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La pansessualità. Analisi di un fenomeno sessuale

Studente: Angela Zorzetto
Titolo tesi: La pansessualità. Analisi di un fenomeno sessuale
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof.ssa Giulia Marella
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 24 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto verte intorno all’analisi del fenomeno della pansessualità, un orientamento che allarga i confini della tradizionale concezione della sessualità. La pansessualità, intesa come identità sessuale vuole essere un’opportunità perché tutte le persone “non eterosessuali” abbiano un riferimento e uno spazio all’interno del quale ritrovarsi ed esprimere la propria sessualità. La pansessualità come orientamento sessuale indica l’attrazione di un individuo verso un soggetto indipendentemente dal genere di appartenenza di quest’ultimo. La Tesi, condotta secondo una metodologia di lavoro che ha comportato un approfondimento bibliografico della letteratura scientifica sul tema, si è posta come obiettivo fondamentale il verificare l’ipotesi secondo la quale nell’uomo esisterebbero diverse possibilità ed espressioni sessuali che potrebbero essere presenti all’interno delle tradizionali categorie di etero, omo e bi-sessualità. Si propone, inoltre, di considerare il ruolo che la società ha nella costruzione della sessualità dell’individuo e di come essa condizioni l’essere umano nell’espressione delle proprie possibilità sessuali. Si esaminano quindi, i principali dibattiti circa i modelli binari, la differenza sessuale, la dicotomia sesso/genere e dei temi relativi al transessualismo che spingono verso l’uscita dalla logica binaria e da posizioni eccessivamente rigide. Infine, vengono descritte e approfondite nuove teorie di fluidità sessuale e di orientamento alla luce delle sempre più diffuse migrazioni di genere e sessuali. Si valuta, inoltre, l’implicazione che i fenomeni sessuali sviluppatesi negli ultimi decenni possono avere sul piano clinico-terapeutico. L’analisi della letteratura scientifica evidenzia la necessità di creazione di nuovi costrutti in grado di racchiudere la complessità che caratterizza la rivoluzione sessuale vigente.

The chosen topic focuses on the analysis of the phenomenon of pansexuality, sexual orientation that expands the limits of the traditional conception of sexuality. Pansexuality, considered as sexual identity, has been analyzed to become an opportunity for all "no-heterosexual" people to have a reference and an option where they can identify themselves and express their sexuality. Pansexuality as sexual orientation indicates the attraction of an individual to a person regardless of gender. The study, based on a working methodology that has led to an analysis of the scientific literature on the topic, poses as fundamental objective to verify the hypothesis whereby different sexual possibilities and expressions could be contained into the traditional categories of heterosexuality, homosexuality and bisexuality. Likewise, it is also proposed to consider the role that society might play in the construction of the individual's sexuality and how it affects human beings in the expression of their sexual possibilities. Therefore, as a result of the preliminary conclusions, the main debates about binary models, sexual difference, sex/gender dichotomy and issues related to transsexualism that lead to the exit from binary logic and excessively strict positions are examined. Finally, it has been included in depth and with a high level of detail, new theories on sexual fluency and orientation in the light of the most commonly gender and sexual migration. It is also considered the implication that sexual events developed in recent decades may have at the clinical-therapeutic level. The analysis of the scientific literature demonstrates the need to create new constructs capable of capturing the complexity that characterizes the current sexual revolution.

La disforia di genere in adolescenza: promuovere un percorso di sostegno psicologico ad adolescenti e genitori.

Studente: Chiara Palmeri
Titolo tesi: La disforia di genere in adolescenza: promuovere un percorso di sostegno psicologico ad adolescenti e genitori.
Docente relatore: Prof.ssa Iris Anfuso
Docente controrelatore: Prof.ssa Giulia Marella
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 23 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità 

