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Psiconcologia: percorsi psicologici con pazienti oncologici

Studentessa: Manfrè Stefania
Titolo tesi: Psiconcologia: percorsi psicologici con pazienti oncologici
Docente relatore: Catia Martorello
Docente controrelatore: Salvatore Capodieci
Presidente di tesi: Umberto Fontana
Data discussione tesi: 12/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Il presente lavoro di tesi ha voluto dimostrare la stretta relazione che intercorre tra la malattia del cancro e la Psicologia. L’obiettivo è, infatti, quello di presentare come esso non sia solamente un fenomeno del corpo ma come, invece, sia influenzato dalla psiche del soggetto e dalle sue esperienze.
A partire dalla presentazione della particolare branca che si occupa degli aspetti psicosociali del cancro, la Psiconcologia, è stato poi possibile delineare le considerazioni riguardanti l’impatto che i fattori sociali e psicologici hanno sull’insorgenza della malattia e sul suo decorso. L’esposizione ad alcuni fattori ambientali e a determinate esperienze psicologiche, come lo stress e la deprivazione di cure, comporta infatti un aumento delle possibilità di sviluppare un cancro a causa di dinamiche che hanno origine a livello cerebrale ed epigenetico.
Successivamente, è stato dimostrato come la Psicologia svolga un ruolo importante anche nelle fasi successive alla diagnosi. Ricevere un responso che accerti la presenza di un cancro, infatti, innesca un particolare vissuto psicologico caratterizzato da profonde paure, insicurezze, difese, forti emozioni, perdita di senso e difficoltà. È così, infatti, che a risentirne non è solamente il corpo ma, allo stesso modo, anche la psiche.
Anch’essa, inoltre, necessita di ritrovare un nuovo equilibrio e maggior adattamento. A tal proposito, sono state trattate le strategie di Coping utilizzate dai pazienti oncologici e le conseguenze psicologiche che possono derivare dal loro utilizzo in modo disadattivo.
A seguito di quanto esposto, è stato possibile delineare un percorso di natura psicologica in grado di incrementare alcune dimensioni proprie del soggetto, come autoefficacia, Coping funzionale, resilienza e ricerca di senso, in vista di un miglioramento della qualità di vita del soggetto.
Con questa tesi, quindi, si intende trasmettere una visione della malattia del cancro che concepisca l’essere umano come costituito da corpo e mente, e che oltrepassi la visione di paziente come colui che manifesta sintomi o di cancro come sola malattia dell’organismo.

Il difficile rapporto emotivo con il dolore nei malati terminali: utilizzo della musicoterapia e delle cure palliative in hospice

Studentessa: Antonello Marisa
Titolo di tesi: Il difficile rapporto emotivo con il dolore nei malati terminali: utilizzo della musicoterapia e delle cure palliative in hospice
Docente relatore: Salvatore Capodieci
Docente controrelatore: Mario Magrini
Presidente Commissione di tesi: Umberto Fontana
Data discussione tesi: 12/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Emozioni’, ‘sofferenza’ e ‘musica’ sono tre parole che non sembrano fatte per convivere facilmente, a meno che ci si imbatta in un brano col quale un compositore depresso tenti terapeuticamente di sfogare il suo malessere interiore, sembrano anzi un coacervo di termini giustapposti senza apparente armonia.Questo teorema è invece smentito, anzi ribaltato, quando si rivolga l’attenzione alla parabola discendente della vita, in particolare all’ultimo periodo di permanenza in questo mondo, quando l’età e le condizioni di salute sono foriere di un degrado psico-fisico che infligge alla persona sofferenze importanti e prolungate, regressione e perdita dell’autosufficienza, solitudine o quantomeno difficoltà a mantenere vividi i propri rapporti affettivi. In questo periodo difficile, delicato e complesso, quando è consuetudine focalizzare l’attenzione sulla condizione medica sfuocando i contorni della persona che ci si trova di fronte, la musica può rappresentare una porta d’accesso fondamentale ai vissuti interiori del malato, offrendo sollievo, conforto e consolazione.

