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Le “nuove” tecnologie incontrano “vecchie e nuove” dipendenze. La riabilitazione con il supporto tecnologico: prospettive psicopatologiche e cliniche

Studente: Maria Munteanu
Titolo tesi: Le “nuove” tecnologie incontrano “vecchie e nuove” dipendenze. La riabilitazione con il supporto tecnologico: prospettive psicopatologiche e cliniche
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 15 gennaio 2022
Licenza in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento che verrà trattato di seguito riguarda la differenza tra le dipendenze “tradizionale” e quelle che nei ultimi anni vengono chiamate new addiction o dipendenze comportamentali oltre a riportare come il percorso evolutivo della tecnologia abbia influenzato la distribuzione delle sostanze stupefacenti. La domanda a cui si è cercato di fornire una risposta riguarda la tecnologia (in generale) e la realtà virtuale (in particolare) hanno influito sullo sviluppo della clinica e in specifico sulla psicologia e il percorso di riabilitazione. La ricerca, condotta secondo una metodologia di lavoro che ha portato a un approfondimento bibliografico di settore con studi sulle neuroimaging, del dark web e la riabilitazione con il supporto della tecnologia, è articolata in cinque sezioni. Nella prima, si ritrova un inquadramento delle tipologie di sostanze principali in circolazione che vera completata, da punto di vista del funzionamento cerebrale, con la seconda parte, mentre la parte terza illustrerà come si è giunti a parlare di droghe on-line. L’ultima parte si concentrera maggiormente sull’evoluzione tecnologica nel ambito sanitario e psicologico, in specifico come hanno influenzato il trattamento di disintossicazione.

The following paper deals with the differences between traditional drugs and the so-called new addictions, which are also known as behavioural addictions, and it will also analyse how the evolution of technology has influenced drugs distribution. The question that this paper tries to answer concerns how technology (in general) and virtual reality (in particular) have influenced the development of clinical practices and, to be more specific, of psychology and rehabilitation. The research, which is carried out according to a work methodology that has led to an indepth bibliographic study on neuroimaging, the dark web, and technology-assisted rehabilitation, is organized into 5 sections. The first one provides an overview of the main substances in circulations. Subsequently, the second section will complete the first one through the study of brain functioning. The third part of the paper will instead examine how the talk about drugs on the internet came about. Finally, in the last section will mainly focus on the evolution of technology in the healthcare and psychological fields and, more specifically, on how it has influenced the detoxification tratment.

Before you act: la controversia della pedopornografia virtuale

Studente: Caterina Gianesini
Titolo tesi: Before you act: la controversia della pedopornografia virtuale
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 15 gennaio 2022
Licenza in: Psicologia clinica e di comunità

Con il termine pedofilia s’intede un disordine psicologico in cui l’attrazione sessuale viene diretta verso bambini prepuberi, o addirittura neonati. Pur trattandosi a tutti gli effetti di una perversione, la pedofilia non sfocia inevitabilmente in un abuso sessuale e anzi, talvolta l’impulso è fonte di disagio e vergogna per chi lo prova. L’obiettivo dello studio è quello di determinare in che modo sia possibile garantire una vita dignitosa al pedofilo, senza permettere né giustificare abusi sessuali su minori. Ci si interroga dunque sul ruolo rivestito dalla pedopornografia virtuale fumettistica: simili illustrazioni, riferendosi a personaggi di fantasia, non arrecano danno a persone reali, e al contempo appagano una perversione che, ad oggi, non risulta eradicabile. Per argomentare la ricerca ci si è avvalsi, oltre che di un’analisi puntuale del concetto di piacere, perversione, pedofilia e pedopornografia, anche di interviste a due esperti del settore: la Professoressa Miriam Lazzaretto e il Colonnello dell’arma dei carabinieri Giorgio Stefano Manzi. I risultati indicano che la pedopornografia virtuale fumettistica, non può rispondere al quesito di ricerca in quanto andrebbe a normalizzare l’abuso, inoltre, la pedopornografia, anche se virtuale, potrebbe andare ad incrementare il sistema di ricompensa tipico delle addiction. L’interrogativo di ricerca rimane quindi aperto, ma con la consapevolezza che, a differenza del comportamento pedofilico, la fantasia pedofilica non può essere eliminata e va dunque caricata di una storia e significato.

