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Il gruppo come opportunità di cambiamento e di conoscenza di Sé. Tecniche attive di trasformazione e di crescita

Studente: Nadia Gobbo 
Titolo tesiIl gruppo come opportunità di cambiamento e di conoscenza di Sé. Tecniche attive di trasformazione e di crescita
Docente relatore: Prof. Giampaolo Mazzara
Docente controrelatore: Prof. Federico Battaglini
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 19 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

L’elaborato ha l’obiettivo di identificare gli elementi fondamentali del lavoro clinico di gruppo e di evidenziarne la sua funzione sia terapeutica che educativa. É ormai dimostrato come il lavoro clinico di gruppo costituisca un metodo riconosciuto sia per implementare una psicoterapia individuale, sia come terapia alternativa a quella individuale. L’assunzione di ruolo dei partecipanti è una tematica ampiamente interessante per evidenziare il processo che accompagna il gruppo nel lavoro sia clinico che educativo. Le diverse tecniche riportate, lo Psicodramma, le Costellazioni Familiari e la Biblioteca vivente, vanno a focalizzare l’attenzione sul ruolo dei partecipanti assunto all’interno del metodo proposto, sia esso clinico terapeutico come nello Psicodramma e nelle Costellazioni sia esso educativo come nell’esperienza dei libri viventi. L’intento consiste nel delineare le caratteristiche principali dei diversi approcci e di mantenere il filo conduttore del gruppo come strumento di intervento.

The paper has the aim of identifying the fundamental elements of group clinical work and highlighting its therapeutic and educational function. It has been shown that group clinical work is a recognized method both for implementing individual psychotherapy and as an alternative therapy to the individual one. The taking on the role of the participants is a widely interesting topic to highlight the process that accompanies the group in both clinical and educational work. The different techniques reported, the psychodrama, the Family Constellations and the living library, focus on the role the participants assume within the proposed method, be it clinical therapeutic as in psychodrama or educational in the experience of living books . The intent is to outline the main characteristics of the different approaches and to maintain the central theme of the group as an intervention tool.

Promuovere l’esperienza del limite come luogo di strutturazione di identità: difficoltà e cambiamenti del ruolo del caregiver tra società postmoderna e dipendenze patologiche

Studente: Tecla Fabris
Titolo tesiPromuovere l’esperienza del limite come luogo di strutturazione di identità: difficoltà e cambiamenti del ruolo del caregiver tra società postmoderna e dipendenze patologiche
Docente relatore: Prof. Federico Battaglini
Docente controrelatore: Prof. Giampaolo Mazzara
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 19 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Il principale scopo del presente elaborato è quello di analizzare l’importanza che ha fare esperienza del limite nel processo di strutturazione di identità e autonomia del soggetto. In particolare, si cerca di dimostrare come un adeguato supporto del caregiver sia essenziale per promuovere un sano confronto con tale esperienza. Nel primo e nel secondo capitolo vengono individuate e descritte due funzioni che riassumono i compiti dei caregiver nel supportare il soggetto nell’incontro con il limite: mettergli un limite per favorire la regolazione dell’integrazione sociale e stimolarlo al confronto con esso per favorire la regolazione della realizzazione personale. Nel terzo capitolo si esamina come, nella società postmoderna, per i caregiver sia sempre più complesso promuovere lo sviluppo di autonomia tramite l’incontro con l’esperienza del limite, evidenziando come le funzioni citate fatichino ad essere portate a termine. Nel quarto capitolo si prende in considerazione la dipendenza patologica, disturbo tipico della società postmoderna, analizzando come essa sia caratterizzata da una difficoltà a rapportarsi all’esperienza del limite e, dunque, a sviluppare autonomia e identità. Viene esaminata l’influenza che i caregiver possono aver avuto nel determinare tale condizione, faticando ad esercitare le due funzioni. Si mostra, infine, come sia possibile lavorare in comunità terapeutica sulla ristrutturazione dell’esperienza del limite al fine di superare lo stato di dipendenza.

