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La dipendenza da gioco d’azzardo patologico. Tra lutto, simbiosi e ricerca dell’autonomia

Studente: Sally Vanzetto
Titolo tesi: La dipendenza da gioco d’azzardo patologico. Tra lutto, simbiosi e ricerca dell’autonomia
Docente relatore: Prof.ssa Catia Martorello
Docente controrelatore: Prof. Cinzia Poli
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 12 marzo 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Secondo Joyce MC Dougall nel suo libro “Teatri del corpo. Un approccio psicoanalitico ai disturbi psicosomatici”, la tossicodipendenza rientra nella stessa categoria dei disturbi psicosomatici. La si può infatti considerare come un tentativo psicosomatico di venire a capo del dolore mentale ricorrendo a sostanze esterne che tranquillizzano la mente e aboliscono in via provvisoria il conflitto psichico. Come per il paziente psicosomatico il corpo è il luogo in cui viene messo in scena il conflitto, per il paziente dipendente la relazione con l’oggetto esterno con cui instaura un legame di dipendenza è rappresentazione del suo mondo interiore. Come per il paziente psicosomatico G. Ammon delinea un tipico background famigliare e relazionale, in questa tesi, attraverso l’analisi di dodici casi clinici di pazienti dipendenti da gioco d’azzardo patologico, si intende ricercare e osservare le variabili frequenti nelle storie di vita e, secondo il modello di L. s. Benjamin, i processi di copia maggiormente riscontrabili nella persona affetta da GAP.

According to Joyce MC Dougall in her book “Theaters of the body. A Psychoanalytic Approach to Psychosomatic Disorders”, drug addiction falls into the same category as psychosomatic disorders. In fact, it can be considered as a psychosomatic attempt to deal with mental pain by resorting to external substances that calm the mind and temporarily abolish psychic conflict. In a similar way of what happen for the psychosomatic patient where the body is a theatre of a deep conflict, for the addicted patient, the relationship with the external object, which he establishes a bond of dependence, is a representation of his inner world. As for the psychosomatic patient G. Ammon outlines a typical family and relational background, in this thesis, through the analysis of twelve clinical cases of patients addicted to pathological gambling, we intend to research and observe the frequent variables in life stories and, according to the model of L. S. Benjamin, the most common copy processes in people with pathological gambling diagnosis.


Siblings: Fratelli di bambini con disabilità visiva

Studente: Irene Bottan
Titolo tesi: Siblings: Fratelli di bambini con disabilità visiva
Docente relatore: Prof.ssa Cinzia Poli
Docente controrelatore: Prof.ssa Catia Martorello
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 12 marzo 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto verte attorno alla relazione, in quanto esperienza e non patologia, dei fratelli e sorelle di bambini ipovedenti e/o ciechi. La prima parte del lavoro si sviluppa utilizzando una ricerca bibliografica e sitografica del materiale riguardante la disabilità visiva in ambito medico, psicologico e scolastico. La seconda, si concentra sulla fratria: parte dalla spiegazione di come si struttura la famiglia nucleare occidentale per poi far luce sulla relazione fraterna, concentrandosi sul significato del rapporto stesso, sull’esperienza, sulle emozioni e sul bisogno di informazione. L’ultima parte della tesi è di carattere esperienziale: sono state svolte 21 interviste ai fratelli o sorelle di bambini/ragazzi con disabilità visiva, che frequentano la Fondazione Robert Hollman. I bambini/ragazzi sono tutti in età evolutiva e le interviste sono focalizzate sulla loro esperienza di essere fratelli, sul loro vissuto e sulle loro emozioni. Vengono rappresentati in una tabella riassuntiva gli aspetti comuni e quelli differenti rilevati dalle interviste, per poter porre una riflessione di carattere generale sulle svariate esperienze, emozioni, atteggiamenti della fratria. In conclusione sono riportate delle proposte di sostegno per i Siblings.

