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Musica e fonologia l’educazione musicale a sostegno dello sviluppo fonologico

Studente: Manuela Granzotto
Titolo tesiMusica e fonologia l’educazione musicale a sostegno dello sviluppo fonologico
Docente relatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Docente controrelatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 21 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte attorno all’importanza dell’educazione musicale a sostegno della competenza fonologica nella fascia d’età della scuola dell’infanzia. Nella prima parte della ricerca vengono ripercorse le tappe dello sviluppo del linguaggio e parallelamente quelle dello sviluppo delle competenze musicali nel bambino. Il lavoro prosegue con l’analisi delle differenze e delle somiglianze che ci sono tra i due sistemi musica e linguaggio. Nella terza parte, infine, si affronta l’importanza della didattica musicale per favorire l’apprendimento linguistico e vengono presentate delle proposte operative per le tre fasce d’età riguardanti: lo sviluppo lessicale, la discriminazione uditiva, la produzione, l’articolazione ed il potenziamento fonologico.

The topic chosen revolves around the importance of music education in support of phonological competence in the age of Infant School. In the first part of the research the stages of language development are retraced and in parallel those of the development of musical skills in the child. The work continues with the analysis of the differences and similarities between the two systems, music and language. Finally, the third part deals with the importance of music education to promote language learning and operational proposals are presented for the three age groups concerning: lexical development, auditory discrimination, production, articulation and strengthening phonological.

Robert Schumann, uno sguardo fenomenologico sulla malattia mentale del compositore. Una vita in bilico tra leader e abissi

Studente: Caterina Sambugaro
Titolo tesiRobert Schumann, uno sguardo fenomenologico sulla malattia mentale del compositore. Una vita in bilico tra leader e abissi
Docente relatore: Prof. Renato Lalli
Docente controrelatore: Prof.ssa Alessia Anello
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 16 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

La ricerca analizza la biografia di Robert Schumann, compositore di rilievo del Romanticismo europeo, addentrandosi nel suo sofferto percorso umano ed artistico segnato dalla malattia psichica; nel contempo tenta di esplorare il binomio genio-follia che si estrinseca in modo particolare attraverso l’arte. La stesura tiene sullo sfondo come punto di riferimento il paradigma dell’ osservazione fenomenologica. Nel primo capitolo verranno esposte le possibili correlazioni tra malattia psichica e arte, si espliciteranno le tesi di K. Jasper, E. Minkowski e L. Binswanger sulle dinamiche malinconiche e maniacali, per passare poi nei capitoli successivi all’analisi del caso clinico utilizzando la diagnosi della tripla clessidra: nosografica, fenomenologica, psicodinamica. A fare da guida a questa stesura gli scritti di Schumann, le testimonianze, i diari, la composizione musicale, il lavoro attento dei biografi. 

The research analyzes the biography of Robert Schumann, a prominent composer of European Romanticism, entering his suffered human and artistic path marked by psychic illness; at the same time he tries to explore the genius-madness binomial that is expressed in particular way through art. The drawing keeps the paradigm of phenomenological observation in the background as a reference point. In the first chapter the possible correlations between the mental illness and art will be exposed; the theses of K. Jasper, E. Minkowski and L. Binswanger on the melancholic and manic dynamics will be explained, to then pass to the chapters following the analysis of the clinical case using the diagnosis of the triple hourglass: nosographic, phenomenological, psychodynamic. Schumann’s writings, testimonies, diaries, musical composition, and the careful work of biographers act as guides for this draft.