The main purpose of this paper is to analyze the importance of experiencing the limit in the process of structuring the identity and autonomy of the subject. In particular, an attempt is made to demonstrate how adequate caregiver support is essential to promote a healthy comparison with this experience. In the first and second chapters, two functions are identified and described which summarize the tasks of the caregivers in supporting the subject in the encounter with the limit: to put a limit on it to favor the regulation of social integration and to stimulate comparison with it to encourage regulation of personal fulfillment. The third chapter examines how, in postmodern society, it is increasingly complex for caregivers to promote the development of autonomy through the encounter with the experience of the limit, highlighting how the aforementioned functions struggle to be completed. In the fourth chapter, pathological dependence, a typical disorder of postmodern society, is considered, analyzing how it is characterized by a difficulty in relating to the experience of the limit and, therefore, in developing autonomy and identity. The influence that caregivers may have had in determining this condition, struggling to exercise the two functions, is examined. Finally, it is shown how it is possible to work in the therapeutic community on the restructuring of the experience of the limit in order to overcome the state of dependence.

 

L’impatto della psicopatologia ansiosa materna sul benessere del neonato e sulla relazione triadica

Studente: Carlotta Cacciavillani 
Titolo tesiL’impatto della psicopatologia ansiosa materna sul benessere del neonato e sulla relazione triadica
Docente relatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Docente controrelatore: Prof. Giovanni Marchioro
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio 
Data discussione tesi: 16 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La mia tesi espone il crescente interesse dedicato allo studio della psicopatologia ansiosa nel periodo pre e perinatale, mettendo in luce gli effetti che essa può avere sul benessere della madre e sullo sviluppo infantile. Recenti evidenze scientifiche hanno infatti dimostrato che l’ansia materna rappresenta un fattore di rischio nell’insorgenza della patologia depressiva post-partum, con inevitabili conseguenze sullo sviluppo psichico del bambino. La gravidanza e la nascita di un figlio rappresentano sia un punto di svolta nella vita di una coppia e nello sviluppo dell’identità femminile, sia una profonda crisi “maturativa” di rielaborazione e ristrutturazione psichica che porta alla ricerca di nuovi equilibri. Nel corso della stesura è stato necessario soffermarsi su contenuti teorici provenienti dall’approccio psicodinamico e su studi provenienti dall’area psicosomatica. La letteratura scientifica solo recentemente si è dedicata ad una corretta attenzione verso i disturbi ansiosi materni, nonché come gli stessi possono influire sull’attaccamento e sul temperamento del bambino. Altri elementi, come l’attaccamento pre e post natale, il sistema psichico del neonato e il rapporto mamma-bambino si sono rilevati significativi per comprendere la complessità delle dinamiche esistenti durante la gravidanza e nel primo anno di vita. Concludendo, si considera vitale proseguire la ricerca sul riconoscimento di disturbi psicologici della donna durante la gravidanza, affinché sia pensato adeguatamente il supporto durante il parto e nel post partum, allo scopo di garantire alla stessa il benessere che le spetta e di assicurare al figlio che viene alla vita un sano sviluppo mentale.

My thesis exposes the growing interest in the study of anxious psychopathology in the pre and perinatal period, highlighting the effects on the mother’s wellness and on child development. Recent scientific evidence have shown that maternal anxiety represents a risk factor in the onset of postpartum depressive pathology, with inevitable consequences on the child's mental development. Pregnancy and the birth of a child represent both a turning point in the life of a couple and in the development of a female identity, furthermore, it has to be meant as meaningful phase of reworking and psychic recontruction which brings to the research of a new internal balance. During the draft of the thesis it has been necessary to focus on the theoretical contents of the psychodynamic approach and on the studies coming from the psychosomatic field. The scientific literature has only recently begun to dedicate appropriate attention on maternal anxious disorders, as well as how it can affect the attachment and temperament of the child. Other elements, such as pre and postnatal attachment, the infant's psychic system and the mother-child relationship turned out to be relevant in the understanding of complex dynamics existing during pregnancy and in the first year of life. In conclusion, it is important to pursue the research on the recognition of psychological disorders of women during pregnancy, in order to support her during the childbirth and postpartum. Such studies may help to guarantee the future mother the wellness that she deserves and the son a healthy mental development.

