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La fruizione musicale

Studente: Benedetta Binotto
Titolo tesi: La fruizione musicale. Un viaggio tra le suggestioni sonore del proprio sé. Analisi fenomenologica della fruizione di frammenti musicali attraverso il protocollo della fruizione estetica.
Docente relatore: Prof.ssa Alessia Anello
Docente controrelatore: Prof. Mario 
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 07 ottobre 2020
Licenza in: Psicologia clinica e di comunità

La presente tesi riguarda un lavoro sperimentale di ricerca, svolto in ambito accademico, circa la fruizione musicale, la quale trova le sue radici nella teoria dell’utilizzo dell’arte come terapia grazie alla sua funzione riparativa. Dato il profondo interesse per l’argomento, la poca presenza di studi riguardanti la fruizione estetica e il sempre presente interesse della comunità scientifica e non nei confronti del rapporto tra musica ed individuo, si è sviluppato un metodo di fruizione estetica innovativo: il protocollo di fruizione musicale. Il protocollo è stato somministrato ad un campione di sette soggetti di ambedue i sessi e di età compresa tra i 20 e i 26 anni appartenenti all’Università di Psicologia IUSVE. A questi sono stati presentati dei frammenti di brani musicali strumentali accuratamente selezionati in precedenza. Le risposte e i dati emersi sono stati poi osservati e comparati per produrre dei risultati basati su un’analisi qualitativa e fenomenologica di quanto rilevato. La ricerca ha come scopo quello di osservare e verificare i contenuti delle risposte date al protocollo e i cambiamenti avvenuti inseguito alla fruizione musicale, soprattutto per ciò che concerne la sfera emotiva. Verranno, inoltre, trattati temi riguardanti la fruizione estetica, la funzione riparatrice dell’arte – la quale si esplicita in un processo che consente la regolazione e la rielaborazione delle emozioni – e il rapporto tra musica e individuo.

This thesis concerns experimental research work carried out in the academic field on the music fruition, which finds its roots in the theory of the use of art as therapy because of its restorative function. Given the deep interest in the subject, the little presence of studies regarding the aesthetic fruition and the ever present interest of the scientific – and not – community in the relationship between music and the individual, an innovative aesthetic fruition method has developed: the protocol of musical fruition. The protocol was administered to a sample of seven subjects of both sexes and between the ages of 20 and 26 years, belonging to the IUSVE University of Psychology. These were presented with fragments of instrumental musical pieces carefully selected previously. The responses and the data emerged were then observed and compared to produce results based on a qualitative and phenomenological analysis of what was detected. The aim of the research is to observe and verify the contents of the responses given to the protocol and the changes that have occurred following the musical enjoyment, especially as regards the emotional sphere. We will also deal with issues concerning aesthetic use, the repairing function of art - which is expressed in a process that allows the regulation and reworking of emotions - and the relationship between music and the individual.

Questo corpo non parla. Il fenomeno psicosomatico e l'implicazione del corpo secondo una prospettiva psicoanalitica.

Studente: Deborah De Luca 
Titolo tesi: Questo corpo non parla. Il fenomeno psicosomatico e l'implicazione del corpo secondo una prospettiva psicoanalitica.
Docente relatore: Prof. Moreno Blascovich
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 luglio 2020
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto verte sulla relazione del soggetto con il proprio corpo secondo una prospettiva psicoanalitica e sulle sue implicazioni psicopatologiche, in particolare sulla clinica del fenomeno psicosomatico. Partendo dalla clinica dell’isteria si porrà l’accento sulla diversa struttura che caratterizza il fenomeno psicosomatico rispetto al sintomo di conversione: da una parte infatti si sottolinea la valenza metaforica del sintomo isterico e dall’altra, il congelamento olofrastico proprio della clinica psicosomatica. Il fenomeno psicosomatico verrà approfondito secondo la tesi strutturalista di Jacques Lacan facendo particolare riferimento al Seminario II del 1955, al Seminario III del 1956, al Seminario XI nel 1964 e alla conferenza tenutasi a Ginevra del 1975 intitolata "Il Sintomo". Si metterà in luce la presenza di una pulsione di morte caratterizzante la lesione somatica e il suo rapporto con un soggetto che verrà definito «di godimento»: la lesione somatica porrà infatti l’accento su un soggetto distaccato dal proprio inconscio, privo della capacità di simbolizzare e con difficoltà circa la possibilità di pensare ad una propria implicazione nel male che lo parassita. Le ultime pagine si concentreranno sull’individuazione di un percorso terapeutico possibile per un soggetto, il cui sintomo appare come un sintomo extra-metaforico, silente, che non rimanda a nulla di rimosso e il cui desiderio sembra abolito, non rintracciabile. Come riabilitare il soggetto dell’inconscio? Come soggettivare la posizione del soggetto rispetto al godimento? L’ultimo capitolo verterà dunque su una possibilità di annodamento tra corpo e linguaggio, sulla possibilità, attraverso una cura analiticamente orientata, di sciogliere il congelamento olofrastico della lesione somatica e di renderla parlante, di agganciare quindi il soggetto ad una catena significante che abbia al centro la sua particolarità.