Questioni epistemologiche in psicopatologia a proposito di mappe e realtà

Studente: Tiberia Pavan
Titolo tesiQuestioni epistemologiche in psicopatologia a proposito di mappe e realtà
Docente relatore: Prof. Renato Lalli
Docente controrelatore: Prof.ssa Alessia Anello
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 16 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Le questioni epistemologiche hanno da sempre costituito un argomento di interesse per chi si accinge a studiare una nuova disciplina o desidera conoscerne la storia. L’epistemologia indaga intorno alla struttura e ai metodi delle scienze, riguardo anche ai problemi del loro sviluppo e della loro interazione. Può riferirsi all’analisi critica dei fondamenti di singole discipline. In questo senso, lo scopo del lavoro è di indagare sui diversi approcci in psicopatologia che hanno portato a diagnosi e cure differenziate in base ai fondamenti assunti da tali prospettive. La ricerca si articola in tre parti. La prima indaga sulla semantica di alcuni termini inerenti la psicopatologia, quali segni, sintomi, malattia, patologia e normalità. Spiega la semantica del termine epistemologia e gli ambiti di applicazione in riferimento alla psicopatologia e alla psichiatria. Illustra, inoltre, la formazione dei sintomi mentali e il loro significato. La seconda parte presenta la diversità di approcci in psicopatologia (approccio descrittivo empirico-naturalistico o categoriale, approccio fenomenologico descrittivo e genetico, approccio interpretativo o strutturale), le cosiddette mappe di lettura e i differenti modelli che ne conseguono. La terza parte indaga su cosa significa fare diagnosi e presenta i manuali diagnostici oggigiorno utilizzati dalla psichiatria. Il modello integrato viene indicato come possibilità da praticare.

Epistemological issues have always been a topic of interest for those who are about to study a new discipline or want to know its history. Epistemology investigates the structure and methods of science, also concerning the problems of their development and their interaction. It can refer to the critical analysis of the fundamentals of individual disciplines. In this sense, the aim of the work is to investigate the different approaches in psychopathology that have led to differentiated diagnosis according to the fundamentals assumed by these perspectives. The research is divided into three parts. The first investigates the semantics of some terms related to psychopathology, such as signs, symptoms, disease, pathology and normality. It explains the semantics of the term epistemology and the fields of application with reference to psychopathology and psychiatry. It also illustrates the formation of mental symptoms and their meaning. The second part presents the diversity of approaches in psychopathology (empirical-naturalistic or categorical descriptive approach, descriptive and genetic phenomenological approach, interpretative or structural approach), the socalled reading maps and the different models that follow. The third part investigates what diagnosing means and presents the diagnostic manuals used today by psychiatry. The integrated model is indicated as a possibility to practice.

Le famiglie ricomposte: sfida verso una ritrovata generatività

StudenteMarostegan Cinzia
Titolo tesiLe famiglie ricomposte: sfida verso una ritrovata generatività
Docente relatore: Prof. Marco Ballico
Docente controrelatore: Prof. Lieta Dal Mas
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 15 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Nel quadro delle grandi trasformazioni del modello famigliare che si sono compiute dagli anni ’70 ad oggi, la famiglia ricomposta è un’esperienza che sta crescendo sempre più in termini di numerosità e che sempre maggiormente sta arrivando negli studi degli psicoterapeuti, dei mediatori famigliari e altri specialisti della relazione. Come rispecchiamento dei repentini cambiamenti socio-culturali, essa richiede una riflessione specifica perché specifiche sono le sue caratteristiche. 
Il presente lavoro nasce dallo studio e dall’approfondimento dei principali autori che sulla scena internazionale e italiana si sono occupati in maniera specifica della famiglia ricomposta; in particolar modo, si fa riferimento alle ricerche di Scott Browning, di Patricia Papernow, di Ondina Greco, Marcellino Vetere, Vittorio Cigoli ed Eugenia Scabini.  La famiglia ricomposta viene descritta nelle sue peculiari caratteristiche, analizzando le sfide che si trova ad affrontare ed evidenziando quali possibili risorse abbia a disposizione per vincere la scommessa della ricomposizione; dove vincere significa ritrovare il potere generativo del nuovo famigliare.  L’analisi avviene all’interno del modello relazionale simbolico proposto da Scabini e Cigoli, che vede la famiglia come sistema unitas multiplex basato sui pilastri della relazione come vincolo e interazione tra i componenti, della transizione attraverso i cicli di vita e della generatività come scambio tra le generazioni; una famiglia organizzata sulle tre differenze di genere, generazione e stirpe, che trova la propria matrice di senso nelle qualità di fiducia, giustizia e speranza, e che dinamicamente si muove in un continuo dare, ricevere e ricambiare.  In fine, il lavoro include la descrizione di alcune pratiche e strategie terapeutiche sperimentate negli ultimi vent’anni e rivelatesi efficaci nel trattamento della famiglia ricomposta. 

