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L'importanza dell'emotività nell'approccio integrato nei bambini con DSA. Intervento con la tecnica psicodrammatica

Studente: Sabrina Martini
Titolo tesiL'importanza dell'emotività nell'approccio integrato nei bambini con DSA. Intervento con la tecnica psicodrammatica
Docente relatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Sonia Marcon
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 13 ottobre 2018
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

dell’apprendimento, con particolare riferimento alla dislessia, e desidera proporre la metodologia psicodrammatica come valido trattamento terapeutico, da integrare con un percorso abilitativo alla lettura. Sono descritti i disturbi dell’apprendimento, dando maggior spazio alle caratteristiche ed alle teorie relative alla dislessia e sottolineando l’importanza di una diagnosi tempestiva e di un intervento precoce. Vengono presentate alcune proposte nel trattamento della dislessia, per evitare che le difficoltà emotive dei bambini degenerino in disturbi emotivi, come depressione o comportamenti aggressivi. Si ritiene fondamentale una educazione emotiva adeguata, insegnabile attraverso la metodologia psicodrammatica. Essa è proposta come valida fonte di sostegno emotivo per i bambini dislessici, in un percorso integrato con un lavoro specifico sulla lettura. Infine, è descritto il caso di Luca, un bambino dislessico e disgrafico, che ha preso parte ad un gruppo di psicodramma, per migliorare le sue capacità relazionali, e ha svolto un percorso abilitativo alla lettura, con ricadute anche sulla comprensione del testo.

The paper aims to present the importance of the emotional sphere in children with learning disabilities -with particular reference to dyslexia- and wants to propose the psychodramatic methodology as a valid therapeutic treatment, which should be integrated with a reading habilitation process. Learning disorders are described, focusing on the characteristics and theories related to dyslexia and underlining the importance of a timely diagnosis and an early intervention. Some proposals are introduced in the treatment of dyslexia, to avoid that the emotional difficulties of children degenerate into emotional disorders, such as depression or aggressive behavior. An adequate emotional education is considered essential and it can be taught through the psychodramatic methodology. The latter has to be considered as a valid source of emotional support towards dyslexic children and it has to be integrated with a specific reading work. Lastly, it is described the case of Luca, a dyslexic and dysgraphic child, who took part in a group of psychodrama in order to improve his relational abilities. He also carried out an enabling course for reading tasks, which revealed good consequences on the text comprehension, too.

ADHD e Mindfulness: una tecnica meditativa per l'incremento dell’attenzione

Studente: Laura Bortot
Titolo tesiADHD e Mindfulness: una tecnica meditativa per l'incremento dell’attenzione
Docente relatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Iris Anfuso
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 13 ottobre 2018
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’ADHD, Attention Deficit Hyperactivity Disorder, indica una patologia del neurosviluppo che comporta difficoltà nell’attenzione e concentrazione e nel controllo dell’attività e degli impulsi. La sintomatologia che ne deriva può comportare ripercussioni in ambito relazionale, famigliare e personale. La mindfulness si presenta come una pratica piuttosto recente, che si basa sulla meditazione di consapevolezza, ossia sull’attenzione riferita al qui ed ora. Il presente lavoro intende approfondire il contributo della mindfulness nell’incremento dell’attenzione, specificatamente a soggetti con deficit di attenzione. Studi recenti affermano che la pratica della meditazione consapevole comporti numerosi benefici. Ricerche empiriche affermano che dopo otto settimane di training migliora l’attenzione sostenuta (Weijer-Bergsma et al. 2011). La pratica della consapevolezza stimola regioni del cervello deputate all’attenzione, è stato individuato un aumento delle connessioni in queste aree (Hasenkamp, 2012). Sembra, inoltre, stimolare e rinforzare il funzionamento delle regioni del cervello che si ritiene intervenire nei deficit neuropsicologici dell’ADHD (Bachmann et al., 2018). Nonostante le prove empiriche siano poco numerose, si può affermare che la mindfulness può essere uno strumento d’aiuto per questi soggetti.

