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Anatomia di un taglio. Da ferita nell’Anima ad incisione simbolica

Studente: Valentina Pivotto
Titolo tesi: Anatomia di un taglio. Da ferita nell’Anima ad incisione simbolica
Docente relatore: Prof. Giovanni Marchioro
Docente controrelatore: Prof. Giampaolo Mazzara
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Ciò che appare immediatamente visibile di fronte ad un taglio è la presenza di un segno netto, un’interruzione della continuità di un corpo, operato attraverso un’incisione di una particolare profondità, tracciato con accuratezza e meticolosità o, al contrario, con veemenza ed imprecisione. Il taglio è anche una ferita che non si rimargina, una traccia indelebile, caratterizzata da bordi che non potranno più essere ricongiunti, se non attraverso modalità trasformative. Tuttavia si ritiene necessario andare oltre all’osservazione analitica del medesimo, in quanto non permette di comprendere le motivazioni profonde che inducono all’incisione. Mediante il seguente elaborato si intende infatti anatomizzare il processo dell’incisione, ovvero sottoporre ad un’accurata analisi le dinamiche di produzione di un taglio, dalla meticolosa scelta dello strumento di incisione, alla selezione della tela da incidere (dalla tela in lino belga del pittore Lucio Fontana, alla pelle come luogo di rappresentazione), al fine di individuarne i processi dinamici ed i significati simbolici. Ricondotto all’istinto del divenire, il taglio, così come lo squarcio, diviene dispositivo che distrugge ma che allo stesso tempo genera: definisce i confini tra il Sé e l’altro (Porter, 1981), regola pulsioni sessuali o di morte (Friedman, 1972), protegge gli altri dalla propria aggressività (Suyemoto, 1998), pone rimedio ad un senso interno di frammentazione (Lemma, 2010), permette la purificazione nella pratica della scarificazione, produce arte.

What appears immediately visible in front of a cut is the presence of a clear sign, an interruption of the continuity of a body, operated through an incision of a particular depth, traced with accuracy and meticulousness or, conversely, with vehemence and imprecision. The cut is also a wound that does not heal, an indelible trace, characterized by edges that can no longer be rejoined, except through transformative methods. However, it is considered necessary to go beyond the analytical observation of the same, as it does not allow to understand the deep motivations that lead to the incision. By means of the following elaborate we intend to anatomize the engraving process, or to subject to a careful analysis the production dynamics of a cut, from the meticulous choice of the engraving tool, to the selection of the canvas to be engraved (from the Belgian linen canvas of the painter Lucio Fontana, to the skin as a place of representation), in order to identify its dynamic processes and symbolic meanings. Traced back to the instinct of becoming, the cut, as well as the gash, becomes a device that destroys but at the same time generates: defines the boundaries between the Self and the other (Porter, 1981), regulates sexual or death drives (Friedman , 1972), protects others from one's aggression (Suyemoto, 1998), remedies an internal sense of fragmentation (Lemma, 2010), allows purification in the practice of scarification, produces art.

Una domanda scomoda: i terapeuti amano i loro pazienti?

Studente: Susan De Nardi 
Titolo tesi: Una domanda scomoda: i terapeuti amano i loro pazienti?
Docente relatore: Prof. Giovanni Marchioro
Docente controrelatore: Prof. Giovanni Fasoli
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

In questo lavoro s’intende investigare la presenza e l'eventuale ruolo nella relazione clinica del sentimento dell’amore nel terapeuta per il paziente. Seguendo un approccio storico s’inizia identificando i temi e le problematiche che accompagnano i primi interventi considerati psicoterapeutici nell’opera di Franz Mesmer e lo sforzo compiuto dai suoi seguaci nel rendere il lavoro dei curanti accettabile al pubblico e alle autorità, nonché ai costi che tale sviluppo ha portato al rapporto tra medico e paziente. Con la nascita della psicologia moderna e, principalmente, con il lavoro di Freud, si vede come questi temi si ripropongano. Si scopre, inoltre, che non solo c’è un fermo rifiuto della presenza di qualsiasi affetto nel terapeuta nel lavoro clinico, ma c’è pure una analoga marcata diffidenza verso la presenza dei sentimenti del paziente per il suo curante. Vengono, quindi, esaminati gli sviluppi e l’evoluzione nella concettualizzazione della relazione che vedono non solo la crescente accettazione dei contributi affettivi del terapeuta nel setting, ma anche una nuova consapevolezza che l’amore del terapeuta per il paziente è costitutivo della relazione terapeutica, nella quale il terapeuta compartecipa, assieme al paziente, alla creazione, al mantenimento e al felice esito di quello che viene successivamente considerata un’unità terapeutica. Si analizza, infine, la natura dell’amore del terapeuta, indagando la sua provenienza nel terapeuta, le sue manifestazioni nella relazione terapeutica e i significati che riveste l’amore per il curante; si scopre cosa il terapeuta porti di sé nella relazione clinica e che l’amore è il cuore del legame tra terapeuta e paziente.