In the context of the great transformations of the family model that have taken place since the 1970s, the stepfamily is an experience that is growing more and more in terms of number and that is increasingly coming to the offices of psychotherapists, family mediators and others relationship specialists. As a reflection of the sudden socio-cultural changes, it requires specific reflection because its characteristics are specific. 
This work is born from the study and the in-depth analysis of the main authors that on the international and Italian scene have dealt specifically with the stepfamily; in particular, reference is made to the research of Scott Browning, Patricia Papernow, Ondina Greco, Marcellino Vetere, Vittorio Cigoli and Eugenia Scabini.  The stepfamily is described in its peculiar characteristics, analyzing the challenges it faces and highlighting what possible resources it has available to win the bet of re-composition; where to win means rediscovering the generative power of the new family member.  The analysis takes place within the symbolic relational model proposed by Scabini and Cigoli, which sees the family as a unitas multiplex system based on the pillars of the relationship as a bond and interaction between the components, of the transition through life cycles and generativity as an exchange between generations; a family organized on the three differences of gender, generation and lineage, which finds its own matrix of meaning in the qualities of trust, justice and hope, and which dynamically moves between a continuous giving, receiving and reciprocating.  At the end, the work deals with the description of some practices and therapeutic strategies tested over the last twenty years and proved to be effective in the treatment of the stepfamily. 

Il cane: un terapeuta non giudicante. Incontro tra la teoria di Carl Rogers e gli Interventi Assistiti con gli Animali

Studente: Claudia Salvagno
Titolo tesiIl cane: un terapeuta non giudicante. Incontro tra la teoria di Carl Rogers e gli Interventi Assistiti con gli Animali
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Lara Fressini
Data discussione tesi: 14 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento oggetto di questo lavoro verte su una riflessione comparativa a proposito della teoria di Carl Rogers applicata alla consulenza e degli Interventi Assistiti con gli Animali. L’ipotesi di partenza riguarda un possibile impiego degli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) nell’ambito della consulenza come competenza specifica dello psicologo, intesa in un’ottica di matrice rogersiana (consulenza centrata sul cliente), considerando i benefici già noti e scientificamente provati che questo tipo di intervento comporta. In particolare, l’ipotesi sulla quale si basa il lavoro è che l’utilizzo di animali (nel caso specifico, del cane) all’interno della consulenza ad orientamento rogersiano possa apportare notevoli benefici al cliente grazie alla presenza, nell’animale, delle caratteristiche del consulente individuate come fondamentali per il buon esito della consulenza. La metodologia adottata in questo lavoro ha comportato un approfondimento bibliografico di fonti scientifiche e autorevoli nell’ambito della teoria rogersiana e degli IAA, e si articola in tre sezioni. Nella prima si presenta la teoria di Carl Rogers, con riferimento alle sue origini, caratteristiche e applicazioni pratiche nel modello del colloquio intenzionale (modello di Ivey, Bradford Ivey e Zalaquett), la seconda si focalizza sugli IAA, le aree di intervento e i benefici derivanti dalla loro applicazione, la terza, infine, analizzando degli studi e confrontando le caratteristiche del consulente e dell’animale, conferma l’utilità di un intervento di IAA in contesti di consulenza.