The ADHD, Attention Deficit Hyperactivity Disorder, is a neurodevelopmental pathology that involves difficulty in attention, concentration and in impulse control. The resulting symptomatology can affect the relational, family and personal fields. Mindfulness is a recent practice based on conscious meditation, that is the ability to pay attention to the present moment (here and now). The present essay wants to study the contribution of mindfulness in the increase of attention, specifically in individuals diagnosed with attention deficit disorder. Recent research papers state that the practice of conscious meditation involves numerous benefits. Empirical essays state that after eight weeks of training, sustained attention improves (Weijer-Bergsma et al., 2011). This type of practice stimulates brain regions designated to attention: an increase in connections in these areas has been identified (Hasenkamp, 2012). The stimulation and reinforcement of the operation of the brain regions that are thought to intervene in the neuropsychological deficits of ADHD seem to be two more positive outputs (Bachmann et al., 2018). Although there is few empirical evidence, the idea that mindfulness could be an aid to ADHD diagnosed patients can be maintained.

La disciplina a scuola con gli adolescenti alla luce della neurobiologia. Il contributo di Daniel J. Siegel

Studente: Monica Pelloia
Titolo tesiLa disciplina a scuola con gli adolescenti alla luce della neurobiologia. Il contributo di Daniel J. Siegel
Docente relatore: Prof. Sonia Marcon
Docente controrelatore: Prof. Giovanna Borsetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 12 ottobre 2018
Laurea Triennale Internazionale inPsicologia dell'educazione

L’argomento scelto riguarda la promozione e la gestione della disciplina con gli adolescenti a scuola ripensata alla luce del contributo della neurobiologia interpersonale di Daniel J. Siegel, secondo il quale, lo sviluppo delle strutture e delle funzioni cerebrali dipende dal modo con cui le esperienze, in particolare quelle legate alle relazioni interpersonali, influenzano la loro maturazione ed integrazione. Quando si parla di regole e di disciplina con gli adolescenti, si pensa a qualcosa di faticoso e difficile che ha a che fare con regole di comportamento in classe e “cattiva condotta”.Tuttavia, ripensando al significato etimologico del termine disciplina, dal latino “insegnare”, e alla luce delle più recenti informazioni sulla neuroplasticità, l’insegnante potrebbe rivalutare la gestione della disciplina con l’adolescente considerandola come reale opportunità di conoscenza e di crescita dell’adolescente, come esperienza importante e significativa in grado di contribuire al suo sviluppo cerebrale. E’ un dato di fatto che il cervello si trasforma in risposta all’esperienza e quindi anche l’atto disciplinare, in quanto esperienza, “cabla”, “cambia” il cervello che “sta cambiando”. La sfida è quella di proporre ai docenti un approccio alla disciplina “ad alto contenuto relazionale e a bassa conflittualità”, per favorire l’integrazione cerebrale, con lo scopo di contribuire alla formazione di una persona/cittadino in grado di comprendere meglio se stessa, di prendere decisioni buone per sé e che sa collaborare e relazionarsi con gli altri in modo costruttivo.

The topic of this work is the promotion and the management of discipline of adolescents at school, under the light of the interpersonal neurobiology approach devised by Daniel J. Siegel. According to this theory, the development of cerebral structures and functions depends on how life experiences, especially interpersonal relationships, influence growth and integration. When it comes to rules, discipline and teenagers, we usually think about a series of hard and difficult situations concerning misbehaviour in class and bad attitudes. However, going to the etymology of the word “discipline”, from the Latin “insegnare”, and considering the most recent information on neuroplasticity, teachers can re-think the idea of discipline in classes of adolescents under a new perspective, as a real opportunity for understanding and growth and as an important and meaningful experience that can affect brain growth. As a matter of fact, the experiences we have shape our brain and for this reason it can be said that discipline, as an act of experience, “wires”, “changes” the “changing” brain. A challenging opportunity is therefore offered to teachers: an approach to discipline with a “highly relational content and a low grade of conflict” to stimulate cerebral integration, so to favour the formation of a person/citizen who is self-aware, and capable of making good decisions, collaborating with others and building positive relationships.