L'argomento presentato è la disforia di genere, disagio psicologico associato all'incongruenza tra il genere che un individuo esperisce e il genere assegnato alla nascita. L'obiettivo generale è quello di approfondire il tema della disforia di genere in adolescenza, al fine di orientarsi verso la tesi che costruire percorsi di sostegno psicologico possano essere utili per contenere la sofferenza e le possibili conseguenze negative oltre che per promuovere il benessere sia nell'adolescente sia nella famiglia. Tale tesi è sostenuta dall'ipotesi che la disforia di genere trovi origine da numerosi fattori di natura biologica, psicologica e socio-relazionale. La metodologia di lavoro impiegata ha condotto a un approfondimento bibliografico di settore e allo studio di fonti autorevoli nel campo della disforia di genere e dell'adolescenza. Il lavoro si articola in tre sezioni. Nella prima si illustra la disforia di genere, delineandone le sue peculiarità e inquadrandola all'interno dei manuali diagnostici di riferimento; nella seconda viene proposta una lettura eziologica del fenomeno; infine, nella terza sezione si presenta un possibile percorso di natura psicologica destinato a sostenere l'adolescente e la sua famiglia, evidenziando, in termini conclusivi, l'utilità di specifici interventi che favoriscano l'esplorazione, la consapevolezza, l’accettazione e la riflessione.

The topic presented is gender dysphoria, psychological distress associated with the inconsistency between gender, which an individual experiences, and the gender assigned to birth. The general aim is to deepen the theme of gender dysphoria in adolescence, in order to move towards the thesis that building psychological support paths can be useful to contain suffering and possible negative consequences as well as to promote well-being both in the adolescent and in the family. This thesis is supported by the hypothesis that gender dysphoria originates from numerous biological, psychological and socio-relational factors. The working methodology used has led to an in-depth bibliographical analysis and to the study of authoritative sources in the field of gender dysphoria and adolescence. The work is composed of three sections. The first illustrates gender dysphoria, outlining its peculiarities and framing it within the reference diagnostic manuals; the second proposes an etiological reading of the phenomenon. Finally, in the third section, a possible psychological pathway is presented, intended to support the adolescent and his family. At the end, it is clear the usefulness of specific interventions that favor exploration, awareness, acceptance and reflection.

Estensione dell’operatività paranoica. Una lettura del disagio nella società a partire dal concetto di psicosi

Studente: Cecilia Pellizzari
Titolo tesi: Estensione dell’operatività paranoica. Una lettura del disagio nella società a partire dal concetto di psicosi
Docente relatore: Prof. Lino Rossi
Docente controrelatore: Prof. Ernesto Gianoli
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 20 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente elaborato si configura come un tentativo di indagine sulle strutture e significati della schizofrenia e altri disturbi psicotici e le possibili estensioni nella società supermoderna. Il primo capitolo esplora la nosografia della schizofrenia e degli altri disturbi psicotici e, successivamente, vengono proposte tre letture di significato dei contenuti di tali disturbi, secondo le prospettive fenomenologica, pragmatica, psicoanalitica freudiana e lacaniana. Il secondo capitolo delinea il vissuto del paziente designato e l’estensione di tale designazione dei sintomi psicotici alla società, ipotizzando una ‘psicosi’ sociale, funzionale e istituzionalmente normalizzata. Il terzo capitolo si configura come una riflessione sui diversivi – sintomi – messi in atto nella società; il ragionamento inizia sulla scia di Sigmund Freud, dal Disagio nella civiltà, e procede con una argomentazione sui flussi automatici nati nella seconda metà del XX secolo. Per concludere questa terza parte, si è ritenuto necessario inserire uno scenario critico attorno al funzionamento ipermoderno dell’Io svuotato.

This work is an attempt to investigate the structures and meanings of schizophrenia and other psychotic disorders and their possible extensions in supermodern society. The first chapter explores the nosography of schizophrenia and other psychotic disorders and, subsequently, explains the three phenomenological, pragmatic, Freudian and Lacanian perspectives of the meaning of the contents of these disorders. The second chapter outlines the experience of the designated patient and the extension of the designation of psychotic symptoms to society, assuming a social, functional and institutionally normalized 'psychosis'. The third chapter is a reflection on the diversions – symptoms – put in place by the society; the reasoning begins in the wake of Sigmund Freud’s Disagio nella civiltà, and proceeds with an argument about the automatic flows born in the second half of the XX century. In the conclusion of this last chapter, it was considered necessary to insert a critical scenario around the hypermodern functioning of the emptied ego.