The chosen topic in this work focuses on a comparative reflection about Carl Rogers’ theory applied to counseling and Animal Assisted Interventions. The thesis presented in this paper concerns the possible use of Animal Assisted Interventions (AAI) in the setting of counseling as a specific competence of psychologists, applying Rogers’ perspective (client centered counseling) while considering the already well-known and scientifically proven benefits that this kind of intervention can bring. More specifically, it was assumed that using animals (dogs, in this particular case) in the context of a counseling intervention based on Rogers’ view can produce remarkable benefits to clients, thanks to the presence in the animal of the counselor’s fundamental features for effective and successful counseling. This work required research consisting in in-depth analysis of book references and scientific, authoritative sources in the field of Roger’s theory and AAI, and is structured into three sections. The first one explores the main aspects of Rogers’ theory, its origins, characteristics and practical applications in the context of intentional counseling (according to Ivey, Bradford Ivey and Zalaquett), the second one concentrates on AAI, their most popular uses and the benefits coming from their employment; the third, finally, examines studies and compares the features of both AAI trained dogs and counselors, confirming the usefulness of an AAI intervention in counseling settings.


Scegliere a tredici anni la propria carriera: uno sguardo sulle ragioni per cui é prematuro

Studente: Francesca Maria Traniello
Titolo tesi: Scegliere a tredici anni la propria carriera: uno sguardo sulle ragioni per cui é prematuro
Docente relatore: Prof. Annalisa Isdraele Romano
Docente controrelatore: Prof. Ferruccio Cavallin
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 12 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Insegnanti, genitori e psicologi dell’orientamento sono convinti che i ragazzi a tredici anni non siano in grado di compiere scelte consapevoli. In questo lavoro, attraverso la raccolta di contributi presenti in letteratura, si indagano le ragioni per cui tale pensiero è corretto. Nel contesto della situazione di vita dei preadolescenti e in riferimento all’orientamento vocazionale, vengono considerate le fasi del processo decisionale e lo sviluppo delle capacità mentali – come il pensiero astratto, le funzioni esecutive e l’autoefficacia – necessarie in tale processo; inoltre si sa che la personalità, le attitudini, gli interessi, le motivazioni, i valori e gli obiettivi di vita sono ancora in via di chiarificazione e stabilizzazione. Come ulteriore conferma, il diritto considera i ragazzi al di sotto dei quattordici anni come ‘incapaci di pienamente intendere e volere’, e la sociologia evidenzia come la famiglia attuale tenda a non favorire la responsabilizzazione dei figli, mentre la pedagogia descrive il ruolo dei genitori nel sostenere i loro figli nel percorso scolastico e indica alcuni obiettivi che dovrebbero ispirare l’azione educativa. Nell’organizzazione della scuola italiana l’orientamento è piuttosto un’intenzione dichiarata a parole che una pratica, come dimostrato dall’elevata dispersione.

Teachers, parents and guidance psychologists believe that young adolescents thirteen years old are not able to make conscious choices. In this dissertation the reasons why this believe is correct are explored, through the contributions present in literature. The phases of the decisional process and mental-abilities development – such as the abstract thoughts, the executive functions and self-efficacy – in relation to the pre-adolescence life situation context and referring to the vocational guidance, which are necessary in the decision-making process, are considered. Moreover, personality, disposition, interests, motivations, moral values and life purposes are still to be clarified and stabilized. Further validation is given by the law, which considers kids under the age of fourteen as not competent, while sociology highlights how contemporary families tend not to encourage son’s responsibilities. For what concerns pedagogy, the parent’s role supporting their children in their education process is described and some purposes that should inspire the educational action are suggested. In Italian school organization guidance is more a declared action, than an actual one, as proven by the wide school dropout. 