l minore presunta vittima e testimone. Ruolo dei test neuropsicologici nelle competenze generiche a rendere testimonianza

Studente: Giulia Libralesso
Titolo tesil minore presunta vittima e testimone. Ruolo dei test neuropsicologici nelle competenze generiche a rendere testimonianza
Docente relatore: Prof. Fabio Benatti
Docente controrelatore: Prof. Marco Monzani
Presidente commissione di tesi: Prof. Nicola Giacopini
Data discussione tesi: 10 ottobre 2018
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

Il presente lavoro si propone di esplorare il ruolo dei test neuropsicologici in ambito forense. In particolare, si è deciso di studiare il loro utilizzo in situazioni di presunta violenza sessuale su minore. In tale contesto, lo psicologo è chiamato a valutare la capacità a rendere testimonianza del minore. Si è scelto di approfondire la dimensione cognitiva del bambino ovvero la valutazione delle competenze generiche, illustrando i test neuropsicologici impiegati. Si è infatti partiti dalla constatazione che nell’attuale panorama peritale italiano vi è un utilizzo massivo delle tecniche proiettive. Si è tentato di proporre l’ipotesi alternativa secondo la quale in ambito peritale, nella valutazione di tali competenze, lo psicologo debba utilizzare test con caratteristiche di riproducibilità e accuratezza, ritenuti validi dalla comunità scientifica. Per tale ragione, si è scelto di confrontare l’apporto offerto dai test neuropsicologici con quelli offerti dai test proiettivi. Al fine di aumentare la coerenza del lavoro, si è pensato di strutturare la tesi, di natura compilativa, in tre capitoli. Nel primo viene presentata la cornice di riferimento, illustrando le normative e le procedure attivate in casi di presunta violenza sessuale su minore, analizzando soprattutto il ruolo dello psicologo. Nel secondo, sono state analizzate in maniera analitica le funzioni cognitive afferenti alle c.d. competenze generiche a rendere testimonianza con i relativi test neuropsicologici solitamente impiegati. Infine, nel terzo ed ultimo capitolo, vengono esaminate le risorse e i limiti dei test proiettivi; si giunge a falsificare l’attuale impostazione e ad avvallare l’ipotesi alternativa. Violenza sessuale su minore – Testimonianza del minore – Competenze generiche a rendere testimonianza – Test neuropsicologici – Test proiettivi.

The present work aims to explore the role of neuropsychological tests in the forensic field. In particular, we decided to study their use in situations of alleged sexual violence against minors. In this context, the psychologist is called to evaluate the ability of the minor to bear witness. We have chosen to study the cognitive dimension of the child in depth, that is the evaluation of general skills, illustrating the neuropsychological tests used. In fact, we started from the observation that in the current Italian survey scene there is a massive use of projective techniques. We attempted to propose the alternative hypothesis according to which, in the expert field, in evaluating these skills, the psychologist must use tests which are accurate and can be reproduced, as well as being considered valid by the scientific community. For this reason, we decided to compare the information that could be gleaned from the neuropsychological tests with the information from the projective tests. In order to make the work more coherent, we decided to structure the thesis, summarising previous works, in three chapters. In the first, the reference framework is presented, illustrating the regulations and procedures activated in cases of alleged sexual violence against the child, analyzing above all the role of the psychologist. In the second, the cognitive functions related to the so-called General skills to testify with the relevant neuropsychological tests usually used were analyzed in an analytical way. Finally, in the third and last chapter, the resources and the limits of the projective tests are examined; we arrive at falsifying the current approach and endorsing the alternative hypothesis. Sexual violence on minors – Testimony of the minor – Generic skills to bear witness – Neuropsychological tests – Projective tests.