The topic chosen focuses on the relationship, as an experience and not a pathology, of the brothers and sisters of visually impaired and/or blind children. The first part of the work is developed using a bibliographic and sitographic search of the material concerning visual impairment in the medical, psychological and scholastic fields. The second focuses on phratry: it starts with an explanation of how the Western nuclear family is structured and then sheds light on the fraternal relationship, focusing on the meaning of the relationship itself, on experience, emotion and the need for information. The last part of thesis is of an experiential nature: 21 interviews were conducted with the brothers or sisters of children/teens with visual impairments, who attend the R. Hollman Foundation. Children are all in developmental age and interviews are focused on their experience of being Siblings, their feelings and their emotions. The common and different aspects identified by the interviews are represented in a summary list, in order to be able to reflect on the various experiences, emotions, attitudes of phratry. In conclusion, there are some proposals for a support to the Siblings.

Il COVID-19 e la rivalutazione della psicologia

Studente: Lorenzo Brollo
Titolo tesi: Il COVID-19 e la rivalutazione della psicologia
Docente relatore: Prof.ssa Lara Fressini
Docente controrelatore: Prof.ssa Beatrice Signorotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 9 marzo 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento centrale della presente tesi è l’adeguamento della condizione lavorativa delle figure dello psicologo e dello psicoterapeuta che viene particolarmente e ulteriormente motivato dall’analisi dell’attuale stato di emergenza sanitaria. Gli obiettivi di questo lavoro ruotano attorno alla tesi che lo psicologo non sia ancora sufficientemente e adeguatamente considerato e trattato per quella che è la sua figura professionale. Viene sottolineato il peso della componente psicologica nell’affrontare la pandemia mondiale e messa in luce la più generale importanza della considerazione della persona come un essere complesso, che necessita di essere studiato attraverso un approccio multidisciplinare e completo. La ricerca, condotta secondo una metodologia di lavoro che ha comportato un approfondimento bibliografico di settore, attraverso lo studio di autorevoli fonti scientifiche nell’ambito psicologico e l’analisi dei provvedimenti attuati sul territorio nazionale per far fronte alla pandemia da Covid-19, è articolata in quattro sezioni. Nella prima si inquadra e si spiega la pericolosità del virus SARS-CoV-2 per l’uomo, nella seconda si effettuano delle riflessioni di stampo psicosomatico ed ecobiopsicologico rispetto alla stessa malattia Covid-19, la terza sezione mette a tema la complessità e la “cura” della persona, con particolare riferimento all’importanza degli aspetti psicologici. La quarta, infine, esamina nel dettaglio quello che è stato lo sforzo psicologico nella risposta alla pandemia e conferma, in termini conclusivi, la mancanza di una altrettanto adeguata risposta alle necessità della popolazione e dei professionisti di questa disciplina sanitaria.

The central argument of this thesis is the adaptation of the working conditions of the psychologist and psychotherapist who is particularly motivated by the analysis of the current state of health emergency. The objectives of this work revolve around the thesis that the psychologist is not yet sufficiently and adequately considered and treated for what is his professional figure. The weight of the psychological component in dealing with the global pandemic is underlined and the more general importance of considering the person as a complex being, which needs to be studied through a multidisciplinary and complete approach, is highlighted. The research, conducted according to a working methodology that involved a bibliographic study of the sector, through the study of authoritative scientific sources in the psychological field and the analysis of the measures implemented on the national territory to deal with the Covid-19 pandemic, is divided into four sections. In the first one, the danger of the SARS-CoV-2 virus for humans is framed and explained, in the second one, psychosomatic and ecobiopsychological reflections are carried out with reference to Covid-19 disease itself. The third section focuses on the complexity and "care" of the person, with particular reference to the importance of psychological aspects. Finally, the fourth part examines in detail what the psychological effort has been in the response to the pandemic and confirms, in conclusive terms, the lack of an equally adequate response to the needs of the population and professionals of this health discipline.



Violenza domestica e perinatalità: una rassegna sistematica con sbocchi sulla prevenzione.