The chosen topic focuses on the dimension of the body according to a psychoanalytic perspective and its implications in psychopathological manifestations, in particular the clinic of the psychosomatic phenomenon. Starting from the clinic of hysteria, the emphasis will be placed on the different structure that characterizes the psychosomatic phenomenon with respect to the conversion symptom: in fact, on one hand the thesis emphasizes the metaphorical value of the hysterical symptom and on the other hand the holophrastic structure proper to the psychosomatic clinic. The psychosomatic phenomenon will be deepened according to Jacques Lacan's structuralist thesis with particular reference to the 1955 Seminar II, the 1956 Seminar III, the 1964 Seminar XI and the conference held in Geneva in 1975 entitled "The Symptom". My paper will highlight the presence of a death drive characterizing the somatic injury and its relationship with a subject defined "of jouissance": the somatic wound will in fact put the accent on a subject detached from his own unconscious, without the ability to symbolize and with problems to think of his own responsibility in the evil that affects him. The last pages will therefore focus on the identification of a possible therapeutic path for a subject, whose symptom appears as an extra-metaphoric one, that is silent, which does not refer to anything removed and whose desire seems to be abolished and not traceable. How can we rehabilitate the subject? How can we subjectify the subject's position in relation to the jouissance? The last chapter will therefore focus on a possible body – language interconnection, on the opportunity, through an analytically oriented treatment, to dissolve the holophrastic structure of the somatic injury and to make it speak and finally to link the subject to a significant chain that has its uniqueness at its core.

Il lutto e il suicidio: l’esperienza dei survivors

Studente: Francesco Viezzer
Titolo tesi: Il lutto e il suicidio: l’esperienza dei survivors
Docente relatore: Prof. Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Prof. Mario Magrini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 15 luglio 2020
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

La presente tesi tenta di indagare i vissuti dei sopravvissuti in relazione al suicidio di un loro caro, per stabilire se questi differiscono da altri tipi di lutto. L’ipotesi di partenza è che vi siano infatti delle differenze. Per verificarla si userà l’attuale letteratura scientifica, utilizzando pertanto sia libri che ricerche pubblicate in riviste specializzate, e il lavoro si articolerà nel seguente modo: un primo capitolo dedicato al lutto, il secondo dedicato al suicidio e il terzo capitolo riguarda nello specifico i sopravvissuti, dove verranno descritte le differenze tra i loro vissuti e quelli di altri tipi di lutto. In quest’ultimo capitolo verrà condotto anche un approfondimento relativo alla morte di un paziente e le seguenti reazioni del terapeuta. I risultati della tesi suggeriscono l’esistenza di alcune specificità in termini qualitativi riguardo ciò che provano i sopravvissuti: in particolare lo stigma, l’isolamento e, in alcuni casi, il sollievo. Nelle conclusioni verrà condotto un approfondimento riguardo la popolare serie tv “Tredici” visibile su Netflix, poiché pare abbia sortito degli effetti negativi in chi l’ha guardata e che abbia contravvenuto ad alcune linee guida proposte dall’OMS per il trattamento della tematica del suicidio nei media.