La Teoria dell'Attaccamento e la Percezione di Sé in gravidanza Un'indagine pilota su un campione di 37 giovani donne

StudenteBergamin Marta
Titolo tesiLa Teoria dell'Attaccamento e la Percezione di Sé in gravidanza Un'indagine pilota su un campione di 37 giovani donne
Docente relatore: Prof. Giovanni Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Questa tesi affronta il tema della maternità a partire dalle relazioni di attaccamento vissute durante l’infanzia con i propri genitori. Attraverso la disamina della letteratura internazionale e un’indagine pilota su un campione di donne in gravidanza, si è cercato di conoscere quali aspetti della percezione di Sé siano più determinati dai modelli interiorizzati di relazione acquisiti negli anni precedenti. La finalità è quella di aprire una riflessione sul tema della gravidanza, intesa non solo come insieme degli aspetti medici, sanitari ed assistenziali connessi all’evento del parto, ma come tempo di verifica e riflessione, necessario per entrare nella maternità con maggior consapevolezza di Sé. Il campione è formato da 37 donne primipare, comprese tra i 22 e i 35 anni, al 7°-8° mese di gestazione. Dall’analisi dei dati ricavati da tre questionari1 a cui il campione è stato sottoposto, alcune dimensioni dell’attaccamento ai genitori sono risultate più discriminanti di altre nella valutazione di Sé come donna e madre, soprattutto negli aspetti legati alla Sfera emotiva e al Funzionamento personale. Affinché non ci si fermi soltanto ai numeri, si conclude sottolineando l’importanza di un accompagnamento specifico per le donne che si preparano ad un cambiamento di vita così grande e definitivo, favorendo in loro una riflessione sulla necessità di fermarsi, fare il punto della propria storia, conoscere il proprio passato per poi volare verso il futuro.

This Thesis discusses the topic of maternity, focusing on the theory of attachment as it relates to infant-parent relationships. Through a deep analysis of international literature and a pilot survey conducted on a cross-section of pregnant women, the goal is to understand how relationship behaviors learned during infancy influence Self-perception. The final purpose of this work is to initiate a reflection upon the topic of pregnancy, touching not only medical, sanitary and insurance aspects; but also considering this time as an opportunity for self-analysis, necessary to enter maternity with greater self-awareness. The cross-section includes 37 primigravida women between 22 and 37 years of age at their 7th or 8th month of gestation. Based on the analysis of three questionnaires2 answered by the cross-section, some elements of the infant-parent relationship seem more influential than others in determining one's Self-perception as a woman and a mother, in specific some aspects related to the Emotional Sphere and Personal Mode of Operation. In an effort to go beyond the mere numerical data, the conclusion of this work underlines the importance of specific guidance for women facing such a life changing experience. It is necessary to help them understand the importance of stopping, reflecting, analyzing their history, and knowing their past in order to be ready for a new future.

 

La dissociazione tra rimozione e scissione alle origini del pensiero psicodinamico

Studente: Luca Anzolin
Titolo tesiLa dissociazione tra rimozione e scissione alle origini del pensiero psicodinamico
Docente relatore: Prof. Giovanni Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Rita Reschiotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

In questo lavoro si intende esaminare il concetto di dissociazione e alcune possibili connessioni con i concetti di rimozione e di scissione e come questi concetti, anche se da una parte risultano familiari e appartenenti al linguaggio comune e non solo a quello della psicologia, siano in realtà utilizzati in diversi costrutti teorici per indicare dinamiche psichiche che possono sovrapporsi. La natura del legame tra questi tre concetti viene indagato a partire dallo studio del fenomeno dell’isteria con il quale tradizionalmente si fa coincidere la nascita della psicoanalisi, in particolare facendo iniziale riferimento all’opera di Janet per quanto riguarda la dissociazione e a quella di Freud per i concetti di rimozione e scissione. Viene quindi illustrato per quali ragioni il concetto di dissociazione, utilizzato inizialmente da Janet per descrivere i fenomeni caratterizzanti l’isteria ma abbandonato in favore del concetto di rimozione ad opera del più influente Freud, sia stato riscoperto solo negli ultimi decenni a seguito del crescente interesse emerso nella clinica del trauma. Infine, si argomenta come la dissociazione, la rimozione e la scissione, oltre ad avere nell’evento traumatico un legame eziologico, possano essere intese come elementi costitutivi della vita psichica in un continuum tra normalità e patologia.