Studente: Chiara Barbirato
Titolo tesi: Violenza domestica e perinatalità: una rassegna sistematica con sbocchi sulla prevenzione.
Docente relatore: Prof.ssa Lara Fressini
Docente controrelatore: Prof.ssa Beatrice Signorotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 9 marzo 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il periodo perinatale, collocandosi tra l’inizio della gravidanza e il compimento del primo anno d’età del bambino, si delinea come fase altamente delicata della vita. In questi mesi avvengono importanti cambiamenti fisiologici, psichici e relazionali nella madre, mentre nel feto e nel neonato si sviluppano strutture anatomiche e funzionali. Durante la fase perinatale l’esposizione ad eventi stressanti, a violenze psicologiche, fisiche e sessuali può provocare importanti conseguenze nella donna gestante, nel feto e nel bambino. A tal riguardo è stata effettuata una ricerca bibliografica volta ad analizzare prevalenza, fenomenologia, fattori di rischio e conseguenze della violenza domestica perinatale. Sono stati analizzati metodologie e campioni utilizzati dalle ricerche selezionate, dalle quali sono emersi importanti risultati. Tra i principali fattori di rischio si sono riscontrate condizioni socio-economiche svantaggiate, culture paternalistiche e conservative, storie di violenza nelle famiglie d’origine, gravidanze indesiderate. Le conseguenze rilevate, che riguardano la donna, comprendono sintomatologie depressive o post traumatiche da stress, modificazioni nella risposta allo stress, problematiche ostetriche o ginecologiche, ma anche problematiche connesse al legame madre-bambino e alle pratiche di allattamento. Il feto-bambino, dal canto suo, può presentare problematiche evolutive o funzionali, mutazioni epigenetiche nella risposta allo stress e nei casi peggiori rimanere vittima delle violenze subite dalla madre. Data la vasta gamma di pericoli e lesioni riscontrati nelle madri e nei bambini risulta necessaria un’azione di prevenzione, screening e rilevazione dei casi di violenza domestica perinatale. Tale progettualità, però, non può esimersi dalla formazione del personale sanitario e dalla costruzione di strumenti validati sulla popolazione di riferimento.

The perinatal period is a highly delicate phase of life that takes place between the beginning of the pregnancy and the competition of the baby’s first year of age. In these months, important physiological, psychic and relational changes take place in the mother’s life, while anatomical and functional structures develop in the fetus and newborn. During the perinatal phase, exposure to stressful events, psychological, physical and sexual violence can have important consequences in both the pregnant woman, the fetus and child. In this regard, a bibliographic research was carried out to analyze the prevalence, phenomenology, risk factors and consequences of perinatal domestic violence. Methodologies and samples used by the selected researches were analyzed and important results emerged: the main risk factors included disadvantaged socio-economic conditions, paternalistic and conservative cultures, stories of violence in families of origin, unwanted pregnancies. The consequences for a woman might include depressive or post-traumatic stress symptoms, changes in the response to stress, obstetric or gynecological damages, but also problems related to the mother-child bond and breastfeeding practices. The fetus-child, instead, can present evolutionary or functional problems, epigenetic mutations in the response to stress and in the worst case become might be the victim of the violence suffered by the mother. Given the wide range of injuries encountered in mothers and children, it is necessary to develop prevention and screening practices to detect perinatal intimate partner violence. This planning, however, cannot be exempted from the training of healthcare personnel and the construction of validated tools for the concerned population.

Quando lo sport non cura. La sofferenza dell’io nella ricerca di un corpo scultoreo

Studente: Martina Dal Pont
Titolo tesi: Quando lo sport non cura. La sofferenza dell’io nella ricerca di un corpo scultoreo
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof.ssa Beatrice Signorotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 9 marzo 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

