elaborato tratta il tema dell’ipersensibilità, intesa come tratto della personalità scoperto e studiato a partire dalle teorizzazioni della psicoterapeuta e ricercatrice Elaine Aron, dagli anni ’90 in poi. Gli obiettivi di questo lavoro ruotano attorno alla tesi che una maggior consapevolezza in questo ambito possa portare a rivalutare il concetto di sensibilità, contribuendo al benessere delle persone in possesso di questo tratto e della società in generale. La metodologia di lavoro utilizzata si fonda su un approfondimento bibliografico di settore e ha preso in considerazione le principali pubblicazioni scientifiche, nazionali e internazionali, sul tema. La ricerca si articola in due sezioni: nella prima si inquadrano gli aspetti teorici fondamentali, offrendo una definizione dei costrutti di sensibilità e ipersensibilità nella loro complessità e volgendo particolare attenzione alle loro basi neurobiologiche e genetiche. Nel secondo capitolo, oltre a chiarire i significati e le implicazioni di una teoria della personalità centrata sui tratti, si approfondiscono le caratteristiche del tratto in esame e si riportano i risultati dei principali studi inerenti al tema. Le riflessioni conclusive, infine, riassumono i contenuti elaborati e offrono alcune prospettive in riferimento al significato e alla tipologia di terapia adatta al soggetto altamente sensibile.

The following dissertation explores the subject of hypersensitivity, meant as the personality trait that was discovered and studied from the theorising of psychotherapist and researcher Elaine Aron, from the 1990s to present days. The purpose of this paper revolves around the thesis that a better understanding of this subject could lead to revising the idea of sensitivity itself, contributing to the well-being of those in possession of this trait and thus of society in general. The methodology of work that has been used is based on bibliografic research and takes into account the main scientific publications, both national and international, on the subject. The research is developed in two sections: the first one contextualises all the theoretical fundamental aspects, providing a definition for the sensitivity and hypersensitivity constructs in their complexity, with specific attention to the neurobiological and genetic basis. In the second section, in addition to clarifying the meaning and implications of a trait-centered personality theory, the characteristics of this examined trait are analysed and the results of all main research studies on the subject are reported. In conclusion, final considerations resume the previously elaborated content and offer some prospect on the meaning and the most suitable type of therapy for the highly sensitive subject.

Lo stato limite secondo Jean Bergeret

Studente: Anna Maria Pistone 
Titolo tesi: Lo stato limite secondo Jean Bergeret
Docente relatore: Prof. Mario Magrini
Docente controrelatore: Prof.ssa Alessia Anello
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 07 ottobre 2020
Baccalaureato in: Psicologia dell'educazione

Lo stato limite si configura, per gran parte della letteratura scientifica, come un’entità clinica che si situa tra nevrosi e psicosi. È una condizione ad alta complessità che, al di là delle manifestazioni sintomatologiche e dei tentativi di inquadramento all’interno di una categoria nosologica, necessita di una profonda comprensione psicodinamica.
Il presente lavoro si propone, attraverso l’esposizione del modello di stato limite dello psicoanalista francese Jean Bergeret, non tanto di analizzare gli aspetti manifesti del comportamento, quanto di cogliere il funzionamento psichico sottostante a queste organizzazioni, la cui economia è caratterizzata da alcuni elementi peculiari. Il grado di maturazione dell’Io, il narcisismo, la relazione oggettuale, la natura dell’angoscia e i meccanismi di difesa utilizzati, sono alcuni dei fattori che possono fornire un importante contributo a una migliore comprensione di questa condizione, nella quale rientrano numerose varietà cliniche, con il fine di effettuare la scelta terapeutica più corretta.
Partendo da Freud e dall’esposizione dei suoi principi fondamentali del funzionamento psichico, si passerà attraverso la descrizione delle due grandi categorie psicopatologiche della nevrosi e della psicosi, per arrivare a delineare le due categorie strutturali stabili di personalità nevrotica e psicotica tra le quali, secondo il modello proposto, l’organizzazione limite si colloca come un’astrutturazione.

Most of scientific literature considers the borderline state as a clinical entity between neurosis and psychosis. It is a highly complex condition that, beyond the symptomatic manifestations and attempts to include it within a nosological category, requires a profound psychodynamic understanding. The aim of this work is to identify the psychic functioning underneath these organizations, whose economy is characterized by some peculiar elements, rather than to analyze the manifest aspects of behavior, and this is what the model of the borderline state by French psychoanalyst Jean Bergeret tries to do. The degree of ego development, the narcissism, the object relations, the nature of anxiety and the defense mechanisms used, are some of the factors that can make an important contribution to a better understanding of this condition, which includes many clinical varieties, in order to make the most correct therapeutic choice. Starting from Freud and the presentation of his fundamental principles of psychic functioning, we will pass through the description of the two great psychopathological categories of neurosis and psychosis in order to delineate the two stable structural categories of neurotic and psychotic personality, among which, according to the model proposed, the borderline organization lies without a fixed structure.

