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Legami d’attaccamento e dipendenza affettiva

Studente: Caterina Lorenzon
Titolo tesiLegami d’attaccamento e dipendenza affettiva
Docente relatore: Prof. Renato Lalli
Docente controrelatore: Prof.ssa Francesca Gnoato
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

L’amore conferisce un senso alla nostra vita, dall’istante in cui veniamo al mondo. Molto spesso accade che, proprio come una droga, l’individuo si sottometta al partner, essendo disposto a qualsiasi cosa pur di non perderlo, instaurando una vera e propria dipendenza affettiva che fa perdere al soggetto la propria unicità, il proprio essere, la propria esperienza organismica. Nella prima parte della tesi vengono prese in esame le diverse definizioni del concetto di dipendenza, per cercare di dare un inquadramento generale al tema, distinguendo successivamente le dipendenze da sostanze dalle new addiction, ovvero le dipendenze comportamentali. Viene trattata poi l’analisi della dinamica relazionale madre-bambino per tentare di comprendere come stili di attaccamento differenti nell’infanzia possano articolare sistemi cognitivi ed affettivi diversi nel soggetto adulto e come questi sistemi possano in alcuni casi originare comportamenti dipendenti. In seguito viene approfondita la questione dell’amore in relazione alla dipendenza affettiva e viene presa in esame la tecnica psicoterapica per la valutazione dell’attaccamento e della dipendenza affettiva.

Love gives meaning to our lives, from the moment we come into the world. It often happens that, just like a drug, the subject submits to the partner, being capable of doing everything not to lose him; this kind of “love addiction” makes the subject lose his uniqueness, his being, his organismic experience. In the first part of the thesis is explored the concept of addiction, trying to differentiate drugs addiction from the new addiction/ behavioral addiction. It’s also alanalyzed the mother-son relationship to make clear that kids who grow up with functional bonding will have secure attachment in adulthood, instead of neglected kids which grow up feeling like they were unwanted or unimportant to their parent. Our romantic relationships in adulthood are shaped by our experiences as children; adults who have experienced a distorted love in their childhood can establish problematic attachment patterns. Finally it’s examined the psychotherapeutic technique for the evaluation of love addiction.

Il co-evolversi delle competenze interattive del bambino: il contributo del Lausanne Trilogue Play alla comprensione dello sviluppo infantile

StudenteEmma Sorarù 
Titolo tesiIl co-evolversi delle competenze interattive del bambino: il contributo del Lausanne Trilogue Play alla comprensione dello sviluppo infantile
Docente relatore: Prof. Lino Rossi
Docente controrelatore: Prof. Umberto Fontana
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Il presente lavoro ha l’obiettivo di porsi come spazio di riflessione circa l’importanza di aprire lo studio dello sviluppo infantile ad un approccio multifocale ed integrato che tenga conto del ruolo che le interazioni triadiche esercitano sull’evolversi affettivo, cognitivo e sociale del bambino.
Tenendo presente il concetto di intersoggettività proposto da Stern e le riflessioni circa il Triangolo Primario di Losanna come fil-rouge dell’intero elaborato, la riflessione andrà ad enuclearsi secondo tre principali nodi tematici che si delineeranno nell’articolazione dei capitoli. In primo luogo verrà proposta una revisione della letteratura di settore che tenga conto delle nozioni-ponte, le quali facilitano il dialogo tra paradigmi teorici differenti in virtù di un ampliamento di vedute circa le capacità interattive “a tre” del bambino. Di seguito verrà presentata un’attenta analisi circa l’aspetto complesso e bi-direzionale delle interazioni precoci tra il bambino e più di un partner. A partire da ciò, verrà a specificarsi il possibile ruolo protettivo che in questa sede si ipotizza derivare dalla funzione della comunità residenziale terapeutica per genitori tossicodipendenti e i loro figli: attraverso uno sguardo capace di intendere l’istituzione come avente una propria personalità e quindi capace di interagire attivamente nelle interazioni triadiche, si presuppone che un approccio multidimensionale possa costituirsi come contesto proficuo di cambiamento. Per concludere, sulla scia di quest’ultima suggestione, verrà descritta accuratamente la procedura semi-standardizzata del Lausanne Trilogue Play ideata da Fivaz-Depeursinge e Corboz-Warney, intendendola non solo come strumento osservativo ma anche e soprattutto come utile strumento protettivo e d’intervento facilitante il cambiamento delle interazioni triadiche sia in famiglie volontarie sia in contesti “clinici”.