In this work we intend to investigate the presence and possible role of the therapist’s love for the patient in the clinical relationship. Following a historical approach, this paper begins by investigating the themes and problems accompanying the first interventions considered as psychotherapeutic in the work of Franz Mesmer, as well as the efforts made by his followers to render the work of these medics acceptable to both the public and the authorities. Further, the costs that this development has led to the relationship between doctor and patient are identified. With the birth of modern psychology and, above all, Freud's work, we see how these themes recur. As is discovered, not only is there a firm rejection of the presence of any affection in the therapist in clinical work, but there is also an analogous marked distrust of the patient's feelings for his caregiver. Subsequent developments and developments are then examined which see not only the growing acceptance of the therapist's affective contributions in the setting but a new awareness is reached of how the therapist's love for the patient is constitutive of the therapeutic relationship in which the therapist participates, together with the patient, in the creation, maintenance and happy outcome of what is considered the therapeutic unit. Finally, the nature of the therapist's love is analyzed by investigating its origin in the therapist, its manifestations in the therapeutic relationship and the meaning his love takes for the therapist. We discover what the therapist brings to the clinical relationship and that love is the heart of the bond between therapist and patient.

Analisi qualitativa dei test di fluenza verbale nelle persone affette da sclerosi multipla per valutare l’accesso al lessico fonologico-semantico: uno studio pilota

Studente: Angelica Daffinà
Titolo tesi: Analisi qualitativa dei test di fluenza verbale nelle persone affette da sclerosi multipla per valutare l’accesso al lessico fonologico-semantico: uno studio pilota
Docente relatore: Prof.  Pitteri Daffinà
Docente controrelatore: Prof.ssa Francesca Gnoato 
Presidente commissione di tesi: Prof. Marchioro Davide Maria
Data discussione tesi: 14 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Vari studi hanno indagato il meccanismo di accesso al magazzino lessicale-semantico attraverso un’analisi delle prestazioni dei soggetti nei compiti di fluenza verbale (fonemica e semantica), sia sulla popolazione sana, sia su popolazioni affette da malattie neurologiche. Lo scopo del presente lavoro è stato estendere tale indagine alla popolazione affetta da Sclerosi Multipla, attraverso un’analisi quantitativa e qualitativa. Lo studio ha coinvolto un campione di 69 pazienti affetti da Sclerosi Multipla (51 donne, Età = 38.4±11.7 anni) e 18 controlli neurologicamente indenni (13 donne, Età = 38.7±11.2 anni), a cui è stato somministrato il Test delle Fluenze Verbali (Costa e coll., 2014). I risultati suggeriscono che l’analisi qualitativa del test di fluenza fonemica sia più sensibile rispetto al test di fluenza semantica nel rilevare una minor prestazione dei pazienti rispetto ai controlli, relativamente al numero totale di parole prodotte. Questa differenza, invece, non è emersa considerando il meccanismo di accesso al magazzino lessicale-semantico che sembra invece meno compromesso: l’andamento della produzione di parole nel tempo è stata simile tra pazienti e controlli. Inoltre, per entrambi i compiti di fluenza verbale, non è stata trovata alcuna correlazione tra il numero di parole prodotte, la disabilità neurologica (EDSS) e la durata di malattia. Questi risultati preliminari suggeriscono che la riduzione della prestazione nel compito di fluenza fonemica possa essere influenzata sia da un’alterazione del funzionamento esecutivo, sia da una disorganizzazione delle reti neurali conseguenti alla neurodegenerazione, aprendo nuovi scenari di studio diagnostici e prognostici per questa malattia.