The following dissertation aims to investigate the experience of the suvivors in relation to a loved one’s suicide, in order to determine if there are differences with other kinds of grief. The starting hypothesis is that indeed there are some kind of differences. The current scientific literature is used in order to verify this hypothesis, referring therefore to both books and researches published in specialized journals, and the work is organized as follows: the first chapter is dedicated to grief, the second one is dedicated to suicide and the third concerns survivors specifically, describing differences between their experience and that of other kinds of grief. In this last chapter, the reactions of a therapist in relation to the death of a patient will also be explored. The results of this dissertation suggest that indeed there are qualitative differences in their feelings: namely the stigma, the isolation, and, in some cases, the relief. In the conclusions, the popular TV series "13 reasons why", viewable on Netflix, will be examined, since it appears that it had negative effects on who watched it, and that it went against some of the guidelines proposed by the WHO on how to handle the suicide subject on the media.

Anoressia oggi: malattia o stile di vita?

Studente: Vanessa Vesentini
Titolo tesi: Anoressia oggi: malattia o stile di vita?
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof.ssa Valentina Callegari
Presidente commissione di tesi: Prof.ssa Davide Maria Marchioro 
Data discussione tesi: 15 luglio 2020
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

In questa tesi l’obiettivo è analizzare la nostra società per comprendere se l’anoressia sia ancora considerata una patologia o se sia stata sdoganata diventando uno stile di vita. Partendo dall’analisi dell’adolescenza, età maggiormente colpita dall’anoressia, si indagano le cause dell’insorgere della patologia e i trattamenti per curarla. Nell’ultima parte il focus è sulla nostra società e sull’immagine ideale di corpo che sussiste e viene pubblicizzata. I risultati mostrano che l’anoressia è ancora oggi una patologia, nonostante la diffusione della filosofia pro-ana, che la vede invece come uno stile di vita ma che, nella nostra società, la tendenza è quella alla magrezza e alla ricerca del corpo perfetto. Emerge una sempre maggiore attenzione per l’alimentazione e l’esercizio fisico, portati in alcuni casi all’estremo. Inoltre in alcuni settori come moda e sport, l’anoressia è diffusa ma viene accettata e non combattuta.

In this thesis, the goal is to analyze our society to understand if anorexia is still considered a pathology or if it is becoming a lifestyle. Starting from the analysis of adolescence, the age most affected by anorexia, we investigate the causes of the onset of the pathology and the treatments to cure it. In the last part, the focus is on our society and on the ideal body image that exists and is advertised. The results show that anorexia is still a pathology despite the diffusion of pro-ana philosophy, which instead sees it as a lifestyle, but in our society the tendency is to thinness and the search for the perfect body. Increasing attention emerges for nutrition and exercise, taken in some cases to the extreme. Furthermore, in some sectors such as fashion and sport, anorexia is widespread but is accepted and not fought.

Il giardino segreto dell'incontro con l'adolescente

Studente: Zaninotto Carolina
Titolo tesi: Il giardino segreto dell'incontro con l'adolescente
Docente relatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Docente controrelatore: Prof. Roberto Boccalon
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro 
Data discussione tesi: 15 luglio 2020
Laurea Magistrale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

L’adolescenza, ponendosi tra infanzia ed età adulta, rappresenta la transizione più complessa e delicata dell’essere umano, espressione di una crisi evolutiva fondamentale e necessaria per lo sviluppo dell’identità e per l’inserimento nella società adulta. Nella contemporaneità, l’affascinante cambiamento adolescenziale, profondo e ricco di premesse, rischia di essere spesso categorizzato come patologia, sostituendo all’orecchio dell’ascolto l’occhio della patologia. Come possono gli adulti, siano essi insegnanti, terapeuti o familiari esplorare il giardino segreto dell’adolescente rispettandone i confini e nel contempo riscoprendo i propri giardini segreti? Passando dal mito di Edipo a quello di Narciso, che ben rappresenta la nostra società postmoderna, si può seguire l’evolversi dell’età adolescenziale, e il cambiamento del rapporto adulto-adolescente nella società contemporanea. Riconoscendo il linguaggio dell’arte, come strumento di conoscenza capace di esplorare le più recondite profondità umane senza violarle, in quanto porta di accesso simbolica al mito personale e collettivo, l’indagine sull’adolescenza si dispiega attraverso la presentazione di opere d’arte soprattutto visiva capaci attraverso la loro dimensione estetica e visiva di offrire un approccio più profondo e ricco su tale fase di sviluppo. Nasce da questo approccio estetico-simbolico e a partire dallo studio di Duccio Demetrio di che giardino sei? Conoscersi attraverso un simbolo, un progetto presentato qui in forma di proposta, che prevede di incontrare alcuni gruppi di adolescenti e, utilizzando alcune opere d’arte sul tema del giardino promuovere l’esplorazione del proprio mondo interiore e dei propri rapporti con il mondo adulto.