The present work aims to present itself as a space for reflection about the importance of opening the study of child development to a multifocal and integrated approach that takes into account the role that triadic interactions exert on the affective, cognitive and social evolution of the child.
Keeping in mind the concept of intersubjectivity proposed by Stern and the reflections concern triadic interactions, the reflection will focus on three main thematic nodes that will be delineated in the articulation of the chapters. Firstly, a revision of the sector literature will be proposed which takes account of the bridges-notions, which facilitates the dialogue between different theoretical paradigms in order to an expansion of views on the child's "three-way" interactive abilities. Then, will be analyzed the early interactions between the child and more than one partner. Starting from this, will be shown the possible protective role that is supposed to derive from the residential therapeutic community for drug-addicted parents and their children: through a look capable of understanding the institution as having its own personality and therefore capable of actively interacting in triadic interactions, it is assumed that a multi-dimensional approach can constitute a profitable context of growth for the family. To conclude, the semi-standardized procedure of the Lausanne Trilogue Play, devised by Fivaz-Depeursinge and Corboz-Warney, will be accurately described. This procedure will be framed not only as an observational instrument but also as an useful protective instrument who smooths the development of triadic interactions both in voluntary families and in clinical settings.

Dal conflitto di lealtà all'alienazione parentale: come la famiglia diventa disfunzionale

Studente: Silvia Cafiero
Titolo tesiDal conflitto di lealtà all'alienazione parentale: come la famiglia diventa disfunzionale
Docente relatore: Prof.ssa Tiziana Magro
Docente controrelatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 15 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Questo elaborato espone, inizialmente, le modalità di relazione funzionali della coppia e della famiglia per arrivare ad analizzare quelle disfunzionali all’interno dei rapporti genitori-figli, focalizzandosi, in particolare, sui fenomeni del Conflitto di Lealtà e dell’Alienazione Parentale. L’obiettivo è quello di descrivere il contesto familiare, in particolare, durante la fase di separazione e le dinamiche disfunzionali che, in questa situazione, vengono attuate dai genitori nei confronti dei figli, esponendo quali possano essere le conseguenze in cui incorrono i minori e come il Conflitto di Lealtà possa costituire il nucleo fondamentale per lo sviluppo dell’Alienazione Parentale. Per la realizzazione di questa tesi è stata utilizzata una metodologia di lavoro che ha previsto la consultazione di fonti bibliografiche e l’analisi del caso clinico seguito durante l’esperienza di tirocinio. L’elaborato è strutturato in quattro capitoli. Il primo descrive la famiglia secondo tre delle principali teorie sistemiche; il secondo illustra il ciclo evolutivo della famiglia e la fase della separazione; il terzo prende in considerazione le dinamiche disfunzionali che caratterizzano il rapporto genitori-figli; il quarto descrive il fenomeno dell’Alienazione Parentale e analizza il caso clinico preso in considerazione.

This work initially exposes the functional relationship modalities of both the couple and the family to analyse those dysfunctional within the parent-child relationships and to focus on the phenomena of Conflict of Loyalty and Parental Alienation. The target is to describe the family context, in particular during the separation phase and the dysfunctional dynamics that, in this situation, are implemented by the parents towards their children, showing what are the consequences in which the children may incur and how the Conflict of Loyalty can be the fundamental nucleus for the development of Parental Alienation. For the realization of this thesis, a working methodology was used which involved the consultation of bibliographic sources and the analysis of the clinical case followed during the internship experience. This work is structured in four chapters. The first describes the family according to three of the main systemic theories; the second illustrates the evolutionary cycle of the family and the phase of separation; the third takes into consideration the dysfunctional dynamics that characterize the parent-child relationship; the fourth describes the phenomenon of Parental Alienation and the clinical case considered.