L’orientamento nella scuola secondaria di secondo grado una micro indagine esplorativa

StudenteAzzurrini Cinzia
Titolo tesiL’orientamento nella scuola secondaria di secondo grado una micro indagine esplorativa
Docente relatore: Prof.ssa Annalisa Isdraele Romano
Docente controrelatore: Prof. Ferruccio Cavallin
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 12 ottobre 019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Il presente lavoro si occupa di Orientamento nella Scuola secondaria di secondo grado dal punto di vista della relazione fra la normativa in materia, i nuovi modelli teorici e l’applicazione in contesto educativo. L’ipotesi iniziale del progetto di ricerca riguarda l’esistenza di uno scollamento tra i percorsi per l’Orientamento secondo la nuova visione lifelong e lifewide descritta in letteratura e il suo effettivo stato di attuazione nella scuola. Allo scopo di verificare o meno tale ipotesi è stata realizzata una micro indagine esplorativa con l’utilizzo di un questionario di rilevazione, somministrato a docenti e genitori, che ha consentito di raccogliere dati significativi sia sullo stato dell’arte dell’Orientamento sia sulla salute generale del sistema scuola. Una presentazione dettagliata dell’indagine e dello strumento utilizzato, nonché dell’analisi dei dati e dei risultati emersi è oggetto di trattazione del terzo capitolo. Nel primo, invece, si parte da una ricognizione storica delle definizioni e del concetto di Orientamento dall’inizio del ventesimo secolo ad oggi e si passa poi in rassegna la normativa principale di riferimento, con focus particolare sulle Linee Guida del 2014. Nel secondo capitolo si delineano i tratti principali dei più attuali modelli teorici di riferimento e ci si concentra poi sulla situazione effettiva della scuola secondaria di secondo grado, dal punto di vista delle teorie applicabili, degli obiettivi da raggiungere e delle buone prassi già messe in campo. Gli esiti dell’indagine confermano l’ipotesi di una diffusione ancora non capillare di azioni di Orientamento in prospettiva olistica, pur rilevando la presenza di esperienze positive e di una generale sensibilità al cambiamento e al miglioramento da parte del sistema.

The dissertation deals with vocational guidance interventions in high school considering the relationship between law, new theoretical developments and their use in educational context. The initial hypothesis of the research is that there could be a distance between the recent lifelong-lifewide theoretical approaches and their real and proper implementation at school. The hypothesis has been checked by conducting a pilot study, in which teachers and parents were asked to fill in a questionnaire, that provided significant data on both general school situation and vocational guidance. The third chapter presents in detail the whole survey, including method, sample, tool, data and results analysis. The first chapter examines the historic evolution of concept definitions of vocational guidance and even the national and UE legislation. The second one outlines the main features of the most recent vocational guidance theories and focuses then on the real situation in Italian high school of the territory, including aims, the required skills and even the current best practice. Finally the results of this study demonstrate that good practice of a new olistic vision of vocational guidance exists in the school system but still isn’t widely spread. There are however positive applied experiences and a generally open attitude towards change and improvement.

Il fenomeno dei pantaloni strappati: moda o “devianza culturale”? studio preliminare

Studente: Elisa Alessandra Caterina Carrara
Titolo tesiIl fenomeno dei pantaloni strappati: moda o “devianza culturale”? studio preliminare
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 20 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte attorno a una tematica ad oggi ancora poco studiata: il fenomeno di costume dei pantaloni strappati che sta a cavallo tra la psicologia della moda, lo studio delle subculture e gli aspetti “Mainstream” che caratterizzano le scelte giovanili. L’obiettivo è stato quello di indagare l’opinione sull’utilizzo dei pantaloni strappati cercando di individuare segnali, pregiudizi e significati relazionali che l’abbigliamento giovanile può fornire nelle fasce più vicine: ragazzi dai 20 ai 24 anni. La ricerca è stata condotta tramite la somministrazione di un questionario a 136 studenti della facoltà di psicologia di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Il tutto è articolato in tre sezioni: nella prima si inquadrano le principali teorie attorno al tema della moda e delle sottoculture (con specifici riferimenti a quella gotica) in relazione allo stadio di sviluppo adolescenziale, successivamente vengono analizzati i quattro costrutti che hanno contribuito alla costruzione del questionario mentre nella terza parte è stata riportata la procedura di somministrazione, l’analisi e la discussione dei dati emersi per finire con alcune considerazioni psicopedagogiche sul fenomeno.