'Emotions', 'suffering' and 'music' are three words that seem not to be made to coexist easily, unless you meet a piece in which a depressed composer therapeutically tries to vent his unease, it seems rather a jumble of terms juxtaposed without apparent harmony.
This theorem is instead denied, even reversed, when the focus should be on the downward spiral of life, especially the last living time of this world, when age and health conditions are harbingers of a mental and physical degradation which imposes on the person major suffering and prolonged regression and loss of independence, loneliness, or at least difficult to maintain their vivid emotional relationships.
In this difficult period, delicate and complex, when it is customary to focus on the medical condition blurring the outlines of the person who is in front, the music can be a gateway to the fundamental inner experiences of the patient, providing relief, comfort and consolation.

Indagine sul rapporto tra tratti di personalità, percezioni sinestesiche e strumenti musicali tra reale e immaginario in un gruppo di musicisti di big band.

Studentessa: Michela Ferro
Titoli tesi: Indagine sul rapporto tra tratti di personalità, percezioni sinestesiche e strumenti musicali tra reale e immaginario in un gruppo di musicisti di big band.
Docente relatore: Prof. Davide Maria Marchioro
Docente controrelatore: Prof.ssa Rita Reschiotto
Presidente di tesi: Prof. Fabio Benatti
Data discussione tesi: 11/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

Frequentemente parlando di musica ci si esprime riferendosi ad essa come il “nutrimento per l’anima”, o il “colore dell’anima”, correlando così un’intima emozione evocata nella persona ed uno stimolo ad uno degli organi di senso frequentemente impegnati nell’evocare le emozioni.
La contaminazione sensoriale produce in questo modo dei fenomeni chiamati “sinestesie sensoriali”, che vengono spesso ricercati dagli artisti per suscitare emozioni innovative in chi si avvicina alle loro opere musicali o artistiche in generale.
Alla base di questa commistione sta la percezione dell’evento percettivo soggettivo, che fa apparire la realtà in un modo piuttosto che in un altro rispetto a come la stiamo vivendo. Numerose ricerche tendono a sottolineare come la sinestesia sia un’importante qualità della percezione che nessun buon artista può ignorare. Lo sapevano bene Baudelaire, Gautier, Dalì, Kandinsky o Wagner, con la loro “arte totale”, in cui tutti i sensi dovevano essere stimolati per giungere al culmine dell’espressività dell’opera. In particolare si potrebbe pensare ad un interessante parallelismo tra Kandinsky e la musica, giacchè per l’artista le composizioni sceniche sono opere artistiche che si differenziano dalla pittura solo perché esprimono il sentimento allo stato puro con mezzi diversi, ossia suoni, colori e movimenti, al fine di far vibrare l'anima dello spettatore, di vivificare la sua fantasia, di chiamarlo a partecipare all'opera rappresentata.

La relazione madre-bambino nelle prime fasi di sviluppo in rapporto ad ambiente, cultura e mutazioni socio-economiche.

Studentessa: Lazzarotto Vera 
Titolo tesi: La relazione madre-bambino nelle prime fasi di sviluppo in rapporto ad ambiente, cultura e mutazioni socio-economiche. 
Docente relatore: Lino Rossi
Docente controrelatore: Lara Fressini
Presidente di tesi: Umberto fontana
Data discussione tesi: 10/03/2016
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità

La psicologia dello sviluppo ha dimostrato un grosso interesse verso lo studio dell’attaccamento sottolineando il ruolo centrale dei genitori ed in particolare della madre. Minor rilievo e spazio sono stati concessi invece all'analisi degli elementi contestuali, sociali e ambientali come possibili fattori d’influenza nell’attaccamento primario. 
Lo scopo del lavoro è stato quello di offrire una panoramica allargata che prenda in esame alcuni tra gli elementi più significativi in grado di condizionare la relazione madre-bambino.
Le modalità di analisi individuate sono state due: per quanto riguarda l'influenza culturale e ambientale mi sono avvalsa delle ricerche svolte da alcuni autori integrandole con l'esperienza personale vissuta sul campo, grazie ad un viaggio di volontariato nell’Ecuador andino, per quanto riguarda invece le possibili influenze dei fattori socio economici, ho ritenuto utile ricavare elementi di valutazione attraverso un’indagine qualitativa sul campo con un questionario creato ad hoc, in un'area del Nord Est che più di altre ha subito gli effetti di fenomeni devastanti come crisi, perdita del lavoro e immigrazione.

