Presentazione del libro di Carla Forcolin: Uscire dal carcere a sei anni

Titolo: Presentazione del libro di Carla Forcolin Uscire dal carcere a sei anni. I figli delle detenute tra diritti che confliggono: stare con la madre o essere liberi.
Data: 27 maggio 2021
Orario: dalle 14.30 alle 16.30

L'evento è online su piattaforma Zoom. Per accedere è necessario un account Zoom, se non ne hai uno clicca qui zoom.us/signup
Il link verrà inviato prima dell'evento agli iscritti.

Le iscrizioni saranno chiuse giovedì 26 maggio h18 


Il 27 maggio 2021 a partire dalle 14.30 vi sarà la presentazione del libro di Carla Forcolin “Uscire dal carcere a sei anni. I figli delle detenute tra diritti che confliggono: stare con la madre o essere liberi”. Con il contributo di Aurea Dissegna, Mario Magrini e Maurizio Pitter. Prefazione di Gianfranco Bettin (ed. FrancoAngeli, 2020).

Nella prima parte del pomeriggio l'autrice del libro, Carla Forcolin, e gli altri autori che hanno contribuito al volume (Aurea Dissegna, Mario Magrini e Maurizio Pitter) presenteranno i temi principali del volume che riguardano la tutela del bambino quando la madre deve scontare una pena carceraria. In base all'attuale ordinamento penitenziario le madri detenute possono, infatti, tenere i figli piccoli con sé fino all’età di tre anni, trascorrendo con loro la reclusione nell’asilo nido del carcere. Una legge del 2011 ha poi elevato da tre a sei anni l’età dei bambini che possono stare in carcere con le madri, creando appositi Istituti a custodia attenuata (Icam) o Case famiglia protette. Carla Forcolin, fondatrice dell'Associazione "La Gabbianella e altri animali" (http://www.lagabbianella.org/), si occupa da oltre 20 anni della tutela dell'infanzia all'interno delle strutture carcerarie e con questo volume porta alcune delle sue esperienze nel territorio veneziano e delle proposte concrete. 

Nella seconda parte del pomeriggio ci sarà una tavola rotonda, di dibattito e discussione sui temi trattati dal libro, che verrà gestita dal Prof. Marco Monzani. La tematica è infatti attualmente oggetto di discussione politica e vi sono proposte di riforma di legge che non possono non tenere conto del parere degli esperti. L'evento è di indubbio interesse per gli studenti dello IUSVE interessati ai temi della prima infanzia, della tutela dei diritti dei minori e della realtà carceraria italiana.

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Dalla quarta di copertina
Il carcere non è un luogo dove crescere i bambini. Su questo l’accordo è unanime. Eppure, con l’attuazione della legge 62/11, nata dalle migliori intenzioni, l’indiretta detenzione dei bambini, che
accompagnano le madri in carcere, è stata raddoppiata nel tempo. Prima della legge si usciva dal carcere a tre anni, ora a sei. E non è affatto certo che se ne esca con la madre, la separazione tra madri e figli ci può essere esattamente come un tempo e, in tal caso, per i bambini va trovata una sistemazione: con il padre, con i parenti, in affidamento etero-familiare, in una casa famiglia.

Circa dieci anni fa, il legislatore ha cercato di evitare il carcere ai bambini attraverso gli “istituti a custodia attenuata per madri” (Icam) e i piccoli, le cui madri possono godere della custodia
attenuata, non sono proprio in carcere, ma in Icam. Qui le stanze sono più belle, ma non si può uscirvi con la mamma; i blindi sono stati sostituiti da porte robuste, che però rimangono invalicabili. Agenti senza divisa devono essere ubbidite dalle detenute-madri, sotto ai loro occhi. I bambini non si lasciano ingannare circa la natura di questi luoghi e capiscono benissimo che sono in carcere, soprattutto crescendo.

Come il volto di una donna anziana diventa più luminoso con un tocco di rossetto, ma non ritorna giovane, così qualsiasi istituto rimane carcere finché è un luogo in cui si è privati della libertà. I bambini non possono trascorrervi tutta la prima infanzia, se non si vuole rovinare la loro vita.
Il libro va contro corrente sia nell’analisi della situazione, sia nelle proposte per ridurre al minimo la sofferenza dei figli delle detenute ed è rivolto in primis al legislatore, perché rimedi agli effetti indesiderati di una legge buona, poi a tutti gli addetti ai lavori e a chi è sensibile alla tutela dell’infanzia.

Recensione del volume a cura di L. Fadiga




Tags: libro, carcere