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Il cane: un terapeuta non giudicante. Incontro tra la teoria di Carl Rogers e gli Interventi Assistiti con gli Animali

Studente: Claudia Salvagno
Titolo tesiIl cane: un terapeuta non giudicante. Incontro tra la teoria di Carl Rogers e gli Interventi Assistiti con gli Animali
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Lara Fressini
Data discussione tesi: 14 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento oggetto di questo lavoro verte su una riflessione comparativa a proposito della teoria di Carl Rogers applicata alla consulenza e degli Interventi Assistiti con gli Animali. L’ipotesi di partenza riguarda un possibile impiego degli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) nell’ambito della consulenza come competenza specifica dello psicologo, intesa in un’ottica di matrice rogersiana (consulenza centrata sul cliente), considerando i benefici già noti e scientificamente provati che questo tipo di intervento comporta. In particolare, l’ipotesi sulla quale si basa il lavoro è che l’utilizzo di animali (nel caso specifico, del cane) all’interno della consulenza ad orientamento rogersiano possa apportare notevoli benefici al cliente grazie alla presenza, nell’animale, delle caratteristiche del consulente individuate come fondamentali per il buon esito della consulenza. La metodologia adottata in questo lavoro ha comportato un approfondimento bibliografico di fonti scientifiche e autorevoli nell’ambito della teoria rogersiana e degli IAA, e si articola in tre sezioni. Nella prima si presenta la teoria di Carl Rogers, con riferimento alle sue origini, caratteristiche e applicazioni pratiche nel modello del colloquio intenzionale (modello di Ivey, Bradford Ivey e Zalaquett), la seconda si focalizza sugli IAA, le aree di intervento e i benefici derivanti dalla loro applicazione, la terza, infine, analizzando degli studi e confrontando le caratteristiche del consulente e dell’animale, conferma l’utilità di un intervento di IAA in contesti di consulenza.

The chosen topic in this work focuses on a comparative reflection about Carl Rogers’ theory applied to counseling and Animal Assisted Interventions. The thesis presented in this paper concerns the possible use of Animal Assisted Interventions (AAI) in the setting of counseling as a specific competence of psychologists, applying Rogers’ perspective (client centered counseling) while considering the already well-known and scientifically proven benefits that this kind of intervention can bring. More specifically, it was assumed that using animals (dogs, in this particular case) in the context of a counseling intervention based on Rogers’ view can produce remarkable benefits to clients, thanks to the presence in the animal of the counselor’s fundamental features for effective and successful counseling. This work required research consisting in in-depth analysis of book references and scientific, authoritative sources in the field of Roger’s theory and AAI, and is structured into three sections. The first one explores the main aspects of Rogers’ theory, its origins, characteristics and practical applications in the context of intentional counseling (according to Ivey, Bradford Ivey and Zalaquett), the second one concentrates on AAI, their most popular uses and the benefits coming from their employment; the third, finally, examines studies and compares the features of both AAI trained dogs and counselors, confirming the usefulness of an AAI intervention in counseling settings.


Scegliere a tredici anni la propria carriera: uno sguardo sulle ragioni per cui é prematuro

Studente: Francesca Maria Traniello
Titolo tesi: Scegliere a tredici anni la propria carriera: uno sguardo sulle ragioni per cui é prematuro
Docente relatore: Prof. Annalisa Isdraele Romano
Docente controrelatore: Prof. Ferruccio Cavallin
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 12 ottobre 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Insegnanti, genitori e psicologi dell’orientamento sono convinti che i ragazzi a tredici anni non siano in grado di compiere scelte consapevoli. In questo lavoro, attraverso la raccolta di contributi presenti in letteratura, si indagano le ragioni per cui tale pensiero è corretto. Nel contesto della situazione di vita dei preadolescenti e in riferimento all’orientamento vocazionale, vengono considerate le fasi del processo decisionale e lo sviluppo delle capacità mentali – come il pensiero astratto, le funzioni esecutive e l’autoefficacia – necessarie in tale processo; inoltre si sa che la personalità, le attitudini, gli interessi, le motivazioni, i valori e gli obiettivi di vita sono ancora in via di chiarificazione e stabilizzazione. Come ulteriore conferma, il diritto considera i ragazzi al di sotto dei quattordici anni come ‘incapaci di pienamente intendere e volere’, e la sociologia evidenzia come la famiglia attuale tenda a non favorire la responsabilizzazione dei figli, mentre la pedagogia descrive il ruolo dei genitori nel sostenere i loro figli nel percorso scolastico e indica alcuni obiettivi che dovrebbero ispirare l’azione educativa. Nell’organizzazione della scuola italiana l’orientamento è piuttosto un’intenzione dichiarata a parole che una pratica, come dimostrato dall’elevata dispersione.