The term pedophilia refers to a psychological disorder involving a direct sexual attraction towards prepubescent children and even infants. Despite being a full-fledged type of paraphilia, pedophilia does not lead inevitably lead to sexual abuse, and its accompanying sexual urges may even cause those affected unease and shame and the sexual urges caused by the disorder may even cause those affected unease and shame. The aim of the current study is to determine ways to improve the quality of life of pedophiles, without neither allowing nor justifying sexual abuse of minors. The study investigates the role played by virtual child pornography in satisfying the urges caused by an, as yet, incurable disorder, whilst not causing any harm to real people. The study provides an overview of the definition of pleasure, paraphilia, pedophilia and child pornography as well as insights from two leading experts in the field, Professor Miriam Lazzaretto and Colonel of the Arm of carabineers Giorgio Stefano Manzi. The results of the study show that virtual child pornography would lead to the normalization of sexual abuse and could initiate the same positive-reinforcement mechanism witnessed in addiction. Further studies are needed to answer the question of how to improve pedophile’s quality of life, with an understanding that pedophilia, contrarily to sexual abuse, is impossible to eradicate and therefore needs to be considered in its full meaning and history.

Stigma della malattia mentale: gli atteggiamenti o i possibili pregiudizi degli psicologi nei confronti dei pazienti con disturbi mentali

Studente: Giulia Signorini
Titolo tesi: Stigma della malattia mentale: gli atteggiamenti o i possibili pregiudizi degli psicologi nei confronti dei pazienti con disturbi mentali
Docente relatore: Prof. Giampaolo Mazzara
Docente controrelatore: Prof. Salvatore Capodieci
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 15 gennaio 2022
Licenza in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto verte intorno allo stigma della malattia mentale, in particolare agli atteggiamenti o i possibili pregiudizi degli psicologi nei confronti delle persone con disturbi mentali. Con il termine “stigma” si intende l’insieme di connotazioni negative che vengono attribuite alle persone con problemi psichici, un marchio di vergogna, che porta a discriminare ed escludere un individuo da contesti e situazioni proprie della vita sociale. Gli obiettivi di questo lavoro sono ruotati intorno alla tesi che la qualità di vita e le possibilità di guarigione delle persone che soffrono di un disturbo mentale, non dipendano solamente dalle cure che essi ricevono, ma anche dall’atteggiamento di coloro che incontrano nella vita quotidiana, in primo luogo i professionisti della salute mentale fra cui gli psicologi. La ricerca è stata condotta secondo una metodologia di lavoro che ha comportato in primis un approfondimento bibliografico di settore: si sono inquadrate le principali ricerche scientifiche nell’ambito del pregiudizio, in quanto lo stigma è attribuzione di pregiudizio infondato, passando poi ad esaminare quelle inerenti al processo di stigmatizzazione. Successivamente, sono stati analizzati nel dettaglio gli studi della letteratura che indagano le percezioni degli psicologi verso la malattia mentale, gettando le fondamenta per la parte sperimentale della ricerca. Sulla base delle informazioni acquisite infatti, si è costruito un questionario da sottoporre a un numero considerevole di studenti di psicologia e di psicologi abilitati, per analizzare i loro atteggiamenti o possibili pregiudizi nei confronti dei pazienti con disturbi mentali. Sebbene lo studio abbia rilevato che gli atteggiamenti complessivi degli psicologi sono per la maggior parte positivi, dati contrastanti sono emersi riguardo le convinzioni di pericolosità, inguaribilità, improduttività e i valori della distanza sociale. Tali evidenze necessitano di ulteriori approfondimenti.

