Stigma della malattia mentale: gli atteggiamenti o i possibili pregiudizi degli psicologi nei confronti dei pazienti con disturbi mentali

Studente: Giulia Signorini
Titolo tesi: Stigma della malattia mentale: gli atteggiamenti o i possibili pregiudizi degli psicologi nei confronti dei pazienti con disturbi mentali
Docente relatore: Prof. Giampaolo Mazzara
Docente controrelatore: Prof. Salvatore Capodieci
Presidente commissione di tesi: Prof. Marco Monzani
Data discussione tesi: 15 gennaio 2022
Licenza in: Psicologia clinica e di comunità

L’argomento scelto verte intorno allo stigma della malattia mentale, in particolare agli atteggiamenti o i possibili pregiudizi degli psicologi nei confronti delle persone con disturbi mentali. Con il termine “stigma” si intende l’insieme di connotazioni negative che vengono attribuite alle persone con problemi psichici, un marchio di vergogna, che porta a discriminare ed escludere un individuo da contesti e situazioni proprie della vita sociale. Gli obiettivi di questo lavoro sono ruotati intorno alla tesi che la qualità di vita e le possibilità di guarigione delle persone che soffrono di un disturbo mentale, non dipendano solamente dalle cure che essi ricevono, ma anche dall’atteggiamento di coloro che incontrano nella vita quotidiana, in primo luogo i professionisti della salute mentale fra cui gli psicologi. La ricerca è stata condotta secondo una metodologia di lavoro che ha comportato in primis un approfondimento bibliografico di settore: si sono inquadrate le principali ricerche scientifiche nell’ambito del pregiudizio, in quanto lo stigma è attribuzione di pregiudizio infondato, passando poi ad esaminare quelle inerenti al processo di stigmatizzazione. Successivamente, sono stati analizzati nel dettaglio gli studi della letteratura che indagano le percezioni degli psicologi verso la malattia mentale, gettando le fondamenta per la parte sperimentale della ricerca. Sulla base delle informazioni acquisite infatti, si è costruito un questionario da sottoporre a un numero considerevole di studenti di psicologia e di psicologi abilitati, per analizzare i loro atteggiamenti o possibili pregiudizi nei confronti dei pazienti con disturbi mentali. Sebbene lo studio abbia rilevato che gli atteggiamenti complessivi degli psicologi sono per la maggior parte positivi, dati contrastanti sono emersi riguardo le convinzioni di pericolosità, inguaribilità, improduttività e i valori della distanza sociale. Tali evidenze necessitano di ulteriori approfondimenti.

The chosen topic addresses the issue of the mental health stigma, in particular the attitudes or possible prejudices of psychologists towards people with mental disorders. The term “stigma” means the set of negative connotations that are attributed to people with mental problems, a mark of shame, which leads to discrimination and excludes an individual from contest and situations typical of social life. The objectives of this work are developed around the thesis that the quality of life and the chances of healing of people suffering from a mental disorder do not depend only on the treatment they receive, but also on the attitude of those, they meet in daily life, primarily mental health professionals, including psychologists. The research has been conducted according to a working methodology that involved, first of all, a bibliographic study of the sector: the main scientific researches in the field of prejudice were framed, as the stigma is the attribution of unfounded prejudice, then moving on to examine those inherent to the stigmatization process. Subsequently, literature studies investigating psychologists' perceptions of mental illness has been analyzed in detail, laying the foundations for the experimental part of the research. In fact, on the base of the information acquired, a questionnaire has been constructed to be submitted to a considerable number of psychology students and qualified psychologists, to analyze their attitudes or possible prejudices towards patients with mental disorders. The study found that the psychologists' attitudes are for the most part positive, conflicting data emerged regarding the beliefs of dangerousness, incurability, unproductivity and the values of social distance. These evidences need further investigation.