The chosen topic deals with a subject that is little studied still today: the ripped jeans fashion phenomenon, among fashion psychology, the study of the subcultures and the mainstream aspects that influence youngster’s choices. The objective was to look into the opinion on the use of ripped jeans trying to identify sings, prejudices and relational meanings that the young clothing can provide to youngsters from 20 to 24 years of age. This research has been conducted via survey, which has been given to 136 students of the Faculty of Psychology, between 20 and 30 years of age. The whole work has been divided into three sections. The first section explores the context of major theories on fashion and subcultures (with specific reference to Gothic) related to adolescents’ development stage. Later the four construct that have lead to the creation of the survey have been analysed. The last section of this research displays the procedure regarding the survey, the analysis and the discussion of data. To conclude, some psyco-pedagogic considerations on the phenomenon.

Dalla parte dei minori. Tre chiavi di lettura su minori vittime di alienazione e violenza assistita

Studente: Chiara Gaffo
Titolo tesiDalla parte dei minori. Tre chiavi di lettura su minori vittime di alienazione e violenza assistita
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof.ssa Maria Angela Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Salvatore Capodieci
Data discussione tesi: 20 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Il seguente elaborato definisce e analizza i fenomeni della Sindrome di Alienazione Parentale (PAS) e della violenza assistita alla luce di tre chiavi di lettura differenti, ma tra loro correlate e intrecciate: psicologica, giuridica e criminologica-vittimologica. L’obiettivo fondamentale è quello di portare evidenze da parte di tutti e tre i punti di vista al fine di avvalorare scientificamente l’esistenza e l’importanza del riconoscimento dei due fenomeni, tanto a livello psicologico quanto a livello giuridico, e di conseguenza vittimologico, in quanto ancora oggi si incontrano autori negazionisti nei confronti della PAS e “passivisti” nei confronti della violenza assistita. L’identificazione delle due forme di violenza e l’inserimento di esse all’interno del DSM-5 e del Codice Penale aiuterebbe sicuramente un maggior riconoscimento delle principali vittime di questi fenomeni analizzati all’interno della seguente tesi: i minori vittime di abusi e maltrattamenti da parte dei propri genitori. La metodologia seguita per la stesura dell’elaborato si è avvalsa di fonti bibliografiche criticate in quanto prove a sostegno della tesi: l’autore di partenza per l’analisi della PAS è Gardner, a sostegno della violenza assistita il CISMAI. La teoria di riferimento è quella sistemico-relazionale e ci saranno contribuiti fondamentali presi dal Codice Penale. Entrambe le evidenze scientifiche hanno aiutato a portare prove a favore della tesi e a validare l’esistenza tanto della PAS quanto della violenza assistita in campo psicologico-psicopatologico e giuridico, portando così il proprio contributo a sostegno per il riconoscimento dei minori vittime di questi due reati.

The following paper will define and analyse the phenomena of Parental Alienation Syndrome (PAS) and witnessing violence in the light of three different, while correlated interpretations: the psychological one, the juridical one and the criminological-victimological one. The paper’s main aim is to offer supporting scientific evidence from all three approaches to prove the existence and need for recognition of the two phenomena, both on psychological and legal aspects and, as a result, that of victimization, mindful of the fact that even today, there are authors who deny PAS, questioning its validity, and “passivists” experts in front of witnessing violence.
Identification of the two forms of violence and including them within the DSM-5 and Penal Code would certainly go far towards greater recognition for the main victims of abuse and ill-treatment by their own parents, namely minors who are the main victims of these phenomena which will be analysed thesis. The methodology employed in writing this paper has made use of bibliographic sources upheld as supporting evidence for the thesis, beginning primarily with Gardner, author of the PAS analysis theory, and CISMAI in support of assisted violence.
The chosen theory of reference is that of a systemic-relational approach, alongside important contributions taken from the Penal Code. Both scientific sources have helped to outline proof in favour of the thesis and to endorse the existence of PAS as well as witnessing violence in the psychological-psychopathological and juridical fields, carrying their contribute that hold up and strengthened the identification of the minors victims of these two crimes.