La vittima: tra negazione e riconoscimento

Studente: Giulia Vendramini
Titolo tesi: La vittima: tra negazione e riconoscimento
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof. Giovanni Marchioro
Presidente commissione di tesi: Prof. Nicola Giacopini
Data discussione tesi: 17 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente elaborato ha lo scopo di identificare e analizzare gli aspetti che caratterizzano la vittima in una situazione di reato. Per lo studio della vittima è nata una disciplina chiamata “vittimologia”, che permette una migliore comprensione della situazione di reato attraverso lo studio della vittima e del ruolo che essa ha assunto nella genesi del crimine. L’aspetto relazionale vittima-criminale è un principio cardine di questa disciplina, poiché ritiene fondamentale, per la comprensione di un crimine, lo studio dei processi interattivi all’interno di una situazione di reato, non la semplice analisi delle singole parti isolate. La vittimizzazione non è contemplata nella nostra vita e quando irrompe porta con sé instabilità e perdita di equilibrio, per questo motivo il soggetto ha bisogno di un immediato supporto da parte delle persone vicine, che convalidino il suo status di vittima, affinché possa riconoscersi come tale e possa così uscire dalla situazione vittimizzante. È stato riconosciuto che il mancato riconoscimento può provocare danni maggiori del trauma stesso. Non esiste un protocollo specifico di supporto psicologico, poiché la risoluzione della sofferenza dipenderà sempre dal tipo di reato subito, dal carattere della vittima e dalle conseguenze psicologiche provocate dal reato stesso. L’elaborato, attraverso una sintesi della letteratura scientifica riguardante l’argomento, esplorando i numerosi aspetti che sottostanno a una situazione di vittimizzazione, ha raccolto delle riflessioni per accompagnare il lettore alla comprensione delle dinamiche psicologiche che si scatenano all’interno di un soggetto vittimizzato e dell’importanza di un supporto immediato e adeguato.

This paper aims at identifying and analysing the characteristics of crime victims. A discipline called “victimology” originated to study the victim, allowing a better understanding of the crime situation through the study of the victim and of the role it has in the genesis of the crime. The relationship between victims and offenders is a fundamental principle of this discipline, since it considers it is essential to study the interactive processes within a crime situation to comprehend it, thus leaving aside the simple analysis of individual and isolated parts. Victimization is not considered in our life and when experienced it causes instability and loss of balance. Therefore, the subject needs immediate support from people close validating his/ her status as a victim, so that he/ she can recognize himself/ herself as such and get out of the victimizing situation. It has been shown that a lack of recognition can cause greater damage than the trauma itself. There is no specific psychological support protocol, since overcoming the suffering will always depend on the type of crime, the victim’s personality, and the psychological consequences of the crime itself. This paper, thanks to a summary of the most important points of the related scientific literature and the analysis of the numerous aspects that underlie victimization, can be seen as a collection of reflections to accompany the reader through the understanding of the psychological dynamics that are unleashed within a victimized subject and the importance of immediate and adequate support.

Tutto sotto controllo: la comorbidità tra i disturbi del comportamento alimentare e il disturbo ossessivo-compulsivo

Studente: Martina Sabbatinelli
Titolo tesi: Tutto sotto controllo: la comorbidità tra i disturbi del comportamento alimentare e il disturbo ossessivo-compulsivo
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 17 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto indaga la comorbidità tra il disturbo ossessivo-compulsivo e i disturbi del comportamento alimentare e, in modo particolare, tra anoressia nervosa e bulimia. Sebbene l’ICD-10 e il DSM-V considerino queste patologie, entità nosologiche distinte, la letteratura psichiatrica ha documentato, tra questi disturbi, numerose somiglianze psicopatologiche ed un’elevata associazione diagnostica. Al fine di fornire delucidazioni in merito a queste analogie, alcuni autori hanno ipotizzato che entrambi i quadri clinici siano sostenuti da finalità difensive comuni, le quali interessano prevalentemente la dimensione del controllo. Sostenendo la tesi secondo cui esiste una relazione significativa tra il DOC e i DCA, il presente lavoro ha lo scopo di indagare la rilevanza assunta dall’esercizio del controllo in entrambi i disturbi esaminati, favorendo così una comprensione più accurata degli stessi. Attraverso un approfondimento critico-bibliografico suddiviso in quattro diverse sezioni, il seguente studio intende esporre il pensiero di alcuni tra i più autorevoli studiosi nell’ambito della psicopatologia clinica. Sulla base di queste premesse, i primi due capitoli inquadrano rispettivamente i disturbi del comportamento alimentare e il disturbo ossessivo-compulsivo da un punto di vista diagnostico approfondendo, in un’ottica psicodinamica, i fattori che predispongono allo sviluppo di tali patologie. Attraverso la consultazione di studi e ricerche internazionali, il terzo capitolo indaga invece il tasso di comorbidità che sussiste tra i disturbi esaminati, le caratteristiche cliniche condivise e la presenza di alterazioni neurobiologiche comuni. Appurate le somiglianze tra queste patologie, l’ultimo capitolo si focalizza infine sul ruolo rivestito dal controllo nello sviluppo e del mantenimento del DOC e dei DCA, indagando quale, tra i diversi costrutti inerenti ad esso, sia condiviso da entrambi e ne possa pertanto spiegare la comorbilità. Le conclusioni a cui la ricerca è pervenuta confermano l’elevata comorbidità tra le patologie in esame, giungendo a concepire entrambi i disturbi come tentativi disperati di ottenere un senso di controllo illusorio attraverso modalità differenti: la condotta alimentare nei DCA e i rituali compulsivi nel DOC.