Famiglia e disabilità nel bambino: il cammino dalla diagnosi all'accettazione

Studente: Isabella  Nugnes
Titolo tesi: Famiglia e disabilità nel bambino: il cammino dalla diagnosi all'accettazione
Docente relatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 luglio 2020 
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Il presente lavoro di ricerca si articola attorno a due precisi focus di indagine, la famiglia e la disabilità del bambino, con il duplice obiettivo di comprendere le peculiarità dell’ambiente familiare e, al tempo stesso, descrivere una condizione clinica che, quando presente nel piccolo fin dalla sua infanzia, coinvolge la totalità della vita di genitori e fratelli. L’ipotesi che guida l’approfondimento dell’argomento è la seguente: i familiari, che convivono quotidianamente con la disabilità di un figlio o di un fratello, hanno la possibilità di accettare e adattarsi a tale condizione, sviluppando resilienze e strategie di coping, con atteggiamenti costruttivi, orientati alla progettualità e vivendo una vita piena e totalizzante dal punto di vista personale e sociale, nonostante le esperienze e le emozioni di dolore, fatica, sconforto che hanno sperimentato nel passato e che sentiranno anche nel futuro. La ricerca è suddivisa in tre sezioni: la prima descrive le dinamiche familiari, la seconda definisce il concetto di disabilità e di comunicazione della diagnosi, la terza, infine, è dedicata alla descrizione del percorso e delle possibilità che possiede la famiglia di accettare e adattarsi alla disabilità del bambino. Per confermare l’ipotesi viene costruita una bibliografia e una sitografia a partire da alcuni dei lavori scientifici della letteratura nazionale e internazionale: le ricerche dimostrano, infatti, che la famiglia ha la possibilità, dopo aver elaborato il lutto, di inserirsi in un percorso di crescita, diventando progettuale, senza cristallizzarsi nel dolore.

The present research work is articulated around two precise focuses of investigation, the family and the child's disability, with the dual objective of understanding the peculiarities of the family environment and, at the same time, describing a clinical condition that, when present in the child since childhood, involves the totality of the life of parents and siblings. The hypothesis that guides the study of the subject is the following: family members, living daily with the disability of a child or brother, have the possibility to accept and adapt to this condition, developing resilience and coping strategies, implementing constructive, project-oriented attitudes and living a full and totalizing life from a personal and social point of view, despite the experiences and emotions of pain, fatigue and discomfort that they have experienced in the past and that they will feel also in the future. The research is divided into three sections: the first describes family dynamics, the second defines the concept of disability and the communication of the diagnosis, the third, finally, is dedicated to the description of the path and the possibilities of the family to accept and adapt to the child's disability. In order to confirm the hypothesis, a bibliography and a sitography is constructed from some of the scientific works of national and international literature: the research shows, in fact, that the family has the possibility, after having elaborated the mourning, to enter a path of growth, becoming projectual, without crystallizing in pain.

Analisi psicodinamica del trauma migratorio e approccio terapeutico transculturale

Studente: Chiara Sperandio
Titolo tesi: Analisi psicodinamica del trauma migratorio e approccio terapeutico transculturale
Docente relatore: Prof.ssa Anna Pileri
Docente controrelatore: Prof.ssa Cinzia Poli
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 15 luglio 2020
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Nell’attuale società, e in particolare nel contesto italiano, caratterizzato ormai da tempo da un crescente flusso migratorio, si ritiene opportuno pensare a nuovi interventi e a setting terapeutici differenti che diano la possibilità allo psicologo di incontrare il migrante uscendo dalle più convenzionali e classiche modalità terapeutiche. A tale proposito il presente elaborato intende porre l’accento sugli aspetti culturali e sull’esperienza migratoria considerandoli elementi cardine da cui partire in ogni processo terapeutico che miri al benessere della persona migrante. Studi e ricerche, approfonditi nel presente contributo, mettono in evidenza come la persona che vive un’esperienza migratoria complessa potrebbe essere potenzialmente esposta ad un trauma, trovandosi ad esempio costretta a dover fronteggiare un’importante situazione di ambivalenza tra un prima e un dopo, che potrebbe ripercuotersi anche nelle generazioni future. Ecco dunque che, per incontrare l’“Altro” all’interno di un setting terapeutico, occorre tener conto della possibilità di interagire con un paziente con una formazione culturale e con abitudini e dinamiche relazionali dissimili da quelle occidentali. Inoltre, è importante considerare non solo l’aspetto politico, giuridico o di prime e necessarie cure fisiche, ma anche e soprattutto di quelle psicologiche, riuscendo a creare uno spazio nel quale egli si senta riconosciuto, compreso e libero di esprimersi. Viene quindi presentato l’approccio di cura transculturale con cui Marie Rose Moro e colleghi operano, da anni e con successo, all’interno dell’Ospedale di Avicenne a Parigi come auspicio di buona teoria e pratica con la quale poter operare anche nel nostro Paese nei vari contesti multiculturali.