Different studies have investigated the mechanism of access to the lexical and semantic pool with an analysis of subjects’ performance on task of verbal fluency (phonemic and semantic). These studies considered both healthy subjects and people affected by neurological disorders. The purpose of this study is to extend this investigation to people suffering from multiple sclerosis, with a quantitative and qualitative analysis. The present study involved a sample of 69 patients with multiple sclerosis (51 women, Age = 38.4±11.7) and 18 healthy controls (13 women, Age = 38.7±11.2), who were administered the Verbal Fluency Test (Costa e coll., 2014). The results showed that the qualitative analysis of the phonemic fluency test highlighted a poorer performance with respect to the semantic fluency test, regarding the number of words produced. On the other hand, the mechanism to access the lexical-semantic pool appeared to be preserved: the word production performance over time was similar between the group of patients and controls. Furthermore, considering the patients’ results, the results did not show any correlation between the number of words produced, the neurological disability (EDSS), and the disease duration in both tasks. These preliminary results suggest the possibility that the reduction of performance in the phonemic fluency task could be influenced both by an executive dysfunction and by a disorganization of the neural networks, caused by neurodegeneration phenomena. These results open new diagnostic and prognostic possibilities in the study of MS.

La relazione di cura nell'affido familiare

Studente: Chiara Cherchi
Titolo tesi: La relazione di cura nell'affido familiare
Docente relatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Docente controrelatore: Prof. Roberto Baruzzo
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 14 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’affido familiare è uno strumento di tutela a favore di tutte quelle situazioni familiari caratterizzate da gravi difficoltà in cui sia coinvolto un minore. Quest’ultimo viene momentaneamente allontanato dalla famiglia d’origine per essere affidato ad un’altra famiglia al fine di assicurargli il mantenimento, l’educazione e l’istruzione e con l’obiettivo di mettere in discussione gli stili relazionali appresi dalla famiglia d’origine. Sulla base di questo, il seguente elaborato si propone di mettere in luce come l’affido possa favorire un’esperienza emotiva correttiva capace di stimolare nuovi processi di identificazione-imitazione, in un’ottica di cambiamento e sviluppo che può consentire la possibilità di sperimentare nuovi stili d’attaccamento e conseguentemente di modificare nel tempo i Modelli Operativi Interni che costituiscono per il minore l’ossatura dell’idea di Sé e del mondo. A tal fine, partendo da una definizione di infanzie infelici e di quelle che possono essere le conseguenze per i minori, verrà presentato l’affido familiare come uno degli interventi di tutela che possono essere messi in atto dai servizi. Accanto all’aspetto normativo, verrà posta l’attenzione sulle relazioni che si instaurano tra minore e famiglia affidataria, mettendo in luce come queste possano essere occasione di cura attraverso la costruzione di rapporti nutritivi e protettivi con nuove figure di riferimento, ma anche evidenziandone gli aspetti di criticità. Infine, l’elaborato si concluderà mostrando gli effetti a lungo termine dell’esperienza dell’affido familiare una volta conclusasi, mettendo in luce come e se le relazioni sperimentate possano creare un cambiamento duraturo per il minore.

Foster care is an instrument used in those family’s environments with a minor living a life characterized by difficulties and serious struggles. The minor is temporarily removed from his family and is entrusted to another one in order to ensure a better maintenance, education and instruction. Therefore, it’s possible to call into question all the relational styles learned from his family of origin. Based on this, the purpose of this elaborate is to highlight how foster care can support a corrective emotional experience, capable of encouraging new identification-imitation processes. Foster care should promote changing and developing experiences, giving the chance to the minor to explore different attachment styles; as a result the minor could modify his own Internal Operating Models, which provide solid foundation to develop his own idea of Self and the world. In this paper, having introduced a definition of unhappy childhood and its related consequences for minors, Foster care will be presented as one of the possible protective measures that can be implemented by social services. In addition to regulatory aspects, this elaborate will focus on the relationships which can be established between minors and their foster families. These relationships can be of great importance as healing opportunities, through nourishing and protective bonds with different role models, nevertheless they could present various critical matters. The paper will be concluded illustrating long term effects of foster care’s experiences, especially analyzing whether the experimented relationships could originate permanent improvements for the minor.