Teachers, parents and guidance psychologists believe that young adolescents thirteen years old are not able to make conscious choices. In this dissertation the reasons why this believe is correct are explored, through the contributions present in literature. The phases of the decisional process and mental-abilities development – such as the abstract thoughts, the executive functions and self-efficacy – in relation to the pre-adolescence life situation context and referring to the vocational guidance, which are necessary in the decision-making process, are considered. Moreover, personality, disposition, interests, motivations, moral values and life purposes are still to be clarified and stabilized. Further validation is given by the law, which considers kids under the age of fourteen as not competent, while sociology highlights how contemporary families tend not to encourage son’s responsibilities. For what concerns pedagogy, the parent’s role supporting their children in their education process is described and some purposes that should inspire the educational action are suggested. In Italian school organization guidance is more a declared action, than an actual one, as proven by the wide school dropout. 

L’orientamento nella scuola secondaria di secondo grado una micro indagine esplorativa

StudenteAzzurrini Cinzia
Titolo tesiL’orientamento nella scuola secondaria di secondo grado una micro indagine esplorativa
Docente relatore: Prof.ssa Annalisa Isdraele Romano
Docente controrelatore: Prof. Ferruccio Cavallin
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 12 ottobre 019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Il presente lavoro si occupa di Orientamento nella Scuola secondaria di secondo grado dal punto di vista della relazione fra la normativa in materia, i nuovi modelli teorici e l’applicazione in contesto educativo. L’ipotesi iniziale del progetto di ricerca riguarda l’esistenza di uno scollamento tra i percorsi per l’Orientamento secondo la nuova visione lifelong e lifewide descritta in letteratura e il suo effettivo stato di attuazione nella scuola. Allo scopo di verificare o meno tale ipotesi è stata realizzata una micro indagine esplorativa con l’utilizzo di un questionario di rilevazione, somministrato a docenti e genitori, che ha consentito di raccogliere dati significativi sia sullo stato dell’arte dell’Orientamento sia sulla salute generale del sistema scuola. Una presentazione dettagliata dell’indagine e dello strumento utilizzato, nonché dell’analisi dei dati e dei risultati emersi è oggetto di trattazione del terzo capitolo. Nel primo, invece, si parte da una ricognizione storica delle definizioni e del concetto di Orientamento dall’inizio del ventesimo secolo ad oggi e si passa poi in rassegna la normativa principale di riferimento, con focus particolare sulle Linee Guida del 2014. Nel secondo capitolo si delineano i tratti principali dei più attuali modelli teorici di riferimento e ci si concentra poi sulla situazione effettiva della scuola secondaria di secondo grado, dal punto di vista delle teorie applicabili, degli obiettivi da raggiungere e delle buone prassi già messe in campo. Gli esiti dell’indagine confermano l’ipotesi di una diffusione ancora non capillare di azioni di Orientamento in prospettiva olistica, pur rilevando la presenza di esperienze positive e di una generale sensibilità al cambiamento e al miglioramento da parte del sistema.

The dissertation deals with vocational guidance interventions in high school considering the relationship between law, new theoretical developments and their use in educational context. The initial hypothesis of the research is that there could be a distance between the recent lifelong-lifewide theoretical approaches and their real and proper implementation at school. The hypothesis has been checked by conducting a pilot study, in which teachers and parents were asked to fill in a questionnaire, that provided significant data on both general school situation and vocational guidance. The third chapter presents in detail the whole survey, including method, sample, tool, data and results analysis. The first chapter examines the historic evolution of concept definitions of vocational guidance and even the national and UE legislation. The second one outlines the main features of the most recent vocational guidance theories and focuses then on the real situation in Italian high school of the territory, including aims, the required skills and even the current best practice. Finally the results of this study demonstrate that good practice of a new olistic vision of vocational guidance exists in the school system but still isn’t widely spread. There are however positive applied experiences and a generally open attitude towards change and improvement.