Storia di vita e tendenza a delinquere: quale correlazione?

StudenteMartina Dal Pont 
Titolo tesiStoria di vita e tendenza a delinquere: quale correlazione?
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof. Tiziana Magro
Presidente commissione di tesi: Prof. Giovanni Marchioro
Data discussione tesi: 9 ottobre 2018
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia dell'educazione

La tesi esposta si propone di analizzare il tema della violenza, senza incamminarsi verso le strade della follia e della patologia, per conoscere se coloro che si reputano “normali” possano arrivare a compiere il male. Il tema scelto è stato condotto tramite approfondimenti bibliografici ed è suddiviso in quattro sezioni. In un primo momento vengono presentati dei dilemmi morali, per cercare di indagare quali azioni l’uomo considera moralmente giuste e quali moralmente sbagliate, andando anche a comprendere l’origine di tali giudizi, tenendo sempre in considerazione le diverse culture. Successivamente si esaminano il concetto di “bene” ed il concetto di “male”, sia tramite degli esperimenti, sia mediante l’esposizione teorica della “violentizzazione”. Nel terzo capitolo si chiarisce il significato del termine devianza andando a considerare i delitti contro la persona, sanciti dal codice penale italiano, e suddivisi in reati riguardanti l’omicidio ed in reati in riferimento a lesioni personali dolose o colpose. Infine si valuta l’aspetto genetico dell’aggressività, mettendo in luce sia il passato umano, sia evidenziando quali potrebbero essere gli elementi che meglio predispongono l’uomo alla malvagità, riportando i casi e le storie di veri criminali. Si conclude che ogni persona può diventare violenta, tanto violenta da arrivare ad uccidere, che esistono molti e diversi motivi che spingono l’uomo lontano dal bene, e che ogni essere umano può arrivare alla crudeltà tramite le cause più disparate. La speranza futura è quella di poter curare il male, nello stesso modo in cui oggi si curano le malattie fisiche.

This thesis aims to analyse the topic of violence to understand if someone who thinks of himself as “normal” would make bad things, without walking along the path of madness or pathology. The chosen topic has been investigated through bibliographic research and is divided into four sections. In the first one moral dilemmas are presented, with the purpose of examining which actions the man considers as morally right and which are not, trying also to understand the origin of these judgements, taking into account the different cultures. Afterwards the concept of “good” and “bad” are explored, both through experiments and through theoretical presentation of the “violentization”. In the third chapter the meaning of the term deviance is explained, taking into consideration the crimes against the person, established under the italian penal code and divided into crimes such as murder and crimes such as personal injury, with intent or through negligence. Lastly, the genetic aspect of aggression is analysed, revealing both the human past and underlining which factors could better predispose mankind to evil, reporting cases and history of actual criminals. In the end every person could become violent, so violent that he or she could commit murder. Moreover multiple reasons bring man far from good and each human being could reachcruelty through the most different causes. Hope for a future is to be able to cure evil in the same way that physical illnesses are currently cured.