La terapia cognitivo comportamentale di terza generazione nella gestione del dolore cronico: utilità del modello dell’Acceptance and Commitment Therapy (ACT)

Studente: Rita Modolo
Titolo tesi: La terapia cognitivo comportamentale di terza generazione nella gestione del dolore cronico: utilità del modello dell’Acceptance and Commitment Therapy (ACT)
Docente relatore: Prof.ssa Mara Giglio
Docente controrelatore: Prof. Giovanni Poles
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 13 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto affronta il tema del dolore cronico approcciato secondo uno dei modelli afferenti alla psicologica cognitiva comportamentale di terza generazione: l’ACT (l’Accetptance and Commitment Therapy). Gli obiettivi di questo lavoro hanno ruotato attorno alla tesi che conoscere e possedere gli strumenti dell’ACT possa facilitare la gestione del dolore cronico da parte di chi ne soffre e potenziare gli strumenti dello psicologo che se ne occupa. Si è partiti dalla considerazione che il dolore cronico, sempre più in aumento nel nostro Paese, possa essere approcciato più efficacemente in modo multidisciplinare, quindi si è inteso dare importanza al contributo che può dare anche la psicologia al suo trattamento. L’ipotesi che sottende la ricerca è dunque che l’applicazione di tale modello in ambito clinico o anche nell’auto-cura, possa costituire un valido e concreto strumento per il miglioramento della qualità di vita di quanti soffrono di dolore cronico. La ricerca, condotta secondo una metodologia di lavoro che ha comportato un approfondimento bibliografico di settore, con lo studio di autorevoli fonti scientifiche nell’ambito della psicologia del dolore e dell’ACT, è articolata in tre sezioni. Nella prima, si inquadrano le principali componenti descrittive e classificatorie del dolore cronico, in un’accezione di tipo multidimensionale. Nella seconda si mettono a tema le caratteristiche distintive della terapia cognitivo comportamentale, di prima e terza generazione, e i principali costrutti del modello ACT applicati al tema del dolore cronico; la terza, infine, esaminando più nel dettaglio qualità e caratteristiche del modello in termini di approccio e trattamento conferma, in termini conclusivi, l’utilità del modello nel trattamento e sostegno dei soggetti con malattia cronica.

The chosen topic addresses the issue of chronic pain by utilizing one of the models pertaining to third generation cognitive behavioral psychology: ACT (Acceptance and Commitment Therapy). The objectives of this work revolved around the thesis that knowing and owning the tools of ACT can facilitate the management of chronic pain by those who suffer from it and can enhance the tools of the psychologist who deals with it. It started from the consideration that chronic pain, which is increasingly on the rise in our country, can be approached more effectively in a multidisciplinary way. It was also intended to highlight the contribution that psychology can make to the treatment of chronic pain. The hypothesis underlying the research is that the application of this model in the clinical setting or even in self-care, can constitute a valid and concrete tool for improving the quality of life of those suffering from chronic pain. The research was conducted according to a working methodology, involving a bibliographic study of the sector with the study of authoritative scientific sources in the field of pain psychology and ACT being divided into three sections. In the first section the main descriptive and classification components of chronic pain are framed in a multidimensional sense. The second section deals with the distinctive characteristics of first and third generation cognitive behavioral therapy and the main constructs of the ACT model applied to the topic of chronic pain. Finally, the third section examines, in more detail, the quality and characteristics of the model in terms of approach and treatment and conclusively confirms the usefulness of the model in the treatment and support of subjects with chronic disease.