The chosen topic addresses the issue of the mental health stigma, in particular the attitudes or possible prejudices of psychologists towards people with mental disorders. The term “stigma” means the set of negative connotations that are attributed to people with mental problems, a mark of shame, which leads to discrimination and excludes an individual from contest and situations typical of social life. The objectives of this work are developed around the thesis that the quality of life and the chances of healing of people suffering from a mental disorder do not depend only on the treatment they receive, but also on the attitude of those, they meet in daily life, primarily mental health professionals, including psychologists. The research has been conducted according to a working methodology that involved, first of all, a bibliographic study of the sector: the main scientific researches in the field of prejudice were framed, as the stigma is the attribution of unfounded prejudice, then moving on to examine those inherent to the stigmatization process. Subsequently, literature studies investigating psychologists' perceptions of mental illness has been analyzed in detail, laying the foundations for the experimental part of the research. In fact, on the base of the information acquired, a questionnaire has been constructed to be submitted to a considerable number of psychology students and qualified psychologists, to analyze their attitudes or possible prejudices towards patients with mental disorders. The study found that the psychologists' attitudes are for the most part positive, conflicting data emerged regarding the beliefs of dangerousness, incurability, unproductivity and the values of social distance. These evidences need further investigation.

Gli incentivi allo sviluppo dell'individuo. Analisi dei vissuti e delle percezioni del processo di individuazione e delle spinte che incentivano tale processo

Studente: Nicholas Russo
Titolo tesi: Gli incentivi allo sviluppo dell'individuo. Analisi dei vissuti e delle percezioni del processo di individuazione e delle spinte che incentivano tale processo
Docente relatore: Prof.ssa Alessia Anello
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Angela Schinella
Data discussione tesi: 16 ottobre 2021
Licenza in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento trattato in questa tesi è l’esistenza di incentivi allo sviluppo dell’individuo. Lo scopo di questo lavoro è di dimostrare l’esistenza di spinte che l’individuo riceve sia dalla sua psiche che dall’ambiente esterno. L’elaborato è stato svolto attraverso lo studio bibliografico di fonti autorevoli e allo svolgimento di una ricerca qualitativa e fenomenologica, con l’utilizzo di un’intervista semi-strutturata creata ad hoc. È strutturato in quattro parti, dove nelle prime due si approfondisce la teoria junghiana in merito al Sé e all’individuazione, nella terza si analizzeranno le possibili spinte all’individuazione e infine, nella quarta parte si analizzerà la ricerca, verificando così l’ipotesi di questo lavoro.

The topic discussed in this thesis is the existence of developmental incentives for the individual. The purpose of this work is to demonstrate the existence of incentives that the individual receives both from his psyche and from the external environment. The paper has been carried out through the bibliographical study of authoritative sources and the performance of a qualitative and phenomenological research, with the use of a semi-structured interview created ad hoc. It is structured in four parts, where in the first two the Jungian theory regarding the Self and individuation is deepened, in the third the possible drives to individuation will be analyzed and finally, in the fourth part the research will be analyzed, thus verifying the hypothesis of this work.

Linguaggi dell'anima. Relazione psicodinamica tra mondo interiore ed espressioni artistiche

Studente: Tiberia Pavan
Titolo tesi: Linguaggi dell'anima. Relazione psicodinamica tra mondo interiore ed espressioni artistiche
Docente relatore: Prof.ssa Alessia Anello
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Angela Schinella
Data discussione tesi: 16 ottobre 2021
Licenza in: Psicologia clinica e di comunità 