Comunità o Community? Gruppi social tra relazioni oggettuali e neuroscienze

Studente: Erika Marinello
Titolo tesiComunità e/o Community? Gruppi social tra relazioni oggettuali e neuroscienze
Docente relatore: Prof. Fasoli Giovanni
Docente controrelatore: Prof. Cavallin Ferruccio
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 25 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento analizzato verte attorno alla condizione naturale dell’uomo di essere sociale e di inserirsi in contesti relazionali quali i gruppi. Da qui l’idea di aggiungere la condizione attuale dell’individuo moderno che usufruisce e vive anche nel mondo virtuale: l’uomo è diventato e ha bisogno di essere anche social. L’obiettivo si configura nel cercare di rispondere ad alcuni interrogativi, quali un confronto fra le comunità storiche geografiche e le community, cosa significa essere social e le relative conseguenze e infine cosa attrae l’uomo nel cyberspazio. Alla base di tutto ciò si è articolato un percorso diviso in tre sezioni, che parte dal concetto di comunità e community nella quale il soggetto s’inserisce quando partecipa ad attività di gruppo e dove al loro interno si sviluppano le relazioni. Le prime relazioni dell’uomo sono vissute nell’infanzia, denominate relazioni oggettuali ed hanno il potere di determinare uno sviluppo personale e relazionale sano o psicopatologico nell’individuo, che avrà poi delle ricadute nelle condotte intraprese nel mondo offline e in quello online. Infine si analizzano con uno sguardo nuovo queste dinamiche attraverso le neuroscienze e le tecniche di Neuroimaging, indagando i processi neuropsichici che avvengono nel cervello umano funzionale e in quello disfunzionale, quale per esempio in presenza di Internet Addiction Disorder. La ricerca è stata condotta con un approfondimento bibliografico di settore, attraverso l’uso di fonti scientifiche quali libri, ricerche e articoli, cercando di superare i luoghi comuni e quanto già stato detto in merito, proponendo uno sguardo più scientificamente orientato in prospettiva psicologica e psicopatologica. In conclusione, le due dinamiche comunitarie possono, ad un loro livello, ritenersi omogenee, poiché capaci di rispondere ad alcuni bisogni dell’uomo: l’intento psicologico e educativo del lavoro si configura nel capire a quale bisogno risponde.

The analysed subject focuses on the natural condition of man to be a social being and part of relational contexts such as Groups. Hence the idea to include the current condition of the modern individual who benefits and also lives in the virtual world: man has become and also needs to be social. The purpose is that of trying to answer some questions, such as the comparison between geographical-historical communities and community, what it means to be ‘social’ and the consequences, and finally why is man attracted by the cyberspace. Based on this, the analysis will be divided into three sections, starting from the concepts of offline and online community, in which man is involved whenever he takes part in group activities and where relationships do develop. The first relationships for men are experienced in childhood and are called object relations having the power to determine a healthy or psycho-pathological private and relational development of the individual, which will eventually have repercussions in the attitudes undertaken in both the offline and online worlds. Finally, these dynamics will be analysed with a new outlook through the Neuroscience and Neuroimaging techniques, by investigating the neuro-psychic processes that generally occur in the functional, as well as in the dysfunctional human brain, as for instance with Internet Addiction Disorder. The research was carried out with a detailed, specific bibliographic analysis and through the use of scientific sources such as books, research and articles, thus trying to overcome the clichés and what has already been said on the subject, so as to suggest a more scientifically oriented view in the psychological and psychopathological perspective. In conclusion, the two community dynamics can, on one level, consider themselves homogeneous, since they are capable of responding to certain human needs: the psychological and educational aim in the report is to understand what need is satisfied.

La motivazione al lavoro nelle piccole imprese: specificità e caratteristiche

Studente: Chiara Casari
Titolo tesiLa motivazione al lavoro nelle piccole imprese: specificità e caratteristiche
Docente relatore: Prof. Cavallin Ferruccio
Docente controrelatore: Prof. Fasoli Giovanni
Presidente commissione di tesi: Prof. Benatti Fabio
Data discussione tesi: 25 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto tratta della tematica della motivazione all’interno delle Piccole Imprese. Gli obiettivi del presente elaborato sono quelli di sottolineare l’importanza della motivazione per ogni persona, per poi enfatizzarne l’importanza anche all’interno dell’ambito organizzativo, in particolare nelle Piccole Imprese. Viene trattata la motivazione nella sua evoluzione storica attraverso alcune teorie principali, illustrandone le sue caratteristiche e specificità. La motivazione viene analizzata in seguito all’interno dell’ambiente organizzativo rispetto quanto, tale costrutto, sia importante per i lavoratori. L’attenzione è posta sulle metodologie e sugli strumenti attualmente più indicati per raggiungerla e promuoverla, su quali siano i suoi benefici, sia per il collaboratore che per l’azienda stessa. La ricerca è condotta secondo una metodologia di lavoro basata su un approfondimento bibliografico di settore. Sono presentati l’inquadramento teorico della motivazione e alcune tipologie esistenti: ne vengono approfondite le cause, gli effetti ed altri aspetti specificatamente dell’ambito organizzativo; viene analizzata anche dal punto di vista strumentale nella gestione delle risorse umane, per raggiungere lo scopo di avere collaboratori motivati nel perseguimento dell’obiettivo aziendale. L’elaborato presenta, inoltre, alcune realtà che operano nell’attuale contesto formativo, esse mostrano diverse metodologie e strumentazioni attualmente utilizzate per la formazione manageriale alla motivazione; tali realtà sostengono fortemente l’importanza di assicurare questa spinta motivazionale all’interno della realtà aziendale.