Il fenomeno dei pantaloni strappati: moda o “devianza culturale”? studio preliminare

Studente: Elisa Alessandra Caterina Carrara
Titolo tesiIl fenomeno dei pantaloni strappati: moda o “devianza culturale”? studio preliminare
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 20 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte attorno a una tematica ad oggi ancora poco studiata: il fenomeno di costume dei pantaloni strappati che sta a cavallo tra la psicologia della moda, lo studio delle subculture e gli aspetti “Mainstream” che caratterizzano le scelte giovanili. L’obiettivo è stato quello di indagare l’opinione sull’utilizzo dei pantaloni strappati cercando di individuare segnali, pregiudizi e significati relazionali che l’abbigliamento giovanile può fornire nelle fasce più vicine: ragazzi dai 20 ai 24 anni. La ricerca è stata condotta tramite la somministrazione di un questionario a 136 studenti della facoltà di psicologia di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Il tutto è articolato in tre sezioni: nella prima si inquadrano le principali teorie attorno al tema della moda e delle sottoculture (con specifici riferimenti a quella gotica) in relazione allo stadio di sviluppo adolescenziale, successivamente vengono analizzati i quattro costrutti che hanno contribuito alla costruzione del questionario mentre nella terza parte è stata riportata la procedura di somministrazione, l’analisi e la discussione dei dati emersi per finire con alcune considerazioni psicopedagogiche sul fenomeno.

The chosen topic deals with a subject that is little studied still today: the ripped jeans fashion phenomenon, among fashion psychology, the study of the subcultures and the mainstream aspects that influence youngster’s choices. The objective was to look into the opinion on the use of ripped jeans trying to identify sings, prejudices and relational meanings that the young clothing can provide to youngsters from 20 to 24 years of age. This research has been conducted via survey, which has been given to 136 students of the Faculty of Psychology, between 20 and 30 years of age. The whole work has been divided into three sections. The first section explores the context of major theories on fashion and subcultures (with specific reference to Gothic) related to adolescents’ development stage. Later the four construct that have lead to the creation of the survey have been analysed. The last section of this research displays the procedure regarding the survey, the analysis and the discussion of data. To conclude, some psyco-pedagogic considerations on the phenomenon.

Dalla parte dei minori. Tre chiavi di lettura su minori vittime di alienazione e violenza assistita

Studente: Chiara Gaffo
Titolo tesiDalla parte dei minori. Tre chiavi di lettura su minori vittime di alienazione e violenza assistita
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof.ssa Maria Angela Rossi
Presidente commissione di tesi: Prof. Salvatore Capodieci
Data discussione tesi: 20 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Il seguente elaborato definisce e analizza i fenomeni della Sindrome di Alienazione Parentale (PAS) e della violenza assistita alla luce di tre chiavi di lettura differenti, ma tra loro correlate e intrecciate: psicologica, giuridica e criminologica-vittimologica. L’obiettivo fondamentale è quello di portare evidenze da parte di tutti e tre i punti di vista al fine di avvalorare scientificamente l’esistenza e l’importanza del riconoscimento dei due fenomeni, tanto a livello psicologico quanto a livello giuridico, e di conseguenza vittimologico, in quanto ancora oggi si incontrano autori negazionisti nei confronti della PAS e “passivisti” nei confronti della violenza assistita. L’identificazione delle due forme di violenza e l’inserimento di esse all’interno del DSM-5 e del Codice Penale aiuterebbe sicuramente un maggior riconoscimento delle principali vittime di questi fenomeni analizzati all’interno della seguente tesi: i minori vittime di abusi e maltrattamenti da parte dei propri genitori. La metodologia seguita per la stesura dell’elaborato si è avvalsa di fonti bibliografiche criticate in quanto prove a sostegno della tesi: l’autore di partenza per l’analisi della PAS è Gardner, a sostegno della violenza assistita il CISMAI. La teoria di riferimento è quella sistemico-relazionale e ci saranno contribuiti fondamentali presi dal Codice Penale. Entrambe le evidenze scientifiche hanno aiutato a portare prove a favore della tesi e a validare l’esistenza tanto della PAS quanto della violenza assistita in campo psicologico-psicopatologico e giuridico, portando così il proprio contributo a sostegno per il riconoscimento dei minori vittime di questi due reati.