Valutazione dell’intelligenza morbosa e premorbosa nel trauma cranico

Studente: Stella Piccolo
Titolo tesiValutazione dell’intelligenza morbosa e premorbosa nel trauma cranico
Docente relatore: Prof. Fabio Benatti
Docente controrelatore: Prof. Andrea Bobbio
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Tiziana Magro
Data discussione tesi: 15 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto è inerente al trauma cranico, alle conseguenze a livello cognitivo e ai metodi di valutazione quantitativa di queste. Nel primo capitolo dell’elaborato la ricerca bibliografica riguarda i seguenti temi: definizione di trauma cranico, dati epidemiologici, tipologie, scale di stima della gravità e disfunzioni legate alle varie aree potenzialmente intaccate. La seconda sezione si focalizza sulle conseguenze delle lesioni a livello funzionale, analizzando i possibili deficit derivanti da ferite e contusioni nelle aree deputate a ciascuna attività mentale e le relative metodologie di misurazione quantitativa della gravità. Nel terzo capitolo la ricerca presenta un excursus storico sul concetto di intelligenza e sulla storia dei relativi test intellettivi al fine di introdurre appropriatamente il problema principale: come stimare la discrepanza tra il quoziente intellettivo premorboso e quello postmorboso nelle vittime di trauma cranico. Questo si rivela fondamentale in ambito neuropsicologico e medico-legale in quanto consente una stima dell’entità del trauma sul funzionamento cognitivo globale e al tempo stesso permette la richiesta di risarcimenti economici. Poiché nel contesto italiano l’unico test di intelligenza stimante il QI premorboso – il Test Breve di Intelligenza – è ormai datato e validato in base alla concordanza con la vecchia versione della Wechsler Adult Intelligent Scale (il test di intelligenza più usato ed attendibile), l’elaborato presenta gli esiti di uno studio pilota autodiretto su un campione locale finalizzato a verificare se il TIB sia ancora valido oppure necessiti un aggiornamento per poter essere ancora utilizzato; la procedura di sperimentazione adottata ha cercato di riprodurre lo stesso progetto di ricerca degli autori del TIB.

The chosen topic addresses the issue of the cranial injury, its cognitive consequences and the instruments used for their quantitative assessment. In the first chapter, the bibliographic research is focused on the international and theorical studies concerning the definition of cranial injury, the epidemiology data, the types of brain lesions, the different gravity scales and each deficit linked to the different areas which could be damaged. The second part of the work explores the lesions’ consequences from the functional point of view: it analyses the possible disabilities which could come from injuries and bruises on the different areas in charge for each mental activity and it investigates which instruments can measure quantitatively the gravity of the damage. On the third chapter, the search starts with an historical introduction which deals with the concept of intelligence and with the development of its test: the aim is to introduce properly the main problem, that is how to estimate the mismatch between the pre-morbid QI and the post-morbid one in cranial injury victims. The importance of this value is confirmed by the neuropsychologic, medical and legal field since it gives an esteem of the impact of the trauma on the global cognitive functioning and in the main time it permits the request of a financial compensation. In our Italian contest the only intelligence test which values the pre-morbid level of intelligence (TIB - Test Breve di Intelligenza) is now outdated and validated according to the concordance between itself and the old version of Wechsler Adult Intelligence Scale (the most used and reliable intelligence test), so the last part of the search present the outcomes of a self-managed pilot study on a local specimen whose aim is to prove if TIB is still reliable or it needs an update in order to be used; the study’s experimental steps tried to reproduce the same one done by the authors of TIB.