La condizione umana del dolore. Per una visione psicosomatica

Studente: Luca Pulze
Titolo tesi:
La condizione umana del dolore. Per una visione psicosomatica
Docente relatore: prof. Giovanni Marchioro
Controrelatore: prof.ssa Rita Reschiotto
Presidente Commissione di tesi: prof. Fabio Benatti
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 14/12/2015

La tesi, dopo aver passato in rassegna la bibliografia scientifica sull’argomento, descrive le basi anatomofisiologiche e terapeutiche del dolore da una prospettiva psicosomatica che integra il dato fisiologico con quello psicocomportamentale. È stato condotto uno studio su 36 pazienti presso una struttura sanitaria di Padova. L’obiettivo dello studio è stato duplice: da un lato verificare come la componente placebo di una terapia corrisponda alla componente psicosociale nella quale si trova il paziente, dall’altro fornire dei dati sperimentali utili a ridurre l’assunzione di farmaci il cui sovradosaggio può risultare dannoso.

The thesis, having gone through the scientific literature on the subject, describes the physiological and anatomical therapeutic bases of pain from a psychosomatic perspective that integrates the data with that psycho physiological behaviour. A study was conducted on 36 patients at a medical facility. The objective of the study was twofold: first, check how the placebo therapy component matches the psychosocial component in which the patient, on the other hand provide useful experimental data to reduce the intake of medicines whose overdose can be harmful.

Cosmologia della violenza. Perché l'uomo decide di agire in modo violento

Studente: Chiara Fabretto
Titolo tesi: Cosmologia della violenza. Perché l'uomo decide di agire in modo violento
Docente relatore: prof. Marco Monzani
Controrelatore: prof. Davide Maria Marchioro
Presidente Commissione di tesi: prof. Fabio Benatti
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 14/12/2015

L'agito atroce e distruttivo come attacco al corpo cela significati nascosti nell’individuo che diviene autore di reato violento. Il presente elaborato pone l’accento su tali aspetti, al fine di indagare quali sono le motivazioni che spingono un essere umano coerentemente adattato alla società a compiere un gesto brutale nei confronti di un suo simile e a divenire un violento autore di reato. Inconfutabilmente convinta che al reato crudele non deve essere correlato forzatamente il termine disturbo psichiatrico, questa tesi si propone di analizzare da un lato gli aspetti psicologici, in termini di deprivazione e perdita della figura materna, dall’altro gli aspetti patologici mentali che risultano agevolare l’azione aggressiva e la condotta violenta. Analizzando nello specifico la visione criminologica di Lonnie Athens, fautore della corrente dell’interazionismo radicale e della teoria della violentizzazione, ed entrando concretamente nelle storie di chi ha commesso atroci aggressioni contro la persona, si cercherà di inoltrarsi nell’universo violento dei detenuti incontrati dallo stesso Athens, all’interno del quale i loro sistemi valoriali e di giudizio sono correlati ad una loro visione del mondo potenzialmente positiva, ma coscientemente decisa come negativa. Con la sua teoria, produttivamente approfondita da Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali, Athens ha completamente dissestato le visioni comuni del comportamento violento, inteso come impulsivo e predeterminato, offrendo un’efficiente strutturazione di come nasce una personalità violenta e conseguentemente fornendo uno strumento di prevenzione alla condotta violenta. L’obiettivo di questa tesi è, in ultima istanza, quello di invitare ad una riflessione al tema violento, ascoltando la cosmologia dell’autore di reato crudele, al fine di permettere, non solo a livello teorico ma anche e soprattutto a livello concreto, un possibile cambiamento.

