Il percorso didattico e formativo di Licenza/laurea magistrale in “Psicologia clinico-giuridica” si propone di rispondere ai bisogni emergenti nella realtà sociale per quanto riguarda la formazione di futuri psicologi che dovranno operare nei campi della psicologia giuridica, della tutela dei minori e delle persone vulnerabili e della giustizia in genere. Il modello di riferimento che ci si prefigge di adottare è quello clinico-giuridico, sia preventivo che riabilitativo, ancorato al contesto normativo attualmente vigente in Italia. Questo corso intende realizzare i seguenti obiettivi principali:

  • fornire modelli e strumenti per individuare i nuovi bisogni del mondo delle scienze psico-giuridiche e clinico-giuridiche impegnate nella tutela e nel supporto a soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità (donne, anziani, minori e disabili) e nella tutela del supremo interesse del minore (vicende di separazioni coniugali conflittuali, situazioni di marginalità con provvedimenti di affidamento e adozione, percorsi rieducativi e preventivi all’interno di procedimenti penali).
  • offrire una formazione non solo tecnico-professionale, ma anche umanistica, dentro l’orizzonte antropologico-pedagogico aperto ai valori che danno senso alla vita e rispondono alle istanze attuali di inclusione sociale e di prevenzione della devianza minorile, dell’abuso e del maltrattamento all’infanzia e all’adolescenza e della violenza sulle

Sbocchi lavorativi
I laureati magistrali in Psicologia clinico-giuridica, dopo la necessaria iscrizione all’Albo professionale degli Psicologi, potranno ovviamente svolgere attività professionale in tutti gli ambiti in cui è prevista la figura dello Psicologo, ma soprattutto nei seguenti ambiti:

  • Libera professione in ambito clinico-giuridico, psicologico, educativo, consulenziale e riabilitativo.
  • ONG e altre Imprese Sociali operanti nell’ambito dei diritti dei minori e della prevenzione;
  • Enti Pubblici, in particolare Tribunali, Procure della Repubblica, Tribunali per i Minorenni, Tribunali di Sorve- glianza, Istituzioni Penitenziarie e Carcerarie;
  • Enti Territoriali e Amministrativi, in particolare Comuni, Province e Regioni;
  • Realtà del privato-sociale quali, ad esempio, comunità di recupero per minori, comunità di accoglienza di mino- ri stranieri non accompagnati e/o immigrati, centri anti-violenza o centri di aiuto e di ascolto del bambino abusato e maltrattato;
  • Studi

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