La tesi esposta si propone di analizzare la problematica della vigoressia, un argomento poco ricorrente e non ancora ufficialmente riconosciuto, che sembra essere in rapida espansione. Per questo motivo, si è scelto di dedicare l’attenzione a tale tematica, affinché si possa dare un piccolo ed umile contributo allo studio di questa sintomatologia.
Uno dei principali obiettivi è stato quello di comprendere se questo tipo di malessere sta iniziando ad insediarsi nella mente della popolazione e se entrambi i generi ne sono coinvolti.
La realizzazione di questo scritto, di carattere compilativo, si è svolta attraverso lo studio di lavori pubblicati da esperti che ricoprono ruoli differenti e fa riferimento ad alcuni esperimenti.
L’elaborato è suddiviso in tre capitoli.
Nella prima parte si trattano le questioni personali: si indaga in che modo il tipo di attaccamento, di relazioni, di personalità o di traumi potrebbero condizionare particolarmente lo sviluppo futuro della problematica in questione.
In un secondo momento si affronta il tema della società e della cultura: esplorando come il corpo ideale è cambiato nel corso della storia e da dove deriva il concetto di bellezza.
Infine ci si concentra sul tema principale: si distingue il termine “salute” da quello di “fitness” e si analizzano i ruoli dello sport e delle diete, per arrivare alla stesura di possibili criteri di valutazione in grado di delineare l’anoressia inversa.
Si conclude affermando che la bigoressia meriterebbe una giusta considerazione, perché si maschera dietro a corpi perfettamente scolpiti, a cui i più vorrebbero aspirare, ma danneggia la mente, il fisico ed il cuore di chi la ospita.

This paper aims to analyze the disorder of bigorexia, an uncommon subject that which is not yet officially recognized but appears to be rapidly expanding. For this reason, it has been decided to devote attention to this issue, so that a small and humble contribution can be made to the study of this symptomatology.
One of the main objectives has been to understand whether this type of malaise is really starting to settle in people’s mind and whether both genders are involved.
The production of this paper, which is of a comparative nature, has been carried out by studying works and scientific articles published by experts and refers to some experiments.
The paper is divided into three chapters.
The first part deals with personal issues and the type of attachment, relationship, personality, or traumatic event, that might particularly affect the future development of bigorexia.
In the second part, society and culture are addressed: how the ideal body has changed throughout history and where the concept of beauty comes from.
Finally, in the last part, the focus is on the main topic, namely on reverse anorexia. A distinction is made between the terms “health” and “fitness” and the role of sport and diets is investigated, leading to the drafting of possible evaluation criteria that can outline it.
It concludes by stating that bigorexia deserves proper consideration, because it hides itself behind perfectly sculpted bodies, to which most would like to aspire, but it damages the mind, body, and heart of those who experience it.

 

Analisi del percorso per uomini maltrattanti all'interno dei Centri dedicati: proposta di applicazione del modello circolare di vittimizzazione

Studente: Chiara Briani
Titolo tesi: Analisi del percorso per uomini maltrattanti all'interno dei Centri dedicati: proposta di applicazione del modello circolare di vittimizzazione
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof. Giovanni Fasoli
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 6 marzo 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

La mia tesi mira ad applicare il modello circolare italiano di vittimizzazione dei Centri Antiviolenza al funzionamento dei Centri per uomini maltrattati che vogliono smettere di usare violenza contro le donne. Innanzitutto, tratterò la tematica socioculturale della violenza di genere all’interno dei rapporti tra donne e uomini, descrivendone le tipologie (fisica, psicologica, sessuale, economica) e gli effetti dell'esposizione ad essa. Descriverò le probabili caratteristiche dei maltrattanti attraverso un punto di vista individuale: life skill, distorsioni cognitive, attaccamento, trasmissione generazionale della violenza, personalità. Per raggiungere il mio obiettivo, infine, confronterò i due tipi di Centri, utilizzando la mia esperienza in un Centro Antiviolenza ed un’intervista ad un lavoratore di un Centro per uomini maltrattanti.

My dissertation aims to apply the Italian circular model of victimization of Women’s Resource Centres to the functioning of Centres for batter men who want to stop using violence against women. First, I’m going to treat the sociocultural thematic of gender violence in the relationships between women and men, describing its typologies (physical, psychological, sexual, economic) and the effects of exposure to it. I’m going to describe the likely characteristics of men who batter through an individual point of view: life skills, cognitive distortions, attachment, generational trasmitting of violence, personality. To achieve my goal, finally I’m going to compare the two types of Centres, using my experience in a Women’s Resource Centre and an interview to a Batter Men’s Centre worker.