In the current society, especially in the Italian context, characterized by an increasing migratory flow, it is necessary to think about new interventions and different therapeutic settings that give at the psychologist the possibility to meet the migrant, going out from the most classical and conventional approaches. This thesis focuses on cultural aspects and on the migratory experience as key elements from which starting in every therapeutic process established for the migrant wellbeing. Studies and researches here reported highlight as a person who lives a complex migratory experience could be potentially exposed to a trauma, for example the person has to face an ex ante and ex post ambivalent situation, and this could be present also in the future generations. To meet the “other” inside a therapeutic setting is necessary to keep in mind the possibility of interactions with a patient with a cultural education and relational habitudes different from the western ones. Moreover, it is important to consider not only the political, judicial or first aid aspects but especially the psychological ones, to create a space where he is recognized, understood and free to verbalize. It is presented the Marie Rose Moro cultural approach, whit which she and her collogues operate at the Avicenne Hospital in Paris and this approach hopefully could be used as a good practice and theory even in Italy in the multicultural contexts.

Unità mente-corpo: le implicazioni e gli effetti della relazione tra attenzione ed emozione

Studente: Gabrieli Sara
Titolo tesi: Unità mente-corpo: le implicazioni e gli effetti della relazione tra attenzione ed emozione
Docente relatore: Prof.ssa Marcella Bounous
Docente controrelatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 15 luglio 2020
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

La seguente trattazione afferisce alla materia di psicologia generale, sintetizzandone due argomenti cardine quali l’attenzione e l’emozione, valutando le implicazioni e gli effetti che l’una comporta all’altra e viceversa. L’obiettivo è quello di superare la concezione dualistica che vede scisse le emozioni dalla cognizione, comprovando che esse sono due dimensioni che collaborano, affinché il soggetto si adatti adeguatamente all’ambiente che lo circonda. Grazie all’utilizzo di una metodologia di lavoro volta all’approfondimento bibliografico delle principali teorie psicologiche e neuroscientifiche, si è cercato di dimostrare l’ipotesi secondo cui esiste un’interrelazione tra attenzione ed emozione, poiché l’emozione non funge da distrattore, che intacca il funzionamento dei livelli superiori di elaborazione cognitiva cerebrale, ma si presenta come guida, che dirige e influenza l’attenzione in modo prioritario verso target rilevanti per il riassestamento dell’equilibrio psicofisico dell’organismo. La ricerca, che si articola in quattro capitoli, inizia da una premessa con cui si vuole sfatare il mito della ragione pura e del dualismo cognizione-emozione; prosegue attraverso la disamina dello stato dell’arte delle teorie dell’attenzione prima, e quelle dell’emozione poi; e si conclude, dopo averne esposto i presupposti, con l’analisi del loro rapporto reciproco, confermandone, in conclusione, l’effettiva relazione integrata. Mediante una consapevolezza sempre maggiore dell’integrità dell’organismo umano e di tutte le sue componenti, sarà possibile ampliarne la conoscenza e conseguentemente migliorare il benessere della persona.

The following discussion relates to the subject of general psychology, summarizing two key topics such as attention and emotion, evaluating the implications and the effects that one has on the other. The research aims at overcoming the dualistic conception that sees emotions separated from cognition, proving that they are two dimensions that work together so that the subject adapts adequately to the environment around him. By means of the use of a working methodology aimed at deepening the bibliography of the main psychological and neuroscientific theories, the discussion tries to demonstrate the hypothesis that there is an interrelation between attention and emotion, since emotion does not act as a distractor that affects the functioning of the higher levels of cerebral cognitive processing, but rather presents itself as a guide that directs and influences attention in a priority way towards targets that are relevant to the reestablishment of the organism’s psychophysical balance. !The research, which is divided into four chapters, starts from a premise that aims at dispelling the myth of pure reason and the dualism of cognition-emotion; it continues by examining the theories of attention’s state of the art as well as those of emotion; and it ends, after having set out the assumptions, with the analysis of their mutual relationship, confirming, in conclusion, the actual integrated relationship. Through an ever-increasing awareness of the integrity of the human organism and all its components, it will be possible to broaden the concerning knowledge and consequently improve the person’s well-being.