Halfway between childhood and adulthood, adolescence is the most complex and delicate transition of the human being. It is the expression of an evolutionary crisis that is fundamental and necessary for the development of identity and for the integration into adult society. The adolescence’s fascinating changes risk, in the contemporary world, to be too often categorized as pathological, and the ear of listening is too often replaced by the eye of medical science. How can adults – teachers, therapists or family members – explore the adolescent's secret garden while respecting its boundaries, but at the same time also rediscovering their own secret gardens? Moving from the myth of Oedipus to that of Narcissus – which well represents our postmodern society – one can understand not only the evolution of the adolescent but also the changes in the adult-adolescent relationship in our society. Having recognized the language of art as an instrument of knowledge that, through its symbolic access to personal and collective myth, is capable of exploring the innermost human depths without violating them, the present thesis aims at investigating adolescence through visual works of art. Through their aesthetic and visual dimension, works of art can offer a deeper and richer understanding of this stage of development. The last part of the thesis puts forward a proposal for a subsequent development of the research field, which, building on Duccio Demetrio's “Di che giardino sei? Conoscersi attraverso un simbolo”, would entail meetings with groups of adolescents, who would be invited to explore their inner world using some works of art on the theme of the garden.

La demenza come disturbo neurocognitivo degenerativo Eziopatogenesi

Studente: Patrick Sacchet
Titolo tesi: La demenza come disturbo neurocognitivo degenerativo Eziopatogenesi, quadro diagnostico e panoramica di riferimento su innovativi modelli clinico-relazionali di trattamento riabilitativo
Docente relatore: Prof.ssa Iris Anfuso
Docente controrelatore: Prof.ssa Sonia Marcon
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 14 luglio 2020
Laurea Triennale Internazionale in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto verte intorno all’analisi clinico-diagnostica delle differenti tipologie di demenza e alla descrizione di modelli di trattamento riabilitativo di natura farmacologica, psicologica, neuropsicologica e relazionale. La demenza, intesa come disturbo neurocognitivo, si suddivide in quadri nosografici primari degenerativi irreversibili, secondari degenerativi irreversibili e secondari non degenerativi reversibili, sulla base di variabili sottostanti al processo dementigeno, quali l’eziopatogenesi strutturale, la prognosi, l’età d’esordio e la sede delle lesioni; inoltre, tale patologia si caratterizza per la presenza di sintomi cognitivi, comportamentali, funzionali e motori. Sono stati quindi esaminati i principali modelli clinico-terapeutici di trattamento, come la terapia farmacologica, la terapia psico-cognitivo-sociale e la riabilitazione neuropsicologica funzionale. Infine, sono stati descritti e approfonditi nuovi paradigmi relazionali di trattamento riabilitativo, quali il Metodo Validation, il Modello Gentlecare e l’Approccio Capacitante, come nuove prospettive di approccio alla demenza in parte discordanti dai modelli classici maggiormente in voga. La ricerca, condotta secondo una metodologia di lavoro che ha comportato un approfondimento bibliografico della letteratura scientifica sul tema, pone come obiettivi fondamentali la definizione teorica e operativa del pattern nosologico e nosografico della demenza, la descrizione del quadro clinico-sintomatologico ed eziopatogenetico, attribuendo particolare importanza all’analisi dei criteri diagnostici, delle diagnosi differenziali, delle comorbilità e degli strumenti di valutazione clinica globale, la trattazione dei classici modelli terapeutici di trattamento per i disturbi neurocognitivi, come la terapia farmacologica, la terapia psico-cognitivo-sociale e la riabilitazione neuropsicologica funzionale, e la disamina di innovativi paradigmi clinico-relazionali di riabilitazione, nello specifico il Metodo Validation, il Modello Gentlecare e l’Approccio Capacitante.