The chosen topic investigates the comorbidity between obsessive-compulsive disorder and eating disorders and, in particular between anorexia nervosa and bulimia. Although ICD-10 and DSM-V consider these disorders as distinct nosological entities, psychiatric literature has documented numerous psychopathological similarities and a high diagnostic association among these disorders. In order to elucidate these similarities, some authors have hypothesized that both clinical pictures are supported by common defensive purposes, which mainly affect the control dimension. Supporting the thesis that there is a significant relationship between OCD and EDs, this paper aims to investigate the relevance of the exercise of control in both disorders examined, thus promoting a more accurate understanding of them. Through a critical-bibliographical analysis divided into four different sections, the following study aims to expose the thought of some of the most authoritative scholars in the field of clinical psychopathology. On the basis of these premises, the first two chapters frame respectively eating disorders and obsessive-compulsive disorder from a diagnostic point of view, deepening from a psychodynamic point of view the factors that predispose to the development of these pathologies. Through the consultation of international studies and research, the third chapter investigates instead the rate of comorbidity that exists between the disorders examined, the shared clinical characteristics and the presence of common neurobiological alterations. Having ascertained the similarities between these pathologies, the last chapter finally focuses on the role played by control in the development and maintenance of OCD and EDs, investigating which among the different constructs inherent to it is shared by both and can therefore explain its comorbidity. The conclusions reached by the research confirm the high comorbidity between the pathologies under examination, and both disorders are desperate attempts to obtain a sense of illusory control through different modalities: dietary behaviour in EDs and compulsive rituals in OCD.

Nella pancia del gruppo. L’esperienza osservativa nella formazione dello psicologo: lo studio di un caso

Studente: Gasparinetti Nicola
Titolo tesi: Nella pancia del gruppo. L’esperienza osservativa nella formazione dello psicologo: lo studio di un caso
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 17 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Attraverso lo studio di un caso, nato dall’esperienza di tirocinio vissuta come osservatore di un gruppo terapeutico, si prenderà coscienza di come la realtà osservativa influenzi non solo il setting, ma anche lo psicologo in formazione. Di fatto, l’osservazione non si limita esclusivamente a creare una connessione con il mondo esterno, bensì permette di entrate a contatto con il proprio mondo interiore, suscitando memorie ed emozioni. All’interno di questa dimensione, verrà inizialmente presentato un excursus storico in riferimento alle origini della terapia di gruppo, in particolar modo della Gruppoanalisi, in modo tale da poter ripercorre alcune delle tappe fondamentali che ne hanno concesso l’evoluzione. In un secondo momento, verranno presentati gli aspetti tecnici necessari per realizzare una psicoterapia di gruppo e i fattori terapeutici generati da tale pratica. Successivamente, oltre ad esplicitare i compiti della coppia co-terapeutica, verrà anche illustrata la funzione dell’osservatore. In seguito, si prenderanno in analisi i concetti di transfert e controtransfert e la loro evoluzione a partire dalle fondamenta psicoanalitiche fino a giungere alla terapia gruppoanalitica. All’interno di queste riflessioni, verrà poi preso in esame il controtransfert dell’osservatore, elemento centrale del lavoro di tesi. Infine, si presenterà l’esperienza di tirocinio così da poter creare un ponte tra pratica e teoria sulla base dei concetti visti precedentemente. Inoltre, verrà sottolineata l’importanza e la necessità del percorso psicoterapico individuale al fine di praticare la professione dello psicologo.