Nello specchio del film

Studente: Tania Piccoli
Titolo tesiNello specchio del film
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 15 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Questo lavoro evidenzia la ricchezza delle teorie psicanalitiche sul cinema, e, approfondendone alcune, analizza la relazione che si crea tra spettatore e film. È una relazione che penetra nell’inconscio, lasciando una traccia profonda. Ci sono differenti meccanismi e i processi inconsci all’opera; qui si indagano in particolare l’identificazione e la proiezione, messi in luce fin dalle prime ricerche degli anni sessanta, ma si sviluppa anche l’ipotesi che nell’incontro tra spettatore e film entri in gioco l’identificazione proiettiva nella sua valenza comunicativa. I meccanismi psichici, e le modalità e gli effetti della partecipazione dello spettatore sono indagati alla luce degli studi sulla situazione cinematografica e sul dispositivo cinematografico, che ne costituiscono l’imprescindibile struttura di base. Prima però, si approfondisce la rappresentazione cinematografica in quanto processo di percezione, cogliendone la peculiarità nell’analisi della sua parentela con il sogno e con il fantasma.

This work highlights the richness of psychoanalytic theories of cinema, and by discussing in depth some of them, it analyzes the relationship that is created between spectator and film. This is a relationship that cuts through the unconscious, leaving a deep trace. There are different unconscious mechanisms and processes at work; here, I investigate specifically the identification and projection mechanisms, which were first brought to light by research in the 1960s, but also the hypothesis that in the meeting between spectator and film, projective identification comes into play in all its communicative value. The psychic mechanisms at work and the modalities and effects of the participation of the spectator are investigated in the light of studies on the cinematographic situation and the cinematographic device, which constitute the underlying structure of such processes. First, however, cinematic representation is analyzed in depth as a process of perception, capturing its peculiar relation with the dream and the phantom.

Lo psicodramma come strumento clinico: fondamenti metodologici e aspetti applicativi

StudenteChiara Meneghetti
Titolo tesiLo psicodramma come strumento clinico: fondamenti metodologici e aspetti applicativi
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof. Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 15 luglio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

L’argomento scelto riguarda lo psicodramma classico, che si fonda sui principi e sulla metodologia indicati dal suo ideatore J. L. Moreno. A fronte della scarsità di studi in merito, gli obiettivi di questo lavoro si sono focalizzati sull’approfondimento dei fondamenti teorici e degli strumenti di tale metodo, classificando le varie tecniche ed evidenziandone le peculiarità e i benefici. Si è passati dalla trattazione teorica alla pratica, indagando l’utilità applicativa dello psicodramma in ambito clinico con soggetti adolescenti. La realizzazione dell’elaborato ha comportato un approfondimento bibliografico di settore, unito alla disamina di alcuni recenti studi – reperiti tramite banche dati digitali internazionali – e all’analisi di una sessione di psicodramma con un gruppo di adolescenti. Il lavoro è articolato in quattro sezioni: nella prima si espone la nascita dello psicodramma in relazione alle vicende biografiche principali del suo fondatore, fino ai suoi sviluppi più recenti; nella seconda vengono approfonditi i fondamenti teorici e le tecniche più rilevanti; la terza è dedicata all’analisi dei cinque strumenti e dei momenti fondamentali di una sessione di psicodramma; l’ultimo capitolo, più applicativo, spiega in che modo lo psicodramma può essere una metodologia terapeutica efficace per lavorare sul tema della costruzione identitaria in adolescenza.

The chosen topic concerns classical psychodrama, which is based on the principles and methodology indicated by its creator J. L. Moreno. Due to the lack of studies on this subject, the objectives of this work have focused on elaborating on the theoretical foundations and tools of this method, classifying the various techniques and highlighting their peculiarities and benefits. We moved from theoretical to practical treatment, checking on the applicative utility of psychodrama in the clinical setting with adolescents. The realization of this work involved a bibliographic in-depth analysis of the sector, combined with the examination of some recent studies – found through international digital databases – and the analysis of a psychodrama session with a group of adolescents. The work is divided into four sections: in the first section, the birth of psychodrama is exposed in relation to the main biographical events of its founder, up to its most recent developments; the second is devoted to a deep analysis of the most important theoretical foundations and techniques; the third is devoted to the analysis of the five tools and the fundamental moments of a psychodrama session; the last chapter, more applicative, explains how psychodrama can be an effective therapeutic methodology for working on the theme of identity construction in adolescence.