The chosen topic focuses on the clinical-diagnostic analysis of the different types of dementia and on the description of pharmacological, psychological, neuropsychological and relational rehabilitative treatment models. Dementia, understood as neurocognitive disorder, is divided into primary irreversible degenerative nosographic pictures, secondary irreversible degenerative nosographic pictures and secondary reversible non-degenerative nosographic pictures, based on variables underlying the dementogenic process, such as structural etiopathogenesis, prognosis, age of onset and location of the injuries; moreover, this pathology is characterized by the presence of cognitive, behavioural, functional and motor symptoms. We therefore examined the main clinical-therapeutic treatment models, such as drug therapy, psycho-cognitive-social therapy and functional neuropsychological rehabilitation. Finally, we described and deepened new relational paradigms of rehabilitative treatment, specifically the Validation Method, the Gentlecare Model and the Capacitive Approach, as new perspectives of approach to dementia partly discordant from the most popular classic models. The research, conducted according to a working methodology that has involved a bibliographic deepening of the scientific literature on the subject, sets as fundamental objectives the theoretical and operational definition of the nosological and nosographic pattern of dementia, the description of the clinical-symptomatological and etiopathogenetic framework, attributing particular importance to the analysis of diagnostic criteria, differential diagnosis, comorbidities and global clinical assessment tools, the discussion of classic therapeutic models of treatment for neurocognitive disorders, such as drug therapy, psycho-cognitive-social therapy and functional neuropsychological rehabilitation, and the examination of innovative clinical-relational paradigms of rehabilitation, specifically the Validation Method, the Gentlecare Model and the Capacitive Approach.

Narcisismo patologico in adolescenza: gioventù in bilico

Studente: Eleonora Semenzato
Titolo tesiNarcisismo patologico in adolescenza: gioventù in bilico
Docente relatore: Prof. Lino Rossi
Docente controrelatore: Prof. Marco Pitteri
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 20 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La società attuale sembra presentare un’interessante tendenza, la popolazione moderna sembra manifestare gradualmente maggiori tratti che possono essere considerati psicopatologici, specialmente tratti e comportamenti che possono essere diagnosticati come appartenenti al Disturbo Narcisistico di Personalità. In uno scenario, in cui la psicopatologia appare come un tutt'uno con la vita di ogni giorno, cosa può differenziare correttamente e senza dubbio la malattia mentale o la sofferenza da un comportamento normale? Può la società moderna ampliare o perfino normalizzare tratti o comportamenti da sempre considerati come devianti? Possono i giovani, nati in questa era, essere i primi a presentare questo ingente cambiamento? Dalla prospettiva di tre grandi psicoanalisti, i quali hanno dedicato parte del loro lavoro a spiegare e trovare un’intervento specifico per il Disturbo Narcisistico di Personalità, ad una prospettiva più moderna; questa tesi cerca di identificare lo sviluppo di alcuni eventi collegati al narcisismo presentato dai più giovani. Molti giovani sembrano presentare più facilmente tendenze narcisiste, preoccupandosi molto del modo in cui possono essere percepiti da terzi, tanto da essere disposti a fare qualsiasi cosa per evitare di rovinare la propria immagine e il proprio ego smisurato; anche ricorrendo a comportamenti pericolosi ed una esposizione personale inadeguata. Il loro comportamento estremo può essere identificato come mezzo per nutrire un bisogno narcisistico di attenzione? Tuttavia, chi deve essere reputato responsabile di tale propensione, i giovani, le loro tendenze o le loro credenze, Internet, Social Media? Forse la società, con i suoi pregi e i suoi difetti, ed inoltre le credenze della comunità? Per poi scoprire alla fine che il vero colpevole non è lontano e che il risultato di tale tendenza sia insito in ognuno, con accezione più o meno seria, non solo nei più giovani.