La logoterapia e la sua utilità nel superamento di gravi traumi

StudenteAnna Chiara Losso 
Titolo tesiLa logoterapia e la sua utilità nel  superamento di gravi traumi
Docente relatore: Prof.ssa Luisa Perotti
Docente controrelatore: Prof.ssa Sonia Marcon
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 18 lluglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte attorno agli ambiti della logoterapia di Viktor Frankl e dell’analisi esistenziale. L’obiettivo principale dell’elaborato è infatti quello di dimostrare l’utilità delle teorie e delle tecniche logoterapeutiche nel superamento di gravi traumi. La ricerca è portata avanti attraverso un procedimento di approfondimento bibliografico sulla logoterapia attuato mediante lo studio di diversi manuali del suo ideatore. Il primo capitolo è dedicato alla contestualizzazione del tema scelto nella contemporaneità, alla sua nascita e al suo sviluppo nel tempo. La seconda sezione ha invece il fine di esporre le basi teoriche e filosofiche dell’approccio logoterapeutico, comparandolo a quello delle scuole di psicoterapia e di psicologia individuali ad esso precedenti. L’ultima parte dell’elaborato, infine, è dedicata all’applicazione sperimentale di quanto già esposto attraverso l’analisi prima del best-seller di Frankl “L’uomo in cerca di senso. Uno psicologo nei lager e altri scritti inediti”, dopo di una serie di ricerche scientifiche eseguite in vari ambiti: “Ricerca di senso nella malattia oncologica: l’esperienza dei gruppi di Logoterapia e analisi esistenziale” di Luciana Murru e collaboratori; “Logotherapy as an Adjunctive Treatment for Chronic Combat-related PTSD: A Meaning-based Intervention” di Steven M. Southwick e collaboratori; “The Effect of Group Therapy Based on Logotherapy on Love Trauma Syndrome”, di F. Dehkoda e A. Popal. È dunque in questa ultima sezione, sviluppata sulle basi poste da quelle precedenti, che è verificata la tesi scelta.

The topic of interest revolves around two main areas: Viktor Frankl’s logotherapy and the existential analysis. This script aims to demonstrate the utility of logotherapy’s theories and techniques in order to overcome severe traumas. The research is carried out through a process of bibliographic analysis on logotherapy realized by studying different manuals of the same creator. The first chapter is dedicated to the contextualization of the chosen theme in the contemporary world, to its birth and its development over time. The second section, instead, proposes to explain the theoretical and philosophical bases of the logotherapeutic approach comparing it to its predecessors: the psychotherapy school’s method and to individual psychology. The last part of the paper, finally, is dedicated to the experimental application of the above through the analysis of Frankl’s best-seller “L’uomo in cerca di senso. Uno psicologo nei lager e altri scritti inediti” and of some research conducted in several areas: “Ricerca di senso nella malattia oncologica: l’esperienza dei gruppi di Logoterapia e analisi esistenziale” by Luciana Murru e collaboratori; “Logotherapy as an Adjunctive Treatment for Chronic Combat-related PTSD: A Meaning-based Intervention” by Steven M. Southwick e collaboratori; “The Effect of Group Therapy Based on Logotherapy on Love Trauma Syndrome”, by F. Dehkoda and A. Popal. It is therefore in this last section, developed on previous ones, that the thesis is verified.