Lo studio dei linguaggi che l'uomo utilizza per esplorare se stesso ed entrare in relazione con gli altri e con l'ambiente consente di offrire diverse possibilità terapeutiche alle persone e di ampliare gli strumenti attraverso cui il terapeuta può intercettare il paziente, facendogli sperimentare se stesso attraverso il/i canale/i espressivo/i più vicini a sé. Significa avere consapevolezza dei punti di forza e dei limiti degli strumenti che si stanno utilizzando, avendo la possibilità di modificare l’attività in base anche ai contesti individuali e sociali. Il lavoro di seguito proposto si articola in due parti. La prima (capitoli 1 e 2) è una ricerca di tipo compilativo che consiste nell’analisi ed elaborazione di una raccolta di fonti e bibliografia relative all’argomento. Indaga dapprima sulla semantica di alcuni termini quali simbolo, arte e archetipo, quest’ultimo anche nella prospettiva della psicoanalisi. Viene presentato poi il processo creativo quale presupposto dell’arte terapia. Si indaga, inoltre, sulla creazione e sulla crescita dell’individuo come processi correlati nell’approccio psicodinamico all’arte terapia. Vengono poi indagati i materiali artistici come presenze corporee, quali mediatori tra il soggetto che crea e la realtà esterna costituita dall’oggetto creato. Di essi vengono prese in considerazione le loro caratteristiche, così come l’esperienza percettiva e la capacità di collegarla con emozioni e ricordi. Quindi il dialogo con l’oggetto artistico e le funzioni che svolge, all’interno della relazione terapeutica. Nella seconda parte (capitolo 3) vengono proposti alcuni possibili percorsi attraverso linguaggi artistici differenti. L’ipotesi e la valutazione degli stessi costituiscono il corpus di questa parte.

The study of the languages that man uses to explore himself and enter into relationship with others and with the environment allows us to offer different therapeutic possibilities to people and to expand the tools through which the therapist can intercept the patient, making him experience himself through the expressive channel(s) closest to him. It means being aware of the strengths and limitations of the tools you are using, having the ability to modify the activity based also on individual and social contexts. The work proposed below is divided into two parts. The first (chapters 1 and 2) is a compilation type search that consists of the analysis and processing of a collection of sources and bibliography relating to the topic. He first investigates the semantics of some terms such as symbol, art and archetype, the latter also from the perspective of psychoanalysis. The creative process is then presented as a prerequisite for art therapy. It also investigates the creation and growth of the individual as related processes in the psychodynamic approach to art therapy. The artistic materials are then investigated as bodily presences, as mediators between the subject who creates and the external reality constituted by the created object. Their characteristics are taken into consideration, as well as perceptual experience and the ability to connect it with emotions and memories. Hence the dialogue with the artistic object and the functions it performs, within the therapeutic relationship. In the second part (chapter 3) some possible paths through different artistic languages are proposed. The hypothesis and the evaluation of the same constitute the corpus of this part.

Disinneddas: l'atto creativo tra segno e suono Analisi fenomenologia-qualitativa in campo psicologico

Studente: Sara Manfredi
Titolo tesi: Disinneddas: l'atto creativo tra segno e suono Analisi fenomenologia-qualitativa in campo psicologico
Docente relatore: Prof.ssa Alessia Anello
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Angela Schinella
Data discussione tesi: 16 ottobre 2021
Licenza in: Psicologia clinica e di comunità

L’obbiettivo del presente elaborato è fornire, a seguito di un’analisi bibliografica sulla psicologia dell’arte e della musica e di una ricerca fenomenologica-qualitativa, un studio pilota circa l’utilizzo dello strumento musico-terapico Disinneddas in campo psicologico. Verrà delineata la ricerca svolta durante il tirocinio accademico presso International Association for Art and Psychology - Sezione Veneto, con il fine di sondare le qualità dinamiche e cliniche dello strumento citato. L’analisi è stat svolta su un campione di 31 soggetti, di cui è stato raccolto il materiale pittorico e le inchieste avvenute in sede di somministrazione. I risultati ottenuti mostrano che lo strumento Disinneddas può essere utile in ambito clinico allo scopo di favorire l’abreazione, se accompagnato alla rielaborazione dei contenuti che emergono dalle creazioni artistiche attraverso la relazione terapeutica, come da prassi in arte terapia.