Child-grooming: adescamento on-line. Aspetti psico-logici, psico-patologici e criminologici

Studente: Rossella Campisi
Titolo tesi: Child-grooming: adescamento on-line. Aspetti psico-logici, psico-patologici e criminologici
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof. Marco Monzani
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 6 marzo 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente lavoro di tesi pone come tema centrale l’analisi e la descrizione del processo di adescamento minorile da un punto di vista psico-logico, psico-patologico e criminologico; andando ad analizzare dapprima il processo del child-grooming in generale, fino ad arrivare agli aspetti psicopatologici e criminologici dell’Internet crime. Si analizza inoltre, all’interno della tesi il peculiare rapporto intersoggettivo esistente tra l’adescatore e la vittima di adescamento, il quale viene approfondito a partire dalle strategie messe in atto dal sex offender per adescare la vittima e dalle vulnerabilità che invece caratterizzano le vittime e che a sua volta le rendono tali, senza tralasciare l’impatto che il cyberspazio provoca rispetto al comportamento delle persone all’interno del mondo virtuale in termini di disinibizione. La tesi affronta innanzitutto, in modo concreto e diretto, il fenomeno dell’adescamento minorile e quindi più in generale la pedofilia e la cyber-pedofilia, andando a soffermarsi particolarmente sull’importanza di indagare i processi psicopatologici alla base di tale disturbo al fine di dimostrare quanto sia fondamentale identificare la pedofilia, a livello criminologico, come patologia, in quanto solo in questo caso è possibile applicare misure di sicurezza in linea con un reinserimento sociale. Il testo si pone quindi come obiettivo principale la riflessione sull’importanza di identificare i profili sia dell’adescatore sia della vittima di adescamento riuscendo così ad individuare le problematiche psicologiche che stanno alla base di quel determinato comportamento, e poter di conseguenza prevenire e curare. Alla luce di tutto ciò emerge quanto sia importante comprendere come le nuove tecnologie e l’avvento dunque di una dimensione virtuale della pedofilia, abbia reso ancora più articolata la realtà che si cela sotto tale espressione. A tal proposito infine l’elaborato riflette su come l’avvento delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione abbiano agevolato lo sviluppo del crimine, in quanto la Rete instaura nuove opportunità, nuovi pericoli e nuovi equilibri nel rapporto autore-vittima. Inoltre è proprio in tale relazione che la percezione del rischio riveste un ruolo fondamentale, la quale, deve essere tenuta in considerazione se si vogliono cogliere i meccanismi comportamentali del cybercriminale e della vittima.

This thesis work focuses on the analysis and description of the process of child grooming from a psychological, psychopathological and criminological point of view, going to analyze first the process of child-grooming in general, until you get to the psychopathological and criminological aspects of Internet crime. It also analyzes, within the thesis, the peculiar intersubjective relationship that exists between the offender and the victim of grooming, which is deepened from the strategies implemented by the sex offender to groom the victim and the vulnerabilities that instead characterize the victims and that in turn make them such, without neglecting the impact that cyberspace causes compared to the behavior of people within the virtual world in terms of disinhibition. The thesis addresses first of all, in a concrete and direct way, the phenomenon of child grooming and then more generally pedophilia and cyber-pedophilia, going to dwell particularly on the importance of investigating the psychopathological processes at the base of this disorder in order to demonstrate how fundamental it is to identify pedophilia, at the criminological level, as a pathology, as only in this case it is possible to apply security measures in line with a social reintegration. The main objective of the text is to reflect on the importance of identifying the profiles of both the groomer and the victim of grooming, thus being able to identify the psychological problems that underlie that particular behavior, and consequently be able to prevent and cure. In the light of all this, it is important to understand how the new technologies and the advent of a virtual dimension of pedophilia, has made even more articulate the reality that lies beneath this expression. In this regard, finally, the paper reflects on how the advent of information and communication technologies have facilitated the development of crime, as the network establishes new opportunities, new dangers and new balances in the author-victim relationship. Moreover, it is in this relationship that the perception of risk plays a fundamental role, which must be taken into account if we want to understand the behavioral mechanisms of the cybercriminal and the victim.