The following paper will define and analyse the phenomena of Parental Alienation Syndrome (PAS) and witnessing violence in the light of three different, while correlated interpretations: the psychological one, the juridical one and the criminological-victimological one. The paper’s main aim is to offer supporting scientific evidence from all three approaches to prove the existence and need for recognition of the two phenomena, both on psychological and legal aspects and, as a result, that of victimization, mindful of the fact that even today, there are authors who deny PAS, questioning its validity, and “passivists” experts in front of witnessing violence.
Identification of the two forms of violence and including them within the DSM-5 and Penal Code would certainly go far towards greater recognition for the main victims of abuse and ill-treatment by their own parents, namely minors who are the main victims of these phenomena which will be analysed thesis. The methodology employed in writing this paper has made use of bibliographic sources upheld as supporting evidence for the thesis, beginning primarily with Gardner, author of the PAS analysis theory, and CISMAI in support of assisted violence.
The chosen theory of reference is that of a systemic-relational approach, alongside important contributions taken from the Penal Code. Both scientific sources have helped to outline proof in favour of the thesis and to endorse the existence of PAS as well as witnessing violence in the psychological-psychopathological and juridical fields, carrying their contribute that hold up and strengthened the identification of the minors victims of these two crimes.

La logoterapia e la sua utilità nel superamento di gravi traumi

StudenteAnna Chiara Losso 
Titolo tesiLa logoterapia e la sua utilità nel  superamento di gravi traumi
Docente relatore: Prof.ssa Luisa Perotti
Docente controrelatore: Prof.ssa Sonia Marcon
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 18 lluglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte attorno agli ambiti della logoterapia di Viktor Frankl e dell’analisi esistenziale. L’obiettivo principale dell’elaborato è infatti quello di dimostrare l’utilità delle teorie e delle tecniche logoterapeutiche nel superamento di gravi traumi. La ricerca è portata avanti attraverso un procedimento di approfondimento bibliografico sulla logoterapia attuato mediante lo studio di diversi manuali del suo ideatore. Il primo capitolo è dedicato alla contestualizzazione del tema scelto nella contemporaneità, alla sua nascita e al suo sviluppo nel tempo. La seconda sezione ha invece il fine di esporre le basi teoriche e filosofiche dell’approccio logoterapeutico, comparandolo a quello delle scuole di psicoterapia e di psicologia individuali ad esso precedenti. L’ultima parte dell’elaborato, infine, è dedicata all’applicazione sperimentale di quanto già esposto attraverso l’analisi prima del best-seller di Frankl “L’uomo in cerca di senso. Uno psicologo nei lager e altri scritti inediti”, dopo di una serie di ricerche scientifiche eseguite in vari ambiti: “Ricerca di senso nella malattia oncologica: l’esperienza dei gruppi di Logoterapia e analisi esistenziale” di Luciana Murru e collaboratori; “Logotherapy as an Adjunctive Treatment for Chronic Combat-related PTSD: A Meaning-based Intervention” di Steven M. Southwick e collaboratori; “The Effect of Group Therapy Based on Logotherapy on Love Trauma Syndrome”, di F. Dehkoda e A. Popal. È dunque in questa ultima sezione, sviluppata sulle basi poste da quelle precedenti, che è verificata la tesi scelta.