This paper aims at assessing the concept of dissociation and some of its possible connections to the concepts of repression and splitting and how these three concepts, though considered familiar as well as part of ordinary language and yet not proper of any psychological realm, are actually employed in several different theoretical constructs to refer to possibly overlapping psychic dynamics. The character of the connections among these three concepts is hence investigated by firstly approaching the phenomenon of hysteria, which traditionally marks the beginning of psychoanalysis, by particularly addressing Janet’s work as regards the topic of dissociation and Freud’s with reference to the concepts of repression and splitting. Thus, the reasons why the concept of dissociation, initially employed by Janet to describe the features defining hysteria and later abandoned in favour of the concept of repression in line with Freud’s influence, are analysed to ultimately highlight its resurgence in recent years as a consequence of an increasing interest in the studies of trauma. Finally, it is argued how dissociation, repression and splitting, besides their link to the traumatic experience, can be assessed as key features of any psychic life in a continuum between normality and pathology.

 

Lo sviluppo dell’identità nell’interazione madre-bambino nei primi anni di vita

StudenteRusso Giuseppe
Titolo tesiLo sviluppo dell’identità nell’interazione madre-bambino nei primi anni di vita
Docente relatore: Prof. Giovanni Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Rita Reschiotto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La tesi vuole esplicitare i processi e le dinamiche che all’interno dell’interazione madre-bambino portano alla formazione delle strutture che sottendono allo sviluppo dell’identità umana. Il lavoro si presenta in due parti. La prima evidenzia il progressivo passaggio dal modello psicoanalitico strutturale delle pulsioni a modelli di tipo strutturale delle relazioni. La seconda parte raccoglie i contenuti teorici dei vari autori presentati per convogliarli in una visione teorica che tiene conto dei contributi dei due modelli. La tesi intende sostenere che per tutte le teorie psicoanalitiche l’interazione madre-bambino è il presupposto imprescindibile affinchè si formino le strutture necessaria alla regolazione psico-biologica dell’individuo. Inoltre che a rendere ragione di questo può essere un modello teorico in cui la dimensione pulsionale e la dimensione relazionale non sono concepite in un rapporto dicotomico bensì in un rapporto dialettico come due facce della stessa medaglia e dunque inscindibili.

The thesis aims to explain the processes and dynamics that within mother-child interaction lead to the formation of structures that underlie the development of human identity. The work comes in two parts. The first highlights the gradual transition from the structural psychoanalytic model of impulses to structural models of relationships. The second part collects the theoretical contents of the various authors presented to convey them inaeches into a theoretical vision that takes into account the contributions of the two models. The thesis is intended to argue that for all psychoanalytic theories mother-child interaction is the essential prerequisite for forming the structures necessary for the psycho-biological regulation of the individual. Moreover, to make reason for this can be a theoretical model in which the pulsional dimension and the relational dimension are not conceived in a dichotomy relationship but in a dialectical relationship as two sides of the same coin and therefore inscidible.