The aim of this essay is to provide, following a bibliographical analysis on the psychology of art and music and phenomenological qualitative research, a pilot study on the use of the music-therapy tool Disinneddas in the psychological field. The research carried out during the academic internship at International Association for Art and Psychology - Sezione Veneto will be outlined in order to unravel the dynamic and clinical qualities of the mentioned instrument. The analysis was carried out on a sample of 31 subjects, whose pictorial material and surveys were collected during the administration. The obtained results show that the Disinneddas tool can be useful in the clinical field to encourage abreaction, if combined with the elaboration of the contents emerging from the artistic creations through the therapeutic relationship, as per practice in art therapy.

Autori di violenza di genere o di violenza relazionale? L'esperienza di un servizio dedicato

Studente: Rachele Serra
Titolo tesi: Autori di violenza di genere o di violenza relazionale? L'esperienza di un servizio dedicato
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 ottobre 2021
Licenza in: Psicologia clinica e di comunità

La presente tesi tratta la macro area della giustizia riparativa, in particolare verte sull’importanza dei programmi psicoeducativi per uomini autori di violenza relazionale, riportando in ultima analisi l’esperienza di un centro dedicato. L’obiettivo perseguito è quello di dimostrare l’importanza del lavoro sull’uomo maltrattante; il fine ultimo è l’eliminazione del reato di violenza di genere con la gestione del risarcimento del danno conseguente questo tipo di reato ma non solo, attraverso il modello di giustizia riparativa. L’ipotesi di partenza, dati i numeri rilevanti del fenomeno, prevede che il lavoro volto al contrasto dello stesso non possa limitarsi alla sola gestione della vittima, ma deve per forza considerare anche l’intervento psicoeducativo con l’uomo autore di reato. Per sostenere tale tesi è stato effettuato un approfondimento bibliografico di settore attraverso la ricerca bibliografica di fonti scientifiche e la partecipazione a convegni o giornate di formazione sul campo, che hanno permesso di articolare l’elaborato in cinque sezioni. Nel primo capitolo viene definito l’ambito di studio, la criminologia, e il concetto di criminalità intrafamiliare. Nel capitolo successivo, oltre a un’analisi del fenomeno della violenza di genere, viene proposta una riflessione sulla questione di genere o relazionale. Nel terzo capitolo si procede nella spiegazione del modello circolare di vittimizzazione della vittima e dell’equivalente modello di de-criminalizzazione per il reo. Il quarto capitolo ripercorre il modello di giustizia riparativa e approfondisce lo strumento della mediazione penale. In ultima istanza, nel quinto capitolo, viene presentata l’attività psicoeducativa svolta in un servizio dedicato.

This thesis deals with the macro area of restorative justice, in particular with the importance of psycho-educational programmes for male perpetrators of relational violence, ultimately reporting the experience of a dedicated centre. The aim is to demonstrate the importance of working with abusive men. The ultimate goal is the elimination of the crime of gender-based violence with the management of compensation for damages resulting from this type of crime, but not only this type, through the restorative justice model. Given the considerable numbers involved, the initial hypothesis is that work to combat the phenomenon cannot be limited to victim management alone, but must also include psycho-educational work with the male offender. In order to support this thesis, an in-depth bibliographic study of the sector was carried out by means of bibliographic research of scientific sources and participation in conferences and training days in the field, which made it possible to divide the paper into five sections. The first chapter defines the field of study, criminology, and the concept of intra-family crime. In the next chapter, in addition to an analysis of the phenomenon of gender-based violence, a reflection on gender or relational issues is proposed. The third chapter goes on to explain the circular victimisation model and the equivalent de-criminalisation model for the offender. The fourth chapter reviews the restorative justice model and explores the instrument of criminal mediation. Finally, in chapter five, the psycho-educational work carried out in a dedicated service is presented.