This work deals with the motivation in the Small Business. The current work aims to stress the importance of the motivation for each person and, generalizing, to the organizational system. The motivation is treated in its historical evolution, considering some of the main theories that show its uniqueness and its features. Motivation is analyzed inside the organizational system as well, focusing on the importance it has for the employees. The attention is drawn on the methodologies and on the tools that are today most suitable to promote motivation, and on the benefits it entails both for the collaborator as for the organization. The research has been developed by carrying out an extensive literature survey regarding the topic. The theoretical framework and some of the existing types of motivation are presented. Causes, effects and other aspects in the organizational system are investigated. Motivation is also analyzed from the human resource management standpoint, to reach the aim of having collaborators motivated in pursuing the organization goal. Furthermore, this work presents some institutions that work in the educational context: they show different methodologies and tools that are today employed to the management training to motivation; such entities strongly believe in the importance of ensuring the motivational push inside the organizations.

Test delle figure aggrovigliate di Rey: processi cognitivi coinvolti

Studente: Eleonora Scomparin
Titolo tesiTest delle figure aggrovigliate di Rey: processi cognitivi coinvolti
Docente relatore: Prof. Benatti Fabio
Docente controrelatore: Prof. Bobbio Andrea
Presidente commissione di tesi: Prof. Monzani Marco
Data discussione tesi: 24 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto riguarda i meccanismi cognitivi che abilitano il soggetto all’esatto riconoscimento e alla successiva corretta denominazione delle figure rappresentate nel Test delle figure aggrovigliate (Rey, 1966), presente all’interno della batteria dell’Esame Neuropsicologico Breve 2 (ENB-2). L’obiettivo della presente tesi di baccalaureato è quindi quello di riconoscere e analizzare i processi cognitivi che portano il soggetto a identificare e denominare correttamente le figure presenti nel Test delle Figure Aggrovigliate (Rey, 1966). La ricerca, condotta secondo una metodologia di lavoro che ha comportato un approfondimento bibliografico dei principali testi e manuali in lingua italiana, a cui si è affiancata un’indagine di articoli scientifici internazionali, è articolata in quattro capitoli. Il primo descrive il processo cognitivo della percezione, facendo riferimento alla psicologia della Gestalt e alle sue leggi. Il secondo tratta il processo cognitivo dell’attenzione: in particolar modo ci si concentra sulla componente selettiva e visuo-spaziale, a cui si collegano i movimenti oculari saccadici. Nel terzo capitolo si fa riferimento al processo cognitivo della memoria, nello specifico alla sua componente semantica, la quale permette di creare un collegamento con la funzione percettiva del riconoscimento visivo. Il quarto, infine, presenta la proposta di un progetto di ricerca che possa sanare le lacune evidenziate dalla candidata circa la valutazione del test, la quale potrebbe essere influenzata dalla soggettività dall’esaminatore. Test delle Figure Aggrovigliate (Rey, 1966) – Riconoscimento visivo - Attenzione selettiva – Memoria semantica – Denominazione