La pelle come rappresentazione dei confini dell’Io e dell’identità

Studente: Jacopo Noviello
Titolo tesiLa pelle come rappresentazione dei confini dell’Io e dell’identità
Docente relatore: Prof. Giovanni Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Giovanna Borsetto
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 16 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La pelle, come organo di superficie e di delimitazione, è stata oggetto di analisi fin dagli arbori della psicoanalisi. L’appoggio dell’io sulla superficie corporea è stato descritto per primo dal fondatore stesso della disciplina psicoanalitica, Sigmund Freud. In questo lavoro di tesi si vuole presentare, attraverso un’approfondita disanima della letteratura internazionale, il tema del confine psichico e del suo appoggio biologico sulla pelle. Nella prima parte della tesi, la nozione di Io-pelle, proposta da Didier Anzieu, introduce la descrizione del ruolo fondamentale che la superficie corporea assume nel percorso di sviluppo dell’Io, dal periodo di vita intrauterino fino al raggiungimento dell’unità. Nella seconda parte della tesi viene affrontato il tema delle modificazioni corporee. Il rapporto tra modificazione della superficie corporea e fragilità dei confini dell’Io viene inquadrato all’interno della teoria delle relazioni oggettuali. La tesi si conclude con una riflessione, in un’ottica psico-sociologica, su come i cambiamenti della società contemporanea stiano comportando la necessità di una ridefinizione continua, la quale può essere espressa attraverso la pratica della tatuazione.

The skin, as organ of surface and delimitation, has been subject to analysis since the early age of psychoanalysis. The anaclisis of the Ego on the body surface has been described first by the founder himself of the psychoanalytic discipline, Sigmund Freud. This thesis discusses, through the deep scrutiny of the international litterature, the topic of psychologycal boundary and of its biological anaclisis on the skin. In the first part of the thesis, the Ego-skin’s notion, proposed by Dider Anzieu, introduces the description of the fundamental role which the body surface assumes in the development’s course of the Ego, from the intrauterine life’s period until the subjectivity’s achievement. In the second part the body’s modification topic is introduced. The relationship between body surface’s modifications and Ego boundary’s fragility is framed within the object-relation’s theory. The thesis ends with a reflection, under a psycho-sociological mindset, on how the contemporary society’s changings are inducing the need of a countinuos redefiniction that can be showed through the tattooing.

 

Cyber-porn e dintorni. Aspetti psicologici, psicopatologici e clinici

StudenteFrancesco Beig Mohammadi 
Titolo tesiCyber-porn e dintorni. Aspetti psicologici, psicopatologici e clinici
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Giulia Marella
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 14 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

La tesi tratta l'influsso che ha avuto la pornografia online sull'uomo e la società. Il primo capitolo, considera la pornografia come fenomeno sociale, analizzandone la sua distribuzione e le sue caratteristiche visive. Vengono anche proposti dei criteri per definire la condizione di dipendenza da cyber-sex. Il secondo capitolo spiega come mai la pornografia possa creare una dipendenza confrontandola con l'uso di sostanza. Vengono anche considerati i cambiamenti a livello cerebrale e nel sistema di ricompensa generati dalla fruizione di materiale pornografico. Inoltre vengono esposte molte ricerche, eseguite nell'ultimo ventennio, le quali sottolineano un aumento delle disfunzioni sessuali fra i giovani. Il terzo capitolo si pone l'obbiettivo di analizzare l'impatto della pornografia sulla persona. Le interviste condotte su individui pornodipendenti, spiegano le problematiche relative all'abuso di questi materiali. Successivamente viene considerato l'influsso della pornografia sulla concezione delle donne, il suo impatto sugli adolescenti, il rapporto che hanno le donne durante la sua fruizione e il malessere che genera sulla famiglia del fruitore. Il quarto capitolo, cerca di presentare un utile approccio alla trattazione della dipendenza da pornografia online. A questo fine, vengono presentati diversi modelli di cura e dei relativi casi esemplificativi. La fase più delicata è l’ingaggio, questo perché spesso il problema viene minimizzato, inoltre sentimenti come la vergogna e la paura di essere bollati come pervertiti rendono difficile al malato o ad un suo famigliare richiedere aiuto. La terapia punterà a una risoluzione dei conflitti interni all’individuo, analizzandone cause e origini. Contemporaneamente si andrà a potenziare la coppia, dandole gli strumenti per far fronte a questa e a future problematiche.