L'arte del lavoro di equipe

Studente: Frezza Italo
Titolo tesi: L'arte del lavoro di equipe
Docente relatore: prof. Vincenzo Salerno
Controrelatore: prof.ssa Lara Fressini
Presidente Commissione di tesi: prof. Fabio Benatti
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 15/10/2015

In una Comunità Terapeutica per le dipendenze, il gruppo di lavoro, composto da diverse figure professionali, è uno degli strumenti principali. Da questa premessa parte l’analisi sull’argomento, utilizzando due diversi punti di vista.
Dapprima si è scelto di approfondire la visione del gruppo di lavoro attraverso la psicologia sociale, poi si è passati a una visione dal punto di vista sociologico.
In un secondo tempo si sono messe a confronto le due analisi, identificati punti convergenti e divergenti o d’altra parte aspetti specifici. Nel fare questo si è potuto esprimere delle riflessioni, con collegamenti a esperienze personali sull’argomento. Contemporaneamente si è cercato di valutare quali temi restassero inesplorati e meritassero futuri approfondimenti.

In treatment and rehabilitation centres for addictions, the working team, made up of several professionals, is one of the main operational factors. This was the premiss that gave start to the present paper where two different points of observation were taken into consideration.
The working team was first studied from the point of view of Social Psychology, and secondly from the point of view of Sociology.
Once the two analyses had been carried out, the outcomes were compared to disclose convergent and divergent features and specific traits to each area. In the course of this process, observations surfaced with connections also to personal experiences, and at the same time specific topics were evaluated and highlighted as still unexplored and worthy of further investigation.


La persona prima della vittima e le ferite invisibili: resilienza e sindromi post traumatiche nella violenza di genere

Studentessa: Moniale Federica
Titolo tesi: La persona prima della vittima e le ferite invisibili: resilienza e sindromi post traumatiche nella violenza di genere
Docente relatore: prof. Marco Monzani
Docente correlatore: prof. Fabio Benatti
Controrelatore: prof. Salvatore Capodieci
Presidente Commissione di tesi: prof. Mario Magrini
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 10/10/2015

In questi ultimi anni, gli studi hanno riscontrato una forte crescita nella consapevolezza della presenza della violenza di genere e questo ha portato a ricercare soluzioni per arginare il fenomeno e rimediare alle conseguenze. Oggigiorno è possibile riconoscere nel Disturbo post-traumatico da stress una delle principali e più invalidanti conseguenze della violenza di genere; tuttavia è possibile individuare fattori protettivi che consentano di incrementare la resilienza, una risorsa da cui le vittime possono attingere le forze necessarie per iniziare un percorso di recupero. Il presente lavoro si propone di approfondire i temi della violenza di genere, del disturbo post-traumatico da stress e della resilienza anche grazie a un’indagine conoscitiva sulla violenza di genere condotta su un gruppo di studentesse di età compresa tra i 14 anni e i 19 anni. I risultati dell’indagine rilevano che il campione ha una conoscenza vaga e deficitaria del fenomeno, c’è  così la necessità di condurre una prevenzione maggiormente diretta a questa fascia di popolazione per consentire una maggiore consapevolezza e conoscenza del fenomeno e delle possibili soluzioni per tutelarsi dallo stesso.

Over the last years studies have corresponded a strong growth into the awarness of gender violence presence, leading to research solutions act to control the phenomenon and remedy about consequences. Nowadays, it's possible to recognize in the post - traumatic stress disorder one of the main and most disabiling consequences of gender violence; however, it's also possible to identify protectives factors that permit to increase the resilience, a resource from which the victims can draw on necessary strength to begin a path of recovery. The purpose of this job is to analyse the themes of gender violence of post-traumatic stress disorder and resilience, thanks to a cognitve survey on a gender violence conducted on a group of students aged between 14 and 19 years. The survey results point out that the sample has an insufficient and vague knowledge so there is the need to conduce a mainly prevention focused on this range of people permitting a major knowledge and awarness of this phenomenon and its possible solutions to protect by itself.