Through the study of a case, born from the internship experience lived as an observer of a therapeutic group, it will become aware of how the observational reality influences not only the setting, but also the psychologist in training. In fact, the observation is not limited to creating a connection with the external world, but allows to come into contact with your inner world, arousing memories and emotions. Within this dimension, an historical excursus will be initially presented with reference to the origins of group therapy, especially Group Analysis, in order to retrace some of the fundamental stages that have allowed its evolution. At a later stage, the technical aspects necessary to achieve group psychotherapy and the therapeutic factors generated by this practice will be presented. Subsequently, in addition to explaining the tasks of the co-therapeutic couple, the function of the observer will also be illustrated. Afterwards, the concepts of transference and countertransference and their evolution from the psychoanalytical foundations to group therapy will be analyzed. Within these reflections, the countertransference of the observer, the central element of the thesis work, will be examined. Finally, the traineeship experience will be presented in order to create a bridge between practice and theory on the basis of the concepts seen previously. Furthermore, will be underlined the importance and necessity of the individual psychotherapeutic path in order to practice the psychologist's profession.

Correlazione tra trauma e DCA: analisi di un caso clinico

Studente: Michelle Maria Carlassare
Titolo tesi: Correlazione tra trauma e DCA: analisi di un caso clinico
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 17 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in:  Psicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto verte principalmente sull’approfondimento del tema dei disturbi del comportamento alimentare, dei vari tipi di trauma che si possono manifestare nel corso della vita di un soggetto, concentrandosi maggiormente sulla possibile correlazione tra di essi. L’obiettivo di questa tesi è stato evidenziare quali fattori traumatici sono potenzialmente generativi di un disturbo del comportamento alimentare. Attraverso la ricerca condotta secondo una metodologia di lavoro che prevede un approfondimento bibliografico a livello internazionale degli argomenti centrali dell’elaborato, con lo studio di autorevoli fonti scientifiche e la presentazione di un caso clinico inerente, si pone in relazione l’evento traumatico con l’insorgenza di un disturbo del comportamento alimentare, per dimostrare che vi può essere un’associazione tra le due questioni. La ricerca è articolata in quattro sezioni: la prima è relativa all’approfondimento delle varie tipologie e sottocategorie di disturbi del comportamento alimentare; nella seconda si inquadrano le varie forme di trauma e i possibili sviluppi; nella terza parte si mettono a tema le varie correlazioni tra i due temi precedentemente spiegati; infine, nell’ultima parte viene presentato e analizzato il caso clinico di una paziente incontrata durante il tirocinio curricolare che ha destato la domanda iniziale di questo lavoro: “Può un trauma essere la causa o l’aggravante di un disturbo del comportamento alimentare?” e che ha implementato informazioni per poter confermare l’ipotesi di base.

The topic chosen mainly adresses on the deepening of the theme of eating disorders, of the various types of trauma that can occur during a person's life, focusing more on the possible correlation between them. The aim (objective) of this thesis was to highlight which traumatic factors are potentially generative of eating disorders. Through the research conducted according to a working methodology which provides for an international bibliographic deepening related to the topic, with the study of authoritative scientific sources and the presentation of an inherent clinical case, it put in relation the traumatic event with the onset of an eating disorder, to demonstrate that there may be an association between this two arguments. The research is divided into four sections: the first is related to the deepening of the various types and sub-categories of eating disorders; in the second section the various forms of trauma and possible developments are framed; in the third part the various correlations between the two themes, previously explained, are discussed; finally, in the last part, the clinical case of a patient encountered during the curricular internship that raised the initial question of this work: “Can trauma be the cause or aggravating factor of an eating behavior disorder?” is presented and analyzed and this implemented the information to be able to confirm the basic hypothesis.