Musicopedia e Dislessia: dall'ambiente sonoro agli interventi di potenziamento

Studente: Lisa Lorenzet
Titolo tesi: Musicopedia e Dislessia: dall'ambiente sonoro agli interventi di potenziamento
Docente relatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Francesca Gnoato
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 6 marzo 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento oggetto del presente elaborato verte sul trattamento della Dislessia Evolutiva mediante la messa in atto di interventi basati sull’utilizzo della musica quale strumento per il potenziamento delle abilità fonologiche e dei processi cognitivi sottostanti. A tal proposito, a partire da una riflessione sull’importanza dei suoni dell’ambiente intrauterino per lo sviluppo biologico e psichico del feto e della naturale predisposizione all’ascolto con cui viene al mondo, vengono successivamente illustrati gli effetti prodotti dall’attività musicale vera e propria sul potenziamento di alcune specifiche abilità cognitive, tra cui quelle coinvolte nell’elaborazione fonologica del linguaggio e nella lettura, in virtù della stimolazione della plasticità cerebrale e della riorganizzazione neuronale. Il percorso di ricerca, condotto attraverso la disamina degli studi e delle ricerche attualmente presenti in letteratura, ha come obiettivo quello di indagare se e in che modo gli effetti indotti dalla musica sulla plasticità cerebrale possano produrre un miglioramento delle prestazioni di lettura mediante il potenziamento e l’automatizzazione delle abilità fonologiche e dei processi cognitivi coinvolti, costituendosi come uno strumento efficace per il trattamento abilitativo della Dislessia. La riflessione sull’efficacia dei programmi abilitativi a base musicale viene effettuata anche alla luce del valore aggiunto conferito dalla musica nel porsi come uno strumento di stimolazione multisensoriale in grado di favorire il coinvolgimento, l’interesse e la motivazione del bambino dislessico all’apprendimento.

The main topic of this paper focuses on the treatment of Developmental Dyslexia through the enabling interventions based on the use of music as a tool for the enhancement of phonological skills and underlying cognitive processes. About this, starting from a reflection on the importance of the sounds of the intrauterine environment for the biological and psychic development of the fetus and the natural predisposition to listening with which it comes into the world, the effects produced by the musical activity on the enhancement of some specific cognitive abilities, including those involved in the phonological processing of language and reading, by virtue of the stimulation of brain plasticity and neuronal reorganization, are subsequently illustrated. The research path, conducted through the examination of the studies and research currently present in the literature, aims to investigate if and how the effects induced by music on brain plasticity can improve the reading performances through the enhancement and the automation of phonological skills and cognitive processes involved, constituting an effective tool for the enabling treatment of Dyslexia. The reflection on the effectiveness of music-based enabling programs is also carried out for the added value conferred by music in acting as a multisensory stimulation tool capable of promoting the involvement, interest and motivation of the dyslexic child to learn.

 

Sessualità e affettività in soggetti con Disturbo dello Spettro autistico nel nuovo protocollo di lavoro di Isabelle Hénault