Il narcisismo fisiologico come motore del proprio e altrui omicidio

Studente: Angelica Semenzato
Titolo tesi: Il narcisismo fisiologico come motore del proprio e altrui omicidio
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 ottobre 2021
Licenza in: Psicologia clinica e di comunità

Attraverso una metodologia di lavoro di tipo compilativo, con la consultazione di materiale della letteratura scientifica nazionale e internazionale; si è sviluppato un lavoro riguardante il tema del narcisismo fisiologico come motore dell’omicidio, del suicidio e dell’omicidio di massa. Si è partiti dall’ipotesi secondo cui il narcisismo fisiologico, che si struttura e ha bisogno di essere “alimentato” fin dai primi mesi di vita in ogni individuo nel rapporto con il proprio caregiver, se si percepisce “in pericolo” e non più tutelato una volta che il soggetto è adulto, possa dar vita all’eliminazione di chi può inficiare la sua stabilità. L’obiettivo dell’elaborato è stato quello di capire quali possano essere le modalità e le dinamiche attraverso le quali può avvenire ciò e, per poter farlo, la ricerca si è concentrata sulla teoria delle relazioni oggettuali di Melanie Klein e sul suo concetto di “posizione”. Con la conclusione che ogni soggetto può essere in grado di agire in maniera orribile e a discapito di altri, pur di tutelare la propria persona e il proprio ego.

Through a compilation work methodology, with the consultation of material from national and international scientific literature; the thesis has been developed on the theme of physiological narcissism as the engine of murder, suicide, and mass murder. We started from the hypothesis according to which physiological narcissism, which is structured and needs to be "nourished" from the first months of life in each individual in the relationship with their caregiver, if it is perceived as "in danger" and no longer protected a once the subject is an adult, it can lead to the elimination of those who can affect its stability. The goal of the thesis was to understand the modalities and dynamics through which this can happen and, to do so, the research focused on Melanie Klein's theory of object relations and her concept of "position". With the conclusion that every subject may be able to act in a horrible way and to the detriment of others, to protect their person and their ego.

 Drugs-addicted: carnefice e/o vittima? Aspetti criminologici e vittimologici della tossicodipendenza

Studente: Glenda Lucato
Titolo tesi: Drugs-addicted: carnefice e/o vittima? Aspetti criminologici e vittimologici della tossicodipendenza
Docente relatore: Prof. MarcoMonzani
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 ottobre 2021
Licenza in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente elaborato si propone di delineare il fenomeno della tossicodipendenza, dal punto di vista clinico, giuridico, criminologico e vittimologico. Si vedrà come l’uso e l’abuso di sostanze possa contribuire al comportamento criminale, o addirittura esserne l’elemento scatenante. Ma si vedrà anche ciò che sta dietro al fenomeno della dipendenza, ciò che la determina e che la qualifica come malattia. La disamina inizia considerando il contesto sociale e culturale entro cui si inserisce il fenomeno oggetto di analisi. Nella prima parte della trattazione, intitolata “Inquadramento dell’addiction e dei disturbi psichici da uso di sostanze”, e in particolare nel primo capitolo, analizzerò il fenomeno della dipendenza (addiction), differenziando quella di tipo fisiologico da quella di tipo patologico. Nel secondo capitolo ci si addentrerà nello specifico fenomeno della dipendenza da sostanze stupefacenti. Si proporrà dunque un’analisi generale delle principali sostanze coinvolte nel meccanismo di dipendenza e si analizzeranno gli aspetti bio-psico-sociali connessi alla dipendenza da sostanze adottando un approccio multidisciplinare. Segue una trattazione dei disturbi psichici indotti da sostanze, con particolare attenzione alla questione della doppia diagnosi, ossia della comorbilità tra tossicodipendenza e disturbo psichico. Nella seconda parte della trattazione, denominata “Dipendenza da sostanze e reati connessi”, si analizzerà la relazione che sussiste tra uso di droga e criminalità. Si elencheranno i principali reati in materia di sostanze stupefacenti, in riferimento al D.P.R. n. 309 del 1990 Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza. Si analizzerà dunque la concezione del tossicodipendente come deviante, facendo riferimento anche alla tematica dell’imputabilità e della pericolosità sociale. A tale concezione si contrapporrà, in ultima analisi, una visione alternativa, quella del tossicodipendente come vittima, di reati e soprattutto della sua stessa dipendenza.