La mafia, un'analisi psicologica e vittimologica

Studente: Elisa Presot
Titolo tesi: La mafia, un'analisi psicologica e vittimologica
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Mavi Lodoli
Data discussione tesi: 10 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto verte attorno al tema della criminalità organizzata di stampo mafioso. Gli obiettivi di questo lavoro hanno ruotato intorno al mettere in luce gli aspetti psicologici della mafia, il fondamentalismo psichico che sta alla base del comportamento mafioso e, soprattutto, al dare visibilità alla figura della vittima, troppo spesso messa in secondo piano. La ricerca è stata condotta secondo una metodologia di lavoro che ha comportato un approfondimento bibliografico accompagnato da uno studio critico ed approfondito di fonti scientifiche autorevoli. L’elaborato è articolato in tre parti, si è partiti da una descrizione della nascita e dello sviluppo dell’organizzazione mafiosa all’interno del contesto italiano per poi passare ad un’analisi dal punto di vista psicologico del fenomeno mafioso, un approfondimento riguardante i collaboratori di giustizia e la figura della donna. L’ultimo capitolo si concentra sulla vittimologia specie specifica della vittima di mafia e presenta una proposta di intervento in suo favore.

The topic chosen focuses on the theme of mafia-type organised crime. The objectives of this work have revolved around highlighting the psychological aspects of the mafia, the psychic fundamentalism that underlies mafia behaviour and, above all, giving visibility to the figure of the victim, too often overshadowed. The research was carried out according to a working methodology that involved a bibliographic in-depth study accompanied by a critical and in-depth study of authoritative scientific sources. The work is divided into three parts, starting with a description of the birth and development of the mafia organisation within the Italian context and then moving on to an analysis from the psychological point of view of the mafia phenomenon, an in-depth study concerning the collaborators of justice and the figure of women and their role in the organisation. The last chapter focuses on the specific victimology of mafia victims and presents a proposal for intervention in their favour.

Il ruolo delle emozioni nei genitori di figli con DSA

Studente: Sabrina Martini
Titolo tesi: Il ruolo delle emozioni nei genitori di figli con DSA
Docente relatore: Prof.ssa Mavi Lodoli
Docente controrelatore: Prof. Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 10 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

L’elaborato si prefigge di presentare l’importanza dei vissuti emotivi dei genitori con uno o più figli con diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento. Tale argomento è stato esplorato anche attraverso la somministrazione di un questionario creato ad hoc e la relativa analisi quanti-qualitativa dei risultati. Inoltre, si pone l’obiettivo di sottolineare la rilevanza del lavoro svolto in collaborazione tra famiglia, scuola e specialisti. Viene descritto il disturbo dell’apprendimento, nelle sue varie tipologie, prestando attenzione ai modelli eziologici maggiormente condivisi. Viene dato spazio anche alla descrizione della sfera emotiva del bambino con disturbo specifico dell’apprendimento, che può degenerare in disturbi psicopatologici, se ignorata. Inoltre, viene presentato un possibile quadro di vissuti emotivi genitoriali, antecedenti e successivi alla diagnosi del figlio, sottolineando l’importanza del prendersi cura di chi supporta il bambino. A questo proposito viene affrontato lo specifico ruolo degli adulti di riferimento, in modo che ciascuno compia la propria parte in armonia con le altre per permettere al bambino con DSA di raggiungere uno stato di benessere. I risultati del questionario fanno pensare al momento della diagnosi come un evento rilevante, infatti, riuscire a dare un nome alla causa delle difficoltà del figlio sembra essere per i genitori fonte di sentimenti positivi. Al contrario, il supporto ricevuto, per lo più, non sembra aver generato vissuti emotivi positivi nei genitori, pertanto l’elaborato vuole essere uno spunto di riflessione circa le aspettative genitoriali e le modalità di supporto che vengono proposte ai genitori.

The paper aims to present the importance of the emotional experiences of parents with one or more children diagnosed with a specific learning disability. This topic has also been explored through the administration of an ad hoc questionnaire and the related quantitative-qualitative analysis of its results. Furthermore, the importance of the work carried out in collaboration between family, school and specialists is underlined. Various types of specific learning disorders as well as the most commonly shared etiological models are presented. Space is also given to the description of the emotional sphere of the child with specific learning disabilities, which can degenerate into psychopathological disorders if ignored. In addition, a possible picture of parental emotional experiences, before and after the child's diagnosis is presented, underlining the importance of taking care of those who support the child. In this regard, the specific role of the reference adults is addressed, so that they can each harmoniously take part in allowing the child with specific learning disabilities to reach a state of well-being. The results of the questionnaire highlight the moment of the diagnosis as an important event, which is capable of generating positive feelings for the parents by providing a name to their child’s difficulties. Conversely, the support received, for the most part, does not seem to have generated positive emotional experiences in the parents. Thus, this paper aims to provide some food for thought regarding parental expectations and the methods of support that are proposed to parents.