Il tatuaggio come atto del pensiero che s’incorpora nella pelle

Studente: Martina Manera
Titolo tesiIl tatuaggio come atto del pensiero che s’incorpora nella pelle
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof. Giovanni Fasoli
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 12 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

La pratica del tatuaggio come strumento di espressione personale e sociale è ritualizzata dall’inizio della storia dell’uomo in molte culture diverse. Con il tempo il tattoo ha assunto valenza e significati differenti; oggi, in particolare, prevale l’aspetto soggettivo di legame con il concetto d’identità e superamento del sentimento di frammentazione dato da un contesto storico- sociale-culturale difficile. La nascita di questa visione del tatuaggio, che determina il fenomeno del tattoo renaissance, risale agli anni Settanta con i movimenti gotici. È da questo momento in poi che lo stigma del tatuaggio prima associato a criminali, delinquenti, malavitosi lascia spazio a una prospettiva più ampia: il tattoo come canale di comunicazione, come prodotto creativo di un sé in difficoltà che lotta per rimanere saldo e unito. Un talismano permanente che testimonia un lavoro interiore come segno distintivo di colui che ha scelto la propria strada. Un talismano che necessita di essere inciso sulla pelle: l’organo dei sensi, dei confini, della protezione e delle relazioni primarie.

The practice of tattooing as a tool for personal and social expression is ritualized from the beginning of human history in many different cultures. Over time, the tattoo has assumed different valences and meanings; today the subjective aspect of binding with the concept of identity and overcoming the feeling of fragmentation given by a difficult historical-socialcultural context prevails. The birth of this vision of the tattoo, which determines the phenomenon of the tattoo renaissance, dates back to the Seventies with Gothic movements. It is from this moment on that the stigma of the tattoo, first associated with criminals, leaves space for a broader perspective: the tattoo as a channel of communication, as a creative product of a difficult self that struggles to remain firm and united. A permanent talisman that testifies to an inner work as a distinctive sign of the one who has chosen his own path. A talisman that needs to be engraved on the skin: the organ of the senses, boundaries, protection and primary relationships.

Le soft skills nelle organizzazioni come risorsa per affrontare la trasformazione digitale

Studente: Lorenzo Ava
Titolo tesiLe soft skills nelle organizzazioni come risorsa per affrontare la trasformazione digitale
Docente relatore: Prof. Ferruccio Cavallin
Docente controrelatore: Prof.ssa Anna Pileri
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 9 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte attorno alla tematica delle soft skills e della relazione con i temi dell’Industria 4.0 e, in generale, della digitalizzazione. L’obiettivo di questa tesi è stato quello indagare la relazione esistente tra le competenze trasversali rispetto al ruolo del cambiamento, necessario al fine di intraprendere un percorso verso l’Industria 4.0. Si è partiti dall’ipotesi che la trasformazione digitale implichi una resistenza che possa essere gestita in modo efficace attraverso l’utilizzo delle abilità del change management e, in generale, dell’intera organizzazione, permettendo non solo una corretta implementazione, ma soprattutto una stabilità a lungo termine. Si è partiti da un approfondimento bibliografico di settore cercando di dare un contesto di riferimento alle tematiche delle soft skills e della cultura organizzativa. Successivamente, è stata analizzata la tematica delle competenze e del loro impatto sulle organizzazioni. Infine, è stata realizzata una breve ricerca condotta su alcune piccole-medie imprese del territorio riguardo alle tematiche affrontate, cercando di capire quale sia la percezione nel management di tali aziende, suggerendo come conclusione uno strumento messo a disposizione per la mappatura delle competenze, in linea con quanto osservato durante tutto l’elaborato.