This dissertation focuses on the cognitive mechanisms that allow the subject to the exact recognition and suorrect naming of the figures in Rey Complex Figure Test (RCFT) in Esame Neuropsicologico Breve 2 (ENB-2). Therefore the aim of this bachelor dissertation is recognizing and analysing the cognitive processes that lead the subject to identify and correctly name the figures in the RCFT. The methodology which has been used for this reaserch is an in-depth bibliographic study of the main documents and manuals in Italian, with the addiction of the study of international scientific articles. This work is divided into four chapters. The first one describes the cognitive process of perception, referring to Gestalt psychology and its laws. The second one is a about the cognitive process of attention: in particular it focuses on the selective and visuo-spatial component, to which the saccadic eye movements are connected. The third chapter is about the cognitive process of memory and its semantic component, which makes it possible the creation of a link with the perceptual function of visual recognition. Finally, the fourth chapter introduces a research project that could fill in the gaps highlightened by the candidate during the test evaluation, which may have been influenced by the subjectivity of the examiner. Rey Complex Figure Test – Visual Recognition – Selective Attention – Semantic Memory - Naming

La mancata percezione di vittimizzazione nelle vittime di reato ambientali

Studente: Francesca Scomparin
Titolo tesiLa mancata percezione di vittimizzazione nelle vittime di reato ambientali
Docente relatore: Prof. Monzani Marco
Docente controrelatore: Prof. Benatti Fabio
Presidente commissione di tesi: Prof. Bobbio Andrea
Data discussione tesi: 24 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale inPsicologia dell'educazione

Questo lavoro tratta il tema dei Reati Ambientali in un’ottica vittimologica, con l’obiettivo di far emergere nella vittima la consapevolezza del danno e del reato. In particolare, gli obiettivi ruotano attorno all’ipotesi per cui nei crimini ambientali la vittima spesso non ha né la consapevolezza di aver subito un danno né che quella determinata azione costituisce reato. Queste mancate consapevolezze portano ad un’assenza o ad una distorsione della percezione di vittimizzazione, di cui sono complici anche i mass – media. I mezzi di comunicazione infatti, al fine di aumentare l’audience, danno un’errata rappresentazione della realtà facendo rafforzare l’opinione secondo cui i casi del cosiddetto femminicidio, di omicidio, di violenza siano più frequenti rispetto ai reati ambientali. Per questo è tempo che la criminologia si interessi non più solo dell’autore di reato, ma anche della vittima ad ampio raggio: infatti, vittima non è solo chi viene ucciso, rapinato, violentato,… ma anche chi muore di cancro a causa dell’inquinamento. Il lavoro ha seguito una metodologia di che ha implicato una ricerca e un’analisi bibliografica di fonti scientifiche nell’ambito della vittimologia e dei reati ambientali. La trattazione consta di quattro capitoli: il primo farà un excursus della vittimologia, il secondo darà particolare rilievo alla figura della vittima attraverso il modello circolare di vittimizzazione, il terzo confermerà la frequente mancata consapevolezza del danno e del reato nei crimini ambientali e infine il quarto capitolo presenterà un’analisi qualitativa che ha lo scopo di indagare la prospettiva dei soggetti intervistati rispetto a tale tematica.

This work is about the environmental crimes in a victimological perspective, with the aim of making the victim aware of the damage and the crime. Especially, the objectives revolve around the hypothesis that in the environmental crimes the victim often has neither the awareness of having suffered any damage nor that this particular action constitutes a violation. These lacking awarenesses cause an absence or a distortion of the perception of victimization, of which also the mass media are accomplice. In fact, in order to increase the audience, the media give a wrong representation of reality, reinforcing the opinion that the so-called feminicide, murder and violence cases are more frequent than environmental crimes. For this reason, it’s time for criminology to take care of victims and not only of offenders, as a victim isn’t just the killed, robbed, raped ones but also who dies because of the pollution The project has followed a working methodology that involved a bibliographic research and analysis of scientific sources in the victimology’s sphere and environmental crimes. The discussion consists of 4 chapters: the first one will make a victimology excursus, the second one will intensify the figure of the victim through the circular pattern of victimization, the third one will confirm the frequent lacking awarenesses of damage and crime in environmental crimes and finally the fourth chapter will present a qualitative analysis that has the aim to inspect the interviewees’ perspective in relation to this thematic.