The thesis speaks about the influence of online pornography on man and society. The first chapter views pornography like a social phenomenon with a focus on the distribution and the visive features of pornography. There are, also, some criteria for define a case of cyber-sex addiction. The second chapter explains how pornography can build an addiction and there is a comparison with substances abuse. The use of pornography makes different change on brain and in the reward system. Lots of research are exposed for highlight the increase of sexual dysfunction among young mans. The third chapter takes care of how pornography affects the person. There are some interview to explain the problem that a compulsive use of pornography arise. In the same chapter, other aspect of pornography influences are explained, like the influences of pornography on the conception of women, the impact on the adolescent, how women experience pornography and the negative influences on the family of an addict user of pornography. The four chapter tries to present some way to approach a cyber-sex addicted. There are presented different model of therapy and some clinicals cases. The more delicate phase for the therapist is engage the person, because the problem is often minimized, plus the shame and the fear of be seen like a pervert make harder ask for help. The therapy will lead to a resolution of the internal conflict of the individual and it will analyze their origins. Meanwhile the therapist will empower the couple, in order to give them the instrument to resolve this problem and the future one.


Muoversi sulla soglia: tra Multitasking e Disturbi dell’Apprendimento. Aspetti psico-logici e psico-patologici. Affondi clinici

Studente: Maria Chiara Campisi
Titolo tesiMuoversi sulla soglia: tra Multitasking e Disturbi dell’Apprendimento. Aspetti psico-logici e psico-patologici. Affondi clinici
Docente relatore: Prof. Giovanni Fasoli
Docente controrelatore: Prof. Marco Monzani
Presidente commissione di tesi: Prof. Davide Maria Marchioro
Data discussione tesi: 14 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

Il presente lavoro di tesi pone come tema centrale l’analisi e la descrizione da un punto di vista clinico della relazione esistente tra i disturbi dell’apprendimento e il multitasking, andando ad analizzare dapprima, l’era digitale e il cambio di paradigma, con cui essa ha coinciso, fino ad arrivare agli effetti psicopatologici che i Digital Device hanno provocato nell’uomo, in termini di apprendimenti, messi in atto, da ciascun individuo, sin da quando è bambino. La tesi affronta innanzitutto, in modo concreto e diretto, le principali caratteristiche dell’era digitale, i cambiamenti neurologici, quindi a livello cerebrale, che in seguito a tale fenomeno è stato possibile osservare e le conseguenze dell’impatto che le trasformazioni, avvenute in termini di cervello digitale, memoria digitale e identità digitale, hanno provocato nei comportamenti, nei funzionamenti e negli apprendimenti. Attraverso le evidenze scientifiche emerse in ambito di neuroscienze, gli studi condotti e le teorie esistenti relative alla relazione esistente tra disturbi dell’apprendimento, osservabili all’interno del sistema scolastico, e il multitasking, viene dimostrato come vi sia una profonda relazione fra questa e i disturbi legati all’attenzione e di conseguenza anche all’apprendimento. Il testo si pone quindi come obiettivo principale la riflessione sull’importanza di rendere consapevole e sensibilizzare ciascun individuo, in particolar modo i genitori e gli insegnati, appartenenti al sistema educativo, rispetto alle conseguenze psicopatologiche emerse, connesse all’ubiquità dei media e all’onnipresenza di strumenti digitali, i quali, esigendo una modalità di approccio caratterizzata dal multitasking hanno reso, la generazione attuale, quindi i Nativi Digitali, grandi esperti in apprendimenti superficiali, con bassi livelli di memoria e di attenzione, facilmente distraibili, e sovra stimolati, che non per ultima risulta essere una delle conseguenze principali, in quanto ha reso tali bambini, incapaci di annoiarsi e di mantenere l’attenzione focalizzata su un singolo compito. I media, di fatto, con il loro fascino, hanno catturato le loro menti deteriorando alcuni principali funzionamenti, quali la memoria e l’attenzione. Si parla di demenza digitale. A tal proposito infine l’elaborato riflette sulla difficoltà di muoversi sulla soglia: sebbene il cambio di paradigma abbia coinciso con trasformazioni irreversibili, legata anche alla comparsa a livello clinico, di disturbi dell’apprendimento, esso abbia, nel contempo messo a disposizione dell’intera umanità strumenti digitali in grado di compensare gli stessi deficit, emersi dall’indagine clinica, di cui ne è la causa. Si parla allora di Demenza digitale o di Homo Sapiens 2.0?