Modern society seems to present an interesting trend, it seems like modern population shows gradually more traits that could be assimilated to psychopathology, especially to traits and behavior that could lead to a diagnosis for Narcissistic Personality Disorder. In this scenario, where psychopathology seems one whole with everyday life, what could correctly and without a doubt differentiate mental illness or distress from normal behavior? Could modern society amplify or even normalize traits or behaviors always considered as deviant? Could young people, who are born in this era, be the first responders to this massive change? From the prospective of three great psycoanalists, who devoted some of their work to explain and find a specific treatment for Narcissistic Personality Disorder, to a more modern prospective; this writing tries to find the path of some events linked to narcissism in the younger population. Lot of young people seems more likely to show narcissistic tendencies, they seems to care more about the way other people perceive them, so much so that they would do anything to prevent ruining their appearance and their inflated ego; even turning to dangerous behavior or reckless self exposure. Could they act in an extreme manner only to feed their narcissistic needs for attention? But, who is actually to blame for this outcome, the youth, their tendencies or their beliefs, the Internet, Social Media? Or maybe our society, with its gifts and its flaws, and even our own believes as a community? Only to find out in the end that the true culprit is not far from home and the real result of this trend could be found in everyone, in a more or less serious way, not just the youngsters.

Il trattamento Mindfulness nella cura dell’ADHD: Una analisi sull’efficacia dei trattamenti per genitori e figli

Studente: Francesco Dariol
Titolo tesiIl trattamento Mindfulness nella cura dell’ADHD: Una analisi sull’efficacia dei trattamenti per genitori e figli
Docente relatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Docente controrelatore: Prof.ssa Alessia Anello
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 19 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La Mindfulness, punto di incontro tra la concezione occidentale e quella orientale di psicologia e cura della persona, sta trovando negli ultimi anni terreno fertile in campo terapeutico per il trattamento e la cura di diversi tipi di disturbi. La tesi prende in considerazione le problematiche correlate al disturbo da deficit di attenzione e/ o iperattività (ADHD) e come la terapia Mindfulness in questo contesto possa venire utilizzata per alleviarne i sintomi. La revisione della letteratura ha dimostrato l’efficacia di questo tipo di trattamento nel migliorare diversi aspetti legati al disturbo. Allo stato attuale, il trattamento dell’ADHD, contempla interventi di Mindfulness che coinvolgano rispettivamente il singolo bambino oppure la coppia genitoriale, non prendendo in considerazione la dimensione familiare. Alla fine di questo lavoro, viene quindi ipotizzato uno specifico protocollo Mindfulness che possa essere utilizzato con tutta la famiglia, in un’ottica sistemica, nel trattamento del disturbo da deficit di attenzione e/o iperattività.

In the last few years the practice of Mindfulness, the psychological process often conceptualised as the meeting point between Western and Eastern psychology, is increasingly being applied in the therapeutic field for the treatment of various types of psychological disorders. The thesis takes into consideration the problems related to Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD) and how the Mindfulness therapy can be used to alleviate its symptoms. The literature review has shown the effectiveness of this type of treatment in improving various aspects related to the disorder. At present, ADHD treatments that make use of Mindfulness involve the individual child or the parental couple, however they do not take into consideration the family dimension. At the end of this work, a family Mindfulness protocol is hypothesized for the treatment of attention deficit hyperactivity disorder.

Adozione: da traguardo a nuovo inizio. Quali sentieri di qualità per il post-adozione

Studente: Sara Maria Pizzati
Titolo tesiAdozione: da traguardo a nuovo inizio. Quali sentieri di qualità per il post-adozione
Docente relatore: Prof.ssa Fabiana Filippi
Docente controrelatore: Prof.ssa Alessia Anello
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 19 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