Intelligenza emotiva ed attività cardiaca vagale: Una possibile integrazione mente – corpo?

Studente: Federica Tognalini
Titolo tesi: Intelligenza emotiva ed attività cardiaca vagale: Una possibile integrazione mente – corpo?
Docente relatore: Prof.ssa Marcella Bounous
Docente controrelatore: Prof. Federico Battaglini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 09 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente lavoro si inserisce nell’ambito della ricerca in psicologia dello sport e verte attorno al tema dell’Intelligenza Emotiva. Ha come obiettivo quello di dimostrare che l’Intelligenza Emotiva possa essere un fattore d’influenza sia della performance sportiva sia dello stato di benessere psicofisico negli atleti. L’Ipotesi centrale di questo elaborato è che tale potenzialità dell’I.E. si esprima attraverso la capacità di influenzare processi relativi alla regolazione emotiva ed alla risposta allo stress in cui è coinvolto il sistema nervoso autonomo e, in particolare, l’Attività Cardiaca Vagale. La ricerca è stata condotta attraverso un approfondimento bibliografico della letteratura scientifica sul tema e si è sviluppata a partire da un primo inquadramento del costrutto di intelligenza emotiva. A questo è seguito un approfondimento inerente al ruolo di queste competenze nello specifico del contesto sportivo, sia in relazione alla competizione che allo stato di salute e benessere degli atleti. Successivamente sono state raccolte le evidenze ed i contributi teorici a disposizione in letteratura riguardo al legame fra l’Intelligenza emotiva ed i processi di autoregolazione psicofisiologica. Il lavoro si conclude con la presentazione di una serie di interventi pratici finalizzati allo sviluppo e potenziamento dell’I.E., definiti training I.E., e di tecniche per il miglioramento delle capacità di autoregolazione negli atleti, di cui un esempio è costituito dal HRV biofeedback.

This work is part of the research in sport psychology and focuses on the theme of Emotional Intelligence. It aims to demonstrate that Emotional Intelligence is able to facilitate and enhance both sports performance and a state of psychophysical well-being in athletes. The central hypothesis of this paper, in fact, is that this potential of E.I is expressed through the ability to influence processes relating to emotional regulation and the response to stress in which the autonomic nervous system and, in particular, Vagal Cardiac Activity are involved. The research was conducted through a bibliographic study of the scientific literature on the subject and developed from an initial framework of the construct of emotional intelligence. This was followed by an in-depth study concerning the role of these skills in the specific context of the sport, both in relation to competition, health and well-being of athletes. Subsequently, the evidence and theoretical contributions available in the literature regarding the link between emotional intelligence and psychophysiological self-regulation processes were collected. The work ends with the presentation of a series of practical interventions aimed to E.I. developing and strengthening, called E.I. training, and techniques for improving self-regulation skills in athletes, such as HRV biofeedback.

La distorta percezione del fenomeno della violenza contro le donne: dalla violenza visibile alla violenza invisibile

Studente: Francesca Scomparin
Titolo tesi: La distorta percezione del fenomeno della violenza contro le donne: dalla violenza visibile alla violenza invisibile
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Rita Reschiotto
Data discussione tesi: 07 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Questo lavoro tratta il tema della violenza contro le donne ed in particolare della distorta percezione che la maggior parte delle persone ha di tale fenomeno. L’obiettivo della tesi è di fornire dati e informazioni rispetto alla violenza contro le donne con lo scopo di rendere il lettore consapevole della portata del fenomeno e delle sue peculiarità, dal momento che i mass media non sempre ne danno una giusta rappresentazione e rappresentatività. Inoltre, si vuole di rendere consapevole il lettore dell’esistenza di altre forme di violenza, che, per ragioni culturali e sociali, vengono accettate e addirittura giustificate dalla società e che pertanto non vengono considerate tali. Pertanto, emerge la necessità che psicologi e criminologi si interessino maggiormente per una corretta informazione e prevenzione del fenomeno, attraverso azioni educative che agiscano nella società. La metodologia seguita ha implicato una ricerca e un’analisi bibliografica e sitografica di fonti scientifiche nell’ambito della vittimologia e della violenza contro le donne. Il lavoro è suddiviso in cinque capitoli: il primo farà un excursus della vittimologia; il secondo darà particolare rilievo alla figura della vittima attraverso il nuovo modello circolare di vittimizzazione, facendo particolare riferimento alla donna vittima di violenza; il terzo fornirà dati e informazioni rispetto a determinate fattispecie di reato; il quarto capitolo illustrerà forme strutturali di violenza contro le donne, che spesso non vengono percepite come tali; infine il quinto capitolo presenterà il progetto, che verrà attuato nella Casa Circondariale di Treviso contro la violenza nelle relazioni affettive.