Malati per sempre. Approcci relazionali e terapie non farmacologiche nelle persone affette da demenza

Studentessa: Sonego Valentina
Titolo tesi: Malati per sempre. Approcci relazionali e terapie non farmacologiche nelle persone affette da demenza
Docente relatore: prof.ssa Chiara Volpato
Controrelatore: prof. Fabio Benatti
Presidente Commissione di tesi: prof. Davide Maria Marchioro
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 09/10/2015

L'obiettivo principale di questa tesi, è stato quello di dimostrate l'importanza di affiancare alla terapia farmacologica interventi non farmacologici in pazienti affetti da demenza. Partendo da fattori fondamentali quali il senso restrittivo con cui è stata considerata fino ad oggi la demenza, il progressivo aumento delle persone che ne sono affette, l'impatto economico che il fenomeno determina e l'importanza dei caregiver e di reti assistenziali, è stata suddivisa la presenta trattazione in tre capitoli. Il primo capitolo è dedicato all'approfondimento del concetto di demenza e delle sue forme. Sono stati descritti l'invecchiamento normale (con i suoi processi relativi alla memoria e la riserva cognitiva), le varie forme di demenza (approfondendo fattori di rischio, quadro clinico, decorso, neuropatologia e specificandone l'epidemiologia, le varie classificazioni possibili e le forme in cui si declinano) e il tema della diagnosi e delle prime cure (obiettivo del lavoro con il paziente, modificazione dell'ambiente, ruolo della famiglia e importanza della costruzione di una rete di servizi). Dopo questa introduzione teorica, il secondo capitolo propone una lettura sulle diverse manifestazioni cliniche della malattia. L'approfondimento è stato dedicato a tre ambiti: disturbi della sfera cognitiva, disturbi del comportamento e complicanze che possono insorgere. Nel terzo capitolo invece, sono stati descritti gli strumenti di cura definiti "terapie non farmacologiche" (in particolar modo la Doll Therapy e la Pet Therapy) che possono affiancare la terapia farmacologica nei pazienti affetti da demenza, riportando dati ricavati dalla letteratura scientifica e dall'esperienza vissuta con il tirocinio.

Vittime di violenza sessuale. Complessità celate e prospettive di intervento

Studentessa: Zigagna Elisa
Titolo tesi: Vittime di violenza sessuale. Complessità celate e prospettive di intervento
Docente relatore: prof. Marco Monzani
Controrelatore: prof.ssa Lara Fressini
Presidente Commissione di tesi: prof. Fabio Benatti
Laurea magistrale in: Psicologia clinica e di comunità
Data: 09/10/2015

La violenza sessuale è un fenomeno globale, che rappresenta una tra le forme di abuso più crudeli e devastanti. L’individuo viene violato nella sua dimensione più intima, la libertà sessuale, e le ripercussioni che ne derivano si qualificano come significative sia sul piano fisico che su quello psicologico, unitamente ad eventuali conseguenze di stampo sociale, che possono scaturire a seconda del contesto culturale in cui la persona è inserita. 
La vittima di abuso sessuale sperimenterà inoltre una vittimizzazione secondaria, derivata dalla denuncia del sua situazione di difficoltà, che si sommerà agli effetti della vittimizzazione diretta. Un carico di sofferenza importante dunque, quello che spetta all'individuo investito da questo status.
Per parlare di questi particolari soggetti vittimizzati, occorre però fare un passo indietro, ripercorrendo il percorso teorico che connota la vittima propriamente detta, giungendo così all'incontro con la vittimologia, la disciplina che si interessa al polo abitualmente meno considerato della diade autore-vittima. Questo, al fine di cogliere le sfumature che connotano la vittima di violenza sessuale, con l’intento di mantenere un’ottica vittimologica nell'approccio ad essa.

Sexual assault is a widespread phenomenon and it represents one of the most brutal, cruel and devastating forms of abuse. The individual is violated in their deepest and most intimate dimension, which is sexual freedom. The consequences heavily impact the victim in both a psychological and physical way. Furthermore, depending on the cultural context in which the victim is integrated, it could have social life consequences to a certain extent.
The victim of the assault will experience a secondary victimisation, derived from the disclosure of their victim status, which will be added to the effects of the direct victimisation. The victim is thus engulfed with an extremely heavy burden of sorrow and suffering.
To discuss these particular victimised subjects, it's necessary to step back, retracing the theoretical path which defines the victim herself. It's in this path that we encounter the discipline called victimology, which studies the usually less considered element of the dyad Author-Victim. Victimology allows to better grasp nuances that define the victim of sexual assault/violence, with the specific intent of maintaining a victimologist point of view when approaching it.