The chosen topic is about soft skills and the relationship with the themes of Industry 4.0 and, in general, digitization. The aim of this thesis was to investigate the relationship between sift skills and the role of change, which is necessary in order to undertake a path towards Industry 4.0. It was assumed that the digital transformation implies a resistance that can be managed effectively through the use of the skills of change management and, in general, of the entire organization, allowing not only a proper implementation, but especially a long-term stability. It started from a bibliographic analysis of the sector trying to give a context of reference to the issues of soft skills and organizational culture. Subsequently, the issue of competences and their impact on organizations was analyzed. Finally, a short research was carried out on some small-medium enterprises in the area with regard to the issues addressed, trying to understand what the perception in the management of these companies is, suggesting as a conclusion a tool made available for mapping skills, in line with what was observed throughout the work.

La tendenza all'autorealizzazione: approcci diversificati a questa vexata quaestio

Studente: Matteo Peccolo
Titolo tesiLa tendenza all'autorealizzazione: approcci diversificati a questa vexata quaestio
Docente relatore: Prof. Roberto Albarea
Docente controrelatore: Prof. Umberto Fontana
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 9 gennaio 2019
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

La tesi argomenta, attraverso diverse prospettive, l’ipotesi che nell’interiorità dell’essere umano sia presente una spinta all’autorealizzazione. Questa ipotesi viene analizzata criticamente esponendo i pensieri di Socrate, Carl Rogers e Carl Gustav Jung intorno a questo argomento. Si propone, inoltre, una possibile applicazione sociale alle teorie trattate presentando l’innovativa visione dell’orientamento educativo e vocazionale. L’elaborato si conclude con un confronto tra i diversi approcci seguendo alcune tematiche trasversali emerse dallo studio di questi autori.

The thesis argues, through different perspectives, the hypothesis that in the human interiority a push towards self-realization is present. This hypothesis is critically analyzed by exposing the thoughts of Socrates, Carl Rogers and Carl Gustav Jung around this topic. Furthermore, it proposes a possible social application of the theories discussed by presenting the innovative vision of the educational and vocational orientation. The paper ends with a comparison of the different approaches by following some cross-cutting themes that emerged from the study of these authors.

 

Schadenfreude. Un'emozione nascosta

StudenteValentina Azzano Cantarutti 
Titolo tesiSchadenfreude. Un'emozione nascosta
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof.ssa Michela Possamai
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 27 ottobre 2018
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

Schadenfreude significa piacere per le disgrazie altrui. Apparentemente è un’emozione spregevole, infatti è spesso oggetto di critiche morali, ma in realtà cela molti meccanismi importanti della mente dell’uomo. E’ necessario comprenderli per conoscere meglio le dinamiche che si attivano in ogni persona ed è fondamentale soprattutto in ambito psicologico e psicoterapeutico. “Schadenfreude. Un’emozione nascosta” è una tesi bibliografica che delinea le caratteristiche della Schadenfreude, ovvero quegli aspetti che la rendono riconoscibile, le sue cause e i benefici psicologici che trae chi la prova. Le persone provano Schadenfreude nei confronti di qualcuno che invidiano, che si comporta in modo ingiusto o che costituisce una minaccia per la propria autovalutazione positiva. Dopo aver provato questa emozione, lo Schadenfroh si sentirà felice per non dover più confrontarsi con l’invidia, con chi rappresentava l’ingiustizia e chi minava la sua autostima.

Schadenfreude refers to the pleasure at others’ misfortunes. This emotion is apparently despicable: in fact, it is often morally disapproved but it actually hides many mechanisms of the human mind. It is necessary to understand them in order to learn more about the dynamics which are active in each person. All this is fundamental especially in psychological and psychotherapeutic fields. “Schadenfreude. A hidden emotion” is a bibliographical thesis that outlines the features of the Schadenfreude, that is the traits that make it recognizable, its causes and the psychological benefits that it brings to people. Individuals feel Schadenfreude towards someone who they envy, who behaves unfairly or who represents a threat to their positive self-evaluation. After feeling this emotion, the Schadenfroh will be happy not to have to deal with envy anymore, with people who represented unfairness and with people who threatened their self-esteem.