La memoria imperfetta: Fattori esterni e differenze individuali nelle distorsioni di memoria

Studente: Francesca Masut
Titolo tesi: La memoria imperfetta: Fattori esterni e differenze individuali nelle distorsioni di memoria
Docente relatore: Prof. Fabio Benatti
Docente controrelatore: Prof. Marco Monzani
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro 
Data discussione tesi: 14 luglio 2020
Laurea Triennale Internazionale in:  Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto riguarda il fenomeno delle distorsioni mnestiche e delle false memorie. L’obiettivo di questa tesi è di evidenziare i fattori esterni ed interni che influenzano gli errori di memoria. L’ipotesi di partenza è quella che, sia nella ricerca, che nell’applicazione pratica nell’ambito giudiziario, le variabili maggiormente analizzate siano relative ai fattori esterni, mentre vi è minore considerazione dei fattori soggettivi. La tesi è di tipo compilativo ed è caratterizzata da un approfondimento bibliografico sia delle ricerche internazionali, sia delle applicazioni nel contesto giuridico italiano. La tesi si struttura in tre capitoli: nel primo si descrive il funzionamento mnestico, in particolare in relazione alla memoria episodica e autobiografica, e vengono analizzati i principali modelli teorici; nel secondo viene spiegato il fenomeno delle false memorie e sono considerati i principali paradigmi sperimentali per l’indagine dei fattori esterni e interni influenti nel processo di distorsione mnestica; l’ultimo capitolo indaga l’attuale contesto giuridico italiano in relazione all’assunzione di linee guida conseguenti ai dati emersi dalla ricerca scientifica della psicologia della testimonianza. Sono, infine, descritte le possibilità di ampliamento delle ricerche con l’auspicio di un’integrazione ancora maggiore fra psicologia e giurisprudenza.

The topic chosen for this essay deals with the phenomenon of distorted and false memories. The purpose of this work is to highlight external and internal agents, which influence memory mistakes: this is the main question that we will attempt to solve. The starting hypothesis is that, both in current and past researches and in the judicial applications, there is generally a more in-depth analysis of the external factors, compared to the investigation of how subjective elements affect memory mistakes. This research is divided into three chapters: the first one describes the main theoretical models and the process related to the episodic and autobiographical memory; the second one deals with the false memory effect and takes into account the main experimental paradigms, analysing both external and internal agents related to the process of memory distortion; the latter puts into context the current Italian judicial system, analysing how the current guidelines are the result of the scientific researches in the field of psychology of testimony, and as of that if there is a discrepancy in the relevancy of internal and external factors. Finally, we will discuss the implications and the possibility of further researches, with a glance to the positive outcome of an increased collaboration and integration between the two fields of psychology and law studies.

La memoria nel bambino: valutazione dell'idoneità testimoniale e strategie di intervento per la raccolta  della testimonianza infantile

Studente: Alessia Carraro
Titolo tesi:  La memoria nel bambino: valutazione dell'idoneità testimoniale e strategie di intervento per la raccolta  della testimonianza infantile
Docente relatore: Prof. Fabio Benatti
Docente controrelatore: Prof. Marco Monzani
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro 
Data discussione tesi: 14 luglio 2020
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte attorno al tema della memoria e della testimonianza infantile. L’obiettivo di questo lavoro è lo studio dello sviluppo della memoria nel bambino, con la prospettiva di analizzare alcune strategie di intervento per prevenire eventuali complicazioni nella raccolta delle testimonianze infantili. Si è partiti dagli importanti sviluppi recenti sullo studio della memoria potenzialmente applicabili anche allo studio della testimonianza infantile, che tende sempre più ad essere utilizzata come prova nei processi giudiziari.
La ricerca è stata condotta secondo una metodologia di lavoro che ha comportato un approfondimento bibliografico nelle suddette aree tematiche ed è articolata in tre capitoli.
La prima sezione è dedicata alla ricerca bibliografica sullo sviluppo della memoria nei bambini, studiandone i principi e l’ontogenesi. Nella seconda sezione si approfondisce la memoria autobiografica prendendo in considerazione varie teorie. Nella terza e ultima sezione ci si focalizza sulla valutazione dell'idoneità testimoniale e sulle strategie per la raccolta delle testimonianze infantili, alla luce degli aspetti precedentemente esaminati in merito alla memoria infantile.

The chosen topic addresses the theme of memory and child witness. The study of the development of memory in the child is the objective of this work, with the perspective to analyze some intervention strategies to prevent any complications in the collection of children testimonies. The analysis started from the important recent developments on the study of memory potentially applicable also to the study of childhood witness, which tends increasingly to be used as evidence in judicial processes. The research was carried out according to a work methodology which involved a bibliographical study in the aforementioned thematic areas and is divided into three chapters.
The first section is dedicated to bibliographic research on the development of memory in children, studying its rudiments and ontogenesis. The second section scoop out the autobiographical memory by taking into consideration various theories. In the third and final section the focus is on the assessment of testimonial suitability and strategies for the collection of childhood testimonies, in the light of the aspects previously examined regarding childhood memory.