This work is about the theme of violence against women and in particular the distorted perception that most people have of this phenomenon. The aim of the thesis is to provide data and information on violence against women in order to making the reader aware of the extent of the phenomenon and its peculiarities, since the mass media don’t always give a correct representation and representativeness. Furthermore, we want to make the reader aware of the existence of other forms of violence, which, for cultural and social reasons, are accepted and even justified by society and therefore are not considered as such. Therefore, the need emerges for psychologists and criminologists to be more interested in correct information and prevention of the phenomenon, through educational actions, that act into society. The present has followed a working methodology that involved a bibliographic research and analysis of scientific sources in the victimology’s sphere and violence against women. The discussion consists of five chapters: the first one will make a victimology excursus; the second one will intensify the figure of the victim through the new circular pattern of victimization, with particular reference to the woman victim of violence; the third one will provide data and information with respect to certain types of offense; the fourth chapter will illustrate structural forms of violence against women, which are often not perceived as such; finally the fifth chapter will present the project, which will be implemented in the Treviso Prison against violence into emotional relationships.

La crescita potenziale del binomio: strutturazione di un metodo di insegnamento della pratica equestre

Studente: Annapaola Vesco
Titolo tesi: La crescita potenziale del binomio: strutturazione di un metodo di insegnamento della pratica equestre
Docente relatore: Prof.ssa Rita Reschiotto
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 07 ottobre 2020
Licenza/Laurea Magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Lo sport è sempre più visto come una scuola di vita ed un ambiente in grado di far procedere la persona verso uno sviluppo personale sano. In particolare l’equitazione, svolgendosi a contatto con un animale, è in grado di offrire benefici ad ampio spettro ad esempio nei riguardi della comunicazione, della relazione e della leadership. L’obiettivo di questo studio è quello di sviluppare un metodo di insegnamento equestre che si muova dalla pratica tradizionale, ma che vada ad integrare i concetti di psicologia positiva e dello sviluppo al fine di proporre nell’insegnamento esperienze utili e funzionali, per ciascuna fascia d’età, in ogni ambito della propria vita. Per poter raggiungere correttamente questo scopo sono state approfondite le ideologie equestri e i concetti cardine della psicologia dello sviluppo e della psicologia positiva. Una volta presentato il piano teorico di riferimento si procederà ad analizzare i risultati della ricerca qualitativa sviluppata per effettuare uno screening qualitativo al fine di monitorare la situazione attuale relativa all’insegnamento. Alla luce del quadro teorico di riferimento e dei risultati ottenuti dalla ricerca qualitativa si procederà alla redazione del metodo, obiettivo ultimo di questo scritto.

Sport is increasingly seen as a school of life and an environment able to move the person towards a healthy personal development. In particular, horse riding, beeing a sport in contact with an animal, is able to offer wide-ranging benefits, for example in terms of communication, relationship and leadership. The aim of this study is to develop method of equestrian teaching that moves from traditional practice, but to integrate the concepts of positive psychology and development in order to propose useful and functional experiences in teaching for each age group in every area of their lives. In order to achieve this goal, equestrian ideologies and the core concepts of developmental psychology were explored in depth. Once the theorethical reference plani s presented, the results of the qualitative reserch developed will be analysed in order to monitor the current teaching situation. In the light of the theoretical framework of reference and the results obtained from qualitative reserch, the method will be drafted, the ultimate objective of this paper.