The topic of interest revolves around two main areas: Viktor Frankl’s logotherapy and the existential analysis. This script aims to demonstrate the utility of logotherapy’s theories and techniques in order to overcome severe traumas. The research is carried out through a process of bibliographic analysis on logotherapy realized by studying different manuals of the same creator. The first chapter is dedicated to the contextualization of the chosen theme in the contemporary world, to its birth and its development over time. The second section, instead, proposes to explain the theoretical and philosophical bases of the logotherapeutic approach comparing it to its predecessors: the psychotherapy school’s method and to individual psychology. The last part of the paper, finally, is dedicated to the experimental application of the above through the analysis of Frankl’s best-seller “L’uomo in cerca di senso. Uno psicologo nei lager e altri scritti inediti” and of some research conducted in several areas: “Ricerca di senso nella malattia oncologica: l’esperienza dei gruppi di Logoterapia e analisi esistenziale” by Luciana Murru e collaboratori; “Logotherapy as an Adjunctive Treatment for Chronic Combat-related PTSD: A Meaning-based Intervention” by Steven M. Southwick e collaboratori; “The Effect of Group Therapy Based on Logotherapy on Love Trauma Syndrome”, by F. Dehkoda and A. Popal. It is therefore in this last section, developed on previous ones, that the thesis is verified.

Legami d’attaccamento e dipendenza affettiva

Studente: Caterina Lorenzon
Titolo tesiLegami d’attaccamento e dipendenza affettiva
Docente relatore: Prof. Renato Lalli
Docente controrelatore: Prof.ssa Francesca Gnoato
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

L’amore conferisce un senso alla nostra vita, dall’istante in cui veniamo al mondo. Molto spesso accade che, proprio come una droga, l’individuo si sottometta al partner, essendo disposto a qualsiasi cosa pur di non perderlo, instaurando una vera e propria dipendenza affettiva che fa perdere al soggetto la propria unicità, il proprio essere, la propria esperienza organismica. Nella prima parte della tesi vengono prese in esame le diverse definizioni del concetto di dipendenza, per cercare di dare un inquadramento generale al tema, distinguendo successivamente le dipendenze da sostanze dalle new addiction, ovvero le dipendenze comportamentali. Viene trattata poi l’analisi della dinamica relazionale madre-bambino per tentare di comprendere come stili di attaccamento differenti nell’infanzia possano articolare sistemi cognitivi ed affettivi diversi nel soggetto adulto e come questi sistemi possano in alcuni casi originare comportamenti dipendenti. In seguito viene approfondita la questione dell’amore in relazione alla dipendenza affettiva e viene presa in esame la tecnica psicoterapica per la valutazione dell’attaccamento e della dipendenza affettiva.

Love gives meaning to our lives, from the moment we come into the world. It often happens that, just like a drug, the subject submits to the partner, being capable of doing everything not to lose him; this kind of “love addiction” makes the subject lose his uniqueness, his being, his organismic experience. In the first part of the thesis is explored the concept of addiction, trying to differentiate drugs addiction from the new addiction/ behavioral addiction. It’s also alanalyzed the mother-son relationship to make clear that kids who grow up with functional bonding will have secure attachment in adulthood, instead of neglected kids which grow up feeling like they were unwanted or unimportant to their parent. Our romantic relationships in adulthood are shaped by our experiences as children; adults who have experienced a distorted love in their childhood can establish problematic attachment patterns. Finally it’s examined the psychotherapeutic technique for the evaluation of love addiction.

Il co-evolversi delle competenze interattive del bambino: il contributo del Lausanne Trilogue Play alla comprensione dello sviluppo infantile