This thesis outlines the drug addiction phenomenon from a clinical, juridical, criminogical and victimological point of view. It explains how the substance use and misuse can contribute to criminal behaviour, or even trigger it. It also analyzes what is behind the drug addiction phenomenon, what determines it and why it is considered a disease. The following examination starts by considering the social and cultural context of the drug addiction phenomenon. The first part of the dissertation is called "Overview of drug addiction and the consequent mental disorder". It analyzes the phenomenon of addiction, in particular in the first chapter, and it underlines the difference between physiological and pathological addiction. The second chapter specifically centres on drug addiction. Firstly it examines the main drugs and investigates the biopsychosocial aspects of drug addiction with a multidisciplinary approach. Secondly it analyzes the mental disorders caused by drugs, focusing on dual diagnosis, i.e. the comorbidity between substance use disorder and mental illness. The second part of the dissertation is called "Drug addiction and related crimes" and it examines the correlation between the use of drugs and crimes. Therefore, the thesis lists the main crimes related to psychotropic drugs, with reference to the Italian law "Decreto del Presidente della Repubblica no. 309 of 9th October 1990 - Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza" (the abovementioned law concerns the discipline of psychotropic drugs and the drug prevention, treatment and rehabilitation). Then, it examines the deviant concept of the drug addict and his/her being chargeable and socially dangerous. The study ends by considering the drug addict from an alternative point of view: he/she is the victim of crimes and, especially, of his/her own addiction.

Al di là di ogni ragionevole dubbio: verità a confronto

Studente: Chiara Gaffo
Titolo tesi: Al di là di ogni ragionevole dubbio: verità a confronto
Docente relatore: Prof. Marco Monzani
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 16 ottobre 2021
Licenza in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente elaborato di tesi si propone di analizzare il concetto di verità alla luce delle discipline della psicologia e della giurisprudenza (nonché del diritto); il focus del lavoro verterà sulla definizione del rapporto che intercorre tra verità storica e verità processuale del fatto per cui si procede, cercando di studiare come i professionisti e le parti del processo, sia civile che penale, si interfacciano con la verità. La metodologia utilizzata per la stesura dell’elaborato si è concretizzata sull’uso di fonti bibliografiche del panorama nazionale e internazionale, nonché dello studio di un caso in ambito penale e in ambito civile per una ulteriore prova reale e concreta a sostegno della tesi. Le evidenze scientifiche scelte per la stesura dell’elaborato hanno ampiamente contribuito a confermare l’ipotesi per la quale non esiste in alcun modo una sola e unica verità oggettiva dei fatti, quanto piuttosto tante eterogenee verità personali, dovute al ruolo ricoperto all’interno della dinamica fattuale civile o penale.

The thesis aims to analyse the concept of truth from the perspective of disciplines such as Psychology, Jurisprudence and Law as well. The focus of the work means to define the relationship between the historical truth and the procedural truth of a juridical fact, analysing how the professionals of the field and the parties of the trial, both civil and criminal, interact with the truth. The method used to draw up the following paper consists in using bibliographical sources of the national and international overview, as well as the study of cases in the criminal and civil fields for further concrete proof in support of the thesis. The scientific evidence chosen for the drafting of the paper have largely helped confirming the hypothesis that there is in no way a single objective truth of the facts, but rather many heterogeneous personal truths, due to the role played within the civil or criminal factual dynamics.