L’adozione è una realtà complessa e delicata che si caratterizza per un intreccio di storie, idee, identità e sogni oltre che di percorsi da esplorare e scoprire. Il termine “adottare” deriva dal latino adoptare, composto da ad- e optare, cioè “scegliere”, “desiderare” qualcosa o meglio qualcuno. Il significato etimologico aiuta a comprendere la forma specifica del percorso adottivo che si concretizza in una complessa negoziazione fra la coppia, il bambino e i servizi. Si tratta di un percorso che si colloca fra il desiderio dei singoli soggetti e la logica di intervento legale e psicosociale in una costante interconnessione tra familiare e sociale. Tutto ciò secondo il primario interesse del minore in stato di abbandono. L’adozione è coinvolta in continue trasformazioni e se da un lato ciò rappresenta una possibilità di cambiamento, al tempo stesso richiama l’urgenza di comprendere quali prospettive future si profilino per l’adozione. La finalità è quella di accompagnare il processo già in atto senza subirlo ma avendo chiari quali sono i principi irrinunciabili da proteggere e valorizzare. Cosa prevede il nostro ordinamento in riferimento all’adozione? Ci sono differenze tra la famiglia adottiva e i molti modi di essere famiglia oggi? Quali difficoltà possono sorgere lungo il percorso adottivo e quali sono le risorse a cui la famiglia può attingere nelle transizioni che vive? Quali sono i percorsi e gli interventi psicosociali che i servizi mettono a disposizione per garantire un buon accompagnamento alla famiglia nel post-adozione? Il presente lavoro si propone come un tentativo di risposta a questi interrogativi attraverso un’osservazione degli aspetti che sono propri dei singoli attori del percorso adottivo e contemporaneamente della famiglia nel suo insieme. Un’attenzione particolare è stata rivolta al post-adozione e all’importanza da parte dei servizi di considerare ogni famiglia adottiva come unica e con bisogni specifici.

Adoption is a complex and delicate reality where stories, ideas, identities, dreams, as well as paths to explore and discover, are weaved together. The verb “to adopt” comes from the Latin verb adoptare, composed of ad- and optare, that is “to choose”, “to desire” something or someone. The etymological meaning helps us to understand the specific form of the adoption process, which results in a complex negotiation between the couple willing to adopt, the child and the services involved. This process is in the middle between the desire of individuals and the logic of a legal and psychosocial intervention, in a constant interconnection between family and society. All of this is of course in the interest of the minor who has been abandoned. Adoption leads to continuous transformations, and this represents a possibility of change but, at the same time, it shows the need to understand what the adoption prospects are going to be. The purpose is to follow the adoption process knowing what the fundamental principles to protect and to give value to are. How does our legal system regulate adoption? Are there differences between the adoptive family and the other ways of being a family today? What complications can arise during the adoption process and what are the resources a family can draw on during all these transitions? Which are the paths and the psychosocial interventions that the services involved can make available in order to provide a new family help during the post-adoption period? The present study aims to try to answer to these questions through the observation of the aspects which characterise the individuals who are involved in the adoption process and, at the same time, the family as a whole. Furthermore, this study calls attention to the post-adoption period and the need for the services involved to consider every adoptive family as a unique case with their specific needs.

Egocidio creativo: Un metodo per affrontare la morte del falso Sé

Studente:  Michela Da Ros 
Titolo tesiEgocidio creativo: Un metodo per affrontare la morte del falso Sé
Docente relatore: Prof.ssa Alessia Anello
Docente controrelatore: Prof. Federico Battaglini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 19 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Il suicidio, inteso come atto di trasformazione, viene analizzato da un punto di vista psicologico, storico e sociologico. Si mette in evidenza con questa tesi il concetto centrale di sofferenza mentale, portato da coloro che soffrono di disturbi depressivi, in particolare il disturbo depressivo maggiore, cronico e bipolare. Questi individui hanno tendenze suicidarie. David Rosen ci presenta la sperimentazione di un modello basato sulla teoria junghiana che, attraverso l’immaginazione attiva, si propone dare un senso al dolore, di trovarne, insieme a chi soffre, il significato, di indirizzare la persona verso il passaggio di trasformazione per trovare un nuovo modo di vivere la vita, attraverso lo sviluppo delle proprie potenzialità.

Suicide as act of transformation is analyzed from a psychological, historical and sociological point of view. This thesis highlights the central concept of mental suffering, brought by those who suffer from depressive disorders, especially major, chronic and bipolar. These individuals often have to deal with sudden death, usually self-inflicted. David Rosen presents us with the theory of a model based on Jungian theory that, through active imagination, tends to make sense of pain, to find meaning together with those who suffer, to direct the person towards the transition and to find a new way to live life, in the development of one's potential.