StudenteEmma Sorarù 
Titolo tesiIl co-evolversi delle competenze interattive del bambino: il contributo del Lausanne Trilogue Play alla comprensione dello sviluppo infantile
Docente relatore: Prof. Lino Rossi
Docente controrelatore: Prof. Umberto Fontana
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Il presente lavoro ha l’obiettivo di porsi come spazio di riflessione circa l’importanza di aprire lo studio dello sviluppo infantile ad un approccio multifocale ed integrato che tenga conto del ruolo che le interazioni triadiche esercitano sull’evolversi affettivo, cognitivo e sociale del bambino.
Tenendo presente il concetto di intersoggettività proposto da Stern e le riflessioni circa il Triangolo Primario di Losanna come fil-rouge dell’intero elaborato, la riflessione andrà ad enuclearsi secondo tre principali nodi tematici che si delineeranno nell’articolazione dei capitoli. In primo luogo verrà proposta una revisione della letteratura di settore che tenga conto delle nozioni-ponte, le quali facilitano il dialogo tra paradigmi teorici differenti in virtù di un ampliamento di vedute circa le capacità interattive “a tre” del bambino. Di seguito verrà presentata un’attenta analisi circa l’aspetto complesso e bi-direzionale delle interazioni precoci tra il bambino e più di un partner. A partire da ciò, verrà a specificarsi il possibile ruolo protettivo che in questa sede si ipotizza derivare dalla funzione della comunità residenziale terapeutica per genitori tossicodipendenti e i loro figli: attraverso uno sguardo capace di intendere l’istituzione come avente una propria personalità e quindi capace di interagire attivamente nelle interazioni triadiche, si presuppone che un approccio multidimensionale possa costituirsi come contesto proficuo di cambiamento. Per concludere, sulla scia di quest’ultima suggestione, verrà descritta accuratamente la procedura semi-standardizzata del Lausanne Trilogue Play ideata da Fivaz-Depeursinge e Corboz-Warney, intendendola non solo come strumento osservativo ma anche e soprattutto come utile strumento protettivo e d’intervento facilitante il cambiamento delle interazioni triadiche sia in famiglie volontarie sia in contesti “clinici”.

The present work aims to present itself as a space for reflection about the importance of opening the study of child development to a multifocal and integrated approach that takes into account the role that triadic interactions exert on the affective, cognitive and social evolution of the child.
Keeping in mind the concept of intersubjectivity proposed by Stern and the reflections concern triadic interactions, the reflection will focus on three main thematic nodes that will be delineated in the articulation of the chapters. Firstly, a revision of the sector literature will be proposed which takes account of the bridges-notions, which facilitates the dialogue between different theoretical paradigms in order to an expansion of views on the child's "three-way" interactive abilities. Then, will be analyzed the early interactions between the child and more than one partner. Starting from this, will be shown the possible protective role that is supposed to derive from the residential therapeutic community for drug-addicted parents and their children: through a look capable of understanding the institution as having its own personality and therefore capable of actively interacting in triadic interactions, it is assumed that a multi-dimensional approach can constitute a profitable context of growth for the family. To conclude, the semi-standardized procedure of the Lausanne Trilogue Play, devised by Fivaz-Depeursinge and Corboz-Warney, will be accurately described. This procedure will be framed not only as an observational instrument but also as an useful protective instrument who smooths the development of triadic interactions both in voluntary families and in clinical settings.

Dal conflitto di lealtà all'alienazione parentale: come la famiglia diventa disfunzionale

Studente: Silvia Cafiero
Titolo tesiDal conflitto di lealtà all'alienazione parentale: come la famiglia diventa disfunzionale
Docente relatore: Prof.ssa Tiziana Magro
Docente controrelatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 15 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Questo elaborato espone, inizialmente, le modalità di relazione funzionali della coppia e della famiglia per arrivare ad analizzare quelle disfunzionali all’interno dei rapporti genitori-figli, focalizzandosi, in particolare, sui fenomeni del Conflitto di Lealtà e dell’Alienazione Parentale. L’obiettivo è quello di descrivere il contesto familiare, in particolare, durante la fase di separazione e le dinamiche disfunzionali che, in questa situazione, vengono attuate dai genitori nei confronti dei figli, esponendo quali possano essere le conseguenze in cui incorrono i minori e come il Conflitto di Lealtà possa costituire il nucleo fondamentale per lo sviluppo dell’Alienazione Parentale. Per la realizzazione di questa tesi è stata utilizzata una metodologia di lavoro che ha previsto la consultazione di fonti bibliografiche e l’analisi del caso clinico seguito durante l’esperienza di tirocinio. L’elaborato è strutturato in quattro capitoli. Il primo descrive la famiglia secondo tre delle principali teorie sistemiche; il secondo illustra il ciclo evolutivo della famiglia e la fase della separazione; il terzo prende in considerazione le dinamiche disfunzionali che caratterizzano il rapporto genitori-figli; il quarto descrive il fenomeno dell’Alienazione Parentale e analizza il caso clinico preso in considerazione.