I test neuropsicologici come strumenti diagnostici. Il test delle figure aggrovigliate di Rey

Studente: Angelica Daffinà
Titolo tesiI test neuropsicologici come strumenti diagnostici. Il test delle figure aggrovigliate di Rey
Docente relatore: Prof. Benatti Fabio
Docente controrelatore: Prof. Bobbio Andrea
Presidente commissione di tesi: Prof. Monzani Marco
Data discussione tesi: 24 luglio 2018
Laurea Triennale internazionale in: Psicologia dell'educazione

L’argomento scelto verte attorno al tema della valutazione neuropsicologica e gli strumenti da essa utilizzati, facendo particolare riferimento ai test come validi strumenti diagnostici, prognostici, peritali e riabilitativi. Nello specifico ci si concentra sul Test delle figure aggrovigliate presente all’interno della batteria dell’Esame Neuropsicologico Breve 2 (ENB-2). L’obiettivo della presente tesi è quello di proporre un progetto di ricerca che possa sanare le difficoltà evidenziate dalla candidata nella fase di scoring del test, la quale potrebbe essere influenzata dalla soggettività dall’esaminatore. Il fine ultimo è quindi quello di creare una lista di tutte le immagini presenti nel Test delle figure aggrovigliate e delle rispettive denominazioni, allo scopo di poter fornire un contributo valido alla letteratura esistente. Per quanto concerne le metodologie utilizzate, il lavoro ha comportato un approfondimento bibliografico circa il tema della valutazione neuropsicologica. La presente tesi di baccalaureato è articolata in tre capitoli. Il primo capitolo, introduttivo, è relativo alla struttura della valutazione neuropsicologica e ai test neuropsicologici, approfondendo l’ENB-2. Il secondo si concentra sul Test delle figure aggrovigliate, sia dal punto di vista teorico sia per quanto concerne le personali considerazioni relativamente alle lacune evidenziate. È inoltre presente una breve intervista agli autori dell’ENB-2. Nel terzo capitolo, infine, si presenta il progetto di ricerca nelle sue fasi, di cui la prima è stata attuata. Test di discriminazione visiva - Segregazione figura-sfondo - Esame Neuropsicologico Breve 2 (ENB-2) - Test delle figure aggrovigliate di Rey (1966) - Denominazione

This dissertation focuses on the topic of neuropsychological evaluation and the tools it uses, with particular attention to tests as effective diagnostic, prognostic, forensic and rehabilitative tools. It focuses on the Test delle figure aggrovigliate in Esame Neuropsicologico Breve 2 (ENB-2). The aim of this dissertation is trying to fill in the gaps highlighted by the candidate in the scoring stage of the test, which could be influenced by the subjectivity of the examiner. Therefore the ultimate aim is creating a list of all the images in the Test delle figure aggrovigliate and their denominations, in order to provide a valid contribution to the existing literature. Regarding the methodologies which have been used, this work involved an attentive bibliographic study on the topic of neuropsychological evaluation. This bachelor dissertation is divided into three chapters. The first introductory chapter is about the structure of neuropsychological evaluation and neuropsychological tests, deepening the ENB-2. The second one focuses on the Test delle figure aggrovigliate, from a theoretical point of view and also taking into consideration some personal ideas regarding the highlighted gaps. Furthermore there is a short interview with the authors of ENB-2. Finally, in the third chapter, the research project is presented in all its stages, the first of which has already been implemented. Visual Discrimination Test – Figure–ground Segregation – Esame Neuropsicologico Breve 2 (ENB-2) - Test delle figure aggrovigliate di Rey (1966) - Denomination