Studente: Luisa Morreale
Titolo tesi: Sessualità e affettività in soggetti con Disturbo dello Spettro autistico nel nuovo protocollo di lavoro di Isabelle Hénault
Docente relatore: Prof. Alberto Angarano
Docente controrelatore: Prof.ssa Giulia Marella
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 5 marzo 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’Autismo ha iniziato a far parte della mia vita dall’età di quattordici anni con l’esperienza di tirocinio, presso il Presidio Riabilitativo Villa Maria, un centro diurno e residenziale della Provincia di Vicenza. Qui sono entrata in contatto con una condizione allora a me sconosciuta ma che ha subito suscitato un viaggio in un mondo affascinante e di sentimento. In questo Progetto ho imparato che l’Autismo non è una condizione con caratteristiche omogenee ma si presenta in modi estremamente originali e unici in ogni persona. Grazie a questa esperienza ho conosciuto molte persone di gran cuore che quotidianamente lavorano a contatto con loro e passo dopo passo rendono migliore la loro vita. Stare a contatto con questi bambini mi ha regalato grandi soddisfazioni e conclusa l’esperienza ho fatto la scelta di continuare la formazione nell’ambito dell’Autismo. Durante un corso di formazione ho appreso le tecniche di insegnamento comportamentale ABA (Applied Behavior Analysis) e ho iniziato a lavorare personalmente con alcuni di questi bambini. Grazie al mio lavoro ho potuto comprendere l’importanza di condurre una buona valutazione e di adattare gli obiettivi di insegnamento ai punti di forza e di debolezza di ogni bambino. Ho avuto modo di avvicinarmi alle famiglie di questi bambini e di osservare le problematiche che incontrano ogni giorno. Infine ho potuto provare come la corretta applicazione di metodologie comportamentali, basate sull’evidenza scientifica, possa effettivamente produrre grandi risultati e miglioramenti significativi in questi soggetti.

Rapporto tra diagnosi di ADHD e comportamenti devianti o delinquenziali. Ricerca d'archivio sui minori seguiti dai Distretti 1 e 2 dell'Azienda ULSS 3 Serenissima di Venezia nel periodo 2015-2019

Studente: Giulia Libralesso
Titolo tesi: Rapporto tra diagnosi di ADHD e comportamenti devianti o delinquenziali. Ricerca d'archivio sui minori seguiti dai Distretti 1 e 2 dell'Azienda ULSS 3 Serenissima di Venezia nel periodo 2015-2019
Docente relatore: Prof. Fabio Benatti
Docente controrelatore: Prof. Marco Monzani
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 5 marzo 2021
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Diversi studi dimostrano l’esistenza del rapporto tra disturbo da deficit di attenzioneiperattività (ADHD) e la manifestazione di comportamenti devianti o delinquenziali. Attualmente, i dati presenti nella letteratura di riferimento provengono da ricerche scientifiche nord-europee e nord-americane. Da questa premessa nasce l’interrogativo e l’idea di condurre una ricerca a carattere epidemiologico, al fine di valutare se i dati di tali studi siano applicabili anche al contesto locale. L’indagine è stata condotta all’interno dei Distretti 1 e 2 dell’Azienda ULSS 3 Serenissima di Venezia. Dagli archivi delle neuropsichiatrie infantili è stato possibile visionare le cartelle di 108 soggetti (M= 81; F= 27) di età compresa fra gli 8 e i 17 anni, che tra il 2015 e il 2019 si sono rivolti alle strutture indicate con un’ipotetica diagnosi di ADHD. Dai risultati ottenuti è emerso che il 56,5% dei soggetti esaminati ha manifestato comportamenti devianti. Di questi, il 18% ha manifestato in aggiunta anche condotte delinquenziali. Pertanto, i dati locali confermano gli studi presenti in letteratura. Unitamente a tale analisi, sono stati condotti ulteriori approfondimenti per studiare le relazioni tra condotte devianti ed altre variabili quali sesso, età, comorbilità e ipotesi di intervento (farmaco, parent training e terapie individuali).

Several studies show the existence of a relationship between attention deficit hyperactivity disorder (ADHD) and the manifestation of deviant or delinquent behaviour. At present, the data in the reference literature comes from North European and North American scientific research. This gave rise to the question and the idea of conducting epidemiological research to assess whether the data from these studies could also be applied to the local context. The survey was conducted in Districts 1 and 2 of the Azienda ULSS 3 Serenissima of Venice. From the archives of child neuropsychiatry it was possible to view the records of 108 subjects (M= 81; F= 27) aged between 8 and 17 years, who between 2015 and 2019 went to the indicated facilities with a hypothetical diagnosis of ADHD. The results obtained showed that 56.5% of the subjects examined manifested deviant behaviour. Of these, 18% also showed delinquent behaviour. The local data therefore confirm the studies in the literature. In addition to this analysis, further investigations were carried out to study the relationships between deviant behavior and other variables such as gender, age, comorbidity and intervention hypotheses (medication, parental training and individual therapy).