Giochi in scatola e Videogame per la riabilitazione neuropsicologica nell'adulto

Studente: Barbara Ponzo
Titolo tesi: Giochi in scatola e Videogame per la riabilitazione neuropsicologica nell'adulto
Docente relatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 17 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’obiettivo che questa trattazione vuole perseguire riguarda l’indagine approfondita sulla possibilità di utilizzare i videogame ed i giochi in scatola nei trattamenti di riabilitazione neuropsicologica. Attraverso l’approfondimento di nozioni teoriche indispensabili sulle basi neuroanatomiche e la spiegazione delle principali categorie di gioco, sia digitale, sia in scatola, nel tentativo di strutturare un linguaggio comune e un sapere condiviso, si giunge al fulcro di questa trattazione: l’approfondimento sul tema della riabilitazione neuropsicologica delle funzioni esecutive presentando modelli e strumenti tradizionali e ipotesi di utilizzo di giochi in scatola e di videogame all’interno di possibili trattamenti riabilitativi. Essendo questa una tesi compilativa, la metodologia di lavoro per la strutturazione di questa trattazione è partita dall’analisi e lo studio della letteratura scientifica e lo studio delle diverse tipologie di videogame e giochi in scatola mettendole in relazioni alle nozioni neuropsicologiche acquisite in questi anni di studio. La trattazione si conclude con l’osservazione che giochi in scatola e videogame, seppur possibili strumenti di lavoro innovativi, risultato non poter adempiere a tutti gli obiettivi previsti da una riabilitazione neuropsicologica delle funzioni esecutive, per questo, possono essere utilizzati come utili strumenti di lavoro a supporto di training tradizionali e validati scientificamente.

This work aims to pursue an in-depth investigation on the possibility of using video games and board games in neuropsychological rehabilitation treatments. The methodology develops the core of this discussion through the in-depth analysis of essential theoretical notions on the neuroanatomical bases and the explanation of the main game categories, both digital and board games, in the attempt to build up a common language and shared knowledge. The main concern is about the in-depth analysis on neuropsychological rehabilitation of executive functions by presenting traditional models and tools, opening the hypotheses of using board games and video games as supportive and integrative tools in rehabilitation treatments. The thesis is based on a working methodology starting from the analysis and study both of scientific literature and different types of games (video games and board games), relating them all to the neuropsychological notions I acquired in my studies. The discussion ends with the observation on board games and video games: although they might seem innovative work tools, they cannot fulfill all the objectives set by a neuropsychological rehabilitation of executive functions. So, they can be used as useful working tools to support traditional and scientifically validated trainings.

Diagnosi di DSA precoce vs tardiva

Studente: Laura Marton
Titolo tesi: Diagnosi di DSA precoce vs tardiva: quali conseguenze psicologiche sul bambino. Focus sull'importanza del supporto famigliare nella valorizzazione dei punti di forza del bambino.
Docente relatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Borsetto
Data discussione tesi: 17 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Questo scritto si propone di indagare gli effetti che una diagnosi precoce o tardiva di disturbo dell’apprendimento determina sulle condizioni psicologiche del soggetto, con particolare focus sull’influenza genitoriale nel sostegno e nella valorizzazione di quest’ultimo. Al fine di esaminare in modo ottimale il suddetto argomento, si popone una disamina sotto l’aspetto descrittivo del disturbo, legislativo e dell’intera rete (scuola, famiglia, clinico) che si attiva intorno al bambino nel processo di screening, diagnosi e trattamento. A tale fine si è ritenuto opportuno procede con una stesura di tipo compilativo, attraverso un’analisi letteraria sulla tematica seguita da un affiancamento con la relatrice universitaria. Dalla disamina è emerso che la diagnosi precoce predispone nel bambino lievi ripercussioni a livello psicologiche in quanto, il periodo di esposizione alla frustrazione ed al disagio di non riuscire a fronteggiare le richieste è contenuto, grazie all’immediato intervento della rete nel processo di diagnosi e del successivo trattamento. La diagnosi tardiva, caratterizzata invece da un’esposizione alla frustrazione ed al disagio reiterato, rileva maggiori ricadute sia a livello psicologico che comportamentale: a livello psicologico, principalmente attraverso un crollo dell’autostima e del senso di autoefficacia; a livello comportamentale, attraverso l’abbandono scolastico e manifestazioni di rabbia ed aggressività in più ambiti. Sulla base dei seguenti dati emersi, lo scritto si pone lo scopo ultimo di evidenziare, nelle varie parti del processo, il ruolo che le figure genitoriali ricoprono nel sostegno psicologico del soggetto; indagando come un importante sostegno a livello famigliare influenzi, insieme ad altre variabili, la percezione di autostima, autoefficacia ed il futuro dell’individuo.