This work initially exposes the functional relationship modalities of both the couple and the family to analyse those dysfunctional within the parent-child relationships and to focus on the phenomena of Conflict of Loyalty and Parental Alienation. The target is to describe the family context, in particular during the separation phase and the dysfunctional dynamics that, in this situation, are implemented by the parents towards their children, showing what are the consequences in which the children may incur and how the Conflict of Loyalty can be the fundamental nucleus for the development of Parental Alienation. For the realization of this thesis, a working methodology was used which involved the consultation of bibliographic sources and the analysis of the clinical case followed during the internship experience. This work is structured in four chapters. The first describes the family according to three of the main systemic theories; the second illustrates the evolutionary cycle of the family and the phase of separation; the third takes into consideration the dysfunctional dynamics that characterize the parent-child relationship; the fourth describes the phenomenon of Parental Alienation and the clinical case considered.

Valutazione dell’intelligenza morbosa e premorbosa nel trauma cranico

Studente: Stella Piccolo
Titolo tesiValutazione dell’intelligenza morbosa e premorbosa nel trauma cranico
Docente relatore: Prof. Fabio Benatti
Docente controrelatore: Prof. Andrea Bobbio
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Tiziana Magro
Data discussione tesi: 15 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto è inerente al trauma cranico, alle conseguenze a livello cognitivo e ai metodi di valutazione quantitativa di queste. Nel primo capitolo dell’elaborato la ricerca bibliografica riguarda i seguenti temi: definizione di trauma cranico, dati epidemiologici, tipologie, scale di stima della gravità e disfunzioni legate alle varie aree potenzialmente intaccate. La seconda sezione si focalizza sulle conseguenze delle lesioni a livello funzionale, analizzando i possibili deficit derivanti da ferite e contusioni nelle aree deputate a ciascuna attività mentale e le relative metodologie di misurazione quantitativa della gravità. Nel terzo capitolo la ricerca presenta un excursus storico sul concetto di intelligenza e sulla storia dei relativi test intellettivi al fine di introdurre appropriatamente il problema principale: come stimare la discrepanza tra il quoziente intellettivo premorboso e quello postmorboso nelle vittime di trauma cranico. Questo si rivela fondamentale in ambito neuropsicologico e medico-legale in quanto consente una stima dell’entità del trauma sul funzionamento cognitivo globale e al tempo stesso permette la richiesta di risarcimenti economici. Poiché nel contesto italiano l’unico test di intelligenza stimante il QI premorboso – il Test Breve di Intelligenza – è ormai datato e validato in base alla concordanza con la vecchia versione della Wechsler Adult Intelligent Scale (il test di intelligenza più usato ed attendibile), l’elaborato presenta gli esiti di uno studio pilota autodiretto su un campione locale finalizzato a verificare se il TIB sia ancora valido oppure necessiti un aggiornamento per poter essere ancora utilizzato; la procedura di sperimentazione adottata ha cercato di riprodurre lo stesso progetto di ricerca degli autori del TIB.

The chosen topic addresses the issue of the cranial injury, its cognitive consequences and the instruments used for their quantitative assessment. In the first chapter, the bibliographic research is focused on the international and theorical studies concerning the definition of cranial injury, the epidemiology data, the types of brain lesions, the different gravity scales and each deficit linked to the different areas which could be damaged. The second part of the work explores the lesions’ consequences from the functional point of view: it analyses the possible disabilities which could come from injuries and bruises on the different areas in charge for each mental activity and it investigates which instruments can measure quantitatively the gravity of the damage. On the third chapter, the search starts with an historical introduction which deals with the concept of intelligence and with the development of its test: the aim is to introduce properly the main problem, that is how to estimate the mismatch between the pre-morbid QI and the post-morbid one in cranial injury victims. The importance of this value is confirmed by the neuropsychologic, medical and legal field since it gives an esteem of the impact of the trauma on the global cognitive functioning and in the main time it permits the request of a financial compensation. In our Italian contest the only intelligence test which values the pre-morbid level of intelligence (TIB - Test Breve di Intelligenza) is now outdated and validated according to the concordance between itself and the old version of Wechsler Adult Intelligence Scale (the most used and reliable intelligence test), so the last part of the search present the outcomes of a self-managed pilot study on a local specimen whose aim is to prove if TIB is still reliable or it needs an update in order to be used; the study’s experimental steps tried to reproduce the same one done by the authors of TIB.