This thesis work focuses on the analysis and clinically description of the relationship between learning disorders and multitasking, analyzing first the digital age and the paradigm shift, with which it coincided, to arrive at the psychopathological effects that Digital Devices have caused in man, in terms of learning, implemented by each individual, since he was a child. The thesis first of all faces, in a concrete and direct way, the main characteristics of the digital era, the changes at brain level, that following this phenomenon has been possible to observe and the consequences of the impact that the transformations, which occurred in terms of digital brain, digital memory and digital identity, have resulted in behaviors, operations and learning. Through the scientific evidence that emerged in the field of neuroscience, the studies conducted and the existing theories relating to the relationship between learning disorders, observable within the school system, and multitasking, demonstrated that there is a deep relationship between it and disorders related to attention and consequently also to learning. The text therefore has as its main objective the reflection on the importance of making each individual aware and sensitized, especially parents and teachers belonging to the educational system, with respect to the psychopathological consequences connected with the omnipresence of the media and the digital instruments. These, by demanding an approach characterized by multitasking, have made the current generation, therefore the Digital Natives, great experts in superficial learning with low levels of memory and attention, easily distracted, and over stimulated, resulting also to be one of the main consequences as it has made these children unable to get bored and to keep their attention focused on a single task. The media, with their charm, captured their minds by deteriorating some main operations, such as memory and attention. Digital dementia is discussed. Finally in this regard, the paper reflects about the difficulty of moving on the threshold: although the change of paradigm coincided with irreversible transformations, also linked to the clinically appearance of learning disabilities, at the same time it has given to all humanity digital instruments able to compensate the same deficit, emerged from the clinical investigation, which it causes. Are we discussing about digital dementia or Homo Sapiens 2.0?

 

Broken hearts. La diagnosi nella terapia ricostruttiva di L.S. Benjamin

StudenteFederica Da Rios 
Titolo tesiBroken hearts. La diagnosi nella terapia ricostruttiva di L.S. Benjamin
Docente relatore: Prof. Ernesto Gianoli
Docente controrelatore: Prof.ssa Lara Fressini
Presidente commissione di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 13 marzo 2020
Laurea Magistrale Internazionale inPsicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto verte attorno al tema della diagnosi psicologica secondo l’orientamento teorico di Lorna S. Benjamin. Gli obiettivi di questo lavoro ruotano attorno alla tesi che conoscere e possedere gli strumenti della terapia ricostruttiva interpersonale, possa facilitare e migliorare il ruolo del clinico. Partirò dall’ipotesi che l’applicazione di tale modello in ambito clinico, permettendo una diagnosi condivisa con il paziente che è chiamato a riconoscere per poi bloccare i modi di fare disfunzionali, permetta di fare un percorso verso il cambiamento. L’assunto di base è che le prime relazioni sperimentate dal bambino nell’infanzia con le figure adulte di riferimento, siano alla base dell’apprendimento dei modi di fare disfunzionali che sostengono il disagio psicologico. Il lavoro che segue è stato quindi condotto secondo una modalità di approfondimento bibliografico di settore, con lo studio di diverse fonti scientifiche che fanno da cornice alla teoria della Benjamin. I concetti principali qui approfonditi fanno riferimento al rapporto esistente tra mondo interpersonale e spazio intrapsichico.

The topic in focus is Lorna S. Benjamin theory of psychological diagnosis. The objectives of this work are to better understand and apply the tools of interpersonal reconstructive therapy and to use this knowledge to improve clinical practice. My primary hypothesis is that the application of this model facilitates a shared diagnosis between the clinician and the patient, who can thereby recognize, and alter, dysfunctional patterns of behavior, choosing a path that lead to change. It is assumed that early childhood experiences with attachment figures form a basis for dysfunctional coping strategies that support psychological distress in adulthood. This paper undertakes a thorough analysis of the relevant literature in relation to Benjamin theory. This paper also explores the concept of a relationship between the interpersonal world and the intrapsychic space.