This paper aims to investigate the effects that an early or late diagnosis of learning disorders determines on the psychological conditions of the child, with a particular focus on parental influence in the support and enhancement of him. In order to examine it in a complete way, it is proposed an examination under the descriptive and legislative aspects of the disorder up to the entire net, including school, family and clinical fields, activated around the child in the process of screening, diagnosis and treatment. Therefore, it was appropriate to proceed with a Desk Study, through a literary analysis on the topic followed by a valuable support by the university supervisor. The examination has shown that early diagnosis predisposes mild psychological repercussions in the child, since the period of exposure to frustration and the awkwardness to not be able to face the requests is contained, thanks to the immediate intervention of the network in the process of diagnosis and subsequent treatment. The late diagnosis, instead, is characterized by a repeated exposure to frustration and it detects greater impact at both psychological and behavioral level: at psychological level, mainly through a breakdown of self-esteem and the sense of self-effectiveness and at behavioral level through early school leaving and displays of anger and aggression in multiple areas. On the basis of the following data, this paper aims at underline, in the various parts of the process, the role that parenting figures play in the psychological support of the person, investigating how an important family support influences with other variables the perception self-esteem and self-effectiveness and the future of the individual.

La Sindrome Disesecutiva nell'età dello sviluppo

Studente: Elisa Ghigi
Titolo tesi: La Sindrome Disesecutiva nell'età dello sviluppo
Docente relatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 17 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Durante il presente lavoro, si è svolta una ricerca bibliografica finalizzata alla descrizione delle caratteristiche generali delle Funzioni Esecutive, allo scopo di analizzare ed identificare il ruolo dei deficit esecutivi in un soggetto con sviluppo atipico, con particolare attenzione all’età dello sviluppo. Nel seguente testo si individua come un funzionamento esecutivo deficitario nell’età dello sviluppo si associ a peggiori competenze scolastiche (letto-scrittura e calcolo), linguistiche, sociali e ad una peggiore qualità della vita da adulto; inoltre, si evidenzia la presenza di modelli tipici e specifici di compromissioni delle Funzioni Esecutive in vari Disturbi del Neurosviluppo. Dalla ricerca fatta, risulta che le FE ricoprono un ruolo cardine nella quotidianità delle persone: ognuno di noi le utilizza abitualmente per correggere i propri errori, pianificare e prendere decisioni, inibire comportamenti automatici e apprenderne di nuovi, più adatti e conformi alle circostanze e agli ambienti in cui ci troviamo e molto altro. Sviluppando l’idea che per un vissuto armonioso e funzionale si debba agire, quindi, oltre che sulla diagnosi specifica di ogni soggetto anche e, oserei dire, soprattutto sui deficit esecutivi, si offrono esempi di tecniche e metodologie di riabilitazione e potenziamento che, se applicate correttamente, portano ad un miglioramento globale dell’individuo.

During the present work, a bibliographic research aimed at describing the general features of Executive Functions has been carried out to analyze and identify the role of executive deficits in a person with atypical development, with particular attention to the age of development. The following text identifies how a impaired executive functioning in the age of development is associated with worse academic (reading, writing and calculation), linguistic and social skills and with a worse quality of life as an adult; in addition, the text highlights the presence of typical and specific patterns of impairment of Executive Functions in various Neurodevelopmental Disorders. The research demonstrates that by Executive Functions play a pivotal role in people’s daily lives: each of us uses them routinely to correct our mistakes, to plan and make decisions, to inhibit automatic behaviors and lears new ones, more suitable and conforming to the circumstances and environments in which we find ourselves and much more. Developing the idea that for a harmonious and functional life it’s necessary to act, not only on the specific diagnosis of each subject, but also and, I would dare to say, especially on executive deficits, the text offers examples of rehabilitation and strengthening techinques and methologies which, if applied correctly, they lead to a global improvement of the individual.